Protetto: Italiano Professionale – Lezione n.22 – IL GRUPPO DI LAVORO

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n. 56 – BONTÀ SUA- 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giovanni: Oggi mi sono posto una domanda: chissà se esiste una persona non madrelingua italiana, nel mondo, che sappia usare l’espressione “bontà sua“.

Non lo so, probabilmente si, ma nel dubbio, credo possa essere utile usare due minuti del mio tempo per spiegarvelo.

Bontà sua, che può essere anche bontà mia, bontà tua, oppure bontà loro, è una frase che viene usata tra due virgole. Quindi bisogna fare una pausa prima di pronunciarla.

Bontà sua significa “per sua compiacenza” , “per tua cortesia“.

La bontà, lo sapete, è una qualità morale se parliamo di persone, il contrario della cattiveria. La bontà è sensibilità, empatia, benevolenza, ma il termine si può usare anche per indicare cortesia, gentilezza.

In questo caso però bisogna aggiungere una parola: sua, mia, loro, tua o vostra.

Da notare che la maggioranza delle volte si usa in modo ironico.

Ad esempio, se ho un appuntamento con una persona importante, come il preside dell’università, posso dire che:

Dopo un’ora di attesa fuori dal suo ufficio, finalmente, bontà sua, mi ha ricevuto.

E’ un modo per fare ironia, sulla bontà.

Non è esattamente come dire che:

Dopo un’ora di attesa fuori dal suo ufficio, finalmente mi ha concesso gentilmente di essere ricevuto.

In questo modo non c’è nessuna ironia, ed il preside è stato veramente gentile secondo me.

In genere possiamo usarla, e questo si fa normalmente, quando riceviamo una concessione, una cortesia, soprattutto quando questa cortesia in realtà è un dovere, quindi la usiamo ironicamente. L’idea è sottolineare ironicamente l’atto di benevolenza, la buona azione che è stata fatta, spesso nei nostri confronti. Ma spesso si usa anche seriamente ma alleggerendo un po’ la frase.

Ironicamente è il caso del preside della facoltà, che ci concede una appuntamento.

Un altro esempio ironico ma non troppo:

Mio fratello mi ha tradito, ma io, bontà mia, l’ho perdonato.

In questo caso l’ironia potrebbe anche non esserci, ad ogni modo la frase è più colorita e leggera.

Un altro esempio:

Io insegno italiano a molte persone all’interno dell’Associazione Italiano Semplicemente, persone che, bontà loro, apprezzano i mie sforzi e la mia costanza, oltre che il metodo utilizzato.

In questo caso non c’è affatto ironia, “bontà loro” è quasi un intercalare che si potrebbe eliminare ma a me è servito per sottolineare l’apprezzamento e il riconoscimento.

In tutti i casi comunque la frase va messa tra due virgole, e si deve fare una pausa prima e dopo quando si pronuncia.

Adesso, se volete pronunciare due frasi potete, bontà vostra, farlo dopo di me:

Figlio: Speriamo che mamma, bontà sua, stasera mi prepari gli spaghetti.

Mamma: Ed io spero che, bontà tua, arriverai puntuale.

Bogusia (Polonia): Oggi anziché ripassare le frasi passate, facciamo uno strappo alla regola e usiamo anche le frasi future, che non sono state ancora spiegate. Un semplice pretesto per capire l’importanza due minuti. Inutile scervellarsi dunque, basta aspettare qualche giorno. Qualcuno sembra un’anima in pena perché asta cercando le spiegazioni sul sito ma non le troverà per il momento. Ve le spiegherà Gianni di buon grado, una alla volta. È un semplice modo per tendere la mano a noi stranieri. Armatevi si pazienza dai, non abbiate fifa di abbandonare il libro di italiano, e vedrete anche i più duri di comprendonio ce la faranno. Le espressioni verranno sfoderate una ad una. Spero non siate restii all’apprendimento graduale e senza l’ausilio della grammatica. Qualora non siate del mio stesso avviso comunque, spero vogliate raccogliere la mia provocazione mettendovi alla prova. L’idea di non usare la grammatica potrebbe sembrare peregrina, lo so, ma io spero si riuscire a convincervi. Hai visto mai!


L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

n. 55 – ABBOZZARE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Il verbo abbozzare è veramente interessante. Si scrive con due b e due zeta, e queste ultime si pronunciano sorde.

Abbozzare viene da bozza. E che cos’è una bozza?

Diverse cose. La bozza di un quadro è uno schizzo, un disegno accennato, un quadro ancora da finire, un disegno abbozzato. Si chiama anche abbozzo.

Da una bozza si può intuire l’idea dell’artista, l’idea che aveva in mente. Le bozze più famose sono probabilmente quelle di Leonardo da Vinci. Si chiamano anche bozzetti a volte.

Ma una bozza può anche far arrabbiare, non solo sognare ed immaginare. Ad esempio se trovi la tua macchina nuova che è stata abbozzata, ti arrabbi parecchio e in questo caso per ripararla ci vuole il carrozziere che rimette le posto le cose.

person holding black pen
Photo by Lex Photography on Pexels.com

Allora la bozza è una deformazione della carrozzeria dell’auto, cioè del metallo esterno. Niente a che fare con la bozza del pittore. In molti casi comunque abbozzare ha il senso di fare qualcosa da terminare, da correggere, non solo nei quadri. Come la bozza di stampa di un qualsiasi giornale, che è come una prova, la versione non definitiva, non quella finale e che quindi è da correggere. Diciamo che una bozza è qualcosa di iniziale, una prima forma che in seguito sarà da sgrossare, da rifinire. In una presentazione pubblica c’è anche la bozza di un discorso. Puoi abbozzare un sorriso se incontri una persona che conosci, come forma di saluto discreto.

Ma abbozzare ha anche un significato alternativo e molto diffuso nel linguaggio informale, quello di pazientare, sopportare.

Ovviamente non sempre possiamo usare abbozzare al posto di sopportare.

Infatti in frasi come “non ti sopporto più” , oppure” non sopporto gli egoisti” e frasi di questo tipo non possiamo usare abbozzare.

La sopportazione è un po’ diversa: a volte è un’esperienza negativa, dolorosa di torti e di avversità subite e qui è simile a abbozzare ma più comunemente la sopportazione è la capacità di esercitare a lungo la tua pazienza. Si parla di spirito di sopportazione per chi è particolarmente portato a sopportare.

Ma non si sopportano solamente offese ed insulti, ed allora la sopportazione è anche quando si ascolta qualcuno anche senza motla voglia, oppure si può sopportare l’assenza di una persona. In questi casi abbozzare non è adatto.

Abbozzare è una reazione che ha una persona quando vorrebbe reagire, arrabbiarsi, sfogarsi, ed invece resiste e sta zitto.

Potremmo dire trattenersi, lasciar correre, insomma reprimere le emozioni spontanee di rabbia o delusione. Solo in questi casi è adatto usare abbozzare.

Il tuo capo ti tratta male? Ti consiglio di abbozzare, almeno all’inizio. Poi bisogna fare qualcosa se i maltrattamenti continuano.

Se vai a scuola e qualcuno ti prende in giro perché sei un po’ sovrappeso, puoi decidere di abbozzare, di far finta di niente, di lasciar correre, di lasciar stare, di fare lo gnorri, ma dentro di te non sei sereno, non stai bene. Abbozzare non fa molto bene alla salute se la cosa si ripete sempre. Si tratta di sopportare frenando il proprio sdegno o il proprio risentimento, o la propria rabbia. Quando qualcuno abbozza, c’è sempre di mezzo un’umiliazione, un insulto, qualcosa che ti ferisce.

A furia di abbozzare però, un bel giorno ti viene voglia di mandare tutti a quel paese, di sfogarti e lasciarti andare liberamente, e quel giorno scoprirai che non puoi più tornare indietro.

Cristine (Brasile): per strada le persone mi guardano un po’ strano e a volte vedo un sorriso abbozzato sui loro volti. Credo perché indosso spesso dei vestitini un po’ osè. Per il momento abbozzo, ma forse, prima che vadano in giro voci false e tendenziose su di me, dovrò rispolverare dall’armadio alcune gonne sotto il ginocchio. certo, senz’altro balzerà all’occhio che sono un po’ vecchiotte, ma si dà il caso che io non abbia soldi per rifarmi il look. Pazienza.

woman wearing white dress and white high heeled shoes while walking on sidewalk
esempio di gonna sotto il ginocchio (Photo by Godisable Jacob on Pexels.com)

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n. 54 INGRANARE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Che ne pensate ragazzi se la smettiamo con questi due minuti e riprendiamo a studiare la grammatica?

Eldar (Azerbaijan): cosa? Devo smettere di ascoltare i due minuti con italiano semplicemente? Proprio adesso che ho iniziato ad ingranare? No, grazie!

Junna (Cina): infatti, abbiamo appena ingranato la quarta, non ci puoi chiedere questo Gianni!

Giovanni: ok, ok ragazzi non vi arrabbiate, allora continuiamo ed oggi spieghiamo ingranare. Avete capito che è questo l’oggetto dei due minuti quotidiani. Tutto ha origine dal grano, il cereale con cui si fa ad esempio il pane e la pasta. Ma nel linguaggio quotidiano il verbo ingranare non ha niente a che fare col grano.

Il grano

Piuttosto ha a che fare con gli ingranaggi, come l’ingranaggio di un orologio, che fa funzionare l’orologio.

L’ingranaggio si trova dentro gli orologi e fanno parte del meccanismo che li fa funzionare.

Come funziona un ingranaggio? Beh, ci vorrebbe un esperto, io so solo che ci sono delle ruote dentate che girano, ma ciò che conta è che il verbo ingranare è legato al funzionamento, all’inizio del funzionamento.

Quando qualcosa inizia a funzionare si può dire che ingrana, o che inizia ad ingranare.

Eldar e Junna all’inizio hanno detto che con il loro italiano adesso hanno iniziato ad ingranare, ciò significa che qualcosa si sta muovendo, sta migliorando visibilmente, notano dei miglioramenti, si accorgono dei progressi, quindi si è messo in moto un ingranaggio che porta dei risultati.

Il verbo ingranare si usa anche in macchina: ingranare una marcia. Qui è più meccanico il concetto. Ingranare una marcia è come mettere una marcia, innestare una marcia, inserire una specifica marcia, utilizzando il cambio.

Un tipico ingranaggio

Ingranare la prima, ingranare la seconda, la retromarcia, ingranare la terza. Ingranare la quarta è anche un’espressione idiomatica che indica andare molto velocemente dopo una fase di rallentamento. L’ha usata Junna poco fa. Vuol dire che adesso va molto veloce con l’apprendimento.

In senso figurato è interessante usare ingranare :

I miei affari finalmente cominciano ad ingranare. Era ora.

In questo caso l’inizio, l’avvio degli affari è incerto, ma dopo un po’ le cose iniziano a funzionare, iniziano a prendere una piega positiva. Allora possiamo usare ingranare: gli affari iniziano ad ingranare.

Oggi proprio non riesco ad ingranare

Qui si fa riferimento all’efficienza, magari al lavoro. Al lavoro si usa spesso nel parlato, con gli affari, con le attività che finalmente funzionano.

Il cambio delle marce

Ripasso:

Ulrike (Germania): Che ne dite, bastano due minuti con italiano semplicemente per poter ingranare la lingua italiana? Immagino che non vi torni e infatti era una domanda retorica. capacitatevi però che si tratta di due minuti giornalieri, ci sentiamo quindi ogni giorno e non v’è strappo alla regola.

André (Brasile): qualche anno fa bere una caipirinha mi aiutava ad ingranare la quarta, oggi invece mi fa addormentare in men che non si dica. Che vuoi, è l’età.


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n. 53 UNO STRAPPO ALLA REGOLA – 2 minuti con Italiano Semplicemente

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Trascrizione

Amate le regole?

Siete persone che amano le regole e le rispettano sempre? Rispettate sempre i limiti di velocità in strada? Rispettate le diete? Pagate sempre tutte le tasse?

Oppure amate ogni tanto fare uno strappo alla regola?

Una regola è, tra le altre cose, un qualcosa da seguire, da rispettare, da osservare, come anche le regole grammaticali, ma ci sono molti tipi di regole, come le norme, le leggi, i codici, i regolamenti che indicano insiemi di regole.

Dunque le regole, generalmente, vanno rispettate, sono qualcosa a cui attenersi. Verbo interessante il verbo attenersi: ci si deve attenere alle regole.

Ad ogni modo quando una regola non la rispettiamo, possiamo dire che facciamo un’infrazione alla regola, infrangiamo la regola. La regola viene infranta. Anche infrangere è un verbo interessante.

Le infrazioni solitamente vengono punite, altrimenti è inutile fare le regole, no?

Ma un’infrazione, se è del tutto eccezionale, cioè se non si ripete più in futuro, la possiamo chiamare uno strappo alla regola. E gli strappi alla regole normalmente sono lecite, sono tollerate, si possono fare: niente punizioni, anzi, spesso si tratta di favori, di cortesie personali. Spesso traiamo vantaggio da uno strappo alla regola.

La parola strappo rende bene l’idea dell’importanza delle regole, perché lo strappo indica solitamente un tessuto che si rompe, come uno strappo ai pantaloni. Ma l’espressione, proprio per questo, dà un senso di libertà generalmente, (questo accade in Italia) libertà legata alla possibilità di non rispettare proprio sempre una regola.

In Italia non amiamo molto rispettare le regole in generale, almeno non sempre, non obbligatoriamente, non deve essere un’ossessione insomma.

La frase “strappo alla regola” si usa quando si infrange una regola, cioè quando non la si rispetta, quando si commette un’infrazione, ma, come ho detto, quando questo strappo è un’eccezione, quindi un infrazione del tutto eccezionale.

Inoltre solitamente questo strappo è legato ad eventi piacevoli. Spesso ad esempio uno strappo alla regola è qualcosa che si fa per aiutare qualcuno o per avere una soddisfazione personale. Un po’ come chiudere un occhio.

Se siamo a dieta, una sera possiamo fare uno strappo alla regola e mangiare un po’ di più. Solo questa sera però.

Al massimo si va in 5 persone in automobile, ma una volta se capita si può fare un piccolo tragitto in 6 persone. Anche questo è uno strappo alla regola. E speriamo che la polizia, se ci fermerà, farà anche lei uno strappo alla regola e non ci farà la multa.

Ripasso:

Sheila (Stati Uniti) lo so, è senz’altro vero che studiare la grammatica vada per la maggiore nelle scuole di italiano, ma se vedi che la tua voglia e il tuo tempo stanno diminuendo e che il tutto stia prendendo una brutta piega, fai uno strappo alla regola, e regalati due minuti al giorno con noi.


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