Protetto: 7 – STACCARE – 2 minuti con Italiano semplicemente – LINGUAGGIO COMMERCIALE

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239 – Ci riaggiorniamo

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Trascrizione

Cosa dite quando salutate un amico? Quali parole usate dopo avergli detto “ciao”? Beh potete dire Buona giornata, buona notte eccetera, ma potete aggiungere un augurio di rivedervi nel futuro.

Ciao, ci vediamo.

Ciao, allora ci sentiamo ok?

Ciao ci sentiamo domani.

Spero di rivederti presto.

Se invece state facendo qualcosa col vostro amico, o anche con un collega, o con una persona qualsiasi e dovete sentirvi più spesso, se la situazione lo richiede, se dovete tenervi informati l’un l’altro su una situazione qualsiasi, in questo caso cosa dite?

Potete ad esempio dire.

Ciao, ci aggiorniamo domani.

Domani ci riaggiorniamo.

Ti tengo aggiornato

Teniamoci aggiornati.

Tienimi aggiornato sulla situazione, mi raccomando.

Ti aggiorno appena so qualcosa ok?

In questi casi si usa spesso il, verbo aggiornare o riaggiornare, cioè aggiornare nuovamente. Aggiornare si usa anche con le notizie, nel senso di tenersi aggiornato, informato, o anche con la formazione lavorativa, ma qui parliamo di rapporti sociali e tenersi informati tra due persone.

In pratica state semplicemente dicendo: informiamoci sull’evoluzione della situazione, cioè se le cose cambiano, se la situazione cambia, io ti informerò, e anche tu cerca di farlo.

Si usa spesso il verbo tenere insieme (ma solo con aggiornare). Con riaggiornare invece non si può fare. Riaggiornare significa aggiornare nuovamente, e non si può quindi dire “teniamoci riaggiornati”, ma solo “riaggiorniamoci” che è la stessa cosa.

Teniamoci informati, ti tengo aggiornato, tienimi aggiornato.

Aggiornarsi significa quindi tenersi al corrente dei fatti. Funziona un po’ come l’aggiornamento del Computer, che non appena c’è una novità, una nuova versione di un software il computer viene aggiornato.

Difficile trovare riaggiornare sul vocabolario, ma si usa allo stesso modo di aggiornare, soprattutto nei rapporti sociali, quando ci si tiene spesso in contatto. È un augurio ad aggiornarsi nuovamente, a tenersi aggiornati l’un l’altro ancora una volta. Un po’ più amichevole di aggiornare ma, forse per questo, molto usato.

Ora ripassiamo.

Mariana (Brasile):

Non appena potrò uscire dalla quarantena, farò una festa che non ti dico! Per ora proprio non è cosa!

– – –

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

238 – Un parolone

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Trascrizione

Oggi voglio spiegarvi una parola molto simpatica, anzi, un parolone molto simpatico. Il termine è proprio “parolone”, come avrete immaginato.

Come sicuramente sapete quando mettete “one” alla fine di un termine in genere significa “grande”, ma non sempre ovviamente; un bastone non è una grande “basto” perché il basto non esiste… la stessa cosa vale per pallone ed anche altri termini.

Ma un macchinone ad esempio è una grande macchina. Si usa spesso aggiungere “one” in tono scherzoso, come nel caso del macchinone.
Ma che macchinone che ti sei comprato!

Mi sono mangiato un piattone di pasta!

Anche al femminile ovviamente:

C’è una salitona davanti a noi. Guarda che salitone!

La salitona è una grande salita, e la salita è quando la strada va verso l’alto, mentre quando va verso il basso si chiama discesa.

Un salitone o una salotona e una discesona o un discesone.

Ad ogni modo si tratta sempre di linguaggio familiare, spesso lo si usa con i bambini.

Hei, non fare il cattivone!

Esiste quindi anche la parolona, o il parolone, o anche i paroloni, e le parolone. In questo caso non si fa distinzione tra maschile e femminile.

Il senso può essere duplice: quando la “parola” diventa una parolona o un parolone, ci sono quindi due possibilità.

Prima possibilità: Si usa quando una persona usa parole difficili, complicate, che appartengono al vocabolario italiano ma che non tutti conoscono. Si usa soprattutto quando sembra che questa persona lo faccia apposta, per darsi delle arie, per vantarsi, per farsi vedere dagli altri. Per farsi notare.

Per questo motivo utilizza parole complicate quando non ce ne sarebbe bisogno.

Dai, non usare questi paroloni solo per darti delle arie!

Hai sentito il professorone che paroloni che utilizza? Ma dove crede di essere? Chi crede di essere?

Insomma si parla si esagerazioni nel linguaggio, un linguaggio non necessario. In questo primo caso si usa maggiormente il plurale.

Seconda possibilità. Si tratta sempre di esagerazioni, ma si usa quando questa esagerazione si riferisce ad una singola parola. Si parla di parolone quindi, o di parolona, sempre al singolare. E non si usa per prendere in giro come ho fatto prima o in senso ironico, ma quando quel termine specifico utilizzato appare irrealistico o esagerato.

Magari si sta esprimendo un concetto e si usa un aggettivo troppo generoso. Oppure, come dicevo, si esprime qualcosa di non reale, magari un obiettivo non raggiungibile, o qualcosa di accaduto che si descrive esageratamente, usando un termine esagerato, sempre in senso di troppo, mai di poco, mai riduttivo.

Ad esempio:

Credo che dopodomani l’emergenza coronavirus sarà terminata.

Allora qualcuno potrebbe rispondere:

Beh, dopodomani mi sembra un parolone!

Diciamo tra un mese se vogliamo essere realistici.

È come dire: il termine che hai usato è esagerato.

Non è offensivo comunque, tranquilli. Informale certamente ma non offensivo.

Ascoltiamo ora un ripasso, anzi due.

Bogusia (Polonia): Oggi non mi gira proprio. Mi sento indisposta. Però volendo potrei sfoderare qualche frase di ripasso in men che non si dica. Purtroppo l’unico argomento di cui tutti parlano è questo maledetto corona virus. Non me la sento più. Potrei parlare di qualche fesseria, ma non è cosa! Come la vedi tu?

Andrè (Brasile): Vorrei chiamare in causa tutti coloro che possono tendere la mano ai paesi in cui c’è mancanza di mascherine e altre prodotti usati per combattere il coronavirusi! Qualcuno in Brasile ha fatto già la sua parte tant’è vero che da qualche settimana anche i detenuti si sono messi a produrre mascherine! Volendo, potremmo anche fare una campagna informativa attraverso Italianosemplicemente. Che ne dici Giovanni?

Giovanni: lo hai appena fatto André. Grazie a entrambi. Bravissimi, e non ho detto un parolone.

– – –

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La Tomba di Nerone – le Meraviglie di Roma

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Fonte: https://www.romanoimpero.com/2017/07/tomba-di-nerone.html?m=1

Trascrizione

Giovanni: Ciao a tutti. Allora oggi voglio lasciarvi alle parole di un membro dell’associazione che ha una bella storia da raccontarci per gli amanti dell’Italia e di Roma. Noi ci sentiamo alla fine. La parola a Bogusia.

Bogusia: Buongiorno a tutti cari amici del sito italiano semplicemente. Io sono Bogusia un membro dell’associazione.

Mi rendo conto che tutti quelli che tengono fede a questo sito mi conoscono molto bene. Per tutti coloro che si collegano per la prima volta, invece, io sono polacca e appassionata della lingua e cultura italiana. Tant’è vero che ho deciso di tornare alla carica con la rubrica “meraviglie di Roma” , per smarcarmi dalle notizie tristi circa il coronavirus. Grazie mille a tutti voi che avete scelto di ascoltarci.
Mi piace soprattutto parlare delle meraviglie di Roma e spero che il mio racconto sarà benaccetto e che io riesca a rispolverare insieme a voi qualcuna delle belle espressioni imparate insieme.
Oggi il mio racconto verte sulla storia antica, e, a finire nel mirino stavolta pare sia la tomba di Nerone sulla via Cassia a Roma.
Ebbene, per la cronaca, non è nemmeno la tomba di Nerone, e a ben vedere, non ci sfugge l’epigrafe in calce del monumento che indicaa appartiene, cioè ad un certo Publio Vibio Mariano, vissuto e morto nel II secolo DC.

Che poi anche l’intero quartiere venga comunemente chiamato Tomba di Nerone, non ha niente a che spartire col famoso imperatore.

Ritagliamoci del tempo per scoprire la possibile spiegazione e al contempo ripassiamo le espressioni di due minuti con italiano semplicemente.
Ma come nacque questo nome della tomba e del quartiere?
Si dà il caso che, Svetonio – qui vorrei aprire una parentesi – Svetonio è stato uno storico e biografo Romano dell’età imperiale a cui gli storici di oggi devono la conoscenza dell’epoca.

Allora, Svetonio racconta che durante la fuga del disperato Nerone che si diresse proprio verso quella parte, il suo cavallo, di punto in bianco, si imbizzarrì, in virtù dei tanti cadaveri abbandonati in quei giorni terribili per la città eterna.

Questo avvenne a scapito di Nerone, che scivolò dal cavallo e perse il velo. Venne riconosciuto e avrebbe dovuto risentire della rabbia della folla che cercava di linciarlo.

Riuscì a sfuggire fino alla villa di Fetonte, dove però cascò male perché i pretoriani allarmati dalla folla e isofferenti verso Nerone, lo obbligarono a suicidarsi.

La sua morte disgraziata e la mancanza di notizie certe sulla sua sepoltura scatenarono le fantasie di coloro che erano rimasti fedeli all’imperatore e non credendo alla sua morte, ne paventarono un improbabile ritorno sulle scene. E così si diffonde la fama del fantasma di Nerone che di tanto in tanto si farebbe vivo nel sepolcro di Publio Vibio Mariano, soprattutto in epoca medievale. Per oggi è tutto, cari amici di italiano semplicemente.

Mi raccomando, bisogna ripetere l’ascolto quantomeno qualche volta, ovviamente se vi interessa e tempo permettendo, tanto più che lo si fa all’insegna delle sette regole d’oro che, ne sono sicura, ce le avete ben presenti.

Vi saluto e vi auguro di cuore che tutto vada bene. Ciao 👋

Giovanni: Grazie Bogusia, non conoscevo neanche io questa bella storia e sono contento che laddove io ho delle lacune ci siano i membri della Famiglia Italiano Semplicemente a colmarle. È stata anche una bella occasione per ripassare alcune espressioni già spiegate su italianosemplicemente.com. Un saluto a tutti.

237 – I postumi

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Trascrizione

Ulrike (Germania): Ciao amici, sono Ulrike, membro dell’associazione di italiano semplicemente. Col beneplacito di Giovanni vorrei spiegarvi il termine postumo che al plurale diventa postumi. 

Un termine che si usa quasi sempre al plurale comunque.

Purtroppo proprio oggi non mi gira bene. Mi sono svegliata di mattina presto dopo aver partecipato ieri sera ad una festa con qualche amico dell’associazione italiano semplicemente. Un mio amico brasiliano mi ha offerto una bevanda alcolica che si chiama caipirinha. Non male direi, però per comprovare la mia prima impressione me ne serviva una seconda, e poi anche una terza, e poi …lasciamo perdere.

Ora ho mal di testa, un po’ di nausea e a volte mi vengono delle vertigini.

Evidentemente soffro delle conseguenze di un consumo esagerato delle caipirinha, cioè ho bevuto troppo ed ora accuso il colpo. Posso anche dire che sto soffrendo dei postumi di una sbornia. Accidenti!

La parola postumo, che come detto viene per lo più usata al plurale, contiene la parolina post, che fa parte anche di altre parole italiane, che magari conoscete: termini come postmoderno o postbellico, tutti termini che indicano posteriorità nel tempo nel senso di “dopo, poi”.

Quando parliamo dei postumi si tratta quindi sempre delle conseguenze posteriori, cioè successive di un avvenimento.

Il postumo è qualcosa che viene dopo, che segue ad una faccenda, ad un evento, ad una situazione particolare. Parliamo degli effetti allora, quindi dei possibili danni di un comportamento, di una cosa che è accaduta prima e quasi sempre si tratta di conseguenze spiacevoli, negative.

Facciamo qualche esempio:

Ieri dopo tanto tempo ho visto Paolo. Usa ancora le stampelle. Sono i postumi dell’incidente che ha subito l’anno scorso.

La mia amica Anna, per un lungo periodo soffriva di una grave depressione, evidentemente i postumi della separazione da suo marito.

I postumi dell’anestesia mi hanno lasciato debilitata per qualche giorno.

Il mondo si trova in preda al coronavirus che ha cambiato profondamente la nostra vita quotidiana, niente prosegue come era prima. E dopo? Cosa resterà quando il virus un giorno sarà sconfitto?

Quali postumi ci saranno?

Ci saranno persone che hanno perso uno o piu dei loro cari, ci saranno coloro che hanno perso il lavoro. Può darsi anche che un nostro amico sarà caduto in depressione a causa delle settimane o mesi di una vita isolata.

Possibile anche che si cambi lo stile di vita in senso positivo dopo aver scoperto i benefici di solidarietà e empatia e comincerà lui stesso a tendere la mano a coloro che ne hanno bisogno.

Questi, amici, sono solo alcuni dei tanti probabili postumi di questa terribile pandemia. Prima dobbiamo uscirne però.

Per ora vi saluto, abbiate cura di voi, ce la faremo, ne sono sicura.

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