Il Ramadan

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Giovanni: Buongiorno ragazzi, io sono Giovanni, italianosemplicemente.com, ed oggi parliamo del Ramadan.

Sono molti i musulmani che seguono Italiano Semplicemente e già da molto tempo volevo dedicare un bell’episodio ad un argomento a loro molto caro. Cosa di meglio allora del Ramadan?

Ce ne parla Zahid. Ovviamente, per rendere l’episodio interessante per tutti spieghiamo anche qualcosa della lingua italiana.

Ciao Zahid, puoi presentarti e poi puoi cercare di spiegare a me cos’è il Ramadan e perché è così importante?

Spiegalo come si spiegherebbe ad un bambino. Un bambino italiano però… 🙂

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L’insegnante di italiano Zahid Sam

Zahid: Buongiorno, sono Zahid Sam e sono insegnante della lingua italiana in Marocco.
Nel mondo orientale e nei paesi arabi, l’islam è la religione dominante ma c’è anche una comunità islamica in Italia, in europa in tutto il mondo allora vale la pena di conoscerla.

Quello che passa nei media è spesso un’immagine negativa: appena si sente parlare dell’islam c’e una sollevazione. Io invece cerco di dare un’immagine diversa. L’islam non è solo quello che conosciamo in modo superficiale. Lo faccio già nelle conferenze e a scuola con i miei studenti. Adesso lo faccio con il professor Gianni nel sito Italiano Semplicemente.

Oggi parleremo del mese di Ramadan. Non ho niente da insegnarvi, ma cerco di creare in voi una certa curiosità. Allora iniziamo.

Giovanni: bene Zahid, sì quello che hai detto è vero, ed è interessante questo confronto inter-culturale ed inter-religioso. L’immagine negativa esiste, è vero, ma nel mondo occidentale siamo anche tutti affascinati dalla cultura musulmana. Allora il mese del Ramadan: hai già creato una certa curiosità in me. Posso anche dire che hai destato una certa curiosità in me. Il verbo è “destare“, simile a “svegliare“, o “far nascere“. Un verbo interessante.

Qualcosa può destare interesse, qualcos’altro può destare scalpore, stupore, altre cose possono destare curiosità, meraviglia. Altre possono destare sospetti. In questo caso si parla di destare curiosità, cioè far nascere curiosità.

Il Ramadan è un mese sacro giusto Zahid?

Zahid: Il mese di Ramadan è il nono mese del calendario islamico, reso doppiamente sacro dall’Islam per il fatto che è il mese in cui fu rivelato il corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvezza.

Uno dei mesi benedetti per i musulmani ê il mese dell’astensione e della purificazione durante il quale, oltre a praticare il digiuno alimentare (cibo, bevande e acqua compresa) occorre praticare anche il digiuno sessuale dall’alba al tramonto.

Giovanni: ok, un doppio digiuno quindi: alimentare e sessuale. Parliamo di astensione.

Durante il Ramadan ci si astiene dal mangiare, dal bere e ci si astiene anche dalla pratica sessuale. Un’astensione dai piaceri del corpo dunque.

Astenersi significa dunque tenersi lontano da qualcosa, fare a meno di qualcosa. Potremmo anche dire trattenersi dai piaceri del corpo, evitare i piaceri della carne, astenersi dai piaceri della carne

Un verbo adatto, il verbo astenersi, anche quando parliamo di fumo, e adatto anche quando si parla di votazioni: astenersi dal voto significa non votare, così come astenersi dal mangiare significa semplicemente non mangiare.

Ma è obbligatorio Zahid? Tutti devono astenersi obbligatoriamente?

Zahid: Ramadan è un atto basilare di culto obbligatorio per tutti i musulmani tranne che per alcune categorie di persone: per legge sono esenti dal digiuno: i minorenni, i vecchi, i malati di mente, i malati cronici, i viaggiatori le donne in stato di gravidanza o che allattano. E’ proibito anche alle donne musulmane che hanno il ciclo mestruale.

Giovanni: ah quindi ci sono alcune categorie che possono, anzi che devono astenersi dalla pratica del Ramadan. Un’altra domanda per te Zahid: ho letto che si tratta di uno dei cinque pilastri dell’Islam.

La parola “pilastro” rende bene l’idea sai? Il termine pilastro si usa in italiano quasi sempre per indicare una colonna portante. Una colonna che tiene tutto il peso di una struttura e lo scarica a terra. Insomma in questo senso i pilastri sono qualcosa su cui si regge la fede musulmana, come i pilastri di una casa o i pilastri di un ponte: senza pilastri, la casa crolla. Quindi il Ramadan è uno di questi cinque pilastri Zahid? Giusto?

Zahid: Nell’islam ci sono cinque pilastri. Il primo è il più importante. E’ la testimonianza di fede, nella quale il musulmano dichiara che non esiste divinità al di fuori di Allah e Muhammad, il suo profeta.

Il secondo pilastro è la preghiera: cinque volte al giorno.

Il terzo: l’elemosina: dare un percentuale di alcune proprietà ai bisognosi.

Il quarto pilastro è il digiuno durante il Ramadan: non si può bere mangiare fumare e avere rapporti sessuali durante tutto il giorno fino al calare del sole.

Poi, l’ultimo pilastro è il pellegrinaggio alla Mecca.

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I 5 pilastri dell’ISLAM

Giovanni: ok, quindi la testimonianza di fede, la preghiera, l’elemosina, il digiuno e il pellegrinaggio alla Mecca sono i cinque pilastri.

Ho una curiosità Zahid: cosa si mangia prima dell’alba e dopo il tramonto? Cibi particolari? Poi immagino anche che dobbiate alzarvi presto, almeno prima dell’alba giusto?

Zahid: Bisogna alzarsi molto presto al mattino. Il pasto prima dell’alba si chiama (so-hour) e sopratutto per bere prima che suoni il fajr, preghiera del mattino.

La sera, quando suona il Maghreb: preghiera del tramonto, ci si mette a tavola con succhi di frutta, zuppe, pane e molti dolci di solito la tavola è abbastanza imbandita perché si cena in famiglia.

Giovanni: interessante. Quindi possiamo dire che il Ramadan va rispettato dal fajr, preghiera del mattino. fino al Maghreb, la preghiera del tramonto. E qual è uno degli alimenti più importanti?

Zahid: Uno degli alimenti fondamentali durante il mese di Ramadan sono i datteri, sopratutto nella colazione serale poiché donano subito zuccheri e energie di cui si ha bisogno.

Giovanni: e poi?

Zahid: Il pasto serale, chiamato Fotour, inizia con una zuppa: in Marocco ad esempio si mangia l’Harira, piatto tradizionale.

Tanti piatti vengono preparati il giorno e in grande quantità, con l’obiettivo di sfamare tutti quanti: amici, familiari e di passare un momento conviviale tutti insieme.

Giovanni: comincio a capire l’importanza del Ramadan, Zahid, un mese importante, unificatore direi, che avvicina i fedeli a valori importanti come la fratellanza, la generosità, capire l’importanza del cibo come bene primario e se non sbaglio anche essere un po’ più in pace con sé stessi e con gli altri giusto? E’ questo il significato del digiuno Zahid?

Zahid: Ciò che molte persone non sanno è il significato profondo del digiuno.

Ramadan è il mese più sacro per i musulmani; un mese di benedizione è di misericordia un mese in cui si intensifica la preghiera a non essere aggressivo, a non essere adirato, a perdonare se una persona gli fa uno sgarbo, in maniera di essere in pace con sé stessi e in pace con gli altri: uno sforzo maggiore nel controllo di sé stessi. Combattere contro il male questa situazione di grande purificazione, di grande serenità e di pace.

Giovanni: un significato materiale e spirituale dunque.

Zahid: Nelle prove di digiuno è più importante il significato spirituale di quello materiale per il fatto che l’uomo obbedisce a un ordine divino; egli impara a tenere sotto controllo i suoi desideri fisici e supera la sua natura umana.

Il digiuno non ê un’imposizione, ma significa solo rispettare la fede della comunità musulmana. Le persone nelle loro case sono libere.

Giovanni: Ah, ok adesso è più chiaro. C’è anche una festa alla fine del Ramadan vero Zahid?

Zahid: Tradizione durante (Eid al-Fitr). E’ un momento di intensa celebrazione per la comunità musulmana Eid al-Fitr inizia la mattina presto nelle moschee con la preghiera di Eid. E’ consuetudine mangiare dei datteri a colazione e offrire un elemosina. La natura è molto festosa e calorosa di Eid al-Fitr è un opportunità per la comunità musulmana di scambiarsi gli auguri, offrire regali sopratutto ai bambini, e fare visita ad amici e familiari.

Giovanni: notate la pronuncia della parola moschea e del plurale: moschee: la prima “e” è aperta e la seconda è chiusa. Non è sempre così nella lingua italiana però:

Infatti notate la differenza tra lauree (il plurale di laurea) o anche coriacee (singolare: coriacea) e moschee, che si pronuncia come giudee (singolare: giudea, cioè ebrea), odissee (singolare: odissea), diarree (singolare: diarrea), partenopee (singolare: partenopea, cioè napoletana).

Zahid, esiste anche una chiamata alla preghiera vero?

Zahid: prima della preghiera c’è una chiamata alla preghiera, che si chiama Adhān.

Giovanni: é la musica che abbiamo ascoltato all’inizio dell’episodio, e ora facciamo ascoltare a tutti anche adesso una piccola parte di questa chiamata alla preghiera.

– – – – Chiamata alla preghiera – – – –

Giovanni: bene Zahid, mille grazie per il tuo aiuto, ma vorrei ascoltare anche le parole di Mona, una ragazza egiziana. So che le tradizioni sono un po’ diverse da paese a paese, ma a Mona vorrei chiedere di spiegarmi qualcosa sulle tradizioni egiziane, tipo cosa si dice per augurare un buon Ramadan ed anche cosa si risponde.

Mona: Ramadan Kareem, diciamo questo saluto più diffuso nel mondo arabo quando arriva il mese sacro di Ramadan. Significa “buon Ramadan” oppure “Ramadan è generoso”. Di solito rispondiamo a questo saluto dicendo “Halla Akram” (Halla è più generoso).

Giovanni: e le tradizioni egiziane?

Mona: Sono davvero molte le tradizioni che accompagnano il Ramadan. Una di queste tradizioni è il Fawanis, che significa la “lanterna colorata”. Vengono utilizzate queste lanterne colorate per abbellire le strade, i balconi, i negozi ed i palazzi della città. I bambini giocano con queste lanterne colorate dentro le case oppure fuori in strada con i loro amici e corrono insieme, accendono queste lanterne bellissime, specialmente dopo aver rotto il digiuno.

Un’altra tradizione famosa si chiama Zinet Ramadan, cioè la “decorazione delle strade“, specialmente quelle piccole, strette: i bambini prima del ramadan fanno delle attività manuali, tagliano delle carte per formare le lanterne, oppure vedono cartoni animati o film che vengono trasmessi in TV durante il mese del Ramadan. Sono davvero famosi in Egitto.

Un’altra importante tradizione egiziana è fare shopping per acquistare gli Amish Ramadan, cioè frutta secca ed essiccata. Perché è importante? Perché questo è il pasto per la rottura del digiuno. Alcune persone mettono questa frutta secca dentro del succo di albicocca, mentre altre persone dentro una bevanda di datteri. Ed alla fine mettono anche delle noci.

Giovanni: Si è parlato di frutta secca, ed approfitto per dire che la parola frutto ha un doppio singolare e un doppio plurale, con significati abbastanza diversi.

Il frutto ad esempio indica un singolo prodotto di una pianta, e in senso figurato ha il significato di “risultato”, quindi posso mangiare un frutto, come una mela, oppure posso dire che questo episodio è la conseguenza, cioè il risultato, cioè il frutto del mio lavoro.

Se dico “la frutta”, quindi uso il singolare femminile, e intendo l’insieme dei frutti che si mangiano: la frutta, la frutta secca: “La frutta secca ha molte vitamine”, “mangiamo molta frutta secca” eccetera.

Esiste anche il plurale maschile “frutti” che si usa con il significato di “prodotti della pianta” o anche con il significato figurato di “risultati”, come frutto al singolare.

Quindi se parlo dei prodotti della pianta dico ad esempio che “l’albero nel mio giardino è ricco di frutti”, così come posso parlare dei “frutti della mia attività lavorativa”.

In teoria esiste anche il plurale femminile (le frutta, o le frutte) ma non si usano praticamente mai in questo modo.

Allora Zahid e Mona, grazìe delle spiegazioni esaustive, auguriamo a tutti un buon Ramadan. L’episodio finisce qui.

Zahid: Grazie a tutti i membri del sito italiano semplicemente e auguro un buon ramadan a tutti i musulmani in tutto il mondo grazie al prof. Gianni spero di essere stato chiaro, ciao.

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A ritroso

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Trascrizione

A ritroso. Questa è l’espressione di oggi. Buongiorno a tutti da Giovanni e da italiano semplicemente.

A ritroso

L’espressione di oggi è abbastanza semplice, e credo sarà molto utile a voi stranieri che volete migliorare il vostro livello di italiano perché è una di quelle espressioni che difficilmente un italiano usa quando parla con una persona straniera.

L’espressione ha a che fare con il carattere di una persona, ma ancora più spesso si usa quando si parla di movimenti del corpo e anche di memoria.

Riguardo al primo aspetto, si dice che una persona ha un carattere un po’ ritroso, oppure che è ritroso o che il suo atteggiamento è un po’ ritroso, significa che questa persona è di carattere riservato, vale a dire che non parliamo di una persona molto espansiva ed estroversa, ma piuttosto di una persona introversa, riservata, che non ama molto comunicare con gli altri. Possiamo anche dire che questa persona è schiva, che tende a volte ad evitare le persone, a farsi i fatti suoi, in qualche maniera. Le persone schive sono persone ritrose, ma c’è qualcosa in più nella ritrosia.

Chi ha un atteggiamento di ritrosia, molto spesso fa opposizione, è contrario alle proposte che vengono fatte. Si usa molto più spesso la parola ritrosia però piuttosto che l’aggettivo ritroso.

Cos’è quest’ atteggiamento di ritrosia?

A volte si utilizza anche la scontrosità come caratteristica. Entrambe sono caratteristiche che si manifestano, si mostrano nei rapporti umani, nelle relazioni con gli altri.

Ricordiamoci la parola “contrario“, quando parlavo di atteggiamento contrario, oppositivo delle persone ritrose.

Ebbene, se davanti alla parola “ritroso” mettiamo la preposizione “a”, resta il senso della contrarietà, ma cambia il contesto.

Non parliamo più del carattere di una persona e del suo atteggiamento schivo e contrario, ma parliamo di un:

movimento a ritroso

Oppure di:

Procedere/andare a ritroso

Se parliamo di movimenti, andare a ritroso è muoversi a ritroso vuol dire fare un movimento all’indietro.

Il nostro corpo normalmente va in avanti giusto? Ebbene dobbiamo fare il contrario (ecco la parola che dovevate ricordare).

Camminare a ritroso è muoversi a ritroso è muoversi all’indietro. Quando si usa?

Ad esempio se sto visitando una città ed ho paura di perdermi per le strade della città,se ho paura di non ricordare più la strada per tornare indietro, in mancanza di una bussola per orientarmi o di un cellulare con Google maps, potrei decidere di andare a ritroso e di ripercorrere le stesse vie del percorso di andata. Ho detto ripercorrere, che inizia per “ri”, come “ritroso” o “ripetere”.

Andare a ritroso significa quindi andare indietro, muoversi all’indietro, ripetendo i movimenti al contrario.

Posso anche dire che oggi molti italiani vanno a lavorare all’estero in alcuni paesi, facendo a ritroso lo stesso percorso che qualche anno fa facevano i lavoratori stranieri: prima venivano loro in Italia alla ricerca di lavoro, partendo dal loro paese, oggi sono gli italiani che percorrono a ritroso la stessa rotta.

Questi sono esempi di movimenti fisici.

A ritroso, ad ogni modo, si usa molto più spesso in senso figurato. Si parla sempre di muoversi all’indietro, di spostarsi all’indietro, ma stavolta lo facciamo con la mente: andare indietro nel tempo, ripercorrere con la mente al fine di ricordare o di provare piacere. Si guarda indietro, in senso contrario quindi, nella memoria.

Facciamo qualche esempio:

C’è un film. In questo film viene raccontata la vita di una persona che oggi ha 80 anni. Posso dire che in questo film si fa un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire i momenti più belli della vita di quest’uomo. Un viaggio a ritroso nella sua adolescenza, un viaggio a ritroso nella sua città di origine, dove è nato, dove è cresciuto.

Oppure se mi sono dimenticato dove ho messo le chiavi di casa, potrei cercare di andare a ritroso per ricordare tutte le cose che ho fatto, ripercorrendo tutte le mie azioni da questa mattina.

Anche guardando una fotografia o una mostra fotografica si può fare un viaggio a ritroso nei momenti importanti della storia.

Infine un ultimo utilizzo:

Sì usa anche quando si fa qualcosa e questa cosa è il contrario a ciò che si fa normalmente. Ad esempio se io abito al centro di Roma e il mio ufficio si trova fuori rispetto al centro della città, posso dire che quando vado al lavoro e quando torno mi muovo a ritroso rispetto al traffico. Infatti il traffico è sempre al contrario, perché quasi tutte le persone vanno a lavorare al centro di roma ed abitano fuori Roma; il contrario quindi rispetto a me. Di conseguenza io non trovo mai traffico, né all’andata né al ritorno.
Voglio anche dirvi che non si usa “a ritrosa” al femminile.

Adesso vi metto alla prova. Ripetiamo qualche parola e frase e vediamo se riuscite a rispondere a qualche domanda.

Ritroso

A ritroso

Camminare a ritroso

Procedere a ritroso

Andare a ritroso

Ritrosia

Ho provato a parlarne con lui ma ho notato una certa ritrosia da parte sua

Se vado all’indietro come sto procedendo?

Sto procedendo a ritroso.

Non trovo più il mio cellulare. Per ritrovarlo potrei…. andare a ritroso per…. ripercorrere le azioni fatte finora.

Quel film mi ha fatto fare un viaggio…. a ritroso nel tempo della mia giovinezza.

Se non avete capito qualche parola andate… a ritroso e riascoltate quella parte dell’episodio una seconda volta.

Un saluto da Giovanni e da italianosemplicemente.com.

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