Parliamo di unione e condivisione


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Trascrizione

Introduzione di Giovanni: questo episodio è un esempio di utilizzo delle espressioni professionali contenute nella lezione n. 12 del corso di ITALIANO PROFESSIONALE.

Daria: Si può dire che l’argomento della lezione numero 12 si riferisca sia alla vita professionale che a quella privata.
Anche la qualità della vita dipende dalle persone con cui ci uniamo e condividiamo gli intenti: vorremmo ad esempio che le persone al nostro fianco fossero sempre in grado di spezzare *una* lancia a *nostro* favore e proteggere i nostri interessi. Nella vita privata siamo liberi *di* sceglere gli amici ad esempio, o semplicemente dire che nel peggiore dei casi è meglio soli che mal accompagnati se non proviamo simpatia proprio per nessuno. Ma in ambito lavorativo occorre accettare i colleghi che ci capitano esattamente come sono ed investire con forza e desiderio sul nostro futuro insieme cercando di stabilire con loro un rapporto efficace.

Infatti, al lavoro dobbiamo stringere accordu con persone diverse. In collaborazione reciprocamente vantaggiose ognuno cerca di *perseguire* i propri obbiettivi e non sempre si è orientati verso un qualcosa di comune. Anche se succede di dover chiedere l’aiuto di un collega, non è la stessa cosa di un lavoro di squadra quando molto spesso ci si trova nella necessità di dover credere cecamente in un compagno. Nonostante si capisca che l’unione faccia la forza, a volte manca la necessaria confidenza per formare un gruppo affiatato.

Formare un’unione lavorativa in uno spirito di squadra è un argomento attuale per ogni società. Ogni leader di un gruppo vorrebbe mettere assieme persone in gamba, *nei* cui confronti *possa nutrire* una fiducia incondizionata e operare con loro. Nella realtà dei fatti però quello che va fatto è svolgere regolarmente attività che aiutino a far nascere lo spirito di squadra. Si tratta di attività anche fuori dell’ambito lavorativo, in un ambiente rilassato, che servono a conoscersi meglio l’un l’altro. Trovando interessi o hobby comuni le persone si vedono anche da una prospettiva diversa, più personale, più variegata, il che aiuta molto a nutrire più fiducia nella vita lavorativa.

Curiosamente, nel settore in cui sono occupata si svolge ogni anno un campionato di calcio. Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare ai giochi: gli uomini per giocare nel campo e le donne per fare il tifo per la loro azienda. La partecipazione non è ovviamente obbligatoria: chi c’e’ c’e’, chi non c’e’ non c’e’, verrebbe da dire, ma è caldamente consigliata per i motivi precedentemente esposti.
Nessuna azienda, c’è da aggiungere, vorrebbe presentarsi al campionato come un’armata Brancaleone. Quindi i giocatori si allenano regolarmente durante l’anno, e giocando si devono fidare ad occhi chiusi dei compagni. La squadra vincitrice riceve una coppa che viene orgogliosamente esposta nell’ufficio durante l’anno fino al prossimo campionato.

Ci sono anche persone scettiche e poco comunicatuve che non credono invece che ci sia una ragione valida nello stabilire una comunità di intenti coi colleghi. Senz’altro ognuno fa come gli pare e piace ma sarebbe meglio non fare tutta *di* l’erba *un* fascio e provare a stabilire un rapporto informale anche con qualche collega.

Un saluto a tutti e buona giornata, e ricordate che l’unione fa sempre la forza.

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