n. 77 IL COPERTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giuseppina: se andate a cena o a pranzo in un ristorante italiano, o anche una pizzeria o una trattoria o in qualsiasi altro locale dove potete mangiare seduti al tavolo, scoprirete che oltre a ciò che mangerete e che berrete, il menu conterrà una voce che si chiama “coperto“.

Cos’è il coperto? Il nome non aiuta molto a comprendere. Una cosa è sicura però: il coperto non è un piatto. Il coperto nin si mangia né si beve

Ogni persona che mangia, che consuma un pasto in un locale, ad ogni modo, usa una sedia, un tavolo, una tovaglia di carta o di stoffa, dei piatti, delle posate, cioè coltello, forchetta (spesso più di una), cucchiaio e bicchieri.

Inoltre ogni persona viene servita da un cameriere. Ecco, tutte queste cose costituiscono ciò che nel conto viene indicato come “coperto”.

Probabilmente si chiama così perché il tavolo sul quale si mangia viene “coperto” (verbo coprire) con la tovaglia che poi viene apparecchiata con piatti e tutto il resto.

Infatti prima che i clienti arrivino si preparano i coperti in modo che tutto sia pronto in ciascun posto.

Il coperto solitamente viene 1 euro, al massimo 2 o tre nei migliori ristoranti, e nel conto lo trovare indicato come prima o ultima voce. Nel menù solitamente si trova all’ultimo posto.

Poi a volte nel menu troverete la voce “servizio” al posto di coperto, oppure “pane è coperto”. Ed in effetti il pane che accompagna il pasto e che viene servito in un cestino fa parte di questa voce. Il pane quindi o i grissini o spesso anche una focaccia cioè una pizza con solo dell’olio d’oliva non li troverete nel conto ma fanno parte del cosiddetto “coperto“.

Ripasso espressioni precedenti:

Guy (Camerun 🇨🇲) : Se non ti tornano i conti al ristorante e ti vedi costretto a rifare la somma, potrebbe essere per via del coperto che non avevi calcolato. Un’abitudine soprattutto italiana. Ora però non ti coglierà alla sprovvista e non ti scervellerai più.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

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n. 76 L’AMMAZZA-CAFFÈ – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giovanni: se andate in un ristorante italiano, dopo aver cenato oppure pranzato, cioè dopo aver consumato la cena o il pranzo, cosa si può consumare? Cosa possiamo mangiare

Possiamo consumare un dolce, ma se vogliamo restare leggeri potrebbe bastare un semplice caffè.

Sicuramente nessun italiano prenderà un cappuccino, che si consuma solamente per colazione. Un caffè invece è sempre un buon modo di terminare un pasto, almeno per gli adulti.

E dopo il caffè? Cosa può seguire al caffè? Solitamente il pasto termina col caffè, ma per molti italiani, e quasi sempre si tratta di maschi adulti, dopo il caffè si prende un ammazza-caffè.

Un ammazza-caffè è un cosiddetto “amaro” , si chiamano anche così gli ammazza-caffè, cioè un liquore. Ma cos’è un liquore? si tratta di una bevanda alcolica, dalla gradazione di almeno 20 gradi ma solitamente intorno ai 40 gradi e aromatizzata con erbe oppure frutta o anche vegetali.

Mi porta un ammazza-caffè per favore?

Il cameriere vi risponderà: vuole il nostro liquore della casa? Oppure abbiamo l’amaro Montenegro l’amaro Lucano, oppure se vuole abbiamo anche l’amaro del Capo, il mirto, il limoncello la sambuca ed anche altri liquori.

Ma perché si chiama Ammazza-caffè? Si chiama così perché ammazza il sapore del caffè, cioè toglie di bocca il sapore del caffè. Il verbo ammazzare è molto forte, perché come forse sapete significa uccidere, ma qui nel senso di eliminare. Una funzione simile viene svolta dal “sorbetto al limone“, un dolce molto freddo, denso, simile al gelato, che spesso si serve tra una portata di pesce ed una di carne e, proprio come l’ammazza-caffè, serve ad ammazzare un sapore, ma stavolta quello del pesce oppure quello della carne.

Mi raccomando allora, dopo il caffè, non ci sta male un Ammazza-caffè.

Ripasso espressioni precedenti:

Sheila (stati Uniti 🇺🇸): Se al ristorante vi chiedono se volete ammazzare il caffè, non è una domanda retorica. Ed allora anche se siete a dieta potreste fare uno strappo alla regola. Chiedete il liquore che va per la maggiore se siete ccombattuti sulla scelta oppure ne chiedete uno come si deve. Il cameriere dirà: ci penso io e voi sicuramente non ve ne pentirete.

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n. 75 – ESSERE VOTATO A – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giuseppina: essere votato a. Oggi vi spiego questa frase.
Il verbo “votare” è abbastanza diffuso in Italia, anche perché più o meno ogni anno cambia il governo in Italia, quindi c’è bisogno di votare nuovamente, c’è bisogno cioè di andare al voto, di decidere chi deve governare l’Italia. Votare è questo: con il voto si esprime la propria preferenza, la propria opinione. Votare è segno di democrazia, nella speranza che tutte le votazioni siano regolari,che si tratti di un referendum, di un’assemblea o il governo.
Ma in modo riflessivo molto spesso il significato dei verbi cambia. Quindi votarsi è diverso da votare. Posso anche votare me stesso in una elezione, questo è vero, e quindi posso usare votarsi in questo modo.
Ad esempio:
Alle ultime elezioni il presidente ha votato per se stesso.
Quindi il presidente si è votato.
Se invece sono io a votarlo posso dire che il presidente è stato votato da me.
Ma votarsi ed essere votato ha anche un altro significato.
Ad esempio se dico che mio figlio è votato allo studio voglio dire che mio figlio si dedica allo studio, che a mio figlio piace studiare e quindi si impegna con tutte le sue forze, con abnegazione allo studio mio figlio dedica tutto se stesso allo studio. Quindi il suo destino è quello di studiare, lui deve fare questo, deve studiare. Quando dico che una persona è votata a qualcosa ad una attività, normalmente voglio dire che è come se avesse fatto una promessa. Possiamo anche usare il verbo consacrarsi, proprio per sottolineare l’importanza della promessa, come se fosse qualcosa di sacro, di religioso.
Questo senso di promessa, di impegno, di predisposizione e di destino può cambiare però cambiando l’attività di cui stiamo parlando. Spesso poi non si tratta di attività.
Posso essere votato alla Madonna se provo un sentimento di profonda ammirazione e devozione verso la Madonna la madre di Gesù, ed è a lei che mi dedico completamente in segno di rispetto e devozione.
È comunque una promessa legata alla fede.
Se invece sono votato alla morte allora sono stato offerto in voto alla morte. È una frase che si usa quando c’è un pericolo molto forte a cui ai va incontro con un’alta probabilità di morire. Ad esempio i soldati in guerra, almeno quelli in prima linea che combattono col nemico, sono votati alla morte.
Infine, se mi impegno molto per qualcosa, posso sempre dire che sono votato ad una causa. Si usa la parola causa per indicare uno scopo, non esattamente proprio, ma di un’organizzazione: ad esempio ci sono molte persone votate alla causa di un partito politico, o che sono votate alla causa umanitaria, perché fanno beneficenza, eccetera.
Mio figlio Giovanni ad esempio è votato alla causa di italiano semplicemente.

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n. 74 – OLTRETUTTO, SOPRATUTTO, AL DI SOPRA DI TUTTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giovanni: Come facciamo a capire la differenza tra oltretutto, soprattutto e al di sopra di tutto? Apparentemente sembrano modi equivalenti di esprimere lo stesso concetto vero? Infatti sopratutto, una sola parola che si può scrivere con una sola t oppure con due t, significa particolarmente, in particolare, specialmente: è come mettere una cosa, un aspetto, al di sopra degli altri per importanza.

Ok, ma “al di sopra” si usa in molti contesti diversi. Vediamo qualche esempio con la bella voce squillante di Flora, che, oltretutto, ci farà esempi anche con la parola “oltretutto

Flora: Si crede al di sopra di tutti, nonostante non riesca a portare avanti alcun lavoro.

Il sentiero che conduce al bosco si trova al di sopra del fiume.

Flora ha guardato al di sopra delle sue possibilità economiche.

Essere al di sopra di ogni sospetto.

Per ogni uomo, al di sopra della propria vita, dovrebbe esserci la dignità e l’onestà.

Mi auguro soprattutto che stiate tutti bene.

Sono abituato a mangiare poco, soprattutto a cena.

Mi piace la pizza, soprattutto quella ai peperoni.

Mi piace molto dipingere, raffiguro soprattutto paesaggi.

La colazione è splendida e ricca, ma soprattutto genuina.

Il suo comportamento oltretutto non mi è sembrato corretto.

Non voglio fare sport: oltretutto non ho neppure tempo per farlo.

Ho visto dei monili argentati molto carini, oltretutto a prezzi molto bassi.

Penso che, oltretutto, dovrebbe essere riconoscente per tutto ciò che ho fatto.

Non mi importa davvero dove vai, ed oltretutto ho Ulrike che mi tiene compagnia.

Giovanni: Ah dimenticavo che Flora è membro dell’associazione Italiano Semplicemente e oltretutto è anche insegnante della lingua italiana.

Ripasso espressioni precedenti:

Andrè (Brasile 🇧🇷): facciamo un gioco, potresti descrivere te stessa usando pochissime parole?

Cristine (Brasile 🇧🇷): ok, allora io sono bella, ricca, famosa e oltretutto sono anche modesta.

Gema (Spagna 🇪🇸): beh, grazie, ma io direi che sei soprattutto modesta! Viene subito a galla questa tua qualità da queste poche parole.

Cristine: certo, lo so, vuoi che non lo sappia? Che vuoi, quando c’è l’intelligenza, c’è anche tutto il resto.

Ulrike (Germania 🇩🇪): mmmmm… a me sembrava una risposta sibillina veramente! Oltretutto voce 3 ha sempre un fare molto ironico.

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n. 73 – ATTINENZA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Questo episodio attiene alla rubrica “due minuti con italiano semplicemente.

L’attinenza è l’argomento di oggi, lo avete letto anche dal titolo. Il termine attinenza è legato evidentemente al verbo attenere Quando usate questo verbo oppure il termine attinenza c’è sempre un legame logico tra due cose.

Prima ho detto che questo episodio attiene alla rubrica due minuti con italiano semplicemente, ed infatti è il settantatreesimo episodio di questa rubrica. L’episodio appartiene a questa rubrica, l’episodio riguarda questa rubrica. C’è ovviamente un legame tra le due cose

Come si chiama questo legame logico? Si chiama attinenza. Attinenza è un sinonimo di “legame” ma si usa in senso più ampio.

il temine “legame” infatti si usa di più per le relazioni affettive e i rapporti sociali:

tra me e mia figlia c’è un legame familiare ed affettivo.

Il nostro legame è molto forte siamo molto legati l’uno all’altra.

Anche l’amicizia è un legame. Insomma il legame riguarda i sentimenti, la parentela, la fedeltà, il sangue. E l’attinenza? Questo termine si deve usare solo quando il legame è logico.

Gli stranieri non usano mai l’attinenza perché in fondo si capisce lo stesso se diciamo “legame” e neanche il verbo attenere, facilmente sostituibile col verbo “riguardare“. Vediamo qualche esempio:

Non c’è nessuna attinenza tra il mio passatempo preferito, cioè insegnare la lingua italiana agli stranieri e gli studi che ho fatto all’università. Infatti è proprio così. La mia laurea non c’entra nulla con l’insegnamento di una lingua. Posso anche dire che la mia laurea non attiene all’insegnamento della lingua italiana, cioè non serve a questo.

Non c’entra nulla” è una modalità diffusissima ma informale per esprimere lo stesso concetto di legame logico C’è anche “nulla a che vedere con”, “nulla a che fare con”

Quando due cose sono molto diverse posso dire che non c’entrano nulla l’uno con l’altro, oppure che una cosa non ha nulla a che vedere con un’altra o nulla a che fare con un’altra. L’attinenza conunque è più formale come modalità espressiva.

Che attinenza c’è tra la letteratura e la storia? Beh potremmo dire che senza la storia non ci sarebbe la letteratura o che gli eventi storici sono fortemente legati alla letteratura, hanno cioè influito sulla letteratura e che probabilmente anche la letteratura ha influito sulla storia C’è anche la storia della letteratura. Quindi ci sono molte attinenze tra la storia e la letteratura. Spesso possiamo usare anche la parola “affinità“, molto simile ad attinenze, o anche “similitudini“, o “analogie” ma queste tre parole si usano quando ci sono caratteristiche in comune, e meno con i legami logici:

La lingua francese ha molte similitudini con quella italiana, stesso modo di costruire la frase eccetera. Molte analogie, affinità anche grammaticali. Quindi si parla di caratteristiche comuni mentre se volete sottolineare il legame logico meglio usare l’attinenza.

Emanuele: sai papà che gli gnocchi al ragù di nonna erano proprio buoni?

Giovanni: Ma che c’entrano gli gnocchi al ragù di nonna? Non c’è alcuna attinenza tra gli gnocchi di nonna e l’episodio di oggi, Emanuele.

Ripasso episodi precedenti:

Monica (🇪🇸Spagna): che attinenza c’è tra soprattutto ed oltretutto?
Rauno (🇫🇮Finlandia): domani Flora ci spiegherà annessi e connessi tra queste due parole, stai tranquillo.
Natalia (🇨🇴 Colombia): sarà sicuramente una spiegazione come si deve.

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