La gestione dei rischi aziendali: meglio prevenire che curare


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Trascrizione

Giovanni: Buongiorno ragazzi e benvenuti nel consueto appuntamento settimanale con Italiano Professionale, il corso di italiano dedicato al linguaggio del mondo del lavoro.

Un episodio abbastanza difficile quello di oggi. Ascolterete la voce di Daria che molto spesso si è messa alla prova con il corso. Daria è membro dell’associazione Italiano Semplicemente e oggi ci parlerà di rischi. Fondamentalmente questo è l’argomento del giorno. L’episodio è da inquadrare all’interno della seconda parte del corso, quella dedicata alla presentazione. Ed infatti Daria interpreta oggi il ruolo di una consulente aziendale che deve dare degli avvertimenti al personale di una azienda che produce scarpe italiane. Ascoltiamo Daria che saluto e ringrazio.
Daria: Buongiorno, grazie di essere qui e benvenuti a tutti.
Sono stata invitata a questo incontro da Mohamed, il capo progetto e l’ideatore del modello “Con-forte”.
Mi chiamo Daria e io rappresento un’agenzia di consulenza. Perché sono qui? Semplice. Oggi sono qui per darvi uno strumento che vi propongo di valutare e che personalmente credo sia il migliore possibile, per poter gestire i rischi che potreste subire implementando un qualsiasi piano promozionale ed il conseguente programma delle attività.
Quali sono questi rischi? Andiamo subito al dunque perché, benché abbiamo una intera mattinata a disposizione dedicheremo solamente le prime due ore all’esplorazione dettagliata di tutti i diversi tipi di rischi.
Voglio esordire con una panoramica su alcuni esempi concreti di aziende che hanno affrontato questi rischi trovandosi ad agire tra l’altro nelle situazioni più dure, ma prima vorrei fare una veloce premessa:
Questa premessa ci aiuterà a capire il motivo per cui è assolutamente necessario avere un piano dettagliato della gestione dei rischi. Vedremo quella che si chiama la “Matrice dei rischi”, uno strumento operativo assolutamente necessario, ma vorrei convincervi di questo.
Vi illustro subito una suddivisione tra quattro macro-categorie di rischi, tanto per schiarirci le idee.
Il primo tipo è il cosiddetto rischio operativo, che ha a che fare, evidentemente, con l’attività operativa.
Se ad esempio ricevete un lotto di pelle che vi servirà per produrre un certo stock di scarpe, ma vi accorgete che è di bassa qualità, questo non vi permette di fabbricare la quantità di scarpe prevista, perché dovrete fare una selezione. Questa situazione incresciosa, abbastanza sgradevole direi, rappresenta appunto un rischio operativo.
Purtroppo, non è l’unica possibile problematica da dirimere di questo tipo.
A seguire c’è il rischio finanziario. Più definito come rischio ma non meno importante.
Nonostante sia chiaro di cosa si parli, non tutti reagiscono velocemente e talvolta si indugia troppo, credendo di rimandare tale rischio al futuro. Ma una non decisione è comunque una decisione.
Nessuna azienda virtuosa vive alla giornata. Questo lo sappiamo bene.
Un’azienda che funziona ha sempre tutto sotto controllo; deve controllare i propri crediti e debiti ogni giorno.
Le difficoltà non si rimandano al futuro. Le piccole difficoltà di oggi diventano grossi rischi domani e fallimenti dopodomani. Non ricevere un pagamento alla scadenza per una nostra noncuranza, o contrarre un debito senza averne la necessità fa andare velocemente l’azienda in rosso. Vi invito inoltre a non osservare i numeri semplicemente dal segno.
Cosa voglio dire? Avvalersi di personale qualificato ad esempio oggi ci costa di più, ma domani ci fa risparmiare e dopodomani ci fa raddoppiare i profitti.
In definitiva non è una banalità avere una corretta visione dei saldi in un’ottica di medio lungo periodo, tanto meno avere una garanzia delle entrate e saper gestire le uscite con il massimo scrupolo, nel breve periodo.
Dovremo parlare anche dei rischi per l’ambiente. C’entra anche l’ambiente? C’entra, c’entra!
Vi faccio un breve esempio. Ogni anno si rafforzano le politiche nazionali per la tutela dell’ambiente. Tutto si muove molto più velocemente di un tempo.
Se oggi una fabbrica dispone di un sistema di depurazione che soddisfa i requisiti di legge, domani la legislazione potrebbe cambiare ed imporre nuovi limiti. Le variabili di incertezza aumentano e con esse i rischi. Ma i rischi possono diventare opportunità in un mondo globale come il nostro.
In questo caso alla fabbrica potrebbe fare di necessita’ virtù e rinnovare immediatamente il sistema di depurazione.
Passiamo all’ultimo rischio, quello politico.
Facciamo il caso di un’azienda che importa dei materiali dall’estero o che si vuole anche servire di manodopera estera. Una situazione che in parte riguarda anche la nostra bella azienda.
Una situazione instabile politicamente influisce anche sulle relazioni commerciali tra i paesi diversi: cambiano le politiche sui benefici fiscali, cambiano le tasse sui beni importati o esportati e via discorrendo.
Ce n’è già abbastanza per capire che gli argomenti legati ai rischi non sono di facile soluzione. Non c’è neanche bisogno di leggere tra le righe. Ma se facciamo una attenta analisi dei rischi, se cioè facciamo uno sforzo di questo tipo non saremo colti alla sprovvista quando le difficoltà arriveranno: perché arriveranno, statene certi! Meglio prevenire che curare.
Fortunatamente mi sono fatta le ossa abbastanza nella gestione dei rischi e ormai ho una certa dimestichezza, anche se i rischi non possono mai essere presi a cuor leggero.
Posso dirvi che anche se i vostri partner hanno ottime referenze, si serve sempre avere un “piano B” nelle operazioni commerciali e tenere in particolare riguardo tutti i documenti giustificativi.
Bene, dopo questa veloce panoramica, se avete bisogno subito di un caffè, possiamo metterlo nel conto. Scherzi a parte, torniamo all’inizio facendo un approfondimento sugli esempi di aziende che hanno fatto e non hanno fatto una valutazione dei propri rischi.
Daria Kliug.
Giovanni: grazie Daria, non è facile parlare di rischi, credo che di fronte alla tua presentazione sono possibili due tipi di reazioni: o scappano tutti, oppure ti ascoltano e mettono in atto i tuoi consigli.

Daria ha usato alcune espressioni imparate nel corso di Italiano Professionale e anche qualche verbo professionale. Mi riferisco in particolare a farsi le ossa, andare al dunque, avere tutto sotto controllo, andare in rosso, prendere qualcosa a cuor leggero, ha parlato dei documenti giustificativi e ha usato anche qualche verbo professionale a cui abbiamo dedicato una spiegazione all’interno del corso: ha usato il verbo dirimere (il numero 22 nella lista dei verbi spiegati), il verbo contrarre (n. 24), il verbo avvalersi (n. 14) ed infine il verbo valutare (il primo verbo professionale).
Daria ha usato anche una nuova espressione: avere dimestichezza.
Bene, con questo è tutto. Speriamo di essere riusciti a capire come funziona questo corso di italiano: ci sono i verbi professionali, spiegati uno ad uno: si tratta di verbi più facilmente se non esclusivamente nel mondo del lavoro, e ci sono le lezioni del corso suddivise in sezioni. Ogni settimana facciamo un episodio come questo, di ripasso, per spiegare a tutti la finalità del corso. Se siete interessati andate su italianosemplicemente.com e chiedete di far parte dell’Associazione Italiano Semplicemente. In questo modo potrete anche voi esercitarvi con il linguaggio professionale.

Un saluto a tutti.

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