Protetto: La vita oltre la vita

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n. 99 – ESSERE RESTII – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: lo so ragazzi che l’italiano è una lingua difficile, ma proprio per questo esiste Italiano Semplicemente.

Ai più restii, per convincerli tutti dico che si può imparare questa bella lingua anche se non si ha molto tempo, usando le sette regole d’oro. A loro dico: ascoltate più che potete e ripetete l’ascolto.

Questo lo dico a tutti, ma soprattutto lo dico ai più restii, le persone più restie, che sono quelle più difficili da convincere, perché le persone restie hanno ancora dei dubbi.

Le persone restie, questo è l’argomento dell’episodio di oggi, non si convincono facilmente, hanno difficoltà a fare il passo successivo, quello definitivo.

Se anche tu sei ancora un po’ restio ad assimilare, comprendere e applicare le sette regole d’oro, allora puoi fare una prova di una settimana: ti scarichi qualche episodio, lo ascolti quando hai tempo, sfruttando i momenti in cui il tuo cervello non è molto impegnato e poi vediamo se dopo una settimana sarai ancora restio come prima.

Se non si è ancora capito bene, una persona si dice restia quando non è del tutto convinta di qualcosa oppure quando non è disposta a cedere alle volontà di qualcun altro oppure ad assumersi un impegno.

Esistono persone restie a credere che gli esercizi di grammatica sono essenziali, e persone che sono restie a obbedire, a lasciarsi persuadere, a lasciarsi convincere in generale. In questo caso fa parte del proprio carattere l’essere restii ad obbedire, ed abbiamo a che fare con una persona restia.

Volete sapere se anche io sono restio per natura? Beh, dipende. Restio a cosa?

Personalmente sono restio a fidarmi delle persone che credono di saper tutto. Per finire, restio, restii, restia e restie terminano sempre con due vocali e si usa la preposizione “a” o “verso“:

Sono sempre restio verso questo tipo di soluzione

Il giocatore sembra restio verso un trasferimento alla Roma

Adesso ripasso espressioni precedenti parlando di pragmatismo:

Junna (Cina) e Daria (Russia): Le persone restie all’azione spesso indispongono le persone pragmatiche, che invece amano agire per raggiungere i risultati.
Queste ultime amano tener fede ai loro propositi, alle loro idee. Invece Il restio all’azione, per carattere, non ama rompere gli indugi, raggiungendo in tal modo gli obiettivi che si era prefisso. Per questi (Nota: “questi” nel senso singolare: vedi articolo) c’è sempre un motivo che giustifica la non azione, e magari ne fa una questione di forma. L’altro, d’altro canto, cioè il pragmatico, ovviamente non si capacita di questo comportamento. D’altronde, che vuoi, la sostanza per lui è l’unica cosa che conta davvero. 

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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n. 98 – A PUNTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: ieri abbiamo visto la parola appunto, un’unica parola che come abbiamo visto ha più significati.

La parola appunto ha la stessa pronuncia di “a punto“, due parole: a, punto. A senza lettera h: si tratta della preposizione “a”, altrimenti parleremmo del verbo pungere (io ho punto, tu hai punto, lui  ha punto ecc.).

La questione della pronuncia, che non cambia, è dovuta alla regola del “rafforzamento“, a cui abbiamo dedicato un episodio molto interessante su Italiano Semplicemente. Date un’occhiata se siete curiosi.

Cosa significa “a punto” in questo caso?

Non so se avete mai sentito o letto l’espressione “mettere a punto“.

Il “punto” come singola parola ha mille significati, e uno di questi è relativo alla fine di una frase: alla fine di una frase si mette un punto.
Ma quando questa parola è preceduta dalla lettera “a”, intesa come preposizione semplice, ha un senso preciso, legato comunque alla “fine” di qualcosa.

Mettere a punto una soluzione, Mettere a punto una procedura, un sistema, un calendario di appuntamenti, un piano. o anche un apparecchio qualsiasi.

Quando si mette a punto qualcosa, che sia materiale o meno, questa cosa, dopo la messa a punto, dovrebbe essere in grado di assolvere il suo compito, quindi uno strumento, se messo a punto, poi dovrebbe funzionare.

Una applicazione per il cellulare, prima della messa a punto potrebbe avere qualche problema di funzionamento, ma dopo che questi problemi sono stati sistemati, dopo cioè che questa applicazione è stata messa a punto (dopo la messa a punto, possiamo dire), tutti i problemi dovrebbero essere risolti.

Quindi la messa a punto ha a che fare con la funzionalità, con l’efficienza di qualcosa. Prima della messa a punto c’è qualcosa che non va, ma dopo la messa a punto i problemi, anche quelli più piccoli, si presume siano stati risolti.

C’è un’idea di precisione nella messa a punto, un’idea di perfezionamento, di aggiustamento.

Il governo italiano cerca di mettere a punto il piano di rilancio economico del paese. Buon lavoro.

Nella sanità, bisogna mettere a punto cure sempre più “su misura” per il paziente.

Il mio piano ha bisogno di una messa a punto dal punto di vista della tempistica

Domanda: Posso usare un modo diverso, magari una sola parola, un solo verbo, al posto di “mettere a punto”?

Sì,m certo, posso dire “sistemare“, “perfezionare“. Il verbo migliorare non è proprio perfetto invece, perché non dà abbastanza garanzie: infatti la messa a punto, almeno in teoria, è definitiva, come il “punto” alla fine della frase.
Aggiungo che la parola “puntino” rende ancora meglio l’idea di perfezione: fare una qualsiasi cosa “a puntino” (cuocere a puntino, ad esempio) significa farla con molta precisione.

Ripasso espressioni precedenti:

Natalia (colombia): Credo che con queste frasi finali di ripasso sia stata messa a punto una bella rubrica per migliorare la lingua italiana.  Anche i più duri di comprendonio finiranno per capire. Domani torneremo dunque alla carica con un altro episodio, appunto per essere conformi all’idea stessa della rubrica dei due minuti al giorno.  Se siete stanchi fatevi un bel caffè. L’ammazza-caffè riservatelo per un’altra occasione.

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n. 97 – APPUNTO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Oggi Daria, membro dell’associazione Italiano semplicemente, vi spiega la parola “appunto”. Ciao Daria.

Daria (Russia): Ciao a tutti! Mi chiamo Daria, sono russa e questo è il mio primo tentativo di creare un episodio della rubrica “2 minuti con italiano semplicemente”.
Bene. Allora esordirei con una parola semplice. Sono sicura che la conoscete tutti. La parola è “APPUNTO”.

Quando ho cercato nei vocabolari i significati della parola APPUNTO ho scoperto che si può usarla in modi diversi.

Il significato che sento più spesso è come una esclamazione: APPUNTO serve a affermare un’idea che è stata appena pronunciata o per confermare che qualcosa corrisponde al vero.

Ad esempio:
Credo che ognuno di noi possa trovare 10 minuti di tempo per telefonare ai propri genitori.

Io li chiamo appunto ogni giorno!

È simile ad “infatti” come vedete.
APPUNTO si può anche usare per confermare un’azione compiuta, ad esempio:
Era appunto Daria che ci ha ricordato di chiamare i genitori.
Non possiamo non accorgersi che appunto è simile anche a “proprio”.
Un altro esempio:

Ah, i genitori! Volevo appunto chiamarli quando ho sentito l’esempio di Daria.
Oppure:

Stavo appunto cercando il cellulare per chiamare mio papà.

Giovanni: Daria, come stanno i tuoi genitori? Li hai sentiti?

Daria: bene grazie, si li ho sentiti. Li sento ogni giorno. Stanno bene.

Giovanni: sei sicura?

Daria: certo, appunto perché li chiamo ogni giorno so che stanno bene.

Giovanni: Ah bene, è importante chiamarli.

Daria: Per l’appunto! Ci si deve prendere cura di loro.

È Interessante anche il sostantivo “appunto“, che gli studenti conoscono bene.

Ebbene, come sostantivo ha non solo il significato di una nota o un promemoria ma anche di commento critico. Provo a fare un esempio per confrontare questi due significati:

Durante la riunione l’assistente prendeva degli appunti per poterli consultare dopo e scrivere un’email riassuntiva.

Il direttore durante la riunione ha fatto un appunto a quelli che erano in ritardo e cincischiavano al lavoro.

Ovviamente, nella prima frase gli appunti presi sono le note scritte che premettono all’assistente di ricordare il discorso della riunione. Allora, in questo caso prendere degli appunti significa scrivere, fissare alcune idee, per non dimenticarle.

Invece nella seconda frase l’espressione fare un appunto serve per rimproverare i lavoratori di quello che hanno fatto. Prendere e fare sono i verbi che ci aiutano a distinguere i due casi.

Poi ci sono anche gli appunti del computer, che si usa solo al plurale: copiate un testo o un’immagine e questa finisce negli appunti, un’area di memoria temporanea.

Adesso ripasso espressioni precedenti con Andrè, che sta per venire in Italia a trovarmi.

André (Brasile) :

la notte scorsa mia figlia ha perso il sonno e poi camminava per la casa come un’anima in pena! Mi sono accorto che era troppo ansiosa perchè tra pocchi giorni partiremo per l’Italia, il viaggio che sarà il suo esordio internazionale! Mi sono visto costretto a tenderle la mano e quindi, le ho detto: calmati Ana Luiza, saremo a Roma in men che no si dica, inoltre terrò fede a quello che ti ho detto: sarà una vacanza indimenticabile e tra l’altro dobbiamo arrivarci ben riposati, non vorrei cincischiare, vorrei visitare tutti i posti dell’itinerario di viaggio che abbiamo abbozzato!

Grazie per la vostra attenzione e ci sentiamo presto. Ciao!

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