Perché, poiché, anzi, anziché

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avverbi.jpgBuongiorno amici, grazie di essere qui all’ascolto di questo episodio di Italiano Semplicemente.

Oggi rispondo ad una domanda di Madonna, una bella e simpaticissima ragazza egiziana che avendo avuto modo di ascoltare la sua voce vi posso dire che parla molto bene l’italiano. Madonna vorrebbe conoscere l’utilizzo, con degli esempi, di alcune parole italiane: si tratta di alcuni avverbi e congiunzioni.

Madonna ha un livello abbastanza elevato per poter comprendere e parlare di qualsiasi argomento nella lingua italiana, quindi questo significa che queste parole creano qualche volta dei problemi anche alle persone di livello elevato.

Saper utilizzare bene queste paroline significa sapersi esprimere bene in italiano.

In questo episodio quindi spieghiamo alcune delle parole richieste da Madonna, che saluto con l’occasione, e poi inserirò sul sito il podcast audio in formato mp3 in modo che lo possiate scaricare ed ascoltare.

 Inserirò però anche le singole frasi separatamente, facciamo questo esperimento  in modo che i visitatori di Italiano Semplicemente possano ascoltare solamente le frasi e gli esempi che gli interessano di più. Se volete potete anche ripetere le frasi in modo che possiate esercitare la lingua.

Un esperimento questo che se si rivelerà produttivo e che se gradirete attraverso dei like su Facebook continueremo sicuramente a fare. Vediamo come va.

I miei figli mi aiuteranno a rendere più piacevole l’ascolto.

Oggi spieghiamo perché, poiché, anzi ed anziché

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Perché

Perché si usa principalmente in frasi interrogative, quando si fa una domanda e quindi si richiede una risposta: (in tal caso è un avverbio e sta prima di un verbo)

– perché studi la grammatica?

– Perché stai studiando italiano?

Perché sei così stupido?

è perché tu non pensi mai agli affari tuoi?

La parola “perché” a volte si usa anche da sola, dando il verbo per scontato: ad esempio:

– non rispondi mai al telefono quando ti chiamo: perché?

– non mi guardi mai in faccia quando ti parlo, perché?

mi rubi sempre le caramelle, perché?

mi fai sempre un sacco di domande, perché?

Infine “perché” si può usare anche  in frasi in cui non si fa direttamente la domanda, ma la si riporta in modo indiretto. Vediamo qualche esempio.

ho chiesto a mia moglie perché fosse così bella.

– mi chiedo perché mangi così tanto durante le feste di Natale!

– la maestra mi ha chiesto perché non ho fatto i compiti!

– tu invece non ti sei mai chiesto perché sei così stupido!

A volte “perché” si usa al posto della parola “motivo” o “causa”, e in questo caso ci mettiamo anche l’articolo davanti: “il perché” cioè “il motivo”, “la causa”, o anche “la colpa”. Ad esempio:

– voglio sapere il perché di tutto questo.

Oppure anche:

– non ti chiedi il perché delle nostre continue discussioni?

Oppure:

– ti dirò dopo il perché di tutti i miei dispetti!

scoprirai dopo il perché di tutti gli errori che fai!

sei tu il perché dei nostri problemi, lo vuoi capire?

Inoltre si usa anche come congiunzione: ad esempio:

voi ascoltate perché siete interessati;

oppure anche:

voi adesso state ascoltando perché un giorno possiate comunicare bene in italiano;

Inoltre,  ma è più raro questo uso, si usa in frasi di questo tipo:

– è troppo difficile perché tu possa capirlo;

oppure:

parli con la voce troppo bassa perché io possa ascoltarti.

sei troppo stupido perché tu possa capire le donne!

– e tu sei troppo presuntuosa perché  possa riuscire ad essere gentile!

Passiamo ora a poiché:

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Poiché

Poiché è una congiunzione, ma non ce ne potrebbe fregare di meno. A parte gli scherzi, vediamo i suoi utilizzi.

In molti casi si usa come “perché”; con valore causale infatti equivale a ‘perché’, ma l’accento non è sulla causa, sul motivo, non si vuole evidenziare il motivo. Quando evidenzio il motivo infatti devo usare perché: ad esempio:

– ti voglio sposare perché mi piaci;

voglio baciarti perché sei bello!

voglio lasciarti perché puzzi!

Quando l’accento è sulla causa, sul motivo quindi si preferisce “perché”: ad esempio:

– adesso state ascoltando Italiano Semplicemente perché vi piace;

Perché ascoltate italiano Semplicemente? Perché vi piace!

Quindi la cosa importante è che vi piace, il motivo per cui ascoltate è che vi piace. E per questo è meglio che usuate perché, ciò comunque non esclude che possiate usare anche poiché.

Invece “poiché” si usa per mettere in rilievo più una conseguenza che una causa vera e propria; più cioè ciò  che accade dopo. Mi interessa quindi più l’effetto che la causa. In questo particolare utilizzo, poiché equivale a “siccome”.

Ad esempio:

– poiché siete stranieri non sapete bene l’italiano (che equivale a ” non sapete bene l’italiano perché siete stranieri”) 

poiché sei brutto, non ti bacio!

poiché sei bella, ti amo!

Quindi generalmente poiché sta all’inizio della frase, e non si usa “perché” in questi casi, ma si usa “poiché”.

– poiché siete single, state cercando moglie;

L’accento qui non è sul motivo, sul fatto che siete single, ma sul fatto che state cercando moglie: Poiché siete single state cercando moglie.

Passiamo alla parola “ANZI”

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Anzi, anziché

Anzi è una preposizione e un avverbio.

E’ una parola che si usa, nel linguaggio moderno, al posto di “Invece”, oppure al posto di  “al contrario”. Si usa per correggere un’affermazione, una frase, che è stata già precedentemente negata: vi faccio alcuni esempi. Posso dire ad esempio, parlando con una persona straniera:

non sei un principiante, anzi conosci molto bene l’italiano;

Quindi vedete che prima si dice una frase (non sei un principiante) che è una negazione, infatti state dicendo “non  sei un princiupiante”,  poi si dice “anzi” e poi dite il contrario: conosci molto bene l’italiano. Quindi anzi è come dire: tutt’altro, tutto il contrario, in una sola parola: anzi!

Posso dire anche, se qualcuno entra nella mia stanza e mi dice: “disturbo”? Io posso rispondere

non mi disturbi affatto, anzi mi fa molto piacere.

Anche qui c’è una negazione: non mi disturbi affatto. Poi c’è “anzi”, che anticipa la frase contraria: “mi fa molto piacere”: non mi disturbi affatto, anzi (al contrario, tutt’altro) mi fa molto piacere.

Vediamo però che “anzi” si può usare anche da solo nelle esclamazioni:

Ad esempio posso dire:

– non è brutto, anzi! 

– non è un principiante, anzi!

non sono una bambina, anzi!

Non sono uno stupido, anzi!

Anche in queste frasi significa: tutt’altro, tutto il contrario! Infatti dicendo “anzi”, sottolineando con il tono della voce la parola si vuole dire: tutto il contrario!

Anzi però non si usa solamente per dire il contrario di una cosa che avete già negato, ma significa anche: “o meglio”, “piuttosto”; si usa quindi anche per modificare quanto abbiamo già detto e non solo per negare. Se fate un esame all’università, il professore potrebbe dirvi:

-bene, ti promuovo con il voto di 28, anzi, facciamo 30;

mi spiace ma non sei andato molto bene, anzi, diciamo pure che sei andato malissimo;

– A me piacciono più le femmine che i maschi, anzi, i maschi non mi piacciono per niente!

A me piacciono le bambole, anzi, ora mi piacciono un po’ meno perché sono cresciuta.

Nelle frasi appena viste quindi c’è una frase affermativa e non una già negata. In questo caso correggo, specifico, modifico, aggiungo qualcosa; é come dire: “o meglio”.

Infine “anzi” si può usare anche per rafforzare, per insistere su un concetto e renderlo ancora più forte.

Anche in questo caso non si nega quanto già è stato detto, ma lo si modifica. In questo caso in particolare lo si rafforza: Se voglio dire a mio figlio che ha sbagliato a non fare i compiti posso dirgli:

– hai fatto male, anzi malissimo, a non fare i compiti;

E mio figlio potrebbe rispondermi:

– hai fatto male a sgridarmi, anzi, malissimo!

E mia figlia può dire:

– ho fatto bene a scrivere la lettera a Babbo Natale, anzi, benissimo!

La parola anzi si usa poi insieme ad altre parole, prima anzi e poi qualche altra parola, che spesso si unisce ad “anzi”.

Ad esempio nell’avverbio “anzitutto” o anche “innanzitutto“, che vuol dire “prima di tutto , cioè prima di dire altre cose vi dico questo.

Ad esempio se devo andare a fare la spesa mia figlia potrebbe dirmi:

innanzitutto papà, comprami i biscotti;

E mio figlio potrebbe invece dire:

Anzitutto papà, dovresti sentire mamma che dice!

In questo caso quindi anzi vuol dire “prima di tutto”.

Ma “anzi” se unita a qualche altra parola può voler dire anche solamente “prima”.

Ad esempio: “anzi notte”, che vuol dire “prima di notte”, ma che è veramente poco usata come accoppiata.

Più usato è “anzi tempo (che si scrive anche tutto unito, in una sola parola: anzitempo.

l’ho saputo anzitempo

che vuol dire “l’ho saputo prima del tempo previsto, prima degli altri, prima che lo sapessero le altre persone, o l’ho saputo prima del normale.

Si dice anche molto spesso:

– è invecchiato anzitempo;

– è morto anzitempo;

il che significa prematuramente, prima del previsto. È invecchiato anzitempo si dice di una persona che sembra più anziana, più vecchia, di quanto in realtà non sia. Se una persona sembra più anziana della sua età, potete dire che è invecchiata anzitempo.

 Lo stesso se una persona muore da giovane: è deceduta anzitempo, ci ha lasciato anzitempo, è morta anzitempo, cioè prima del previsto, prima di quanto comunemente ci si aspetta.

Un altro esempio di come anzi si unisce ad un’altra parola è la parola “anzidetto”, é una parola però molto formale, che non si usa nel linguaggio quotidiano e familiare.

Significa “detto prima”, predetto, suddetto, summenzionato.

Ad esempio:

per le ragioni anzidette, non possiamo incontrarci.

 Che significa per le ragioni dette prima, per le ragioni appena dette, dette in precedenza, non possiamo vederci. Si usa prevalentemente per iscritto,  a voce farebbe un po’ ridere una frase del genere.

In linguaggio familiare potrei dire:

– Ti ho già spiegato prima le ragioni, e per le ragioni che ti ho detto prima, non ci possiamo vedere.

Poi non dimentichiamo che esiste anche la parole “anziché, che è derivata da “anzi.

Anziché significa “invece di”, “piuttosto di”.  Ci sono due azioni contrapposti, ed una delle due azioni viene messa in risalto rispetto all’altra.

– mio figlio preferisce giocare anziché studiare;

– le tue parole, anziché tranquillizzarmi, mi hanno innervosito;

– anziché mangiare sempre, dovresti fare sport!

– anziché farti gli affari miei, potresti pensate ai fatti tuoi!

Anzi inoltre si trova anche nella parola poc’anzi.

Anche in questo caso c’è il tempo di mezzo, e vuol dire “poco fa”, “poco tempo fa”.

Questa parola si scrive con l’apostrofo prima di anzi: P-O-C- apostrofo – anzi. È una delle parole più difficili da scrivere per gli stessi italiani, perché non è così intuitivo mettere l’apostrofo . Tuttavia non è scorretto non metterlo. Posso scriverlo in entrambi i modi.

La prossima lezione vedremo altre parole suggerite da Madonna. Ce ne mancano ancora molte. Ne vedremo altre tre almeno.

Ciao a tutti.

Video con sottotitoli

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Metterci e rimetterci del proprio, mettersi in proprio

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In questo episodio spieghiamo la differenza tra:

  • metterci del proprio
  • rimetterci del proprio
  • mettersi in proprio

proprio

Da quando in qua 

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La spiegazione dell’espressione “da quando in qua”, con esempi di applicazione, tono da utilizzare e un esercizio di ripetizione.

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È grasso che cola

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In questo episodio spieghiamo il significato dell’espressione “é grasso che cola“.

Spieghiamo prima il significato di “grasso”, del verbo “colare” e poi dell’espressione completa.

Infine molto esempi concreti ed un esercizio di ripetizione.

lacrima_cola
Inserisci una didascalia

la lacrima cola sul viso – il grasso dello speckspeck-grasso

Saltare di palo in frasca

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Trascrizione

Buongiorno amici di italiano semplicemente, oggi è il 26 dicembre 2016, cioè santo Stefano, il giorno dopo di Natale.

Mentre vi parlo sto facendo una piccola passeggiata in un piccolo paese in provincia di Campobasso nel Molise, una zona abbastanza deserta, non c’è praticamente nessuno qua e ho quindi pensato che questo fosse il luogo ideale per registrare un episodio di italiano semplicemente e spiegare a tutti i membri una bella espressione italiana di uso molto comune, utilizzata un po’ ovunque sia in ambito familiare sia in ambito professionale, ma soprattutto utilizzata all’orale.

Si tratta quindi di un’espressione che non troverete sui libri di grammatica, sui libri dell’università. Ma potrete ascoltare questa espressione soltanto parlando con degli italiani o più probabilmente mentre degli italiani parlano tra loro. L’espressione è saltare di palo in frasca. Questa è un’espressione composta da cinque parole: saltare, di, palo, in, frasca.

Vi spiegherò di conseguenza le parole più difficili di questa espressione, dopodiché farò degli esempi pratici di utilizzo. E vi dirò ovviamente il significato della frase, che è un’espressione idiomatica, quindi non ha soltanto un senso proprio, ma anche un senso figurato. Spero nel frattempo che voi stiate passando delle belle festività natalizie. Le festività natalizie sono le feste di Natale, quindi “natalizie”.

Molti di voi ascoltatori non siete neanche di religione cattolica, molti siete musulmani ma evidentemente saprete che il 25 dicembre è il giorno di Natale, è il giorno in cui è nato Gesù e di conseguenza sapranno che il 25 dicembre si festeggia come ogni anno la festa cristiana più importante, festa cattolica più importante che è la festa del Natale.

Spero che siate contenti dei regali che avete ricevuto. Non voglio passare (o saltare) di palo in frasca comunque, mentre sto parlando perché vi stavo spiegando appunto l’espressione: saltare di palo in frasca.

Probabilmente avete già intuito qual è il significato dell’espressione, cominciamo comunque a spiegare le parole. Che cosa è il palo? Anzi cominciamo con il verbo saltare.

Scusate se ho un po’ di fiatone. Il fiatone è un “grande” fiato e ho un po’ di fiatone perché sto facendo attività sportiva, sto camminando, quindi il mio fiato, cioè il mio respiro è grande, cioè è affannato perché sto camminando.

Scusate per l’inconveniente. Dunque, che cosa è il palo? Il palo è un oggetto, un oggetto di cui il materiale molto spesso è il legno, il materiale di cui sono composti gli alberi. Normalmente il palo può avere una lunghezza che va da un metro circa fino anche alle cinque o sei metri di altezza.

Ha una larghezza dai cinque ai venti centimetri di diametro circa, quindi va dai cinque ai venti centimetri, ed è molto pesante. Solitamente un palo è molto pesante,  è fatto di legno ed è utilizzato per essere piantato nel terreno.

Normalmente è questo che si intende per palo. Quindi ha una forma appuntita, ha una punta, almeno in una delle estremità.

Questa punta si pianta, si inserisce nel terreno e quello è il palo. Il palo ha la funzione di essere piantato nel terreno per stare dritto, per stare in piedi e ci sono diversi tipi di palo.

C’è il palo della luce ad esempio che serve a sostenere i fili dell’elettricità che consentono alle abitazioni di avere la luce all’interno.

Quindi consentono di avere corrente elettrica. Ma esistono anche altri tipi di palo. Esistono anche i pali per le recinzioni cioè per suddividere il territorio nel caso in cui ci sono diversi proprietari, quindi nelle recinzione dei terreni agricoli. I territori agricoli sono molto spesso suddivisi tra di loro con dei pali, dove molto spesso sono attaccati  dei fili di ferro o delle sbarre di legno.

Poi ci sono anche altri tipi di palo. Ma il palo ha anche un senso figurato. Non solo in questa espressione ma il palo può anche essere un’altra cosa perché quando ad esempio c’è una rapina in banca cioè quando ci sono dei ladri che decidono di rapinare una banca o di rapinare una gioielleria, ebbene solitamente quando si rapina una banca i ladri sono almeno due.

Uno di loro fa la rapina, quindi entra all’interno della gioielleria o della banca e rapina la gioielleria, rapina la banca.

L’altra persona, l’altro ladro fa il palo. Vale a dire sta fuori e controlla; controlla che non arrivino le forze dell’ordine, che non arrivi la polizia o i carabinieri e che quindi il ladro che sta nel negozio possa tranquillamente rapinare il negozio, la gioielleria o la banca.

Quello è il palo in senso figurato. Perché sta fermo come un palo. Come se fosse piantato come un palo. E invece saltare come vi stavo spiegando è ciò che si fa quando si fa un salto.

Io adesso sto facendo una passeggiata, sto camminando ma volendo posso fare un salto. Ho fatto un salto, ho staccato le gambe dal terreno e ho fatto un salto.

Ovviamente saltare è un verbo che si utilizza fondamentalmente negli sport.

Quindi ci sono anche delle discipline in cui c’è il nome “salto”: c’è il salto con l’asta, c’è il salto in lungo, in alto, e c’è il salto triplo: tutte discipline sportive in cui si fanno dei salti, in cui si salta. E quindi si utilizza il verbo saltare.

Coloro che saltano sono gli atleti. Io non sono un atleta, ma tutti noi possiamo saltare, basta che stacchiamo entrambi i piedi dal suolo e facciamo un salto.

Si può fare un salto in lungo, un salto in alto eccetera.

Quindi: abbiamo spiegato saltare, abbiamo spiegato palo e spieghiamo adesso il significato della parola frasca.

Metterò una foto sull’articolo sul sito italianosemplicemente.com per farvi capire cosa esattamente è una frasca, così come metterò anche una foto di un palo che ho fatto durante questa mia passeggiata.

Che cosa è una frasca? La Frasca è un insieme di piccoli bastoncini secchi, che quindi possono essere utilizzati per accendere il fuoco, perché è un materiale infiammabile perché composto di legno e le foglie secche che sono facilmente incendiabili.

Questa è una frasca. Quando toccate una frasca, fa anche un certo rumore che adesso vi faccio sentire. Ecco😃.

Ho appena calpestato una frasca cioè un insieme di rami secchi, di bastoncini di legno che si rompono anche con le mani, che potete mettere sul fuoco per accendere con facilità il fuoco. Questa è la frasca. Le frasche vengono utilizzate anche dagli uccelli ad esempio, per fare , per costruire il nido, cioè la loro abitazione.

L’abitazione degli uccelli, la casa degli uccelli è fatta e composta di frasche , di pezzettini di legno secchi.

Quindi credo che sia la cosa più facilmente incendiabile, che ci sia al mondo. Perché gli uccelli prendono con il loro piccolo becco dei pezzettini di legno, li trasportano uno ad uno finché compongono il loro nido.

Quindi il nido è fatto di frasche. Ma cosa significa la frase saltare di palo in frasca?

È un ‘espressione all’interno della quale non dovete ricercare delle regole grammaticali perché il palo è un nome che richiede l’articolo “il”, si dice: il palo. Quindi quando utilizzate la preposizione articolata si usa dire: dal palo, ad esempio: saltare dal palo. Se voi salite su un palo e saltate a terra si dice saltare dal palo. Prima eravate sul palo, poi, dopo, arrivate fino a terra, quindi state saltando da un palo oppure saltare dal palo.

Invece l’espressione qui è saltare di palo, si dice soltanto nel l’espressione: saltare di palo in frasca. Perché è un’espressione idiomatica. E spesso Le espressioni idiomatiche non rispettano le regole grammaticali.

L’unica regola che rispettano e la regola del l’udito, dell’ascolto, quindi deve essere piacevole e deve essere subito riconoscibile la frase. Anche perché ha una sua musicalità.

Ovviamente è un’espressione che viene coniugata, quindi potete mettere un soggetto, ad esempio: io salto di palo in frasca, tu salti di palo in frasca, lui o lei salta di palo in frasca, noi saltiamo di palo in frasca, voi saltate di palo in frasca, essi o loro saltano di palo in frasca, il che non significa nulla diciamo in senso proprio.

Infatti devo ancora spiegarvi il significato dell’espressione, che significa semplicemente: passare da un argomento all’altro.

Cioè parlare di un argomento poi interrompersi e iniziare parlare di un ‘altro argomento, di un’altra cosa. L’espressione probabilmente viene proprio dagli uccelli, è un’espressione che deriva dagli uccelli che nel momento in cui devono costruire un nido, saltano da un palo all’altro perché gli uccelli volano e quindi, è loro abitudine saltare da un palo all’altro, si appoggiano un po’ ovunque e saltano anche da una frasca all’altra perché devono costruire un nido.

Devono staccare dei piccoli pezzi di legno per costruire il nido. Quindi saltano di palo in frasca senza capire, senza essere prevedibili. Quindi possono saltare su un palo, possono saltare su una frasca , poi saltare su un altro palo poi saltare su un’altra frasca. Decidono loro.

Nessuno gli impone una sequenza logica e quindi saltare di palo in frasca, quello che fanno gli uccelli ma in senso figurato, come vi dicevo, che significa passare da un argomento all’altro.

Se io ad esempio adesso vi incomincio a parlare di mia figlia e dico: mia figlia ha undici anni e fa le scuole elementari, fa la quinta elementare e poi vi dico che per andare al lavoro ogni giorno impiego circa trenta minuti, poi mia figlia ha un fratello di otto anni, si chiama Emanuele e poi vi dico anche che vado in ufficio tutti i giorni utilizzando una moto, uno scuoter.

Quello che ho fatto è saltare di palo in frasca, cioè passare da un argomento all’altro.

Prima vi parlavo di mia figlia, poi vi parlavo del mio lavoro, del viaggio per andare in ufficio. Quindi sono saltato di palo in frasca.

Quando si utilizza questa espressione lo si fa per indicare il passaggio improvviso da un argomento all’altro; passaggio improvviso e non prevedibile.

Quindi se una persona passa di palo in frasca o salta di palo in frasca, vuol dire che sta facendo un discorso poco organizzato, poco logico, un discorso poco comprensibile perché non si capisce per quale motivo salta da un argomento all’altro; passa da un argomento all’altro senza un criterio logico, senza una vera motivazione. Un po’ come fanno gli uccelli quando scelgono di saltare da un palo della luce ad una frasca.

Perché evidentemente loro scrutano un territorio e cercano di capire quale pezzettino di legno è più adatto per costruire il loro nido e facendo così saltano di palo in frasca. Vi posso fare un altro esempio.

All’inizio della passeggiata, all’inizio del podcast, vi parlavo delle vacanze di Natale, poi vi ho parlato all’improvviso dell’espressione di oggi e l’ho fatto apposta per farvi capire cosa significa saltare di palo in frasca, senza che voi ve lo aspettavate. Senza che la cosa fosse prevedibile sono saltato di palo in frasca.

Dicevo che saltare di palo in frasca è un’espressione utilizzata per lo più all’orale quindi non si usa nella forma scritta ma soltanto nei dialoghi informali.

La potete utilizzare fra amici, o anche fra colleghi ma soltanto nel linguaggio parlato. È spesso sotto forma di esclamazione, quindi quando si dice saltare di palo in frasca molto spesso si fanno delle esclamazioni.

Se io sto ad una conferenza ad un meeting, ad una riunione e sento una persona, ascolto una persona che parla, che passa da un argomento all’altro posso rivolgermi ad un mio collega che sta accanto a me e dirgli: non capisco nulla di quello che sta dicendo perché salta continuamente di palo in frasca.

Cambia continuamente argomento, salta sempre di palo in frasca e non capisco la logica.

Non capisco ciò che voglia dire. Quindi in questo caso è una esclamazione: sta saltando di palo in frasca.

Oppure posso dire: perché salti di palo in frasca, fati capire, spiega ti meglio, non saltare di palo in frasca.

Quindi, anche in questo caso si tratta di un’esclamazione , qualcosa che si dice direttamente alla persona col la quale si sta parlando.

Non saltare di palo in frasca. Altrimenti non capisco nulla.

Questa è un’espressione che quindi potete utilizzare tranquillamente con chiunque anche volendo con i vostri amici, ovviamente se lo fate su Facebook siete costretti a scriverlo ma comunque è utilizzabile nelle Chat, perché le chat sono appunto un discorso informale, un discorso che si fa con gli amici.

Potete scrivere tranquillamente “saltare di palo in frasca”.

Bene amici, scusate ancora per il fiatone di oggi. Allora, quale sono le novità di italiano semplicemente?

Oltre a spiegare le espressioni idiomatiche, come sapete su italiano semplicemente ci sono anche molte lezioni per principianti. Quella invece che state ascoltando in questo momento è una lezione per le persone che sanno già un po’ italiano e hanno problemi con la comunicazione perché non riescono ad esprimersi bene, perché non sono molto abituate a parlare in italiano , la lingua di Dante Alighieri. Quindi, il livello di questo podcast è un livello intermedio.

Perché solo coloro che già conoscono un po’ l’italiano sono in grado di capire ciò che sto dicendo e una cosa molto importante che consiglio a tutti di fare è di imparare esercitarsi anche a parlare.

Allora, all’interno di un podcast come questo, l’unico modo per farlo è di ripetere le espressioni o ripetere delle intere frasi dopo che le ho pronunciate io.

Di conseguenza potreste ad esempio decidere di fare delle pause, di tanto in tanto, quando ascoltate delle parole che sono un po’ più difficili o che avete desiderio di imparare o delle intere frasi più complicate potete fermare il vostro lettore mp3 e potreste ripetere la frase che avete appena ascoltato.

Questo è uno dei miei consigli , altrimenti potete fare l’esercizio di ripetizione che faccio solitamente alla fine di ogni podcast.

Facciamo proprio quello  adesso quindi è un esercizio che vi consiglio di fare è in questo caso ripetiamo appunto la frase idiomatica cercando di coniugarla sotto forma di espressioni in vari modi, al presente e al passato.

Ripetete quindi dopo di me, non pensate alla grammatica perché in questo caso non è importante.

Ciò che dovete imparare è proprio l’espressione che contiene la preposizione semplice di: saltare di palo in frasca, quindi ci sono due preposizioni semplici: di e in, che non c’entrerebbero nulla con il palo e con la frasca, perché sono preposizioni semplici che normalmente vengono utilizzate in altro modo, quindi saltare di palo in frasca è un’espressione idiomatica che si deve utilizzare soltanto in questo modo. Non potete cambiare le preposizioni semplici, altrimenti si potrebbe anche non comprendere bene il senso della frase. Ripetete dopo di me, imitate la mia pronuncia.

Adesso mi fermerò un ‘attimo, cosicché il fiatone si interrompa. Ripetete dopo di me senza pensare alla grammatica.

Io salto di palo in frasca

Tu salti di palo in frasca

Lui salta di palo in frasca

Noi saltiamo di palo in frasca

Voi saltate di palo in frasca

Essi , saltano di palo in frasca

Vediamo adesso al passato

Io sono saltato di palo in frasca

Tu sei saltato di palo in frasca

Lui è saltato di palo in frasca

Lei è saltata di palo in frasca

Noi siamo saltati di palo in frasca

Voi siete saltati di palo in frasca

Loro sono saltati di palo in frasca

Bene amici, grazie di aver dedicato del vostro tempo ed aver ascoltato questo episodio di italiano semplicemente e scusate se salto di palo in frasca nel ricordarvi che mancano quattro giorni alla fine dell’anno ed è ancora attiva la promozione del corso di italiano professionale che sarà completato alla fine del 2017 quindi disponibile per chi vuole acquistarlo dall’inizio 2018 ma è possibile prenotarlo a prezzi molto scontati con uno sconto del 60% se lo prenotate entro la fine del 2017. Potete quindi usufruire dell’offerta di uno sconto del 60%. Il corso è arrivato alla undicesima lezione, adesso, in questi giorni sto cercando di terminare la lezione dodici e tutte le undici lezioni terminate fino ad oggi sono state inserite su Google drive quindi all’interno del mio spazio del mio account italiano semplicemente e il corso è stato reso disponibile a tutti coloro che l’hanno per il momento prenotato e hanno deciso di iniziare subito il corso per avvantaggiarsi, per ascoltare le lezioni che sono già disponibili.

In questo modo nel 2018, quando il corso sarà completo avranno avuto modo di ascoltare molte lezioni di italiano professionale che ricordo è un corso dove il focus è sul lavoro. Quindi tutti coloro che hanno un’attività lavorativa e che sono in contatto con gli italiani. Questo corso è fatto proprio per loro perché vengono studiate tutte le situazioni che in ogni tipo di lavoro sono più frequenti. Quindi dalle riunioni ai dialoghi informali,  alle presentazioni, al colloquio di lavoro eccetera.

Ovviamente all’interno del corso verranno affrontati moltissimi argomenti che sono utili non soltanto a chi cerca di imparare l’italiano per lavorare con gli italiani ma anche per chi vuole approfondire la lingua. Perché moltissime espressioni che si usano all’interno del lavoro si usano anche nella vita di tutti i giorni. All’interno del corso di questa prima parte si affrontano le questioni relative alle frasi idiomatiche più utilizzate nel lavoro che sono comunque delle frasi, delle espressioni che vengono utilizzate anche al di fuori dell’ambito del lavoro. Il corso è adatto a tutti coloro che semplicemente vogliono approfondire la loro lingua, approfondire la conoscenza della lingua italiana. Ogni lezione è composta da un file pdf e da un file audio.

Poi c’è un file sempre in pdf composto dagli esercizi sulla lezione. Che quindi vanno svolti nella forma scritta e ascoltati in forma orale. Grazie a tutti ancora una volta, buone feste e al prossimo episodio di italiano semplicemente.

 

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L’uccello salta di palo in frasca

Un tipo di frasca (piccoli rametti secchi)
Un tipo di frasca (piccoli rametti secchi)

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Il palo della luce
Il palo della luce

 

Ps: grazie per le vostre donazioni