Si fa per dire

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Ciao ragazzi e benvenuti all’ascolto di questo nuovo episodio di Italiano Semplicemente. Oggi vediamo l’espressione idiomatica “si fa per dire” e ringrazio Ulrike, un avvocato di Berlino fedelissima ad italiano semplicemente per avermi proposto questa spiegazione.

Prima della spiegazione vi do le ultime notizie. Finalmente è nata l’associazione culturale che si chiama esattamente come il sito: Italiano Semplicemente.

Naturalmente tutti possono iscriversi all’associazione, italiani e stranieri. E’ un progetto pensato per gli stranieri, sin dal 2015 quando è nato il nostro sito, quindi ci sembra giusto permettere a tutti di appartenere all’associazione.

Vi ricordo tra l’altro che è stato possibile creare l’associazione solamente grazie alle generose donazioni di tutti voi, che io ho sempre chiamato membri della famiglia di Italiano Semplicemente.

Quindi per tutti coloro che sono interessati possono aderire all’associazione Italiano Semplicemente. Da quel momento potranno accedere a tutte le lezioni del sito, quindi anche a tutte le lezioni del corso di Italiano Professionale. Stiamo comunque già lavorando anche su dei corsi speciali per aiutare i principianti della lingua, dedicati ugualmente ai membri dell’associazione. Se volete saperne di più vi invito a leggere il regolamento (lo Statuto) dell’associazione e le condizioni di adesione.

Vi aspetto numerosi dunque, per chiedere di aderire è sufficiente una email all’indirizzo italianosemplicemente – chiocciola – gmail.com.

Adesso occupiamoci dell’espressione di oggi: “Si fa per dire

“Si fa per dire” è una espressione italiana utilizzatissima da tutti, tutti i giorni ed in ogni mento della giornata. Non credo esista un solo italiano che non abbia mai detto “si fa per dire” nella sua vita.

Per spiegare bene questa espressione, che può creare dei problemi agli stranieri, userò il solito metodo: spiegherò dunque le singole parole e il senso della frase. Poi faremo alcuni esempi ed alla fine faremo come al solito un esercizio di ripetizione per aiutarvi a pronunciare bene questa frase.

Si fa per dire” è una frase che contiene quattro parole.

La prima è “si”. Si, senza accento, è un pronome, e nella fattispecie è una particella impersonale che si usa soprattutto col verbo dire. Impersonale significa che non si riferisce ad una persona specifica. Ad esempio:

  • si dice che tu sia molto bravo a parlare italiano;
  • di te si dice molto molto bene al lavoro;
  • si parla molto di grammatica in questo gruppo di Whatsapp;
  • Si mangia molto bene in Italia;
  • Si fa molto sport in questa scuola

Quindi la particella “si”, come pronome impersonale si usa appunto per parlare senza indicare una persona specifica; è un pronome impersonale, come ho detto.

Si mangia bene in Italia” significa che in generale, chi viene in Italia, mangia bene. Chi è che mangia bene in Italia? Non ho detto che io mangio bene, e neanche che sei tu a mangiare bene o che sia un mio amico a mangiare bene. Dico invece che “si mangia bene”. Ho usato una modalità impersonale ed ho usato quindi il pronome “si”.

Nella frase “si fa per dire“, è la stessa cosa. Anche “si fa per dire” indica un’azione generica, non un’azione che viene compiuta da una persona specifica.

Vediamo che dopo il pronome “si” c’è poi il verbo fare: “si fa per dire”.

Se osserviamo l’ultimo esempio che ho fatto prima è stato:

  • Si fa molto sport in questa scuola.

Questo significa che in questa scuola, in generale, le persone fanno molto sport, praticano dello sport. Il verbo fare ha un senso: fare sport significa praticare sport, fare una attività sportiva. Questo è importante da dire perché nella frase “si fa per dire” invece non è così: il verbo fare: “si fa” non indica un qualcosa che si fa, come lo sport.

Ma andiamo avanti nel frattempo.

Per dire” sono le ultime due parole della frase. “Per dire” è una coppia di parole che inizia con la preposizione semplice “per”. Per è una delle nove preposizioni semplici.

Ad esempio:

  • per andare al lavoro uso la bicicletta;
  • per parlare italiano bisogna esercitarsi;
  • per mangiare bene occorre venire in Italia.

Vedete che la preposizione “per” in questi casi indica una finalità, un obiettivo da raggiungere. Si tratta di uno dei diversi utilizzi della preposizione per. Ce ne sono una decina in tutto. Per si usa in molti modi diversi. Uno di questi è appunto quella di essere una preposizione finale. E’ usata per arrivare ad una conseguenza, ad un obiettivo, o per indicare una necessità.

  • Uso la bicicletta per andare al lavoro.

Andare al lavoro: questa la finalità, l’obiettivo della bicicletta: Uso la bicicletta per andare al lavoro.

  • Per parlare italiano bisogna esercitarsi.

Cosa occorre per parlare bene italiano? Occorre esercitarsi.

Analogamente, come posso fare per mangiare cibo di qualità? Serve venire in Italia. Se vado in Italia sicuramente mangerò bene. Ovviamente questi sono solamente degli esempi 🙂 si mangia bene anche in altri paesi del mondo, non solo in Italia.

Passiamo ora al significato della frase intera.

In virtù di quanto abbia detto sull’utilizzo della preposizione “per”, “si fa per dire”, va interpretato così: perché si fa? Si fa per dire!

Questo è l’obiettivo! Il motivo per cui “si fa” è “per dire”.

Nonostante tutto, ancora non si comprende bene però il significato.

Quello che porta fuori strada è la prima parte: “si fa”.

In effetti, come dicevo prima, in verbo fare in questa frase porta un po’ fuori strada, perché la frase dovrebbe essere “si dice per dire” che è più comprensibile.

Si dovrebbe cioè usare il verbo “dire” due volte, ma questo suona un po’ male. ”

A volte però, notate bene, si dice anche “si dice tanto per dire“. Si aggiunge quindi la parola “tanto”. Oppure anche “si fa tanto per dire” che ha lo stesso significato. Questo può aiutarvi a comprendere.

Tanto per” si usa spesso in italiano anche in altre frasi.

Ad esempio:

  • Sì, sono venuto a trovarti, ma tanto per vedere come stavi;
  • Sono andato a vedere il film al cinema, ma l’ho fatto tanto per curiosità;
  • Ho accettato un nuovo lavoro. Vuoi sapere perché l’ho fatto? Così, tanto per cambiare;

Questi esempi vi fanno comprendere come “tanto per” significa quindi “solo per” o “soltanto per“. Si usa quindi per dire che una cosa non è molto importante. “Tanto per” nel linguaggio parlato si usa in questo modo.

Notiamo poi che “tanto per” che sono due parole è diverso da “pertanto” che è una sola parola ed è equivalente a “perciò”.

Quindi “si dice tanto per dire” cosa significa?

Significa “si dice soltanto per dire“, che a sua volta è equivalente a “si fa per dire“. Tutte queste frasi sono equivalenti, hanno lo stesso significato e vogliono dire che la cosa che si è appena detta non è proprio da intendere e da leggere così come è scritta, alla lettera, ma meno seriamente. Quindi “si fa per dire” serve a alleggerire una frase in termini di importanza.

Oppure la frase si usa per chiarire che quanto si è detto, per dire che è semplicemente un esempio, o soltanto un’ipotesi, nelle intenzioni di chi parla. Quando ci si accorge che quello che abbiamo detto potrebbe essere frainteso allora possiamo aggiungere “si fa per dire”. è come dire: non prestare troppa attenzione a quello che ho detto, perché ho fatto solo un esempio, oppure ho usato una frase che mi è venuta spontanea, che non va interpretata alla lettera, troppo seriamente.

Se vogliamo sostituire la frase con una equivalente possiamo dire “più o meno” o “indicativamente“.

Facciamo alcuni esempi:

C’è una partita di calcio e la tua squadra ha perso giocando malissimo. Tutti i giocatori erano stanchi e rassegnati, e l’unico giocatore che ha provare a vincere, si fa per dire è l’attaccante, che tira in porta una volta ma senza impensierire il portiere.

Quindi diciamo che l’unico giocatore che prova a vincere la partita è l’attaccante della squadra che ha perso. Il giocatore infatti ha tirato in porta senza impensierire il portiere avversario. Diciamo quindi che si fa per dire che ha provato a vincere, cioè non ha veramente provato a vincere, ma sicuramente ha fatto più dei suoi compagni che erano stanchi e poco motivati.

Secondo esempio: ora che è stata superata la crisi economica mondiale, si fa per dire, ora ogni paese del mondo deve provare ad aumentare il tasso di occupazione.

Quindi questa volta voglio dire che la crisi economica mondiale non è veramente una cosa risolta del tutto, quindi dopo aver detto: “ora che è stata superata la crisi economica mondiale” mi accorgo che la frase che ho detto potrebbe sembrare esagerata. Non è in fondo cambiato molto per i cittadini di tutto il mondo e chi aveva problemi economici ancora continua ad averne, quindi aggiungo “si fa per dire”. E’ questa una frase che può anche essere messa tra parentesi, oppure tra due virgole, una prima e una dopo, proprio perché si deve fare una pausa prima e dopo aver pronunciato questa frase.

Bene che avete tutti ma proprio tutti, si fa per dire, capito il significato di questa frase possiamo fare un esercizio di pronuncia. Ripetete dopo di me copiando la mia voce ed il mio tono.

Si fa

per dire

Si fa per dire

Si fa per dire

Grazie a tutti, ora mi piacerebbe che tutti, si fa per dire, abbiano voglia di far parte dell’Associazione Italiano Semplicemente. Vi aspetto.

Ciao ragazzi.

Avere la faccia di bronzo

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E’ possibile ascoltare e/o scaricare il file audio in formato MP3 tramite l’audiolibro (+Kindle) in vendita su Amazon.

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Trascrizione

Ecco qua amici, ancora una volta, cari membri della famiglia di Italiano Semplicemente.

Oggi ci divertiamo un po’, che ne dite? Ci divertiamo e nello stesso tempo impariamo delle parole nuove. Ed oggi ce ne sono molte di parole nuove. L’argomento è quello delle relazioni sociali.

Oggi infatti parliamo di “facce“. Cosa sono le facce?

Facce è il plurale di “faccia”, e tutti noi ne abbiamo una! Come sapete la faccia è una parola con la quale si indica il viso, cioè la parte anteriore della vostra testa in cui si trovano i vostri due occhi, il vostro naso (uno, in questo caso), le vostre due guance, una a destra e una a sinistra, la vostra fronte, ed anche il vostro mento. Per non parlare delle ciglia, le sopracciglia e delle orecchie, che stanno a fianco del vostro viso.

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Ebbene la “faccia”, la parola faccia non è proprio identica alla parola “viso”, in quanto la faccia è utilizzata non solo per indicare le caratteristiche fisiche di una persona, ma soprattutto quelle morali. La faccia è una di quelle parole italiane che si trovano in moltissime espressioni idiomatiche.

Una di queste è “avere la faccia di bronzo“.

Cosa significa questa espressione?

Beh, intanto spieghiamo cosa è il bronzo. Il bronzo è un metallo, anzi, a dire il vero Il bronzo è una “lega” di metalli. Infatti per fare il bronzo occorrono due metalli: del “rame” e un altro metallo che si chiama “stagno“. Una lega di due metalli è quindi quello che si ottiene quando due metalli si fondono tra loro, si uniscono. Unendo, o meglio fondendo il rame con lo stagno si ottiene il bronzo.

Se vi dico la frase “Bronzi di Riace” non vi dice nulla? Mai sentiti nominare i Bronzi di Riace? I Bronzi di Riace sono due statue, due bellissime e famosissime statue, che sono state trovate in mare in Italia, nel sud dell’Italia qualche anno fa e che sono fatte interamente di bronzo, un materiale che ha molte ottime proprietà come una alta resistenza alla corrosione, ed inoltre il bronzo è molto duttile e malleabile: si riesce bene a lavorare senza troppi problemi.

I Bronzi di Riace sono state ritrovate in eccezionale stato di conservazione, a riprova della proprietà del bronzo di saper resistere alla corrosione, specie quella dell’acqua del mare.

I Bronzi di Riace sono stati rinvenuti nel 1972 ma risalgono al V secolo avanti Cristo, quindi hanno resistito alla corrosione del mare per circa 2500 anni. Se capitate a Reggio Calabria vi consiglio caldamente di andate a vedere i Bronzi di Riace.

Ebbene, queste due statue, possiamo sicuramente dire che hanno la faccia di bronzo, ma quando si usa questa espressione in realtà non ci si riferisce alla composizione fisica della nostra faccia; non stiamo parlando del materiale con cui è fatto la nostra faccia, cioè il nostro viso.

Ci riferiamo invece ad una qualità morale, ad una caratteristica umana, ad un aspetto relativo al comportamento.

Chi sono dunque le persone che hanno la faccia di bronzo. Si tratta delle persone che possiamo anche chiamare sfrontate, spudorate, sfacciate, capaci di azioni riprovevoli senza rimorsi, che non si vergognano di nulla e non arrossiscono mai, proprio come se fosse di metallo, come se fosse di bronzo!

Il bronzo è un materiale resistente alla corrosione abbiamo detto giusto? Ebbene se una persona ha la faccia di bronzo allora questa persona è capace a mantenere inalterata una espressione facciale anche in circostanze particolari, circostanze in cui normalmente una persona diventa rossa, cioè arrossisce, oppure si vergogna per aver fatto qualcosa di moralmente non accettabile. Insomma, in situazioni difficili, poche persone riescono a rimanere del tutto impassibili, specie quando ci sono delle colpe, quando si è colpevoli di qualcosa, quando si è fatto qualcosa di sbagliato e per cui ci si dovrebbe pentire, o quantomeno vergognare.

Ed invece le persone che hanno la faccia di bronzo no! Loro sono persone “sfacciate“. Notate bene questo aggettivo: “sfacciate” significa senza faccia, cioè prive di faccia. Ovviamente si tratta di una immagine. Queste persone sono “spudorate“, cioè senza pudore, senza vergogna, senza ritegno. Queste persone sono “sfrontate” cioè senza fronte – anche questa è un’immagine. La sfrontatezza è quell’atteggiamento o quel comportamento insolente, impudente. Spesso si sente dire:

Quella persona è di una sfrontatezza incredibile“, quando si parla appunto di persone spudorate, sfacciate, senza vergogna, senza pudore, senza faccia.

Chi ha la faccia di bronzo quindi ha il coraggio di fare delle cose che sono moralmente inaccettabili e di farle con una naturalezza sconcertante, con una naturalezza che sembra strana agli occhi delle persone normali:

Ma guarda che faccia di bronzo!

E’ questa la frase che viene spontanea di fronte a queste persone.

Notate poi come le parole sfrontatezza, spudoratezza e sfacciataggine, iniziano tutte con la lettera “s” e questo si fa spesso quando si vuole indicare la mancanza di qualcosa. In questo caso quello che manca è il pudore (le persone spudorate), la fronte (le persone sfrontate) e la faccia (le persone sfacciate).

Il senso è sempre negativo ovviamente. Si tratta di apprezzamenti, di giudizi rivolti a persone che stupiscono in negativo per come reagiscono in specifiche circostanze.

Si vuole pertanto comunicare una qualità morale negativa; questo senza dubbio.

Volevo poi soffermarmi sulla preposizione semplice “di” presente nell’espressione “avere la faccia di bronzo”: “di bronzo”: è la faccia ad essere “di bronzo”.

Usiamo questa preposizione perché in genere indichiamo un materiale: la faccia è fatta di bronzo. Così come il tavolo è fatto di legno, il maglione è di lana e il cucchiaio è di ferro.

Nelle espressioni idiomatiche si usano spesso le preposizioni semplici. Ognuna ovviamente ha le sue caratteristiche. Poi ce ne sono moltissime di espressioni che contengono la parola “faccia”.

Vediamo ad esempio che l’espressione “avere una faccia da schiaffi” contiene la preposizione “da”. La faccia da schiaffi è una faccia che merita schiaffi, una faccia che merita di essere schiaffeggiata. Qui usiamo “da” perché è come dire: questa ragazza è da baciare, questa persona è da conoscere, questo bambino è da apprezzare per la sua generosità eccetera.

Poi c’è anche “Stare faccia a faccia” in cui si utilizza la preposizione “a”;

Dire qualcosa in faccia a qualcuno” utilizza la preposizione “in”;

poi c’è anche “per la tua bella faccia” in cui si utilizza “per”;

Diciamo che in generale ascoltare le spiegazioni delle idiomatiche è un modo interessante per capire come si usano le preposizioni semplici.

Vediamo alcuni esempi di utilizzo dell’espressione di oggi: “avere la faccia di bronzo

Ammettiamo ad esempio che mio figlio faccia un dispetto, una marachella, cioè un dispetto, uno scherzo, un atto di furbizia ad esempio. Io, che sono il padre, mi accorgo di questo, lo vedo con i miei occhi, io mi accorgo di questa marachella, e lui, mio figlio, nonostante tutto, nega. Lui dice: “non è vero papà, non sono stato io. Io non ho fatto nessuno scherzo”, dice mio figlio guardandomi dritto negli occhi con una espressione seria.

Hai proprio una faccia di bronzo“, gli rispondo io.

Quello che sto dicendo a mio figlio è che lui ha il coraggio di negare, ha il coraggio di dire che non è stato lui a fare questa marachella, nonostante che io lo abbia visto con i miei occhi.

Ha proprio una faccia di bronzo mio figlio, proprio una bella “faccia tosta“.

Questo è un altro modo molto usato per esprimere lo stesso concetto: “quella faccia tosta di mio figlio ha negato di aver fatto una marachella!”.

Quando dico una marachella voglio dire una cosa poco grave, un atto poco lecito ma in fondo non cattivo.

La “faccia tosta” quindi è la stessa cosa della “faccia di bronzo“. La faccia tosta è più familiare, si usa più spesso in famiglia, mentre la faccia di bronzo è un pochino più ricercato.

Si sta però sempre parlando di persone sfrontate, sfacciate. Ci sono in realtà delle differenze tra avere una faccia di bronzo e essere sfacciati, spudorati e sfrontati. Anche se questo non lo troverete nei dizionari provo a  darvi una spiegazione facendo alcuni esempi.

Nel caso di mio figlio e dell’esempio precedente non userei il termine “spudorato” perché i bambini, almeno fino ad una certa età, diciamo fino alla soglia dei 3 o quattro anni possiamo dire che non hanno un vero senso del pudore. Solo più tardi nasce nel bambino il desiderio di un minimo di intimità. Il pudore infatti non è esattamente come la vergogna. Il pudore è, possiamo dire,  il senso di intimità fisica di una persona.

Spieghiamo innanzitutto quindi la differenza tra vergogna e pudore.

Intorno ai 3, 4 anni i bambini iniziano ad acquisire consapevolezza di sé stessi e a capire diciamo i confini e le differenze tra il proprio corpo e quello degli altri. Il pudore inizia quindi a svilupparsi proprio durante questa presa di coscienza. La vergogna invece è più generale come concetto: si può provare vergogna per mille motivi diversi, non solo per motivi legati al proprio corpo ed ai propri sentimenti.

Un ladro ad esempio potrebbe pentirsi di aver rubato e provare vergogna: il ladro si vergogna, prova vergogna per aver rubato.

Allo stesso modo un politico corrotto si può pentire, anche lui, potrebbe provare vergogna per il suo passato da corrotto. Questo non accade mai nella realtà ma sarebbe sicuramente una buona cosa se ogni tanto accadesse!

In tali rarissimi casi il politico, come il ladro, prima di pentirsi non ammette naturalmente le sue ruberie. Non ammette di aver rubato prima del pentimento. Nega sempre, anche di fronte all’evidenza, anche cioè quando è evidente: e ci vuole una bella faccia tosta sicuramente per negare anche davanti all’evidenza. Ci vuole una bella faccia di bronzo!

Poi il politico si pente, ammette di aver sbagliato e si vergogna del suo passato. Non posso certamente dire che prova pudore del suo passato! Quindi la vergogna e il pudore non sono la stessa cosa.

La sfrontatezza è come abbiamo visto, anch’esso un termine simile, ma essere una persona sfrontata è peggio che avere semplicemente una faccia di bronzo. Il comportamento di una persona sfrontata è non solo sfacciato, ma è anche irriverente e insolente poiché si manca di rispetto alle persone.  E’ anche un atteggiamento arrogante, perché esprime un senso di superiorità nei confronti del prossimo. Lo sfrontato è arrogante perché non tiene in nessun conto di suggerimenti, proposte o richieste che arrivano dalle altre persone. E questa arroganza si manifesta con un costante disdegno e con una irritante altezzosità. Una persona sfrontata pertanto è anche altezzosa, una persona cioè boriosa, piena di boria e presunzione, specialmente nei rapporti sociali, nelle relazioni con le altre persone: “io sono meglio degli altri!”

Avere la faccia di bronzo abbiamo detto è meno familiare di avere la faccia tosta, che è più familiare. C’è un modo poi ancora più in uso in famiglia, un modo un po’ sgarbato, un po’ maleducato ed anche offensivo. Stiamo parlando di “avere la faccia come il sedere” oppure “avere la faccia come il culo“, dove,  la parola “culo” come tutti voi saprete, rappresenta il sedere, anche se questa (culo) è una parolaccia usata in molti modi diversi nella lingua italiana. Potrei dedicare un episodio di un paio d’ore a riguardo 🙂

Infine la “sfacciataggine” è, secondo me, meno grave della sfrontatezza e leggermente diverso anche dalla  spudoratezza. Il pudore è più intimo e pertanto non avere pudore (cioè essere spudorati) sembra a prima vista più grave di essere sfacciati.

Ad ogni modo queste riflessioni piene di particolari che vi sto facendo devono servire solamente a farvi riflettere un po’ sui termini e soprattutto ad esercitare l’ascolto. Magari adesso ricorderete meglio il significato dell’espressione di oggi: “avere la faccia di bronzo”.

Esercitiamo la voce invece adesso: un piccolo esercizio di ripetizione, che ne dite?

Bronzo

Faccia di Bronzo

Avere la faccia di bronzo

Hai proprio una faccia di bronzo!

Io non ho la faccia di bronzo, sono molto timido!

Grazie a tutti anche delle vostre generose donazioni e ci vediamo il prossimo episodio di Italiano Semplicemente.

Donazione personale per italiano semplicemente

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Essere in gamba

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  • E’ possibile ascoltare e/o scaricare il file audio di questo episodio in formato MP3 tramite l’audiolibro (+Kindle) in vendita su Amazon, che contiene 54 espressioni italiane e 24 ore di ascolto.

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Pubblichiamo questo episodio per rispondere ad una domanda di Eduardo

Trascrizione

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Ciao, sono Ludovica. Oggi con me ci sono mia figlia Bianca e la sua amica Dana. Stanno facendo i compiti insieme…

Mamma il nostro progetto sulle risorse energetiche è piaciuto molto al professore.

Brave, siete proprio delle ragazzine in gamba!

Come si capisce l’espressione “essere in gamba” in questo senso significa essere bravi, capaci, un po’ in generale ed è usato con valore attributivo cioè che qualifica la persona a cui si riferisce.

Ma perché in gamba? che c’entrano le gambe con l’essere bravi?

In effetti quello appena descritto è una derivazione del significato originario della formula, quello che indica chi gode di buona salute: chi sta male è spesso costretto a letto e le gambe non le può utilizzare.

In quest’ambito l’espressione viene usata anche come augurio di di pronta guarigione: si dice “in gamba mi raccomando” come per dire “guarisci presto” oppure in generale “stammi bene”.

Capito che c’entrano le gambe?

Sì per tornare a rialzarsi e tornare in forma.

Esatto, per rimettersi in buona salute e poter stare in piedi per conto proprio.

Quindi se mi rialzo sulle mie gambe posso ricominciare a fare le cose da sola senza l’aiuto di nessuno e tornare ad usare le mie capacità”.

Sì. Come si vede il significato principale dell’espressione essere in gamba si estende all’altro figurato di persona di valore, con delle capacità, intelligente ed efficiente.

Una persona in gamba é una persona dotata di abilità,che è grado di reggersi in piedi ed affrontare le difficoltà in autonomia.

Che dite, ripetiamo di insieme? Dai…

Ho finito tutto il lavoro, ammettilo, sono in gamba!

Ma sei davvero in gamba! Hai vinto ancora!

Lui è proprio in gamba, lo assumeremo certamente.

Dateci un’altra possibilità, noi siamo in gamba!

Visto che voi siete tanto in gamba, aiutatemi..

Loro sono più in gamba di noi in questo lavoro.

Ok, amici. Vi saluto per ora.. ah, in gamba eh!

19^ lezione di Italiano Professionale: I verbi da usare durante una presentazione (estratto)

Audio (estratto di 5 di 60 minuti)

Descrizione

In questa lezione spieghiamo i verbi più adatti da utilizzare in una presentazione personale o aziendale. Si analizzano le differenze tra i vari verbi, quali preferire e il perché. Ringraziamo con affetto chi ci ha aiutato a realizzare questa lezione: Ulrike (Germania), Mohamed (Egitto), Jasna (Slovenia), Ramona (Libano), Bogusia (Germania) e Ivan (Brasile)

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italiano dante_spunta I verbi da utilizzare durante una presentazione.
portogallo_bandiera Os verbos a serem usados durante uma apresentação
spagna_bandiera Los verbos que se utilizarán durante una presentación
france-flag Les verbes à utiliser lors d’une présentation
flag_en The verbs to be used during a presentation
bandiera_animata_egitto

الأفعال التي سيتم استخدامها أثناء العرض التقديمي

russia Глаголы, которые будут использоваться во время презентации
bandiera_germania Die Verben, die während einer Präsentation verwendet werden sollen
bandiera_grecia Τα ρήματα που πρέπει να χρησιμοποιούνται κατά τη διάρκεια μιας παρουσίασης