Il linguaggio dei colori

Audio

Trascrizione

Daria: Ciao a tutti, sono Daria, un membro di italiano semplicemente. Oggi vorrei condividere con voi alcune espressioni che mi sembrano interessanti e molto curiose.Giovanni: Daria, ragazza russa, ha avuto un’ottima idea devo dire, quella di parlare dei colori. In che modo?

Daria: Chi di voi non ha un colore preferito? Ma sapete che l’italiano è una lingua ricca di parole con diverse sfaccettature di significato. Vero?
Sui colori ad esempio la lingua russa è un po’ povera, diciamo così, e presto capirete perché la lingua italiana è così ricca di sfumature anche quando si parla di colori.

Giovanni: hai detto sfumature Daria? Bella parola questa. Le Sfumature del significato intendevi. Ma ci sono anche le sfumature dei colori. Giusto Daria?

Daria: il concetto di sfumatura è interessante. Ogni colore, possiamo dire, ha infinite sfumature, come alcune parole italiane.
Il verbo sfumare è legato intimamente al concetto di colore. È simile a diluire, variare, si tratta di leggere differenze nella tonalità del colore e nella sua intensità anche.

Giovanni: Anche in cucina si usa il verbo “sfumare” , adesso che di penso. Il significato è un po’ diverso pero: attenuare l’intensità di un colore, che diventa così meno forte. In cucina significa far evaporare lentamente, quindi c’è il fumo di mezzo.

Daria: certo, ma torniamo ai colori.
L’intensità di un colore, si è detto, e la sua tonalità, vengono sfumate, cioè dissolte, attenuate, diminuite.

Giovanni: Qualcosa diminuisce fino a scomparire? Allora questa cosa possiamo dire che “va in fumo” . Questa è un’espressione idiomatica che indica il dissolversi di qualcosa. Un affare andato in fumo ad esempio, l’affare non c’è più, è scomparso. Se prima era qualcosa di reale, ora è andato in fumo. Ecco il legame con la cucina: quando un liquido evapora, sfuma, cioè diventa fumo, quindi scompare. Sfumare il pesce col vino bianco ad esempio: versare un po’ di vino e aspettare che evapori.

Daria: E la tonalità? Quando parliamo di un colore la tonalità è il grado di intensità di un colore. Quando è forte un rosso? Qual è la sua tonalità? Ci sono molte tonalità di rosso: rosso porpora, rosso sangue, rosso di Persia, il bordeaux, l’amaranto e tanti altri.

close up of fruits hanging on tree
Un frutto rosso porpora – Photo by Pixabay on Pexels.com

Giovanni: Poi ci sono i colori “pastello“. Mai sentiti i colori pastello? Per tutti i colori esiste una tonalità pastello. Si tratta di colori con dei toni chiari e sfumati; sono i colori più delicati, i colori pastello.
Possiamo anche dire che i colori pastello hanno una tinta più delicata e luminosa.
La “tinta” è una parola usata in molti contesti diversi.
Essa stessa è un sinonimo di colore.

pink teal and orange panel
Colori pastello – Photo by Milly Eaton on Pexels.com

Daria: Di quale tinta mi faccio i capelli oggi? Ho voglia di provare la tinta rossa. Si, dirò alla parrucchiera di dare una tinta rossa aibmiei capelli oggi.

Giovanni: buona idea Daria.
La tinta si dà. Dare è il verbo più associato alla tinta. Devo tinteggiare le pareti della mia casa. Stavolta voglio dare una tinta gialla in cucina, mentre per la camera da letto preferisco la tinta rossa, magari con una tonalità pastello, così non dà molto fastidio alla lunga. La tinta è quindi il colore che si dà a qualcosa, che si applica a qualcosa per renderla colorata. Simile a tinta è vernice ed anche tintura.

Daria: La tintura è sia l’operazione che si fa quando si applica un colore, una tinta a qualcosa, ma indica anche il prodotto che si usa quando si tinge qualcosa. Molto usata è la tintura per capelli, che contiene dei materiali adatti a tingere i capelli, in modo che assumano un colore preciso.
E la vernice? Anche la vernice è un prodotto che serve a tingere, ma si dice in questo casi: verniciare. La vernice è come la tintura, è un mix di sostanze chimiche o naturali che serve a conferire un colore ad una superficie trattata con questa verniciatura.
Il colore che assume questa superficie dipende dal colore della vernice.

woman sitting on bench
Una panchina verniciata di un colore verdastro – Photo by Ion Ceban @ionelceban on Pexels.com

Giovanni: Sì, la vernice si usa per dipingere i cancelli di ferro delle abitazioni, le inferriate eccetera. La vernice è uno strato sottile di copertura, e non si usa questo termine per i capelli, dove come si è detto si utilizza tintura o anche tinta.
Per gli oggetti metallici si usa sempre la vernice.
Ne esistono di vari tipi: la vernice antiruggine (per fare in modo che il ferro non arrugginisca, cioè non sia attaccato dall’acqua) quella ignifuga, che rende il materiale verniciato resistente al fuoco, ed altri tipi di vernici ancora.

aged brown chain close
Una catena arruginita (piena di ruggine) – Photo by Miguel Á. Padriñán on Pexels.com

Ma la parola tinta è interessante perché si usa per descrivere altre cose, non solo il colore. Ad esempio per descrivere uno stato d’animo, un modo per vedere le cose.
In fondo esistono colori chiari e colori scuri giusto?

Daria: E i colori sono da sempre associati agli stati d’animo.
Oggi sono nera! Non mi dite nulla perché sono arrabbiatissima.

Giovanni: ho paura di rimanere bocciato all’esame di chimica. Sai Daria?

Daria: ma dai… non esagerare le tinte! Hai frequentato le lezioni e il professore sarà buono con te… non essere pessimista. Non devi vedere tutto nero! non devi vedere tutto in tinta fosca. C’è ancora tempo prima dell’esame.

Giovanni: in questo caso l’espressione “esagerare le tinte” significa drammatizzare le cose o circostanze, essere pessimisti.
La persona ottimista invece potrebbe dire all’altra:
di “non farne un dramma” oppure “lo dipingi come un dramma a forti tinte”.
In pratica sta consigliando di non essere negativo, di vedere il futuro con tinte meno fosche. Le tinte fosche indicano che si stanno accentuando gli aspetti negativi in modo da aver paura o da far aver paura anche gli altri.
Stai dipingendo una situazione a tinte fosche, ma non c’è niente di cui preoccuparsi in realtà.

Daria: Ora è chiaro che la parola tinta o tinte indica il colore immaginato dei pensieri, degli umori di una persona. Così si può anche dire “vedere tutto di tinta rosea” che ha il significato contrario, molto positivo. Quando si vede tutto positivamente, cioè nel colore rosa, a tinte tosa o rosee.

Giovanni: Evidentemente il colore rosa è associato alla positività. Quando siamo innamorati ad esempio spesso vediamo il nostro rapporto in tinta rosea. Che bello vivere quei momenti!
Tornando alla vernice, avete presente le panchine per sedersi nei parchi? Quando sono state tinte di recente, si mette una scritta:
Vernice fresca” e noi sappiamo che sarebbe meglio non toccare la panchina per non macchiarci le mani o il vestito.

painting materials scattered inside room
Una parete appena tinteggiata di bianco – Photo by rawpixel.com on Pexels.com

Daria: È interessante che la parola vernice possa usarsi anche il senso idiomatico:
-la vita che mostrano le persone su Instagram è tutta vernice e non corrisponde alla realtà.
La vernice in questa frase rappresenta l’immagine che deve essere mostrata, che deve apparire, non la realtà. Come quando qualcosa è stato colorato di proposito per farlo apparire più bello.

Giovanni: adesso abbiano fatto una bella descrizione dei colori mi sembra. Vero Daria?

Daria: facciamo un esercizio di ripetizione?

Giovanni: ok, un bell’esercizio di ripetizione.

  • Il Colore che preferisco è il rosso porpora.
  • Una sfumatura chiara.
  • Una sfumatura scura.
  • Tinteggiare il muro.
  • Tingere i capelli.
  • Dipingere un quadro.
  • Colorare un disegno.
  • Dipingere a tinte fosche. I pessimisti dipingo a tinte fosche
  • Le tonalità di colore.
  • Un tono più chiaro.
  • Bisogna sfumare un po’ questo verde. È troppo scuro.
  • La tintura per capelli.

Qualche domanda? Qualcosa da chiarire?

Bogusia (Polonia 🇵🇱): Buona serata a tutti. 👋Ho una fifa blu di iniziare la partecipazione così di punto in bianco, però penso che abbiate fatto un bel lavoro e vi do il disco verde. Un pochino sono verde dall’invidia però, perché non faccio parte di questo episodio. E non sto esagerando le tinte, dicendolo.

Bell’episodio. Avrei anche una domanda: posso anche attenuare oppure calcare le tinte non solo esagerare le tinte?

Vi piace vestirvi in tinta? Un maglione con le calze in tinta? Per esempio.

Giovanni: ciao Bogusia (Bogusia è uno dei membri più attivi dell’associazione). Hai usato molte espressioni sui colori. Se hai una fifa blu vuol dire che hai paura, hai molta paura, sei molto spaventata nell’iniziare a partecipare di punto in bianco (cioè all’improvviso). esiste anche la fifa nera, con significato equivalente. La fifa è sempre la paura, nel linguaggio colloquiale. Grazie del tuo disco verde, se ci dai il disco verde allora vuol dire che sei d’accordo, c’è il tuo benestare alla pubblicazione di questo episodio, quindi ci dai il via libera, una frase più o meno equivalente a dare il disco verde, che richiama il colore del semaforo: col verde si può passare.

Chris (Inghilterra 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿): Puoi darmi alcuni esempi di suffissi che possono essere usati con i colori?

Giovanni: Ciao Chris, (anche Chris è un membro, londinese stavolta, dell’associazione). I suffissi, ok, ti riferisci a quando dopo il nome di un colore si aggiunge alla fine qualcosa come il suffisso –astro, ad esempio, tipo rossastro, oppure biancastro, verdastro. Oppure –ognolo, come azzurrognolo, verdognolo o –iccio, come bianchiccio o rossiccio.

Allora si tratta di variazioni, di colori particolari, simili a quelli indicati. Il rossastro ad esempio indica un colore rosso ma non esattamente rosso, un rosso un po’ tendente all’opaco e allo sporco. Un rosso opaco, un rosso sporco: Opaco significa poco trasparente, o anche privo di lucentezza, di luminosità, che quindi non brilla con la luce. Un colore opaco non è un colore vivido: ecco, probabilmente vivido è il contrario di opaco.

woman clown hair girl
Capelli di un colore “rossastro” – Photo by Rene Asmussen on Pexels.com

Lo stesso discorso vale per biancastro o verdastro. Diciamo che questo rossastro è un rosso poco vivo, non ben definito e non uniforme, una luce rossastra ad esempio, o una sabbia un po’ rossastra. Quindi tendente al rosso, ma non esattamente rosso. Anche se non sappiamo esattamente di che tonalità di rosso si tratta, perché non conosciamo esattamente il tipo, il nome della sfumatura, allora spesso si dice colore rossastro, verdastro eccetera.

Se dico azzurrognolo, non cambia molto in realtà. Azzurrastro non si usa; é più bello azzurrognolo: un azzurro che può essere slavato, cioè quasi scolorito, quindi più chiaro o anche quasi un grigio tendente all’azzurro. Non esattamente azzurro quindi, ancora una volta. Slavato è un aggettivo spesso associato ai colori. Si vuole indicare un colore sbiadito, spento, un po’ scolorito appunto, si dice anche un colore smorto. Slavato, sbiadito, smorto, hanno tutti una connotazione un po’ negativa: non sono colori vividi, brillanti, luminosi. colori accesi.

a wooden louver window open hatch
Questo muro è di un giallo un po’ sbiadito – Photo by Leah on Pexels.com

Quando un vestito perde un po’ di colore si dice che sbiadisce, diventa di un rosso sbiadito ad esempio.

E bianchiccio? Più o meno la stessa cosa che biancastro, forse un po’ più sgradevole come colore, sempre simile al bianco comunque, tendente al bianco ma se non ci piace tanto come colore allora è un colore bianchiccio.

Ho dovuto prendere una medicina dal colore bianchiccio, una vera schifezza! Bleah!

Insomma avete capito certamente che la luce è molto legata ai colori e tutti gli aggettivi che posso trovare per indicare una variazione, una tonalità particolare di colore, hanno spesso a che fare con la luce. Un’altra domanda? Vedo una mano alzata. Ulrike, dimmi pure, piaciuto l’episodio?

Ulrike (Germania 🇩🇪): Bravi, bell’episodio in coppia. Spero non abbiate passati la notte in bianco per crearlo. Scherzi a parte. Forse il concetto cambiare colore per dire impallidire o arrossire a causa di emozioni particolari sarebbe interessante.

Giovanni: beh, brava, anche le emozioni sono legate ai colori. Non abbiamo passato la notte in bianco comunque. Passare la notte in bianco significa non dormire, stare svegli tutta la notte, e non per volontà. evidentemente qualcosa ci ha impedito di dormire e come conseguenza abbiamo passato la notte in bianco. Poi hai usato impallidire, che è un bel verbo. Viene dalla parola pallido, cioè sbiancato: se qualcosa è pallido (solitamente si parla del viso di una persona) significa che è diventato bianco: è sbiancato, quindi quando una persona “sbianca”, cioè “sbianca in volto“, evidentemente ha preso uno spavento all’improvviso, e il suo viso presenta un improvviso pallore. Quindi il viso è diventato pallido: il pallore del viso (pallore e non pallone, attenzione alla pronuncia).

man person people emotions
Un viso pallido – Photo by Gratisography on Pexels.com

Questa persona che è diventata pallida in volto si dice che è impallidita, ad esempio per una forte emozione. Il verbo impallidire si usa anche in senso idiomatico quando si fa un confronto dove c’è un perdente.

I giocatori della Lazio impallidiscono di fronte a quelli della Roma (questo è solo un esempio).

Ovviamente sbiancare e impallidire si usano anche con gli oggetti:

il dentifricio sbianca i denti, le stelle del cielo impallidiscono con l’alba.

Quando viene il sole le stelle impallidiscono, cioè diventano più chiare, si vedono meno, perché la luce del sole le fa un po’ impallidire.

L’episodio finisce qui, grazie a tutti, visitatori, donatori e grazie anche a Daria, Bogusia, Ulrike e Chris per la collaborazione.

Donazione Italiano Semplicemente

Grazie del tuo aiuto.

€5,00

n. 42 – DI PUNTO IN BIANCO – 2 minuti con Italiano Semplicemente

Audio

scarica il file audio

LINK UTILI

Tascrizione

Anne France: Stavo navigando su internet, quando di punto in bianco ho trovato Italiano Semplicemente

Giovanni: Ciao a tutti, sono Giovanni, di Italiano Semplicemente, e state ascoltando la puntata n. 42 della rubrica denominata “due minuti con Italiano Semplicemente”, una nuova rubrica, che va online tutti i giorni, ormai quindi da 42 giorni. Una rubrica che ho deciso di punto in bianco, senza troppo pensarci.

Ogni giorno vi spiego un concetto nuovo, con l’aiuto dei membri dell’Associazione, ed oggi tocca a “di punto in bianco“. Un’espressione che significa all’improvviso, tutt’a un tratto, improvvisamente, cioè all’improvviso. Espressione abbastanza informale, che può diventare: “senza preavviso” in contesti più formali.

Anche “tutt’a un tratto” è interessante (notate com’è scritto, tra l’altro: tutto ad un tratto, può diventare tutt’a un tratto) ed il senso è lo stesso: senza preavviso, senza avvisare. In alcuni contesti posso anche usare “tutto d’un colpo” o “di botto”.

Ma restiamo a di punto in bianco: strana frase vero?

La frase ha origini dal linguaggio militare, quindi non cerchiamo di spiegarla. Di sicuro quando accadono cose di punto in bianco non c’è stato preavviso, sono mancati i segni che potevano far capire cosa stava succedendo.

Si usa sempre per cose accadute all’improvviso.

Quando una cosa accade di punto in bianco, questa cosa deve essere improvvisa, quindi non prevedibile, non ci sono avvisaglie.

Le cose che accadono di punto in bianco hanno un effetto sorpresa, stupiscono, colgono impreparati.

Durante la lezione, il professore di punto in bianco cadde a terra!

Qual’è il passato remoto di “io ti espello”?

Beh, così di punto in bianco, non ricordo, non so…

Oppure:

Stavamo parlando, quando Giovanni, di punto in bianco, mi baciò!

Stavamo tranquilli a cena, e di punto in bianco si è sentita una forte scossa di terremoto.

Ho scoperto che esiste anche in francese: “de but en blanc”

Anne France: ogni due per tre, bevendo un caffè, ascolto u n episodio di italiano semplicemente. Ecco una bella parentesi di due minuti.

—-
L’inizio e la fine di ogni episodio dei due minuti con italiano semplicemente servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione.

La fiducia

Audio

scarica il file audio

LINK UTILI

Trascrizione

Giovanni: Ciao ragazzi vi fidate di me?

Erradi (Marocco 🇲🇦 ): Si Giovanni, ci fidiamo ciecamente di te. Ad occhi chiusi.

Giovanni: vi fidate anche di italiano semplicemente e del metodo di insegnamento utilizzato?

José Alfredo (Honduras 🇭🇳): naturalmente Giovanni, mai riposta tanta fiducia in nessun altro sito.

Giovanni: avete voglia di darmi la vostra fidicia anche oggi?

José Alfredo: accordarti la mia fiducia sarà ancora una volta un piacere da parte mia.

Alexandre (Brasile 🇧🇷): Anche io te la concedo volentieri Gianni.

Linda (Camerun 🇨🇲): io mi sono sempre fidata di chi si chiama Giovanni.

Giovanni: bene, mi fa piacere ispirare fiducia da parte vostra. Spero di meritarla.

Papa (🇸🇳 Sénégal): Si Gianni, se godi della nostra fiducia è perché te la sei guadagnata.

Erradi: Giusto, ricevi ciò che meriti.

Khaled (Egitto 🇪🇬): mi raccomando, confidiamo in te anche oggi.

Giovanni: Concedere, riporre, accordare, dare, avere, ispirare, godere, ricevere, meritare, guadagnare: sono tutti verbi che si possono usare con la fiducia.

Un sentimento nobile la fiducia, e se voi mi giudicate persona di fiducia ne sono ben lieto.

Questo episodio però non voleva essere un encomio al mio operato, ma un modo alternativo e divertente per parlare della fiducia e dei tanti verbi che si possono usare.

Un non madrelingua normalmente la propria fiducia e riceve la fiducia dagli altri. Questi sono i verbi che usano normalmente anche gli stessi italiani.

Ma se volete cambiare verbo ogni tanto non fa male.

Se date la vostra fiducia a qualcuno, allora riponete fiducia in loro. In questo caso usate il verbo riporre.

È come dare qualcosa di prezioso, e lo fate perché vi fidate. Vi fidate ciecamente. Ciecamente significa senza guardare. Ovviamente è una espressione idiomatica. Significa accordare una fiducia assoluta, quindi fidarsi ciecamente. Non ho bisogno di guardare, di verificare. Mi fido ad occhi chiusi. Un’altra frase con senso figurato.

Non avete bisogno di guardare tanta è la fiducia che avete riposto in questa persona.

Concedere la vostra fiducia a qualcuno è segnale di rispetto, ed è segno che le vicende passate vi hanno insegnato che non c’è motivo per non concedere la vostra fiducia a questa persona. Concedendo fiducia a me, accordandomi la vostra fiducia, mi fate una concessione, mi concedete qualcosa, è come se mi state consegnando un bene prezioso, da custodire.

Allora significa che io godo della vostra fiducia, altrimenti non me l’avreste mai accordata.

In poche parole, anziché dire: “io mi fido di te”, ci sono delle alternative:

Io confido in te.

Confidare è un sinonimo di fidarsi.

Io ti concedo la mia fiducia.

Vi lascio il tempo per ripetere. Non dimenticate mai di ripetere. Sempre se avete fiducia nelle sette regole d’oro di Italiano Semplicemente.

È molto impegnativo concedere la propria fiducia a qualcuno. Una concessione è una cosa importante. Il verbo concedere è simile a permettere, autorizzare, acconsentire. Anche un diritto si concede. Così anche un permesso.

Io ripongo (la mia) fiducia in te

Qui uso il verbo riporre. Ripongo fiducia in te è come ho fiducia in te, oppure metto la mia fiducia sulle tue mani. Cerca di utilizzarla bene.

Riporre fiducia è come dire anche “mi affido a te”, “ora dipende da te”. Anche in questo caso c’è un grande sentimento in gioco.

Una volta concessa, la fiducia può anche essere rinnovata, se credo che tu continui a meritarla.

Rinnovo la fiducia nei tuoi confronti

Abbastanza formale come dichiarazione. Si può tranquillamente usare anche nel commercio e in generale tra aziende, in comunicazioni scritte.

Ci auguriamo che anche in futuro vogliate rinnovare la fiducia nei nostri prodotti.

Questa potrebbe essere la parte finale di una mail ad un cliente che ha appena effettuato un acquisto.

È un po’ come dire:

Continua ad avere fiducia in noi

Quindi rinnovaci la tua fiducia.

Così come si dà, la fiducia si può anche togliere.

Se non mi fido più di te ti posso togliere la fiducia che ti avevo accordato, cioè dato. In questo caso ti sto sfiduciando. Non esiste invece il verbo “fiduciarie”. Bisogna per forza usare un verbo se vogliamo dare la fiducia a qualcuno.

Togliere la fiducia è un’espressione che si usa molto in ambito politico, quando viene a mancare la fiducia, cioè il supporto politico da parte di un gruppo di uomini politici.

Lo stesso discorso vale per il rinnovo della fiducia: anche rinnovare la fiducia è tipico della politica. Anche qui significa dare nuovamente, concedere ancora una volta.

Attenzione alla preposizione che usate ogni volta: Ho fiducia in te. Ho fiducia in loro, ho fiducia nella magistratura, ho fiducia nei giudici, ho fiducia nelle istituzioni, eccetera.

Vediamo anche la fiducia dalle due parti. Chi la dà e chi la riceve.

Da parte di chi la dà, di chi la accorda, di chi la concede, si usa “nel”, “in” e simili col verbo avere, che come verbo si può usare sia per le persone che per le altre cose: avere fiducia in te, avere fiducia nel futuro, eccetera. C’è un legame tra il destinatario della fiducia e la preposizione che si usa. Questo è normale perché con le persone non si usa l’articolo.

Ma anche se cambio il verbo può cambiare la preposizione.

Accordare la fiducia a te. Accordartela.

Concedere la fiducia a te. Concedertela.

Riporre fiducia in te. Riportela.

Dare fiducia a te. Dartela.

Rinnovare la fiducia a te. Rinnovartela.

Questi verbi sono più adatti per le persone.

Da parte di chi riceve la fiducia invece Ispirare fiducia è fondamentale. A me piace quasi di più ispirare fiducia che avere la fiducia di qualcuno. Ma forse no, anche perché chi ispira fiducia magari non ha fatto nulla per meritarla.

Quando qualcuno ispira fiducia viene voglia di fidarti di questa persona. Per le persone che ispirano fiducia posso dire che godono della nostra fiducia, ma solo se gli viene accordata fiducia. Poi magari non dimostreranno di meritarla, ma intanto se la sono guadagnata. Evidentemente se la sono meritata anche. Ma poi devono anche meritare di mantenenersela e questo accade solamente se decidiamo di rinnovargliela. Altrimenti verranno sfiduciate.

Ripetete dopo di me:

Le persone che ispirano fiducia godono della nostra fiducia,

Ma solo se gli viene accordata fiducia.

Poi magari non dimostreranno di meritarla.

Ma intanto se la sono guadagnata.

Evidentemente se la sono meritata.

Ma poi devono anche meritare di mantenersela.

Questo accade solamente se decidiamo di rinnovargliela.

Altrimenti verranno sfiduciate.

Un saluto da Giovanni, grazie della fiducia e dell’aiuto. Un ringraziamento anche ai donatori, almeno finché non verrò sfiduciato.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se hai gradito questo episodio puoi aiutare Italiano Semplicemente con una donazione personale. Le donazioni sono utilizzate solamente per sviluppare il sito ed aiutare un maggior numero di persone nell’apprendimento dell’Italiano. Grazie. Giovanni

€10,00

IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA – 2 minuti con Italiano semplicemente (n. 25)

Audio

scarica il file audio

LINK UTILI

Trascrizione

Ogni medaglia ha il suo rovescio.

Sapete che una medaglia è simile ad una moneta, ma la medaglia è un premio, serve a riconoscere il valore di qualcuno, come un atleta sportivo che vince la medaglia d’oro, la medaglia d’argento o quella di bronzo se arriva primo secondo o terzo.

Le medaglie, come le monete, hanno due facce, una sotto ed una sopra.

Si chiamano facce perché spesso sulle monete e sulle medaglie c’è sopra l’immagine del re, o di qualcuno di molto importante, e la sua faccia era su una delle due parti.

Ogni faccia di una medaglia è il rovescio dell’altra, cioè sta dall’altra parte, dalla parte opposta. Basta rovesciare, cioè girare, voltare una medaglia per vederne il rovescio.

Ma il rovescio della medaglia è anche un’immagine figurata che si usa per lindicare l’altro aspetto di una situazione, il suo lato opposto.

Se parlo di una cosa bella, positiva, il rovescio della medaglia è una cosa brutta, negativa. Se invece sto parlando di un aspetto negativo, il rovescio della medaglia deve essere positivo.

Qualche esempio?

Invecchiando si diventa più saggi ed esperti. Il rovescio della medaglia purtroppo è la nostra salute e forma fisica che peggiorano con l’avanzare dell’età.

Una virus potrebbe uccidere la metà della popolazione mondiale. Ma per la salute del mondo e l’ambiente questa sarebbe una bella notizia. Questo è il rovescio della medaglia.

Anthony: Una politica economica restrittiva fa dimagrire, ma puoi rimettere i pantaloni del 1990

Bogusia: Ingrassare e il rovescio della medaglia del piacere di gustare un buon pasticcio.

Guardarsi da

Audio

scarica il file audio

LINK UTILI

Trascrizione

Ciao a tutti da Giovanni, italianosemplicemente.com.

Oggi voglio parlarvi dell’espressione “guardarsi da”, molto usata nel linguaggio di tutti i giorni da tutti gli italiani. È interessante però aprire una parentesi sul verbo guardare.

Conoscete tutti il verbo guardare che significa utilizzare gli occhi. È simile a vedere. Per guardare occorre usare i nostri occhi, ma guardare non sempre implica il vedere. Non è chiaro?

Dove stanno le scarpe? Ho guardato nella scarpiera ma non le ho viste, eppure erano lì.

Per guardare è sufficiente dirigere lo sguardo in un punto, senza necessariamente essere consapevoli di ciò che si guarda. Quello è vedere.

Il verbo guardare è anche simile ad osservare.

Ci sono molti verbi simili a guardare, a dire il vero, dipende dal modo in cui guardiamo qualcosa, dal modo in cui usiamo i nostri occhi.

Osservare ad esempio indica il guardare con attenzione, esaminare, scrutare. Anche per osservare ci vogliono gli occhi. Ne abbiamo bisogno quasi sempre. A meno che non sto osservando il tuo comportamento, oppure se osservo una regola, cioè se la rispetto.

Esaminare poi si usa per fare oggetto di esame, considerare attentamente, analizzare. Per esaminare non sempre si usano gli occhi. Anche un non vedente può esaminare qualcosa. L’obiettivo è verificare se questo qualcosa supera una prova, un esame, appunto. Dicevo di scrutare,

Scrutare significa indagare, esaminare a fondo una cosa, quindi ancora una volta con attenzione, per cogliere aspetti difficilmente osservabili. Quindi devo sforzarmi un po’ per scrutare, se sto guardando qualcosa. Ma non sempre guardo.

Quando guardo, se scruto devo aguzzare la vista (o lo sguardo) a meno che non sto scrutando le profondità del cuore, o l’animo umano o i misteri dell’oceano, o quelli della fede.

Si tratta di una ricerca molto attenta, finalizzata a vedere, ma anche a trovare, identificare qualcosa di non semplice.

Poi c’è sbirciare, molto simile a scrutare, ma molto più legato alla vista.

Sbirciare è guardare con la coda dell’occhio. Si dice anche così per non farsi vedere, per osservare senza farsi notare, stando attento a non essere visto. Come si fa a sbirciare? Posso sbirciare una ragazza guardandola di nascosto, magari la guardo dal buco della serratura di una porta. Oppure uno studente, durante un compito, può sbirciare il compito del vicino di banco per copiarlo. Per sbirciare possiamo anche dare una veloce occhiata, di sfuggita.

Ehi, non sbirciare!

Dai, solo uno sguardo di sfuggita, ti prego!

Si dice anche così: guardare di sfuggita.

Poi c’è anche spiare, cioè guardare di nascosto per curiosità o interesse.

Guardare diventa guardarsi nella forma riflessiva. Attenti però. Per guardarsi occorre essere in due? Volendo si.

Due innamorati possono guardarsi negli occhi. In questo caso una persona guarda l’altra negli occhi: si guardano.

Ma volendo anche da solo posso guardarmi. Ad esempi guardarsi allo specchio la mattina per lavarsi i denti.

Attenzione adesso: guardarsi da qualcuno cosa significa?

E guardarsi da qualcosa?

Quando c’è la preposizione “da”, il senso è quello di difendersi, stare attento a un pericolo, assicurarsi che tutto vada bene. Si può dire anche “stare in guardia da” con lo stesso significato. Ad esempio:

Io mi devo guardare da Franco

Questo vuol dire che devo stare attento a Franco, perché potrebbe essere un pericolo per me.

Guardati dall’ascoltare I consigli di Giuseppe.

Sto dicendo che i consigli di Giuseppe potrebbero essere pericolosi quindi sono una cosa da cui guardarsi.

Spesso, per rafforzare, si usa anche aggiungere “bene” :

Giuseppe si deve guardare bene (o deve guardarsi bene) dal credere alle parole di Lucia.

Quindi guardarsi o guardarsi bene da qualcuno o qualcosa indica lo stare lontano o almeno stare attento a qualcosa.

A volte posso anche togliere la preposizione “da” ma deve essere scontato, sottinteso di quale pericolo stiamo parlando. Esempio:

Se vai in giro di notte a Roma devi guardarti sempre le (o alle) spalle.

Oppure posso dire:

Andare in giro di notte da sola? Me ne guardo bene!

Se dico “me ne guardo bene” voglio dire che sono convinto di non voler fare qualcosa. Anche qui non c’è “da” ma è scontato. La frase completa sarebbe:

Me ne guardo bene dall’andare in giro di notte da sola.

Adesso prova tu a rispondere:

Andiamo in montagna questa estate?

In montagna? Me ne guardo bene! Andrò al mare invece.

Il che equivale a dire :

Me ne guardo bene dall’andare in montagna! Andrò al mare invece.

Vogliamo smetterla di ascoltare gli epusodi di italiano semplicemente?

Cosa? Me ne guardo (bene dallo smettere)..

Spero che ve ne guardiate bene veramente dallo smettere di ascoltare gli episodi di italiano semplicemente.

In questo caso ci “ascoltiamo” nel prossimo episodio!

Donazione personale per italiano semplicemente

Se hai gradito questo episodio puoi aiutare Italiano Semplicemente con una donazione personale. Le donazioni sono utilizzate solamente per sviluppare il sito ed aiutare un maggior numero di persone nell’apprendimento dell’Italiano. Grazie. Giovanni

€10,00