335 – Pensa un po’

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Trascrizione

Giovanni:Buongiorno cari amici di Italiano Semplicemente, siamo arrivati all’episodio n. 335 di questa rubrica.

335! Pensate un po’!

ecco un’altra mini espressione che si usa almeno una decina di volte al giorno: pensa un po’.

L’espressione è da leggere alla lettera? Questa è una domanda chiave, molto importante cioè.

Questa espressione, voglio dire, è un invito a pensare un poco?

Sicuramente è un invito a pensare, ma non “un poco”, che abbreviato si scrive “un po’”.

Non è come dire:

Dammi un po’ di vino

Parla un po’ di più

Mangia un po’

Eccetera.

A dire il vero a volte può essere usata in questo modo:

Pensa un po’ a te stesso, pensa un po’ di più al lavoro,  pensa un po’ prima di rispondere. Eccetera.

Ma generalmente non è questo l’utilizzo principale di “pensa un po’”.

In genere si usa questa espressione per richiamare l’attenzione su qualcosa, per invitare a riflettere su un aspetto. “Un po’” non indica quindi una quantità (di tempo in questo caso) o una intensità. Spesso è un segnale di stupore, o anche di incredulità addirittura. Altre volte anche di contrarietà, dissenso. A volte poi “un po’” si può anche togliere perché non aggiunge molta intensità.

Ascoltate infatti alcuni esempi:

Pensa un po’ che bello se riuscissimo ad andare in Italia.

In tal caso “pensa” è sufficiente a esprimere questa condivisione del proprio pensiero. Possiamo togliere un po’ perché non aggiunge nulla.

Altre volte è fondamentale:

Sai che qualcuno crede che una lingua si possa imparare senza fare esercizi scritti?

Risposta: Pensa un po’!

Il tono che si usa, mai come in questo caso, è assolutamente fondamentale per capire il senso della frase.

Sicuramente c’è stupore, quello non manca quasi mai, il tono può esprimere poi curiosità, oppure un dissenso, anche forte. Altre volte può esprimere un po’ di sufficienza, come se la cosa non  interessasse molto. Dipende tutto dal tono.

Ascoltate la differenza di tono nel caso di stupore, incredulità, curiosità, dissenso e sufficienza.

– – –

Pensate un po’ che bello se per una volta riuscissi a rispettare i due minuti previsti.

Xiaoheng: Anche in questo caso basterebbe dire “pensate”, se non fosse che così è un po’ più ironica come frase.

Giovanni: giusto.

Komi: vabe allora rimaniamo che ci aggiorniamo domani?

Ne o lo?

Audio

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Ne o lo?Trascrizione

Oggi facciamo un bell’esercizio per imparare a usare bene ne e lo.

Queste particelle creano un sacco di problemi ai non madrelingua. Ne sapete qualcosa voi?

Vediamo allora alcuni esempi con delle frasi comuni in cui sono presenti queste due particelle.

Ascoltate l’audio.

Sapete che ne e lo servono a sostituire qualcosa di noto nella frase, qualcosa che non vogliamo ripetere o che è scontato, quindi non serve ripetere.

Allora io pronuncerò delle frasi complete e voi dovrete dire una o più frasi abbreviate che contengono ne oppure lo, a seconda della circostanza.

Poi dirò io la risposta e voi potrete ripeterla. Spesso darò più risposte equivalenti.

Ovviamente ci saranno esempi anche al femminile ed al plurale, quindi a volte dovrete usare li, la, gli o le. Non vi spiegherò nessuna regola. Anche perché non la conosco! Ad esempio se dico: iniziamo? Avete voglia di iniziare?

Voi dovete dire: iniziamo? Ne avete voglia?

Volendo, una risposta a questa domanda può essere:

Si, dai, ho voglia di iniziare.

Oppure:

Sì dai, ne ho voglia.

Oppure:

No, non ne ho voglia.

Allora iniziamo.

1. Hai vinto un premio! Ti aspettavo di vincerlo?

– – –

Te lo aspettavi?

Oppure

te l’aspettavi?

Risposte:

si, me l’aspettavo

Non me l’aspettavo!

Veramente me ne aspettavo due.

Mi aspettavo di vincerne due.

2. Volevo meno gelato.

– – –

Ne volevo meno.

3. Non ti volevo dire questa cosa

– – –

Non te la/lo volevo dire.

Oppure:

Non volevo dirtela/dirtelo

4. La vostra vacanza durerà 3 giorni. La nostra durerà 6 giorni.

– – –

La vostra vacanza durerà 3 giorni. La nostra ne durerà 6.

5. A lui dobbiamo dire questa cosa.

– – –

Glielo/glielo dobbiamo dire.

Oppure:

Dobbiamo dirglielo/dirgliela

A lui dobbiamo dirlo

6. A te devo dare 5 euro, a lui devo dare 6 euro.

– – –

A te devo dare 5 euro, a lui ne devo dare 6.

Oppure

A te devo dare 5 euro, a lui devo darne 6.

7. Posso fare a meno di te

– – –

Di te ne posso fare a meno

Oppure

Di te posso farne a meno

8. L’amore? Di questo parliamo domani

– – –

L’amore? Ne parliamo domani

Oppure

L’amore? Parliamone domani.

9. Ho del pollo. Vuoi un po’ di pollo?

– – –

Ne vuoi un po’?

10. Facciamo la pasta, ma quanta pasta cuciniamo?

– – –

Quanta ne cuciniamo?

11. Cuciniamo un kg di pasta?

Ne cuciniamo un kg?

12. Oppure cuciniamo ancora più pasta?

– – –

Oppure ne cuciniamo di più?

Risposte:

Cuciniamone meno

Cuciniamone di più

13. Ricordi gli amici di scuola? Quanti amici di scuola ricordi?

– – –

Quanti ne ricordi?

14. Chiudi la Porta. Ti devo ricordare di chiudere la porta?

Te lo devo ricordare?

Risposte:

Si, ricordamelo

No, non me lo ricordare

15. Ah, la Gioventù! Che bella. Ricordi di quando eravamo giovani?

– – –

Te lo ricordi? (di quando eravamo giovani)

Oppure

Te la ricordi? (la gioventù)

16. Buona la pizza. Vuoi assaggiare un pezzo di pizza?

– – –

Ne vuoi assaggiare un pezzo?

Oppure

Vuoi assaggiarne un pezzo?

17. Buona la pizza. Vuoi la pizza anche tu?

– – –

La vuoi anche tu?

18. I tuoi amici vogliono assaggiare un po’ di pizza anche loro?

– – –

Anche i tuoi amici ne vogliono assaggiare un po’?

Oppure

Anche i tuoi amici vogliono assaggiarne un po’?

19. Ti avevo detto che la pizza era buona!

– – –

Te l’avevo detto che la pizza era buona!

20. Quante pizze hai preso?

– – –

Quante ne hai prese?

21. Con chi hai mangiato la pizza ieri?

Con chi l’hai mangiata ieri?

22. Ecco il giornale. Hai letto il Giornale oggi?

– – –

L’hai letto oggi?

Risposte:

No, non l’ho letto

Ne ho lette solo 10 pagine.

23. Devi bere tutto il vino!

– – –

Lo devi bere tutto.

Oppure:

Devi berlo tutto (o devi berne 1 bicchiere)

24. Devi bere solo un po’ di vino

– – –

Ne devi bere solo un po’.

Oppure:

Devi berne solo un po’.

25. Di quale colore dipingiamo la casa?

– – –

Di quale colore la dipingiamo?

26. Facciamo metà casa rossa e metà verde?

– – –

Ne facciamo metà rossa e metà verde?

27. Tu cosa pensi di questa cosa?

– – –

Tu cosa ne pensi?

28. Io penso in questo modo…

– – –

Io la penso in questo modo…

29. Dove vuoi un bacio?

– – –

Dove lo vuoi?

30. Lo voglio sulle labbra. Ma voglio 10 baci.

– – –

Lo voglio sulle labbra. Ma ne voglio 10.

31. Ok. Dove vuoi i 10 baci?

– – –

Ok. Dove li vuoi?

32. Ti dico io dove.

– – –

Te lo dico io.

33. Quanti punti conosci? Io conosco molti punti adatti.

Io ne conosco molti adatti.

34. Anche io conosco molti punti adatti.

– – –

Anche io ne conosco molti.

35. Volevo il gelato al Cioccolato, non al limone.

– – –

Lo volevo al cioccolato, non al limone.

36. Conosci questa persona?

– – –

La conosci?

37. No, ma conosco altre persone.

– – –

No, ma ne conosco altre.

38. Vuoi una birra? Oppure vuoi 2 birre?

– – –

Vuoi una birra? Oppure ne vuoi 2?

39. Basta una birra, grazie.

– – –

Ne basta una, grazie.

40. Sapevo che rispondevi così!

– – –

Lo sapevo!

41. Ma quante cose sai tu?

– – –

Ma quante ne sai (di cose)?

42. So molte più cose di te.

Ne so molte più di te.

43 ti devo dire questa cosa

– – –

Te la devo dire

Oppure:

Devo dirtela

44. Ti devo parlare di questa cosa

– – –

Te ne devo parlare.

Ne devo parlare a te.

Oppure:

Devo parlartene

45. Possiamo parlare di questa cosa?

– – –

Ne possiamo parlare?

Oppure:

Possiamo parlarne?

46. Ok, possiamo discutere di questo domani.

Ok ne possiamo discutere domani.

Oppure:

Possiamo discuterne domani

47. Con chi possiamo parlare di questa cosa?

– – –

Con chi ne possiamo parlare?

Oppure:

Con chi possiamo parlarne?

48. Puoi parlare di questo con loro? Puoi parlare di questa cosa con loro domani.

– – –

Ne puoi parlare con loro? Puoi parlargliene domani

Oppure:

Puoi parlarne con loro? Gliene puoi parlare domani

49. Già l’ho detto a loro.

– – –

Gliel’ho già detto.

o

Già gliel’ho detto

50. Comunico questa cosa anche ai dirigenti

– – –

La comunico anche ai dirigenti

51. Discutiamo di questa cosa prima tra noi

– – –

Discutiamone prima tra noi

o

Ne discutiamo prima tra noi

o

Meglio se ne discutiamo prima tra noi.

334 – Di nuovo

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Trascrizione

Giovanni: cosa si dice quando si esce da un ristorante oppure quando termina un incontro di lavoro?

Si saluta ovviamente. Si tratta di un saluto di commiato, cioè di un saluto che si dà quando termina un incontro o una conversazione.

Allora, per accomiatarsi (questo è il verbo del commiato) si può dire buongiorno o buonasera o buonanotte a seconda dell’orario.

Per congedarsi (si può anche dire così, con lo stesso significato) si può anche dire arrivederci, buona giornata, a presto. Anche un “ci vediamo” o “alla prossima” possono andar bene se c’è abbastanza confidenza. Oppure si può ricorrere ad un semplice “ciao”, abbastanza familiare ed amichevole ma sempre valido come congedo (il congedo è come il commiato).

Ma cosa succede se dopo i saluti, ci si intrattiene ancora? Succede che poi si deve salutare nuovamente. In questi casi si può nuovamente dire buonasera o buonanotte eccetera, ma generalmente si utilizza un altro genere di saluto.

Di nuovo“!

In questi casi è sufficiente dire “di nuovo” o anche “nuovamente” (ma è meno usato).

Un tipo di saluto particolare, che si usa normalmente con persone che non si conoscono, quindi va bene al ristorante ma anche in una riunione di lavoro.

Non è necessario dire “di nuovo buongiorno” o “di nuovo buonasera” sebbene possa comunque andar bene. È sufficiente dire “di nuovo”.

Es: buonasera!

Ristoratore: Buonasera a voi, e grazie per averci scelto. Spero abbiate mangiato bene.

Cliente: Benissimo grazie. Le fettuccine che ho mangiato sono uguali a quelle che fa mia nonna.

Ristoratore: ci fa piacere. Di dove siete?

Cliente: veniamo da Roma. Siamo vicini. Quindi sicuramente ritorneremo trovarvi.

Ristoratore: ottimo! Allora alla prossima!

Cliente: certamente! Di nuovo!

Hartmut: un saluto a tutti gli ascoltatori di italiano semplicemente! Possibile mai però che i classici libri di italiano non ci dicano queste cose?

Khaled: questo la dice lunga sulla loro utilità.

Rauno: dai, adesso non si dica che tutti i libri sono inutili!

Doris: io qualcuno l’ho trovato interessante. Altri invece non sono niente di che.

Lia: dicono che anche la grammatica a suo modo è utile. Peccato che non basti. Occorre parlare ed ascoltare, altro che storie!

Iberê: grazie! Altrimenti la lingua a che serve? Bisogna aver cura di tutti gli aspetti della comunicazione.

Ulrike: ok. Adesso però per la cronaca i due minuti sono finiti. Ciao a tutti.

Hartmut: di nuovo!

Italiano Professionale – lezione 26: Fare le veci, essere il vice

Questa lezione fa parte del corso di italiano professionale, cioè dell’italiano che si usa in ambienti lavorativi

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Descrizione

Lezione n. 26 del corso di Italiano professionale. Oggi parliamo di due termini: vice e veci, che può capitare di utilizzare durate una riunione o un incontro di lavoro. 

Può capitare infatti che in una riunione, in un incontro, qualcuno dia forfait, vale a dire che qualcuno non si presenti, che non venga alla riunione, ma che questa persona si faccia sostituire da una seconda persona.

 

333 – Saperla lunga

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Saperla lunga

Giovanni: eccoci al terzo episodio sul termine “lunga”, sempre al singolare femminile. Saperla lunga è l’espressione di oggi.

Spero che questo termine non vi abbia stancato.

Komi: ma ti pare, Gianni, non siamo stanchi per niente! Mi fa specie che parli così.

Giovanni: Bene. Sono contento. Allora lascio la parola a mia madre.

Giuseppina: Certo, il sapere e la lunghezza sembrano non avere cose in comune, ma questa è un’espressione idiomatica.

Allora mi chiedo: se io la so lunga, cosa significa? Significa che conosco molte cose?

Si, significa anche questo, ma non si usa per le persone colte in generale, le persone che hanno studiato, o anche le persone curiose e sempre infornate su tutto.

Non sono queste le persone che la sanno lunga. Questa categoria di persone è troppo ampia.

Ulrike: E chi sono allora? Ci tieni sulle spine?

Giuseppina: Dunque: se parlo di conoscenza, posso usare questa espressione e posso dire che ad esempio “Giovanni la sa lunga in fatto di insegnamento”.

Questo posso dirlo e significa semplicemente che Giovanni conosce molto bene questo argomento.

Però devo specificare l’argomento, e per fare questo posso usare due forme diverse:

Maria la sa lunga in fatto di cinema

Gli italiani la sanno lunga in termini di cibo.

Questo esprime competenza, e questo è uno dei tanti modi per esprimere le competenze di una persona. Ne abbiamo parlato nella prima lezione del corso di ITALIANO PROFESSIONALE.

Un secondo e più usato modo per usare saperla lunga è per esprimere la furbizia di una persona. E le persone furbe spesso destano sospetti, spesso vengono scoperte, e spesso nascondo delle cose per ottenere un risultato vantaggioso. Allora quando vogliamo indicare proprio queste persone, quando abbiamo sospetti che una persona sappia delle cose ma non dica nulla per furbizia, possiamo dire che questa persona la sa lunga.

Giovanni la sa lunga, ma noi non dobbiamo lasciarci imbrogliare da lui.

Francesco ci nasconde qualcosa. Secondo me la sa lunga su questa storia e non ci dice niente.

È un’espressione che si usa sempre al presente.

Attenzione quindi a volte è un complimento, altre volte è un sospetto. Si può usare anche in modo ironico:

Questo ragazzo è un furbetto.. mi sa che tu la sai lunga eh?

Xiaoheng: io credo di aver capito. Ma se avrò dubbi mi ritaglio del tempo e ascolto nuovamente. D’altronde il metodo di Italiano Semplicemente è comprovato.

Giovanni: Ringrazio i membri Komi, Ulrike e Xiaoheng per averci aiutato a realizzare le frasi di ripasso contenute in questo episodio. Per chi è nuovo ed ascolta questo tipo di episodi per la prima volta, gli consiglio di cliccare sui link che sono stati inseriti nell’episodio per approfondire le espressioni che risultano poco chiare.