Protetto: ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana (domande & risposte) – Art.8

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n. 80 TI DIRÒ – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

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Giovanni: allora, che te ne pare di questi episodi brevi della durata di due minuti?

Andrè (Brasile): Guarda, ti dirò che non non sono niente male questi episodi. Mi sto affezionando.

Giovanni: grazie, mi fa piacere che hai cambiato idea, perché all’inizio non eri molto convinto infatti eh?

Adesso allora posso spiegare a tutti quando si usa questa espressione che hai appena utilizzato: “ti dirò“. Dirò è il verbo dire, e “ti dirò” indica, o sembrerebbe indicare che sei tu la persona alla quale dirò qualcosa.

Ma questo non ci fa capire in realtà quando e perché si usa questa espressione.

E’ vero che posso sempre dire:

Ti dirò cosa farò appena sarò a casa

Ti dirò i miei segreti

Domani ti dirò cosa farò

Invece l’espressione di oggi ha un uso e un senso diverso.

E’ una modalità colloquiale utilizzatissima dagli italiani, ma difficile che la troviate scritta da qualche parte.

Si usa però moltissimo nel parlato, nella lingua di tutti i giorni.

Si usa quando siamo stati positivamente colpiti da qualcosa nonostante la nostra idea fosse inizialmente diversa, o comunque si usa in tutte le occasioni in cui la persona che ascolta si aspettava una sensazione diversa, un’opinione diversa; si aspettava di ascoltare qualcosa di diverso.

Ad esempio se vado a fare un viaggio a Roma e mi hanno raccontato che i romani sono molto scortesi con i turisti, al mio ritorno a casa se qualcuno mi chiede: allora com’è andata? I Romani sono veramente maleducati e scortesi con i turisti?

Ti dirò che non me l’aspettavo. Che cortesia i romani!” Confesso che anch’io sono molto sorpreso!

Quindi c’è un cambiamento di idea, uno stupore per aver verificato qualcosa di diverso dalle aspettative di chi parla o di chi ascolta.

Possiamo fare altri esempi di questo tipo:

Allora, com’era quella ragazza che hai conosciuto sulla chat? Bruttina come le altre?

Mah, ti dirò che stavolta invece non era niente male! Una bella ragazza!

Che mi dici del concerto rock a cui hai dovuto accompagnare tuo figlio? Brutta musica vero?

Ti dirò che invece mi è piaciuto, non me l’aspettavo.

Facile confondere a volte questa espressione con il semplice uso del futuro del verbo dire. Se vi può aiutare l’espressione si usa sempre in senso affermativo (quindi la forma “non ti dirò” non esiste con questo senso), inoltre spesso ci sono alcuni termini che possono aiutarvi a riconoscere l’espressione, tipo “credevo“, “invece“, “non me l’aspettavo“, ed altri termini che aiutano a capire lo stupore e la modifica che c’è stata nell’opinione iniziale.

Questa espressione infine non si usa quando siete entusiasti, contentissimi della vostra esperienza, ma quando semplicemente non confermate la cattiva opinione che avevate prima; solo uno stupore positivo, senza eccessi, altrimenti meglio usare altre espressioni più entusiastiche.

Ripasso espressioni precedenti:

L’incendio dell’Amazzonia ha preso veramente una brutta piega. Possibile che il nostro pianeta sia votato alla scomparsa? A chi attiene la responsabilità di tutto questo? Possibile che tutti continuino a cincischiare senza fare niente di concreto? Se potessi, mi darei alla fuga in un altro pianeta! 

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n. 79 DARE SEGUITO A – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giovanni: ancora un’espressione che utilizza il verbo “dare”: “dare seguito a“.

Molto usata in ambito professionale, soprattutto nella forma scritta.

Vediamo qualche esempio:

Occorre dare seguito alle dichiarazioni fatte dal direttore Marketing

Voglio dare seguito alle mie parole con dei fatti.

Il presidente dia seguito alle promesse fatte in campagna elettorale.

Avete capito che “dare seguito” ha a che fare con il tempo. La parola seguito ci suggerisce questo infatti.

La parola “seguito” (attenti alla pronuncia) indica una successione dj eventi; riguarda ciò che accade “dopo“; riguarda cioè che segue, ciò che viene dopo, quello che accade successivamente. Questo è il seguito: indica lo sviluppo degli eventi, ciò che accade in un momento successivo:

Ne parleremo in seguito” vuol dire “ne parleremo dopo”. Semplice.

Ha piovuto due giorni di seguito” invece vuol dire che non ha smesso di piovere per due giorni.

La parola seguito si usa in moltissimi casi, ma in questo breve episodio voglio farvi riflettere sulla frase “dare seguito a” qualcosa, che indica due azioni, una che segue l’altra. Due azioni successive. Le due azioni sono legate logicamente, anzi riguardano la stessa questione.

Quando si dà seguito a qualcosa, vuol dire che dopo la prima azione, ne segue un’altra analoga, un’altra che è la conseguenza della prima. Molto spesso per compiere un’azione occorre fare più passi, bisogna percorrere più tappe.

Si usa spesso nella politica, nel linguaggio dei giornali, al lavoro, per indicare quando delle azioni sono collegate. Si usa molto quando si parla di coerenza delle decisioni, come quelle politiche o aziendali: quando ad esempio:

Si dà seguito a delle dichiarazioni con dei fatti:

Se un politico dice: “Domani mi dimetterò!”

Poi il giorno dopo il politico si dimette veramente. Allora posso dire che questo politico ha dato seguito con i fatti alle sue parole.

Se invece il politico non si dimette, allora è un bugiardo, ed allora possono dire che:

Alle sue parole non sono seguiti dei fatti concreti

oppure, usando la frase di oggi, che:

Il politico non ha dato seguito alle sue parole con dei fatti concreti

Oppure ancora – attenti – che:

Le parole del politico non hanno avuto seguito

Qui ho usato avere seguito: le parole non hanno avuto seguito.

Quindi “dare seguito” e “avere seguito” possono usarsi in ogni frase di questo tipo: quando due azioni sono collegate.

Ripasso espressioni precedenti:

Andrè (Brasile): Giovanni, hai appena dato seguito a quanto avevi detto ieri, quando ci avevi promesso che ci avresti spiegato questa espressione. Quindi sai tener fede alle promesse fatte. Se lo avessi detto ieri sarei stata accusato di essere un ruffiano. Meno male, altrimenti mi sarei visto costretto a cambiare idea su Italiano Semplicemente e credo che mi sarei anche dato alla ricerca di un altro corso di italiano!

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n. 78 DARSI A – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giovanni: Buongiorno a tutti, oggi Flora ci spiega una bella espressione in cui si utilizza il verbo darsi. Sicuramente molti di voi conoscono alcune espressioni tipo “darsi da fare“, che significa impegnarsi, mettersi con impegno a fare qualcosa. Ma Flora oggi si è data da fare per spiegarci il verbo darsi ma seguito da un’altra preposizione semplice. La preposizione “a”.

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Flora: i due minuti odierni sono dedicati all’espressione “darsi a“.

È un’espressione che indica il dedicarsi o l’abbandonarsi a qualcuno o a qualcosa:

Darsi allo studio, darsi alla politica, darsi alla carriera diplomatica.
darsi alla disperazione, al bere, al vizio, al gioco, ai bagordi, alla pazza gioia
seguito da un verbo significa: cominciare, intraprendere qualcosa: darsi a correre, darsi a fare un lavoro .
con un sostantivo: darsi alla fuga, darsi alla latitanza

Esempi:

Clara, dopo la fine della scuola, si è data alla cura del giardino di casa sua.

Per raccontare le sue molte avventure, Giovanni si è dato a scrivere un libro.

La Commissione deciderà sul seguito da darsi a tale domanda.

Darsi anima e corpo, alla cura del proprio fisico e benessere è possibile solo se si ha tanto tempo a disposizione.

Dopo aver ascoltato, alla televisione, che gli stravizi alimentari fanno male alla salute, Costante ha deciso di darsi al ciclismo per perdere peso.

L’essersi dato al gioco d’azzardo è costato caro a Sante il bandito. La polizia l’ha arrestato in una bisca clandestina.

Giovanni: Quindi darsi a significa proprio dare se stessi, donarsi, impiegare se stessi in una attività specifica. Ma attenzione all’esempio che ha fatto Flora prima: il seguito da darsi a qualcosa. Questa è un’eccezione, in questo caso l’espressione è dare seguito a qualcosa, che spiegheremo domani.

Ripasso espressioni precedenti:

Lia (Brasile): grazie Flora che ci hai spiegato questa espressione. Essendo votata all’insegnamento dell’italiano, per te è oltretutto un piacere e si sente dalla tua voce la passione che vi metti.

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n. 77 IL COPERTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giuseppina: se andate a cena o a pranzo in un ristorante italiano, o anche una pizzeria o una trattoria o in qualsiasi altro locale dove potete mangiare seduti al tavolo, scoprirete che oltre a ciò che mangerete e che berrete, il menu conterrà una voce che si chiama “coperto“.

Cos’è il coperto? Il nome non aiuta molto a comprendere. Una cosa è sicura però: il coperto non è un piatto. Il coperto nin si mangia né si beve

Ogni persona che mangia, che consuma un pasto in un locale, ad ogni modo, usa una sedia, un tavolo, una tovaglia di carta o di stoffa, dei piatti, delle posate, cioè coltello, forchetta (spesso più di una), cucchiaio e bicchieri.

Inoltre ogni persona viene servita da un cameriere. Ecco, tutte queste cose costituiscono ciò che nel conto viene indicato come “coperto”.

Probabilmente si chiama così perché il tavolo sul quale si mangia viene “coperto” (verbo coprire) con la tovaglia che poi viene apparecchiata con piatti e tutto il resto.

Infatti prima che i clienti arrivino si preparano i coperti in modo che tutto sia pronto in ciascun posto.

Il coperto solitamente viene 1 euro, al massimo 2 o tre nei migliori ristoranti, e nel conto lo trovare indicato come prima o ultima voce. Nel menù solitamente si trova all’ultimo posto.

Poi a volte nel menu troverete la voce “servizio” al posto di coperto, oppure “pane è coperto”. Ed in effetti il pane che accompagna il pasto e che viene servito in un cestino fa parte di questa voce. Il pane quindi o i grissini o spesso anche una focaccia cioè una pizza con solo dell’olio d’oliva non li troverete nel conto ma fanno parte del cosiddetto “coperto“.

Ripasso espressioni precedenti:

Guy (Camerun 🇨🇲) : Se non ti tornano i conti al ristorante e ti vedi costretto a rifare la somma, potrebbe essere per via del coperto che non avevi calcolato. Un’abitudine soprattutto italiana. Ora però non ti coglierà alla sprovvista e non ti scervellerai più.

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