Mi sta qua


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Buongiorno ragazzi, io sono Giovanni e voi state ascoltando un episodio di Italianosemplicemente.com. Oggi vediamo una nuova espressione italiana: “mi sta qua“.

Molto usata tra i giovani, e spesso accompagnata anche da un gesto.

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E’ una frase che si dice quando si parla con una persona. Diciamo a questa persona che c’è qualcosa, o qualcuno, che non sopportiamo, qualcosa o qualcuno che non ci piace, che non vogliamo vedere. Spesso parliamo di una persona: questa persona è antipatica, ha un carattere che a noi proprio non piace.

In questi casi una delle frasi che possiamo pronunciare per esprimere questo sentimento di avversità è proprio questa: “mi sta qua“.

Ma iniziamo dalla spiegazione delle parole.

“Sta” è il verbo stare. Io sto, tu stai, lui sta, noi stiamo, voi state, loro stanno.

Mi è un pronome personale che indica la persona che parla.

Ad esempio “tu mi dici” significa che “tu dici a me“, “tu mi vedi” significa che tu vedi me.

Questo pronome lo mettiamo davanti al verbo: mi accorgo di qualcosa, mi fumo una sigaretta, mi lavo le mani, mi vesto eccetera. Ci riferiamo a noi stessi quindi.

Se usiamo il verbo “stare” come in questa frase, posso dire che

Giovanni mi sta qua.

Cosa vuol dire?

Abbiamo già detto che voglio dire che Giovanni, secondo me, è una persona antipatica. Ma la parola “qua” cosa significa?

Sapete che qui e qua indicano in generale una vicinanza a chi parla. ad esempio “qui fa freddo”, oppure “qua fa freddo”. Qui però generalmente indica una precisione maggiore rispetto a “qua”.

Qui e qua possono indicare anche un punto del nostro corpo.

Se io dico a mio figlio: vieni subito qui! Spesso indico con la mano, o col dito, la terra davanti a me, e voglio che mio figlio venga immediatamente al mio cospetto. evidentemente ha fatto qualcosa di sbagliato…

Posso anche indicare una parte del corpo però.

Papà, mi fa male lo stomaco!

Dove ti fa male figliolo?

Mi fa male proprio qui!

Mio figlio in questo caso indica col dito una parte della sua pancia, per farmi vedere dovegli fa male.

Ebbene, quando ci sta antipatica una persona normalmente diciamo:

Francesco mi sta proprio antipatico!

Oppure

Giovanni non lo sopporto proprio!

Oppure

Franco? Non ce la faccio proprio a sopportarlo

Marco non mi suscita molta simpatia

Ebbene, in modo ancora più informale, tra amici, molto spesso si indica la gola con la mano, e diciamo:

Alfredo mi sta qui!

Giovanna mi sta qua!

Sono una persona moderata e altruista ma con Giuseppe devo fare autocontrollo, mi sta proprio qua!

Quando si dice “mi sta qui“, o “mi sta qua” – posso dire in entrambi i modi – indicando la gola, sto facendo un confronto con il cibo.

Quando mangiamo può capitare che un boccone non sia facilmente ingoiabile, magari è un po’ duro, quindi anziché attraversare subito l’esofago e finire nel nostro stomaco rimane a metà.

Si fanno molto spesso i confronti col cibo nella lingua italiana:

Posso dire:

Giovanni proprio non lo digerisco!

Francesca mi fa andare tutto per traverso!

Paola non mi va giù!

In tutti questi casi faccio un confronto tra il cibo che non si riesce a mangiare come si vorrebbe e una persona, che con il suo carattere, risulta antipatica, indigesta, una persona che ha principi contrari ai nostri, o comunque che si comporta in un modo che non approviamo. A volte si tratta di sensazioni “a pelle” che non riusciamo a spiegare. Altre volte invece ci riusciamo senza problemi 🙂

Quindi quando diciamo “Giovanni mi sta qua” o “giovanni mi sta qui” dobbiamo necessariamente accompagnare questa frase con un gesto: alziamo la nostra testa e con la nostra mano o anche un solo dito indichiamo il collo, come a indicare un boccone che non va giù.

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Il gesto che accompagna l’espressione “mi sta qua”

Posso anche parlare di una situazione particolare, o di un lavoro, una attività, non necessariamente di una persona. Quindi posso dire anche:

Lavoro alle poste italiane, ma questo lavoro mi sta proprio qua!

Devo finire un lavoro molto noioso. Non ti dico quanto mi sta qua!

La politica mi sta qua! Mi stanno qua tutti i politici! Ed anche il Parlamento mi sta qua!

Naturalmente posso anche riferirmi ad un’altra persona, ed in questi casi devo cambiare il pronome personale. Ripeti dopo di me le seguenti frasi:

La lingua italiana ti piace, mentre l’inglese ti sta proprio qua! Vero?

A lui non piace per niente andare a scuola. Gli sta qua da quando aveva sei anni.

A mia sorella non piace andare allo stadio. Il calcio le sta qua! Preferisce il tennis.

Nella nostra famiglia non sopportiamo i razzisti: ci stanno qua tutti i razzisti!

In quest’azienda non amate per niente chi non rispetta le regole! Vi stanno tutti qua quelli che non sono come voi!

Ai direttori i dipendenti furbi gli stanno qua

Sappiate dunque che se c’è una cosa o una situazione che vi suscita fastidio o che vi provoca disagio o malumore, se siete con amici italiani (mi raccomando solo con amici) potete tranquillamente usare questa espressione.

Grazie a tutti per l’ascolto.

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