n. 107 – TETTO DI SPESA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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“Per il calabrese medio il tetto di spesa è di centodiciannovemila euro.”

L’episodio di oggi riguarda il “tetto di spesa“. Avete ascoltato questa frase in cui si parla del “tetto di spesa“. Cos’è?

Dunque: si parla di soldi, di denaro, di spesa: quanto possiamo spendere? Qual è la somma che abbiamo a disposizione? Quanti soldi possiamo permetterci di spendere? Qual è, o quanto è il nostro limite massimo di spesa, cioè il nostro tetto di spesa?

Non parliamo della “spesa” al supermercato, al supermarket, per acquistare generi alimentari. E’ di quella spesa di cui si parla quando si dice: “vado a fare la spesa”, “c’è bisogno di fare la spesa“.

photo of a roof
Il “tetto” – Photo by Matheus Bertelli on Pexels.com

Quando si parla di “tetto di spesa” si parla invece semplicemente di quantità di denaro che si può spendere, che può essere spesa. Le spese: sono ciò che esce dalle nostre tasche, e sono anche chiamate “uscite“, per questo motivo. All’opposto ci sono le entrate, cioè tutto ciò che entra nelle nostre tasche. Questi termini: entrate e spese sono usati normalmente nella finanza e negli uffici quando si parla di “movimenti finanziari”.

Allora il “tetto di spesa” rappresenta la cifra massima che possiamo spendere. Il tetto sapete cos’è?

Il tetto si trova sulle case, sulle abitazioni, è la copertura di un edificio, di un palazzo, di una casa. E dove sta il tetto? Sta in alto, quindi la casa termina col tetto. Non si può andare più in alto. Quindi in modo figurato, quando si parla di denaro, il “tetto” indica la cifra massima. E il tetto di spesa indica la cifra massima che si può spendere.

La parola “tetto” si usa anche in altri contesti: è sempre il punto più alto di qualcosa: ad esempio il tetto della carriera è il livello massimo del nostro percorso lavorativo (la carriera.

Quando si usa il tetto di spesa?

Si usa quando si parla di questioni lavorative o decisioni che riguardano la spesa di un comune, di un ministero, di un’azienda eccetera.

Si parla spesso anche di “Budget“, termine che non appartiene propriamente alla lingua italiana ma si usa molto. Il termine budget equivale proprio a “tetto di spesa”. Si usa anche “disponibilità finanziaria” ma questo è più tecnico.

Indica la cifra che è disponibile per essere spesa; quindi il badget è esattamente, o quasi la stessa cosa.

Dico quasi perché il budget ha un senso anche più ampio in termini finanziari.

Allora per non avere dubbi che si sta parlando proprio della cifra massima che non si può superare nella spesa, meglio parlare di “tetto di spesa”.

Ma si usa “il tetto di spesa” o il tetto di qualsiasi altra cosa? Si usa, si usa. Eccome se si usa.

In Italia molti dirigenti pubblici hanno superato il tetto stabilito per gli stipendi dei dipendenti dello Stato

Occorre fissare un tetto per le emissioni di CO2 delle aziende

Il governo ha deciso il tetto di spesa per i farmaci che possono essere rimborsate dallo Stato

Ripassiamo le espressioni passate:

Carmen (Germania): Attenzione a non confondere il tetto con “la tetta“, al femminile. Occorre usare sempre il maschile poiché si dà il caso che se usiamo il femminile stiamo parlando del seno femminile, Attenzione quindi: il tetto e non “la tetta” o “le tette”, appunto. Balzerebbe subito agli occhi che non avete capito la differenza, e voi potreste essere oggetto di scherno, cioè qualcuno potrebbe prendervi in giro.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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n. 106 – IPOTESI PEREGRINA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: allora, tutti sapete cos’è un’ipotesi. Un’ipotesi è una possibilità, una eventualità. Rappresenta una costruzione mentale che riguarda qualcosa che potrebbe accadere e si usa questo termine quando vogliamo pensare alle conseguenze di questi fatti eventuali, queste ipotesi appunto.

Provate ad immaginare cosa sarebbe la lingua italiana se, per ipotesi, Dante Alighieri non fosse mai nato. Io userei le stesse parole adesso per spiegare questo episodio?

Una ipotesi può essere verosimile, cioè poco lontana dalla realtà oppure molto fantasiosa, molto lontana dalla realtà. In questo caso possiamo parlare di ipotesi strana, bislacca o bizzarra, termini simili a “fantasiosa”.

A volte, quando si parla di ipotesi, si sente anche l’aggettivo “peregrina”, un’ipotesi peregrina, per indicare che questa ipotesi questa possibilità questa eventualità è veramente poco probabile. Peregrina si associa spesso anche ad un’idea: un’idea peregrina con lo stesso significato: poco realistica, lontana dalla realtà.

Ma come ti vengono in mente queste idee peregrine?

Peregrina viene da pellegrino, cioè uno straniero che viene da lontano. I pellegrini sono coloro che vengono almeno da fuori città insomma persone che non si sono mai viste prima.

Allora anche un’ipotesi o un’idea quando è molto strana, possiamo chiamarla peregrina ma con la erre e non con la doppia elle di pellegrino. L’ipotesi e l’idea sono femminili quindi si usa peregrina, al femminile.

Ad un’ipotesi, questo è importante, deve seguire una conseguenza, qualcosa che avverrebbe se l’ipotesi fosse vera. Senza una conseguenza l’ipotesi potrebbe essere chiamata “esempio“.

Facciamo l’ipotesi che italiano semplicemente non esistesse. Cosa farei io per divertirmi?

Emanuele: Questa è veramente un’ipotesi peregrina papà!

Adesso ripassiamo le espressioni passate.

Khaled (Egitto 🇪🇬 ): C‘è chi dice che non esistono altri mondi abitati nell’universo. Io sono restio/a a credere che siamo gli unici esseri viventi mai esistiti. Questo discorso attiene anche alla religione in cui si crede. Com’è difficile e misterioso l’universo; nessuna ipotesi è abbastanza peregrina secondo me. Forse un giorno qualcuno, bontà sua, ci spiegherà tutto.

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n. 105 – ACCONDISCENDENTE- 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: papà, mi compri un gelato?

Giovanni: ok

Emanuele: papà, mi regali la play station?

Giovanni: Certo figliolo

Emanuele: papà, Oggi andiamo al cinema?

Giovanni: naturalmente come vuoi tu Emanuele.

Giovanni: avete appena ascoltato un papà troppo accondiscendente. Questa è la parola del giorno che viene dal verbo accondiscendere anche senza la a iniziale: condiscendere. Cioè? Cioè dire sempre di sì dire troppe volte sì.

Quindi una persona accondiscendente è una persona che accondiscende, cioè è arrendevole, cede troppo facilmente alle richieste degli altri.

Io sono stato troppo accondiscendente verso mio figlio. Si potrebbe dire anche accomodante. Ad ogni modo chi si mostra accondiscendente lo fa perché cerca di evitare di litigare di evitare le controversie.

Si può usare accondiscendente verso qualcuno oppure nei confronti di qualcuno.

Non si usa mai in modo positivo comunque.

Non essere sempre così accondiscendente!

Sei sempre troppo accondiscendente nei confronti di tutti.

Adesso ripassiamo le espressioni passate parlando di educazione dei figli.

Bogusia (🇵🇱 Polonia): tuo figlio esprime un desiderio ma tu sei di diverso avviso hai tre possibilità: accondiscendere anche se non sei d’accordo, tagliare corto e dire di no senza discutere, senza permettere a chicchessia di intervenire, ed infine tendere la mano a tuo figlio dicendo: può darsi che il tuo desiderio sia esaudito: se farai tutti i compiti e se metterai a posto la tua cameretta, che è molto disordinata.

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n. 104 – TAGLIARE CORTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: vi hanno mai chiesto di tagliare corto?

tagliare

No? Certo, forse non l’hanno fatto usando la lingua italiana, ma questa è una frase che si usa di frequente (cioè spesso, frequentemente) soprattutto al lavoro.

Fa parte comunque del linguaggio informale, quello parlato.

In poche parole è un invito a accorciare un discorso, un invito a velocizzare una comunicazione: una persona sta parlando, sta spiegando una cosa, una qualsiasi cosa, sta dando una qualsiasi comunicazione ma sta impiegando molto tempo, parla molto, si sta dilungando. Allora se si sta dilungando con le spiegazioni, in questo caso si può chiedere di “tagliare corto”:

Taglia corto Giovanni! Non abbiamo molto tempo!

E’ un invito un po’ brusco, fate attenzione. Non è molto educato rivolgersi in questo modo ad una persona e se non la conoscete vi sconsiglio di usarla. Potrebbe essere offensivo. Dipende anche dal tono che usate comunque.

Poi l’espressione “tagliare corto” si usa anche per spiegare il comportamento di una persona, che, al contrario, anziché dedicare del tempo a qualcosa di importante, anziché spiegare bene una cosa, anziché cioè dedicare tutto il tempo necessario ad una conversazione, quando parla con una persona, ebbene questa persona “taglia corto” ,cioè interrompe bruscamente la conversazione per far capire che non ha voglia di parlare o di dedicare del tempo in più alla persona con cui parla. Ad esempio dice:

Ok, poi ne riparliamo!

E’ un po’ maleducato “tagliare corto” quando si parla con una persona, perché questa espressione esprime la voglia di liquidare questa persona, cioè di liberarsi di lei il prima possibile.

Il verbo tagliare ovviamente indica la volontà di accorciare la comunicazione, di tagliarla, la volontà di usare meno parole, di “arrivare subito al dunque”.

Questa è un’altra espressione, quasi del tutto equivalente a “tagliare corto”.

Un’altra alternativa è: “farla breve”. Sempre molto informale comunque. “Breve” significa che dura poco.

Se si vuole invitare a essere più brevi comunque, si può chiedere di “arrivare al nocciolo della questione”, o “arrivare al fulcro del discorso”: è molto più educato di “falla breve!” o “taglia corto!”

Quindi posso dire, in modo confidenziale:

Giovanni, cerca di farla breve, poiché non abbiamo molto tempo!

oppure, sempre tra amici:

Giovanni, cerca di tagliare corto, poiché non abbiamo molto tempo!

Oppure, più educatamente:

Giovanni, cerca di arrivare al nocciolo della questione, poiché non abbiamo molto tempo!

Spesso si usa anche “tagliar corto” senza la “e” finale del verbo tagliare. Forse proprio perché si deve dare subito un buon esempio, ed allora iniziamo a tagliare subito il verbo!

Ok la faccio breve anche io, per tener fede al nome della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente”.

Adesso ripassiamo le espressioni passate parlando di strategie comunicative.

Khaled (Egitto): Se ti chiedono delle spiegazioni e tu ne sei totalmente sguarnito, una buona strategia può essere tagliare corto oppure restare sul vago. Può darsi che il tuo interlocutore, bontà sua, non se ne accorga e sia colto alla sprovvista. Se invece è una persona intelligente questa tua strategia sicuramente lascia il tempo che trova.

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