Le specialità italiane: i ravioli ricotta e spinaci

giuseppina_redazioneAudio

 

Trascrizione

Abbiamo visto come si fa la pasta sfoglia; la settimana scorsa l’abbiamo usata per fare le fettuccine, oggi la faremo ripiena di ricotta e spinaci.

I Ravioli. Un piatto buonissimo, veramente un piatto della festa.

Per iniziare cuociamo gli spinaci per pochi minuti, in pochissima acqua, per 4 persone io ne ho usati 300 grammi puliti e lavati.

Ora facciamo la nostra bella sfoglia di 4 uova e 400 grammi di farina.

Quando gli spinaci sono freddi li strizziamo bene togliendo tutta l’acqua, li mettiamo in una zuppiera, aggiungiamo 300 gr. di ricotta, 1 uovo, 50 gr. di parmigiano, sale e un pochino di noce moscata.

strizzare

zuppiera

Amalgamiamo bene tutti gli ingredienti.

amalgamare

Evitiamo che la pasta si asciughi troppo, poi ci formiamo sopra tanti mucchietti di ripieno, tutti in fila, chiudiamo bene i ravioli, li tagliamo e li mettiamo su di in vassoio senza che si sovrappongono per non farli attaccare tra loro.

asciugare

Bisogna cucinarli entro poche ore altrimenti si rompono, se vogliamo conservarli qualche giorno li mettiamo nel surgelatore su di un vassoio e quando sono congelati li possiamo mettere nei sacchetti.

Per cucinarli li tuffiamo in abbondante acqua salata ancora surgelati, 3,4 minuti e sono pronti.

tuffare

Possiamo condirli con un sugo di pomodoro e parmigiano, oppure con burro fuso con una fogliolina di salvia e parmigiano.

fuso

Buon appetito!

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Le espressioni con la parola TESTA

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Elenco delle espressioni spiegate

Direzioni:

Alzare la testa / su la testa

Andar via/giù/fuori di testa

Andare/Partire a testa bassa

Andare a testa/fronte alta

Dalla testa ai piedi

Essere/andare in testa;

Fortuna:

Testa o croce

Qualità:

Avere testa

Avere la testa sul collo/sulle spalle

Tener testa

Neutre:

Avere la testa dura

Difetti:

Avere la testa fra le/nelle nuvole

Avere la testa per aria

Avere la testa solo per bellezza

Avere la testa vuota

Testa a pera

Testamatta (testa matta), Testa calda, testa d’asino, testa di cavolo, testa di cazzo, testa di legno, testa di rapa, testa vuota, testina.

Pensieri:

Avere in testa; Avere per la testa, Grilli per la testa,

Ficcarsi/Mettersi/cacciarsi in testa/mente; Far entrare in testa

Frullare in testa/per il capo – Passare per la testa/per il capo

Levarsi/togliersi dalla testa

Metterci la testa

Non esserci con la testa

Passare di testa/di mente

Passare per la mente/il capo

Sentire la testa pesante

Comportamenti, Sensazioni:

Grattarsi la testa

Battere/Sbattere la testa contro il muro

Fare/Agire di testa propria

Averne fin sopra la testa/i capelli

Dare alla testa

Far cadere delle teste

Fare la testa come un pallone/una campana

Far girare la testa

Fare le cose con la testa nel sacco

Fare una cosa senza testa

Fare una testa così/tanta

Fasciarsi la testa prima di essersela rotta

Gettarsi a testa bassa

Giocarsi la testa; rimetterci la testa; scommetterci la testa

Lavata di testa/di capo

Mangiare in testa a qualcuno

Volere la testa di qualcuno (chiedere la testa di qualcuno),

Montare/montarsi la testa

Mettere/Avere/non avere la testa a posto

Chinare la testa; piegare il capo; piegare la testa; chinare il capo

Non sapere dove sbattere la testa/dove picchiare la testa/il capo

Perdere la testa

Rompersi la testa/le corna

Sbattere la testa contro il muro (picchiare il capo contro il muro; sbattere il capo contro il muro; picchiare la testa contro il muro)

Non sapere dove battere/sbattere la testa/il capo

Scrollare/scuotere la testa/il capo

Sentir montare il sangue alla testa

Tenere la testa tra due guanciali

Uscirne con la testa rotta

 

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Il troppo stroppia

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Trascrizione

Buongiorno cari amici di Italiano Semplicemente, l’espressione che oggi vorrei spiegarvi è: “Il troppo stroppia“.

State ascoltando la voce di Giovanni che vi parla dalla città di Roma.

Tre parole dunque: il, troppo, stroppia. Si tratta di un noto proverbio usato in tutta Italia.

Un proverbio, quindi un detto, qualcosa che si tramanda di generazione in generazione, e che contiene un messaggio che rappresenta un insegnamento, qualcosa che può essere utile per vivere. Questo è un proverbio.

Naturalmente tutti voi stranieri vi starete chiedendo cosa significhi “stroppia“. Si tratta semplicemente di un verbo, e precisamente il verbo è STROPPIARE. Un verbo usato quasi sempre solo all’orale e abbastanza popolare.

Stroppiare è un verbo italiano, che deriva, cioè proviene, ha origine da un altro verbo: il verbo STORPIARE. Questa è la forma corretta in realtà.

Ripeti: storpiare, stroppiare

È necessario che io vi spieghi innanzitutto questi due verbi: storpiare e stroppiare.

Storpiare, se cercate sul vocabolario, significa deformare, cioè cambiare forma.

Il verbo stroppiare invece è, come vi dicevo, la variante popolare di storpiare. In pratica il verbo storpiare si è modificato e col tempo è nato anche il verbo stroppiare.

Succede qualche volta nella lingua italiana che da una parola ne derivi un’altra, ne scaturisca un’altra con lo stesso significato. Volete un esempio in più?

Su due piedi mi viene in mente la parola bisnonno, che è il padre del nonno, quindi bisnonno o bisonna = nonno/nonna due volte (il bisnonno è quindi il genitore del nonno o della nonna). Ebbene, a volte alcuni italiani pronunciano “sbinnonno” con la s iniziale.

Questo è un fenomeno fonetico per cui un suono può cambiare posizione all’interno di una parola.

Quindi stroppiare e storpiare hanno lo stesso significato e significano deformare, cambiare forma. Si passa da una forma originale, che aveva un senso ed una funzionalità, ad una forma diversa, che non ha più un senso vero.

Le cose che si stroppiano, che vengono stroppiate o che si storpiano, quindi hanno qualcosa di sbagliato. È una deformazione con un senso negativo. È un danneggiamento.

C’è un’opera, un dipinto del Pittore Spagnoletto che si chiama “Lo storpio”.

Se cercate su internet troverete questo dipinto che rappresenta una persona (si tratta di un bambino) che ha una caratteristica precisa: è storpio alla mano e anche al piede. Oppure possiamo dire che ha una mano storpia e un piede storpio.

Significa che la mano è stata storpiata, cioè danneggiata, tagliata. La mano ha perso la sua funzionalità, come anche il piede. Il ragazzo quindi è storpio alla mano ed al piede. Non si tratta di una deformazione qualsiasi dunque. C’è un danno anche.

Storpio, è vero, significa deforme nella braccia o nelle gambe, cioè minorato negli arti, e si dice anche “sciancato” nel caso delle gambe, facendo riferimento alle anche, che sono delle ossa.

In questi casi di deformazione fisica il termine stroppio si usa meno di storpio. Ma nel nostro proverbio invece “il troppo stroppia” è molto più diffuso rispetto a “il troppo storpia”.

Adesso siamo ad intuito capaci di provare a dare una spiegazione al proverbio.

E’ il troppo che stroppia! Quindi il troppo, cioè l’esagerazione, o anche l’abbondanza, l’eccesso, in qualsiasi cosa, crea una negatività, una deformazione negativa, che non fa bene.

Chiaramente il suono della parola “troppo” è simile a “stroppia” ed i proverbi spesso hanno una caratteristica fonetica di questo tipo; c’è quasi sempre una rima o un gioco di parole o un gioco di suoni che sono simili tra loro in un proverbio.

Quindi quando c’è un eccesso, un’abbondanza esagerata, anche nel caso di cose apparentemente belle e positive, si crea una situazione che nuoce, una situazione negativa.

Ogni eccesso quindi è negativo. Questo è il senso della frase.

Anche una grande fortuna, una eccessiva ricchezza (una ricchezza “smodata“, si dice anche) puo diventare controproducente, negativa.

Gli eccessi guastano, deformano, sciupano, rendono peggiori.

E’ come se un eccesso di quantità non rendesse più possibile la gestione e l’utilizzo, e per questo si rivela negativo.

Il proverbio in realtà ha anche altre versioni simili. Si dice anche in altri modi: “Il troppo è troppo“; oppure “ogni troppo è troppo“, “quando è troppo è troppo“.

Abbiamo visto in altri episodi anche altre frasi che giocano con le parole: chi non risica non rosica“, una espressione che abbiamo spiegato all’interno del corso di italiano professionale, parlando di rischi ed opportunità.

Ma ce ne sono altre come “volente o nolente” , “chi dice donna dice danno” (in questo caso un’espressione discriminatoria contro le donne), o anche “capire fischi per fiaschi“, “dalle stelle alle stalle“.

Volevo farvi notare anche che Stroppiare e storpiare iniziano con la lettera s.

Spesso la lettera esse si usa per dare un senso di troppo, di intensità. Pensate alla differenza tra battere e sbattere, parlare e sparlare.

Insomma il troppo è troppo, quindi stroppia. C’è intensità quindi che porta ad una deformazione, un danneggiamento.

Come possiamo usare questo proverbio?

Possiamo pensare al denaro come ho detto prima, che porta sempre a cose negative quando è troppo ed arriva all’improvviso.

Possiamo pensare ad un’amicizia o ad una relazione di coppia. Stare troppo vicini ad una persona fa diventare il rapporto un rapporto eccessivamente morboso, porta a privazioni della libertà.

Pensate al lavoro: va bene lavorare perché senza lavoro non c’è dignità, ma troppo lavoro non va bene. Bisogna ricordarsi che il lavoro serve a vivere e non il contrario. Il troppo stroppia anche in questo caso.

Fate ginnastica, perché fa bene, ma non esagerate: anche la mente e l’anima vanno curate: il troppo stroppia.

Una virtù può diventare un vizio, un pregio può diventare un difetto, un vantaggio si trasforma in svantaggio.

Il proverbio è molto diffuso ed è presente anche in rete, se fate una ricerca lo potete verificare personalmente.

Vi ricordate l’espressione “attaccare il pippone“?

L’abbiamo spiegata sulle pagine di italianosemplicemente.com qualche tempo fa. Un’espressione abbastanza simile a “il troppo stroppia” o “il troppo storpia” , ma in quel contesto si fa riferimento solamente all’esagerazione nel parlare.

Bene allora facciamo un breve esercizio di ripetizione prima di concludere:

Il troppo stroppia

Il troppo storpia

Notate anche la pronuncia della o in questi due casi: storpia, stroppia

Storpiare

Stroppiare

Eccesso

Esagerazione

Deformazione

Danneggiamento

Ora vi saluto perché ho già parlato abbastanza e il troppo stroppia anche in questo caso.

Un saluto da Giovanni. Vi lascio ascoltare un esempio di utilizzo della frase di oggi. La voce è di Bogusia, un membro dell’associazione Italiano Semplicemente.

Bogusia: Io non sono una cicciona, questo no, ma visto che si approssima l’estate e siccome ho una certa mole che mi pesa addosso, dopo l’inverno, mi sono detta: basta Bogusia, il troppo stroppia, mettiamoci a digiuno, che inizierò mercoledì prossimo ricorrendo alla dieta depurativa. Mi prendo la briga di nutrirmi solamente di verdure per almeno quattro settimane.

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Le specialità italiane: le fettuccine (o tagliatelle)

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Gli audiolibri di Italiano Semplicemente

giuseppina_redazione

Trascrizione

Sapete che in Italia il piatto che non manca mai in tavola è la pasta.

Ci piace cucinata in tutti i modi. Nei giorni di festa quando la famiglia finalmente è riunita per pranzare tutti insieme, si cucina sempre qualcosa di speciale e la pasta fresca fa subito festa.

Io voglio preparare con voi la pasta fatta in casa, quella della festa, le fettuccine.

Ci sono ormai tanti piccoli elettrodomestici che impastano, tagliano in tanti formati, ma vedrete com’è facile farla a mano, con l’aiuto solo del mattarello.

Servono solo: farina, circa 100 gr per ogni uovo, calcolando 1 uovo a persona per un bel piatto di pasta.

Prepariamo una sfoglia di 3 uova.

Mettiamo su di una tavola o su una superficie piana e lavabile, la farina, facendo un mucchietto con al centro una buchetta dove romperemo le uova.

Con una forchetta o con le dita piano piano facciamo un impasto non troppo duro, che lavoreremo fino a che diventa liscio, morbido e non appiccicoso.

Lo copriamo con un piatto rovesciato e lo facciamo riposare circa 30 minuti, poi lo allarghiamo con le mani, lo schiacciamo e iniziamo a tirarlo con il mattarello fino a che diventa sottile, sottile.

Per fare questo lavoro ci aiuteremo con la farina spolverandone un po’ ogni tanto.

Le prime volte non vi verrà sottilissima ma vedrete che saranno buonissime ugualmente.

Lasciamo asciugare la sfoglia e prima che diventa secca e dura la arrotoliamo e tagliamo a striscioline che allargheremo sulla tavola.
Si possono cucinare subito oppure il giorno dopo, si conservano pochi giorni in frigo.

Quando vogliamo cucinarle le tuffiamo in abbondante acqua bollente e salata e le condiamo con un ragù di carne oppure di funghi o semplicemente al pomodoro.

Vi sembra difficile? Io sono certa che riuscirete benissimo.

Io ho fatto un piccolo ragù casalingo per condirle, mettendo tutto insieme in un tegame, un pochino di cipolla, sedano e carota tritate con 200 grammi di carne macinata e passata di pomodoro, sale e pepe.

Ho fatto bollire circa 15 minuti e poi ho condito la pasta. Semplice, salutare e buonissimo.

Spolverata di formaggio a piacere.

Il segreto di un’ottima riuscita sono gli ingredienti che devono essere di qualità e la voglia di cucinare qualcosa di veramente buono.

Buon appetito!

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Come esprimere un’opinione in modo informale e formale – presentazione

Audio

Gli audiolibri di Italiano Semplicemente

Descrizione

In questa lezione, dedicata ai membri dell’associazione, vediamo le modalità formali ed informali per esprimere un’opinione. Grazie a Daria e Andrè per la collaborazione.