Il rafforzamento (pronuncia)

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Buongiorno amici.

Oggi è giovedì, e come tutti i giovedì, nel gruppo Whatsapp dell’Associazione ci occupiamo di pronuncia. È sicuramente uno dei giorni più divertenti il giovedì: a tutti i membri piace mettersi alla prova, leggere ed ascoltare parole nuove, parole che possono nascondere problemi particolari, a seconda della nazionalità.

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Ogni giovedì nel gruppo ci occupiamo di un argomento diverso, ed oggi eccezionalmente volevo condividere con tutti voi l’argomento del giorno: voglio condividere con tutti i visitatori di ItalianoSemplicemente.com, anche se non sono membri dell’associazione, l’argomento di cui ci occupiamo oggi: Il Rafforzamento.

La parola rafforzamento fa pensare alla forza. Una persona che fa ginnastica in effetti si rafforza, fa del rafforzamento. Ma non è questo il rafforzamento di cui parliamo. Parliamo di rafforzare non i nostri muscoli, non il nostro corpo, ma delle lettere di alcune parole. Rafforziamo alcune lettere che si trovano in alcune parole.

Tutte le parole? No, non tutte. Alcune parole. Dentro queste parole ci sono alcune lettere che vanno rafforzate, lettere che diventano più forti quando le pronunciamo.

Sì, perché stiamo parlando di pronuncia, non parliamo di scrittura. Sapete che la lingua italiana si legge come si scrive, ma a dire il vero non è esattamente così. Ci sono alcune attenzioni, alcuni accorgimenti da mettere quando si pronunciano delle parole. Gli italiani neanche ci fanno caso, e nelle varie regioni italiane cambia molto la pronuncia e gli accenti: ci sono i dialetti, i dialetti regionali, locali, e ci sono le inflessioni, le tonalità diverse. Nelle varie regioni italiane si parla sempre la stessa lingua ma ci sono alcune differenze.

Una di queste differenze sta proprio nel rafforzamento.

Allora proprio di questo parliamo oggi nel gruppo. Per questo ho raccontato una storia ai membri dell’associazione, come faccio tutti i giovedì.

Questa storia, un brevissimo racconto, è una storia divertente, un semplice gioco, ma che contiene moltissimi casi di rafforzamento.

Allora condivido con voi questa storia. Io la leggerò e vi chiederò di fare un piccolo esercizio di ripetizione. Provate a ripetere la storia dopo di me, frase per frase, e notate che alcune lettere, anche se sono scritte una volta sola, nel parlato vanno raddoppiate, anzi vanno “rafforzate”: queste lettere si allungano, diventano più forti. In pratica è come se si scrivessero doppie.

Ecco la storia. È scritta al femminile, perché è una donna che parla, ma non è importante questo, possono provare tutti a leggere la storia_

Vogliamo provare a fare questo esercizio di pronuncia?

Dai, *perché no!*

*È vero*, potrei sbagliare. Allora facciamo un patto *fra noi*: se sbaglierò *sarò tua* stanotte. *E poi* non dire che non sono generosa!

Non verrò però nella *città santa*, ma ti aspetto a casa mia. Tardissimo. *Berrò sia* un *caffè nero* che un tè per tenermi sveglia. In *virtù di* ciò, non sbaglierò!

Se non *sbaglierò mai* invece, se cioè *avrò vinto* io, allora sarai tu a pagare.

Farai una prova di pronuncia: associazione, dissociazione, zanzara e zuzzurellonando. *A proposito* di associazione: *A noi* tutti verrà da ridere se sbaglierai, è vero, ma se vincerai, te l’ho *già detto*, *sarò tua* stanotte. Forza allora, iniziamo: dall’emozione *fa già* caldo!

Un ultima cosa: *più che* di un esercizio si tratta di uno scherzo! *E’ falso* tutto ciò che ho detto! *Fra noi* possiamo scherzare! *Ma dai*, sarà mica che non l’avevi capito! *Se dici* questo non apprezzi l’ironia. *O no*?

Bene, avete ascoltato la storia. Adesso scommetto che volete sapere quali sono le regole. Giusto?

Beh, è inutile che ve le dica, tanto domani lo avreste dimenticate.

Se ne volete sapere di più, allora unitevi anche voi all’associazione, dove proverete a pronunciare la storia per intero e capirete se sbaglierete oppure no. Io pronuncerò per voi le singole frasi, e vi faccio capire le differenze, una frase alla volta. Molto divertente ed isruttivo

Molti italiani sbagliano a dire il vero. Sbagliano ma nemmeno ne sono consapevoli. Non è un problema grande in fin dei conti comunque. Gli accenti e le inflessioni sono una cosa anche gradevole da ascoltare. Questo infatti è una di quelle cose che insegnano agli attori, sia del cinema che teatrali, oppure a coloro che fanno dei corsi di dizione per pronunciare bene le parole. Molti italiani sentono questa esigenza, soprattutto per motivi di lavoro, per non sentirsi in imbarazzo. Per uno straniero è un problema minore, ma se volete siamo qui per aiutarvi. Perché no.

Vi aspetto nell’associazione, dove periodicamente ripetiamo le giornate dedicate alla pronuncia, quindi se saltate un giovedì, qualche mese dopo ricapiterà la stessa giornata, nessun problema. Scrivete a italianosemplicemente@gmail.com oppure andate sul sito e scoprirete tutti i vantaggi nell’essere membri.

Ricordate che non esiste un’altra associazione come la nostra.

Un abbraccio.

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Gli strumenti del pizzaiolo (presentazione)

Audio di presentazione

Descrizione

“Gli strumenti del pizzaiolo” è una lezione del corso di Italiano Professionale. Se sei interessato puoi prenotare il corso diventando socio dell’Associazione Italiano Semplicemente.

Spaccare il minuto

Descrizione

In questo episodio senza trascrizione spieghiamo l’espressione spaccare il minuto o spaccare il secondo, due delle tante espressioni che fanno parte del corso di ITALIANO PROFESSIONALE, lezione 4, dedicata alla precisione ed alla puntualità, fondamentali nel mondo del lavoro.

Audio

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La precisione secondo Daria

Descrizione

Buongiorno a tutti amici di Italiano Semplicemente. Nella puntata di oggi ascoltiamo Daria, membro dell’associazione Italiano Semplicemente che ci parla della quarta lezione del corso di italiano professionale, dedicata alla precisione ed alla puntualità. Daria approfitta per parlarci delle abitudini del suo paese in proposito: la 🇷🇺 Russia. Molto interessante quello che ci racconta Daria, che parla molto bene l’italiano. Daria usa molte espressioni che sono state spiegate nella quarta lezione del corso. u esercizio molto utile. Vi aspettiamo tutti nella nostra associazione.

Audio Daria

Trascrizione

Un saluto a tutti. La terza (nota: in realtà è la quarta) lezione e’ molto interessante perché da questa lezione ho saputo del fenomeno di “quarto d’ora accademico”.

E’ stata una vera e propria sorpresa per me.

A malapena posso imaginare che al mio lavoro si conceda di iniziare una riunione 15 minuti in ritardo. Il massimo ritardo che possiamo permetterci è 2-3 minuti. Se il partecipante arriva 5 minuti in ritardo gli altri lo guardano di traverso tanto che il discorso introduttivo è già finito e tutti hanno già centrato l’obiettivo della riunione.

Se dovessimo aspettare il quarto d’ora accademico, staremmo molto nervosi perche nessuno vuole perdere il tempo inutilmente.

Insomma, ci tengo alla puntualità… però è bene sapere che in Italia esiste il quarto d’ora accademico ed essere pronta al fatto che gli altri possano ritardare.

Sinceramente mi piacciono le persone che spaccano il minuto. Quando le riunioni sono iniziate e finite nel tempo giusto tutti i partecipanti possono continuare il loro giorno come era programmato.

Per questo spesso la persona che organizza la riunione scrive l’agenda in cui spiega per filo e per segno quello che si aspetta dai partecipanti.

Nel caso in cui ci sono tante persone che contribuiscono (partecipano ad) in un meeting, l’iniziatore (il coordinatore) può dare un tempo molto stretto per una prezentazione, 15 minuti ad esempio.

Io arrivo spesso alle riunioni esattamente nel tempo stabilito, devo spaccare il minuto perché dopo di me verrà il mio collega per fare la sua presentazione.

Inutile dire che i dirigenti hanno sempre i tempi stretti e solitamente se ne vanno dalla riunione se per caso dura più a lungo del programmato, ma sono molto contenti se i partecipanti riescono a stringere i tempi e finire la riunione più presto.

Vorrei anche condividere con voi un’altra osservazione. Ci sono delle persone nella mia azienda per cui il tempo va diversamente. Voglio dire che queste persone ci tengono prima di tutto alla precisione.

Anche quando hanno il calendario fitto, riescono non ad accorciare i tempi ma ad eseguire il loro lavoro in modo meticoloso, con molto scrupolo, senza fretta, come se avessero il sangue freddo. Spesso mi fanno numerose domande, mettono sempre i puntini sulle i e controllano se tutto è fatto a punto. A volte mi pare che cerchino il pelo nell’uovo e non mi permettono di continuare il progetto senza aver ricevuto il loro consenso.

Vale anche la pena dire che senza di loro non possiamo funzionare come un’organizzazione.

E da voi quali sono le regole per arrivare a una riunione? E quali sentimenti provate accanto alle persone meticolose?

Buona giornata a tutti. Ciao.

 

Il segno dei gemelli (introduzione)

Audio introduzione

Durata: 28 minuti

Descrizione

Vediamo come descrivere i nati sotto il segno dei gemelli. 20 modi diversi, 20 caratteristiche, venti aggettivi per descriverli.

Episodio dedicato ai membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

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