I verbi professionali: SPACCIARE e SPACCIARSI

Sommario del corso di Italiano Professionale

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Trascrizione

Ciao a tutti e benvenuti nel corso di italiano professionale.

Assistente: Ciao a tutti e benvenuti nel corso di italiano professionale.

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Ciao benvenuta anche a te Assistente. La voce che avete appena ascoltato è della mia assistente. La sua è in realtà la voce di Google, che oggi ci farà compagnia in questo podcast. Spero che vi farà piacere e che la famiglia di Italiano Semplicemente apprezzerà questa nuova ed insolita compagnia.

Assistente: Speriamo!

Speriamo. Oggi siamo nella parte del corso dedicata ai verbi, ed oggi vediamo il verbo spacciare, molto usato in ambito professionale ma non solo, come vedremo.

Assistente: ah, spacciare è il verbo di oggi?

Esatto Assistente! Non stai molto attenta eh?

Assistente: scusa tanto Gianni!

Figurati!

Questo comunque è uno di quei verbi che io definirei molto rischioso!

Occorre quindi fare molta attenzione ad usare questo verbo perché, come vedremo, il verbo spacciare ha più significati e uno di questi è molto negativo.

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Cominciamo dal primo significato.

Nel commercio spacciare è quasi un sinonimo di vendere. In particolare spacciare significa “vendere una merce, cioè un bene, un prodotto, in notevole quantità“.

Ad esempio possiamo “spacciare una partita di vino“.

Assistente: spacciare una partita di vino

Sì, “Spacciare una partita di vino” significa vendere una certa quantità di merce, vendere una determinata quantità di merce e generalmente non si tratta di una o due bottiglie: “Una partita” è un certo ammontare di merce, una certa quantità di vino.

Tu bevi vino Assistente?

Assistente: non ancora, tra qualche anno forse!

Speriamo di no!

Quindi una “partita di vino” possono essere 10 casse ciascuna di 6 bottiglie, ad esempio, oppure se parlo di una partita di grano, si potrebbe trattare di una tonnellata di grano, eccetera.

Spacciare una certa quantità, cioè una partita di una merce qualsiasi quindi significa vendere questa merce. Vendere la merce in grande quantità. Il verbo spacciare si usa quando la merce che si vende è in grandi quantità, ed è pertanto un verbo che si usa molto nel commercio.

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Il file MP3 da scaricare e la trascrizione integrale in PDF di questo episodio  è disponibile per chi ha acquistato il corso di Italiano Professionale o chi ha acquistato solamente la sezione “verbi professionali”. 

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Il Pantheon (VOCABOLARIO)

Questo Podcast rappresenta la spiegazione delle parole più difficili presenti nell’episodio: Le meraviglie di Roma: Il Pantheon

Audio

Trascrizione

Benvenuti nel podcast denominato VOCABOLARIO. Spieghiamo le parole più difficili o particolari che si trovano all’interno dell’episodio dedicato al Pantheon.

  1. L’altezza, dove si trova l’oculo, è pari al diametro della rotonda. I diametro è la distanza tra i muri del Pantheon passando per il centro. In geometria ogni cerchio ha un diametro, che è pari al doppio del raggio: il raggio misura la metà della lunghezza del diametro.
  2. L’apertura sopra la cupola si chiama oculo, che permette all’interno di essere illuminato. La parola oculo è simile alla parola “occhio”, che è l’organo umano che serve per vedere, ma il termine “oculo” si usa solamente in architettura e indica proprio un’apertura a forma circolare (a forma di cerchio) oppure ovale (cioè a forma di uovo). L’oculo non è detto sia una fessura vera, un vero buco, una vera apertura, ma può anche essere dipinta, un disegno quindi: anche quello è un oculo.
  3. La cupola del Pantheon è stata costruita di un materiale chiamato calcestruzzo. Il Calcestruzzo è un materiale fatto di materiali vari tra cui sabbia, ghiaia, eccetera. Essendo un insieme di materiali diversi si dice che è un conglomerato (cioè un insieme) artificiale (cioè fatto dall’uomo ed è il contrario di naturale) di materiali diversi. Si può parlare anche di miscela di materiali diversi: i materiali diversi quindi sono messi insieme cioè sono miscelati o agglomerati tra loro. Questo è il calcestruzzo.
  4. Nel Pantheon ci sono le tombe dei due primi re d’Italia, cioè di Vittorio Emanuele II e di suo figlio Umberto I. La parola “re” significa sovrano, e si scrive senza accento. Re significa sovrano di sesso maschile, perché il femminile è regina. Il re d’Italia si scrive d – apostrofo Italia: “re d’Italia” ed analogamente si scrive “re d’Inghilterra” o “regina d’Inghilterra”, perché Italia ed Inghilterra iniziano per vocale e la parola “di” finisce anch’essa per vocale.
  5. Ho parlato di architettura romana. L’architettura è una disciplina, cioè una scienza, una materia di studio; l’architettura è una disciplina che ha come scopo l’organizzazione dello spazio e principalmente lo spazio in cui vive l’essere umano. Esistono molte discipline diverse oltre l’architettura: la matematica, la statistica, l’ingegneria, la medicina eccetera.
  6. Il Pantheon è un tempio il cui nome, significa tempio di tutti gli dei. Attenzione perché la parola “dei”, d-e-i, è il plurale di dio (d-i-o). “Dio” al singolare diventa “dei” al plurale. E’ come quando dico “mio”, il pronome personale, che al plurale maschile diventa “miei”.  Es: “il mio libro”, diventa “i miei libri”. Analogamente “il mio dio” diventa “i miei dei” al plurale.
  7. L’Annunciazione è collocato nella prima cappella a destra quando si entra nel Pantheon. è collocato significa “si trova”. Posso anche dire “è posizionato”. La collocazione pertanto è simile alla posizione, solo che la posizione indica di più il luogo fisico in cui si trova un oggetto, mentre la collocazione è un verbo più tecnico che pone maggiormente l’attenzione su dove l’oggetto è stato messo, cioè collocato. Collocare quindi significa mettere, ma è più tecnico come verbo. Collocare significa “mettere in un luogo”; “sistemare”, “disporre“. Quindi l’Annunciazione è collocato vuol dire  l’Annunciazione è stato messo, è stato disposto, sistemato  nella prima cappella a destra quando si entra nel Pantheon.
  8. L’annunciazione raffigura il momento in cui è stato annunciato a Maria ed a Giuseppe  il concepimento e la nascita di Gesù. “Raffigura” significa rappresenta per mezzo di immagini, tramite immagini, quindi usiamo una immagine per rappresentare qualcosa, e l’Annunciazione raffigura, quindi rappresenta tramite l’uso di una immagine, il concepimento. Il concepimento rappresenta la nascita, e più precisamente il processo biologico che avviene con la fecondazione. Il mio bambino è stato concepito a Roma: vuol dire che la fecondazione della madre è avvenuta a Roma.
  9. Artisti illustri: un artista illustre è un artista famoso, che ha fama cioè che gode di fama: è famoso. Illustre viene da luce. Esiste anche il verbo “lustrare” che vuol dire “rendere splendente”, “far diventare una cosa splendente” o anche “lustre”. Lustrare le scarpe ad esempio significa pulire le scarpe, dare lustro alle scarpe, dare cioè una maggiore visibilità alle scarpe. Esiste poi la Lingua illustre, che secondo Dante Alighieri è una delle grandi qualità dell’alta poesia. Insomma le cose illustri sono famose, sono più visibili e più belle.
  10. Per far defluire l’acqua dal pavimento del pantheon ci sono 22 fori, cioè 22 buchi, 22 forature. La parola buco equivale a foro, ma quest’ultima è più tecnica. Si fanno i buchi a terra ad esempio, ma nelle orecchie ad esempio si fanno i fori. Il termine foratura invece solitamente si usa con la gomma di una macchina, il pneumatico, che si può bucare, si può forare, e quindi la foratura di una gomma è il fatto di aver forato la gomma. Quindi si dice ad esempio che in caso di foratura si deve immediatamente arrestare l’automobile, occorre subito fermare la macchina, per non rovinare la ruota.
  11. “Quell’oculo: Quando dico “quell’oculo” metto l’apostrofo. Quell’oculo è la forma abbreviata di “quello oculo”, che suona male perché ci sono due “o” vicine, cioè due vocali vicine. Quindi “quello oculo” diventa “quell’oculo”. Analogamente  diciamo quell’occhio, quell’animale, quell’orso, quell’imbecille eccetera.
  12. Poi si è parlato poi del tufo e anche dei “lapilli vulcanici” che sono entrambi materiali molto leggeri. I lapilli sono dei sassolini rotondi, si tratta di piccoli sassolini molto leggeri, leggeri come il tufo. Sia i lapilli che il tufo sono rocce magmatiche, cioè che vengono dalla lava, dal magma. Il magma o lava è ciò che esce dal vulcano quando c’è un’eruzione. Quando quindi un vulcano erutta, quando esplode, dalla bocca del vulcano esce del magma, della lava, ed anche dei lapilli, ed il tufo quindi deriva dai lapilli vulcanici. Quando c’è una eruzione vulcanica dal vulcano escono quindi i lapilli, dei piccoli pezzi di magma che cadono uno sopra l’altro e spesso ci sono anche delle conchiglie marine insieme. Il tufo quindi si forma dai lapilli che si uniscono tra loro, ed è molto diffuso in Italia nelle costruzioni e moltissimi paesini hanno le case, le abitazioni costruite ancora interamente in tufo.

Le meraviglie di Roma: il Pantheon

Audio

Trascrizione

(in colore rosso le parole spiegate nel podcast chiamato VOCABOLARIO)

Ciao ragazzi oggi facciamo un tuffo nella cultura italiana, ed in particolare un tuffo nell’architettura romana.

Oggi infatti vorrei parlarvi di uno dei luoghi più visitati da tutti i turisti che visitano l’italia e Roma. Sto parlando del Pantheon.

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Con questo episodio inauguro una nuova tipologia di Podcast, dedicati alle meraviglie italiane. Spero vi faccia piacere perché è sempre credo una buona cosa cambiare argomento, l’importante è ascoltare cose interessanti e possibilmente anche utili. Se vi fa piacere posso quindi anche in futuro realizzare altri episodi come questo.

Dunque, il Pantheon  è un edificio della Roma Antica, in particolare è un tempio il cui nome, in greco antico,  significa tempio di tutti gli dei. E’ un edificio situato in una piazza chiamata piazza della rotonda che si trova all’interno nel rione Pigna nel centro storico.

In generale il territorio del centro storico di Roma è suddiviso in rioni (si chiamano così) che sono delle aree di territorio e qui siamo appunto nel Rione n. 9 (in tutto sono 23 rioni).

Il Pantheon quindi è un tempio dedicato a tutte le divinità passate, presenti e future.  Sul nome comunque c’è una certa incertezza e potrebbe anche essere che il nome Pantheon fosse soltanto un soprannome, non il nome ufficiale dell’edificio.

Già nel XV secolo, il Pantheon venne decorato e arricchito da alcuni affreschi, che sono delle pitture eseguite sull’intonaco fresco di una parete (per questo si chiama affresco, che è una parola sola ma che vuol dire che è il colore è stato messo quando l’intonaco era fresco); il colore è quindi incorporato nell’intonaco chimicamente e quindi si conserva molto a lungo.

Forse la pittura, l’affresco, più noto, il più famoso, è quello che si chiama l’Annunciazione, di un pittore di nome Melozzo da Forlì, che è collocato nella prima cappella a destra quando si entra nel Pantheon. Nella trascrizione dell’episodio riporto l’immagine dell’annunciazione, che rappresenta, anzi possiamo dire che raffigura il momento in cui è stato annunciato a Maria, la madre di Gesù ed a Giuseppe (il padre) il concepimento e la nascita di Gesù. E l’annuncio viene fatto dall’arcangelo Gabriele, che vedete raffigurato con le ali, essendo un angelo appunto.

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Tornando al Pantheon, un’altra caratteristica di questo tempio è che al suo interno sono state realizzate delle sepolture di artisti famosi, di artisti illustri (un artista illustre è un artista famoso, cioè che gode di un’ampia e meritata fama, per il fatto di avere delle qualità fuori dal comune o per aver fatto opere eccezionali, egregie: quindi si parla di illustri scienziati, di illustri pittori eccetera).

Ci sono in tutto 12 tombe all’interno del Pantheon, pittori, architetti, musicisti illustri.

Inoltre ci sono anche le tombe dei due primi re d’Italia, cioè di Vittorio Emanuele II e di suo figlio Umberto I.

Guardando l’edificio dall’esterno si legge una scritta in alto, molto grande: si tratta dell’iscrizione originale di chi ha fatto costruire il Pantheon, cioè di Marco Agrippa, che era un architetto amico e anche genero del futuro Imperatore Augusto (genero significa marito della figlia di Augusto). Quindi sul Pantheon c’è una scritta che significa: “Lo costruì Marco Agrippa, figlio di Lucio, console per la terza volta“. Naturalmente la scritta non è in lingua italiana ma in lingua latina.

Il Pantheon fu fondato nel 27 avanti Cristo, cioè prima della nascita di Cristo, ma successivamente a Roma ci sono stati due grossi incendi, il primo nell’anno 80 dopo Cristo che distrusse il Pantheon, ed il secondo incendio è stato causato da un fulmine nell’anno 110, quindi trent’anni dopo.

Quindi il Pantheon è stato distrutto per due volte e fu fatto prima restaurare da Domiziano e poi ricostruire dall’imperatore Adriano.

L’edificio del Pantheon è molto bello da vedere e se capitate a Roma non potete mancare l’appuntamento. C’è non solo una parte interna, che è una struttura circolare, cioè a forma di cerchio ma anche un portico esterno unito alla parte interna.

Il portico è composto da 16 colonne che sorreggono una parte superiore a forma triangolare che si chiama frontone.

La parte interna invece a forma circolare come ho detto, è chiamata rotonda, si trova sotto la cupola che ha una forma semisferica, come cioè la metà di una sfera ed è fatta di un materiale chiamato calcestruzzo.

La cupola ha una caratteristica particolare però, perché al centro, nella parte più alta ha un’apertura, un vero e proprio buco a cerchio, e questa apertura si chiama oculo, che permette all’interno di essere illuminato. Questa apertura misura, pensate, quasi 9 metri di diametro

Un’altra caratteristica dell’edificio è che la sua altezza, dove si trova l’oculo, è pari al diametro della rotonda, e questa è una caratteristica che dona al Pantheon un certo equilibrio e armoniosità nelle forme. Il diametro è la distanza tra i muri del Pantheon passando per il centro. l’Altezza è la distanza da terra fino all’oculo.

Ci sono delle curiosità che riguardano l’oculo del Pantheon, curiosità che  sono nate lungo i secoli. Si dice ad esempio che nell’antichità la pioggia non riusciva ad entrare nell’edificio a causa del calore e dei fumi delle candele che illuminavano l’interno del Pantheon.

La cosa non si sa se sia vera, non può essere comprovata e dunque rimane una leggenda. Sicuramente  oggi quando piove entra molta acqua e questo è il motivo per cui il pavimento è nato con dei fori, dei buchi, si tratta di 22 forature per permettere alla pioggia di defluire, cioè di andare via e non ristagnare all’interno.

Quell’oculo comunque ha la sua importanza perché si possono osservare dei fenomeni astronomici, cioè si osservano le stelle dall’interno dell’edificio e infatti il Pantheon è stato anche chiamato “tempio solare”.

Ad esempio, il giorno 21 del mese di aprile di ogni anno, 21 aprile che è il giorno in cui è stata fondata la città di Roma (il 21 aprile si chiama per questo motivo il “Natale di Roma”), a mezzogiorno esatto, un raggio di sole penetra dall’oculo all’interno nel Pantheon e colpisce il portale d’accesso, colpisce esattamente la porta di ingresso.

Poi c’è anche una leggenda che dice che l’oculo del Pantheon sarebbe stato creato dal diavolo mentre scappava dal tempio di Dio. Molto più fantasiosa questa come legenda.

Il Pantheon è fatto di pietre di marmo che vengono dall’Egitto, e queste pietre hanno un peso che può arrivare fino a 90 tonnellate l’una.

Molti turisti visitano il Pantheon è ogni anno, circa otto milioni ogni anno, e infatti è il sito museale statale italiano più visitato di tutti.

Anche le colonne esterne provengono dall’Egitto e potete notare, questa è una curiosità molto interessante, che si notano ancora sulle colonne dei segni, delle righe lungo la circonferenza delle colonne che probabilmente sono state fatte dalle corde utilizzate per trasportare le colonne, oppure nel tentativo di demolire queste colonne e farle cadere.

colonne

In generale possiamo dire sicuramente che la costruzione del Pantheon fu un vero capolavoro di ingegneria per diversi ragioni.

Una delle cose che mi ha colpito maggiormente è che quando è stata costruita la Cupola furono utilizzate delle tecniche particolari che hanno consentito alla cupola di essere abbastanza leggera. Infatti sono stati utilizzati diversi materiali, di peso diverso. Man mano che ci si sposta verso l’alto i materiali sono sempre più leggeri: all’inizio  si trovano strati di calcestruzzo con pezzi di mattoni, e salendo si trova calcestruzzo con scaglie di tufo, che è un materiale più leggero, mentre ancora più in alto, nella parte superiore, nei pressi dell’oculo, si trova calcestruzzo miscelato a lapilli vulcanicied il lapillo vulcanico è un materiale ancora più leggero, ma anche resistentissimo e isolante dal punto di vista termico.

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Chi è stato a Roma saprà che per andare al Pantheon, una delle possibili strade per raggiungerlo è scendere alla fermata della metropolitana di Piazza di Spagna, e da lì la distanza è circa 1 km: si passa attraverso Piazza di Spagna, poi si raggiunge via del corso passando per via dei condotti, una bella via piena di negozi e poi da lì si raggiunge il Pantheon facilmente.

Durante il percorso tra l’altro ci sono molte cose da vedere tra cui la Basilica di San Lorenzo in Lucina e potete anche fermarvi a mangiare un ottimo gelato in une gelateria famosa vicina al Pantheon.

Se venite a Roma quindi non mancate di visitare il Pantheon, e nella speranza che questo episodio vi sia piaciuto vi mando un saluto da Roma.

 

Scrivere per esteso – mettere per iscritto – prendere nota – prendere appunti

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Trascrizione

Buongiorno e benvenuti nel corso di Italiano Professionale (prenota)

Oggi spieghiamo quattro frasi: “Scrivere (o mettere) per esteso”, “mettere per iscritto”, “prendere nota” e “prendere appunti” che sono sicuramente delle espressioni che si usano solamente per motivi legati al lavoro o allo studio e che potete usare ogni volta c’è qualcosa da scrivere. Si tratta di frasi molto adatte pertanto ad un corso di italiano professionale.

All’interno del corso di Italiano Professionale queste frasi vengono collocate pertanto nella sezione n. 3, dedicata alle riunioni ed agli incontri. Infatti ogni volta che c’è una riunione, un incontro, si discute, si parla e si prendono appunti, si prende nota, si scrive cioè qualcosa come nota, per non dimenticarsi ed inoltre si possono prendere delle decisioni nella riunione e quindi c’è bisogno di scrivere gli accordi, ciò che viene deciso, su un “verbale”, su un documento ufficiale.

Se ci sono delle parole che non capite come “verbale”, ad esempio in questa lezione cerchiamo di spiegare tutto nel dettaglio.

In questa lezione è anche spiegato il significato di “verbale“, “foglio firme” e dei verbi: verbalizzare, annotare e appuntare.

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