n. 116 – TENERE SULLE SPINE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Qual è il metodo più veloce ed efficace per imparare l’italiano?

Io lo so…

Io lo so, ma adesso vi sto tenendo sulle spine, vero?

Dai Giovanni, non ci tenere sulle spine, dicci questo metodo! Non ci tenere sulle spine!

Ebbene allora smetto di tenervi sulle spine, continuate a seguire la rubrica dei due minuti con Italiano Semplicemente e vedrete che questo è il metodo più veloce, a patto che rispettiate le sette regole d’oro: che ripetiate l’ascolto più volte, che proviate anche voi a ripetere le frasi più difficili, ed a patto che l’argomento di cui si parla vi interessi. Queste sono alcune delle sette regole d’oro per imparare l’italiano, alcuni dei segreti.

Tenere sulle spine è l’argomento di oggi, di questo episodio numero 116 della rubrica.

Cosa significa? Vediamo:

Come si sta sulle spine? Come si sta seduti sulle spine ad esempio, che sensazione si prova? Si sta comodi? Oppure scomodi? Le spine cosa sono? le rose hanno le spine ad esempio, ed anche i cactus ce le hanno.

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vedete le spine? – Photo by Markus Spiske temporausch.com on Pexels.com

 

Credo che stare sulle spine, o essere sulle spine, ad esempio stare seduto sulle spine sia molto scomodo, perché le spine pungono, fanno male, e viene voglia di saltare, di cambiare posizione per cercare una posizione migliore. Sono più o meno gli stessi movimenti, questi, che fanno le persone quando sono agitate perché vogliono sapere una cosa molto importante: la volete sapere ma qualcuno ve lo impedisce: qualcuno vi tiene sulle spine, ed allora vi agitate, vi sedete e vi rialzate, fanno dei giri su voi stessi, fate avanti e indietro eccetera.

Se sono io il colpevole, se cioè sono io a non rivelarvi questa notizia importante allora si dice che son io a tenervi sulle spine, sono io cioè che vi devo dire qualcosa ma non lo faccio: vi tengo sulle spine, e voi allora sembrate anime in pena, vi agitate, non state tranquilli per colpa mia. Altri esempi?

Chi ha vinto la partita? Dai, dimmelo, non tenermi sulle spine!

Sono sulle spine perché non vedo l’ora di sapere l’esito delle elezioni in Italia.

Il professore ha corretto il compito di italiano ma non dice agli studenti come è andato.

Dai prof. non ci tenere sulle spine!

Ci sono alcune frasi equivalenti, come ad esempio “tenere sulla corda” e “tenere sui carboni”. Il senso è sempre lo stesso: i carboni sono quelli del fuoco, quindi scottano, e la reazione è la stessa delle spine. La corda invece probabilmente indica la tensione. La tensione della corda (cioè quanto la corda è tesa, cioè tirata, rigida) è probabilmente messa in relazione alla tensione umana, intesa come preoccupazione, nervosismo

E adesso ripassiamo alcune espressioni passate parlando di fiori (che spesso hanno le spine):

Sofie (Belgio): A me i fiori piacciono molto, e a volte quando sono io a regalarli a mio marito. Lo so che di regola è il contrario ma a me piace  fare strappi alle regole. L’amore ha bisogno anche di cambiamenti e per alimentarlo ogni giorno non bisogna lasciare nulla di intentato. Non ti dico la faccia di mio marito quando ogni due per tre gli faccio queste sorprese! E così il nostro rapporto non prende mai una brutta piega!

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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CACTUS con le spine – Photo by Scott Webb on Pexels.com

n. 115 – L’ECCEZIONE CONFERMA LA REGOLA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Lia (Brasile 🇧🇷): Se rispetti le regole, non c’è motivo di avere fifa se incontri la polizia. Comunque se ti capita e ti dicono di fermare la macchina, ti devi fermare, non te ne puoi fregare, altrimenti ne risponderai con la legge, a cui tutti noi dobbiamo sottostare. Se invece sei particolarmente votato alla trasgressione delle regole, stavolta credo che ne pagheresti lo scotto. Che vuoi, in fondo alcune regole devono essere rispettate in un paese democratico.

Giovanni: Tutti conoscete le regole vero? le sapete rispettare? Ok, ma la parola “regola” si usa anche in altri modi, non è solo legata agli obblighi, non è solo una norma da seguire, una legge ad esempio, o anche le regole grammaticali. Scommetto che queste le conoscete!
La regola invece indica anche (tra le altre cose) la costanza dei fenomeni, cioè le cose che succedono normalmente, o il modo usuale, normale di comportarsi.

Ad esempio posso dire che i miei figli vanno a scuola tutti i giorni dal lunedì al venerdì; questa almeno è la regola; questo è ciò che avviene di regola, o di norma.

Regolarmente (posso dire anche così) o normalmente vanno sempre a scuola. Poi se stanno male non ci vanno, o se hanno delle visite mediche, o se decidono che non devono andare perché hanno una interrogazione e non sono preparati… vabbè, comunque di regola vanno sempre a scuola.

Questa è la regola. Il che non significa che questa è la norma, intesa come legge, obbligo. E’ ciò che avviene “di solito”, “normalmente”, nella maggioranza dei casi. Non sempre quindi. Ci sono delle eccezioni ovviamente, quelle che vi ho detto: malattie, visite, interrogazioni…

I due concetti di regola comunque son abbastanza vicini, perché le regole (le leggi ad esempio) vanno rispettate, di regola!

Ebbene, se pensiamo a questo significato della parola regola, c’è un proverbio, o un modo di dire italiano che dice che “l’eccezione conferma la regola“.

Questa espressione indica che il fatto che ci sia una eccezione, cioè l’esistenza di una eccezione non significa che la regola non sia quella, non significa che la regola non sia confermata. Anzi!

In alcuni casi si dice che l’eccezione conferma la regola, cioè che l’esistenza di una eccezione rafforza la regola, la conferma, la rende cioè ancora più valida. Come a dire che ogni regola ha la sua eccezione.

Solitamente l’eccezione è una solamente. Ma può capitare che ci siano più eccezioni di una. Il senso è che a volte infatti riconoscere un caso come strano, bizzarro, anomalo, risulta persino utile alla comprensione della bontà della regola, che è valida per la generalità dei casi. Questo è il senso della che si usa nel linguaggio comune. E si usa in senso molto ampio.

Ad esempio se in tutta Europa c’è una crisi economica tranne che in un paese, ad esempio la Spagna, possiamo dire che la Spagna è l’eccezione che conferma la regola; la regola che l’Europa sta vivendo un momento di crisi economica.

Se tutte le donne dicono che sono simpatico e una solamente dice il contrario questa è l’eccezione che conferma la regola.

Di regola a questo punto facciamo sempre una frase di ripasso: questa è la regola, ma stavolta l’abbiamo fatta all’inizio! Non ci fate l’abitudine però: questa è l’eccezione che conferma la regola.

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L’eccezione che conferma la regola. Photo by Pixabay on Pexels.com

n. 114 – LA FIFA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Oddio! Oggi ho un’esame di lingua italiana. Non mi sento molto preparato, ho una fifa!!

Ho una fifa che non ti dico! Se il professore si accorge che non ho studiato, mi mette un bel 4!

Sicuramente tutti prima o poi hanno provato questa sensazione di cui vi parlo oggi: la fifa.

Non sto parlando della Federazione Internazionale di Football, che si chiama sempre FIFA, ma della fifa intesa come paura! La paura! La fifa non è che la paura!

Ovviamente è linguaggio scherzoso, familiare, ma la parola fifa è usata da tutti gli italiani in occasioni speciali: quando ti tremano le gambe per un appuntamento amoroso, quando c’è un esame importante, quando un topolino ti passa tra le gambe, quando in generale si ha paura di affrontare una situazione potenzialmente pericolosa. In questi casi spesso si aggiunge anche un aggettivo che serve a amplificare il concetto di paura: una fifa matta, tremenda, pazzesca, o anche “blu”.

Da qualche giorno sono molto agitato e ho una fifa matta!

Ho una fifa blu dei piccoli animaletti!

Attenti però, non si usa mai nei discorsi molto seri. La fifa in questi casi diventa la paura, o anche il terrore quando è molto forte. Nella maggior parte dei casi è semplicemente paura, ma per alcune circostanze è meglio usare panico (quando non si riesce a pensare):

se l’ascensore si ferma vado in panico!

Spavento (una reazione emotiva improvvisa davanti ad un pericolo):

Oddio che spavento!

Timore (che è meno intenso; è uno stato d’animo ansioso):

Non bisogna aver timore di sbagliare la pronuncia!

Batticuore (stare col batticuore cioè stare in ansia):

Starò col batticuore finché Giovanni non mi chiamerà!

Spesso si usa Strizza, lo fanno soprattutto i giovani (molto informale e simile a fifa):

Che strizza, un cane mi ha rincorso fino a casa!

Tremarella (un’agitazione, un’apprensione):

Davvero ti ha rincorso un cane? Se ci penso mi viene la tremarella!

Ah, non dimenticate che la fifa fa novanta!

Ora ripassiamo alcune espressioni passate parlando di Coraggio.

Ulrike Germania 🇩🇪: Finalmente ho fatto l’esame di Italiano. Vuoi saper se ho paura di essere bocciato? Credo di aver fatto un esame coi fiocchi, ma è nientepopodimeno che la quinta volta che faccio questo esame. e se sbaglio anche questa volta sarei annoverata tra i peggiori studenti di sempre e oltretutto mi sentirei un fallimento. Oddio, che fifa blu che mi sta venendo! ma non v’è modo di sapere com’è andata?

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n. 113 – CON I FIOCCHI – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Questo è veramente un episodio con i fiocchi!

Questo è ciò che io spero che voi pensiate dopo aver ascoltato un qualsiasi episodio di Italiano Semplicemente.

Speriamo allora che anche questo sia un episodio con i fiocchi!

Ma cosa significa con i fiocchi? È una espressione che ha a che fare con la qualità.

Abbiamo già visto la locuzione “come si deve” che riguarda ugualmente la qualità: un giudizio, una valutazione personale.

Quando qualcosa è di alta qualità, a volte ma non sempre possiamo usare questa espressione: con i fiocchi.

Miltidi voi conoscono i fiocchi di neve, che cadono dal cielo altri conoscono i fiocchi di avena che si mangiano a colazione. No, non parliamo di questi fiocchi. Ma se parliamo dei fiocchi dei regali, allora ci stiamo avvicinando. Infatti quando si fa una confezione regalo spesso si avvolge il pacco con del 🎀 nastro colorato e quando si va ad annodare a fare il nodo del nastro si fa un bel fiocco.

Questi fiocchi sui pacchi servono ad abbellire il pacco.

Veramente un pacco con i fiocchi!

Questa frase può anche indicare un pacco ben fatto, bello a vedersi. Ma qualsiasi cosa può essere fatta con i fiocchi, non solo i pacchi regalo.

Ovviamente il senso è figurato e siamo non linguaggio informale, familiare.

Eccellente, magnifico, meraviglioso, eccezionale ed atri aggettivi di questo tipo sono equivalenti.

Dicevo che non sempre è indicato parlare di qualcosa con i fiocchi, ma questo modo di esprimere la qualità va bene se siamo in un contesto familiare e soprattutto se parliamo di qualcosa di realizzato, qualcosa che è opera di qualcuno, fatto da qualcuno.

Il mio vicino ha un giardino coi fiocchi.

Un bel giardino dunque, perfetto!

Il verbo fare, proprio perché si parla di opere dell’uomo, spesso si usa insieme alla locuzione.

Hai fatto un esame coi fiocchi!

Mia madre ha fatto un pranzo coi fiocchi!

Nella partita di oggi, i calciatori hanno fatto una prestazione veramente coi fiocchi.

Una bellezza (quella di una donna ad esempio) invece non può essere con i fiocchi, essendo merito della natura, ma il trucco applicato sul viso può essere fatto coi fiocchi: un trucco potremmo dire perfetto, impeccabile, senza alcun difetto.

Adesso ripassiamo alcune espressioni passate parlando di fratelli e sorelle.

Ho sentito un amico che, con un fare poco simpatico, parlava di una ragazza carina che gli piace tanto. Poi ha detto: non ha però una buona famiglia.

Si da il caso che quella ragazza sia mia sorella! Allora io ho detto: come sarebbe a dire scusa? Lui era in imbarazzo ma ha sfoderato un bel sorriso e ha chiesto scusa. Si è salvato in calcio d’angolo, altrimenti l’avrei messo a posto!

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