Le preposizioni semplici da scoprire

Audio esercizio

Audio soluzione

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Trascrizione

Ciao ragazzi, facciamo oggi un bell’esercizio dedicato alle preposizioni semplici ed ai mestieri, cioè le professioni, vale a dire ai lavoro. In questo esercizio racconterà una storia in cui vengono utilizzate le espressioni idiomatiche spiegate sul sito italianosemplicemente.com dal 2015 fino ad oggi.

Nella spiegazione scritta, però, mancheranno le preposizioni semplici.

Di conseguenza sta a voi scrivere le giuste preposizioni da utilizzare, dopodiché potrete guardare ed ascoltate la soluzione domani, quando pubblicherà la soluzione con tutte le preposizioni semplici da usare nelle varie parti del testo: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra.

Vi parlerò dell’apprendimento della lingua italiana secondo Italiano Semplicemente. Ogni volta che si presenterà una preposizione semplice vedrete uno spazio vuoto sul testo e ascolterete un “bip” nel file audio.

Domani invece potrete leggere e ascoltare la soluzione.

L’apprendimento secondo Italiano Semplicemente.

Come sapete, il sito Italiano semplicemente.com è basato sulle sette regole d’oro che vado____seguito ad elencare:

1) Ascoltare ascoltare ascoltare. REPETITA IUVANT. Questa è la prima delle sette regole d’oro; la più importante. Ma come, non è la grammatica la prima regola? Ma quale grammatica d’Egitto! Italiano Semplicemente non insegna la grammatica fine____se stessa. Se amate la grammatica spiegata____modo noioso____Italiano Semplicemente non c’è trippa____gatti!

2) Usare i tempi morti____ascoltare. Questa è la seconda regola d’oro____cui far riferimento: quali sono i tempi morti? Mentre si fa colazione, al bagno (anche facendo la doccia), quando siete____viaggio, mentre si fa la spesa, lavando i piatti eccetera. Una cosa importante: se ci sono persone attorno____voi, magari parlate____voce bassa o nella vostra testa, ma se avete la faccia____bronzo non sarà un problema. ___ l’altro, non aver paura____essere giudicati e____fare brutte figure è sicuramente un punto____vostro vantaggio.

3) Studiare senza stress,____condizioni____relax. Il metodo Co.co.mi. (Costanti e continui miglioramenti).

Lo stress, uno dei nemici____sconfiggere. Se non volete perdere la voglia____imparare, dovete armarvi____pazienza e aspettare che le prime due regole d’oro diano i risultati. Vedrete che scoprirete una cosa fondamentale nell’apprendimento della lingua, e se finora avete ascoltato o studiato stressati, adesso che conoscete questa regola, vi rifarete____gli interessi.

4) Apprendere attraverso delle storie ed emozioni. Questa è la quarta regola____usare. Cosa vuol dire? Non imparate frasi o singole parole: ascoltate delle storie, ascoltate dei podcast, un discorso compiuto che metta____moto il vostro cervello. Il contesto vi aiuterà____capire ciò che non riuscite____capire attraverso una singola frase; se non conoscete una parola, le altre parole del discorso vi aiuteranno. Le emozioni non vi faranno distrarre e non vi stancherete____ascoltare. Ma questa è una regola importante anche____chi insegna. Il mio ruolo è importante: sarà mia la responsabilità nel non farvi annoiare.

5) Apprendere attraverso Italiano vero e non____libri____grammatica. Ascoltare ciò che PIACE. Trattasi della quinta regola d’oro____Italiano Semplicemente. Dedicate il vostro tempo____leggere e ascoltare ciò che attrae il vostro interesse. Anche questa regola vale anche____me, che devo realizzare episodi differenziati,____raggiungere i gusti____tutti.

6) Sesta regola d’oro: Domande e risposte sulle storie ascoltate: I principianti e anche chi ha un livello più alto, deve esercitarsi____subito e provare____rispondere (con la propria voce)____delle facili domande____quanto ascoltato,____questo modo l’apprendimento diventa attivo, non passivo: voi partecipate attivamente e così imparare ad usare parole diverse, parole alternative, verbi e tempi diversi. Ci sono diversi modi____rispondere alla stessa domanda.

7) Parlare: l’ultima regola ma non____importanza. Oggi abbiamo i social, abbiamo whatsapp, abbiamo le chat____cui possiamo parlare____persone____ogni parte del mondo.

Usate tutti questi strumenti____parlare,____ascoltare e____scrivere, ma soprattutto____parlare, perché una lingua non si chiamerebbe così se non si dovesse parlare.____questo modo, rispettando queste sette regole d’oro, va____sé che ci sarà un miglioramento del vostro livello____italiano e questo avverrà anche____modo veloce. Gli amanti della grammatica si mettano l’anima____pace.

Spero che questo episodio rispetti le sette regole d’oro e che voi possiate riuscire____terminare l’ascolto avendo la voglia____rifarlo altre volte. Provate____stampare il dialogo e____riempirlo____le preposizioni semplici. E ascoltate poi la soluzione nel secondo file audio che trovate____questo episodio.____chi è interessato, abbiamo realizzato altri episodi dedicati alle preposizioni semplici. Date un’occhiata se avete tempo.____poco questo episodio sarà terminato. Solo il tempo____un saluto e un’ultima raccomandazione: trovate un amico____cui condividere i vostri episodi: farlo____due sarà più piacevole e produttivo!

Un saluto____Giovanni

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Ascoltare e ripetere. Ecco un modo divertente per imparare una lingua

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Descrizione

Un esperimento divertente che vi mostra un modo molto produttivo per parlare ed ascoltare nello stesso tempo. Sopratutto per pronunciare correttamente.

Il ponte delle Spie – ripasso dei primi 31 verbi professionali

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Trascrizione

Buongiorno a tutti, sono Giovanni, la voce principale di italianoSemplicemente.com.

L’episodio di oggi è un episodio dedicato alla Germania. Perché ho deciso di dedicare una puntata di Italiano Semplicemente alla Germania? Beh solo per ringraziare i donatori di questo sito, coloro che hanno aiutato e continuano ad aiutare Italiano Semplicemente attraverso delle donazioni.

L’ho già fatto con L’Azerbaigian e con l’Argentina in passato, in due episodi dedicati rispettivamente al Dolma (specialità azera) e al Mate (specialità argentina).

Oggi vediamo qualcosa della Germania e con l’occasione ripassiamo alcuni verbi che abbiamo dettagliatamente spiegato nel corso di italiano professionale. Parliamo dei cosiddetti “verbi professionali” che si usano più spesso in ambito lavorativo e che gli stranieri non usano quasi mai. Questa allora può essere una buona occasione per vedere qualche utilizzo interessante. Finora abbiamo spiegato ben 31 verbi di questo tipo.

Ok ma di cosa parliamo in particolare? Parliamo di un ponte tedesco. Sapete che il tema dei ponti recentemente è un tema sensibile per via del ponte di Genova crollato recentemente.

Ebbene Il ponte di cui sto parlando è il ponte di Glienicke, detto “il ponte delle spie”. Una cosa molto interessante, soprattutto dal punto di vista storico. Un film che sicuramente ci aiuta a volgere lo sguardo all’indietro per imparare qualcosa dal passato.

Il Ponte delle Spie – Autore: Undogmatisch Berlin

Mi avvalgo di questo episodio quindi non per promuovere il film di Spielberg dal titolo omonimo, di cui vi parlerò dopo, ma è solamente un modo che io utilizzo per ripassare i verbi professionali e per ringraziare i generosi tedeschi amici di Italiano Semplicemente. Un compito non facile, sicuramente, ma mi sono assunto questo incarico e mi adopererò per adempiere a questo compito fino alla fine. Ho già iniziato a dire il vero, poiché ho già utilizzato sei verbi professionali: avvalersi, promuovere, assumere, adoperarsi ed adempiere.

Andiamo avanti però perché dobbiamo arrivare a quota 31.

Il ponte di Glienicke è un ponte stradale di Berlino che supera il fiume Havel collegando la città di Potsdam e quella di Berlino; prende il nome dal centro abitato di Klein Glienicke.

È un ponte importante perché è un pezzo che insiste sulla storia di Berlino, ed investe direttamente il tema della guerra fredda che seguì dopo la seconda guerra mondiale.

È stato costruito tra il 1904 e il 1907. Fu distrutto nel corso della seconda guerra mondiale e fu ricostruito nell’immediato dopoguerra e riaperto al pubblico nel 1949 come “ponte dell’Unità“. Infatti prima che venne costruito il muro di Berlino nel 1961, questo confine era ancora aperto e dopo il 1949 il ponte fungeva da unione tra est e ovest e quello che succedeva è che ogni giorno centinaia di macchine transitavano sul ponte senza troppi controlli da una parte del ponte all’altra, da Berlino ovest alla DDR e viceversa. Il ponte, proprio al centro, vedeva il confine tra le due parti, e si può vedere come ad est e ad ovest le due parti del ponte abbiano anche un colore diverso.

Nel 1961 fu costruito il famoso muro e chiuso al traffico essendo posto sulla linea di demarcazione, la linea di confine fra la Berlino Ovest e la Germania Est. Alle due estremità del ponte furono collocati due posti di controllo dei militari delle due parti, quindi il transito fu interdetto. Interdire significa proibire con un atto d’autorità; vietare. Quindi il traffico, fino a quel momento libero per tutti, fu vietato ai normali cittadini.

Poi come sapete il muro cadde e così il ponte fu riaperto al transito nel 1989.

Il ponte è conosciuto soprattutto con il soprannome di “ponte delle spie“, in quanto durante il periodo della guerra fredda fu il luogo in cui avvennero alcuni scambi diplomatici fra le due parti: venivano scambiati dei prigionieri, delle spie di entrambe le fazioni.

Chi sono le “spie”? Spie è il plurale di “spia”, un termine femminile, ma in realtà non ha nulla a che fare col sesso. Una spia è infatti una persona (può essere di entrambi i sessi) che esercita un’attività segreta, che fa qualcosa di segreto: come ad esempio cercare di catturare informazioni importanti, eseguendo degli ordini commissionati da uno stato ai danni di qualcuno. In questo caso si tratta di spie di guerra, spie particolari, persone che, nel territorio di uno stato, svolgono un’attività clandestina, la svolgono di nascosto, al fine di informare un altro stato. Quindi in questo caso le spie sono le persone che cercavano informazioni importanti in Occidente per conto dell’Oriente e In Oriente per conto dell’Occidente.

Abbiamo anche parlato di “guerra fredda”, che, è bene precisarlo, è un termine che indica la lotta politica, i contrasti ideologici che vennero a crearsi dal 1947, cioè dalla fine della seconda Guerra Mondiale, tra i due vincitori della guerra: gli Stati Uniti d’America e l’Unione Sovietica, che non potendo affrontarsi direttamente per il rischio di essere distrutte entrambe con armi atomiche (le armi più importanti di cui si possa disporre), hanno dato vita ad una “guerra fredda” (si chiama fredda poiché il caldo è associato alle armi ed alle esplosioni). Si forma a quei tempi quello che anche oggi chiamiamo l’Occidente e l’Oriente, due grandi blocchi internazionali tra loro ostili. L’occidente comprende gli Stati Uniti, gli alleati della NATO e i Paesi amici mentre l’Oriente, è il cosiddetto “blocco comunista” composto dall’Unione Sovietica, gli alleati del Patto di Varsavia e i Paesi amici.

L’Unione Sovietica e gli Stati Uniti durante questo periodo della guerra fredda usarono per molto tempo il ponte per scambiarsi tra loro le spie fatte prigioniere, per questo motivo il ponte fu soprannominato il “ponte delle spie“.

In pratica avvenivano su questo ponte degli scambi di prigionieri. Questo dal 1962 quando una spia russa, fu liberata in cambio di un pilota statunitense.

Nel 1985 ci fu un altro scambio: 23 agenti dei servizi segreti statunitensi in cambio di un agente e altre tre spie sovietiche. L’ultimo scambio avvenne nel 1986 e fu l’unico reso pubblico a seguito di un servizio delle televisioni occidentali. Uno di questi scambi di spie viene descritto in un film dal titolo “il ponte delle spie”, un film di Steven Spielberg. Sapete che si tratta di un grande regista, anche se all’inizio veniva liquidato come regista un po’ commerciale rispetto a Coppola e Scorsese. Spielberg con l’aiuto dell’attore Tom Hanks, si è adoperato per rendere il ponte delle spie ancora più famoso; si tratta infatti di un film che ha un’ottima valutazione da parte dei critici dopo che questi ultimi lo hanno vagliato con attenzione.

Spielberg con questo film infatti ha saputo convertire una sua naturale predisposizione alla metafora in un denso rigore narrativo. Un film infatti che ha molta attinenza ai fatti. Questo significa che quanto viene raccontato risponde in linea di massima a ciò che è realmente accaduto: La ricostruzione di Berlino, devastata dai bombardamenti, è splendida e allo stesso tempo abbastanza cruda e scioccante. Sono molto belli anche i passaggi del film in cui si mostrano le trattative dello scambio delle spie, con ognuna delle due parti che cerca di dettare le condizioni usando il proprio stile, così diverso dall’altro ed è proprio uno splendido Tom Hanks che impersona un avvocato che riesce a dirimere una trattativa molto delicata. Un film da vedere sicuramente, anche se la sua durata supera, se vogliamo arrotondare, le due ore e quindi potrebbe far declinare la concentrazione. Comunque Il film ha riscosso un discreto successo in Italia, anche da parte della critica, non solo dal pubblico. Non lo sto dicendo tanto per dire perché questo è suffragato dai dati. Qualcuno però dice che non è un film da spacciare come un capolavoro del cinema, un film per cui valga la pena di contrarre un debito per pagare il biglietto, ad ogni modo sicuramente non ha disatteso le aspettative del pubblico, non a caso è un film che ha come si dice, sbancato il botteghino.

L’episodio sta volgendo al termine, spero di essere riuscito a fare un buon lavoro. Sono riuscito ad utilizzare tutti i verbi professionali visti finora. Se ci sono riuscito significa che ho erogato un servizio di qualità per i membri dell’Associazione Italiano Semplicemente. Se invece non ci sono riuscito potete addossare la responsabilità esclusivamente su di me ma non potete querelarmi. Non potete farlo perché non ho parlato male di nessuno dei visitatori di Italiano Semplicemente.

Piuttosto coloro che sono interessati ai verbi professionali ed in generale al linguaggio del mondo del lavoro non devono fare altro che chiedere la loro adesione all’Associazione Italiano Semplicemente. State certi che non casserò la vostra richiesta di adesione.

Bene. Finalmente ho appena utilizzato il penultimo dei 31 verbi professionali (cassare) e questo implica che adesso posso dare il mio consueto saluto a tutti. Implicare era infatti l’ultimo verbo in programma.

Grazie dell’ascolto.

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Paura di parlare in italiano?

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Descrizione

In questa puntata di italiano semplicemente Ulrike, membro della nostra associazione, utilizza molte espressioni italiane che ha imparato sulle pagine del sito.

Trascrizione

Voglio parlare del parlare, e precisamente della paura di uno straniero di parlare l’italiano. Volevo farlo già da un bel po’ di tempo, *vuoi per* esercitarmi, *vuoi dopo* aver scoperto che siamo in tanti noi stranieri che cerchiamo di evitare un discorso a voce. Allora adesso colgo l’occasione e prendo il toro per le corna:. Mi chiedo perché si riesca a scrivere in una chat apparentemente senza problemi (certo con degli errori), ma almeno senza o con poca paura di farne, ed invece sì abbia molta paura di parlare. Perché fra le due possibilità di comunicare si preferisce solitamente la scrittura? A me pare che i problemi comincino ad emergere quando si inizia ad usare la propria voce.

Il suono della propria voce, quando si pronunciano parole straniere, sembra una cosa quasi che non ci appartiene, quasi la voce di un alieno.

Chi parla, sono proprio io? Poi, con la tua voce, facendola ascoltare ad altri, riveli un po’ della tua personalità, fai sentire le tue incertezze in modo più diretto, più vicino a chi ascolta; si sente il tuo respiro, i sottili rumori della lingua, ci si accorge come sei in cerca delle parole giuste per esprimere quello che vuoi trasmettere, si può notare la tua agitazione. Così la distanza fra te e i tuoi interlocutori viene ridotta e tu risulti più esposto a critiche. Una difficoltà particolare si incontra nei discorsi con degli interlocutori invisibili come nel gruppo Whatsapp dell’ Associazione Italiano Semplicemente, perche registrando il tuo messaggio parli quasi nel vuoto. Putacaso vedessi la mimica, anche un solo sguardo, una qualunque reazione immediata al tuo intervento vocale, potresti scoprire subito se sei stato comprensibile e saresti quindi in grado di reagire a tua volta, magari cercando un’altra parola, fare delle domande. Insomma potresti provare a spiegarti meglio.
Tutti questi aspetti – tra l’altro – compongono quello che chiamiamo timidezza o paura di parlare. Conoscete il detto la paura fa novanta? Significa che la paura stimola nel fare cose a volte impossibili. Nel parlare invece questo detto non vale per niente. Cosa fare allora per superare la preoccupazione che parlando si faccia cilecca nel senso di non raggiungere l’obiettivo comunicativo sperato? Permettetemi qualche pensiero e di dare alcuni suggerimenti all’ascoltatore in merito: Il primo: comincia a leggere ogni tanto ad alta voce qualche pezzo del tuo libro italiano preferito o di un qualsiasi testo in italiano. Poi cerca di parlare come mangi, quindi in parole povere, cioè in modo semplice, almeno quando parli spontaneamente senza precedente preparazione.
Terza proposta: comincia con poche parole, forse solo con un breve saluto. Dopo un po’ continua con poche frasi, volendo anche con l’aiuto degli appunti preparati prima. Ci vuole parecchia pazienza per ottenere più sicurezza ma così il gioco funziona e piano piano ci si butta a parlare più facilmente e più spesso in modo spontaneo. Restano i molti errori che credevi superati, ma ciò vale anche per la comunicazione scritta, che è tutta un’altra cosa. Gli errori non sono importanti! Checché se ne dica, c’è solo un modo di imparare a parlare e questo è propri PARLARE!

Fattene una ragione e datti il via libera per il prossimo messaggio a voce.

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Settima regola d’oro di Italiano Semplicemente: parlare!

“se insegnate qualcosa a qualcuno, non la imparerà mai”

Bernard Shaw

Audio

Trascrizione

image013Benvenuti nella settima regola d’oro di Italianosemplicemente. Grazie di essere qui ad ascoltare o leggere questo nuovo episodio di italianosemplicemente.com.

Questa è l’ultima delle sette regole d’oro, l’ultima delle sette importanti regole, fondamentali, importantissime, per imparare l’italiano velocemente e con divertimento. Soprattutto per imparare l’italiano senza dover perdere anni a leggere e studiare libri di grammatica inutilmente.

A questo serve Italiano Semplicemente, è questo cioè il motivo per cui è nato questo sito, nel luglio del 2015. Le sette regole d’oro sono appunto sette, come i sette vizi capitali, come i sette nani, ed anche i sette sacramenti, o anche come i sette colli di Roma. Ci sono anche i sette samurai, un film di Akira Kurosawa. Sette è, a quanto pare, un numero magico. E questo numero magico lo applichiamo anche all’apprendimento di una lingua. Le sette regole d’oro sono quindi, possiamo dire, i sacramenti dell’insegnamento di una lingua straniera, se vogliamo trovare delle analogie; sono i consigli più importanti, sono le regole da seguire se state imparando una lingua sia ad un livello base, come Principiante (A1,A2) oppure ad un livello Intermedio (B1,B2).

Chi sta ascoltando e sta comprendendo ciò che sta dicendo ora, evidentemente è ad un livello intermedio, e per voi credo sia importante ascoltare questi consigli se volete migliorare il vostro modo di parlare, se volete diventare più fluenti, quindi se volete parlare senza balbettare, senza inciampare sulle parole e senza fare delle lunghe pause prima di ricominciare a parlare.

Passare dal livello della comprensione a quello dell’espressione. Ecco: questo è il vero problema. E per arrivare ad un buon livello di espressione occorre seguire un metodo. Quello che vi propongo è basato su poche e semplici regolette, sette appunto, da seguire ed è un metodo, credetemi, molto efficace. Non è un caso che esistano siti in francese in inglese, tedesco e spagnolo che  usano metodi analoghi, metodi simili, e che riscuotono molto successo. Questi siti hanno molto successo (riscuotere successo significa avere successo) ed il motivo è semplice se ci pensate bene. Quali sono infatti le cose più preziose quando si impara una lingua? Sono il tempo, la volontà e l’interesse. Questi tre fattori sono fondamentali, e se non si ha tempo non si può studiare una lingua, se non si ha la volontà, cioè la voglia di farlo, non durerete molto a lungo e quindi vi stancherete se non avete la volontà di studiare, e, dicevo, per ultimo ma non per importanza (last but not least) l’interesse.  Se non siete interessati a ciò che studiate o ascoltate, le cose non vi resteranno in testa molto a lungo e finirete per dimenticare.

Per affrontare questi tre grossi problemi (tempo, volontà, interesse) ho scritto le sette regole d’oro. Oggi spieghiamo l’ultima delle sette regole, poiché le altre sei sono già online nella duplice versione audio-testo. Prima di spiegare la settima regola è bene forse fare un piccolo riassunto delle regole precedenti.

La prima regola è ascoltare, ascoltare, ascoltare: repetita iuvant. Con questa regola, fondamentalmente per accorciare i tempi, si affronta quindi il primo problema, quello del tempo. Ascoltare è fondamentale ed è fondamentale ripetere l’ascolto: ascoltare più volte la stessa cosa: dedicare tempo, molto tempo, all’ascolto. Già. Ma così non si risolve il problema del tempo giusto? Non lo si risolve perché per risolvere completamente il problema del tempo c’è la seconda regola: usare i tempi morti. Se non abbiamo tempo per ascoltare? Come fare? Occorre ascoltare, ma ascoltare mentre, ad esempio, lavate i piatti, ascoltate mentre fate ginnastica, mentre vi fate un giro in bicicletta, mentre fate una passeggiata o anche mentre state andando al lavoro in autobus o in automobile. Quanti di voi vanno a lavorare e impiegano 40, 60 minuti? C’è un’espressione italiana che recita “unire l’utile al dilettevole”. Fare cioè cose utili, come andare a lavorare, e nello stesso tempo ascoltare e studiare l’italiano, ciò che rappresenta il dilettevole, ciò che è dilettevole, cioè che è divertente, ciò che volete fare perché è vostro desiderio imparare la lingua di Dante Alighieri.

Unire l’utile a dilettevole dunque, ok, quindi ascoltare e usare i cosiddetti “tempi morti”  è importante, ma per ottimizzare l’uso del tempo ancora di più, per fare in modo che il tempo che dedichiamo all’italiano sia tempo veramente utile, occorre che quando ascoltiamo non siamo stressati. Questa è la terza regola d’oro. Se siete stressati, se ascoltate mentre in casa vostra c’è confusione, con la TV accesa, con i bambini che girano per casa o in altre condizioni stressanti, non va bene. Il vostro apprendimento ne risentirà, e la vostra mente andrà da un’altra parte. Mentre ascoltate vi verranno in mente altre cose che dovete assolutamente fare in giornata ed altre cose ancora. Occorre invece eliminare lo stress; occorre avere la mente libera. Per questo, prima, vi consigliavo di ascoltare mentre fate una passeggiata rilassante, o quando comunque non impegnate la vostra mente in altro modo.

Il problema del tempo quindi si affronta con le prime tre regole d’oro.

Passiamo alla volontà. Avere volontà è importante. “Willpower” è il termine in inglese, e secondo me, questa è la mia personale opinione, la volontà rappresenta una delle qualità più importanti di una persona. È una qualità non innata, con la quale non si nasce, ma è una qualità che si coltiva, che si deve nutrire costantemente. È una qualità, la volontà, che ha bisogno di tempo per svilupparsi, e che ha bisogno di costanza, di ripetizione, di regolarità, di routine. È come un muscolo che va allenato, e che darà dei risultati strepitosi una volta superato il periodo iniziale. Questo è un argomento sul quale si potrebbe parlare per ore ed ore.

La disciplina è quindi importante e di conseguenza occorre applicare queste regole tutti i giorni. Mezzora, un’ora al giorno è l’ideale.

Cosa dice la quarta regola d’oro? La quarta regola parla di storie e di emozioni. Imparare attraverso delle storie e attraverso delle storie emozionanti. Non importa quale sia l’emozione chiamata in causa: gioia, divertimento felicità; la cosa importante è che si crei quel cemento che non ci faccia dimenticare ciò che ascoltiamo. In fondo è con le storie e con le emozioni che si vive, e quelle che si ricordano di più sono le storie e le emozioni più forti; il resto si dimentica molto facilmente. Quindi la quarta regola serve a questo: serve a cementare, ad incollare ciò che imparate. Tramite le storie e le emozioni poi non focalizzate la vostra attenzione sulle singole parole, ma sulle frasi, sulle frasi intere, sulla storia intera, ancora meglio.

Passiamo alla quinta regola. Con questa regola andiamo ancora oltre: andiamo verso la terza chiave che come detto è l’interesse. Il tempo lo abbiamo visto, la volontà anche, ora l’interesse.

Ascoltate ciò che vi piace. Non ascoltate tutto ciò che vi capita, ma vi consiglio di fare una selezione: selezionate gli episodi che destano il vostro interesse e non fate come i muli, che vanno dritti senza vedere dove vanno. I muli sono quegli animali che, sono utilizzati nella lingua italiana per indicare le persone che non ragionano e che vanno avanti senza neanche guardare, che vanno avanti come un mulo. In inglese, se non sbaglio, si chiamano “mules”, in spagnolo “mulas” ed in francese è abbastanza simile “les mules”. In tedesco (“die Maultiere”) ed in arabo, scusate la pronuncia dovrebbe essere (ELBIRELI) البغال  . Fortunatamente nella redazione di Italiano Semplicemente abbiamo Shrouk che ci aiuta. Come si dice Shrouk!

Shrouk: “ si dice البغال in arabo”.

Grazie Shrouk, andiamo avanti dunque. Andiamo alla regola numero 6: utilizzare le domande & risposte. Questa è una regola importante soprattutto per i principianti, che in questo modo possono facilmente superare lo scoglio iniziale (lo scoglio si usa in italiano per indicare un grosso ostacolo: “rock” in inglese).

Ovviamente per ognuna di queste regole appena descritte c’è un articolo in forma scritta e un file audio che se volete potete ascoltare per approfondire ciò che vi interessa di più, la regola che vi interessa di più.

Oggi siamo alla regola numero sette: parlare.

Parlare fa parte della comunicazione. Non possiamo solo ascoltare. Ascoltare va bene, è fondamentale, ma dobbiamo anche parlare. Per due motivi dobbiamo farlo.

Il primo motivo è che in questo modo ci abituiamo, prendiamo l’abitudine ad ascoltarci e ci sentiamo sempre più a nostro agio. Sembrerà banale, ma la timidezza è un fattore importante. All’inizio saremo in imbarazzo, tenderemo a dire molti emmm, ehhh,…  a fare molte pause, ad essere esitanti. Tenderemo a volte ad andare molto velocemente, perché nella nostra testa pensiamo: più veloce parlerò, prima finirò di parlare e prima esco dall’imbarazzo. Poi col tempo impariamo a gestire le pause, e se necessario, impariamo a parlare più lentamente; ci abituiamo ad ascoltarci, non ci vergogniamo più, ed acquistiamo sicurezza. Col tempo impariamo che gli altri non stanno lì a giudicarci, ma sono disposti anche ad ascoltarci e ad aiutarci se c’è bisogno. E vedrete che il vocabolario base italiano in realtà è molto semplice, e che ci sono molti modi semplici per dire la stessa cosa. Vedrete ed imparerete da soli che parlare ed esprimersi, per far passare un messaggio, è più facile che comprendere, perché quando parlate scegliete voi le parole da utilizzare, siete voi a decidere quali parole usare.

La seconda motivazione è che parlando, parlando da subito, abbiamo subito soddisfazione, capiamo sin da subito che possiamo farcela. Questo vale sia per i principianti che per coloro che si trovano ad un livello più avanzato.

C’è una frase di Bernard Shaw che mi è rimasta impressa. La frase è “se insegnate qualcosa a qualcuno, non la imparerà mai”.  Cosa significa? Significa che l’apprendimento è un processo attivo. Solo “facendo” s’impara. Ho letto questa frase sul libro di Dale Carnagie dal titolo “Come trattare gli altri e farseli amici”, questo è il titolo in Italiano ovviamente. Un libro che consiglio a tutti di leggere perché molto ricco di contenuti. Quindi se volete applicare le sette regole d’oro agite, cominciate a parlare, oltre che ad ascoltare. Altrimenti vi dimenticherete in fretta di quello che ascoltate e di ciò che vi viene detto ed insegnato. Solo le conoscenze delle quali si fa uso costante si fissano nel nostro cervello.

I principianti, con la sesta regola (la numero sei) possono già iniziare a parlare rispondendo alle domande ascoltando le Domande & Risposte. Infatti ogni storia per principiante, oltre al file audio della storia, che è molto breve, ha anche un ulteriore file audio che si chiama “Domande & Risposte”. In questo file audio si fanno molte domande, anche semplicissime, sulle storielle ascoltate, ed in questo modo si inizia a parlare sin dall’inizio; domande e risposte del tipo:

D: Chi parla? Giovanni?

R: Sì. Parla Giovanni.

D: Chi parla ora?

R: Giovanni parla, è Giovanni che parla ora.

D: Parla Giuseppe?

R: No, non è Giuseppe che parla, ma Giovanni.

D: Giovanni parla in italiano?

R: sì, esatto. Giovanni parla in Italiano

D: Giovanni è un madrelingua italiano?

R: proprio così, Giovanni è un madrelingua italiano e parla in italiano.

Per gli intermedi (quindi B1,B2 o C1) consiglio ugualmente di ascoltare i file audio delle Domande & Risposte, perché in questo modo scoprirete come è facile sbagliare le preposizioni semplici e articolate quando date le risposte. E ascoltando questi file e provando a rispondere vedrete come è facile e veloce migliorare il vostro italiano. Provate e vedrete.

Io dopo di voi  darò le risposte, ascolterete quindi da me anche le risposte, e di conseguenza potrete confrontare le mie risposte con le vostre, e capirete così dov’è che sbagliate: se sbagliate l’articolo, la preposizione, oppure la pronuncia. Imparerete così parole nuove, sinonimi, contrari e soprattutto vi accorgerete dei vostri progressi giorno per giorno.

Non solamente Domande & Risposte però. Oggi abbiamo whatsapp, abbiamo le chat in cui si possono registrare dei piccoli audio, possiamo registrare la nostra voce ed ascoltare quella degli altri. E tutto questo è gratuito se utilizzate il wifi.

Questo è un consiglio che vi do, iniziate a parlare con qualcuno che è al vostro stesso livello, e se ci riuscite create un piccolo gruppo dove sia presente anche un italiano che possa aiutarvi, se possibile.

Attenzione però. Ho, diciamo così, tre avvertimenti, tre consigli che mi sento di darvi. Il gruppo deve essere piccolo. Questo è il primo consiglio. Quattro, cinque persone, non di più. Ci si deve conoscere, si deve avere interesse l’uno dell’altro, si deve creare un rapporto di amicizia, se non si conoscono già queste persone con cui condividiamo il gruppo.  Altrimenti si viene sommersi di messaggi e non si riesce a conoscere nessuno, soprattutto se non si ha molto tempo a disposizione.

Secondo consiglio: utilizzate whatsapp soprattutto per registrare ed ascoltare messaggi audio. Questo porta molti vantaggi: Potete registrare quando volete e potete ascoltare i messaggi dei vostri amici quando volete e quante volte ne avete voglia, soprattutto se non avete ben capito. Potete ascoltare anche voi stessi, anche la vostra stessa voce, una o più volte, dopo che avete registrato un messaggio. Questo è il grosso vantaggio di whatsapp rispetto a Skype ad esempio.

Terzo consiglio: dovete prendere l’abitudine di fare questo tutti i giorni. 5-10 minuti al giorno. Parlare 5 minuti al giorno vuol dire parlare 35 minuti alla settimana. Vi sembra poco? A fine mese avrete parlato 150 minuti! Ed avrete ascoltato almeno la stessa quantità di minuti. Un grande risultato direi.

Attenzione però. Non usate solamente whatsapp per ascoltare, altrimenti, a meno che se non ci siano dei madrelingua nel gruppo non capireste mai i vostri errori o i modi alternativi per esprimere lo stesso concetto. Per questo vi dicevo che sarebbe importante avere una persona italiana nel gruppo. In ogni caso ai principianti consiglio di usare sia whatsapp che le storie per principianti e le domande & risposte delle storie. Queste storie si trovano nella pagina “livello base – principianti” del sito. In questo modo potete imparare a parlare correttamente, rispondendo alle domande ed ascoltando le risposte da me, e poi potrete anche parlare con i vostri amici.

A coloro che stanno ad un livello più avanzato, oltre a whatsapp consiglio di ascoltare più volte i file a loro dedicati, seguendo le sette regole d’oro naturalmente. Questi file li trovate tutti nella pagina “Livello Intermedio”; ci sono le spiegazioni delle frasi idiomatiche italiane, ma ci sono anche le lezioni di italiano professionale, e consiglio di provare a fare gli esercizi di ripetizione che si trovano alla fine di ogni file audio. Inoltre è un buon esercizio quello di ascoltare i file audio e ripetere ciò che ascoltate nello stesso tempo, meglio se ad alta voce se potete farlo. Io uso questa tecnica col francese e con l’inglese e mi è molto utile per capire le parole difficili da pronunciare.

Questo è tutto. Adesso sapete cosa fare, conoscete le sette regole da usare. Non è facile lo capisco. Anche io cerco di applicarle tutte per il francese e l’inglese, da intermedio e col tedesco da principiante e ci riesco quando sono costante, quando diventa un’abitudine. Se salto un paio di giorni, a volte mi capita, diventa molto difficile riprendere ed essere costante. Mi auguro che anche riusciate ad essere costanti, e spero veramente di esservi stato utile. Vi rinnovo il mio invito ad ascoltare le storie di Italiano semplicemente. Seguiteci su Facebook, che resta il luogo principale per scambiarci opinioni e messaggi, su Instagram, dove di tanto in tanto inserisco qualche immagine che riguarda i nuovi episodi di Italiano Semplicemente oppure su Twitter, dove il nome dell’account è @ItalianoSemplic.

Ogni settimana vi aspetta un nuovo episodio, vi aspetto. Siate numerosi. Ciao.