Il verbo ESSERE: Esercizio di ripetizione con tutte le coniugazioni.

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Buongiorno ragazzi, io sono Giovanni, ed oggi ci divertiamo un po’ col verbo essere.

Tranquilli, questa non sarà una lezione noiosa, infatti userò come pretesto questa lezione, apparentemente grammaticale, per ripassare le espressioni spiegate sul sito italianosemplicemente.com. Le espressioni fanno parte della rubrica “2 minuti con Italiano Semplicemente“, quindi si tratta di brevi episodi. Queste espressioni non verranno rispiegate nuovamente, questo è sottinteso, altrimenti sarebbe un episodio di 10 ore. Metterò dei link comunque che vi riporteranno alle spiegazioni singole se volete ripassare o approfondire.

Il verbo essere lo vediamo in tutte le sue possibilità di utilizzo.

Iniziamo dall’indicativo presente, il più semplice. Potete se volete, arrestare l’ascolto e ripetere la frase, oppure cambiarla al femminile, oppure provare ad anticipare la frase successiva. Iniziamo.

Indicativo presente

  • Io sono: io sono sicuro che oggi mi si impallerà il PC.
  • Tu sei: tu sei soggetto a controllo da parte del tuo dirigente. Non dimenticarlo!
  • lui è: lui è oggetto di scherno tutti i giorni.
  • noi siamo: noi due siamo un binomio inscindibile da quando ci siamo conosciuti.
  • voi siete: siete combattuti se stare a casa o venire alla festa.
  • loro sono: loro sono sicuri di aver lavorato in conformità della legge

Indicativo imperfetto

  • Io ero: Fino a stamattina ero sicuro di aver tenuto fede ai miei principi morali.
  • Tu eri: Stamattina eri indeciso se tenere o meno a bada la tua impulsività.
  • Lui era: la scorsa settimana era parecchio indisposto con me.
  • Noi eravamo: ieri noi eravamo indecisi se venire, ma alla fine siamo arrivati in men che non si dica.
  • Voi eravate: Ieri eravate sicuri che non ci fosse scelta. Ci avevate detto o così, o pomì. Vi ricordate vero?
  • loro erano: i ragazzi erano lì a cincischiare, quando è arrivato il loro capo che li ha sgridati.

Indicativo passato prossimo

  • Io sono stato: sono stato molti giorni senza fare nulla prima di rompere gli indugi.
  • tu sei stato: sei stato pronto ad esordire non appena il mister ti ha detto di entrare
  • Lui è stato: Mario è stato sgridato dalla professoressa perché aveva un fare un po’ prepotente a suo dire.
  • Noi siamo stati: Si dà il caso che (noi) siamo stati impegnati al lavoro fino a tardi, ecco perché non siamo venuti a cena con voi.
  • voi siete stati: siete stati bravi a prefiggervi di finire entro le 10.
  • loro sono stati: sono stati i primi a parlare con me dopo l’incidente. Mi hanno detto: ci voleva tanto a stare più attenti? A me questa è sembrata una domanda retorica!

Indicativo trapassato prossimo

  • io ero stato: In quel momento ero stato accusato di aver dato una risposta sibillina!
  • tu eri stato: mi raccontavi che eri stato eletto il più affascinante della tua classe. Non eri bello, ma avevi un certo non so che di interessante. Lo dicevano tutti.
  • lui era stato: Il ragazzo, come ricostruito dai carabinieri, in passato era stato affidato ai nonni. Però qualcosa non mi torna: ma i nonni non erano morti tutti? Mi sbaglio?
  • noi eravamo stati: eravamo stati primi a sforare con i tempi. Quindi non potevamo lamentarci del ritardo degli altri.
  • voi eravate stati: Vi siete trovati in un posto per la prima volta ma siete sicuri che sia un luogo in cui eravate già stati? In questo caso non è una cosa strana, non siete pazzi, accade a tutti, non vedo perché nasconderlo.
  • loro erano stati: i brasiliani erano stati onesti ad ammettere che il calcio di rigore a loro favore fosse inesistente, prima che l’Italia segnasse il gol vittoria. Questo si chiama fair play, ma il rovescio della medaglia è che il Brasile ha perso la partita.

Passato remoto

  • io fui: nel 1944, durante la guerra, ricordo che fui risparmiato dal nemico, quindi non fui ucciso. Però presi un bel rovescio per aver cercato di scappare di prigione.
  • tu fosti: Tutti, dicevano: Sarà dura scappare di prigione. Tu fosti l’unico che disse qualcosa di diverso. E infatti riuscimmo a scappare. Eri un vero dritto!
  • lui fu: Quella volta fu lui a tirarci quel tiro mancino, ti ricordi?
  • noi fummo: dopo che la casa crollò, fummo costretti a ricostruila immediatamente. Non fu facile riuscire a destreggiarsi in mezzo a tutta quella polvere!
  • voi foste: non appena iniziò a crollare la casa, voi foste indecisi se scappare o nascondervi sotto il tavolo. Avete dovuto valutare tutti gli annessi e connessi in un paio di secondi.
  • loro furono: i mie fratelli furono presi in giro per via delle numerose foto osè presenti sulla loro pagina Instagram personale.

Trapassato remoto

  • io fui stato: Nel 2008 fui stato tradito dai miei amici e ricordo che soffrii molto. Ma oggi è diverso. Con l’età ci si abitua a tutto… o quasi.
  • tu fosti stato: quando tuo figlio era piccolissimo non fosti stato capace di proteggerlo. Riesci a capacitartene?
  • lui fu stato: Il giocatore firmò un contratto biennale, e il costo complessivo dell’operazione fu stato pari a circa 10 milioni di euro. Voi vi ci mettereste nei suoi panni?
  • noi fummo stati: ce ne andammo via solo dopo che fummo stati insultati: la misura era veramente colma!
  • voi foste stati: voi foste stati avvisati solo quando ormai era tardi. La cosa ovviamente vi colse alla sprovvista.
  • loro furono stati: quella del 7 novembre 2010 fu la notte in cui i due carabinieri furono stati aggrediti dai ragazzi ubriachi. Ora tocca al giudice decidere sulla loro sorte.

Futuro semplice

  • io sarò: se mi travesto da donna balzerò agli occhi di tutti. Sarò fortunato se non mi prenderà in giro nessuno.
  • tu sarai: prima di continuare fammi aprire una parentesi sulle tue responsabilità: sarai tu che dovrai pagare perché tu sei il responsabile. Ok, chiusa parentesi. Ora posso riprendere col discorso di prima.
  • lui sarà: lui sarà anche bravo, ma si sbaglia ogni due per tre.
  • noi saremo: saremo in grado di vincere veramente? Non dire subito di sì perché ci sono io nella nostra squadra che sono il più bravo, il più forte eccetera eccetera. Non fare il solito ruffiano!
  • voi sarete: sarete espulsi dalla scuola di punto in bianco se provate a non rispettare le regole.
  • loro saranno: non saranno le voci false e tendenziose che ho sentito a scoraggiarmi. Io vado avanti!

Futuro anteriore

  • io sarò stato: Ho dovuto maltrattare il mio collega Giovanni. Sarò stato troppo cattivo con lui? Non lo so, ma stavolta non si salverà in calcio d’angolo con la solita scusa!
  • tu sarai stato: Non conta se sarai stato il migliore, se sarai arrivato per primo, ma conta il fatto che hai provato a combattere. Questa è la cosa piu importante. Eccome se è questa!
  • lui sarà stato: Vedremo alla fine chi sarà stato il migliore. Perché il migliore, alla fine, vince senz’altro.
  • noi saremo stati: saremo stati felici di avervi a cena, mi spiace molto che avete un impegno così importante. Nessun problema comunque, che volete, può capitare.
  • voi sarete stati: immagino sarete stati felici di incontrare i vostri vecchi amici vero? In queste occasioni vengono rispolverati tutti i ricordi più belli.
  • loro saranno stati: no so perché sono arrivati tardi all’appuntamento. Saranno stati impegnati, non saprei. Magari quanto ti ci troverai a tu per tu, puoi chiedere loro maggiori spiegazioni.

Condizionale Presente

  • io sarei: (io) sarei interessato a questi pantaloni. So che vanno per la maggiore tra i giovani.
  • tu saresti: saresti disponibile a fare delle ripetizioni di matematica a mio figlio? Non vorrei prenda una brutta piega quest’anno…
  • lui sarebbe: lui sarebbe disposto ad aiutarmi. Dice seriamente, è una persona generosa, non si tratta di un pro forma.
  • noi saremmo: non saremmo mai riusciti a fare pace se non ti avessi detto questa piccola bugia: ma prometto che si è trattato solo di uno strappo alla regola.
  • voi sareste: voi sareste riusciti ad ingranare se solo vi foste impegnati di più nello studio.
  • loro sarebbero: loro sarebbero anche disposti ad aiutarti, ma cerca di abbozzare un po’, non puoi sempre alzare la voce.

Condizionale Passato

  • Io sarei stato: sarei stato infelice tutta la vita senza di lei, ma lei, bontà sua, mi ha concesso di sposarla!
  • tu saresti stato: saresti stato contento se ti avessero bocciato? Non ti dico!
  • lui sarebbe stato: sembrava un’anima in pena quella sera. Sarebbe stato meglio non fargli quello scherzo.
  • noi saremmo stati: noi saremmo stati più saggi e avremmo guardato alla sostanza e non alla forma.
  • voi sareste stati: sareste stati contenti se dopo aver trascurato la forma, aveste scoperto che la forma è sostanza? io no!
  • loro sarebbero stati: loro sarebbero stati a sballarsi in discoteca stasera se la madre non gli avesse impedito di prendere la macchina.

Congiuntivo Presente

  • che io sia: che io sia maledetto se non riesco a finire questo esercizio. Sono disposto a scervellarmi piuttosto!
  • che tu sia: non ho dubbi che tua sia capace a guidare senza prendere delle lezioni, ma i soldi non sono un problema, sebbene spesso ne sia sguarnito.
  • che lui sia: che lui sia prevenuto non ci sono dubbi. Lo conosciamo ormai!
  • che noi siamo: mi sembra che noi siamo molto stanchi stasera. Meglio andare a letto prima che vengano a galla i tuoi problemi col nervosismo da stress!
  • che voi siate: Siete stati derubati? Beh, è facile pensare che voi, così giovani, siate stati ingannati da quell’uomo. Io però sono vostro padre e mi vedo costretto a non darvi più soldi in contanti per il futuro.
  • che loro siano: sono molto felice che loro siano riusciti a superare l’esame. Vuoi che non sia contento?

Congiuntivo Passato

  • che io sia stato: Non mi sembra che io sia stato così sgarbato nei suoi confronti. Mi sono sempre comportato come si deve.
  • che tu sia stato: non ho dubbi che tu sia stato vittima di un inganno, ma avrei preferito sentirlo da te, non per interposta persona.
  • che lui sia stato: Sembra che durante una delle tappe del suo viaggio, Giovanni sia stato coinvolto in un incidente.
  • che noi siamo stati: Quel giorno Elena lavorò così di buona lena che sembra che noi stessi siamo stati sorpresi da questo!
  • che voi siate stati: si dice che voi siate stati un po’ ingenui a non farvi aiutare da Giovanni. Lui la mano ve l’aveva tesa.
  • che loro siano stati: impossibile che loro siano stati ubriachi quella sera. Non c’è nessuna attinenza tra l’incidente e il fatto che siano stati in discoteca. Fidatevi.

Congiuntivo Imperfetto

  • che io fossi: Giovanni si aspettava che io fossi più chiaro, soprattutto quando ho parlato dei suoi diritti. Si è arrabbiato, ed oltrettutto non mi parla più. Accidenti!.
  • che tu fossi: non sapevo che tu fossi votato alla cucina, altrimenti ti avrei lasciato preparare il pranzo senza problemi.
  • che lui fosse: ho aspettato che fosse più tranquillo prima di offrirgli un caffè e poi un ammazza-caffè!
  • che noi fossimo: Piero credeva fossimo arrabbiati per il conto al ristorante, in realtà eravamo solo preoccupati perché avevamo dimenticato di pagare il coperto!
  • che voi foste: Pamela non si aspettava che foste voi a cercarla per telefono, credeva fosse la polizia, così si è data subito alla fuga appena ha sentito squillare il telefono.
  • che loro fossero: non volevo che i nostri amici fossero insultati liberamente, così ho voluto dare seguito alla storia con una bella denuncia alla polizia!

Congiuntivo trapassato

  • che io fossi stato: Giuseppina non credeva che io fossi stato così bravo nel compito in classe di italiano. In realtà ti dirò che potevo anche andare meglio.
  • che tu fossi stato: temevo veramente che tu quella sera fossi stato convolto in una rissa. La tua irrequietezza mi preoccupa, e prima o poi ne pagherai lo scotto.
  • che lui fosse stato: credevo fosse stato più attento in quanto adulto e responsabile. Adesso sarà lui a rispondere di questo furto in azienda.
  • che noi fossimo stati: la nonna era felice che noi fossimo stati a trovarla. E’ un po’ depressa ultimamente, quindi vorrei aiutarla senza lasciare nulla di intentato.
  • che voi foste stati: nonostante foste stati bocciati all’esame, non vi siete arresi, così siete tornati alla carica il mese successivo.
  • che loro fossero stati: mi sembrava che i ragazzi fossero stati attenti a preparare il discorso con attenzione, invece si sono subito incartati quando gli hanno fatto una domanda.

Imperativo Presente

  • sii: sii felice di aver vinto: sei finalmente annoverato tra i pochi ad aver battuto gli italiani nella preparazione della pizza. Mostra la tua felicità senza remore.
  • sia: bisogna che lui sia più convinto delle sue potenzialità! Anche se ha la zeppola può riuscire a comunicare senza problemi. Ma ce la farà , si è sempre impegnato indefessamente.
  • siamo: ragazzi mi raccomando: la prossima volta siamo precisi, senza restare sul vago! Vedrete che faremo una grossa impressione sulla platea.
  • siate: su cosa verte il discorso di oggi? Siate concisi per favore!
  • siano: di cosa si lamentano? Siano soddisfatti, almeno del fatto che non abbiano un capo a cui debbano sottostare.

Infinito presente

  • Essere: Essere pazienti o ascoltare l’istinto? Sempre meglio armarsi di pazienza secondo me.

Infinito passato

  • Essere stato: mi fa piacere essere stato il tuo unico uomo, ma il mio piacere lascia il tempo che trova se tu non sei felice ora.

Participio presente

  • Essente: Il participio presente del verbo “essere” per alcuni è “ente”, secondo altri invece è “essente”, per altri ancora non esiste. Qual è la verità? Io ho cercato di sforzarmi di fare almeno un esempio con “essente”, ma evidentemente non ho capito come si usa. Sarò forse duro di comprendonio?

Participio passato

  • Stato: quello che è stato, è stato ormai, Scordiamoci il passato, freghiamocene.

Gerundio presente

  • Essendo: essendo già andato in tilt una volta, meglio non fare tardi al lavoro anche stasera. Anche il tuo dirimpettatio si arrabbierebbe del rumore che fai quando rientri a casa.

Gerundio passato

  • Essendo stato: capisco i tuoi problemi, essendo stato anche io in passato nelle tue stesse condizioni. Pertanto non me la sento di criticarti più di tanto.
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n. 139 – SENTIRSELA, SENTIRSELO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Oggi non me la sento di andare al lavoro, mi gira un po’ la testa.

Me lo sentivo che oggi sarei stato male, ieri infatti ho usato troppo l’aria condizionata.

L’argomento di oggi è la differenza tra “me la sento” e “me lo sento“. Cambia solamente una lettera: “la” oppure “lo“. I due verbi sono sentirsela e sentirselo, molto vicini a “sentire“, ma le orecchie a volte non c’entrano nulla.

Vediamo.

Prima ho detto: “oggi non me la sento di andare al lavoro, perché mi gira un po’ la testa”

Sentirsela è il verbo di cui stiamo parlando.

Io me la sento

Tu te la senti

Lui se la sente

Noi ce la sentiamo

Voi ve la sentite

Loro se la sentono.

Qui ho usato sempre “la”. In questi casi si aggiunge solitamente qualcosa dopo:

Non me la sento di lavorare

Non te la senti di fare l’esame

Non se la sente di andare a scuola

Eccetera.

Se mettiamo “la” (sentirsela)  un primo significato è considerarsi, credersi, ritenersi. Sto parlando di cosa si pensa di sé stessi, del giudizio che diamo.

Te la senti di fare questo lavoro?

Cioè: ti consideri in grado di farlo? Ti credi capace di fare questo lavoro? Ti ritieni abbastanza preparato?

Un secondo significato è avere voglia o coraggio di fare qualcosa.

Te la senti di portare il cane a fare una passeggiata anche se piove?

Quindi è come dire: ne hai voglia? Ti va? Cosa senti dentro di te? Credi che puoi farlo?

Sì, me la sento“, oppure “no, non me la sento” sono due risposte, opposte ovviamente.

“Me la sento” significa: sì, mi va, ne ho voglia, oppure ne sono capace.

“Non me la sento” invece è come dire: “no, non mi va”, “non ne ho voglia”, oppure “non ne sono capace”, “non mi ritengo in grado di farlo”, “ritengo di non saperlo fare”.

Quindi se mettiamo “la” il verbo è “sentirsela”: significa farcela, riuscirci, credere di essere capaci, oppure avere voglia di fare qualcosa.

E se invece mettiamo “lo“? Parliamo di “me lo sento“, “te lo senti“, eccetera.

In questo caso il verbo è “sentirselo“, e il significato è sempre molto vicino al verbo sentire.

Parliamo sempre di qualcosa che si avverte, che si percepisce dentro di sé, ma in un momento precedente, prima di un certo avvenimento. Non c’entra nulla la voglia o la capacità di fare qualcosa.

Me lo sento” è molto simile a “avere sentore” di cui ci siamo già occupati nell’episodio n. 118.

Come andrà domani il tuo esame?

Sento che mi andrà bene: me lo sento! Ma so che sentirselo non è sufficiente!

Quindi: immagino che andrà bene, credo che andrà bene… magari “spero”.

Non se ne può avere certezza ovviamente. E’ una percezione. Sentirselo non è sufficiente!

Posso usarla anche al passato, dopo che quel momento è passato:

Ecco, piove anche oggi, me lo sentivo! Per questo ho portato con me l’ombrello!

Accidenti, mi hanno bocciato un’altra volta. Me lo sentivo però, dovevo studiare di più!

Capite adesso la differenza tra “sentirsela” e “sentirselo“? Prova a fare un esempio, te la senti?

Ripassiamo alcune espressioni precedenti:

Se non te la senti di fare un esempio, ci provo io se ti sta bene: mentre sto parlando, butto un occhio sulla lista delle espressioni. Credo di potervi impressionare abbastanza se vi dico che una volta ascoltato ciascun episodio riesco subito a memorizzarlo? Non devi essere accondiscendente, dimmi pure la verità senza tenermi sulle spine. Mentre aspetto la tua risposta (spero affermativa, bontà tua) ordino un caffè e pure un ammazza-caffè

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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n. 138 – NON PIÙ DI TANTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Ho una domanda per te:

Vai in palestra? Fai sport? Ne fai abbastanza?

Una possibile risposta potrebbe essere:

Mmm. non più di tanto!

Una strana risposta vero? Non più di tanto? Cosa vuol dire? Dunque vediamo: fare tanto sport vuol dire fare molto sport. Più di tanto sarebbe tantissimo Quindi “non più di tanto” vuol dire “non tantissimo” . Facile no?

Non faccio tantissimo sport” quindi sarebbe una risposta equivalente.

Beh ma non fare tantissimo sport, detto così, sembra abbastanza giusto perché la parola tantissimo indica un livello più che alto, direi un livello esagerato diciamo.

In realtà “non più di tanto” è molto più vicino a “poco” che a “non tantissimo” Somiglia a “qualche volta“, e anche a “potrei fare di più“, o “potrei farne di più (di sport)” oppure a “si ma non molto”.

Un’espressione che potete usare quando non siete molto soddisfatti o quando parlate di qualcosa che non vi soddisfa pienamente, che è ad un livello appena sufficiente.

Khaled (Egitto): Tuo figlio va benissimo a scuola. Dimmi: studia molto?

Ulrike (Germania): Mah, ti dirò, non più di tanto!

Bogusia (Polonia): Tuo marito ti aiuta nelle faccende domestiche? Il mio non più di tanto

Ulrike: Ah, Il mio per niente invece. Sii soddisfatta!

Khaled: Dimmi una cosa: Giovanni riesce a stare nei due minuti con questi brevi episodi di questa rubrica?

Sofie (Belgio): A dire il vero non più di tanto, ma ci divertiamo lo stesso!

Adesso ripassiamo alcune espressioni precedenti:

Ulrike: Il figlio del mio dirimpettaio, un ragazzino di 5 anni, ha la zeppola. A me piace il suo modo di parlare, che volete, ha proprio un certo non so che.
Suo padre però non lascia nulla di intentato per cambiarlo, si è prefisso di farlo parlare come si deve. Capisco che si preoccupi dei possibili stuzzicamenti da parte dei futuri compagni di classe, ma vedo anche il rovescio della medaglia. Lo corregge continuamente mentre parla e questo non lo aiuta ad ingranare, anzi: il ragazzino non osa più parlare liberalmente. Balza agli occhi chiaramente la sua sofferenza. Ho sentore che il piccolo prenderà una brutta piega se suo padre continuasse così. Io purtroppo non posso fare niente, il mio dirimpettaio è un tipo da prendere con le molle, casomai io dovessi parlargli gli proporrei di chiedere consiglio ad un specialista. Lui sicuramente mi direbbe: vuoi che non sappia cosa sia utile per mio figlio? Temo allora di dover abbozzare.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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n. 137 – DIRIMPETTAIO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Forse voi non lo sapete, ma probabilmente – non è sicuro però – avete un dirimpettaio.

Chi è il vostro dirimpettaio? Magari è una dirimpettaia, chi lo sa!

Ad ogni modo se abitate in un condominio o in un palazzo, se avete dei vicini di casa, persone che quindi abitano vicino a voi, e se uno di questi vi abita proprio di fronte, cioè vi abita dirimpetto, allora si tratta proprio del vostro dirimpettaio!

Il dirimpettaio è non solo il vostro vicino, ma è colui che abita, che vive nella casa o nell’appartamento di fronte a voi, o di faccia. Com’è il vostro dirimpettaio? Rumoroso? Oppure totalmente gentile e affidabile che una copia delle vostre chiavi di casa le tiene lui in custodia?

Io un dirimpettaio ce l’ho. I miei dirimpettai sono una intera famiglia. Ovviamente anche io sono la loro dirimpettaia; io infatti vivo proprio dirimpetto rispetto a loro.

Volete sapere perché si dice dirimpettaio e dirimpetto? Il nostro “petto” è la parte anteriore del nostro corpo: dietro c’è il dorso e davanti c’è il petto. quindi chi ci sta di fronte sta proprio davanti al nostro petto, e quindi è il nostro dirimpettaio.

Volendo anche il vostro collega di stanza, al lavoro, se ha la scrivania di fronte alla vostra, potete chiamarlo così, poiché è posto proprio dirimpetto a voi.

In genere comunque si usa per chi abita di fronte a voi, quindi a parte il vostro vicino o al massimo il vostro collega, di solito non si usa il termine dirimpettaio. Si dice invece “la persona che sta di fronte” o anche “il negozio di fronte” eccetera.

A volte si usa anche in altri contesti, per indicare ad esempio lo sfidante nello sport. Lo sfidante infatti viene sfidato, quindi i due atleti o le due squadre si fronteggiano, si dice.

Oppure si può chiamare così il socio di affari o al limite anche i capi di partito di una stessa coalizione possono chiamarsi dirimpettai.

Qualche esempio?

Calcio: oggi si fronteggiano Barcellona e Real Madrid. Il tecnico del Barcellona schiererà la formazione migliore, mentre il suo dirimpettaio (cioè il tecnico del Real Madrid) dovrà fare a meno di molti giocatori infortunati.

Dei ladri rubano in un appartamento. Il furto è stato scoperto dal dirimpettaio, che ha notato rumori sospetti venire dall’appartamento.

I due capi partito della colazione si sono incontrati per scrivere il programma di governo, ma i due dirimpettai non sono ancora d’accordo sulle politiche migratorie.

Ora ripassiamo alcune espressioni passate:

Ulrike (Germania): Su cosa verte il ripasso di oggi? cosa vi racconto? Allora…domani sera avrò qualche amico a cena e ancora non so cosa preparare da leccarsi i baffi, perciò sono veramente un po’ combattuta.
Ci vorrebbe un po’ po’ di fortuna per trovare dei bei funghi porcini. Sì dà il caso che già da un po’ mi prefigga di esordire con una ricetta di Giuseppina: le sue famose fettuccine ai funghi porcini. Ma cosa fare se non troverò dei porcini come si deve? Beh spero di organizzarmi in tempo, altrimenti sembrerò un’anima in pena alla ricerca di funghi! Guarderò un po’ in giro e magari qualcosa mi balzerà agli occhi. Comunque mi fido dei consigli del mio fruttivendolo. Gli amici saranno contenti, eccome se saranno contenti! In caso contrario, e non potrebbe essere altrimenti, ne risponderei personalmente!

 

 

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n. 136 – IMPRESSIONARE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni

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Siamo già all’episodio n. 136 della rubrica “2 minuti con Italiano semplicemente”. Impressionante! Vi ho impressionato?

Non fa impressione? Attenzione però perché impressionare ha diversi significati.

Se vi siete impressionati alle mie parole, in questo caso siete stupiti:

Davvero siamo al n. 136? Avete sentito o visto qualcosa che vi ha stupito, vi ha meravigliato, o vi ha emozionato. Anche.

Anche qualcosa che accade ma non credevate possibile impressiona. Queste cose ti fanno dire: oddio, davvero? Veramente? Sogno o son desto?

Vi siete impressionati per lo stupore, per la meraviglia.

Ma anche qualcosa di spaventoso è impressionante, non perché stupisce, ma perché fa impressione, ti mette agitazione, ti provoca un disturbo.

Vedete una persona malata?

Vedere una persona molto malata fa spesso impressione, perché provoca turbamento, turba i sensi, scuote l’umore, dà fastidio insomma. Ti viene da chiudere gli occhi e non di aprirli come con lo stupore.

Lo stesso vale se vedete un incidente stradale: impressionante!! Meglio girarsi dall’altra parte per quanto impressiona.

Stupore, emozioni, turbamento e anche “fare una buona impressione“. Infatti se conoscete il fidanzato di vostra figlia, se vi piace, allora potete dire che vi ha fatto una buona impressione o magari un’ottima impressione.

Lo stesso se fate un colloquio di lavoro.

Anche in questo caso sperate di fare una buona impressione. Se invece farete una pessima impressione sicuramente non otterrete il lavoro.

Ripassiamo alcune espressioni passate.

Bogusia (Polonia 🇵🇱):

Eccome se ogni due per tre vengono a galla ed anche a iosa direi, pretesti per non fare i compiti. I ragazzi cercano pretestuosamente di sottrarsi ai loro impegni ogni due per tre. Non tutti ovviamente 😅. Senza remore* si inventato delle storielle con i fiocchi. A volte si arrampicano un po’ sugli specchi però, oppure fanno i finti tonti. E gli insegnanti, bontà loro, di tanto in tanto chiudono un occhio. I ragazzi capita che si incartino talmente tanto però che non riescono a sfoderare/delle scuse credibili. Gli insegnanti , a loro volta, non possono dare sempre il loro beneplacito, soprattutto di fronte a bugie troppi fantasiose. quelle che non vanno quindi per la maggiore sono da sconsigliare.
Che vuoi, non possono mica abbozzare troppo. I ragazzi devono ingranare come si deve. Gli insegnanti invece devono tendere loro la mano non lasciando nulla di intentato. Bisogna armarsi di pazienza altrimenti, senz’altro ne pagheranno lo scotto loro.

Giovanni: ah… non vi ho parlato del verbo impressionare nella fotografia… ma questo magari non vi servirà molto.

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