n. 40 – OGNI DUE PER TRE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Avete mai aentito questa espressione?

Ogni due per tre vuol dire “spesso”, “molto spesso”.

È un’espressione informale, e pensandoci bene, ha degli utilizzi particolari.

E appropriato usarla, sempre tra amici, quando parliamo di una cosa che fa parte della nostra quotidianità, e in queste occasioni accade quasi sempre qualcosa, diciamo “quasi sempre” , cioè molto spesso, la maggioranza delle volte.

Mi spiego meglio con alcuni esempi:

Quando vado al mare, ogni due per tre incontro Giovanni.

Esco di casa e mi scordo le chiavi ogni due per tre.

Quando devo usare il congiuntivo, mi sbaglio ogni due per tre.

Quando parcheggio la mia auto, ogni due per tre trovo un graffio sulla portiera al mio ritorno.

Pensiamoci un attimo: due e tre sono dei numeri, quindi si intuisce che ogni tre volte di una determinata occasione, due di queste volte accade qualcosa. Quindi la maggioranza delle volte accade questa cosa, perché una volta su tre non accade. Non sempre quindi, ma Quasi sempre.

“Ogni due per tre”, anche se non ha un vero senso. .

Ad essere precisi avremmo dovuto dire:

Quando vado al mare, due volte su tre incontro Giovanni.

Esco di casa e mi scordo le chiavi due volte su tre.

Quando devo usare il congiuntivo, mi sbaglio due volte su tre.

Quando parcheggio la mia auto, due volte su tre trovo un graffio sulla portiera al mio ritorno.

Questa è la modalità più corretta e diffusa (due volte su tre), ma la lingua, si sa, si sviluppa continuamente, soprattutto il linguaggio informale, quindi possiamo anche dire “ogni due per tre“.

Veramente c’è anche chi dice “ogni tre per due“, invertendo il tre col due. Ha ancora meno senso leggendo le parole, ma in realtà ha lo stesso significato: quasi sempre.

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2 minuti con Italiano semplicemente: tocca a voi (ripasso 1-39)

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Trascrizione

Bogusia: fra breve vi tocca parlare con un italiano? Per non essere colti alla sprovvista, senza parole, sono tutte per voi nei due minuti con italiano semplicemente. Allora tocca a voi!

Giovanni: Oggi facciamo un esercizio di ripasso. 10 frasi di ripasso. Io vi dirò esattamente ciò che dovrete dire. Dovete solo parlare in prima persona. Fate una pausa se volete rispondere e poi io darò la risposta

Allora: Parlate con un amico a proposito di un viaggio a Roma che avete fatto insieme.

Dovete dire che:

1) avreste potuto incontrarvi con Giovanni se non vi fosse toccato ritornare a casa.

Avremmo potuto incontrarci con Giovanni se non ci fosse toccato ritornare a casa.

2) Avreste dovuto incontrarvi a Roma, ma un malore ti colse alla sprovvista

Avremmo dovuto incontrarci a Roma ma un malore mi colpi alla sprovvista.

3) subisti un furto e non te ne capacitasti. Una brutta parentesi della tua vacanza a Roma.

Subii un furto e non me ne capacitai. Una brutta parentesi della mia vacanza a Roma.

4) avete potuto visitare tutto ciò che avevate progettato. E nel Colosseo vi rimaneste due ore.

Abbiamo potuto visitare tutto ciò che avevamo progettato. E nel Colosseo vi rimanemmo due ore.

5) avresti avvisato se solo avessi saputo che il treno avesse tardato. Oggettivamente non potevi saperlo. Non vedi come.

Avrei avvisato se solo avessi saputo che il treno avesse tardato. Oggettivamente non potevo saperlo. Non vedo come.

6) non hai potuto mangiare gli spaghetti perché tuo cugino ci si è fatto una pasta al pomodoro.

Non ho potuto mangiare gli spaghetti perché mio cugino ci si è fatto una pasta al pomodoro.

7) l’avresti aspettato, ma ancora una volta era in ritardo e la misura era veramente colma, così te ne andasti.

Ti avrei aspettato, ma ancora una volta eri in ritardo e la misura era veramente colma, così me ne andai.

8) quella sera avevi un vestito decisamente osé, questo balzava agli occhi di tutti coloro che ti guardavano.

Quella sera avevo un vestito decisamente osé, questo balzava agli occhi di tutti coloro che mi guardavano.

9) se avessi studiato meglio la mappa di Roma, avresti sicuramente imparato a destreggiarti tra le vie del centro.

Se avessi studiato meglio la mappa di Roma, avrei sicuramente imparato a destreggiarmi tra le vie del centro.

10) siete andati a Roma ad agosto ottimo perché non c’era nessuno, ma il caldo è stato il vero rovescio della medaglia.

Siamo andati a Roma ad agosto ottimo perché non c’era nessuno, ma il caldo è stato il vero rovescio della medaglia.

Ulrike: balza all’attenzione e a volte anche agli orecchi che quelli che seguono regolarmente i due minuti con italiano semplicemente fanno un gran balzo in avantinell’apprendimento della lingua italiana.

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L’inizio e la fine di ogni episodio dei due minuti con italiano semplicemente servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione.

n. 39 – APRIRE UNA PARENTESI – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Khaled (Egitto 🇪🇬): due minuti al giorno per non essere presi alla sprovvista qualora incontrassimo un italiano.

Fernando (Perù 🇵🇪): Adesso è arrivato il momento di studiare la grammatica!

Carlos Santos (Brasile 🇧🇷) Possiamo aprire una parentesi di due soli minuti?

Fernando: Va bene, ma che sia breve!!

Giovanni: ok allora lasciatemi aprire una parentesi di due minuti. Vi parlerò delle parentesi.

Se aprite una parentesi le cose sono due: o state facendo un esercizio di matematica, oppure, in senso figurato, stare cambiando discorso e volete approfondire velocemente un argomento diverso.

In entrambi i casi la parentesi va prima aperta e poi, dopo un po’ va anche chiusa.

Aprire una parentesi, in senso figurato, significa che volete fare un inciso, una puntualizzazione oppure una digressione e così facendo interrompete la continuità di un discorso, per poi riprenderlo una volta chiusa la parentesi.

Se volete aggiungere un chiarimento o una precisazione, durante un discorso, anche mentre parla un’altra persona, potete quindi aprire una parentesi.

In questo modo potete fare la vostra osservazione, piuttosto breve in genere, e generalmente si tratta di una momentanea digressione, cioè di un cambiamento di discorso, che terminerà alla chiusura della parentesi, che avverrà proprio quando finisce questa digressione.

A proposito: in matematica, permettetemi di aprire questa parentesi, le parentesi sono rappresentare da due segni speciali a forma di arco di cerchio. Chiudo subito la parentesi matematica e riprendiamo l’argomento principale.

Cosa? Volete sapere cos’è una digressione precisamente? Allora non c’è bisogno di aprire un’altra parentesi: una digressione è una deviazione nel discorso. Deviando dal discorso principale, ci allontaniamo da questo per un attimo per parlare di un altro argomento. Chiusa parentesi e chiusura dei due minuti di oggi. Ciao

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L’inizio e la fine di ogni episodio dei due minuti con italiano semplicemente servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione.

n. 38 – BALZARE AGLI OCCHI – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Balzare significa saltare. Se faccio un salto, faccio un balzo. E allora? C’è qualche differenza?

Ovviamente. Un balzo è un salto improvviso, un salto fatto di scatto, un salto che spesso dimostra destrezza, velocità, forma fisica.

Se fate uno scherzo ad una persona che dorme, probabilmente questa persona balzerà in piedi in un secondo per lo spavento, come anche una tigre, che balza sulla preda in un attimo. Il gatto fa un balzo per prendere il topo.

Ed in senso figurato? Ovviamente si può usare anche in senso figurato. Figuriamoci!

Se una cosa balza all’occhio, agli occhi, oppure se balza allo sguardo, allora evidentemente è una cosa che attira l’attenzione. Non si può non notare, è troppo evidente. Potete usare anche il verbo saltare comunque.

Sono sicuro che guardandomi in faccia non vi sfuggirà il mio naso. Infatti è un particolare che balza subito agli occhi.

Allo stesso modo balzano agli occhi facilmente, venendo in Italia, le differenze che ci sono tra un luogo e l’altro. Sono evidenti. Ci si accorge dubito delle cose che balzano agli occhi.

Se non c’è lo sguardo di mezzo, cioè la vista, insomma gli occhi, ma solamente qualcosa che si nota, qualcosa che facilmente non sfugge all’attenzione, allora la frase diventa: balza all’attenzione.

Ad esempio balza facilmente all’attenzione che il livello del calcio italiano sia sceso negli ultimi tempi.

Balza all’attenzione che negli ultimi anni si stia osservando un anomalo riscaldamento del pianeta. Sarà dovuto all’uomo?

Basta guardare la differenza tra due fotografie di una montagna innevata, oggi e 30 anni fa e balzano subito all’occhio le differenze.

E all’orecchio? Una cosa che ascoltate può balzare all’orecchio? Perché no!

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L’inizio e la fine di ogni episodio dei due minuti con italiano semplicemente servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione.

n. 37 – TOCCA A TE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: dai papà, quando tocca a me?

Giovanni: Tocca a te! Adesso tocca a te! Cosa aspetti? Sbrigati che tocca a te!

Se avete già incontrato queste esclamazioni, probabilmente sapete che “tocca a te” vuol dire “è il tuo turno”, è arrivato il tuo turno.

Significa che si sta facendo un’attività che coinvolge più persone e che queste persone si alternano, cioè fanno a turno, una volta ciascuno. Quindi tocca ogni volta a persone diverse.

Allora quando arriva il turno di una persona, quando arriva il momento in cui una persona è chiamata ad intervenire, a giocare o altro, si può dire “tocca a te“, “adesso tocca a te“, rivolgendosi a questa persona.

Si tratta di un modo informale di comunicare, non adatto ad occasioni più importanti, comunque il verbo “toccare” è interessante.

A chi tocca? Tocca a me? Oppure a te?

Toccare potremmo sostituirlo con spettare, più formale, o competere (ancora molto formale) ma non è esattamente la stessa cosa. Spettare indica più un obbligo, una competenza specifica.

Di solito si parla di responsabilità ed obblighi. Se spetta a me fare qualcosa, devo farlo io, è una mia competenza, una mia responsabilità.

A chi spetta oggi lavare il bagno? Dovrebbe spettare a Giovanni.

Ecco, invece toccare è solo una questione di alternanza, di turno. Non di responsabilità.

Lo usano spesso i bambini quando giocano e fanno una cosa ciascuno, alternandosi: prima uno, poi un altro, poi un altro ancora.

In realtà a livello informale i due verbi toccare e spettare a volte finiscono per confondersi. Attenzione però:

Oggi mi tocca lavare i piatti.

Questa frase indica un peso, qualcosa che devo fare ma proprio non ho voglia di fare. “Mi tocca” non significa “tocca a me” , non è una questione di turno, ma di voglia!

Se dobbiamo lavare i piatti una volta ciascuno, la frase più formale sarebbe:

oggi spetta a me lavare i piatti.

Ma qui c’è la responsabilità. Non è piacevole lavare i piatti.

Più informalmente:

Oggi tocca a me lavare i piatti

Ma se voglio sottolineare che non ne ho voglia posso dire:

Oggi mi tocca lavare i piatti.

Volendo posso aggiungere: che pizza! Che noia! E altre frasi di questo tipo!

Adesso vi tocca avere pazienza e ascoltare un altro esempio di questo tipo.

Lunedì prossimo mi toccherà tornare al lavoro. Uffa!

Ricordate che non potete usare “mi tocca”, “ti tocca” eccetera per cose gradevoli e positive.

Infine “mi tocca” , fate attenzione, può anche significare che stiamo parlando di una cosa per me “toccante“, cioè commovente, che mi fa piangere. Ma questo lo vediamo un’altra volta.

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