Il sindaco italiano che mangiava a sbafo

Dialogo tra naviganti:
Andy Italiano: oggi hanno scoperto che un importante politico mangiava spesso al ristorante a spese del Comune di cui era il sindaco.
Hafid: Ah, l’hanno beccato?
Petra Hecht: è normale, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine!
Alina Stefanì: quindi non le pagava lui le cene che faceva? Mangiava a sbafo?
Ramona Mteiny: esatto, pagava “Baffone” a quanto pare!
Eliza Arevalo: ma perché, Andy, hai detto che “era” il sindaco?
Gianni: te lo dico io, perché l’hanno fatto fuori!!
Haktan Ataman: ma no, Gianni, si è fatto da parte spontaneamente!
Christian: a me ha preso alla sprovvista. Sembrava una brava persona.

baffone
Fonte: ignoranticonsapevoli

Spiegazione

Molto bene amici. Oggi facciamo una cosa molto divertente. Sono contento della collaborazione di coloro che hanno parlato nella storia che avete appena ascoltato. Li ringrazio tutti uno ad uno per la loro gentilezza e disponibilità. Siamo divertiti molto insieme.

Allora, per costruire la storia, la storiella diciamo, visto che è molto breve, ho preso spunto da alcune vicende italiane che accadono ormai da qualche tempo a questa parte. Il metodo della storia è non altro che il metodo TPRS, che io utilizzo nel mio sito per insegnare l’italiano. TPRS sta per Teaching Proficiency Through Reading and Storytelling, cioè insegnare attraverso la lettura e il racconto di storie, e questa appunto è una piccola storia.

Si tratta di una storia che parla del comportamento sbagliato, scorretto e disonesto dei rappresentanti politici italiani, o meglio, di una piccola parte di essi. Ebbene questi politici, succede spesso, si fanno rimborsare molte spese personali facendole passare per spese effettuate per finalità istituzionali, come se queste spese fossero per il bene dell’Italia.

Quindi ad esempio succede che, andando a guardare gli scontrini, le ricevute di pagamento, ci si accorge che ce ne sono alcune che non dovevano esserci. E come si scopre? Come si scopre che il rimborso che chiedono non è in realtà dovuto? Come si scopre che i soldi spesi sono in realtà delle spese personali, che non hanno quindi nulla a che vedere con l’attività istituzionale di queste persone? Molto spesso accade che gli stessi ristoratori, gli stessi cioè proprietari dei ristoranti, i ristoratori, dicano loro stessi che quella sera, quella sera che quell’uomo politico è andato a mangiare in quel ristorante, il suo ristorante, era in realtà con la sua famiglia, insieme alla sua famiglia, quella del politico e non con l’ambasciatore ad esempio, come viene scritto nella richiesta di rimborso spese effettuata dall’uomo politico. Quindi in questo caso è il ristoratore stesso che smentisce il politico. Che lo smentisce, cioè che dice, che afferma, che non è vero quello che dice il politico sulla cena in questione, riguardo alla cena in questione.

In altri casi poi è chiaro immediatamente dalla tipologia dello scontrino che questo non andava rimborsato, cioè che non si trattava di una spesa fatta per fini istituzionali. Se ad esempio, come è successo, viene acquistata una jeep, cioè una automobile come una jeep, allora è chiaro che la spesa è personale, e non può essere altrimenti. E via dicendo. Sono state messe a rimborso cose del tipo: bottiglie di vino e champagne, cravatte, borse firmate, cibo per gatti, mutande e persino birra.

Dunque questo è il motivo che mi ha spinto a fare questo podcast.

Un altro motivo è che volevo coinvolgere un po’ i visitatori del sito italianosemplicemente.com e i visitatori della pagina Facebook di Italiano Semplicemente. Volevo coinvolgervi perché voglio sapere come va la loro, la vostra pronuncia dell’italiano e capire meglio quali parole potreste aver difficoltà a pronunciare, in modo da orientare la spiegazione che farò oggi verso le cose più utili per voi, che siete i miei visitatori, che seguite sempre con attenzione i miei post e i miei podcast sul sito web.

Allora cominciamo. Vediamo quindi la prima frase, pronunciata da Andy dall’Argentina: “oggi hanno scoperto che un importante politico mangiava spesso al ristorante a spese del Comune di cui era il sindaco.

L’unica cosa che potrebbe SUSCITARE dei dubbi, in questa frase, credo sia, dal punto di vista del significato, quando si dice “a spese del Comune”. A spese del Comune vuol dire che non è a sue spese, ma A SPESE del Comune. A spese del Comune vuol dire che è il Comune che paga. A spese mie vuol dire che ho pagato io, a spese tue vuol dire che hai pagato tu eccetera. Il sindaco invece, come molti di voi sapranno, è colui che dirige una città, colui che è stato eletto dai cittadini di quel Comune per dirigere il Comune stesso, per prendere le decisioni politiche più importanti. Il Comune è un territorio fisico, delimitato da dei confini, e costituisce una delle tipologie di amministrazioni politiche italiane. Ci sono i Comuni, le Province, le Regioni e la Nazione Italia, ed ognuna di queste tipologie ha dei confini amministrativi, dei confini territoriali ed amministrativi. Prima ho usato la parola SUSCITARE. Suscitare è un verbo, un verbo che si usa spesso per i dubbi, oppure per i sospetti. Se una cosa, un fatto, fa suscitare dei subbi a qualcuno, vuol dire che questa persona non è sicura che sia vera, non è sicura che questa cosa sia vera, che questo fatto sia vero. Suscitare dei dubbi. Analogamente per suscitare i sospetti. Se una cosa fa suscitare dei sospetti vuol dire che questa cosa ci fa sospettare, ci “fa venire” dei sospetti. Quindi suscitare significa “far venire”, “fare emergere”. Quindi si può dire anche “suscitare meraviglia” o “suscitare stupore” o suscitare una emozione qualsiasi. Suscitare significa “far venire”, “far emergere” una emozione qualsiasi.

Vediamo la seconda frase. Hafid dal Marocco “Ah, l’hanno beccato?”

Qualcuno ha detto di non aver capito bene questa espressione, come immaginavo. Non è certamente una espressione che trovate o potete trovare in un libro di grammatica, ma è molto usata in Italia. Non la troverete nei libri classici probabilmente, non la troverete nei libri che vi consiglieranno di leggere per imparare l’italiano, ma vi può capitare di ascoltare questa espressione se andate in Italia ed ascoltate le persone normali parlare e discutere per strada o davanti alla TV.

L’hanno beccato (con due c) vuol, dire: l’hanno scoperto. Tutto qui. L’hanno scoperto. Hanno scoperto che quel politico stava rubando, stava cercando quantomeno di farsi rimborsare, di farsi restituire quei soldi spesi. Beccare è un verbo come sapete. Gli uccelli beccano. Si becca col becco, si può beccare solamente con un becco, quindi solamente chi ha un becco, cioè un uccello, può beccare. E’ un verbo che però si usa, viene usato, viene utilizzato, anche per “scoprire”, per scoprire una persona che fa qualcosa che non doveva fare. “Ti hanno beccato” quindi vuol, dire “ti hanno scoperto”, ti hanno scoperto mentre facevi una cosa, ad esempio contro la legge, una cosa quantomeno vietata, uan cosa che non si doveva fare.

Poi Petra dalla Germania dice: “è normale, prima o poi tutti i nodi vengono al pettine!”

Petra ha un ottimo accento italiano, e ci ha detto che anche in tedesco esiste questa espressione, molto bene. Ma cosa significa quando prima o poi tutti i nodi vengono al pettine? Come facilmente si può intuire, si può immaginare, vuol dire che prima o poi quando si nasconde una cosa, o quando si fa qualcosa di sbagliato, prima o poi si scopre; prima o poi, cioè, si viene scoperti. E’ solo una questione di tempo. Prima o poi si viene scoperti. Il politico è stato beccato e prima o poi sarebbe stato beccato, prima o poi sarebbe stato scoperto. Prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. Infatti se avete un nodo ai capelli, se i capelli si annodano, e state pettinando i capelli, allora prima o poi ve ne accorgerete. Vi accorgerete che ci sono dei nodi ai capelli perché questi verranno al pettine, prima o poi il pettine si fermerà e voi sentirete, probabilmente sentirete anche un po’ di dolore. E’ una espressione che potete usare in qualsiasi occasione, formale o informale che sia.

Poi Alina, tedesca ma di origini italiane, che dice: “quindi non le pagava lui le cene che faceva? Mangiava a sbafo?”

L’unica cosa difficile qui è “mangiava A SBAFO“. Mangiare a sbafo vuol dire mangiare gratis, senza pagare. Chi mangia a sbafo mangia gratis, cioè non paga ciò che mangia. E’ una espressione ovviamente familiare, di uso corrente, ma familiare, non professionale. Non potete usare questa espressione dicendo ad un vostro collega ad esempio che lui mangia a sbafo. Infatti la persona che mangia a sbafo non paga, ma dovrebbe pagare, quindi mangia gratis a spese di qualcun altro, che magari non lo sa, non sa che è lui a pagare. Quindi non usate questa espressione in ufficio o con colleghi italiani. Non si può dire quindi: oggi mangio a sbafo poiché c’è la festa di Maria che porterà tante cose da mangiare e quindi non dovrò andare a pranzo e spendere dei soldi per mangiare. Potete usarlo ma in modo scherzoso, e solo se la persona con cui usate questa espressione è un vostro amico.

Poi arriva Ramona dal Libano, da Beirut, che conferma: “esatto, pagava “Baffone” a quanto pare!”

Allora, cos’è un baffone. La parola baffone viene da “baffo”, o meglio da baffoni. I baffi crescono agli uomini, sono i peli che crescono sotto il naso e sopra le labbra, e i baffoni sono dei grandi baffi. Ok, ma baffone? Il singolare di baffoni è appunto baffone, ma baffone con la B maiuscola è in realtà una persona.

“Baffone”. Chi è Baffone? Evidentemente “Paga Baffone” è entrato nel linguaggio comune italiano, anche se non è una di quelle espressioni usate tutti i giorni. “Paga baffone” vuol dire paga lo Stato, lo Stato italiano, cioè paghiamo tutti noi. “Baffone” è semplicemente Stalin, che appunto, aveva dei grandi baffi, dei baffoni, e che rappresentava un intero popolo. Nessuno più di lui rappresentava un popolo. Baffone si usa anche in altre espressioni, come “addavenì Baffone”, che si usa dire quando c’è qualcosa che non va in una nazione e allora ci sarebbe bisogno di un po’ più di rigore, di rispetto delle regole. Quindi ci sarebbe bisogno che venisse qualcuno che fa rispettare le regole, uno come Stalin appunto. Addavenì vuol dire deve venire, “ha da venire”, in dialetto romano. Si usa dire anche “quando c’era Baffone“, che è una frase che si usa dire quando si vuole rimpiangere un certo periodo storico: quando c’era Baffone queste cose non accadevano. Frasi di questo tipo quindi. Quindi Baffone oggi è usato per indicare lo Stato, quindi nella nostra storiella per indicare che non pagava il politico ma lo Stato italiano.

Poi arriva Adriana dalla Colombia (Eliza su facebook), che dice: “ma perché, Andy, hai detto che “era” il sindaco?
A questo punto rispondo io da Roma, che dico: “te lo dico io, perché l’hanno fatto fuori!!”

Ok, l’hanno fatto fuori vuol dire lo hanno voluto togliere dalla politica, o almeno togliere dal suo INCARICO di sindaco. Qualcuno ce l’aveva con lui, e quindi voleva farlo fuori, voleva cioè farlo uscire da quella carica che ricopriva; quando si fa il sindaco si RICOPRE LA CARICA di sindaco. Ricoprire una carica è un modo, perfettamente corretto, è il modo che si usa ufficialmente per dire che una persona svolge una attività istituzionale. Si può ricoprire la carica di sindaco, ma anche ricoprire la carica di Ministro dell’Economia eccetera. Ricoprire vuol dire svolgere, avere l’incarico di svolgere, essere stato eletto. Chi è stato eletto come sindaco ricopre la carica di sindaco, è come un vestito che ci si mette, una coperta, che ci copre, che ci ricopre. Quando siamo sindaco siamo ricoperti, cioè abbiamo il vestito da sindaco, siamo ricoperti dal vestito di sindaco.

Ok passiamo alla frase di Haktan che risponde:  “ma no, Gianni, si è fatto da parte spontaneamente!

Quindi Haktan mi smentisce, e non si offendo per questo, dicendo che il sindaco, l’ex-sindaco ormai, si è fatto da parte spontaneamente. FARSI DA PARTE vuol dire togliersi dalla carica, uscire dalla carica di sindaco. é una espressione che si usa per qualsiasi tipo di circostanza. Quindi chiunque si può fare da parte, basta ricoprire un ruolo, una funzione, un incarico, e quando non lo si ricopre più, quando non si esercita più un ruolo, una funzione pubblica, vuol dire che, o è scaduto l’incarico, o è finito il tempo di durata dell’incarico, oppure ci si è fatti da parte, ci si è DIMESSI. Farsi da parte vuol dire dimettersi, licenziarsi, farsi fuori, uscire da un incarico.

Si usa però anche per dire “scusa, fatti da parte un attimo”, cioè spostati, spostati un attimo, fammi passare. Quindi non solo per indicare che ci si dimette da un incarico. SPONTANEAMENTE invece che nessuno ci ha costretti. Nella storia, il sindaco si è fatto da parte spontaneamente secondo Haktan, si è fatto da parte senza che nessuno lo avesse obbligato, quindi smentendo me stesso che avevo detto che l’avevano fatto fuori, che qualcun altro lo aveva fatto fuori, vale a dire che non si era fatto da parte spontaneamente, di sua spontanea volontà. Spontaneamente vuol, dire di sua spontanea volontà.

Infine la replica di Christian, da Bogotà, da che dice: “a me ha preso alla sprovvista. Sembrava una brava persona

Christian se la cava abbastanza bene con l’Italiano, avendo vissuto qualche mese in italia. Dunque PRENDERE ALLA SPROVVISTA vuol dire stupire, colpire di sorpresa, quindi possiamo ad esempio sostituire la frase MI HA PRESO ALLA SPROVVISTA con “mi ha sorpreso”, “mi ha stupito”, “non me l’aspettavo”, si può dire anche “mi ha lasciato di sasso” o anche “mi ha lasciato di stucco”, che sono due espressioni dal medesimo significato ma meno formali, più familiari e forse un po’ più forti rispetto a “prendere alla sprovvista”. Sono piuttosto più simili alla frase “mi ha lasciato a bocca aperta”.

In sostanza se venite presi alla sprovvista da qualcosa o da qualcuno vuol dire che non ve l’aspettavate. Infatti poi Christian dice “sembrava una brava persona”; sembrava cioè una persona brava, cioè una persona dalla quale non ci si aspettava un comportamento scorretto e disonesto.

Va bene questo è tutto amici ci vediamo, anzi ci sentiamo alla prossima storia. Se volete chiunque può partecipare alle storie di italianosemplicemente.com, basta chiedere, quindi mandatemi un messaggio, fatemi sapere in qualche modo, anche su Facebook. Ciao amici.

FINE

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5^ regola d’oro di Italiano Semplicemente: Ascolta italiano VERO e che TI PIACE.

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Le sette regole d'oro

Video con sottotitoli

video a cura di Yasemin Arkun

Buongiorno a tutti. Sono Gianni, di italianosemplicemente.com. Siamo arrivati alla quinta delle sette regole d’oro: le regole d’oro per imparare a comunicare in italiano. Oggi volevo affrontare una questione cruciale per la comunicazione: “ASCOLTARE ITALIANO VERO“. Questo è il titolo della regola n. 5. Cosa significa?

Beh, intanto “ASCOLTARE ITALIANO VERO” contiene la parola ASCOLTARE. Già è qualcosa di importante, e questo lo abbiamo approfondito nella regola n.1, quella in cui vi racconto che la cosa più importante per imparare a comunicare in Italiano (così come per tutte le altre lingue) è ascoltare e ripetere l’ascolto più volte (“repetita iuvant“).

Notate bene come io non uso mai la parola imparare una lingua, o imparare a parlare una lingua. Parlo invece sempre di comunicazione, cioè di apprendere e parlare. Ascoltare, capire, rispondere.

In ogni caso ora c’è qualcosa rispetto alla prima regola. In particolare c’è la parola “VERO”: ITALIANO VERO.

Ora, questa regola potrebbe essere una sorpresa per molte persone. Troppo spesso infatti vedo che non viene rispettata per niente. Troppo spesso ci sono persone che mi dicono su Facebook: “io sono 4 anni che studio italiano all’università”, capisco tutto quando leggo, ma non riesco ancora bene a parlare, ad esprimere quello che devo dire“.

Qual’è il problema? Il problema secondo me, e secondo anche quanto dicono gli studi sulla comunicazione, è che si da troppo spazio alla GRAMMATICA.

Giusto per farvi un esempio: quasi tutti i post che vengono fatti su qualsiasi gruppo su Facebook, riguardano regole grammaticali, o quando va bene riguarda una qualche lista di parole da ricordare associata alla relativa immagine. Quando va bene.

Si dice ad esempio: “rispondete alle domande che seguono scegliendo tra le tre soluzioni proposte, di seguito: a,b,c.”, oppure, non so, cosa significa la parola “pinco pallino”, o cose di questo tipo. Insomma repliche ed imitazioni di regole grammaticali e di libri di testo.

Molti fanno questo errore. Una volta mi hanno persino cacciato da un gruppo su Facebook perché cercavo di convincere alcuni dei partecipanti della poca efficacia, di quanto cioè è poco produttivo in termini sia di comunicazione, sia di tempo impiegato, che in termini di di memorizzazione lo studio della grammatica. Ma cosa c’è che non va nei libri di grammatica? Non dobbiamo studiarla allora? Studiatela, dico io, ed imparerete la grammatica. Dovete fare un esame di grammatica? Bene, state facendo bene allora. Questo risponderei. Ma se non è questo il vostro obiettivo invece? Se voi invece volete andare a lavorare in Italia? se voi volete imparare a parlare l’italiano ed a capirlo? Allora no!!

La regola numero cinque serve a questo. Serve a capire questo. La regola è in realtà però molto semplice: non studiare regole grammaticali. Non fatelo. Non fatelo se siete principianti e amate la lingua italiana. No fatelo se volete migliorare la pronuncia. Non fatelo se volete capire come si parla in italiano, a capire i film in italiano, a capire le canzoni in italiano, la cultura italiana.

Ora, so che questa è una regola difficile per molte persone, perché per la maggior parte della vostra vita per imparare l’inglese ad esempio vi è stato detto di imparare le regole grammaticali. Alle scuole medie, alle superiori, all’università. Al master, alle scuole di lingue. Ovunque in ogni parte del mondo: la grammatica, sempre la grammatica.

La mia domanda è: ha funzionato? Sapete parlare fluentemente l’italiano? Pensate in italiano? Se stai ascoltando questo audio MP3, e hai studiato la lingua italiana all’università, probabilmente ti siete quindi concentrato o concentrata molto sulle regole grammaticali. Quindi la mia domanda è: riesci a parlare in modo semplice, rapido e automatico in questo momento? Se la risposta è no, perché no?

Ho una bella notizia per te: non è colpa tua. Rilassati, non è vero che non sei portato all’apprendimento delle lingue, o che non riesci a concentrarti. Non è colpa tua

5 regola doroLa ragione, la risposta per te e per la maggior parte delle persone che sta ascoltando ora è che hai studiato troppo le regole grammaticali, ti sei concentrato eccessivamente sulle regole grammaticali. Perché? Beh, perché i vostri insegnanti ve lo hanno detto. Ve lo hanno imposto. Vi hanno dato i compiti per casa. E’ colpa loro!

Ma perché, non va bene, mi direte voi? Quando studiate la grammatica, diciamo che state analizzando la lingua italiana. Al microscopio. Questo approccio va bene per la scrittura, è adatto per scrivere correttamente. Questo posso dirlo, anche se, a dire il vero, non è gradevole farlo. Non siete realmente interessati. Siete facilmente distraibili, le vostre emozioni non sono coinvolte. Manca quindi il rispetto della quarta regola d’oro, che abbiamo già fatto: l’importanza delle emozioni.

Cosa manca quindi? Quando scrivete avete molto tempo a disposizione. Avete il tempo per correggervi, per analizzare la frase, per cambiare una parola se non vi piace. Non uscite dal senso proprio delle parole e delle frasi. Non usate frasi idiomatiche, non è necessario pensare in italiano. ok…non è necessario andare velocemente mentre scrivete.

Ma per parlare non c’è tempo. Se volete comunicare con un italiano, anche per chiedere “scusi che ore sono?” Se la risposta sarà “le sette” allora è ok, ma se la risposta sarà invece “bhè, io faccio le sette sul cell, ma non ha mai funzionato benissimo”. In questo caso qualcuno potrebbe avere problemi di comprensione. Avranno problemi tutti coloro che hanno sempre solamente studiato sui libri di grammatica.

Non avete tempo di pensare alle regole italiane del passato prossimo, quando si sta ascoltando e parlando. Non c’è tempo. Qualcuno ti fanno una domanda, si deve rispondere immediatamente, subito. Non hai tempo per pensare alle preposizioni, non hai tempo di pensare ai tempi verbali, ai superlativi, alle forme dirette ed indirette, al gerundio, a tutte le cose che hai imparato. Non c’è tempo.

Potreste chiedermi allora: come hai imparato tu l’italiano? Beh, io sono un madrelingua italiano e vi posso dire che non ho mai studiato regole grammaticali. Non prima delle scuole superiori, seriamente. E le abbiamo studiate per la scrittura. Per imparare a scrivere. Ma sapevamo già parlare. A sei, sette anni si è già in grado di capire, di comprendere praticamente tutto, a parte le questioni tecniche. Allora come si fa? Come possiamo imparare le regole grammaticali e evitare di fare errori quando impariamo una lingua straniera?

Beh, si apprende attraverso l’ascolto, attraverso l’ascolto di italiano corretto, ancora e ancora e ancora e ancora. E’ la prima regola d’oro. Ascoltare l’utilizzo di grammatica corretta. Quindi il modo migliore per imparare la grammatica italiana è attraverso l’ascolto. In altre parole, l’italiano vi entra dentro per lo più attraverso le orecchie, ma anche la lettura è ok, ma quello che aggiungo oggi, con la quinta regola, è: NON LEGGETE LIBRI DI TESTO, non leggete libri di grammatica. E’ sufficiente leggere libri semplici, storie, romanzi. Storie semplici, che riuscite a capire. Ma l’80% del tempo lo dovete dedicare all’ascolto. All’ascolto di italiano vero e che tratti di argomenti che VI INTERESSANO. Ti piace lo sport? Trova dei podcast in italiano che parlano di sport. I vestiti? Ti piacciono i vestiti italiani? Cerca i podcast che parlano di vestiti. Se ti piace l’esercizio fisico o la salute, trova i podcast che ne parlano.

Cos’è l’italiano VERO. Perché vi dico ascoltate italiano vero. L’italiano diventa “vero” quando passate dal libro alla realtà. I libri di grammatica non vi aiuteranno a parlare. Questo secondo me dovrebbe farvi felice. E vai!! Bruciamo tutti i libri di grammatica! Se non volete bruciarli metteteli da parte per quando avrete imparato l’italiano. Oppure potete regalarli a qualcuno che vi sta antipatico…

Va bene, a parte gli scherzi. Ascoltare italiano vero vuol dire conoscere il modo in cui si parla in italiano. Saper capire ed anche usare le frasi idiomatiche (ce ne sono circa 2000 di uso corrente!), saper usare gli INTERCALARI, o riempitivi (credo che questi, sugli intercalari o riempitivi farò una podcast a parte). Queste due tipologie di parole o espressioni non ci sono sui libri di grammatica. Bisogna usare queste frasi, poi, bisogna imparare a farlo nei modi giusti, rispettando la cultura italiana, altrimenti potrebbe passare il messaggio contrario rispetto a quello che volete comunicare voi. Bisogna imparare la melodia della lingua, le pause, le battute frequenti, i modi di scherzare, il tono, i modi formali ed informali di dire la stessa cosa, senza offendere. Queste sono tutte cose che impariamo vivendo una lingua, ascoltando cioè italiano VERO.

Ascoltate poi italiano che vi piace, come ho già detto. L’argomento è importante. È possibile trovare audio-libri. Gli audio-libri sono un altro ottimo modo per praticare il vostro ascolto. Un audio libro è solo un libro che però viene letto da qualcuno e che è stato registrato. Invece di leggere un libro, ascoltate il libro.

Anche in questo caso, scegliete i libri audio che sono facili da capire e che vi interessano. Potrebbe essere necessario iniziare con i libri per bambini. E’ più divertente di un libro di testo. Anche l’ascolto di un libro di storia è più interessante e più divertente di un libro di testo noioso e costoso.

E’ per questo che per i principianti su Italiano Semplicemente mettiamo a disposizione le divertenti mini-storie che registro con i miei due figli e che si trovano nella sezione PRINCIPIANTI del sito. Man mano che il livello del vostro italiano cresce, è possibile ascoltare anche audio-libri, ed anche la spiegazione audio delle frasi idiomatiche che sono nella sezione LIVELLO INTERMEDIO del sito.

E poi occorre continuare con l’ascolto, e quando diventa troppo facile, allora si sceglie qualcosa di un po’ più difficile. Alla fine, quando si è ad un livello avanzato, potete ascoltare anche la radio italiana, o la TV italiana. o i film italiani.

All’inizio cominciate con cose facili. I film all’inizio non vanno bene. Vi fanno perdere tempo, vi demoralizzano. Vi fanno credere che non riuscirete mai ad imparare l’italiano, ed alla fine abbandonate, demoralizzati.

Anche ascoltare questo tipo di audio, quello che state ascoltando ora, è ottimo. Siete interessati al soggetti, siete attenti e concentrati. Mentre parlo, uso frasi idiomatiche, espressioni correnti, non come un libro di grammatica.

Prima di salutarvi, per chi ascolta questo podcast per caso, vi ricordo che è iniziato il corso di ITALIANO PER AFFARI, o meglio, è stata già scritta l’introduzione al corso e i capitoli che conterrà, è stato deciso come si svolgerà il programma delle lezioni audio. E’ un corso dedicato a tutti coloro che vogliono imparare l’italiano per lavorare. Perché magari devono avere a che fare con aziende italiane, o hanno colleghi italiani, o si sono trasferiti in italia per lavorare, o lavorano semplicemente al telefono con italiani.

Ci saranno anche dei file PDF ovviamente. Ma non saranno libri di grammatica, naturalmente, ma dei testi di riferimento con tutte le trascrizioni dei podcast, capitolo per capitolo, che registrerò sul corso di italiano per affari. Si è formato un gruppo chiuso su Facebook, un gruppo di persone, 50 circa, che riceveranno il corso gratuitamente e che mi aiuteranno a svilupparlo e mi consiglieranno di modificare delle cose, di aggiungere dei capitoli, di occuparmi magari di alcune questioni per loro importanti eccetera. Il corso sarà disponibile a tutti nel 2018, il primo gennaio. Fino ad allora sarà possibile prenotarlo ad un prezzo bassissimo.

Va bene credo di aver detto tutto su questa regola, sperando di essere riuscito a “far passare il messaggio”.

Era un po’ di tempo che non mi occupavo delle regole d’oro, ma considerate le “resistenze” incontrate su alcuni gruppi Facebook ed anche da alcune mail che ricevo ancora, volevo veramente registrare questo podcast. Non mi sono inventato nulla comunque. Mi son informato e le ricerche moderne vanno tutte in questa direzione: ascolto, ripetizione, emozioni, italiano vero (o francese vero eccetera).

Ci vediamo alla prossima regola d’oro, che si chiama: “DOMANDE & RISPOSTE”.

Spero di non avervi annoiato e di rivederci qui per la prossima regola d’oro. Ciao.

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Una aliena a Roma (anzi due!) – Domande & Risposte

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Audio prima parte (17 minuti)

Audio seconda parte (76 minuti)

Poliziotto 1: volante 1  a volante 2, volante 1 a volante 2, comunicazione urgente! comunicazione urgente! rispondi volante due!

Domanda: Chi parla? Parla la Volante 1 oppure la Volante 2?volante

Risposta: E’ la Volante 1 che parla. Parla la Volante 1.

Domanda: Non è la Volante 2 che parla?

Risposta: No. Non è la Volante due (2).

Domanda: parla la squadra uno (1) oppure la squadra due?

Risposta: E’ la squadra uno che parla.

Domanda: Chi riceve? Chi è che riceve?

Risposta: E’ la squadra due che riceve. La squadra uno parla e la squadra due riceve.

Domanda: La Volante uno ha una comunicazione urgente da dare?

Risposta: Sì. Esattamente. La Volante uno, la squadra uno, ha una comunicazione urgente da dare.

Domanda: cosa deve comunicare la Volante uno alla Volante due?

Risposta: una comunicazione urgente. La Volante uno deve dare alla Volante due una comunicazione urgente.

Domanda: A chi deve darla? A chi deve dare la comunicazione urgente?

Risposta: Alla Volante due. Alla squadra due.

Domanda: con chi deve comunicare urgentemente la Volante uno?

Risposta: con la Volante due. la Volante uno deve comunicare urgentemente con la Volante due.

Domanda: è per la Volante due la Comunicazione urgente?

Risposta: Sì, la comunicazione urgente è per la Volante due. E’ la Volante due che riceve la comunicazione urgente.

La comunicazione urgente è per la Volante due.

Domanda: com’è la comunicazione?

Risposta: e’ urgente. E’ una comunicazione urgente.

Domanda: Si tratta di una comunicazione urgente?

Risposta: esattamente. Si tratta di una comunicazione urgente. E’ una comunicazione urgente.

Domanda: La comunicazione è poco importante?

Risposta: noooo, la comunicazione è urgente, è importante! Non è poco importante!

Domanda: Chi domanda?

Risposta: la Volante uno domanda.

Domanda: Chi deve rispondere?

Riposta: la Volante due deve rispondere.

Poliziotto 2: sì, dimmi volante 1, sono all’ascolto!

Domanda: risponde la Volante due?

Risposta: Sì, la squadra due risponde.

Domanda: cosa risponde?

Risposta: risponde: sì, dimmi Volante uno, sono all’ascolto.

Domanda: Sta ascoltando la Volante due? E’ all’ascolto?

Risposta: sì, la Volante due sta ascoltando. La Volante due è all’ascolto.

Domanda: chi è che sta all’ascolto? La Volante uno sta all’ascolto?

Risposta: No, la Volante uno non sta all’ascolto. E’ la Squadra due che sta all’ascolto.

Poliziotto 1: Ecco, dunque, ho appena avvistato una navicella spaziale, che è atterrata qui, a Piazza di Spagna, dove mi trovo in questo momento. Ripeto, atterrata navicella spaziale a Piazza di Spagna!

Domanda: cosa ha avvistato il Poliziotto? Cosa ha visto?

Risposta: una navicella spaziale ha avvistato! Il poliziotto ha visto una navicella spaziale.

Domanda: Quando l’ha avvistata?

Risposta: Adesso, l’ha appena avvistata. L’ha appena vista.

Domanda: é atterrata la navicella? e dove è atterrata?

Risposta: Sì è atterrata. La navicella è atterrata. E’ atterrata a Piazza di Spagna.

Domanda: E’ scesa a terra la navicella?

Risposta: sì, è atterrata. E’ scesa a terra.

Domanda: dove si trova il poliziotto? Si trova a Piazza Navona?

Risposta: no, non si trova a Piazza Navona, si trova a Piazza di Spagna.

Domanda: il poliziotto si trova a Piazza di Spagna insieme alla navicella?

Risposta: sì, si trovano entrambi a Piazza di Spagna.

Poliziotto 2: non credo di aver capito Volante 1. Puoi ripetere per favore? Lentamente grazie…

Domanda: Chi parla ora?

Risposta: parla un altro poliziotto.

Domanda: non è lo stesso poliziotto di prima?

Risposta: no, ovviamente è un altro poliziotto.

Domanda: quindi ci sono due poliziotti che parlano? Quanti poliziotti ci sono?

Risposta: , ci sono due poliziotti che parlano. Ci sono due poliziotti.

Domanda: ora sta parlando il secondo poliziotto?

Risposta: Sì, sta parlando il secondo poliziotto. Ora parla il secondo poliziotto. Parla Il poliziotto numero due.

Domanda: Il poliziotto numero due ha capito?

Risposta: no, non ha capito.

Domanda: crede di aver capito, oppure non crede di aver capito?

Risposta: non crede di aver capito. Lui non crede di aver capito.

Domanda: chi deve ripetere? Il poliziotto della Volante uno o quello della Squadra due?

Risposta: quello della Volante uno deve ripetere. Il primo poliziotto deve ripetere.

Domanda: chi non ha capito? Il primo o il secondo poliziotto? Quello della Volante uno o quello della Volante due?

Risposta: il secondo poliziotto. Il poliziotto della Volante due è quello che non ha capito.

Domanda: Il primo poliziotto deve ripetere velocemente?

Risposta: no, non velocemente, ma lentamente. Lentamente deve ripetere.

Poliziotto 1: lo so che è incredibile, ma ho appena visto che degli alieni sono atterrati in Piazza di Spagna, qui a Roma.

Domanda: Cosa sa il poliziotto uno?

Risposta: sa che è incredibile. Lui sa che è incredibile.

Domanda: Lui chi?

Risposta: Lui, il poliziotto, il poliziotto che che parla.

Domanda: Cosa è incredibile? Che gli alieni siano a Roma? Questo è incredibile?

Risposta: esatto, questo è incredibile. E’ incredibile che gli alieni siano a Roma.

Domanda: E’ credibile oppure è incredibile?

Risposta: è incredibile. Non è credibile. Non è affatto credibile.

Domanda: possiamo credere che a Roma ci siano degli alieni? E’ credibile?

Risposta: no, non è affatto credibile questo. Per niente.

Domanda: cosa ha visto atterrare Il primo Poliziotto in Piazza di Spagna?

Risposta: degli alieni. Lui ha visto atterrare degli alieni in Piazza di Spagna.

Domanda: Il primo poliziotto ha ascoltato qualcosa?

Risposta: no, non ha ascoltato nulla. Ha visto. Lui ha visto degli alieni. Non li ha ascoltati.

Domanda: gli alieni sono ammarati in piazza di Spagna?

Risposta: no, non sono ammarati. Sono atterrati.

Domanda: c’è il mare in Piazza di Spagna?

Risposta: no, non c’è. In piazza di Spagna non c’è il mare.

Domanda: Cosa c’è in Piazza di Spagna?

Risposta: c’è la terraferma. Non c’è il mare ma la terraferma.

Domanda: quindi la navicella ora sta ancora volando?

Risposta: no, non sta più volando.

Domanda: e prima volava?

Risposta: prima sì, ma ora non più. Ora è atterrata. Ora si trova a terra.

Domanda: dove si trova Piazza di Spagna? A Milano?

Risposta: noooo, non a Milano, ma a Roma. Piazza di Spagna si trova a Roma. Piazza di Spagna sta a Roma.

Poliziotto 2: va bene, Volante 1, arriviamo subito in vostro aiuto!

Domanda: cosa farà la Volante due?

Risposta: arriverà. La Volante due arriverà.

Domanda: Chi sta arrivando? la squadra uno o la squadra due?

Risposta: la squadra due. La Volante due sta arrivando.

Domanda: quando arriverà la volante due?

Risposta: subito, ora, immediatamente. La Volante due arriverà subito.

Domanda: Chi aiuterà la Volante due?

Risposta: La Squadra uno. La squadra due aiuterà la squadra uno.

Domanda: la squadra uno arriverà in aiuto di chi?

Risposta: in aiuto della Volante uno. La squadra due aiuterà la Volante uno.

Domanda: la volante due soccorrerà la volante uno? Arriverà in suo soccorso?

Risposta: esatto. La soccorrerà. Arriverà in suo soccorso.

Telegiornale: edizione straordinaria, edizione speciale del telegiornale nazionale…

Domanda: E’ Il telegiornale che parla?

Risposta: sì, è il telegiornale che parla.

Domanda: Cosa fa il telegiornale (cioè il T.G.)? Dà le notizie il T.G.?

Risposta: sì, esatto, il TG dà le notizie.

Domanda: dove dà le notizie il TG?

Risposta: in TV. Il TG dà le notizie in TV.

Domanda: Cos’è la TV? E’ la radio la TV?

Risposta: no, non è la radio. La TV è la televisione.

Domanda: la radio le dà le notizie?

Risposta: sì, la radio le dà le notizie.

Domanda: anche la radio quindi, dà le notizie?

Risposta: sì, anche la radio le dà le notizie.

Domanda: come la TV?

Risposta: sì, come la TV. LA radio dà le notizie come la TV.

Domanda: E’ un uomo o una donna che parla?

Risposta: è una donna. E’ una donna che parla.

Domanda: che tipo edizione è del telegiornale?

Risposta: è una edizione speciale. Una edizione straordinaria.

Domanda: è una edizione normale? Una edizione ordinaria del TG?

Risposta: no. Non è normale. E’ una edizione speciale, una edizione straordinaria.

Domanda: è il TG nazionale? o Regionale?

Risposta: è il TG nazionale. Non è il TG regionale.

Domanda: non è il TG della regione Lombardia?

Risposta: no, non è il TG della regione Lombardia; non è un TG regionale, ma nazionale.

——————- Fine prima parte AUDIO 1 ——————-

TG: …un oggetto non ancora identificato, si presume una navicella spaziale dall’aspetto, è ferma a Piazza di Spagna…

Domanda: cosa è fermo a Piazza di Spagna?

Risposta: un oggetto. Un oggetto è fermo a Piazza di Spagna.

Domanda: una persona è ferma a Piazza di Spagna?

Risposta: no, non è una persona, ma un oggetto. Un oggetto è fermo a Piazza di Spagna.

Domanda: L’oggetto è fermo oppure si muove?

Risposta: è fermo. Non si muove. L’oggetto è fermo a Piazza di Spagna.

Domanda: Dove è fermo l’oggetto? Al Colosseo?

Risposta: no, non al Colosseo, ma a Piazza di Spagna. L’oggetto è fermo a Piazza di Spagna.

Domanda: l’oggetto è stato identificato?

Risposta: no, l’oggetto non è stato ancora identificato. L’oggetto è non ancora identificato.

Domanda: si sa cosa sia quell’oggetto? O non si sa?

Risposta: non si sa. Ancora non si sa. Ancora non si sa cosa sia.

Domanda: quindi non è stato ancora identificato?

Risposta: esatto. L’oggetto non è stato ancora identificato. Non si sa ancora cosa sia.

Domanda: chi sa cosa sia l’oggetto?

Risposta: nessuno. Nessuno sa cosa sia.

Domanda: è un’oggetto conosciuto o sconosciuto?

Risposta: è sconosciuto. E’ ancora sconosciuto.

Domanda: cosa sembra? Cosa sembra dall’aspetto?

Risposta: sembra una navicella spaziale. Dall’aspetto sembra una navicella spaziale.

Domanda: é una navicella spaziale?

Risposta: non si sa ancora. Sembra una navicella spaziale. Dall’aspetto almeno.

Domanda: Che aspetto ha quell’oggetto? Cosa sembra?

Risposta: ha l’aspetto di una navicella spaziale. Sembra una navicella spaziale.

Domanda: quindi si presume sia proprio una navicella spaziale dall’aspetto?

Risposta: sì, si presume sia una navicella spaziale. Così sembra.

Domanda: da cosa si desume? Da cosa sembra una navicella spaziale?

Risposta: dall’aspetto. Si presume sia una navicella spaziale dall’aspetto.

TG: …circondata da turisti curiosi…

Domanda: cosa è circondata?

Risposta: la navicella. La navicella spaziale è circondata.

Domanda: da chi è circondata?

Risposta: dai turisti. La navicella spaziale è circondata dai turisti.

Domanda: la navicella spaziale è circondata dagli alieni?

Risposta: no, non dagli alieni, ma dai turisti. La navicella spaziale non è circondata dagli alieni.

Domanda: e da chi è circondata allora?

Risposta: dai turisti. E’ circondata dai turisti.

Domanda: come sono i turisti? indifferenti?

Risposta: noooo, per niente! I turisti non sono indifferenti, ma curiosi. Curiosissimi!

Domanda: i turisti sono curiosi della navicella spaziale o a loro non importa nulla?

Risposta: sono curiosi. I turisti sono curiosi della navicella spaziale. A loro importa della navicella spaziale.

Domanda: quindi la circondano?

Risposta: esatto, la circondano. Loro circondano la navicella.

Domanda: si mettono in fila i turisti?

Risposta: no, non in fila. I turisti non si mettono in fila.

Domanda: e come si mettono?

Risposta: tutti attorno, attorno alla navicella. I turisti si mettono attorno alla navicella.

Domanda: si mettono davanti e dietro alla navicella?

Risposta: sì, si mettono davanti e dietro. Sia davanti che dietro alla navicella.

TG: …La polizia sta arrivando e confermerà tra poco la presenza di eventuali forme di vita aliene!

Domanda: chi è che sta arrivando?

Risposta: la Polizia sta arrivando. E’ la polizia che sta arrivando.

Domanda: stanno arrivando i poliziotti?

Risposta: sì, i poliziotti. Arrivano i poliziotti. Arriva la Polizia.

Domanda: quanti poliziotti arriveranno?

Risposta: due.Due poliziotti arriveranno.

Domanda: sono sicuramente alieni? E’ sicuro che sono alieni?

Risposta: non è ancora sicuro ora. Sembra. Non è ancora sicuro ora.

Domanda: e tra poco? Tra poco sarà sicuro?

Risposta: sì, tra poco sarà sicuro.

Domanda: chi confermerà che sono alieni? chi confermerà che si tratta di alieni?

Risposta: la Polizia. La Polizia lo confermerà.

Domanda: cosa confermerà la polizia?

Risposta: la presenza di eventuali forme di vita aliene. La Polizia confermerà la presenza di eventuali forme di vita aliene.

Domanda: quando lo confermerà?

Risposta: tra poco. Lo confermerà tra poco.

Domanda: la presenza di cosa confermerà?

Risposta: di forme di vita aliene. Confermerà la presenza di forme di vita aliene.

Domanda: sono presenti forme di vita aliene in Piazza di Spagna?

Risposta: non si sa ancora. Ancora non si sa.

Domanda: non è certo che siano forme di vita aliene?

Risposta: no, ancora non è certo. Non è ancora certo. Non è sicuro. Sembra, ma non è ancora sicuro. Si presume, ma non è ancora certo.

Domanda: allora si tratta di eventuali forme di vita aliene.

Risposta: sì, esatto, si tratta di eventuali forme di vita. Non è ancora certo.

Domanda: Potrebbero non essere alieni?

Risposta: sì, potrebbero non essere alieni. Non si sa ancora. Potrebbero non esserlo.

Domanda: non si tratta quindi sicuramente di alieni?

Risposta: no, non sicuramente, ma probabilmente sì.

Domanda: se si trattasse di alieni, sarebbero forme di vita?

Risposta: sì, sarebbero forme di vita. Sarebbero comunque forme di vita. Sarebbero lo stesso forme di vita.

Domanda: Sarebbero forme di vita terrestri?

Risposta: no, non terrestri, ma extraterrestri.

Domanda: Sarebbero forme di vita aliene?

Risposta: sì, aliene, extraterrestri. Non terrestri, ma aliene, extraterrestri.

Poliziotto 1: permesso, permesso, fatemi passare…

Domanda: cosa chiede il poliziotto?

Risposta: chiede permesso. Il poliziotto chiede permesso.

Domanda: cosa vuole fare il poliziotto?

Risposta: vuole passare. Il poliziotto vuole passare.

Domanda: chiede alla folla di farlo passare?

Risposta: sì, esattamente. Chiede permesso, chiede alla folla di voler passare.

Domanda: a chi lo chiede?

Risposta: alla folla. Alle persone, ai turisti. Lo chiede alla folla.

Domanda: lo chiede agli alieni? Chiede permesso agli alieni?

Risposta: no, non agli alieni, ma alla folla. Lo chiede alla folla.

Domanda: la folla lo fa passare? Fa passare il poliziotto la folla?

Risposta: sì, la folla lo fa passare. La folla fa passare il poliziotto.

Poliziotto 2: eccomi, sono arrivato, cosa facciamo adesso?

Domanda: chi è arrivato?

Risposta: il secondo poliziotto. E’ arrivato il secondo poliziotto..

Domanda: E’ lui che parla? il secondo poliziotto?

Risposta: certo! Parla il secondo poliziotto ora.

Domanda: con chi sta parlando? Con chi parla il secondo poliziotto?

Risposta: parla col primo. Parla col primo poliziotto.

Domanda: parla col terzo?

Risposta: non col terzo, bensì col primo. Non parla col terzo ma col primo poliziotto.

Domanda: il primo poliziotto invece era già arrivato?

Risposta: sì, il primo poliziotto era già arrivato. Era già .

Domanda: dove?

Risposta: a Piazza di Spagna. Il primo poliziotto già si trovava a Piazza di Spagna. Era già lì.

Domanda: Cosa chiede il secondo poliziotto al primo?

Risposta: chiede; cosa facciamo adesso?”

Domanda: chiede “dove andiamo?”

Risposta: no, non “dove andiamo”, ma “cosa facciamo”. Chiede cosa fare.

Domanda: non sa cosa fare il secondo poliziotto?

Risposta: no, non lo sa. Il secondo poliziotto son sa cosa fare.

Poliziotto 1: dobbiamo affrontare gli alieni, senza paura, siamo veri poliziotti noi!

Domanda: il primo poliziotto sa cosa fare?

Risposta: sì, lui sì. Lui sa cosa fare. Lui lo sa.

Domanda: cosa vuole fare? cosa vuol fare il primo poliziotto?

Risposta: vuole affrontare gli alieni. Lui vuole affrontare gli alieni.

Domanda: Chi vuole affrontare, gli extraterrestri?

Risposta: sì, loro. Vuole affrontare gli extraterrestri.

Domanda: vuole ucciderli? Vuole uccidere gli alieni?

Risposta: nooooo, non vuole ucciderli.

Domanda: vuole far loro del male?

Risposta: no, non vuole fargli del male. Non vuole ucciderli, fargli del male.

Domanda: e cosa vuole fare?

Risposta: vuole affrontarli. vuole far fronte agli alieni. Vuole andare da loro e veder cosa vogliono.

Domanda: vuole sfuggire agli alieni? vuole scappare?

Risposta: no, non vuole scappare, non vuole sfuggire agli alieni. Il contrario.

Domanda: il contrario?

Risposta: sì, il contrario, vuole affrontarli.

Domanda: ha paura il poliziotto numero uno?

Risposta: no, non ha paura. Non ha nessuna paura.

Domanda: il poliziotto vuole affrontare gli alieni senza paura? O con la paura?

Risposta: senza paura, li vuole affrontare senza paura. Vuole affrontarli senza nessuna paura.

Domanda: sono veri poliziotti loro?

Risposta: sì, certamente. Loro sono veri poliziotti.

Domanda: non sono falsi poliziotti?

Risposta: no, non sono falsi, sono veri, verissimi!

Domanda: ed i veri poliziotti hanno paura?

Risposta: no. I veri poliziotti non hanno mai paura.

Domanda: neanche qualche volta?

Risposta: No, mai, neanche una volta. Non hanno mai paura loro!

Poliziotto 2:  d’accordo amico, avanti senza paura!

 Domanda: è d’accordo il secondo poliziotto?

Risposta: , è d’accordo.

Domanda: con chi è d’accordo?

Risposta: col primo. E’ d’accordo col primo poliziotto.

Domanda: anche il secondo poliziotto quindi non ha paura?

Risposta: esatto. Neanche il secondo poliziotto ha paura.

Domanda: nessuno dei due ha paura degli alieni?

Risposta: esatto, proprio così. Nessuno dei due ha paura di loro.

Domanda: il secondo poliziotto la pensa come il primo?

Risposta: sì, la pensa come il primo.

Domanda: non la pensano diversamente?

Risposta: no, non la pensano affatto diversamente, ma allo stesso modo. La pensano allo stesso modo. La pensano entrambi nello stesso modo.

Domanda: il secondo poliziotto vuole andare avanti oppure indietro?

Risposta: avanti, non indietro. Lui vuole andare avanti.

Domanda: avanti con paura o senza?

Risposta: senza paura. Avanti senza paura.

TG: attenzione amici telespettatori, sembra che una porta della navicella spaziale si stia aprendo!!

Domanda: sembra che una porta si stia aprendo o sembra che si stia chiudendo?

Risposta: sembra che si stia aprendo.

Domanda: cosa si sta aprendo?

Risposta: una porta della navicella.

Domanda: bisogna fare attenzione?

Risposta: sì, bisogna fare attenzione.

Domanda: chi è che dice che bisogna fare attenzione?

Risposta: la conduttrice del TG. La conduttrice del telegiornale.

Domanda: a chi dice di fare attenzione?

Risposta: ai telespettatori. Lo dice ai telespettatori.

Domanda: chi sono i telespettatori?

Risposta: coloro che vedono il TG, I telespettatori vedono il telegiornale.

Domanda: e cosa fa la conduttrice del TG? Cosa fa?

Risposta: la conduttrice conduce. Conduce il TG.

Domanda: presenta il TG? lo presenta?

Risposta: sì, lo presenta, la conduttrice presenta il TG.

Domanda: la conduttrice come chiama i telespettatori?

Risposta: li chiama “amici telespettatori”.

Domanda: sono suoi amici i telespettatori? Sono tutti suoi amici?

Risposta: no, non sono suoi amici. Non tutti. Qualcuno forse.

Domanda: ma li chiama tutti così lo stesso?

Risposta: esatto. Li chiama ugualmente tutti “amici”.

Domanda: nonostante questo li chiama tutti amici? Anche se non lo sono?

Risposta: proprio così. Nonostante questo, cioè nonostante non siano tutti amici, lei li chiama ugualmente “amici telespettatori”.

Domanda: Quante porte della navicella sembra si stiano per aprire?

Risposta: Una. Solo una porta sembra si stia aprendo.

TG: un essere di colore rosa sta uscendo dalla navicella, la folla è attonita!

Domanda: cosa sta uscendo dalla navicella?

Risposta: un essere. Un essere sta uscendo dalla navicella.

Domanda: un essere umano?

Risposta: no, non umano. Un essere. Un essere e basta.

Domanda: di che colore è questo essere?

Risposta: Rosa, l’essere che esce dalla navicella è rosa.

Domanda: l’essere di colore rosa sta entrando nella navicella.

Risposta: No, non sta entrando, ma sta uscendo.

Domanda: da dove sta uscendo? Dalla lavatrice?

Risposta: cosa? dalla lavatrice? No, non sta uscendo dalla lavatrice, ma dalla navicella spaziale.

Domanda: e la folla? la folla è indifferente a questo?

Risposta: no, non è affatto indifferente. E’ attonita. La folla è attonita.

Domanda: la folla è attonita, cioè è sorpresa?

Risposta: sì, è sorpresa, di più: è incantata, è meravigliata, è sbalordita, è stupita, è stupefatta.

Domanda: ok, ok, ho capito! La folla è sorpresa, anzi, è sbalordita. Ma perché?

Risposta: beh, perché un essere di colore rosa sta uscendo dalla navicella. Ecco perché!

Domanda: ah ok, allora è sbalordita perché è rosa?

Risposta: no, non perché è rosa, ma perché è un alieno che sta uscendo. La folla è sbalordita perché è un alieno.

Domanda: allora la folla non sarebbe sbalordita se ad uscire fosse stato un essere umano?

Risposta:no, non sarebbe sbalordita in quel caso. Non sarebbe sorpresa.

Domanda: e se l’alieno fosse stato verde la folla sarebbe ugualmente attonita?

Risposta: certo. Anche se se fosse stato verde.

Domanda: la folla sarebbe stupita se ad uscire dalla navicella fosse stato un mostro?

Risposta: sì, anche in quel caso sarebbe stupita.

Domanda: e se fosse uscito Barack Obama? sarebbe ugualmente stupita?

Risposta: credo di sì. Anche se fosse uscito Barack Obama la folla sarebbe meravigliata.

Domanda: Barack Obama è un extraterrestre?

Risposta: no, non è un extraterrestre. E’ un essere umano. Barack Obama è un essere umano.

TG: Siamo in attesa che accada qualcosa! Mi correggo… sono due esseri, non uno. Uno di loro è più piccolo! Attenzione, due poliziotti si stanno avvicinando… uno di loro gli sta dando la mano. Che coraggio amici telespettatori!

Domanda: chi è in attesa che accada qualcosa?  Chi aspetta che accada qualcosa?

Risposta: tutti. Tutti siamo in attesa che accada qualcosa. Tutti aspettiamo che accada qualcosa.

Domanda: quanti sono gli esseri in realtà?

Risposta: sono due. Gli esseri sono due in realtà.

Domanda: sono due esseri di uguali dimensioni?

Risposta: no, non di uguali dimensioni.

Domanda: uno di loro è piccolo e l’altro è grande?

Risposta: sì, uno è piccolo e uno è grande. Non sono uguali.

Domanda: sono diversi? Ed in cosa sono diversi?

Risposta: sono diversi di dimensioni, sono diversi nelle dimensioni.

Domanda: Attenzione, quanti poliziotti si avvicinano? mille?

Risposta: no, non  mille; due poliziotti si avvicinano. Due poliziotti si stanno avvicinando.

Domanda: si allontanano i due poliziotti?

Risposta: no, non si allontanano, ma si avvicinano.

Domanda: si avvicinano tra di loro?

Risposta: no, non tra di loro, non tra loro due, ma si avvicinano agli alieni, alla navicella si avvicinano.

Domanda: cosa fa uno di loro? Cosa sta facendo uno dei due poliziotti?

Risposta: gli sta dando la mano. Uno dei poliziotti sta dando loro la mano.

Domanda: entrambi i poliziotti gli stanno dando la mano?

Risposta: no, non entrambi, ma uno di loro.

Domanda: cosa gli dà uno di loro? gli dà il piede?

Risposta: no, non il piede. La mano gli dà . Gli dà la mano.

Domanda: perché gli dà la mano? Si presenta?

Risposta: Sì, perché si vuole presentare.

Domanda: é coraggioso il poliziotto? Ha coraggio il poliziotto?

Risposta: sì, è coraggioso. Il Poliziotto ha molto coraggio.

Poliziotto 1: piacere signori alieni, io sono Emanuele, polizia di Roma, posso esservi di aiuto?

Domanda: si presenta il poliziotto? E Con chi si presenta?

Risposta: sì, il poliziotto si presenta. Si presenta con gli alieni.

Domanda: come si chiama il primo Poliziotto? Si chiama Giovanni?

Risposta: no, non si chiama Giovanni, si chiama Emanuele.

Domanda: il poliziotto ha piacere di incontrare gli alieni?

Risposta: sì, ha piacere. Lui ha piacere di incontrarli.

Domanda: a lui dispiace incontrare gli alieni?

Risposta: no, a lui non dispiace affatto. Lui ha piacere di incontrare gli alieni.

Domanda: che lavoro fa Emanuele?

Risposta: è un poliziotto. Emanuele fa il poliziotto.

Domanda: quindi il suo lavoro è fare cosa?

Risposta: Il Poliziotto. Il suo lavoro è fare il poliziotto.

Domanda: dove lavora Emanuele?

Risposta: in Polizia. Emanuele lavora in Polizia.

Domanda: di quale città? La Polizia di quale città?

Risposta: la Polizia di Roma. Emanuele fa il Poliziotto nella Polizia di Roma.

Domanda: Emanuele vuole essere di aiuto agli alieni?

Risposta: sì, Emanuele il poliziotto vuole essergli di aiuto.

Domanda: a chi vuole essere di aiuto? Chi vuole aiutare?

Risposta: agli alieni. Vuole essere di aiuto agli alieni. Vuole aiutare gli extraterrestri.

Poliziotto 2: Siamo vostri amici, non vi faremo nulla di male.

Domanda: i due poliziotti sono amici degli alieni?

Risposta: sì, i due poliziotti sono amici degli alieni.

Domanda: Chi sono gli amici dei poliziotti?

Risposta: gli alieni. Sono gli extraterrestri gli amici dei poliziotti.

Domanda: i poliziotti faranno del male agli alieni?

Risposta: no, i due poliziotti non faranno loro del male. Loro non gli faranno del male.

Domanda: non le faranno nulla di male?

Risposta: esatto, nulla di male.

Telegiornale: ma… l’alieno grande non ha due sole mani, … almeno otto sembra, e in ognuna delle mani tiene qualcosa, come…delle banconote!

Domanda: l’alieno grande ha due sole mani?

Risposta: no, l’alieno grande non ha solo due mani.

Domanda: quante mani ha?

Risposta: Almeno otto.

Domanda: al massimo otto? L’alieno grande ha al massimo otto mani?

Risposta: no, non al massimo, ma come minimo. Come minimo ne ha otto.

Domanda: ne potrebbe avere sette (7)?

Risposta: no, almeno otto. Ne ha almeno otto.

Domanda: può averne nove (9)? Ne potrebbe avere nove? potrebbe avere 9 mani l’alieno grande?

Risposta: sì, certamente. Come minimo ne ha otto (8), quindi potrebbe averne anche nove.

Domanda: cosa tiene nelle mani?

Risposta: delle banconote. Nelle mani tiene delle banconote.

Domanda: tiene dei soldi in mano? Del denaro?

Risposta: sì, tiene dei soldi in mano, delle banconote di carta.

Domanda: le banconote sono di carta?

Risposta: sì, sono di carta, le banconote sono di carta.

Domanda: un (1) euro è una banconota?

Risposta: no, 1 euro non è una banconota. 1 euro è una moneta.

Alieno grande: …saha asdfhasf  sadhasdkab  hhhs  hhsd  
Poliziotto 1: non ho capito bene, signori alieni…

Domanda: Il poliziotto capisce? Ha capito bene  cosa dice l’alieno grande?

Risposta: no. Non capisce. Lui non ha capito.

Domanda: ha capito male? Il poliziotto ha capito male?

Risposta: no, non ha capito male. Non ha capito. Semplicemente non ha capito.

Alieno grande: …dgggsggyyww saha asdfhasf  sadhasdkab  hhhs  hhsd!!
Poliziotto 1: fiuuuu, per fortuna ho con me il traduttore, alieno-italiano…

Domanda: cos’ha Emanuele con se?

Risposta: il traduttore alieno-italiano. Con se Emanuele il Poliziotto ha il traduttore alieno-italiano.

Domanda: cos’ha con se il poliziotto?

Risposta: il traduttore alieno-italiano ha con se il poliziotto.

Domanda: cosa fa il traduttore?  A cosa serve il traduttore?

Risposta: traduce. Il traduttore traduce. Serve a tradurre. Ecco cosa fa il traduttore.

TRADUTTORE ALIENO-ITALIANO: “te lo ripeto piccolo umano, voglio andare a Via del corso, voglio andare a Via del corso…”

Domanda: dove vuole andare l’alieno?

Risposta: a via del corso. L’alieno vuole andare a via del corso.

Domanda: a chi lo ripete l’alieno?

Risposta: ad Emanuele. L’alieno lo ripete al poliziotto Emanuele.

Domanda: chi parla? Chi è che parla?

Risposta: è l’alieno che parla. E’ l’extraterrestre che parla.

Domanda: con chi sta parlando?

Risposta: con Emanuele. Parla con Emanuele.

Domanda: cosa ripete l’alieno?

Risposta: ripete che vuole andare a via del corso.

Domanda: lo aveva già detto? l’alieno aveva già detto che voleva andare a via del corso?

Risposta: sì, lo aveva già detto.  L’alieno aveva già detto che voleva andare a via del corso.

Domanda: la prima volta che lo ha detto, Emanuele aveva capito?

Risposta: no, non aveva capito. Emanuele, la prima volta, non aveva capito.

Poliziotto 1: ah, dice che vuole andare a Via del corso!

Domanda: e la seconda? La seconda volta capisce il poliziotto?

Risposta: sì, la seconda volta capisce.

Poliziotto 2: ma non lo vedi che è una donna? E’ completamente rosa… poi ha le ciglia lunghe e le unghie tutte colorate… anche il piccolo è femmina! Ha le treccine!

Domanda: chi è una donna?

Risposta: l’alieno. L’alieno è una donna.

Domanda: l’alieno è di colore blu?

Risposta: no, non blu. L’alieno  è completamente rosa.

Domanda: c’è qualcosa che non è rosa? c’è qualcosa che ha un colore diverso?

Risposta: no. Tutto è rosa. L’alieno è completamente rosa. E’ tutto rosa.

Domanda: come ce l’ha le ciglia?ciglia corte?

Risposta: No, le ciglia ce le ha lunghe. Non sono corte ma lunghe.

Domanda: e le unghie? Come sono le unghie?

Risposta: sono tutte colorate. Le sue unghie sono tutte colorate.

Domanda: sono tutte bianche le sue unghie?

Risposta: No, non sono bianche, ma sono colorate.

Domanda: e il piccolo? l’alieno piccolo è femmina?

Risposta: sì, anche il piccolo alieno è femmina.

Domanda: cos’ha l’aliena piccola?

Risposta: le treccine. L’aliena piccola ha le treccine.

Domanda: Dove ha le trecce l’aliena piccola?

Risposta:  In testa. Le treccine sono in testa.

Domanda: sono nella testa? Le treccine si trovano nella testa?

Risposta: no, non nella testa, ma in testa. Sulla testa.

Domanda: con cosa si fanno le treccine?

Risposta: si fanno coi capelli. Le treccine si fanno con i capelli.

Domanda: chi ha le treccine? i poliziotti hanno le treccine in testa?

Risposta: No, non sono i poliziotti ad avere le treccine, ma è l’aliena piccola.

Domanda: per fare le treccine ci vogliono i capelli lunghi?

Risposta: sì, certo. Lunghi. Ci vogliono i capelli lunghi.

Domanda: coi capelli corti possiamo fare le treccine?

Risposta: no. con i capelli corti non è possibile fare le treccine. Non possiamo fare le treccine. Non è possibile.

Telegiornale: attenzione, amici telespettatori, il coraggioso poliziotto prende per mano le due aliene e si dirigono insieme verso Via del Corso!

Domanda: chi prende per mano il coraggioso poliziotto?

Risposta: le due aliene. Prende per mano le due aliene.

Domanda: ha paura il poliziotto? E’ un poliziotto pauroso?

Risposta: no, non ha paura. Il poliziotto non è pauroso, ma coraggioso. Il poliziotto è coraggioso.

Domanda: quante aliene prende per mano Emanuele?

Risposta: ne prende per mano due. Due aliene prende per mano.

Aliena (voce aliena): Via del corso, Via del corso
Poliziotto 1: Sì ho capito, signora aliena, ma cosa vuole fare a via del corso?

Domanda: ha capito il Poliziotto?

Risposta: sì, ha capito. Emanuele ha capito.

Domanda: Emanuele parla con la madre o con la figlia?

Risposta: parla con la madre. Parla con la signora extraterrestre.

Domanda: Cosa chiede Emanuele all’aliena madre? Cosa le chiede?

Risposta: le chiede cosa vuole fare a Via del Corso. Questo le chiede.

Aliena grande:  asdfeasjyd gfsjdhfdsajh fsdjfvsa hdfv   shdjfvsd
Poliziotto 2: Cosa ha detto la signora?

Domanda: ha compreso il poliziotto?

Risposta: no, non ha compreso. Non ha capito.

Domanda: a chi pone la domanda Il poliziotto due?

Risposta: al poliziotto uno. La fa al poliziotto uno la domanda. La pone a lui.

Poliziotto 1: ha detto…..  dunque vediamo… aziono il traduttore (voce traduttrice) acquisti, compere, shopping

Domanda:cosa fa il poliziotto uno?

Risposta: aziona il traduttore. Lui azionaon il traduttore.

Domanda: spegneoff il traduttore?

Risposta: no, non lo spegne! Il contrario. Lo accende. Lo aziona.

Domanda: cosa dice il traduttore?

Risposta: il traduttore dice: acquisti, compere, shopping

Domanda: ha tradotto il traduttore?

Risposta: sì, ha tradotto. Il traduttore ha tradotto.

Domanda: a cosa serve il traduttore? a tradurre in italiano

Risposta: sì, il traduttore serve a questo. Serve a tradurre. Il traduttore traduce.

Domanda: questo traduttore da cosa traduce?

Risposta: traduce dalla lingua aliena.

Domanda: traduce dall’alieno all’italiano?

Risposta: sì, traduce dall’alieno all’italiano. Traduce dalla lingua aliena alla lingua italiana.

Domanda: cosa vuole fare l’aliena, acquistare?

Risposta: sì, lei vuole acquistare. Vuole fare acquisti.

Domanda: vuole comprare?

Risposta: sì, vuole comprare, vuole fare compere.

Domanda: acquistare e comprare sono la stessa cosa?

Risposta: sì, sono la stessa cosa. Uguale.

Domanda: hanno lo stesso significato?

Risposta: lo stesso. Uguale. Identico. Hanno un identico significato.

Domanda: anche fare shopping? stesso significato?

Risposta: identico. Non cambia. Lo stesso significato.

Telegiornale: a quanto pare, amici telespettatori, la signora non è poi così aliena come sembrava!

Domanda: la signora aliena è una aliena?

Risposta: sì, la signora aliena è una aliena. Lo è.

Domanda: la signora vuole fare acquisti?

Risposta: esatto, lei vuole fare shopping.

Domanda: anche le donne umane amano fare compere?

Risposta: sì, anche loro amano fare shopping. Anche loro.

Domanda: allora la signora aliena non sembra così aliena, vero?

Risposta: esatto. Non sembra affatto così aliena.

Domanda: sembrava aliena prima?

Risposta: sì, sembrava aliena. Prima sembrava aliena.

Domanda: ed ora? Adesso? anche ora sembra aliena?

Risposta: sì, anche ora sembra aliena, ma non così aliena come prima. Non come prima.

Domanda: adesso sembra un po’ meno aliena?

Risposta: sì, adesso sembra meno aliena di prima. molto meno aliena.

Poliziotto 1: allarme rientrato, allarme rientrato! …donne…. sempre le solite, schiave dello shopping!

Domanda: cosa è rientrato?

Risposta: l’allarme. L’allarme è rientrato.

Domanda: non c’è più l’allarme?

Risposta: no, non c’è più. Non più. E’ rientrato.

Domanda: prima l’allarme c’era?

Risposta: sì, prima c’era l’allarme.

Domanda: perché? perché prima c’era l’allarme?

Risposta: perché c’erano gli alieni a Piazza di Spagna.

Domanda: ora non ci sono più?

Risposta: sì, ci sono. Ci sono anche ora.

Domanda: ma? Qualcosa è cambiato? cosa è cambiato?

Risposta: Sì, qualcosa è cambiato. E’ cambiato che ora gli alieni sembrano più umani.

Domanda: sembrano più umani? rispetto a quando?

Risposta: rispetto a prima.ora sembrano più umani rispetto a prima.

FINE


 Le regole da seguire per l’ascolto: ascolta 1 volta al giorno per almeno 2 settimane

Vedere i sorci verdi

Audio

Video con sottotitoli

Trascrizione

Buongiorno e benvenuti sulla frase idiomatica di oggi: vedere i sorci verdi o anche far vedere i sorci verdi.

E’ un’altra delle frasi idiomatiche pubblicate sul sito italianosemplicemente.com, sito che utilizza il metodo TPRS e i sette consigli, le sette regole d’oro per imparare semplicemente a comunicare.

Difficilmente troverete questa frase idiomatica su dei libri di testo o di grammatica, ve lo anticipo subito, e per questo ho deciso di spiegarvela a voce, cosicché possiate esercitare il vostro italiano.

Il fine, come al solito è imparare una frase idiomatica; imparare quando si usa, in quali contesti o situazioni possiamo ascoltarla, ed all’occorrenza utilizzarla. Il fine è però anche di esercitarvi ad ascoltare, in modo da assimilare il linguaggio e la grammatica, senza studiarla in modo noioso su dei libri di grammatica. Il modo in cui si parla in italiano si impara solamente ascoltando uno o più italiani che parlano, e nel linguaggio di tutti i giorni ci sono molte espressioni idiomatiche di questo tipo.

Questa in particolare è una frase abbastanza familiare, che quindi non è il caso di usare in occasioni particolari, come in un incontro di affari o molto formali in generale.

A differenza di altre frasi idiomatiche italiane, contiene una parola di uso dialettale, che però oramai è entrata nel vocabolario italiano. Sto parlando della parola SORCI. I sorci sono i topi, semplicemente, nel dialetto romano. Sorci… non so se qualcuno possa avere delle difficoltà a pronunciare questa parola. Forse però la “r” e la “c” attaccate può creare dei problemi per coloro che non hanno mai pronunciato una parola di questo tipo.

Fonte:
La Squadriglia “I sorci verdi” –  Fonte: Rassegna stampa militare


Comunque, c’è da dire che non sapevo dell’origine di questa frase “vedere i sorci verdi”, finché non l’ho cercata su internet. Sapevo quindi come e quando usarla ma non sapevo come e quando è nata.

A quanto pare la frase ha origini romane, quindi Roma è la città dove la frase si è sentita e pronunciata per la prima volta. E’ una frase scherzosa, cioè che si dice per SCHERZARE quando cioè non si parla seriamente, ed a quanto pare c’era un reparto, una squadra, detta anche SQUADRIGLIA speciale dell’aviazione italiana, – AVIAZIONE ITALIANA – . L’aviazione è l’insieme delle attività che coinvolgono qualsiasi tipo di apparecchio adatto al volo, di aereo quindi, ma anche elicotteri, eccetera. Tale squadriglia, famosa negli ANNI TRENTA, cioè negli anni che vanno dal 1930 al 1940, famoso per le sue imprese sportive e belliche, cioè nello sport e nella guerra, in ambito di guerra. Sulla carlinga dell’aereo, sulla CARLINGA, cioè sulla parte anteriore dell’dell’aeroplano, cioè dell’aereo, dove sono contenuti l’equipaggio e parte delle installazioni del motore, sulla carlinga appunto, erano dipinti tre topolini, tre topi, cioè tre sorci di colore verde.

Su questo aereo dunque c’erano disegnati, c’erano DIPINTI tre topi verdi. Tre piccoli sorci verdi. E tutti potevano vederli, come anche voi potete vedere dalla foto che ho inserito nell’articolo.

Evidentemente quell’aereo, quello con i tre topi, o sorci dipinti sulla carlinga, era un aereo di cui tutti avevano paura… magari perché batteva tutti in velocità, e non necessariamente perché era un aereo di guerra. Comunque vedremo meglio questa cosa dopo che avrò spiegato il senso della frase.

“Verdi” invece è il plurale di verde, del colore verde, ed è quel colore che si ottiene MISCELANDO, cioè mischiando dal blu e dal giallo. Facile quindi.

“Vedere” invece, non c’è bisogno che lo dica, è ciò che si fa con gli occhi.

“Vedere i sorci verdi” dunque, nel suo senso letterale, vuol dire appunto vedere i topi verdi. Quindi non significa nulla, il suo significato letterale non ci dice niente, come D’ALTRO CANTO quasi tutte le frasi idiomatiche italiane. Occorre quindi cercare il senso figurato della frase.

Il senso dunque è “trovarsi in difficoltà”, affrontare una situazione difficile, complicata, ed uscirne, cioè riuscire a risolvere la situazione ma dopo mille difficoltà.

L’utilizzo quindi della frase non è appropriata, secondo me, non è giusta, non è adatta in situazioni “drammatiche”, come in ambito di guerra, poiché in Italia si usa in ambiti scherzosi appunto, non troppo serie dunque.

1Ad esempio, un primo esempio che posso farvi è in ambito sentimentale. Se c’è quindi una coppia, un marito ed una moglie, e ammettiamo che questa coppia abbia problemi economici. Ha difficltà ad arrivare a fine mese. Ammettiamo che il marito un giorno perde tutti pochi soldi che hanno durante una partita di poker con degli amici. E questo di nascosto dalla moglie, senza chiedere prima il permesso alla moglie. Possiamo sicuramente dire che la moglie, appena arriva a casa la sera, farà sicuramente vedere i sorci verdi al marito. Non è una bella situazione per il marito e credo che nessuno vorrebbe essere al suo posto.

2Un secondo esempio in ambito sportivo. C’è un calciatore, diciamo Francesco Totti ad esempio. Durante una partita dei mondiali di calcio, una partita dunque molto importante, Totti tira un calcio di rigore in modo molto rischioso, col famoso “pallonetto”, o “cucchiaio“, che è un modo di calciare il rigore tipico di Totti; Totti che a dire il vero ha utilizzato veramente anche durante una partita dei mondiali di calcio, qualche anno fa, il “cucchiaio”, fortunatamente riuscendo a segnare. Ma se non fosse riuscito a segnare quel calcio di rigore, se l’avesse sbagliato, sicuramente l’allenatore “gli avrebbe fatto vedere i sorci verdi”. Lo avrebbe cioè sgridato ASPRAMENTE, pubblicamente magari. Lo avrebbe rimproverato molto, dicendogli che non è un giocatore serio, che non si batte un rigore importante in quel modo eccetera. Una difficile situazione da affrontare quindi per Totti, che fortunatamente è riuscito ad evitare. Fortunatamente per lui e per l’Italia tutta.

3L’espressione comunque possiamo anche usarla a scuola ad esempio. Un professore o una professoressa può far vedere i sorci verdi ai propri alunni se ad esempio li interroga tutti e gli fa domande difficilissime, e li rimprovera di non impegnarsi a sufficienza a scuola e di non fare abbastanza compiti a casa. Ma anche gli alunni possono far vedere i sorci verdi al loro professore, se ad esempio si comportano male, non la rispettano, o il professore non è abbastanza severo da  farsi rispettare dagli alunni.

Insomma è una frase che si usa in molte circostanze, in molte occasioni, non eccessivamente serie, non drammatiche o quando si parla di qualcosa di molto grave. Non sentirete l’espressione al telegiornale ad esempio, se si parla di una tragedia ad esempio, o di cose simili. Anche una baby-sitter può vedere i sorci verdi ad esempio, se il bambino che sta guardando, il bambino o la bambina a cui la baby-sitter deve badare, la fa arrabbiare eccessivamente; se fa i DISPETTI ad esempio. Se la bambina, di 4 anni ad esempio, inizia a rovesciare le cose, a rompere oggetti, e magari si mette in pericolo, magari salta dalle sedie e cose pericolose di questo tipo, allora sicuramente possiamo dire che la bambina ha fatto vedere i sorci verdi alla baby-sitter, e questa baby-sitter, probabilmente, potrebbe anche decidere di cambiare lavoro per questo 🙂

Dunque quell’aereo sul quale erano disegnati i tre topi, i tre sorci, evidentemente faceva vedere i sorci verdi a chi lo vedeva, e ogni volta che c’era una situazione di pericolo, da quel giorno, si usa dire “far vedere i sorci verdi”.

Notate bene che il verbo “fare” precede la frase, quindi c’è sempre qualcosa o qualcuno che “fa” vedere i sorci verdi a qualcun altro. Non si usano altri verbi se non il verbo “fare”. oppure non si usa nulla, nessun verbo: “ieri nel mio ufficio abbiamo visto i sorci verdi, per via del lavoro che c’era da fare“, ad esempio. Solitamente però c’è sempre il verbo “fare” davanti.

Se volete ora possiamo fare un esercizio di pronuncia e di ripetizione. Ascoltare va bene però occorre esercitare anche la pronuncia, altrimenti la comunicazione non potrà mai migliorare, essendo la comunicazione fatta di ascolto, di comprensione ma anche di espressione. Imparare ad esprimersi è tanto importante quanto capire ciò che si ascolta, dunque ora se volete ripetete senza pensare ad altro che a ripetere, senza pensare cioè alla grammatica, ma solamente a ripetere.

Proviamo stavolta con delle frasi al passato. Vi lascerò 3 secondi per ripetere. Tre, due, uno, via!:

  • Ieri mio figlio mi ha fatto vedere i sorci verdi;
  • l’altra settimana il capoufficio ci ha fatto vedere i sorci verdi;
  • mia moglie stamattina mi ha fatto vedere i sorci verdi;
  • mio marito la scorsa notte mi ha fatto vedere i sorci verdi;

Bene con questo è tutto, spero sia tutto chiaro e che se avete domande da fare o esempi da scrivere andate sulla pagina facebook di italiano semplicemente.

Vi ringrazio dell’ascolto. Ripetete l’ascolto più volte per assimilare tutte le parole e le espressioni usate in questo audio file, e infine spero di essere stato utile ed anche di avervi divertito insegnandovi qualcosa della lingua italiana. Soprattutto, posso dire, spero di non avervi fatto vedere i sorci verdi con questo podcast!!

Un saluto da Roma e dall’Italia.


– Torna alle frasi idiomatiche

Il ladro padre e il ladro figlio (Domande & Risposte)

read_the_Story_first

Istruzioni – Instructions:

1 – Leggi la storia ed ascolta il file audio, almeno 3,4 volte. Read the story and listen to the audio file, at least 3.4 times.
2 – Poi scarica il podcast ed ascoltalo almeno mezzora volta al giorno (3,4 volte al giorno) per almeno una settimana. Download the podcast and listen to it at least half hour a day (3.4 times a day) for at least a week.
3 – Leggi ed ascolta le Domande & Risposte almeno mezzora volta al giorno, nella seconda settimana. Read and listen to the Q&A at least half hour a day, in the second week.

5 livello principiante

Domande & Risposte

(Questions and Answers)

download-mp3-audioSpeaker: Suona la SVEGLIA.

Cosa suona? Cos’è che suona?

La sveglia. Suona la sveglia. E’ la sveglia che suona.

Cosa fa la sveglia?

Suona. La sveglia suona.

La sveglia canta?

No, non canta. La sveglia non canta. La sveglia suona.

Speaker: E’ notte, e due ladri, padre e FIGLIO, entrano in una villa per SVALIGIARLA.

E’ notte?

Sì. E’ notte.

Non è giorno?

No, non è giorno, ma è notte.

C’è il sole?

No, è notte, e di notte non c’è il sole!

Quante persone entrano in una villa?

 Due persone. Due persone entrano in una villa.

Sono tre le persone che entrano nella villa?

No, non sono tre, ma due. Due persone entrano nella villa.

Chi entra nella villa?

Padre e figlio. Padre e figlio entrano nella villa.

Dove entrano le due persone?

In una villa. I due entrano in una villa.

I due entrano in una casa?

Sì, padre e figlio entrano in una casa, una grande abitazione.

 Perché?

Per svaligiarla. I due ladri entrano nella villa per svaligiarla.

I due ladri entrano nella villa per osservarla?

No, non entrano nella villa per osservarla. Non entrano per guardarla o ammirarla, ma per svaligiarla.

Loro quindi entrano per rubare?

Sì. esatto, loro entrano per rubare nella villa, entrano per svuotarla, per fare un furto.

Fanno un furto?

Sì, fanno un furto, i ladri rubano, i ladri fanno i furti.

Perché?

Perché sono ladri!

Speaker: Nessuno in casa è SVEGLIO. Il FIGLIO SBADIGLIA, poi BISBIGLIA:

In casa sono svegli?

No, nessuno. Nessuno in casa è sveglio.

C’è qualcuno in casa che dorme?

Sì, dormono tutti. Nessuno in casa è sveglio. Tutti dormono.

Dov’è che dormono?

In casa. Nella villa. Nella villa dormono.

Cosa fa il figlio?

Sbadiglia. Il figlio sbadiglia.

(sbadiglio)

Il figlio starnutisce?

No, il figlio non starnutisce, ma sbadiglia. Il figlio sbadiglia.

Perché? Perché sbadiglia?

Perché ha sonno. Il figlio ha sonno, quindi sbadiglia.

Il padre sbadiglia?

No, il padre non sbadiglia, ma il figlio. E’ il figlio che sbadiglia, non il padre.

E poi? Poi cosa fa il figlio?

Poi bisbiglia. Il figlio poi bisbiglia.

Il figlio strilla?

No, non strilla! Il contrario, il figlio bisbiglia.

Parla sottovoce?

Esatto! parla sottovoce. Il figlio bisbiglia, cioè parla sottovoce.

 Perché parla sottovoce?

Perché è notte, e perché stanno rubando in una villa!

FIGLIO: “meglio se vai avanti tu papà, ho paura del BUIO”

Con chi parla il figlio?

Col padre. Il figlio parla con il padre.

E cosa dice il figlio al padre?

Dice: “meglio se vai avanti tu papà, ho pura del buio”

Il figlio vuole che il padre vada avanti a lui?

Sì, il figlio vuole che il padre vada avanti. Vuole che il padre vada avanti e lui dietro.

Chi vuole stare dietro?

Il figlio! Il figlio vuole stare dietro.

E chi deve stare avanti?

Il padre. Il padre deve stare avanti.

Perché?

Perché il figlio dice che ha paura. Il figlio ha paura.

 Di cosa? di cosa ha paura il figlio?

Del buio. Il figlio ha paura del buio.

Il figlio ha paura della luce?

No, non della luce, ma del buio. Il figlio ha paura della notte, perché la notte è buia.

AH, allora il figlio è pauroso?

Sì, esatto, il figlio è pauroso.

Perché?

Perché è un bambino. Tutti i bambini hanno paura del buio.

Il padre è pauroso?

No, non il padre, ma il figlio. E’ il figlio che è pauroso, non il padre.

Come chiama il figlio il padre?

Lo chiama papà. Il figlio chiama papà il padre.

Perché?

Perché è suo padre. Perché è il suo papà.

Padre: “ok FIGLIO! non mi MERAVIGLIO, ma passami il FOGLIO; passami la mappa della villa”

Cosa risponde il padre al figlio?

Risponde “ok figlio!”, va bene, ok.

Il padre accetta di stare avanti?

Sì, il padre accetta di stare avanti. Infatti dice “ok figlio!”

Il padre quindi non si rifiuta di stare avanti?

No, accetta, non si rifiuta. Non si rifiuta di stare avanti.

Il padre si meraviglia della richiesta del figlio?

No, non si meraviglia. Il padre non si meraviglia della sua richiesta.

Il padre si aspettava la richiesta del figlio?

Sì, se l’aspettava. Il padre se l’aspettava la richiesta.

Cosa si aspettava?

La richiesta del figlio.

Cioè?

Cioè si aspettava che il figlio gli chiedesse di andare avanti. Quindi non si meraviglia di questo.

Non si stupisce quindi?

No, non si stupisce, cioè non si meraviglia.

Di cosa non si stupisce?

Della richiesta del figlio! Il padre non si meraviglia della richiesta del figlio. Non si stupisce.

Cosa vuole invece il padre dal figlio?

Lui vuole il foglio. Il padre vuole un foglio dal figlio.

Il padre vuole che il figlio gli passi un foglio?

Sì, esatto. Il padre vuole proprio questo: Il foglio della mappa della villa.

Cosa deve passare il figlio al padre? Cosa gli deve passare?

Un foglio. Il foglio della mappa della villa. Il figlio gli deve passare il foglio della mappa.

Cosa c’è su quel foglio che deve passargli?

La mappa della villa. la mappa della casa, dell’appartamento. Sul foglio che deve passargli c’è la mappa della villa.

Chi è che da il il foglio e chi è che lo riceve?

Il figlio da il foglio, ed il padre lo riceve. Il figlio lo da, ed il padre lo riceve.

Da chi lo riceve?

Dal figlio. Il padre riceve il foglio dal figlio.

(ABBAIO)

Figlio: “papà!”
Padre: “cosa c’è FIGLIO?”

Figlio: “mi è sembrato di sentire un cane ABBAIARE”.

Padre: “no FIGLIO, credo che hai preso un  ABBAGLIO!”

Cosa sente il figlio?

Un cane abbaiare. Il figlio sente un cane abbaiare.

Cosa fa il cane? abbaia?

Sì, il cane abbaia, ed il figlio lo sente abbaiare.

E’ sicuro di questo? Il figlio è sicuro di averlo sentito?

No, non è sicuro. Al figlio è sembrato di sentire un cane abbaiare.

Lo dice a suo padre?

Sì, glie lo dice, lo dice a suo padre.

Cosa dice al padre?

Gli dice che ha sentito un cane abbaiare. Ha sentito un cane che abbaia.

Ed il padre? Lui anche lo ha sentito?

No, lui no. Lui non ha sentito nulla.

Lui non sente il cane abbaiare quindi?

No, il padre non sente il cane abbaiare.

Quindi non si accorge di nulla il padre?

Esatto! Il padre non si accorge che il cane abbaia. Non si accorge di niente, di nulla.

Cosa risponde il padre al figlio?

Gli risponde che il figlio ha preso un abbaglio.

Cioè?

Cioè che si sbaglia! Gli risponde che si sbaglia. Gli risponde che crede che il figlio si sbagli. Gli risponde che ha preso un abbaglio.

Chi è che abbaia?

Il cane. Il cane abbaia.

E chi è che ha preso un abbaglio secondo il ladro padre?

Suo figlio. Secondo il padre, il figlio ha preso un abbaglio, cioè si è sbagliato.

I cane quindi ha abbaiato veramente?

Sì, certo, il cane ha abbaiato.

E chi è l’unica persona che se ne accorge?

Il ladro figlio. L’unico ad accorgersene è il figlio. L’unico che si accorge che il cane abbaia è il figlio.

 Il padre ha preso un abbaglio?

No, non il padre.

Allora il figlio?

No, neanche lui! Il padre credeva che il figlio avesse preso un abbaglio.

Invece?

 Invece no. Il cane ha abbaiato veramente!

Figlio: “Non mi SBAGLIO papà”, Speaker: GLI rispose allarmato il FIGLIO.

Cosa risponde il figlio?

Il figlio risponde: Non mi sbaglio papà!

Ora è sicuro il figlio? E’ sicuro di aver sentito il cane abbaiare?

Sì, è sicuro. Ora il figlio è sicuro di aver sentito il cane abbaiare!

Il figlio crede di sbagliarsi?

No, il figlio non crede di sbagliarsi. Il figlio è sicuro.

E’ tranquillo il figlio?

No, il figlio non è tranquillo. E’ allarmato! Il figlio è allarmato! non è affatto tranquillo!

Il cane si chiama GIGLIO. GIGLIO è un cane da guardia, e con i ladri non scappa mai come un CONIGLIO. Non appena il ladro padre si accorge del cane, avvisa il FIGLIO.

Come si chiama il cane? Qual’è il suo nome? Qual’è il nome del cane?

Giglio. Il cane si chiama Giglio. Il suo nome è Giglio. Il nome del cane è Giglio

Che tipo di cane è Giglio?

Da guardia. Giglio è un cane da guardia.

A cosa fa la guardia Giglio?

Giglio fa la guardia alla villa. Giglio è il cane da guardia della villa.

Giglio controlla la villa?

Sì, la controlla, ci fa la guardia. Lui è il cane da guardia della villa.

Giglio ha paura dei ladri? Ha paura dei due ladri?

No, Giglio non ha paura dei due ladri.

Giglio scappa quando vede i ladri?

No, Giglio non scappa mai. Con i ladri Giglio non scappa mai.

Giglio quindi non è pauroso come un coniglio?

No, lui non scappa come un coniglio. Non è pauroso come un coniglio. Giglio non scappa mai come un coniglio.

I conigli scappano?

Sì, i conigli scappano, i conigli hanno paura; hanno sempre paura.

Chi si accorge del cane?

Il padre. E’ il padre che si accorge del cane.

Adesso il ladro padre ci crede che c’è un  cane?

Sì, ci crede perché se ne accorge. Il padre si accorge del cane. Si accorge che c’è il cane nella villa.

Lo vede?

Sì, lo vede, oppure lo sente anche lui, come il figlio. Se ne accorge. Si accorge del cane.

Cosa fa il ladro padre appena si accorge del cane?

Avvisa il figlio. Appena se ne accorge avvisa suo figlio.

Gli dice qualcosa? dice qualcosa al figlio?

Sì, lo avvisa. Lo avvisa che si è accorto del cane.

Quando lo avvisa? Quand’è che il padre avvisa il viglio?

Subito, non appena se ne accorge. Non appena si accorge del cane il padre avvisa il figlio. Lo avvisa subito dopo che se ne accorge. Non appena se ne accorge lo avvisa.

Padre: “attento FIGLIO mio!”

Cosa dice il padre al figlio?

Gli dice di stare attento. Il padre dice al figlio di stare attento.

Gli dice di stare tranquillo, rilassato?

No, non gli dice questo, ma il contrario!! Gli dice che deve stare attento! Cioè che deve fare attenzione. Deve stare attento.

Figlio: “cosa c’è papà?”

Cosa risponde il ragazzo a suo padre?

Il ragazzo risponde: cosa c’è? Cioè: cosa succede? perché devo stare attento? Cosa accade?

Padre:  “il cane, il cane è SVEGLIO!”

Il cane dorme?

No, il cane non dorme. Il cane è sveglio!

Giglio sta dormendo mentre i due ladri entrano nella villa?

No, Giglio è sveglio. Non sta dormendo. Giglio non sta affatto dormendo!

Speaker: ma GIGLIO punta il BERSAGLIO, e in men che non si dica azzanna il padre alla CAVIGLIA.

(urlo di dolore)

Cosa fa Giglio?

Punta il bersaglio! Giglio punta il bersaglio!

E qual’è il suo bersaglio?

La caviglia. Il bersaglio è la caviglia del ladro padre.

E poi? Poi Giglio attacca il padre o il figlio?

Giglio attacca il padre, non il figlio. Giglio attacca la caviglia del ladro padre.

E’ quello il bersaglio quindi? E’ la caviglia il bersaglio di Giglio?

Sì, è la caviglia il suo bersaglio. Quello è il suo bersaglio. Il bersaglio di Giglio è la caviglia del ladro padre.

Il cane morde la caviglia del padre?

Sì, la morde, Giglio morde la caviglia, Giglio azzanna la caviglia.

Con cosa morde la caviglia Giglio? Con cosa la azzanna?

Con i denti! Giglio azzanna la caviglia con i suoi denti. Con le sue zanne.

Quanto tempo impiega Giglio ad azzannare la caviglia del padre?

Pochissimo tempo! Immediatamente! Giglio la azzanna subito, in men che non si dica!

Speaker: Il FIGLIO, invece, si SCEGLIE un NASCONDIGLIO e poi se la SQUAGLIA.

Anche il figlio viene morso da Giglio?

No, il figlio no. Il figlio non viene morso da Giglio.

E cosa fa il figlio?

Si nasconde! Il figlio si nasconde in un nascondiglio.

Chi è che sceglie il nascondiglio: Giglio?

No, non Giglio, il figlio se lo sceglie. Il figlio si sceglie il nascondiglio.

E dopo che l’ha scelto?

Dopo averlo scelto, si nasconde nel nascondiglio.

E poi?

Poi scappa, cioè poi se la squaglia. Il figlio poi se la squaglia. Scappa via.

Chi se la squaglia? Chi scappa via?

Il ragazzo ladro, il ladro figlio se la squaglia. E’ lui che che scappa via.

Il ladro figlio scappa e poi si nasconde?

No, prima si nasconde nel nascondiglio, e solo dopo scappa. Solamente dopo se la squaglia.

Figlio:  “tanto MEGLIO! Non mi piace fare il ladro, mi piace solo fare il FIGLIO!”

Cosa dice il ragazzo?

Dice: “tanto meglio”, cioè “meglio così”.

Il ragazzo quindi è contento di come è andata?

Sì, lui è contento di come è andata! E’ contento di come finisce!

Perché? Perché è contento? Perché è felice?

E’ felice perché a lui non piace fare il ladro.

Non gli piace fare il ladro?

No, non gli piace affatto! A lui non piace rubare, non piace fare il ladro.

E cosa gli piace fare?

Gli piace fare il figlio. A lui piace solamente fare il figlio. Non fare il ladro.

FINE


Ascoltare il file più volte al giorno, almeno mezzora al giorno, per almeno una settimana, seguendo le regole del metodo TPRS e le sette regole d’oro di Italiano Semplicemente.

>> Lezione successiva: Le mutande mongolfiera

Prendere il toro per le corna

Audio

Transcrizione

Fonte immagine: pensieridatergo
Fonte immagine: pensieridatergo

Buongiorno a tutti, buongiorno a tutti i membri della famiglia  di “italiano semplicemente” benvenuti sull’episodio di oggi di italiano semplicemente, che è una frase idiomatica.

Quindi una espressione italiana di uso corrente “prendere il toro per le corna”. Non ricordo se era esattamente questa l’espressione  di cui volevo parlare oggi perché   ce ne è anche un’altra riguardante il toro di cui parleremo  ed  è “parli del toro e spuntano le corna”. In ogni caso iniziamo dalla prima espressione che è  “prendere il toro per le corna”.

Dunque una frase idiomatica, ogni volta che parlo di frasi idiomatiche o espressione di uso corrente è praticamente la stessa cosa perché in effetti l’idioma è una lingua, quindi frase idiomatica vuol dire frase che esiste in una lingua.

Allora iniziamo a spiegare questa frase idiomatica “prendere il toro per le corna” spiegando innanzitutto il significato delle parole e poi  il significato dell’espressione, poi qualche esempio in contesti diversi  ed alla fine faremo degli esercizi di coniugazione, come al solito.

Allora “Prendere” prendere sapete cosa significa,  se capite cosa significa vuol dire che già un buon livello di italiano, abbastanza elevato  non principiante. Allora “prendere” ha lo stesso significato di “afferrare” soltanto che afferrare è più fisico, nel senso che si afferra con le mani mentre prendere  può anche avere un significato non esattamente collegato con il prendere fisicamente un oggetto, come possono essere le corna di un toro.

Per esempio “quella notizia l’ho presa male” vuol dire  che non ero molto contento di ricevere  quella notizia, quindi “prendere” l’ho presa male, vuol dire che non l’ho gradita, non mi è piaciuta. Quindi “prendere” ha più significati a seconda del contesto,  in ogni caso o prendere come afferrare o “portare a se’” oppure  ricevere.

Allora prendere il toro,  che cos’è il toro. Il toro è il maschio della vacca, cioè il bovino maschio adulto, il maschio della mucca . Da piccolo si chiama vitello, quando è più grande si chiama il toro. Allora qual è il verso del toro? Non voglio imitare il verso del toro in questo contesto, ma perché no? Il verso del toro è muuuuuuuuuuuu! Non sono molto bravo in questo contesto a fare il toro anche perché fortunatamente non ho le corna.

Questa è un’altra frase idiomatica che poi vi spiegherò la prossima volta. Avere le corna.  Allora il toro ha le corna in senso fisico ma se un essere umano ha le corna non è certamente una buona cosa.

Ovviamente è una frase idiomatica anche questa e che spiegherò la prossima volta spiegandovi il significato di avere e corna, ricordandovi  che non è una buona cosa.

Dunque cosa sono le corna? Le corna sono quelle escrescenze, quei due ossi che il toro ha attaccate alla testa, sono abbastanza grandi ed i toro le usa sia per difendersi che per attaccare.

Avee presente il toro nella corrida? Diciamo che il toro attacca la tovaglia rossa con la testa bassa cercando di infilarla con le corna.

Dunque prendere il toro per le corna fisicamente significa afferrare le corna del toro. Ora questo è il significato proprio dell’espressione: afferrare le corna del toro.

Ovviamente essendo una frase idiomatica significa un’altra cosa e può essere utilizzata in più contesti, significando praticamente prendere in un pugno la situazione, affrontare un problema, essere risoluti , cioè veramente convinti che bisogna risolvere il problema senza più girarci intorno.

Quindi “prendere il toro per le corna”. Faccio qualche esempio in modo da farvi comprendere meglio il significato dell’espressione.

Dunque vediamo un po’. Ecco, all’inizio della mia esperienza con italianosemplicemente.com, prima di iniziare avevo dei dubbi sul fatto che aprire il sito internet oppure no, ascoltavo molti podcast in francese ed in inglese e tedesco e più passava il tempo più mi convincevo che stavo imparando una tecnica molto efficace per imparare una lingua straniera.

Ha funzionato con l’inglese, ha funzionato con il francese, sta funzionando con il tedesco, mi dicevo dentro di me, prima o poi dovrò aprire anch’io un sito internet per aiutare tutti coloro che vogliono imparare l’italiano in maniera veloce e divertente.

Ad un certo punto ho deciso e mi sono detto: bisogna “prendere il toro per le corna” e affrontare la situazione, così il 14 luglio ho acquistato il dominio web di italianosemplicemente.com. Nel frattempo avevo già registrato il file di presentazione mentre stavo in vacanza nel Trentino. Potrete trovare il file audio della mia presentazione all’interno del sito.

Quindi in quel momento io ho deciso di prendere il toro per le corna e risolvere il problema di cercare di aiutare tutti coloro che hanno problemi con l’italiano per  insegnargli l’italiano in un modo veloce senza studiare la grammatica.

1Vediamo qualche altro esempio: in ambito universitario, mettiamo che si sia uno studente che deve fare un esame molto difficile, penso ad esempio a quando facevo io l’università e dovevo dare l’esame di calcolo delle probabiità nell’università di Roma La Sapienza, facoltà di scienze statistiche, allora avevo già dato molti altri esami più semplici, calcolo delle probabilità era un esame molto difficile che prima o poi avrei dovuto fare. Un giorno mi sono detto: “basta, devo prendere i toro per le corna e iniziare a studiare calcolo delle probabilità” così ho fatto e ovviamente sono riuscito a superarlo grazie, appunto, alla mia convinzione nel… finalmente affrontare il problema da risolvere.

Ovviamente ci sono molti altri contesti in cui può essere utilizzato, anche in ambito…. in diverso ambito… ma avete certamente capito qual è il concetto: prendere il toro per le corna vuol dire essere risoluti, decidersi di affrontare una situazione.

2Mi viene in mente ad esempio una situazione in ufficio… se magari avete qualche problema con un vostro collega che non… avete avuto una discussione una volta, e da quel momento, da quel giorno non parlate più con questo vostro collega. Sapete benissimo che la soluzione è affrontarlo; affrontare il problema con lui, parlarne, ma non ne avete il coraggio. Però tenete molto al vostro collega ed al rapporto con lui, di conseguenza un giorno vi decidete, un giorno dite a voi stessi: “basta, adesso prendo il toro per le corna e lo affronto”. Ovviamente non c’è nessun toro da prendere per le corna, andate dal vostro collega e cominciate a parlare con lui, del vostro problema, per risolverlo.

3Quindi anche l’apprendimento della lingua italiana, come qualsiasi altra lingua, non va sottovalutato, non va “PRESO ALLA LEGGERA”. Una lingua va “vissuta”, l’apprendimento di una lingua è una decisione molto importante da prendere, di conseguenza, anche in questo caso, prendere il toro per le corna non vi può fare che bene e consiglio anche a voi di prendere il toro per le corna e cominciare a studiare seriamente la lingua italiana, se questo è uno dei vostri progetti, ovviamente. Se proprio volete esagerare e volete rendere al massimo il vostro rendimento, cercate di non focalizzarvi sulla grammatica, cercate di ascoltare, di seguire quelle che io ho chiamato le sette regole d’oro di Italiano Semplicemente; prendete il toro per le corna, dedicate mezzora del vostro tempo, massimo un’ora all’ascolto della lingua italiana, qualunque sia il vostro livello. che sia principiante o che sia intermedio.

Dunque facciamo adesso un piccolo esercizio di coniugazione, con tutti i “modi” che mi vengono in mente.

Dunque, ripetete dopo di me. Ripetete dopo di me senza pensare alla grammatica, senza pensare alle regole grammaticali, ma semplicemente in modo da imitare la mia voce il più possibile.

In questo esercizio farò una piccola pausa, vi darò il tempo per rispondere e poi provate dopo di me. Utilizziamo il presente e il passato.

  • Io prendo il toro per le corna; io ho preso il toro per le corna;
  • tu prendi il toro per le corna, tu hai preso il toro per le corna;
  • lui prende il toro per le corna, lui ha preso il toro per le corna;
  • noi prendiamo il toro per le corna, noi abbiamo preso il toro per le corna;
  • voi prendete il toro per le corna, voi avete il toro per le corna;
  • loro prendono…

in corso…


Una aliena a Roma – anzi due!

>> Lezione precedente: Il saggio, lo stolto e la verità

7 livello principiante

Audio

emanuela_aliena
فاطمة صفاء الزهراء (Emanuela) interpreta l’Aliena madre

download-mp3-audioCon la gentile collaborazione di فاطمة صفاء الزهراء (Emanuela) che interpreta l’aliena madre.

Istruzioni – Instructions:
1 – Leggi la storia ed ascolta il file audio, almeno 3,4 volte. Read the story and listen to the audio file, at least 3.4 times.
2 – Poi scarica il podcast ed ascoltalo 3,4 volte al giorno per almeno una settimana. >Download the podcast and listen to it 3.4 times a day for at least a week.
3 – Leggi ed ascolta le Domande & Risposte 1 volta al giorno, nella seconda settimana. Read and listen to the Q&A once a day, in the second week.

La storia

Poliziotto 1: volante 1  a volante 2, volante 1 a volante 2, comunicazione urgente! comunicazione urgente! rispondi volante due!

Policeman 1: riot squad 1 to riot squad 2, riot squad  1 to riot squad 2, urgent message! urgent communication! answer! riot squad 2!

Poliziotto 2: sì, dimmi volante 1, sono all’ascolto!

Police Officer 2: Yes, tell me, riot squad. 1, I’m listening!

Poliziotto 1: Ecco, dunque, ho appena avvistato una navicella spaziale, che è atterrata qui, a Piazza di Spagna, dove mi trovo in questo momento. Ripeto, atterrata navicella spaziale a Piazza di Spagna!

Policeman 1: well, then, I have just seen a spaceship that landed here in Piazza di Spagna, where I am right now! I repeat, landed spacecraft in Piazza di Spagna!

Poliziotto 2: non credo di aver capito Volante 1. Puoi ripetere per favore? Lentamente grazie…

Policeman 2: I do not not think I well understood riot squad 1. Can you repeat please ? Slowly thanks …

Poliziotto 1: lo so che è incredibile, ma ho appena visto che degli alieni sono atterrati in Piazza di Spagna, qui a Roma.

Policeman 1: I know it’s incredible, but I just saw that the aliens have landed in Piazza di Spagna, here in Rome.

Poliziotto 2: va bene Volante 1, arriviamo subito in vostro aiuto!

Policeman 2: Ok, 1 riot squad 1, we come immediately to our aid!

Telegiornale: edizione straordinaria, edizione speciale del telegiornale nazionale: un oggetto non ancora identificato, si presume una navicella spaziale dall’aspetto, è ferma a Piazza di Spagna, circondata da turisti curiosi. La polizia sta arrivando e confermerà tra poco la presenza di eventuali forme di vita aliene!

News: special edition, special edition of the national news: an object not yet identified, it is assumed a spaceship-looking, is firm in Piazza di Spagna, surrounded by curious tourists. The police is coming soon and will confirm the presence of any alien life forms!

Poliziotto 1: permesso, permesso, fatemi passare…

Policeman 1: sorry, sorry let me pass …

Poliziotto 2: eccomi, sono arrivato, cosa facciamo adesso?

Policeman 2: here I am, I arrived, what do we do now?

Poliziotto 1: dobbiamo affrontare gli alieni, senza paura, siamo veri poliziotti noi!

Policeman 1: we must face the aliens, without fear, we’re real cops!

Poliziotto 2:  d’accordo amico, avanti senza paura!

Policeman 2: agree friend, forward without fear!

Telegiornale: attenzione amici telespettatori, sembra che una porta della navicella spaziale si stia aprendo!!

News: attention, friends viewers, it seems that a door of the spaceship is opening !!

Telegiornale: un essere di colore rosa sta uscendo dalla navicella, la folla è attonita!

News: a pink being is coming out from the spacecraft, the crowd is stunned!

Siamo in attesa che accada qualcosa! Mi correggo… sono due esseri, non uno. Uno di loro è più piccolo!

We are waiting for something to happen! I stand corrected … they are two beings, not one. One of them is smaller!

Attenzione, due poliziotti si stanno avvicinando… uno di loro gli sta dando la mano. Che coraggio amici telespettatori!

Attention, two policemen are approaching … one of them is giving her his hand. What courage, friends viewers!

Poliziotto 1: piacere signori alieni, io sono Emanuele, polizia di Roma, posso esservi di aiuto?

Policeman 1: Nice to meet you, aliens, I am Emmanuel, Rome police, can I help you?

Poliziotto 2: Siamo vostri amici, non vi faremo nulla di male.

Policeman 2: We are your friends, we will not hurt you.

Telegiornale: ma… l’alieno grande non ha due sole mani, … almeno otto sembra, e in ognuna delle mani tiene qualcosa, come…delle banconote!

News: but… the big alien has not only two hands … it seems at least eight, and in each hand holds something like … banknotes!

Alieno grande: …saha asdfhasf  sadhasdkab  hhhs  hhsd  

Big alien: …saha asdfhasf  sadhasdkab  hhhs  hhsd  

Poliziotto 1: non ho capito bene, signori alieni…

Policeman 1: I did not understand, aliens …

Alieno grande: …dgggsggyyww saha asdfhasf  sadhasdkab  hhhs  hhsd!!

Big alien: …dgggsggyyww saha asdfhasf  sadhasdkab  hhhs  hhsd!!

Poliziotto 1: fiuuuu, per fortuna ho con me il traduttore, alieno-italiano…

Policeman 1: fiuuu, fortunately I have with me the translator alien-Italian …

TRADUTTORE ALIENO-ITALIANO: “te lo ripeto piccolo umano, voglio andare a Via del corso, voglio andare a Via del corso…”

ALIEN-ITALIAN TRANSLATOR: “I repeat it to you, little human, I want to go in “Via del corso”, I want to go in “Via del corso” …”

Poliziotto 1: ah, dice che vuole andare a Via del corso!

Policeman 1: ah, he says that he wants to go in “Via del corso”!

Poliziotto 2: ma non lo vedi che è una donna? E’ completamente rosa… poi ha le ciglia lunghe e le unghie tutte colorate… anche il piccolo è femmina! Ha le treccine!

Policeman 2: But do not you see she’s a woman? She’s completely pink … then she has long eyelashes and all colored nails … even the little is a girl! She ha braids!

Telegiornale: attenzione, amici telespettatori, il coraggioso poliziotto prende per mano le due aliene e si dirigono insieme verso Via del Corso!

News: Caution, friends viewers, the brave policeman takes the hand to the two aliens and they head towards Via del Corso!
Aliena (voce aliena): Via del corso, Via del corso

Alien (alien voice):  Via del corso, Via del corso

Poliziotto 1: Sì ho capito, signora aliena, ma cosa vuole fare a via del corso?

Policeman 1: Yes I’ve understood, Mrs. Alien, but what do You wants to do in Via del corso?

Aliena grande:  asdfeasjyd gfsjdhfdsajh fsdjfvsa hdfv   shdjfvsd

Big alien:  asdfeasjyd gfsjdhfdsajh fsdjfvsa hdfv   shdjfvsd

Poliziotto 2: Cosa ha detto la signora?

Policeman 1: what did the Lady say?

Poliziotto 1: ha detto…..  dunque vediamo… aziono il traduttore (voce traduttrice) acquisti, compere, shopping

Policeman 1: she said ….. so let’s see … I trigger the translator (voice translator) purchases, shopped, shopping

Telegiornale: a quanto pare, amici telespettatori, la signora non è poi così aliena come sembrava!

News: apparently, friends viewers, the lady is not as alien as it seemed:

Poliziotto 1: allarme rientrato, allarme rientrato! …donne…. sempre le solite, schiave dello shopping!

Cop 1: Alarm returned, alarm back! … women …. same old! slaves of shopping!

FINE


Do not worry if you understand only a few words. After listening to this audio and that the Q & A audio for two weeks, at least 3-4 times each day, all words will be clear and stored in your head.

D_e_R

>> Lezione successiva: l’avventuriero e la Ninfa del lago