Tutti i modi per nascondere la verità – 2^ parte

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Trascrizione

Eccoci alla seconda parte di “come nascondere la verità”. Abbiamo già visto molti termini e alcuni verbi da usare quando si vuole nascondere la verità ognuno con le sue specifiche caratteristiche.

Non volevo che l’episodio fosse troppo lungo per non annoiarvi, quindi ho suddiviso l’episodio in due parti e questa è appunto la seconda parte.

Vi invito ad ascoltare la prima parte dell’episodio, interessante anche perché è stato registrato in due velocità.

omertà
Non vedo, non sento, non parlo

 

La prima parte la possiamo anche rappresentare graficamente, con una immagine, quello che si chiama uno “schema a blocchi”, e credo che questo schema può essere molto utile per tutti per creare una mappa mentale, per rappresentare nella propria mente, in un modo veloce e schematico, tutto ciò che è stato detto nella prima parte dell’episodio. Vi invito a dare un’occhiata sul sito, nella trascrizione del file audio che state ascoltando e grazie a Maja, una ragazza polacca, che l’ha realizzato per tutti noi. E’ una cosa che potremmo fare anche altre volte se vi fa piacere.

maja immagine mappa mentale nascondere la verità1.jpg
Figura 1: Come nascondere la verità (1^ parte)

 

Adesso vediamo quindi altri modi interessanti che si usano molto in senso figurato, per esprimere il nascondimento della verità.

Un verbo è “Coprire” che è un verbo semplice, dai mille utilizzi, e che può essere usato anche nel senso di nascondere la verità. Il significato proprio del verbo coprire è quello di mettere qualcosa (un oggetto) sopra o davanti ad un’altra (un altro oggetto), ed in questo modo si copre quest’oggetto. Ad esempio la tovaglia copre il tavolo. Posso quindi coprire per nascondere una cosa allo sguardo altrui, collocando un oggetto sopra di essa, talvolta per migliorarne l’aspetto o la funzionalità. Poi c’è il senso figurato di coprire. In senso figurato equivale a Celare, occultare e dissimulare, di cui abbiamo discusso nella prima parte dell’episodio.

Posso coprire i misfatti di un amico, il che significa che se ho un amico che ha fatto qualcosa di sbagliato, posso decidere di aiutarlo, occultando o minimizzando le sue colpe e le sue responsabilità. Lo faccio perché sono un suo amico. Per questo motivo sono disposto a coprire i suoi misfatti, per questo motivo sono disposto a coprirlo; si dice anche così: coprire una persona, affinché sia riparata dalle accuse.

Anche al lavoro, il direttore o un dirigente può decidere di coprire i suoi dipendenti. Anche se questi sono colpevoli perché hanno sbagliato qualcosa, il loro capo li difende, li copre, è disposto a nascondere la verità coprendoli, si intende coprendoli dalle accuse. Coprire qualcuno significa quindi difendere qualcuno, ma attenzione perché si usa molto anche nei delitti, o nelle rapine, negli omicidi, insomma negli atti criminali. In questi casi ci sono solitamente due persone, di cui una commette l’atto illecito (ad esempio fa una rapina in una banca) e l’altra, che gli fa da “spalla”, lo copre, cioè controlla che non arrivi nessuno, controlla la situazione fuori dalla banca e avvisa il suo complice nel caso arrivasse la polizia o accadesse qualcosa di sospetto, qualcosa di cui preoccuparsi. Anche questo è coprire una persona.

Coprire non ha un’accezione necessariamente negativa però, anzi il più delle volte la copertura è una difesa amichevole, un atto di amicizia. Però l’obiettivo della copertura è comunque quello di nascondere la verità. Con la copertura si impedisce che qualcosa venga visto.

Un particolare modo di coprire è quello di coprire con la sabbia: insabbiare.

Insabbiare significa letteralmente “nascondere sotto la sabbia”, ma figurativamente si usa spesso nella politica e a livello giornalistico. Spessissimo potete leggere sui giornali che sono stati insabbiati dei risultati di indagini, delle verità che emergono in generale. Quindi anche dei risultati di inchieste pericolose.

Quando si decide di insabbiare qualcosa, è perché questo qualcosa può dar fastidio a qualcuno di molto potente, un uomo politico eccetera. Quindi se ci sono forti interessi, facilmente si può insabbiare una indagine o una inchiesta che può danneggiare qualche potente della terra.

Il verbo insabbiare è molto giornalistico e su Google news se volete troverete molti articoli in cui si parla di insabbiamento di verità scottanti. Troverete insabbiamenti di omicidi, insabbiamenti di informazioni militari e di crimini.

Tanto è negativo il termine, che dove c’è insabbiamento c’è spesso quella che si chiama omertà. La parola insabbiamento ed il verbo insabbiare spesso si usano insieme alla parola omertà, che non è un verbo ma è un sostantivo femminile.

La parola omertà deriva da uomo. Ma cos’è l’omertà e cosa ha a che fare con l’uomo?

Dunque, l’omertà la possiamo descrivere come una forma di solidarietà tra alcune persone, una solidarietà tra uomini, intesi come esseri umani. Quindi tali esseri umani cosa fanno? Si tratta di uomini che tacciono, che nascondono la verità al fine di coprire comportamenti disonesti di alcuni. Questa è la caratteristica dell’omertà: una solidarietà tra uomini per coprire malefatte.

Dove avviene un insabbiamento della verità, questo difficilmente viene condotto da una sola persona. Generalmente è condotto da più persone che tra loro sono solidali, persone che hanno deciso, insieme, di insabbiare, di nascondere una verità che può far male a qualcuno. Quindi queste persone nascondono delle verità che potrebbero essere utili alle indagini della polizia.

Si dice che tra queste persone c’è omertà, e si dice che queste persone sono persone omertose e che si comportano in modo omertoso. E’ un termine tipico degli ambienti criminali. Molto usato nella stampa e dai media. L’omertà è solitamente condivisa tra persone che hanno interessi in comune: – io copro te e tu copri me – ma spesso però c’è omertà solo per paura.

Le persone normali, anche se non sono criminali, se hanno visto o sentito qualcosa, spesso però non parlano con la polizia e con i giornali, nascondono quindi la verità per paura di essere puniti per questo. Ad ogni modo, complici o non complici, non è certamente un bel complimento essere chiamati persone omertose.

La parola omertà è quindi una parola offensiva se usata contro qualcuno. La versione non offensiva è la parola riserbo: Il riserbo è la tendenza a tacere o a non rivelare qualcosa, per prudenza o semplicemente per carattere. Ci sono persone particolarmente “riservate” che quindi si distinguono dalle altre per il loro riserbo. Queste persone hanno, quando parlano, la massima discrezione e cautela. Sono molto attente a non dire cose compromettenti.

Avere discrezione e essere persone discrete significa quindi avere riserbo (con la penultima lettera che è una “b”: riserbo, e non la “v”, come riservate), e il riserbo non è, come l’omertà, una caratteristica negativa. La discrezione, il riserbo sono invece degli atteggiamenti, dei modi di essere, giudicati invece delle qualità.

Se io ti dico, ti racconto, ti rivelo un mio segreto, una cosa che non voglio che altri sappiano, posso raccomandarmi con te e dirti:

Mi raccomando il massimo riserbo! Riserbo assoluto!

Il che è come dire:

Mi raccomando, occorre discrezione!

Mi raccomando, non lo dire a nessuno.

Nessuno quindi dice: mi raccomando, devi essere omertoso, ci vuole omertà! E questo perché l’omertà è citata solamente quando si nascondono cose delittuose compiute generalmente da più persone insieme, da una organizzazione criminale. Se io ti rivelo un segreto non si può parlare di omertà quindi, parlo invece di riserbo, di discrezione, di riservatezza

Tutte però sono caratteristiche delle persone: l’omertà, la discrezione, il riserbo, la riservatezza.

A livello giornalistico si sente spesso la frase “uscire dal riserbo“, che significa smettere di nascondere qualcosa.

Chi esce dal riserbo decide di rivelare, decide di dire ciò che finora aveva nascosto: una notizia qualsiasi. Basta nascondere la verità: usciamo dal riserbo!

La parola riserbo è molto simile a riservatezza, infatti entrambi i termini si usano per le cose riservate, le cose cioè che non si devono conoscere, che devono restare private, segrete. Sia la riservatezza che il riserbo sono caratteristiche delle persone. La riservatezza è molto più utilizzata come qualità personale, mentre riserbo si usa molto di più quando si ha una cosa in particolare che occorre tenere nascosta.

Bene. Abbiamo prima parlato del verbo insabbiare. Molto simile ad insabbiare è eclissare.

Eclissare viene da eclissi. L’eclissi (o eclisse) è quel fenomeno naturale che si ha quando una stella, un astro, viene coperto, viene occultato, viene nascosto, viene celato da qualcosa come la luna ad esempio: se il sole viene coperto dalla luna ho una eclisse. Quindi l’eclisse nasconde il sole.

In senso figurato si usa spesso dire “eclissare la verità“, nel senso di nascondere, occultare la verità. E’ solamente un po’ più stravagante e fantasioso come termine. Si usa tra l’altro anche verso se stessi: eclissarsi, ed in questo caso significa nascondere se stessi, e non la verità.

Poi c’è spacciarsi, il penultimo verbo della lezione, che è un altro verbo usato per nascondere la verità. Spacciarsi è fingere di essere qualcun altro. Quindi se mi spaccio per mio fratello gemello sto facendo finta di essere mio fratello, ed in questo caso sto sicuramente agendo sotto mentite spoglie: per la precisione sotto le spoglie di mio fratello. E’ un verbo questo al quale abbiamo già dedicato una lezione all’interno del corso di Italiano Professionale. Pertanto rimando i visitatori, se vogliono approfondire, a dare un’occhiata al verbo spacciare e alla sua versione riflessiva “spacciarsi”. Metto il link all’interno dell’articolo.

Ricapitolando quindi, in questa seconda parte abbiamo descritto l’omertà, una forma di solidarietà tra uomini finalizzata al nascondimento di atti criminali o comunque illeciti. Il verbo coprire, molto generico, la riservatezza come caratteristica personale ed il riserbo, molto usato quando si presenta la necessità di nascondere qualcosa di riservato. Poi abbiamo visto il verbo insabbiare ed eclissare. Il primo molto usato in contesti in cui si commettono atti illeciti, il secondo più fantasioso ma anch’esso usato a volte associato alla verità.

Voglio terminare la lezione col verbo “contraffare”. È un altro verbo che spesso viene legato alla verità. Infatti l’uso più comune di questo verbo è quello legato ai prodotti che si vendono sul mercato: le merci contraffatte. Quindi i prodotti contraffatti sono tutti quei prodotti, in vendita sul mercato, che sono prodotti al fine di spacciarlo per l’originale.

La verità che viene nascosta in questo caso è quella legata al prodotto. Non si tratta del prodotto originale, ma si tratta di merce contraffatta. Si tratta di merce falsa, non originale. Moltissime cose si possono contraffare: un marchio può essere contraffatto, come i marchi di moda, producendo magliette, pantaloni, merce che viene spacciata per originale ma invece è solamente merce contraffatta. Si possono contraffare schede elettorali, anche una foto si può contraffare. Una patente di guida, un passaporto possono essere contraffatti. Insomma è molto simile a falsificare come verbo. E la verità, anche la verità può essere contraffatta: quando si contraffà la verità, si modifica, si falsifica la verità. Il verbo si usa quando, anche qui, si fa qualcosa di illecito. Significa quindi falsificare, trasformare, ritoccare, alterare, manipolare, per ottenere qualcosa di poco lecito.

Adesso facciamo il consueto esercizio di ripetizione. Ripetete dopo di me, attenti alle doppie. Uno, due, tre, via!

Coprire la verità

Insabbiare un crimine

Omertà

Atteggiamento omertoso

Riserbo

Massimo riserbo, mi raccomando!

Eclissare la verità

Spacciarsi per qualcun altro

 

Riservatezza

Contraffare

Ciao ragazzi. Continuate a seguirci ed a proporci nuovi podcast. Se volete potete anche partecipare attivamente, su Facebook o su WhatsApp.

Fatevi sentire, vi aspetto.

Ciao

 

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Italiano Professionale – Lezione n. 14: CONFRONTI E SCONTRI

Italiano Professionale – Lezione n. 14: CONFRONTI E SCONTRI

Accedi alla lezione n. 14 (pagina riservata)

italiano dante_spunta Parliamo delle espressioni idiomatiche sui confronti e sugli scontri
spagna_bandiera Vamos a hablar de las expresiones idiomáticas acerca los confrontación y conflictos
france-flag Abordons les expressions idiomatiques concernant les confrontations et d’affrontements.
flag_en We’ll talk about idiomatic expressions concerning confrontations and clashes.
bandiera_animata_egitto سنتحدث عن التعبيرات الاصطلاحية المتعلقة بالمواجهات والاشتباكات
russia Мы поговорим об идиоматических выражениях, касающихся конфронтации и столкновений.
bandiera_germania Wir sprechen über idiomatische Ausdrücke über Konfrontationen und Zusammenstöße.
bandiera_grecia Θα μιλήσουμε για ιδιωματικές εκφράσεις σχετικά με τις αντιπαραθέσεις και τις συγκρούσεις.

Rafforzare le ossa (1^ ripasso dei verbi professionali 1-13)

Audio

Trascrizione

Bene ragazzi grazie di cuore di essere qui per questo nuovo episodio di Italiano Semplicemente.

La famiglia di Italiano Semplicemente sta crescendo di giorno in giorno, siete molti a seguirti su Facebook ed aumentano anche le persone che iniziano a citare le sette regole d’oro che io raccomando per chi sta cercando di migliorare il suo italiano.

 Oggi facciamo un episodio di ripasso. Ripassare significa esercitarci, studiare nuovamente. Ci esercitiamo con alcune delle frasi idiomatiche imparate finora sulle pagine di Italiano Semplicemente, un esercizio direi abbastanza efficace e divertente.

Lo facciamo affrontando un argomento interessante credo un po’ per tutti: parliamo di rafforzare le ossa.

Tutti abbiamo le ossa no? Le ossa formano il nostro scheletro, sono dentro di noi, nel nostro corpo, sono di colore bianco, e l’unica parte del nostro scheletro visibile sono i denti.

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Bene, quindi vi interesserà sicuramente come fare per rafforzare le ossa e in generale per avere cura del vostro scheletro per farlo durare il più a lungo possibile.

Ho fatto una breve ricerca su questo  ed ora vi racconto alcune cosette interessanti sulle ossa. Prima neanche io ne avevo  la più pallida idea. Ora invece avete davanti a voi un vero esperto di ossa: mica pizza e fichi!

Sto scherzando ovviamente, non voglio certamente spacciarmi per un esperto. Ho solo letto alcuni articoli e vorrei condividerli con voi oggi. Spero che la cosa riscuota il vostro interesse. Credo che in questo modo  riuscirò a rendere questo episodio ancora più interessante.

Ogni tanto quindi userò alcune delle espressioni già spiegate sulle pagine di Italiano Semplicemente è userò anche qualche verbo professionale, mettendo anche dei collegamenti ai singoli episodi, se volete approfondire; ho già iniziato a farlo, infatti ad esempio “non avere la più pallida idea” e “mica pizza e fichi” sono due espressioni che abbiamo già incontrato in altri episodi e che ho già spiegato.  Se non ricordate più il significato e i vari utilizzi andate a dare un’occhiatina.

Lo stesso vale per i verbi che abbiamo chiamato “professionali” e che spieghiamo ogni settimana per coloro che vogliono migliorare il loro italiano oltre il livello base.  Questa è anche un’occasione per me per promuovere il corso di Italiano Professionale.

Allora le ossa: molti lo sapranno, molti no, sono tessuti vivi. Checché se ne dica le ossa sono dei tessuti vivi proprio come la carne e la pelle. Anche se sembra che una volta cresciute non cambino più, non è così. Le ossa sono composte da cellule che cambiano continuamente. Si parla in questo caso di tessuto osseo, proprio come avviene per la pelle ad esempio, che è chiamata tessuto adiposo o adipe.

Tutti i giorni della nostra vita perdiamo un po’ di tessuto osseo, e tutti i giorni cresce nuovo tessuto osseo.
Quando però la crescita del nuovo tessuto osseo non va di pari passo con la perdita del tessuto osseo vecchio si può sviluppare una condizione medica, una malattia, chiamata osteoporosi.

Che cosa è l’osteoporosi? Di cosa si tratta? Cercherò di spiegarvelo in 15 minuti senza attaccarvi un pippone ma cercando di essere più conciso possibile. Spero di riuscirci ma ammesso e non concesso che riesca a spiegarvelo, spero che la cosa vi sia anche utile anche per la vostra salute.

Iniziamo dunque dalla parola osteoporosi: la parola osteoporosi letteralmente significa “ossa porose“. I pori infatti sono dei piccoli buchi. Normalmente quando si parla di pori in italiano vengono in mente i pori della pelle. In questo caso si tratta dei pori delle ossa. Anche le ossa sono porose, cioè le ossa hanno i pori.

Le ossa infatti, in condizioni normali, hanno molti piccoli pori, cioè fori, dei forellini, dei buchini internamente. Ebbene, se una persona ha l’osteoporosi allora questa persona perde del tessuto osseo che solo parzialmente viene sostituito, quindi i fori delle ossa aumentano di giorno in giorno.  Come immediata conseguenza, le ossa diventano più fragili, diventano sottili, tanto che se la cosa è grave persino un semplice colpo di tosse può provocare una frattura, può provocare una rottura di un osso. 

Alcune fratture sono più importanti di altre – naturalmente – ad esempio la frattura dell’anca. L’anca è l’osso, l’articolazione che unisce il tronco cioè la parte alta del nostro corpo con la gamba, e quindi è l’osso che sostiene il peso più elevato del corpo.

 Sembra infatti che fino al cinquanta per cento dei pazienti con una frattura all’anca muoiano entro sei mesi. La metà! Incredibile! Le ossa sono dunque molto importanti.

Sono circa duecento milioni le persone in tutto il mondo che hanno questa malattia alle ossa. Naturalmente le ossa si indeboliscono con l’età e quindi i malati di osteoporosi non potranno che aumentare in futuro visto che la popolazione mondiale invecchia di giorno in giorno. 

Le donne sono più soggette degli uomini a questa malattia, ed infatti una donna su tre di età superiore ai 50 anni avrà una frattura alle ossa causata dall’osteoporosi. Per gli uomini oltre i 50, la probabilità è una su cinque. Le donne quindi sono maggiormente interessate a questa malattia. Inoltre avere una storia familiare di osteoporosi aumenta il rischio di contrarre la malattia, quindi se i vostri genitori ne hanno sofferto voi siete maggiormente esposti al rischio osteoporosi. Infine le persone bianche e asiatiche sono anch’esse a maggior rischio.

Solitamente sono i cambiamenti ormonali o la mancanza di calcio o vitamina D a causare osteoporosi. Riguardo all’alimentazione in questo caso non prendete alla lettera il detto “una mela al giorno leva il medico di torno”, perché non basta una mela per scongiurare il pericolo osteoporosi, tuttavia ci sono alcuni comportamenti che possono aiutare a prevenire l’osteoporosi, ad esempio mangiare cibi salutari, così anche essere fisicamente attivi, fare sport  e  anche evitare di fumare. Anche l’alcool è meglio evitarlo.

Ma quali esercizi fisici fare? Meglio l’attività aerobica? O meglio quella anaerobica? Meglio fare jogging leggero o meglio alzare dei pesi in palestra? Pare che sollevare pesi sia più efficace. In generale meglio l’attività anaerobica, quindi sforzi brevi ed intensi. L’attività aerobica invece pare lasci a desiderare in quanto agli effetti benefici sulle ossa.

Le ossa infatti, come i muscoli, reagiscono quando c’è una pressione. Quando le ossa incontrano una resistenza, un peso a cui resistere, crescono delle nuove cellule, quindi aumenta la massa ossea, le ossa crescono.

Quindi, è importante che i bambini facciano attività come la corsa, che pratichino la pallacanestro cioè il basket  o la pallavolo o anche semplicemente che saltino, che facciano dei salti. Insomma sport e salti a iosa!

Questi esercizi di impatto – si chiamano così- contribuiranno a costruire la massa ossea necessaria quando saranno più in là nella vita. Infatti una delle cose più importanti che ti proteggono contro l’osteoporosi quando sei più anziano è la quantità di massa ossea che si ottiene in gioventù. Non è un caso che ci sia un proverbio credo cinese che  dice: “abbi cura del tuo corpo per i primi cinquant’anni della tua vita ed il tuo corpo avrà cura di te per i successivi cinquanta“. Mi ha colpito molto questo proverbio. 

Attenzione però perché non tutti gli esercizi fisici aiutano le ossa. Andare in bicicletta ad esempio fa molto bene ai muscoli ed al cuore ma non è d’aiuto per la crescita della densità ossea.

Lo stesso vale per il nuoto e per le attività in acqua in generale. Strano vero?

Sono rimasto stupito di questo quando l’ho letto: ciò che fa bene al cuore non è detto faccia bene anche alle ossa! Incredibile.

I maggiori risultati si ottengono con gli esercizi di resistenza e con i salti. In entrambi i casi c’è un aumento della massa ossea, quindi non solo si contrasta la perdita di massa ossea, ma addirittura c’è una crescita.

La Fondazione Nazionale  Osteoporosi negli Stati Uniti suggerisce, per aiutare le ossa a rimanere in salute,  di eseguire alcuni esercizi in particolare: oltre al sollevamento pesi, ad esempio fa molto bene ballare, fare delle escursioni, correre, saltare con la corda o sul posto e giocare a tennis. Anche la scalata fa parte di queste attività.
Riguardo all’alimentazione è importante il calcio, la vitamina D e la vitamina K.

Quindi mangiate verdure come il cavolo e gli spinaci. Meno sale nella vostra alimentazione, e come detto meno alcool.

Ovviamente evitare di fumare, e non badate a quello che fanno i vostri amici: solitamente soprattutto quando si è giovani e gli amici fumano un po’ tutti si pensa spesso: “se fumano loro posso farlo anche io, non c’è nulla di male, ed al limite potreste pensare: mal comune, mezzo gaudio”; non fumate quindi e se vi offrono una sigaretta declinate cortesemente l’invito ed anche le vostre ossa vi ringrazieranno. Vedrete che se voi non fumate i vostri amici prima o poi se ne faranno una ragione.

Bene, se ne avete abbastanza delle mie spiegazioni possiamo concludere questo episodio, quindi non perdiamo altro tempo, prendete il toro per le corna ed esercitatevi non solo ad ascoltare gli episodi di Italiano Semplicemente ma fatelo mentre correte, e mentre fate crescere le vostre ossa in palestra.

Andare in palestra ovviamente significa usare il tempo per fare gli esercizi ok? Non cazzeggiate, mi raccomando! Vi farà bene, ed in ogni caso non vi farà male: tentar non nuoce ad ogni modo.

La lezione volge al termine: Un ultimo suggerimento: se ripetete l’ascolto di questo episodio il vostro italiano migliorerà: tutti i nodi prima o poi vengono al pettine! Meglio se lo fate mentre fate quattro salti nel parco, così riuscirete meglio ad ingannare il tempo, anche quello che passa inesorabilmente giorno dopo giorno. Io credo di aver fatto la mia porca figura anche oggi, quindi nella speranza di non aver disatteso le vostre aspettative, do un abbraccio a tutti!

In gamba!

Dona


Extracomunitari: il DECRETO FLUSSI – come lavorare in Italia

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Audio per livello intermedio (A2-B2)

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Trascrizione

Giovanni: Benvenuti nella sezione notizie di Italiano Professionale.
Per chi non fosse informato, il corso di Italiano professionale, disponibile su ItalianoSemplicemente.com a partire dal 2018, contiene anche una sezione notizie.

Queste notizie riguardano l’Italia, ma parlano dell’ITALIA del lavoro. Riguardano quindi solamente il mondo del lavoro.

Scopo del sito italianosemplicemente.com è infatti quello non solo di promuovere la lingua e la cultura italiana, non solo quello di insegnare la lingua italiana agli stranieri, ma anche di aiutarli a venire in Italia, per poter lavorare nel paese che amano e che è pronto ad accogliere tutti gli stranieri lavoratori nel migliore dei modi possibili. Per questo, all’interno del corso di Italiano Professionale, abbiamo pensato di inserire questa sezione notizie.

Queste persone, potranno anche, non dimentichiamo, aiutare l’Italia a crescere, grazie alla loro professionalità.

Questo articolo in particolare è dedicato a tutti gli stranieri NON COMUNITARI, che quindi non sono cittadini comunitari e che quindi sono Extracomunitari. Tali persone per poter venire in Italia hanno qualche difficoltà in più. Hanno bisogno di aiuto, e per venire a lavorare in Italia devono sapere come si fa. Cosa è necessario fare? Chi bisogna contattare? A chi chiedere aiuto? Mohamed di cosa parleremo oggi?

Mohamed: In questa lezione parleremo del DECRETO FLUSSI. Molto di voi sicuramente ne avranno sentito parlare. Stiamo parlando della legge italiana e stiamo parlando di una legge in particolare, una legge che che viene chiamata appunto DECRETO FLUSSI, e che è quello che serve per venire a lavorare in ITALIA.

image004Giovanni: Senza entrare troppo nei tecnicismi, senza spiegare cosa sia una legge, cosa sia un decreto eccetera, è sufficiente spiegarvi cosa si debba fare per venire a lavorare in Italia, quindi oggi vediamo come funziona e le cose più importanti da sapere.

Per facilitare la spiegazione abbiamo pensato di dividere la spiegazione in 10 punti. Dieci domande e dieci risposte.

  1. Cos’è il decreto flussi?: Il decreto flussi è una legge italiana. È una legge che esce ogni anno.
  2. A chi è rivolto? E’ rivolto ai cittadini non comunitari che vogliono lavorare in Italia.
  3. A cosa serve? Serve a fare due cose:

a) Per far entrare gli stranieri extracomunitari in Italia e farli lavorare.

b) Per poter convertire un permessi di soggiorno già posseduto.

4. Quali tipologie di lavoratori? Il decreto si riferisce ai lavoratori non stagionali ed ai lavoratori autonomi (prima categoria, che include anche le conversioni del Permessi di Soggiorno). Inoltre ci sono i lavoratori Stagionali (seconda categoria).

5. Quali tipologie di lavori? Il decreto si riferisce a specifiche professioni, non a tutte le professioni, ma a lavori specifici, a lavori precisi, identificati. Attenzione però, perché nel caso di muratore, colf o badante cioè i mestieri più comuni in Italia, il decreto flussi non vale: infatti il decreto non parla di questi lavori, e non se ne comprende neanche bene il motivo.

6. Quanti sono i lavoratori che possono entrare? il decreto stabilisce delle quote, dei numeri precisi per ogni lavoro e per ogni nazionalità. Per la 1^ categoria (cioè i LAVORATORI NON STAGIONALI, AUTONOMI E LE CONVERSIONI), in totale nel 2016 sono 17.850 lavoratori stranieri. Invece per i LAVORATORI STAGIONALI (2^ categoria) sono previsti 13.000 lavoratori stranieri extracomunitari.

7. Gli stranieri potranno rimanere per sempre in Italia? Questa è una domanda fondamentale, e la risposta è “no!”, perché il decreto non permette di regolarizzare i lavoratori a tempo indeterminato. A parte poche eccezioni, si tratta di ingressi a tempo: dopo qualche mese bisogna lasciare l’Italia. Le eccezioni riguardano in tutto 1200 persone.

8. Cosa si deve fare? Dopo che lo straniero ha trovato un datore di lavoro disposto ad offrirgli un lavoro in Italia, si deve compilare la domanda online. La domanda si deve compilare esclusivamente (cioè soltanto, solamente) sul sito del Ministero degli Interni, che è il ministero che in Italia si occupa delle questioni relative all’immigrazione. Alla fine dell’articolo riportiamo il link. La domanda è diversa nei due casi: categoria A e categoria B.

9. Fino a quando si può fare la domanda? La domanda si può fare fino al 31 dicembre 2016.

10.  Se uno straniero è già in Italia? Inoltre se lo straniero è già in Italia ma è irregolare, cioè  senza un permesso di soggiorno, anche se ha trovato un datore di lavoro disposto ad assumerlo, non può essere assunto. Il datore di lavoro non può presentare domanda per questi lavoratori e quindi non può regolarizzare queste persone. Il lavoratore deve quindi prima ritornare nel suo paese d’origine.

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Approfondimenti:

Italiano Professionale: 3^ lezione – ABSTRACT

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Audio (primi 5 minuti)

 

italiano dante_spunta

In questa lezione vedremo le espressioni e le frasi idiomatiche più diffuse ed utilizzate in Italia per esprimere i concetti di approssimazione e pressapochismo, legati alla scarsa precisione ed alla mancanza di volontà nel mondo del lavoro.

 


spagna_bandieraEn esta lección veremos las expresiones y las frases idiomáticas más difundidas y utilizadas en Italia para expresar los conceptos de aproximación y descuido, ligados a la  precaria presición y falta de voluntad en el mundo del trabajo.


france-flagDans cette leçon, nous allons voir les expressions idiomatiques les plus répandues et utilisées en Italie  afin d’exprimer les concepts d’approximation et de négligence, liés à la mauvaise précision et au manque de volonté dans le monde du travail.


flag_enIn this lesson we will see the expressions and the most common idiomatic phrases used in Italy to express the concepts of approximation and carelessness, linked to poor accuracy and lack of will in the world of work.


bandiera_animata_egitto

في هذا الدرس سوف نرى التعبيرات والمصطلحات الأكثر شيوعا والمستخدمة في إيطاليا للتعبير عن مفاهيم التقريب والإهمال المرتبطين بفقر الدقه وانعدام الإرادة في عالم العمل”


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В этом уроке мы рассмотрим наиболее распространенные идиоматические фразы и выражения используемые в Италии , чтобы выразить понятия неточности, невнимательности связанные с недостаточной точностью и нехваткой воли в деловой сфере.


bandiera_germaniaIn dieser Lektion sehen wir die Ausdrücke und die idiomatischen Sätze, die am meisten in Italien verbreitet und verwendet werden, um die Begriffe wie die Annäherung und die Nachlässigkeit auszudrücken, die mit der knappen Genauigkeit und dem Mangel an dem Wille in der Welt der Arbeit verbunden sind.


bandiera_greciaΣε αυτό το μάθημα θα δούμε ιδιωματικές εκφράσεις και φράσεις, οι οποίες είναι οι πιο διαδεδομένες και χρησιμοποιούνται κατά κόρον στην Ιταλία και εκφράζουν προσέγγιση και προχειρολογία, και έχουν άμεση σχέση με την ελλειπή ακρίβεια και την έλλειψη θέλησης στον εργασιακό χώρο.

Video con sottotitoli (estratto di 5 minuti)

https://youtu.be/yScyu5ZjByk

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Prenota il corso:https://www.facebook.com/events/1163915776956739/

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La lingua è importante nel lavoro?

Livello Intermedio (B2/C1)

>> MP3 download

Video con sottotitoli

video a cura di Yasemin Arkun

Ciao a tutti, apriamo oggi la sezione notizie del corso di Italiano Professionale, sezione notizie che è disponibile per tutti  in forma scritta e in forma audio, e lo sarà fino al 2018, quando sarà disponibile il corso completo. Del corso oggi, come da programma, abbiamo solamente le prime due lezioni, di cui la prima lezione consultabile da tutti e che riguarda, come abbiamo visto, per coloro che ci seguono, le competenze e le professionalità: tutti i modi per esprimere le proprie competenze e le proprie professionalità.

Dunque quella di oggi è una notizia che mi ha colpito e che voglio condividere con voi. Ve la faccio raccontare da Giuseppina.

L’ISTAT, ossia l’Istituto Nazionale di Statistica Italiano, ha analizzato il livello di integrazione nel mercato del lavoro e gli eventuali ostacoli incontrati dagli stranieri in Italia.

Perché gli stranieri vengono in Italia? Secondo L’Istituto di Statistica, gli ultimi dati mostrano che più della metà degli stranieri (il 57%) viene per cercare un lavoro, ma è sempre più difficile trovarne uno, molto di più, almeno rispetto a sei anni  fa. Un aiuto fondamentale viene dal sostegno dei parenti, conoscenti e amici.

Uno straniero occupato su tre dichiara di svolgere un lavoro poco qualificato rispetto al titolo di studio conseguito e alle competenze professionali acquisite, percentuale molto alta rispetto all’11,5% tra gli italiani.

Ma quali sono gli ostacoli più grandi per gli stranieri per trovare un lavoro, o per trovare un lavoro adeguato? I tre ostacoli maggiormente indicati dal campione di persone intervistato sono la scarsa conoscenza della lingua italiana (uno straniero su tre),  il mancato riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero (uno su cinque) e i motivi legati all’integrazione ed alla cultura (uno su cinque).

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Lezione per principianti (A1/A2) – Lesson for beginners

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l’Istituto Nazionale di Statistica Italiano, in una indagine sulla condizione lavorativa degli stranieri in Italia, mostra che l’ostacolo principale è costituito dalla conoscenza della lingua italiana. Una persona su tre infatti afferma che non essere italiano dalla nascita rappresenta un ostacolo per trovare un lavoro, o un lavoro adeguato.

L’Istituto nazionale di Statistica, (the National Institute of Statistics in english), cioè l’Istituto italiano di Statistica, l’Istituto nazionale, cioè della nazione Italia, ha condotto una indagine, cioè ha fatto una indagine (survey in english), ha fatto uno studio, uno studio statistico, sulla condizione lavorativa degli stranieri in Italia, cioè uno studio per capire, per conoscere, le informazioni sulle condizioni sul lavoro, (cioè la condizione lavorativa), che riguardano il lavoro degli stranieri in Italia. Quali sono i risultati? (Which are the results?). Una persona su tre, cioè una persona ogni tre persone, afferma, cioè dichiara, dice, che il fatto di non essere italiano dalla nascita, cioè il fatto che lo straniero non è nato e cresciuto in Italia, rappresenta un ostacolo, cioè è un ostacolo. Non essere nati in Italia è un ostacolo, costituisce un ostacolo, cioè rappresenta un ostacolo per trovare un lavoro, costituisce un ostacolo per trovare un lavoro, ed è un ostacolo anche per trovare un lavoro adeguato. Un lavoro adeguato è un lavoro giusto, un lavoro adatto alla persona, un lavoro che è adeguato è adatto, è giusto per la persona intervistata. Il lavoro è adeguato quando è equo, quando è opportuno, quando è appropriato.

Parole difficili – difficult words

Istituto: Istituto significa ufficio (office, Institute), L’Istituto è un Ente pubblico o privato (a Public or private authority), che ha una organizzazione e degli obiettivi. Es: istituto ospedaliero, Istituto di istruzione; Istituto di bellezza; Istituto di lingue, e Istituto di Statistica.

Indagine: (Survey, research, investigation). Una indagine è una ricerca, una ricerca attenta, sistematica, molto precisa, volta ad appurare la verità intorno a fatti specifici: Es: indagine storica, indagine scientifica o statistica, ma può essere anche una indagine della polizia, o della magistratura. Si dice condurre un’indagine, fare un’indagine.

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Maggiori informazioni: http://www.istat.it/it/archivio/177521