n. 145 – SENNONCHÉ – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Due minuti con Italiano semplicemente, episodio n. 145.

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Allora, oggi voglio parlarvi di una congiunzione, ma che sia una congiunzione non ci interessa affatto visto che qui non ci occupiamo di grammatica.

Sto parlando di sennonché, con l’accento sulla e.

Si scrive tutto attaccato quindi è un’unica parola, sebbene si possa usare, qualche volta, anche divisa  in tre parti: “se non che”.

Questo infatti è un primo possibile utilizzo, in cui è preferibile staccare le tre parole.

In questo caso significa “salvo il fatto che”, o in altre parole “solo che”, “solamente che”, “ad eccezione di una cosa”. Salvo nel senso di “ad eccezione di”.

Ad esempio tra due fidanzati in crisi, uno dei due può dire:

C’è poco da dire, se non che siamo a un passo dalla rottura definitiva.

Una situazione catastrofica questa, avrei potuto trovare esempi migliori, più simpatici, come ad esempio:

Non c’è niente di strano nel mio aspetto, se non che io sia vestito da donna!

Quindi “se non che” (meglio staccato) vuol dire “soltanto questa cosa”, “salvo questa cosa”, “salvo il fatto che”.

Altre volte però è meglio scrivere tutto attaccato in una sola parola.

Questo quando?

Quando sennonché equivale a ma, però, con un valore avversativo, cioè quando c’è una frase finale che ha un senso contrario o che limita o che restringe: come accade con: ma, però, nondimeno, tuttavia.

Prima dite una frase e poi mettete un “ostacolo”, chiamiamolo così. Ad esempio.

Stavo uscendo per andare al cinema, sennonché (con due ENNE si scrive, mi raccomando) avevo dimenticato di avere un appuntamento con l’idraulico a quell’ora.

La ragazza era incinta, sennonché il destino gli ha negato la gioia di diventare madre

(ancora un esempio non molto positivo!)

Sarei caduto dall’albero, sennonché c’era mio fratello che mi ha dato una mano a mantenere l’equilibrio (questo va meglio!).

Quindi sennonché serve a mettere un “ostacolo” nella maggior parte dei casi, come dire: avrei fatto questo, ma è accaduto quest’altro; se non fosse accaduta questa cosa, tutto sarebbe andato come previsto.

In definitiva si usa in due casi. nel primo caso meglio staccare le tre parole quando si vuole aggiungere qualcosa prima di terminare un discorso, come abbiamo visto.

Nel secondo caso (tutto attaccato) per introdurre un ostacolo, un inconveniente (per questo mi veniva naturale fare esempi poco gradevoli), ma anche per dire che non si è verificato un evento, non è successo qualcosa, non è andata come sembrava perché è intervenuto, all’improvviso, un qualcosa che ha cambiato gli eventi.

Avrei voluto terminare questo episodio in due minuti, in conformità col nome della rubrica, sennonché il mio desiderio di essere chiaro mi ha spinto a sforare col tempo, come al solito!

Ripassiamo adesso alcune espressioni precedenti.

Bogusia (Polonia): Un poliziotto, lavoratore indefesso, tentava di parlare con un ragazzino al telefono.
Purtroppo il bambino, essendo troppo sconvolto, si incartava ogni due per tre e non riusciva a dire niente, tranne il suo indirizzo.
Il poliziotto aveva sentore che poteva trattarsi del peggiore dei casi e in men che non si dica mandò due macchine della polizia a casa del ragazzo.
I poliziotti, presi alla sprovvista , incontrando il ragazzino davanti alla porta, chiesero semplicemente: “Cosa succede? Cosa succede? “
“È la mia sorellina. “Rispose finalmente Il ragazzino senza remore . Non me la sentivo più di abbozzare “ continuò, mentre accompagnava i poliziotti nel soggiorno. Lì c’era una bambina seduta su una sedia, con tanta grazia.
“Lei vuole sempre avere la meglio su di me. I poliziotti ancora non si capacitavano del problema.
Poi il ragazzo chiosò : “Ha imbrogliato mentre giocavamo a scacchi, e adesso fa la finta tonta!

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Giovanni: comunque anche “senonché” con una enne sola, può andar bene lo stesso!

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n. 144 – UN CRESCENDO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Giovanni: Due minuti con Italiano semplicemente, episodio n. 144, il numero cresce di giorno in giorno e crescendo si impara, potremmo dire. Come i bambini.

A proposito di “crescendo“. Crescendo è il gerundio del verbo crescere, come l’ho appena utilizzato io: “crescendo si impara”. Però esiste anche “un crescendo“.

Vediamo qualche esempio:

Lo spettacolo è stato un crescendo di emozioni!

La manifestazione è iniziata pacificamente ma poi c’è stato un crescendo di tensione e di scontri tra i partecipanti.

La mia attività non andava bene all’inizio, ma dopo un paio d’anni di difficoltà c’è stato un crescendo di successi e di guadagni.

La partita si è conclusa in un crescendo di fischi per la squadra che non dava spettacolo.

Avete capito che c’è sempre qualcosa che cresce. Ogni volta c’è un graduale aumento d’intensità: un crescendo d’applausi, di urla, di fischi, di emozioni, di tensioni, di violenza eccetera.

“Un crescendo di” qualcosa. Se volete che sia chiaro il concetto del graduale aumento di intensità, dovete mettere “un” davanti, oppure “il”.

Uno spettacolo bellissimo, dove il crescendo di sensazioni ha dato grosse emozioni al pubblico.

Il crescendo della criminalità è dovuto all’aumento della povertà.

Dopo il crescendo della squadra che si è visto nella sfida contro la Juventus, nella partita successiva la prestazione non è stata delle migliori.

Leggendo il libro, ho apprezzato il crescendo delle scene emozionanti.

“Un crescendo” è come dire “una crescita”.

Un crescendo di emozioni = una crescita di emozioni.

il crescendo” equivale invece a “la crescita“, quindi ad esempio “la crescita della criminalità” equivale al “crescendo della criminalità”.

Il crescendo, rispetto alla crescita, è però un po’ più coinvolgente, si usa per sollecitare le emozioni, mentre la crescita è un linguaggio più tecnico e in alcuni casi non è sostituibile con “il crescendo“. Ad esempio:

La fase della crescita dei bambini;

La crescita dello spread;

La crescita dei guadagni.

La crescita della popolazione mondiale

Non c’è molta emozione in queste frasi: si vuole trasmettere l’idea di una crescita fisica o numerica. Niente a che fare con le emozioni e con il coinvolgimento emotivo.

Diverso è se dico:

I bambini sono stressati perché sono cresciuti in un crescendo di tensioni.

Bisogna arrestare il crescendo dello spread.

L’azienda va benissimo, ed il crescendo dei guadagni non sembra arrestarsi

Il riscaldamento globale sta attraversando una preoccupante fase di crescendo.

Ora ripassiamo le espressioni passate con l’aiuto di Ulrike da Berlino.

Ulrike: Allora, vuoi di nuovo un ripasso Gianni. Ti devi capacitare però che un ripasso come si deve non è fatto in men che non si dica. Siamo studenti, cominciamo appena ad ingranare con la lingua italiana. Volentieri ti tenderei la mano, ma si dà il caso che io debba lavorare ora.

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n. 143 – PAVENTARE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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143_paventare_immagineGiovanni: Due minuti con Italiano semplicemente, episodio n. 143, un numero abbastanza elevato:

Si paventano giornate difficili per coloro che non hanno ascoltato le spiegazioni precedenti.

Paventare è il verbo a  cui dedichiamo questo episodio. Nessuno straniero conosce questo verbo (credo) poiché nel linguaggio comune si usa poco. Ma lo trovate abbastanza spesso sui giornali e nelle notizie su internet.

Il verbo paventare è simile a spaventare vero? C’è solamente una esse in meno!

Anche il significato è simile comunque. Un primo significato infatti è proprio “aver paura“, “sentirsi intimorito“, provare timore.

Però ovviamente voi volete sapere quando usarlo e qual è la differenza con spaventare.

Allora, intanto devo dirvi che in questo senso non si usa molto. Difficile ascoltare frasi come:

Io pavento per la mia vita

Che sarebbe come dire

Io ho paura per la mia vita

L’uso più frequente e quello che vale la pena di ricordare è quello legato al possibile verificarsi di eventi futuri, eventi negativi, spaventosi comunque, ma per qualcun altro. Quindi paventare qualcosa, nel senso di mostrare qualcosa come una possibilità futura, rendere un pericolo reale o immediato parlando di qualcosa che potrebbe accadere.

Ad esempio:

Il leader del partito dell’opposizione tenta di paventare le paure più nascoste degli italiani.

Si paventa il rischio di una nuova crisi finanziaria.

L’azienda potrebbe chiudere. A paventare questa possibilità è stato il direttore.

L’inquinamento è arrivato ad un punto insostenibile tanto da paventare un disastro ambientale.

In questi esempi è chiaro che quando si paventa qualcosa, quando viene paventato qualcosa, si vuole mostrare la possibilità che possa accadere qualcosa in futuro, qualcosa di negativo, uno scenario non positivo, non auspicabile, non desiderabile.

Volete dei sinonimi? Prospettare ad esempio, che però è neutro, nel senso che non spaventa nessuno!

Avere timore che qualcosa accada, temere. Così va meglio direi. O anche “ipotizzare un pericolo“. Anche “minacciare” è simile perché ci si riferisce al futuro, ma la minaccia viene dalla persona che parla, mentre in paventare non c’è il coinvolgimento di chi parla.

Il contrario invece è augurare, auspicare, che si usano per un futuro migliore, non peggiore!

Adesso è più chiaro vero?

Bene, allora possiamo ripass alcune espressioni passate con l’aiuto di Doris dall’Austria, uno dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente. Vai Doris.

Doris (Austria):

Un ripasso di nuovo? Questo mi ha colto davvero alla sprovvista. Ma senza remore ed ovviamente di buon grado darò seguito all’invito di tirare fuori alcune frasi con i fiocchi e come si deve.
Rompere gli indugi senza cincischiare troppo ci dà solitamente una sensazione di soddisfazione e in men che non si dica. Il mio sarà un tentativo sicuramente comprensibile per chi ha ascoltato gli episodi precedenti.
Magari qualche espressione dovrete rivederla, ma che vuoi, qualcosa può sempre sfuggire.
Dopo tutto siamo studenti con tutti gli annessi e connessi. Se ci diamo alla pigrizia, certo, prima o poi vengono a galla le nostre lacune, ma ti dirò che questo è sottinteso. Non sono mai stata annoverata tra i migliori studenti, quindi magari potrei essermi incartata: in questo caso armatevi di pazienza perché spesso sono dura di comprendonio.

Giovanni: e brava Doris! Non sei affatto dura di comprendonio e credo che tu abbia fatto un tentativo molto ben riuscito. Ciao a tutti.

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