2 minuti con italiano semplicemente: OGGETTO (n. 5)

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Sapete usare la parola oggetto?

Si, è vero che un oggetto è un generico elemento, qualcosa fatto di materia, un modo generico di chiamare qualcosa che ha una certa utilità, come gli oggetti di ufficio, o anche gli oggetti inutili, ma la parola oggetto si usa spesso anche in altro modo, per identificare qualcosa.

Ad esempio:
– essere oggetto di scherno. Se io sono oggetto di scherno, allora io sono schernito, io sono preso in giro da qualcuno. Chi viene preso in giro? Chi è oggetto di scherno? Sono io. Sono io ad essere schernito.

Analogamente esiste:
L’oggetto di un discorso. Si tratta di ciò di cui state parlando. Allo stesso modo :

La lingua italiana è oggetto di studio in molte università fuori dall’italiana. Cosa si studia in molte università? Cosa è oggetto di studio? La lingua italiana.

Interessante poi l’avverbio oggettivamente. L’oggetto si contrappone al soggetto, ma attenzione, non parliamo di grammatica!

Oggettivamente, la lingua italiana è la più musicale del mondo.

È la mia opinione? No, non è un’opinione soggettiva, ma è una verità che prescinde dalla mia opinione, dalle mie preferenze e anche da quelle degli altri.

Tu lo dici perché sei italiano!

No, no! E’ oggettivo, è una verità oggettiva. È OGGETTIVAMENTE vero.

Sbaglio forse?

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2 minuti con Italiano Semplicemente: IMPALLARE IL PC (n. 2)

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hmmmmmm…. maledizione!! Anche oggi si è impallato il computer… e cosa fare quando si impalla il computer? C’è una sola soluzione: riavviarlo: riavviare il computer, premere il pulsante e riavviarlo. Ma cosa significa impallare?

Quando qualcosa si impalla – solitamente il computer, il cellulare, un dispositivo elettronico – vuol dire che c’è qualcosa che continua a funzionare, come una palla che gira continuamente ma che non arriva da nessuna parte… aspettate, aspettare, aspettate… ma non succede niente. L’unica soluzione è premere il pulsantino e riavviare, riavviare il computer o quello che è.

E a te si è mai impallato il computer? A me si impalla continuamente, e prima o poi dovrò cambiarlo.

E solo così si usa il verbo impallare.

Il computer si impalla, il cellulare si impalla, eccetera

Cos’è che si impalla? il computer Si impalla il computer.

Tutti i computer si impallano? Mah, prima o poi forse sì. Prima o poi si impallano tutti, almeno quelli che ho avuto io. I cellulari si impallano?

A te si è mai impallato il cellulare?

…. diciamo… non so,. forse, sì, qualche volta, non molto spesso, ma anche i cellulari si impallano. Stanno per finire i due minuti. é stato un piacere anche oggi. Ciao!!

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Mestieri e paesi: la medicina

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Buongiorno a tutti da Giovanni e da Italianosemplicemente.com

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Oggi vorrei dedicare un episodio ai donatori, a coloro che sostengono Italiano Semplicemente. So che tutti non possono farlo, ma ci sono molte persone generose nel mondo e queste vanno ringraziate. A me piace farlo con degli episodi come questi. E quale modo migliore di ringraziarli se non facendo qualcosa di utile per loro?

Bene oggi parliamo di mestieri, vale a dire di professioni, di lavoro. Come si chiamano coloro che lavorano nei vari settori?

Le ultime donazioni provengono da Danimarca, Francia, Romania, Germania, Brasile, Argentina, Canada, Belgio e UK.

Vi racconto qualche curiosità su alcune professioni legate a questi paesi. Esploriamo in particolare il mondo della medicina.

In Danimarca ad esempio è molta richiesta forza lavoro nel settore sanitario, quindi prevalentemente medici (coloro che che sono laureati in medicina), e infermieri (cioè che lavorano in infermeria, sempre negli ospedali comunque.

Ma i nomi delle professioni mediche sono moltissimi in realtà. dipende dal ramo che consideriamo, o dalla branca. Si usano indifferentemente questi due termini per distinguere un medico dall’altro. Iniziamo dal ramo della radiologia.

C’è il radiologo che è un medico specializzato in radiologia, che è quella parte della medicina che utilizza le radiazioni ionizzanti a scopi clinici, diagnostici e terapeutici. Molto richiesto in Inghilterra.

C’è il pediatra, medico specializzato in pediatria, molto ricercato ad esempio in Francia. Si parla del ramo della medicina relativo allo studio, alla cura e alla prevenzione delle malattie dell’infanzia. L’infanzia è quell’età compresa fra la nascita e il momento in cui si usa in modo completo la parola, e di solito arriva fino a comprendere la fanciullezza. Diciamo fino ai 13 anni.

Poi c’è il dentista. Chi è il dentista? Lo dice la parola, è un medico chirurgo specializzato in odontoiatria. Questo termine è difficilmente digeribile forse (dentista si capisce facilmente che derivi dalla parola “denti”), ad ogni modo il dentista è un odontoiatra, che, appunto, è laureato in odontoiatria. In Romania è nato il turismo dentale: persone che vanno a curarsi i denti in Romania (le carie ai denti ed esempio) per via dei bassi prezzi ma anche della qualità delle cure e della bellezza della natura.

Molto diffuso è il dietologo, il medico specialista in dietologia (o dietetica): si chiama così quella parte della scienza dell’alimentazione che si occupa dei regimi alimentari indicati nelle varie condizioni fisiologiche e patologiche. In pratica dal dietista ci vanno fondamentalmente le persone grasse, obese, o quantomeno coloro che sono in sovrappeso, ma anche coloro che hanno il problema opposto, o che hanno alterazioni nelle analisi del sangue. Una curiosità: I medici dietisti del Canada, affermano che le diete vegetariane, se correttamente bilanciate giovano alla salute e quindi comportano molti benefici per la salute.

Poi c’è l’anestesista: in caso di operazioni di chirurgia, c’è sempre bisogno di un anestesista, che pratica l’anestesia chirurgica. Nell’anestologia (questo è il nome della scienza) in pratica si fa addormentare il paziente, o una parte del corpo per non sentire il dolore. Anche il dentista anestetizza una parte della bocca prima di estrarre un dente o curare una carie. Alcuni medici ricercatori del Belgio, durante le anestesie, hanno provato la realtà virtuale tramite ipnosi su alcuni pazienti, ed hanno scoperto che il risultato è provare meno dolore e meno ansia in questi pazienti.

C’è poi il cardiologo, che si occupa del nostro cuore. Prima o poi tutti abbiamo bisogno di un cardiologo. Ed in Germania si trova uno dei centri di cardiologia migliori del mondo, ad Amburgo precisamente.

Solo le donne invece hanno bisogno di un ginecologo, che è specialista in ginecologia, quella parte della medicina che si occupa della patologia degli organi sessuali femminili. La patologia è lo studio delle malattie. Tutti i medici si occupano di diversi tipi di patologie. In Brasile, nel 2018, si è svolto il XXII Congresso mondiale di Ginecologia, a Rio de Janeiro ed è stata premiata anche una dottoressa italiana, quindi una ginecologa italiana.

E degli uomini chi se ne occupa? Fortunatamente esiste l’andrologo, disciplina e specializzazione medica concernente la sessualità dell’uomo in rapporto alla capacità di generare. In pratica chi ha problemi legati agli spermatozoi o problemi di erezione, quindi tutte le malattie che possono interessare gli organi maschili deputati alla riproduzione (pene, testicoli, prostata eccetera) e ed anche alle urine, quindi alla pipì. Gli andrologi hanno molto da lavorare ad esempio in l’Argentina, che è il paese che detiene il primato mondiale nell’uso di Glicosato, un pesticida – i pesticidi servono a combattere gli insetti nei campi per la coltivazione di cereali ad esempio. Questi pesticidi causano, tra le altre cose, problemi che riguardano ad esempio la riproduzione, quindi l’apparato genitale.

Molto simile all’andrologo è l’urologo, che si occupa di urologia (urina=pipì), quindi delle malattie dell’apparato urinario, quindi di tutti gli organi che sono coinvolti quando si fa la pipì: reni e vescica ad esempio. I reni sono gli organi del corpo che servono a eliminare dall’organismo le sostanze inutili e dannose o in eccesso. La vescica invece è quel contenitore in cui il nostro corpo raccoglie le urine, prima di essere emesse attraverso la minzione. La minzione è il termine medico per indicare fare la pipì, cioè l’espulsione dal corpo dell’urina che si trova nella vescica. Anche gli urologi sono molto ricercati in Danimarca. Gli ospedali danesi in effetti sono alla ricerca di medici con varie specializzazioni, tra cui proprio quella di urologia. Ovviamente bisogna fare un corso intensivo di lingua danese. Qui arrivano i veri dolori!!

Che dire dell’oculista (anche detto oftalmologo): lui si occupa delle malattie dell’occhio e della vista. L’oculista, nel corso della visita oculistica (o oftalmica), ci misura la vista, controlla quanto ci vediamo e se abbiamo bisogno degli occhiali. Ovviamente si occupa anche delle malattie dell’occhio. A proposito di occhio: il Belgio è una delle mete più ambite dagli studenti di medicina italiani ( se hanno una buona conoscenza del francese). Ci sono centri d’eccellenza nella chirurgia oftalmica, ad Anversa ad esempio. La chirurgia oftalmica è la chirurgia dell’occhio; la chirurgia della retina dell’occhio ad esempio. E se la scienza dell’oculista si chiama oculistica, se parliamo del mestiere dell’oftalmologo la scienza è l’oftalmologia.

E l’ortopedico? Si occupa di ortopedia, che studia l’apparato motore, cioè tutte le parti del corpo che sono deputate e coinvolte nel nostro movimento, quindi ossa e muscoli. Si va dall’ortopedico ad esempio quando fa male un braccio, quando si ha bisogno del plantare per le scarpe, in caso di traumi, cioè incidenti che colpiscono parti del nostro corpo, in special modo ossa e muscoli. Non parliamo degli organi interni quindi. In Inghilterra c’è una forte domanda di ortopedici. Si cercano specializzati in ortopedia ed in altre discipline mediche e ci sono molti aiuti ed agevolazioni ai medici disposti a lavorare in Inghilterra.

Poi c’è il dermatologo, specialista in dermatologia, quella branca della medicina che si occupa delle malattie della pelle. Si dice branca o ramo della medicina. sono termini equivalenti. Si va dal dermatologo quando si ha ad esempio la pelle troppo grassa o troppo secca, o nel caso di rughe sulla pelle quando compaiono con l’età, i più giovani nel caso di presenza di acne o anche macchie sulla pelle. A proposito di acne. Queste bollicine fastidiose sulla pelle vengono chiamate normalmente “brufoli“. Recentemente uno studio a cui hanno partecipato anche medici tedeschi, pare abbia quasi trovato una cura definitiva contro i brufoli. Speriamo bene…

Parliamo anche del neurologo. In effetti anche la neurologia è importante, cioè lo studio del sistema nervoso. In pratica il nostro cervello, quando è colpito da malattie neurologiche può avere gravissimi problemi: Alzheimer, Parkinson, epilessia, sclerosi multipla, eccetera. Quando il nostro sistema nervoso ha dei problemi ci possono essere disturbi alla memoria, al linguaggio, all’invecchiamento.

Diverso è lo psicologo, che aiuta il paziente a comprendere meglio se stessi e gli altri, a favorire il cambiamento, quindi anche a migliorare le proprie reazioni a ciò che ci accade e a migliorare quindi le relazioni con le altre persone.

Diverso ancora è lo psicoterapeuta, o psicoterapista. che è uno psicologo ma anche un medico. Si studia ancora di più per aiutare il paziente ad affrontare ad esempio l’ansia, la depressione, i disturbi psicosomatici, ovviamente le difficoltà relazionali, ma anche i problemi alimentari di origine psicologica e infine le dipendenze, come la droga e l’alcool.

Non so chi dei tre, tra il neurologo, lo psicologo e lo psicoterapeuta se ne occupi, ma in Canada hanno pensato che l’arte possa giovare alla salute: dei medici canadesi hanno iniziato a prescrivere visite e mostre e musei come forma di terapia: l’arteterapia. Niente male come idea. Complimenti ai medici canadesi.

Terminiamo con il chirurgo e l’otorinolaringoiatra.

Il chirurgo si occupa di chirurgia, quindi di operazioni chirurgiche, cioè interventi operatori. Ci sono moltissimi tipi di chirurgia e quindi moltissimi tipi di esperti e professioni: chirurgia della mano, del piede eccetera, dell’occhio eccetera. Sappiate che in Argentina c’è un grande mercato di interventi chirurgici, soprattutto nell’ambito della bellezza: chirurgia del naso, del seno, liposuzioni (per estrarre il grasso in eccesso), eccetera. Grazie ai chirurghi argentini dunque!

L’otorinolaringoiatra invece è specializzato in otorinolaringoiatria (difficile da pronunciare vero?) che si occupa delle malattie dell’orecchio e delle vie “aeree” superiori (naso, faringe, laringe). Quindi perché si deve andare dall’otorinolaringoiatra? Lo si fa quando si hanno problemi di udito e di equilibrio (che come sapete è collegato all’orecchio) ma anche in caso di problemi di respirazione e problemi alla gola (mancanza di voce ad esempio e deglutizione: quando non riusciamo ad ingoiare bene, cioè a deglutire). A proposito di orecchie: una indagine condotta in Francia, mostra come ascoltare musica ad alto volume faccia molto male. I genitori devono stare più attenti ai loro figli, perché basta un’ora al giorno di musica ad alto volume per danneggiare fortemente l’apparato uditivo. Gli otorinolaringoiatri consigliano di seguire la regola del 60-60. Al massimo ascoltare musica per 60 minuti ad un livello non superiore al 60% del massimo volume. Grazie anche alle indagini francesi!

Adesso tocca a voi: io dico una parola e voi dite la professione o il nome del medico:

Occhio (oculistica – oftalmica – oculista)

Orecchio (otorinolaringoiatria – otorinolaringoiatra)

Pelle (dermatologo, dermatologia)

Bambino (Pediatria – pediatra)

Dieta (dietologia, dietista, dietologo)

Radiazioni (radiologia, radiologo)

Carie (Odontoiatria, Dentista o odontoiatra)

Anestesia (Anestologia, Anestetista)

Ossa ed articolazioni (Ortopedia, Ortopedico)

Operazione (Chirurgia, chirurgo)

Depressione (Psicologia, psicologo – psicoterapia, psicoterapeuta)

Malattia Alzheimer (Neurologia, neurologo)

Occhiali (Oculistica e Oftalmologia, Oculista e Oftalmologo)

Pipì (Urologia e andrologo)

Sessualità (Andrologia, andrologo, ginecologo, ginecologia)

Un saluto e un ringraziamento ai membri dell’associazione xhe avete ascoltato e a tutti gli ascoltatori. Spero abbiate gradito questo episodio, molto legato alle professioni ed al mondo del lavoro. Se volete saperne di più del linguaggio del lavoro, date un’occhiata al programma del corso di Italiano Professionale, dove potete imparare i verbi italiani più usati nel linguaggio formale e al lavoro, le espressioni e come esprimersi in generale nelle comunicazioni professionali. Un saluto a tutti da Giovanni e da Italianosemplicemente.com

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Le preposizioni semplici da scoprire

Audio esercizio

Audio soluzione

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Ciao ragazzi, facciamo oggi un bell’esercizio dedicato alle preposizioni semplici ed ai mestieri, cioè le professioni, vale a dire ai lavoro. In questo esercizio racconterà una storia in cui vengono utilizzate le espressioni idiomatiche spiegate sul sito italianosemplicemente.com dal 2015 fino ad oggi.

Nella spiegazione scritta, però, mancheranno le preposizioni semplici.

Di conseguenza sta a voi scrivere le giuste preposizioni da utilizzare, dopodiché potrete guardare ed ascoltate la soluzione domani, quando pubblicherà la soluzione con tutte le preposizioni semplici da usare nelle varie parti del testo: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra.

Vi parlerò dell’apprendimento della lingua italiana secondo Italiano Semplicemente. Ogni volta che si presenterà una preposizione semplice vedrete uno spazio vuoto sul testo e ascolterete un “bip” nel file audio.

Domani invece potrete leggere e ascoltare la soluzione.

L’apprendimento secondo Italiano Semplicemente.

Come sapete, il sito Italiano semplicemente.com è basato sulle sette regole d’oro che vado____seguito ad elencare:

1) Ascoltare ascoltare ascoltare. REPETITA IUVANT. Questa è la prima delle sette regole d’oro; la più importante. Ma come, non è la grammatica la prima regola? Ma quale grammatica d’Egitto! Italiano Semplicemente non insegna la grammatica fine____se stessa. Se amate la grammatica spiegata____modo noioso____Italiano Semplicemente non c’è trippa____gatti!

2) Usare i tempi morti____ascoltare. Questa è la seconda regola d’oro____cui far riferimento: quali sono i tempi morti? Mentre si fa colazione, al bagno (anche facendo la doccia), quando siete____viaggio, mentre si fa la spesa, lavando i piatti eccetera. Una cosa importante: se ci sono persone attorno____voi, magari parlate____voce bassa o nella vostra testa, ma se avete la faccia____bronzo non sarà un problema. ___ l’altro, non aver paura____essere giudicati e____fare brutte figure è sicuramente un punto____vostro vantaggio.

3) Studiare senza stress,____condizioni____relax. Il metodo Co.co.mi. (Costanti e continui miglioramenti).

Lo stress, uno dei nemici____sconfiggere. Se non volete perdere la voglia____imparare, dovete armarvi____pazienza e aspettare che le prime due regole d’oro diano i risultati. Vedrete che scoprirete una cosa fondamentale nell’apprendimento della lingua, e se finora avete ascoltato o studiato stressati, adesso che conoscete questa regola, vi rifarete____gli interessi.

4) Apprendere attraverso delle storie ed emozioni. Questa è la quarta regola____usare. Cosa vuol dire? Non imparate frasi o singole parole: ascoltate delle storie, ascoltate dei podcast, un discorso compiuto che metta____moto il vostro cervello. Il contesto vi aiuterà____capire ciò che non riuscite____capire attraverso una singola frase; se non conoscete una parola, le altre parole del discorso vi aiuteranno. Le emozioni non vi faranno distrarre e non vi stancherete____ascoltare. Ma questa è una regola importante anche____chi insegna. Il mio ruolo è importante: sarà mia la responsabilità nel non farvi annoiare.

5) Apprendere attraverso Italiano vero e non____libri____grammatica. Ascoltare ciò che PIACE. Trattasi della quinta regola d’oro____Italiano Semplicemente. Dedicate il vostro tempo____leggere e ascoltare ciò che attrae il vostro interesse. Anche questa regola vale anche____me, che devo realizzare episodi differenziati,____raggiungere i gusti____tutti.

6) Sesta regola d’oro: Domande e risposte sulle storie ascoltate: I principianti e anche chi ha un livello più alto, deve esercitarsi____subito e provare____rispondere (con la propria voce)____delle facili domande____quanto ascoltato,____questo modo l’apprendimento diventa attivo, non passivo: voi partecipate attivamente e così imparare ad usare parole diverse, parole alternative, verbi e tempi diversi. Ci sono diversi modi____rispondere alla stessa domanda.

7) Parlare: l’ultima regola ma non____importanza. Oggi abbiamo i social, abbiamo whatsapp, abbiamo le chat____cui possiamo parlare____persone____ogni parte del mondo.

Usate tutti questi strumenti____parlare,____ascoltare e____scrivere, ma soprattutto____parlare, perché una lingua non si chiamerebbe così se non si dovesse parlare.____questo modo, rispettando queste sette regole d’oro, va____sé che ci sarà un miglioramento del vostro livello____italiano e questo avverrà anche____modo veloce. Gli amanti della grammatica si mettano l’anima____pace.

Spero che questo episodio rispetti le sette regole d’oro e che voi possiate riuscire____terminare l’ascolto avendo la voglia____rifarlo altre volte. Provate____stampare il dialogo e____riempirlo____le preposizioni semplici. E ascoltate poi la soluzione nel secondo file audio che trovate____questo episodio.____chi è interessato, abbiamo realizzato altri episodi dedicati alle preposizioni semplici. Date un’occhiata se avete tempo.____poco questo episodio sarà terminato. Solo il tempo____un saluto e un’ultima raccomandazione: trovate un amico____cui condividere i vostri episodi: farlo____due sarà più piacevole e produttivo!

Un saluto____Giovanni

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Invece o piuttosto?

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Ciao ragazzi oggi come decidiamo di passare questo tempo insieme?

Avrei pensato di affrontare la differenza tra invece e piuttosto, che ne dite?

Ho notato che molti stranieri hanno spesso alcuni problemi nel distinguere questi due avverbi. In effetti hanno ognuno delle caratteristiche ed usi specifici. Oggi ne parliamo insieme se volete, con Giovanni di italiano semplicemente.

Facile confondere invece con piuttosto. A volte non è un grave errore comunque.

Iniziano da invece.

Invece è un avverbio usato per sottolineare l’opposizione, il contrasto o la sostituzione di un concetto ad un altro. Si usa quindi quando vogliamo sottolineare la differenza tra due cose.

Io studio italiano invece tu preferisci l’inglese.

Maria sta a dieta, io invece no.

Credevo mi amassi, invece tu amavi un’altra persona

Abbastanza semplice in questo caso come in altri casi simili: c’è un concetto all’inizio della frase, poi c’è invece che serve ad annunciare un secondo concetto opposto a quello iniziale.

Ci sono alcuni casi particolari però che è necessario spiegare bene a voi stranieri:

1 caso: a volte si può rafforzare l’opposizione usando “mentre invece“, oppure “ma invece“. Ad esempio:

Pensavo che Maria mi baciasse, mentre invece mi ha detto che io e lei siamo solo amici.

L’opposizione tra il bacio ed il rifiuto è sottolineata da “mentre”.

I ladri sono entrati in casa mia ma invece di rubare, hanno giocato con la Play station

Anche qui usare “ma invece” rafforza il contrasto tra i ladri che entrano in casa, che si presume lo facciano per rubare, portare via le cose, ed il fatto che invece si sono messi a giocare.

2 caso: invece di. Quando la preposizione “di” segue dopo, in questo caso c’è sempre una opposizione, ma nel senso dello scambio.

Invece di lamentarti che non hai soldi, perché non vai a lavorare?

Questo libro è in offerta: costa € 10 invece di € 20

Notate che “invece di” in questi casi sostituisce anziché.

Quindi lavora anziché lamentarti. Lavora invece di lamentarti.

10 euro anziché 20 euro. 10 euro invece di 20 euro.

Non sempre però:

Maria sta bene, invece di Giovanni cosa mi dici?

Vediamo adesso “piuttosto“.

Anche piuttosto è un avverbio, ed anche piuttosto serve a fare dei confronti oppositivi. Questo è un problema? Come facciamo a capire quando è la stessa cosa usare invece e piuttosto?

“Piuttosto”, dobbiamo dirlo, si usa anche in altri modi, con altri significati. Invece l’avverbio “invece” è esclusivamente dedicato all’opposizione.

Piuttosto però a volte si può usare al posto di invece, altre volte no. Quando questo accade il significato è quello di “anziché”:

Piuttosto che studiare italiano, perché non studi l’inglese?

In questo caso posso sostituire “piuttosto che” con “invece che”:

Invece che/di studiare italiano, perché non studi l’inglese?

Il senso è lo stesso: opposizione.

Preferisco mangiare tutto ciò che voglio piuttosto che stare a dieta

Preferisco mangiare tutto ciò che voglio invece che stare a dieta

Quindi anziché può diventare “invece di” oppure “piuttosto che”, oppure “invece che” e anche “piuttosto di” a seconda della circostanza.

C’è da dire che “piuttosto che” viene usato anche in modo improprio molto spesso, con lo stesso significato di “oppure”. Ne parliamo dopo.

Riprendiamo adesso gli esempi fatti all’inizio e vediamo come possiamo usare piuttosto al posto di invece, perché non sempre possiamo usare indifferentemente l’uno e l’altro. In questo modo capirete la differenza tra invece ed piuttosto. Gli esempi erano:

Io studio italiano, invece tu preferisci l’inglese.

Potrei chiederti:

Perché non studi l’inglese?

e tu potresti rispondere:

Cosa? Inglese? Piuttosto che studiare inglese, studierei l’eschimese!

Vedete che l’uso di piuttosto serve a contrapporre ancora di più. “Invece” è più neutrale, mentre con piuttosto c’è spesso una rifiuto di una scelta e la preferenza di un’altra. A volte si usa piuttosto per sottolineare l’assoluta avversione verso una cosa, una avversione talmente elevata che siamo disposti, come alternativa a scegliere la peggior cosa possibile, sempre meglio della prima:

Cosa? Inglese? Piuttosto che studiare inglese, studierei l’eschimese!

Piuttosto studio l’eschimese (che non mi servirebbe a nulla), ma l’inglese non lo studierei mai. Una avversione talmente alta verso questa lingua che preferirei la lingua più inutile del mondo: l’eschimese (ovviamente è solo un esempio).

Altri esempi? Prima abbiamo detto

Maria sta a dieta, io invece no.

Potrei dire:

Odio le diete, e piuttosto che stare a dieta, preferisco morire!

Anche qui: talmente è alto l’odio per la dieta, che al limite, sarei disposto a morire come alternativa. Meglio morire che stare a dieta!

Scelta sicuramente opinabile, ma anche questo è solo un esempio.

Credevo mi amassi, invece tu amavi un’altra persona

Questo era l’ultimo esempio fatto inizialmente. Notate che non posso sostituire invece con piuttosto. Il risultato avrebbe un altro significato.

Credevo mi amassi, piuttosto tu amavi un’altra persona

In questo caso può significare: non sono io che amavo un’altra persona, eri tu che amavi un’altra persona: l’enfasi, l’accento, sta sulla parola “tu”:

Non c’è quindi solo una semplice differenza, come con “invece”: io ti amo, invece tu no.

Quindi l’avverbio piuttosto si può usare:

1. Al posto di “invece” per segnalare un’alternativa preferibile.

Quando poi non si vuole proprio esprimere una preferenza ma aggiungere delle possibilità che si ritengono migliori, meglio usare “piuttosto”, e mettere davanti “o”. In questo modo si esprime una preferenza senza scartare la prima possibilità:

Vuoi conquistare quella ragazza? Allora mandale delle rose, o piuttosto scrivile una lettera d’amore.

E’ come dire: “mandale delle rose, o meglio ancora, scrivile una lettera d’amore”.

2. Seconda categoria di usi: Il senso di “meglio ancora” può diventare una avversione assoluta verso una scelta quando si fa un paragone e si usa piuttosto per scartare fortemente una scelta, come abbiamo visto:

– piuttosto che sposarti, divento suora!

– piuttosto che tifare la Juventus, non vado più allo stadio!

In questi casi “invece” non è adatto. A volte l’avversione è meno marcata, ma sempre meglio usare piuttosto per evidenziare la contrapposizione:

Non ti lamentare sempre che hai molto da studiare, piuttosto inizia a farlo, perché domani hai l’esame!

In questi casi piuttosto può stare anche alla fine della frase:

Non ti lamentare, studia piuttosto!

3. Terza possibilità: si usa piuttosto per spostare una colpa, o per evidenziare in generale come una caratteristica sia da associare a B anziché ad A.

Un esempio di questo terzo utilizzo lo abbiamo visto prima, quando si parlava di amare altre persone e spostare una colpa da una persona all’altra:

Io non ti ho mai tradito, tu piuttosto, lo hai fatto tante volte!

Mi sembri ingrassato.

Io ingrassato? Ma cosa dici? Tu, piuttosto, non ti riconosco più con quella pancia!

Velocemente vorrei dirvi che, come dicevo all’inizio, l’avverbio “piuttosto” si usa anche in altri modi, che non c’entrano con l’opposizione. Come ad esempio al posto di “un po’“, “abbastanza“:

Oggi mi sento piuttosto bene, cioè mi sento bene, abbastanza bene;

Giulia è piuttosto simpatica;

E’ piuttosto tardi per andare al cinema.

eccetera.

L’uso di piuttosto indica quindi una sensazione non del tutto definita, ma senza eccessi, con una certa cautela, senza troppa decisione.

Infine, un uso improprio, cioè non corretto di “piuttosto” è quello di usarlo al posto di oppure, o di indifferentemente, come se, anziché indicare contrapposizione o avversione, si stesse esprimendo una uguale preferenza. Si sente usare in questo modo nella lingua parlata quando si fa una lista di cose, una lista generalmente non esaustiva e completa. A volte si sente dire ad esempio:

Nel tempo libero studio italiano piuttosto che inglese o francese.

Sembra quasi che la persona che parla stia esprimendo una netta preferenza per la lingua italiana, ed invece nelle intenzioni di chi parla c’è solo quello di fare una lista di lingue, come a dire:

Nel tempo libero studio italiano ma anche inglese o francese.

Nel tempo libero studio italiano oppure inglese o francese.

Nel tempo libero studio italiano oltre che l’inglese o il francese.

La scelta tra queste lingue è indifferente quindi. Ma questo modo di usare “piuttosto” non è corretto, è bene dirlo, proprio perché può essere interpretata in modo diverso, visto che “piuttosto” si usa per contrapporre e non al posto di “oppure”.

Si sente usare anche in ufficio, e a volte anche nella forma scritta. Personalmente mi provoca una sensazione molto negativa quando ascolto quest’uso di piuttosto.

Chiudiamo con un esercizio. Mi aiutano alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente: sentirete una frase da me, avrete il tempo per riflettere e provare a rispondere, con una frase equivalente usando “invece” oppure “piuttosto”, poi sentirete la risposta. Grazie a Khaled dall’Egitto, Anthony e Albert dagli Stati Uniti, Mariana ed Andrè dal Brasile, Ulrike e Bogusia dalla Germania, Natalia dalla Colombia, Monica dalla Spagna e Rauno dalla Finlandia.

Fare il bagno d’inverno? In Egitto Preferisco farlo d’estate!

Khaled: Fare il bagno d’inverno? Piuttosto meglio farlo d’estate in Egitto!

Dici che non ho studiato abbastanza? Tu non l’hai fatto invece! Tu non hai studiato, non io!

Mariana: dici che non ho studiato abbastanza? Tu non l’hai fatto piuttosto!

In Germania si vive abbastanza bene

Ulrike: In Germania si vive piuttosto bene

In Brasile però si potrebbe vivere meglio

Andrè: In Brasile invece si potrebbe vivere meglio

Il caffè prodotto in Colombia viene abbastanza ricco di complessità aromatiche!

Natalia: Il caffè prodotto in Colombia viene piuttosto ricco di complessità aromatiche!

Io sono Polacca ma vivo in Germania, e in Germania sto abbastanza bene. In Polonia però mi sento proprio a casa.

Bogusia: Io sono Polacca ma vivo in Germania, e in Germania sto piuttosto bene. In Polonia invece mi sento proprio a casa,

Invece io sono finlandese, e non rinuncerei mai alla sauna. Meglio morire in quel caso.

Rauno: Invece io sono finlandese, e piuttosto che rinunciare alla mia sauna preferirei morire!

In Italia non si fa la corrida. In Spagna sì.

Monica: In Italia non si fa la corrida. In Spagna invece sì!

Grazie a tutti per l’ascolto.

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Alcune Recensioni

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Utilissimo un libro di questo tipo. Io non ho mai avuto intenzione di lavorare in Italia.
Perché mi sono interessata quindi del corso di italiano professionale?
Semplicemente perché so che la bellezza di ogni lingua sta nella sua ricchezza espressiva. Voglio leggere libri, poesia, giornali, capire quello che parlano in radio e tv, voglio capire anche le sfumature delle espressioni nei contesti diversi in cui vengono usate. È per questo che faccio parte dell’associazione Italiano Semplicemente; è per questo che seguo con attenzione e grande divertimento il corso e i verbi che formano una sezione importante
del corso. 

andre.jpgUn libro  scritto da una persona che sa, come nessuno, il significato della parola “insegnare”,  impeccabile e indispensabile per qualsiasi straniero che usi quotidianamente la lingua italiana nel suo lavoro oppure, come me, che semplicemente ha voglia  di imparare a comunicare in italiano.

 

 

bogusia.jpgÈ un libro che io potrei raccomandare a tutti quelli che stanno cercando la possibilità o le fonti che faciliterebbero il passaggio dal vocabolario di base al livello più avanzata che assomiglia a quello degli stessi italiani, non solo nell’ambito professionale. In un modo divertente e istruttivo viene mostrata la possibilità di usare i verbi in ogni situazione quotidiana. Il metodo proposto dal sito Italiano Semplicemente (vale la pena dare un occhiata) viene implementato rigorosamente attraverso tutti i contenuti del libro.  La mia esperienza personale mi permette di dire: funziona. Basta ascoltare gli audio nel tempo libero e durante un’attività che non coinvolge la concentrazione assoluta. In questo modo impari ad esprimerti in un modo anche migliore rispetto all’italiano medio.

khaled.jpgPer me è un piacevole utilizzo dei tempi morti della giornata: sfogliare, leggere un libro di questo tipo e trovare gli argomenti più disparati spiegati nei dettagli e in modo divertente. Vi consiglio di leggere le sette regole d’oro di Italiano Semplicemente prima di leggere il libro. Sono uno studente universitario ed interessato ad imparare la lingua italiana, soprattutto la cultura italiana.  Sinceramente, seguire il sito e la pagina Facebook può cambiare le vostre idee sull’apprendimento. Essere membro di Italiano Semplicemente ha  soddisfatto le mie esigenze di imparare e vivere la cultura italiana.

jasna.jpgl libro “Verbi professionali” è indispensabile sia per quelli che studiano la lingua italiana sia per quelli che la insegnano. Tutti e due hanno in comune la stessa meta: riuscire a padroneggiare bene la lingua. E se vogliamo bene padroneggiare la lingua italiana questo libro non dovrebbe mancare sul nostro scaffale. La padronanza di tali vocaboli contribuirà di sicuro al successo di una  comunicazione d’affari in italiano e aumenterà senz’altro le opportunità di carriera nel mercato di lavoro. Secondo me con questo libro saranno evitate le eventuali incomprensioni interculturali, che accadono spesso, e che sono uno dei maggiori ostacoli al successo della comunicazione d’affari.

E poi c’è il metodo giusto – TPRS – che ci facilita il loro apprendimento e che diventa alla fine divertente. Molto consigliabile.

 

 

Segnaletica stradale

Audio

Trascrizione

Andrè e Giovanni vanno in discoteca. I due diciottenni promettono ai propri genitori di non bere.

Alla fine della serata, Andrè sembra in grado di guidare, sebbene abbia bevuto un paio di bicchieri.

Giovanni invece è decisamente brillo, per non dire alticcio. Peccato, perché dei due, Giovanni è il più attento alla guida, mentre Andrè si distrae abbastanza spesso. Inoltre Andrè non ha ancora fatto l’esame di guida!

Andrè si mette comunque alla guida.

Tu fammi da navigatore”, dice a Giovanni, “perché non sono sicuro di ricordare la strada di casa.

Conta su di me”, risponde Giovanni, sebbene Andrè fosse consapevole della probabile scarsa credibilità delle parole di Giovanni, ma d’altronde non aveva scelta.

Fai attenzione ai segnali di precedenza”. Giovanni inizia subito con i sui consigli, sbracato sul sedile posteriore ad occhi semichiusi.

Andrè: Ok, tranquillo, ce la faccio. Però dammi indicazioni precise, perché i cartelli stradali non li conosco benissimo ancora.

Dopo 100 metri, ecco il primo incrocio pericoloso.

Giovanni: “fermati allo stop, vedi il cartello?”

Andrè si ferma allo stop, rispettando correttamente l’apposita segnaletica verticale e orizzontale.

Giovanni: Questo segnale o cartello indica che ci dobbiamo fermare per dare la precedenza alle macchine che vengono da destra o da sinistra. E’ uno stop. Si chiama così.

“Tra un po’ inoltre incroceremo una strada con diritto di precedenza”, la voce di Giovanni arrivava puntuale dalle retrovie.

Andrè: Bene, ecco la strada. Che faccio?

Giovanni: il cartello triangolare con la punta verso il basso indica che bisogna dare la precedenza a chi viene da destra.

Adesso vedrai che la strada peggiorerà, ci sono molte buche qui, quindi vai più piano. Ecco il cartello che indica che la strada è dissestata.

Andrè: ah ok, che devo fare?

Giovanni: rallenta, mica vorrai rompere il semiasse, no?

Andrè: Giusto. E quel segnale ritondo? Questo con le frecce che fanno il giro.

Giovanni: vuol dire che tra poco c’è una rotatoria.

E’ un segnale di prescrizione, cioè di obbligo. Lo trovi prima dello sbocco su un’area in cui è prescritta la circolazione rotatoria (un incrocio, una piazza).
Quindi i conducenti sono obbligati, c’è cioè la prescrizione, quindi devono per forza circolare secondo il verso indicato dalle frecce.
Il segnale lo trovi sempre prima dell’incrocio sul lato destro. Ricordati he?

Andrè: va bene allora giro in tondo.

Giovanni: adesso attento perché c’è una scorciatoia che possiamo prendere, una strada in cui non si potrebbe passare, ma considerata l’ora, possiamo provarci. Eccola, vedi che c’è il cartello di divieto di transito.

Andrè: Quello rotondo col bordo rosso e dentro bianco?

Giovanni: sì, quello, ma vai lo stesso, tanto chi deve passare a quest’ora! Tra l’altro nessuno può passare qui, né da una parte né dall’altra. Quello è un divieto di transito,

Andrè: rischiamo una multa?

Giovanni: sì, ma la polizia non c’è in giro. Ecco, adesso vai fino alla fine, gira a sinistra e siamo quasi arrivati.

Andrè: ok, ma quest’altro cartello che significa? E’ rosso ed ha una banda bianca orizzontale al centro.

Giovanni: non potremmo transitare, è vero, infatti quando incontri questo segnale vuol dire che stiamo entrando dal senso sbagliato. Da questa parte non si può entrare, dobbiamo entrare dall’altro senso. Ma vai tranquillo, sono le tre di mattina.

Andrè: possibile che incontriamo tutte strade in cui non possiamo andare?

Giovanni: no, tranquillo, adesso c’è anche un senso unico. Prendilo. Ecco, è questa strada davanti a te, che ci porterà fino a casa.

Andrè: quale strada? E dov’è il cartello?

Giovanni: questo rettangolare blu, con la freccia bianca dentro verso destra.

Andrè: ah sì, lo vedo. Vado tranquillo quindi?

Giovanni: vai, vai, questa è una strada a senso unico, puoi andare tranquillamente!

Andrè: sì… a meno che incontriamo altri due ubriaconi come noi che tornano a casa!

Giovanni: vai a tutta birra qui che siamo quasi arrivati!

Andrè: ma c’è il limite di velocità a 80 all’ora, non possiamo andare forte qui, questo cartello lo conosco! E poi c’è una macchina davanti a noi. Mica possiamo sorpassarla.

Giovanni: sì, lo so, ma stanotte abbiamo fatto tante infrazioni, quindi vai forte e sorpassa questa lumaca!

Andrè: va bè, ma ti ricordavo come un ragazzo prudente, cosa ti è successo stanotte? Comunque faccio finta che questo divieto di sorpasso non esista?

Giovanni: esatto! Allora qualche cartello lo conosci!

Andrè: solo qualcuno. Ma guarda chi sta arrivando!

Giovanni: la polizia!! Ci stava seguendo da un po’ di tempo!

Meno male che siamo arrivati. Accosta davanti casa e fai finta di niente!

Poliziotta: buongiorno (si fa per dire), non è la vostra giornata fortunata oggi: Guida in stato di ebrezza, guida senza cinture di sicurezza, infrazione del divieto di transito, transito senso contrario, ed infine parcheggio in sosta vietata. Non oso neanche chiederle di farmi vedere la patente!

Andrè: beh, in effetti… ma come sosta vietata?

Poliziotta: certo, non si può parcheggiare qui. Non conosce i cartelli stradali?

Giovanni: signora poliziotto, potrebbe chiudere un occhio per stavolta? Siamo stanchi e…

Poliziotta: … va bene, va bene, ma la prossima vi ritiro la patente! Se ce l’avete…