19^ lezione di Italiano Professionale: I verbi da usare durante una presentazione (estratto)

Audio (estratto di 5 di 60 minuti)

Descrizione

In questa lezione spieghiamo i verbi più adatti da utilizzare in una presentazione personale o aziendale. Si analizzano le differenze tra i vari verbi, quali preferire e il perché. Ringraziamo con affetto chi ci ha aiutato a realizzare questa lezione: Ulrike (Germania), Mohamed (Egitto), Jasna (Slovenia), Ramona (Libano), Bogusia (Germania) e Ivan (Brasile)

lezione_19_immagine

italiano dante_spunta I verbi da utilizzare durante una presentazione.
portogallo_bandiera Os verbos a serem usados durante uma apresentação
spagna_bandiera Los verbos que se utilizarán durante una presentación
france-flag Les verbes à utiliser lors d’une présentation
flag_en The verbs to be used during a presentation
bandiera_animata_egitto

الأفعال التي سيتم استخدامها أثناء العرض التقديمي

russia Глаголы, которые будут использоваться во время презентации
bandiera_germania Die Verben, die während einer Präsentation verwendet werden sollen
bandiera_grecia Τα ρήματα που πρέπει να χρησιμοποιούνται κατά τη διάρκεια μιας παρουσίασης

 

Annunci

Protetto: 19^ lezione di Italiano Professionale: I verbi da usare durante una presentazione (lezione completa)

Il contenuto è protetto da password. Per visualizzarlo inserisci di seguito la password:

Il bambino farfalla: una storia emozionante. Ripasso verbi professionali (1-25)

Audio

Trascrizione

Oggi, cari amici di Italiano Semplicemente voglio raccontarvi una storia.

Durante questa storia vedremo alcuni termini e verbi particolari ed anche qualche espressione italiana. Inoltre faremo un ripasso di alcuni verbi professionali che abbiamo imparato finora nel corso di Italiano Professionale. Alla fine di questo episodio vi ripeterò brevemente tutte le frasi in cui ho utilizzato i verbi spiegati nel corso di Italiano Professionale.

Si tratta di una storia a lieto fine che ha come protagonista un bambino originario della Siria che aveva una brutta malattia. Il protagonista di questa storia è quindi un bambino siriano.

Quando si parla di storie a lieto fine significa che le storie finiscono bene, che hanno una fine lieta, cioè positiva, piacevole. Una fine lieta è un lieto fine. Fine è una parola, un sostantivo italiano che è sia femminile che maschile: la fine, il fine.

La storia però iniziava veramente male. Il bambino infatti aveva una bruttissima malattia genetica.

Per causa di questa malattia il bambino aveva perso quasi tutta la pelle. La malattia gli provocava enormi sofferenze naturalmente ed era continuamente a rischio infezione. Come potete immaginare il dolore era insopportabile.

I medici così, per poter alleviare le sofferenze a questo bambino  decisero di provocargli il coma. Alleviare le sofferenze significa rendere le sofferenze minori, renderle più lievi (alleviarle), renderle più tollerabili; attenuarle quindi.

Successivamente, i medici gli hanno trapiantato della pelle nuova. Ora il bambino è tornato a scuola e ha una vita normale.

È proprio una bella storia, anzi bellissima direi. Il protagonista è un bambino siriano di 9 anni.

Non vive in Italia, né in Siria, bensì in Germania con la sua famiglia numerosa. Bensì è una congiunzione poco usata, soprattutto dagli stranieri. Equivale a “ma”, “invece”, “anzi”, e si usa quando in precedenza abbiamo usato una negazione: non viveva in Italia, né in Siria, bensì in Germania.

Il bambino che viveva in Germania soffriva di una rara malattia genetica, una malattia dei suoi geni. Il gene è l’unità fondamentale degli organismi viventi. Tutti gli esseri viventi, non solamente gli esseri umani hanno i geni, ed i geni umani vengono ereditati dai nostri genitori. Non si tratta quindi di una malattia contratta per contagio ma di una malattia ereditata.

Fino a due anni fa non era possibile curare questo bambino e come lui tutti gli altri bambini con questa rara patologia.

La sua pelle era fragile come le ali di una farfalla. I bambini come lui sono anche chiamati “bambini dalla pelle di cristallo” o appunto “bambini farfalla”. Questo perché la loro pelle è così delicata che è sufficiente un minimo contatto, basta un minimo contatto per creare delle dolorose lesioni, delle ferite sulla pelle.

I “bambini dalla pelle di cristallo”: Il cristallo è un particolare tipo di vetro, un vetro particolarmente delicato e prezioso.

Il bambino siriano stava morendo, aveva di fatto perso quasi tutta la pelle. Spesso aveva anche infezioni come potete immaginare: le infezioni erano all’ordine del giorno. E quando qualcosa è all’ordine del giorno significa che possono accadere e di fatto accadono più o meno tutti i giorni.

Così la famiglia del ragazzo ha deciso di avvalersi dell’aiuto dei medici, che si sono adoperati per salvargli la vita procurandogli uno stato di coma. Lo stato di coma consiste in uno stato di assenza di coscienza, uno stato di incoscienza. Chi è in coma pertanto è incosciente, non è consapevole  del suo stato e pertanto non avverte neanche alcun dolore. In uno stato di coma i pazienti sono in uno stato di sonno profondo dal quale sembra non essere in grado di svegliarsi. Così i medici gli hanno procurato uno stato di coma. In questo caso il verbo procurare equivale a provocare e anche a indurre: I medici gli hanno provocato, gli hanno indotto, gli hanno procurato uno stato di coma. Un coma pertanto che possiamo chiamare farmacologico, vale a dire non un coma naturale, ma un coma indotto da farmaci, provocato cioè da farmaci.

In questo stato il bambino non sentiva dolore e le infezioni potevano essere meglio tenute sotto controllo da parte dei medici. Ecco il motivo della scelta disposta dai medici. Le infezioni avvengono quando dei batteri o dei virus entrano nel nostro organismo.

La pelle del bambino però doveva essere curata e così il bambino è stato sottoposto ad un trapianto di pelle. E tutto questo è merito della ricerca italiana, che ha permesso di poter produrre in laboratorio una pelle nuova per il bambino. Una pelle che è stata quindi “coltivata” in laboratorio, all’interno di un’Università di Modena alla quale è stato commissionato questo speciale incarico. Una pelle coltivata che è stata corretta dal difetto genetico.

Si parla di pelle “coltivata”, proprio come si usa dire per i terreni e per le piante o anche per gli orti. Una pelle quindi cresciuta in laboratorio, coltivata in laboratorio.

Per quanto riguarda la cura, si tratta di una terapia genetica condotta con cellule staminali epidermiche: la cura è stata condotta con delle cellule staminali epidermiche, cioè cellule dell’epidermide, altro nome della pelle: epidermide. Questo nuovo derma – altro nome ancora della pelle: il derma – è stato quindi trapiantato su gran parte del corpo del bambino. Potete immaginare la difficoltà di questo intervento. Con la parola “trapianto” in genere si indica un intervento chirurgico che prevede la sostituzione di un organo ma in realtà possiamo usarlo anche con i tessuti, come appunto la pelle, che è, tra le altre cose, un vero organo, come il cuore o i polmoni. La pelle, pensate un po’, ricopre una superficie di circa due metri quadrati.

L’intervento predisposto dai medici sul bambino siriano comunque è perfettamente riuscito. Ho detto infatti che la storia è una storia a lieto fine, e per valutare se una storia sia o meno a lieto fine bisogna quindi vedere la fine della storia. Si tratta del primo intervento in assoluto di questo tipo, ed è stato eseguito a Bochum, in Germania, alla fine dell’anno 2015.

Oggi il bambino sta bene, è tornato fortunatamente un bambino come tanti, che può giocare e divertirsi normalmente. I medici quindi sono riusciti con successo ad adempiere la loro delicata missione dopo essersi assunti le responsabilità per questo intervento. Spesso non riusciamo ad apprezzare adeguatamente la normalità con i nostri figli.

Facciamo ora un breve esercizio di ripetizione. Ripetete dopo di me per esercitare la pronuncia.

Si tratta di una storia a lieto fine.

Una malattia genetica

Alleviare le sofferenze

Bensì

Il bambino non vive in Italia, né in Siria, bensì in Germania

Geni, genetica, genitori

Un coma farmacologico

Procurare un coma farmacologico

Pelle, epidermide, derma

Cellule staminali

Coltivare cellule staminali

Coltivare cellule staminali epidermiche

Bene ragazzi spero abbiate gradito questa storia e che abbiate imparato nuovi termini del vocabolario italiano. Su Italiano Semplicemente facciamo spesso storie di questo tipo e ne faremo ancora. Uno dei segreti per imparare una lingua è, non dimentichiamolo mai, provare emozioni, (vedi le sette regole d’oro) ed anche per questo ho scelto questa storia che ritengo veramente emozionante.

Se volete migliorare il vostro italiano ad un livello professionale continuate ad ascoltare le storie di Italiano Semplicemente e non voglio liquidarvi senza ricordarvi che esiste anche un corso di Italiano Professionale che inizierà ufficialmente nel 2018, intorno al mese di marzo.

—-

I verbi professionali incontrati in questa lezione sono i seguenti:

 

1) rendere: Alleviare le sofferenze significa rendere le sofferenze minori

2) avvalersi: Così la famiglia del ragazzo ha deciso di avvalersi dell’aiuto dei medici,

3) adoperarsi: medici, che si sono adoperati per salvargli la vita procurandogli uno stato di coma.

4) disporre: In questo stato il bambino non sentiva dolore e le infezioni potevano essere tenute meglio sotto controllo da parte dei medici. Ecco il motivo della scelta disposta dai medici.

5) commissionare: La  pelle è stata coltivata in laboratorio all’interno di un’Università di Modena alla quale è stato commissionato questo speciale incarico.

6) predisporre: L’intervento predisposto dai medici sul bambino siriano è perfettamente riuscito.

7) valutare: per valutare se una storia sia o meno a lieto fine bisogna vedere la fine della storia.

8) eseguire: l’intervento è stato eseguito a Bochum, in Germania, alla fine dell’anno 2015.

9) adempiere: I medici sono riusciti con successo ad adempiere la loro delicata missione

10) assumere: I medici si sono assunti le responsabilità per questo intervento.

11) liquidare: non voglio liquidarvi ma adesso è veramente terminato l’episodio.

Ciao a tutti

25 – I verbi professionali: COMMISSIONARE

25_commissione_immagineAudio

Trascrizione

Benvenuti a questo nuovo episodio dedicato ai verbi professionali. Il verbo n. 25 è il verbo COMMISSIONARE. Un verbo molto usato in ambito lavorativo.

Vi dico subito il significato del verbo: commissionare significa “dare ordine o incarico di eseguire un lavoro, di compiere una prestazione o di fornire una merce“.

Bene, cominciamo a spiegare dunque.

Commissionare viene da commissione.

Cos’è una commissione? Una commissione è un incarico. Una commissione è un mandato. Questo significa che la commissione non è un oggetto, non è una cosa che si tocca, una cosa tangibile. Una commissione è un qualcosa che si consegna a qualcun altro, è qualcosa che si dà a qualcun altro, pur non essendo tangibile

—–

Il file MP3 da scaricare e la trascrizione integrale in PDF di questo episodio  è disponibile per chi ha acquistato il corso di Italiano Professionale o chi ha acquistato solamente la sezione “verbi professionali”. 

ACCEDI ALLA PAGINA RISERVATA AGLI ABBONATI

——

prenota-il-corso

SEI INTERESSATO SOLAMENTE AI VERBI PROFESSIONALI?

Puoi inserirlo nella tua richiesta

18^ lezione di Italiano Professionale: Orientamento (estratto)

Audio (estratto di 5 di 32 minuti)

lezione_18_immagine

italiano dante_spunta Orientare il pubblico.
portogallo_bandiera Orientar o público
spagna_bandiera Oriente al público
france-flag Orienter le public
flag_en Orient the audience
bandiera_animata_egitto

توجيه الجمهور

russia Ориентировать аудиторию
bandiera_germania Orientiere das Publikum
bandiera_grecia Προσανατολίστε το κοινό