3 giorni in Italia – Lezione 17: fare rifornimento

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Descrizione

L’episodio è dedicato al rifornimento di carburante in Italia. Durata: 8 minuti

La strega senza rughe

La strega senza rughe

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“con ghi e con ghe c’è un’acca lì in mezzo, con ge e con gi si toglie di lì, con a, con o, con e e anche con u, la acca invece non serve più“.

Durata: 15:37

la strega senza rughe

Me o mi?

Mi e me (scarica audio)

Sai distinguere me da mi?

Si. Certo. Mi esercito tutti i giorni con l’italiano.

Mi fai un esempio allora? Me ne fai almeno uno?

Ok: a me piace molto la pasta. La pasta mi piace molto.

Me ne fai un altro?

Ok: mi ricordo che una volta me ne sono andato di casa.

Perché te ne sei andato?

Mi ero stufato di mia moglie.

Cosa?

Non hai capito? Mi sono spiegato male? Vuoi che te lo ripeta?

No, non me lo ripetere, ho capito. Ma tua moglie?

Anche mia moglie mi ha chiesto il perché.

E tu?

Io me ne sono restato in silenzio e poi me ne sono tornato a casa

Ah, non me ne avevi parlato. E lei?

Lei poi mi ha lasciato. Allora, hai capito la differenza tra me e mi?

No, ma ho capito la differenza tra te e lei!!

Me la spieghi?

A me sembra ovvia. Mi pare strano che tu me lo chieda.

A me no! Mi aspetto che tu lo faccia.

Dunque: a me sembra che tu sia pazzo. Questo mi sembra.

E lei invece?

Lei mi sembra una persona normale, perché adesso sta con me e non più con te.

Ah ecco. Mi sembrava! A me comunque non importa perché a me sembra sia molto tempo che non mi ama più.

A me invece mi ama. Questo almeno mi dice….

N.12 – UN APPUNTAMENTO – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

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Descrizione

Lezione numero 12 per principianti della lingua italiana – PRIMI PASSI.
Sofie e Giovanni si incontrano al bar dopo un lungo viaggio.
L’episodio contiene anche 36 domande e risposte che riguardano il breve dialogo.

Durata: 13:11

ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana (domande & risposte) – Art.11

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Descrizione

Lettura dell’articolo 11 e 30 domande con risposta.

Durata: 8:46 

art. 11 costituzione italiana

N.11 – IERI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

11^ lezione – UNDICESIMA lezione – lezione n. 11: IERI

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Dialogo

Ulrike: Ciao Sofie, come stai?

Ciao Ulrike, oggi sto bene, ma ieri mi sentivo male.

Come mai? Che cosa hai fatto ieri?

Ma niente! Ieri era venerdì e ho lavorato tutto il giorno.

Meno male che oggi è sabato. Puoi riposarti un po’.

Si, sono contenta. Ieri, cioè venerdì, ho lavorato troppo. Oggi è sabato e non devo lavorare.

Domani è domenica e anche la domenica puoi restare a casa.

Si. Sono contenta. E tu, che cosa hai fatto ieri?

Conosci Giovanni? Io ieri ho incontrato Giovanni e la sua famiglia

Non lo conosco. Chi è e da dove viene? Si chiama Giovanni?

Giusto, si chiama Giovanni. Giovanni è italiano ed è di Roma.

E ieri è arrivato a Berlino?

No, è arrivato l’altro ieri. Ieri era venerdì 6 novembre, lui è arrivato l’altro ieri 5 novembre.

Ma che bello! E che cosa avete fatto ieri? Hai mostrato la città di Berlino a Gianni?

Si. Ieri abbiamo fatto un giro per Berlino, poi siamo andati in un bel ristorante. Noi tutti eravamo affamati.

Ah…dopo la visita della città avevate fame e sete! E quando torna a Roma Giovanni? Parte già domani?

No, lui e la sua famiglia partono già oggi. Ieri è stato l’ultimo giorno del loro viaggio.

Peccato. Ma chissà, forse puoi andare tu a Roma la prossima volta!

Spero proprio di sì! Ciao Sofie.

Ciao Ulrike

…………..

Domande e risposte:

– L’amica di Ulrike come si chiama?

– L’amica di Ulrike si chiama Sofie.

– L’amica di Sofie si chiama Alessandra?

– No, l’amica di Sofie non si chiama Alessandra. Si chiama Ulrike.

– Sofie come sta oggi?

– Oggi Sofie sta bene.

– E come stava ieri?

– Ieri Sofie si sentiva male.

– Stava bene Sofie ieri?

– No, ieri non stava bene. Si sentiva male.

– Ha fatto qualcosa di speciale ieri?

– No, ieri Sofie non ha fatto niente di speciale.

– Che cosa ha fatto ieri?

– Ieri Sofie ha lavorato tutto il giorno.

– Sofie è stata in giro ieri?

– No, ieri Sofie non è stata in giro. Ha lavorato.

– Ha lavorato ieri?

– Si, ieri ha lavorato tutto il giorno.

– Che giorno è oggi?

– Oggi è sabato. Sabato 7 novembre.

– Che giorno era ieri?

– Ieri era venerdì. Venerdì 6 novembre.

– Sofie deve lavorare oggi?

– No, oggi è sabato e il sabato non deve lavorare.

– Che cosa farà oggi?

– Oggi Sofie si può riposare.

– Oggi è giovedì?

– No, oggi non è giovedì. Oggi è sabato.

– Domani è martedì?

– No, domani non è martedì. Domani è domenica.

– Domani Sofie deve lavorare?

– No, domani è domenica. Sofie non deve lavorare la domenica.

– Oggi Sofie è triste o è contenta?

– Oggi Sofie è contenta. Non si sente triste.

– Perché è contenta?

– È contenta perché non deve lavorare.

– Oggi Sofie si sente triste?

– No, oggi non è triste. È contenta. Si sente bene.

– Che cosa chiede Sofie alla sua amica?

– Sofie chiede a Ulrike che cosa ha fatto ieri.

– Ulrike ha fatto qualcosa ieri?

– Si, ieri Ulrike ha visto Giovanni.

-Ulrike ha incontrato Marco?

-No, lei ha incontrato Giovanni, la persona che Ulrike ha incontrato si chiama Giovanni.

-Ulrike e Giovanni si sono incontrati l’altro ieri?

-No, l’incontro era ieri non l’altro ieri.

-Dove si sono incontrati Ulrike e Giovanni, a Roma?

-No, non a Roma, si sono incontrati a Berlino.

-Giovanni è di Berlino, lui è tedesco? Giovanni viene dalla Germania?

-No, Giovanni è italiano, è di Roma, lui viene dall’Italia.

-Giovanni è venuto da solo a Berlino? Era da solo?

-No, è venuto con la sua famiglia a Berlino, non da solo.

-Quando è arrivato Giovanni? È arrivato ieri 6 novembre? *(senza articolo)*

-No, Giovanni è arrivato l’altro ieri a Berlino. Lui e la sua famiglia non sono arrivati ieri, ma l’altro ieri.

-L’altro ieri era venerdì 6 novembre?

-Ma no, venerdì 6 novembre era ieri. L’altro ieri era il 5 novembre, era giovedì 5 novembre.

-Dopo l’arrivo a Berlino cosa hanno fatto, hanno visitato lo zoo?

-No, non sono andati a visitare lo zoo.

-Sono andati al cinema forse?

-No, non al cinema, non hanno visto un film.

-Perché non hanno visto un film?

-Non hanno visto un film perché hanno fatto un giro per la città.

-Un giro per vedere la città di Berlino? Ieri loro hanno fatto questo?

-Sì, ieri, non l’altro ieri. L’altro ieri sono arrivati a Berlino.

-Dopo la visita della città di Berlino

Giovanni è partito per Roma?

-No, non è partito per Roma.

-Giovanni è rimasto a Berlino?

-Si, ieri non è partito, è ancora rimasto a Berlino.

-Dopo il giro per la città, tutti erano stanchi?

-Sì, tutti erano stanchi e anche affamati.

-Avevano fame?

-Sì molta fame e anche sete.

-Hanno mangiato e bevuto qualcosa? Sono andati a mangiare?

-Giusto, sono andati a mangiare in un bel ristorante.

-Gianni e la sua famiglia partono domani per l’Italia?

-No, partono già oggi, non domani.

-Ieri hanno fatto una visita della città di Berlino e oggi partono per l’Italia?

-Sì, ieri è stato l’ultimo giorno del loro viaggio, oggi partono per l’Italia.

Giovanni: grazie per l’invito Ulrike, io vado.

ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana (domande & risposte) – Art.10

Descrizione

Lettura, domande & Risposte sull’articolo 10 della Costituzione italiana.

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    Costituzione italiana – Art. 10

    L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.

    La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.

    Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

    Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici

N.10 – OGGI, DOMANI E DOPODOMANI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

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Descrizione

L’episodio è per principianti. L’obiettivo è imparare ad usare i termini “oggi”, “domani” e “dopodomani”.

3 giorni in Italia – Lezione 16: informazioni di viaggio

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Descrizione

L’episodio contiene una serie di domande e risposte sulle diverse situazioni in cui si può trovare un turista che arriva in una città italiana: sul bus, sul treno, appena sceso dall’aeroporto, sul taxi.

Durata: 8 minuti

3 giorni in Italia – Lezione 15: AL BAR

I file audio dell’audiolibro “3 giorni in Italia” sono disponibili per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

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Audio (estratto)

Esempio di utilizzo

Barista: Buongiorno Signore, cosa desiderate?

Bogusia: Buongiorno, io vorrei un caffè.

Barista: E lei signorina cosa prende?

Mariana: Per me una pizzetta col pomodoro e una birra, grazie. Anzi no, anziché la birra prendo dell’acqua.

Barista: il caffè signora come lo Desidera? Normale?

Bogusia: Macchiato grazie.

Barista: macchiato caldo o macchiato freddo?

Bogusia: Macchiato freddo grazie. E anche un cornetto con…

Barista: ce l’abbiamo semplice, con la marmellata, con la crema, al cioccolato e anche integrale.

Bogusia: non avete cornetti vegani?

Barista: no, quelli no, mi spiace.

maritozzi
I maritozzi con la panna, tipici dei bar di Roma

Bogusia: allora vorrei quel bel maritozzo con la panna!

Barista: complimenti per la scelta, sono freschissimi, appena fatti stamattina con la panna fresca. Ma non vuole assaggiare anche una splendida spremuta di arance rosse di sicilia?

Bogusia: se proprio insiste.

Barista: Se volete potete accomodarvi fuori, vi porto io tutto. Fuori c’è piccolo… un leggero sovrapprezzo per il servizio ma è più fresco.

Barista: ah, l’acqua per la signora? Acqua naturale o frizzante?

Due diversi tipi di acqua “effervescente naturale”

Mariana: se possibile effervescente naturale.

Barista: bene. allora ricapitoliamo. Per lei un caffè macchiato freddo, un maritozzo con la panna e una spremuta di arance rosse. Per la signorina invece una pizzetta col pomodoro e una bottiglia d’acqua effervescente naturale.

Bogusia: perfetto.

11 Barista: ecco il vostro ordine e buon appetito.

Dopo aver consumato…

Bogusia: il maritozzo era veramente buonissimo. Per non parlare del caffè.

Bogusia: ora, se non le dispiace, ci può portare il conto cortesemente?

Barista: certo. Sono 15 euro. La spremuta la offre la casa!

Bogusia: ecco a lei, grazie mille allora! E questi 5 euro sono di mancia.

Barista: grazie mille signore. E grazie per averci scelto.

Mariana: di nulla. Ma, accidenti, abbiamo dimenticato di prendere il cappuccino!

Bogusia: ah, vero… ci torneremo domani allora!

3 giorni in Italia – Lezione 15: Al BAR

Domande e Risposte

1. Dove si trovano le signore?

Si trovano in un bar.

2. Che tipo di caffè ordina la prima signora?

Un caffè macchiato freddo.

3. Nell’ordine c’è un cappuccino?

No, nell’ordine non c’è il cappuccino

4. Che tipo di acqua ordina la seconda signora?

Effervescente naturale.

5. Dove si trovano le signore?

Si tr

6. Le signore si accomodano dentro o fuori il locale?

Fuori. Si accomodano fuori.

7. Il prezzo fuori è lo stesso?

No, il prezzo non è lo stesso. Fuori il prezzo è più alto perché c’è un piccolo sovrapprezzo.

8. Cosa c’è all’interno dei maritozzi?

La panna. Sono dei maritozzi con la panna.

9. Quanti e quali tipi di cornetto il barista offre ai clienti?

4 tipi: con la marmellata, con la crema, al cioccolato e anche integrale.

10. Quanto costa la spremuta?

Nulla. La spremuta viene offerta dal barista.

11. I clienti lasciano la mancia al barista?

Sì, I clienti lasciano 5 euro di mancia al barista.

N.9 – CHE GIORNO è OGGI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

9^ lezione – nona lezione – lezione n. 9: DA DOVE VIENI?

Audio

Emanuele: Primi passi. Lezione numero nove (9): CHE GIORNO è OGGI?

Emanuele: ciao papà, che giorno è oggi?

Giovanni: ciao Emanuele, oggi è il 5 giugno 2020

Emanuele: è il 5 giugno?

Giovanni: sì, oggi è il cinque giugno.

Emanuele: di quale anno?

Giovanni: 2020. È il 5 giugno 2020.

Emanuele: sei sicuro? Non era ieri il 5 giugno?

Giovanni: no, oggi è il 5 giugno. E’ venerdì 5 giugno dell’anno 2020.

Emanuele: che data è oggi?

Giovanni: oggi è il 5 giugno: venerdì 5 giugno.

Emanuele: é questa la data di oggi papà? Il 5 giugno?

Giovanni: sì, oggi è il giorno 5 del mese di giugno dell’anno 2020. Questa è la data di oggi.

Emanuele: in quale mese siamo papà?

Giovanni: siamo nel mese di giugno.

Emanuele: di quale anno?

Giovanni: del 2020. Il 5 giugno del 2020.

Emanuele: in quale anno siamo papà?

Giovanni: siamo nell’anno 2020

Emanuele: non siamo nell’anno 2019?

Giovanni: no Emanuele, il 2019 è terminato. Siamo nel 2020.

Emanuele: nel mese di giugno?

Giovanni: sì, e oggi è il giorno 5.

Emanuele: oggi è giovedì 4 giugno?

Giovanni: no, oggi non è giovedì 4 giugno. Oggi è venerdì 5 giugno.

Emanuele: domani che giorno è?

Giovanni: domani è sabato.

Emanuele: e dopodomani?

Giovanni: dopodomani è domenica.

Emanuele: tra due giorni è domenica?

Giovanni: esatto. Tra due giorni è domenica. Dopodomani è domenica.

Emanuele: ieri che giorno era?

Giovanni: ieri era giovedì.

Emanuele: e l’altro ieri?

giovanni: l’altro ieri era mercoledì.

Emanuele: e tre giorni fa?

Giovanni: tre giorni fa era martedì.

Emanuele: ok, ho capito.

Giovanni: bene. A domani.

Emanuele: a domani papà.

N.8 – DA DOVE VIENI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

8^ lezione – ottava lezione – lezione n. 8: DA DOVE VIENI?

Audio

Emanuele: Primi passi. Lezione numero otto (8): DA DOVE VIENI.

Emanuele: ciao, io mi chiamo Emanuele

Giovanni: ciao Emanuele, il mio nome è Giovanni

Emanuele: io vengo da Roma e tu? Tu da dove vieni?

Giovanni: io vengo da Milano. Tu vieni da Roma

Emanuele: io vengo da Roma, tu vieni da Milano

Giovanni ed Emanuele: noi veniamo dall’Italia. Noi veniamo da Roma e Milano.

Giovanni: E voi? Voi da dove venite?

Tu Ulrike da dove vieni?

Ulrike: Io vengo dalla Germania. Io vengo da Berlino.

Lejla: Io vengo dalla Bosnia Erzegovina. Io vengo da Sarajevo.

Sofie: Io vengo dal Belgio. Io vengo da Gent.

Andrè: io vengo dal Brasile, vengo da Araraquara.

Giovanni: Ulrike è tedesca, Lejla è bosniaca, Sofie è belga. E Andrè è brasiliano.

Hartmut: anche io vengo dalla Germania. Vengo da Hagen.

Emma: Io vengo da Taiwan. io vengo da Taipei.

Amelia: Io vengo dalla Cina. io vengo da Qingdao.

Sofie: Io vengo dal Belgio. Io vengo da Gent. Emma è taiwanese e Amelia è cinese.

Giovanni: Ulrike viene dalla Germania, Lejla viene dalla Bosnia Erzegovina, Sofie viene dal Belgio.

Emanuele: Emma viene dalla città di Taipei, Amelia viene dalla città di Qingdao. Io vengo da Roma. Vengo dalla città di Roma. Io sono italiano.

Loro vengono da tutti i posti del mondo. Io vengo dall’Italia.

N.7 – DI DOVE SEI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

7^ lezione – settima lezione – lezione n. 7: DI DOVE SEI?

Audio

Emanuele: Primi passi. Lezione numero SETTE (7): DI DOVE SEI.

Emanuele: ciao, io mi chiamo Emanuele

Giovanni: ciao Emanuele, il mio nome è Giovanni

Emanuele: io sono di Roma e tu? Tu di dove sei?

Giovanni: io sono di Milano.

Emanuele: abiti a Milano? Sei di lì? Vivi li?

Giovanni: sì, abito lì, abito a Milano. Vivo a Milano. Tu abiti a Roma?

Emanuele: si, abito a Roma. Sono di Roma. E lei? Lei chi è?

Giovanni: ah, lei è una mia amica. Si chiama Elettra

Emanuele: ah, anche lei vive a Milano?

Giovanni: no, lei è di Venezia. Vive a Venezia. Lei è veneziana.

Elettra: piacere.

Emanuele: siamo di tre diverse città quindi.

Giovanni: infatti, abitiamo in tre città diverse.

Elettra: è vero. Viviamo in tre città diverse.

Emanuele: io sono di Roma

Giovanni: io vivo a Milano

Elettra: io abito a Venezia.

Emanuele: io sono milanese

Giovanni: io sono romano

Elettra: io sono veneziana.

Giovanni: E loro di dove sono?

Emanuele: loro chi?

Giovanni: gli ascoltatori di Italiano Semplicemente.

Elettra: sono brasiliani, sono tedeschi, sono spagnoli

Emanuele: qualcuno è portoghese

Giovanni: ci sono anche francesi e finlandesi

Elettra: anche statunitensi.

Giovanni: di dove sono gli statunitensi?

Elettra: sono degli Stati Uniti.

Emanuele: gli spagnoli invece sono della Spagna.

Giovanni: e i Francesi? Di dove sono i francesi?

Emanuele: sono della Francia

Ripasso lezioni precedenti:

Elettra: ciao a tutti. Io sono italiana, mi chiamo Elettra e la mia età è 13 anni. Vado ancora a scuola, non ho ancora un lavoro. Lui è mio padre Giovanni.

Giovanni: hai fame? Vuoi mangiare qualcosa?

Elettra: no, sono assetata, non sono affamata. Non ho fame.

Giovanni: cosa vuoi da bere?

Elettra: acqua grazie.

Giovanni: prego.

N.6 – FAME E SETE – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

6^ lezione – sesta lezione – lezione n. 6: FAME E SETE

Audio

Emanuele: Primi passi. Lezione numero sei (6): FAME E SETE

Emanuele: ciao papà

Giovanni: ciao Emanuele.

Emanuele: papà, ho fame. Sono affamato.

Giovanni: ah, davvero? Hai fame? Sei affamato?

Emanuele: si, ho fame. Voglio mangiare qualcosa. Adesso!

Giovanni: bene. Ok, ho capito. Cosa vuoi mangiare?

Emanuele: un bel piatto di pasta.

Giovanni: ok. Sei molto affamato?

Emanuele: si, ho molta fame Sono molto affamato.

Giovanni: bene, hai anche sete? Vuoi bere qualcosa?

Emanuele: si grazie volentieri. Un po’ d’acqua.

Giovanni: vino? Vuoi del vino?

Emanuele: no, acqua. Ho detto acqua. Voglio bere dell’acqua.

Giovanni: bene. Allora un piatto di pasta e un po’ d’acqua. Nient’altro?

Emanuele: no. Nient’altro. Tu non hai fame papà? Non sei affamato?

Giovanni: si, anch’io sono affamato. Ho anche molta sete. Quindi mangio un po’ di pasta anch’io con te. Un bel piatto di pasta anche per me. Io però bevo anche un po’ di vino.

Giovanni: mangiamo insieme allora?

Emanuele: sì. Volentieri. Mangiamo insieme.

Giovanni: allora io preparo la pasta. L’acqua la prendi tu?

Emanuele: va bene. Che fame!

Giovanni: e che sete!

Ripasso lezioni precedenti:

Elettra: Ciao ragazzi. Volete sapere come mi chiamo? Volete sapere il mio nome? Volete sapere se il mio nome è Emanuele? La risposta è no! Emanuele è mio fratello. Questo è il suo nome. Io mi chiamo Elettra. E volete sapere la mia età? Sì? La mia età è 13 anni. Non ho ancora 14 anni. Volete sapere anche se ho un lavoro? La risposta è no! Non ho ancora un lavoro. Neanche mio fratello Emanuele lavora perché lui ha ancora 11 anni. E mio padre lavora? Certo che lavora. La risposta è sì.

N.5 – Sì o No? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

5^ lezione. Quinta lezione. Lezione numero cinque: Sì o No?

Audio

Elettra: Primi passi. Lezione numero cinque (5): Sì e No

Elettra: Ciao.

Giovanni: ciao.

Elettra: tu ti chiami Giovanni? Ti chiami così?

Giovanni: Sì, mi chiamo Giovanni. Mi chiamo così.

Elettra: Non ti chiami Giuseppe?

Giovanni: No, non mi chiamo Giuseppe. Non mi chiamo così.

Elettra: stai bene?

Giovanni: sì, sto bene, grazie.

Elettra: tu sei mio padre, vero?

Giovanni: sì, sono tuo padre.

Elettra: sei mio padre?

Giovanni: sì, lo sono.

Elettra: Sei mia madre?

Giovanni: no, non sono tua madre.

Elettra: Sei mia madre?

Giovanni: no, non lo sono.

Elettra: Hai 48 anni?

Giovanni: sì, ho 48 anni.

Elettra: Hai 48 anni?

Giovanni: sì, be ho 48. E tu quanti anni hai? Quanti ne hai?

Elettra: io ne ho 13. Ma tu sei felice?

Giovanni: sì, sono felice.

Elettra: Sei felice?

Giovanni: sì, lo sono.

Elettra: sei triste?

Giovanni: No, non sono triste.

Elettra: Sei triste?

Giovanni: No, non lo sono. E tu lo sei?

Elettra: No, non lo sono. Papà, hai un lavoro?

Giovanni: sì, ho un lavoro.

Elettra: Hai un lavoro?

Giovanni: sì, ce l’ho. E tu ce l’hai?

Elettra: No, non ce l’ho papà.

Elettra: Papà, io sono Elettra?

Giovanni: Sì, sei Elettra .

Elettra: sono tua figlia?

Giovanni: Sì, sei mia figlia.

Elettra: sono tua figlia?

Giovanni: Sì, lo sei. E io sono tuo padre?

Elettra: Sì, lo sei.

Elettra: Papà, sono tuo figlio?

Giovanni: No, non sei mio figlio.

Elettra: sono tuo figlio?

Giovanni: No, non lo sei.

Ripasso lezioni precedenti:

Elettra: Ciao, come state? Io sto bene. Mi chiamo Elettra. Piacere di conoscervi. La mia età è 13 anni. Vado a scuola, quindi non lavoro. Neanche mio fratello lavora. Mio papà invece lavora. Anche mia madre lavora. Noi siamo quattro persone: mia madre, mio padre, mio fratello ed io.

N.4 – CHE LAVORO FAI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

4^ lezione: che lavoro fai?

Audio

Emanuele: Primi passi. Lezione numero quattro (4).

Emanuele: Buongiorno papà.

Giovanni: ciao Emanuele.

Emanuele: scusa papà, tu lavori? Hai un lavoro?

Giovanni: io? Che lavoro faccio io?

Emanuele: si, tu che lavoro fai? Qual è il tuo lavoro?

Giovanni: Io lavoro con internet. Questo è il mio lavoro. E tu? Tu lavori? Hai un lavoro tu?

Emanuele: io? Io non lavoro. Io non ho un lavoro. Vado a scuola. Ancora vado a scuola.

Giovanni: certo. Io invece sì, io lavoro.

Emanuele: anch’io voglio lavorare con internet.

Giovanni: si, va bene, ok. Un giorno lavoreremo insieme!

– – –

Elettra: LAVORARE

Giovanni: Io lavoro

Emanuele: Io non lavoro

Giovanni: Io ho un lavoro

Emanuele: Io non ho un lavoro

Giovanni: io invece si

Emanuele: io invece no.

– – –

Ripassiamo le lezioni precedenti:

Elettra: Ciao a tutti. Piacere di conoscervi. Mi chiamo Elettra e ho 13 anni. Vado a scuola, quindi non ho ancora un lavoro. Mio papà invece si. Anche mio fratello non lavora. Noi stiamo tutti bene. E voi state tutti bene?

N.3 – QUANTI ANNI HAI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

3^ lezione: quanti anni hai?

Audio

Emanuele: Primi passi. Lezione numero tre (3).
Giovanni: scusa Emanuele, quanti anni hai?
Emanuele: Papà, ho 11 anni, non lo sai? Sono nato nel 2008!
Giovanni: sì, certo, lo so. So che hai 11 anni. So che sei nato nel 2008. Scherzavo.
Emanuele: e tu invece? Io non so la tua età! Quanti hai papà? Qual è la tua età?
Giovanni: io ho 48 anni. Quasi 49. Questa è la mia età.
Emanuele: 48 anni? Davvero? E’ questa la tua età?
Giovanni: sì, è questa, 48 anni, quasi 49.
Emanuele: bene, grazie papà.

Giovanni: io ho 48 anni.
Tu hai 11 anni,
Lei ha 13 anni,
Io e Francesco abbiamo 48 anni
Tu e Paolo avete 11 anni.
Elettra e Carla hanno 13 anni.
Ripassiamo le lezioni precedenti:

Elettra: ciao, piacere di conoscervi. Io mi chiamo Elettra. Il mio nome è Elettra. Il mio papà si chiama Giovanni e mio fratello Emanuele. Ho 13 anni. Emanuele invece ha 11 anni.

Emanuele: Ciao Elettra, stai bene?

Elettra: Sì, sto molto bene, grazie, e tu?

Emanuele: anch’io sto bene, ed anche papà sta bene. Grazie Elettra.

Elettra: di niente.

– – –

3_primi_passi_quanti_anni_hai_immagine

N.2 – COME STAI? – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

2^ lezione: come stai?

Audio

Emanuele: primi passi. Lezione numero due (2).

Giovanni: ciao Emanuele come stai?

Emanuele: bene, io sto bene, grazie, e tu?

Giovanni: anch’io sto bene, grazie.

Emanuele: ottimo! Sta bene anche mamma?

Giovanni: si, anche lei sta bene. Stiamo tutti benissimo. Ti ringrazio.

Emanuele: state tutti bene quindi, sono proprio contento.

Giovanni: anch’io sono contento. Invece papà e Carlo? Come stanno?

Emanuele: tutto ok! Anche loro stanno bene.

Giovanni: io sto bene.

Emanuele: anch’io sto bene.

Giovanni: anche mamma sta bene.

Emanuele: io e papà stiamo bene. Noi stiamo bene.

Giovanni: tu e papà state bene. Anche voi state bene.

Emanuele: anche mamma e Carlo stanno bene Anche loro stanno bene.

Giovanni: stanno tutti bene. Vero Emanuele?

Emanuele: si, è vero. Stanno tutti bene.

Ripassiamo la lezione precedente:

Elettra: ciao io mi chiamo Elettra. Il mio nome è Elettra. Il mio papà si chiama Giovanni e mio fratello Emanuele.

I loro nomi sono Giovanni e Emanuele. Il mio nome invece è Elettra. Piacere di conoscervi.

– – –

N.1 – PIACERE, MI CHIAMO GIOVANNI – 2 minuti con Italiano semplicemente – PRIMI PASSI

PRIMI PASSI: CORSO DI ITALIANO PER PRINCIPIANTI

primi_passi

1^ lezione: Piacere, mi chiamo Giovanni

Audio

 

Giovanni: piacere, io sono Giovanni, e tu? Qual è il tuo nome?

Emanuele: Io sono Emanuele, piacere mio.

Giovanni: piacere, mi chiamo Giovanni, questo è il mio nome.

Emanuele: Emanuele, io mi chiamo Emanuele.

Giovanni: Piacere, io mi chiamo Giovanni. Tu come ti chiami? Qual è il tuo nome?

Emanuele: Emanuele. Il mio nome è Emanuele.

Giovanni: Ah, Emanuele è il tuo nome. Piacere di conoscerti Emanuele! Il mio nome è Giovanni!

Emanuele: piacere mio! Il mio nome è Emanuele

Giovanni: va bene, ho molto piacere di conoscerti Emanuele.

Giovanni: ti chiami Emanuele vero? Io mi chiamo Giovanni.

Emanuele: Sì, mi chiamo Emanuele, e tu ti chiami Giovanni.

Giovanni: esatto, io mi chiamo Giovanni, questo è il mio nome. Tu invece ti chiami Emanuele. Questo è il tuo nome. Giovanni e Emanuele: questi sono i nostri nomi.

 

– – –

 

Protetto: ITALIANO PROFESSIONALE (Principianti) – La Costituzione Italiana (domande & risposte) – Art.9

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Protetto: 3 giorni in Italia – Lezione 10: informazioni turistiche stradali

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La Costituzione Italiana (livello Principianti)

Prima lezione disponibile per tutti. Tutti i restanti articoli de “La Costituzione italiana” saranno a disposizione dei soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

Audio (Articolo 1)

Vai all’articolo 2

Trascrizione

art_1

Giovanni: La Costituzione Italiana – Principi fondamentali – Articolo 1:
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Questo è un principio fondamentale?

Sì, questo è un principio fondamentale?

È un principio importante?

Assolutamente sì, è un principio importante, importantissimo: è un principio fondamentale.

Cos’è l’Italia?

L’Italia è una Repubblica democratica.

L’Italia è una Repubblica?

Sì, l’Italia è una Repubblica.

L’Italia è una monarchia?

No, non è una monarchia. L’Italia è una Repubblica.

In Italia c’è il re?

No, in Italia non c’è il re.

In Italia c’è la regina?

No, non c’è neanche la regina.

Perché in Italia non ci sono né il re né la Regina?

Perché l’Italia è una Repubblica, non una Monarchia.

L’Italia è un paese Repubblicano? O monarchico?

È un paese Repubblicano, non monarchico. L’Italia è un paese Repubblicano.

Che tipo di Repubblica è l’Italia?

Democratica. L’Italia è una Repubblica democratica.

Esiste la democrazia in Italia?

Sì, in Italia esiste la democrazia.

Perché?

Perché l’Italia è una Repubblica democratica.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Su cosa è fondata la Repubblica Italiana?

Sul lavoro. La Repubblica italiana è fondata sul lavoro.

Qual è la cosa più importante secondo la Repubblica Italiana?

Il lavoro. La cosa più importante secondo la Repubblica Italiana è il lavoro.

La Repubblica Italiana è costruita sul lavoro?

Sì, esatto, la Repubblica Italiana è costruita sul lavoro.

È fondata sull’amore la Repubblica Italiana?

No, non sull’amore ma sul lavoro.

Il lavoro rappresenta le fondamenta di cosa?

Della Repubblica italiana. Il lavoro rappresenta le fondamenta della Repubblica italiana.

Il lavoro è alla base della monarchia?

No, il lavoro non è alla base della monarchia ma della Repubblica italiana.

Cosa c’è alla base della Repubblica italiana?

Il lavoro. Il lavoro è alla base della Repubblica italiana.

Perché?

Perché la Repubblica italiana è fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

A chi appartiene la sovranità?

Al popolo. La sovranità appartiene al popolo.

Appartiene a me la sovranità dell’Italia?

No, non a me ma al popolo.

A chi appartiene la sovranità nella Repubblica italiana?

Al popolo. È al popolo che appartiene la sovranità.

Il popolo è sovrano?

Sì, il popolo è sovrano.

Perché? Perché il popolo è sovrano?

Perché l’Italia è una Repubblica.

Chi è il titolare della sovranità nella Repubblica?

Il popolo.

A chi appartiene la sovranità nella monarchia?

Al re. Appartiene al re la sovranità nella monarchia.

E nella Repubblica? A chi appartiene nella Repubblica?

Nella Repubblica appartiene al popolo.

Cosa esercita il popolo nella Repubblica italiana?

La sovranità. Il popolo esercita la sovranità nella Repubblica italiana.

Nella Repubblica italiana c’è la sovranità popolare?

Esattamente. Nella Repubblica italiana c’è la sovranità popolare.

Cosa viene esercitato dal popolo?

La sovranità. È la sovranità che viene esercitata dal popolo.

A chi appartiene l’esercizio della sovranità?

Al popolo. L’esercizio della sovranità appartiene al popolo.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Come viene esercitata la sovranità popolare?

Nelle forme e nei limiti della Costituzione.

L’esercizio della sovranità popolare come avviene?

L’esercizio della sovranità popolare avviene nelle forme e nei limiti della Costituzione.

In quale modo il popolo esercita la sovranità popolare?

Nelle forme e nei limiti della Costituzione

La Costituzione va rispettata dal popolo?

Certamente. La Costituzione va rispettata.

Come va rispettata? Completamente? In tutte le sue forme e i tutti i suoi limiti?

Sì, La Costituzione va rispettata completamente, cioè in tutte le sue forme e in tutti i suoi limiti.

Chi deve rispettare la Costituzione?

Il popolo. Il popolo deve rispettarla.

Nelle forme di cosa Il popolo deve rispettarla?

Nelle forme della Costituzione.

E nei limiti di cosa?

Nei limiti della Costituzione.

La Costituzione fissa dei limiti e delle forme da rispettare?

Certo, la Costituzione fissa dei limiti e delle forme che vanno rispettate.

La Costituzione italiana fissa limiti e forme che vanno rispettati nell’esercizio della sovranità popolare da parte del popolo? È così?

Certamente. È proprio così!

È Il popolo che fissa i limiti e le forme da rispettare? È il popolo a fissarli? È così?

No, non è così! Non è il popolo ma la Costituzione a fissare i limiti e le forme. Non è il popolo a fissarli, ma è la Costituzione a fissarli.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.


Prima lezione disponibile per tutti. Tutti i restanti articoli de “La Costituzione italiana” saranno a disposizione dei soli membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

La zanzara zuzzurellona e la pronuncia della lettera zeta

Audio storia

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Audio spiegazione

Trascrizione

Buongiorno e benvenuti su Italiano Semplicemente. Oggi voglio parlarvi della zanzara zuzzurellona, l’ultimo degli episodi per principianti, appena realizzato. E’ una storia divertente, raccontata dalla voce di mio figlio Emanuele di 10 anni.

E’ una storia per principianti perché oltre alla storia raccontata con la voce di Emanuele ci sono anche le domande & risposte: circa 80 domande e relative risposte sulla storia, che aiutano i principianti della lingua italiana a ben pronunciare la lettera z, ascoltando anche la mia voce. La lettera zeta è infatti una delle lettere più difficili, più ostiche da pronunciare. Come al solito in questo sito a me piace cercare di fare qualcosa di più che una lezione noiosa sulla pronuncia, o peggio ancora sulla grammatica, quindi mi sono inventato questa storiella e ho chiesto a mio figlio di raccontarvela.

Oggi quindi vi spiego cosa c’è dietro questa storia e poi vediamo la pronuncia della zeta.

Allora: E’ divertente come storia? Sicuramente sì, ma a dire il vero la storia ha un contenuto non troppo nascosto e anche abbastanza triste. La storia infatti ci fa riflettere, perché parla di migranti, parla di emigrazione, di persone che si spostano da un paese non europeo (in questo caso l’Azerbaigian) verso un paese europeo, in un paese dell’Unione Europea (non importa quale, può essere anche l’Italia). Si tratta di persone quindi nel linguaggio nascosto (e non di zanzare), persone che entrano in un paese spesso senza autorizzazione, senza essere autorizzati, senza avere un permesso. Spesso arrivano attraverso delle imbarcazioni, sui cosiddetti “barconi del mare“. Il barcone (così vengono chiamate le imbarcazioni spesso vecchie, pericolose e riempite oltremisura di persone) questa volta è semplicemente una “tazza“, come quelle che si usano per fare colazione, sulla quale viaggia la zanzara “azera“, cioè originaria dell’Azerbaïgian. In Italia siamo italiani, in Azerbaigian sono azeri.

La zanzara zuzzurellona infatti rappresenta un po’ questo tipo di persone, persone disperate che vanno alla ricerca di un futuro migliore. Ma cosa c’entra questo con la zeta? Non c’entra nulla, se non per via del fatto che solitamente i migranti non conoscono bene la lingua italiana.

Vi spiego un po’ allora:

La Zanzara azera sembra aver perso il controllo. Non sembra “raccapezzarci” molto all’inizio. La zanzara infatti ha perso la memoria nella storiella (è caduta da un pero, cioè da un albero di pere). E poi ha attraversato il Mar Nero sulla sua tazza 🍵.

Sua zia (la zia della zanzara) voleva riportarla a casa, voleva riportarla indietro, sulla “retta via” di casa, cioè in Azerbaigian, ma la zanzara esprime la ferma volontà di restare per poter gestire autonomamente la sua nuova vita, col suo passato da dimenticare. Infatti ha perso la tutti memoria, ad indicare che le persone che incontra la zanzara non sanno chi sia, è solo una zanzara straniera. Non sanno nulla di lei, e non ha alcuna importanza il paese da cui viene e il suo passato.

Il suo passato è da dimenticare. Questo vuole essere il MESSAGGIO nascosto: la memoria non le servirà nel nuovo paese.
La zanzara, come dicevo, però è forte, è determinata, ha coraggio da vendere, ed è persino disposta a vivere in un “ospizio“, dice il finale della storia.

L’ospizio è un ricovero per anziani. Un posto non molto felice a dire il vero, dove si aspetta solamente la morte e si è spesso dimenticati da tutti.

La storia, seppur viaggiando su un tono scherzoso, racconta quindi una realtà tangibile, vissuta da molti stranieri in difficoltà (ai quali non si permette di avere né una memoria né una dignità). La zia, facendole comprendere la condizione di disagio che vive la nipote, incarna (cioè rappresenta) la razionalità che si arrende alla legge del più forte. Questo è la Zia.

La zanzara però sfida le avversità. Promette di non pungere e di non ronzare, in poche parole è disposta ad “azzerarsi” completamente. Cos’è una zanzara se non può ronzare e non può pungere?

Azzerare in italiano significa “cancellare tutto”, come se si trattasse di cancellare il contenuto di un CD, o di una memoria di un computer. Azzerarsi è invece azzerare se stessi, cioè cancellarsi, annullarsi e ricominciare da capo.

La zanzara “azera” però non vorrebbe “azzerarsi”, perché vorrebbe dire dimenticare il passato e lei, invece, vorrebbe essere ospite in un paese che riconosce la sua nazione, la sua dignità e i suoi problemi.

Ma la zanzara è disperata ed è disposta a rinunciare persino alla sua natura di zanzara. L’alternativa sarebbe salire su di una zattera che la riporti indietro, seguendo il consiglio della zia, e tornare nella precarietà della sua vita precedente. Allora meglio un ospizio, dove solitamente si aspetta la morte. Ma il futuro è stato sfidato.

Passiamo invece alla lingua italiana ed alla pronuncia della lettera zeta.

In italiano esistono due tipi di zeta. La zeta sonora e la zeta sorda. I nomi non vi dicono nulla naturalmente, ma la zeta sonora è quella di zanzara, di zona, euro-zona e Azerbaigian mentre quella sorda è quella di zia, ospizio eccetera.

Molti diranno: ma che differenza c’è? A me sembra sempre uguale!

Ed invece uguale non è, perché se state attenti potrete notare la Differenza tra la zeta sonora e sorda.

Posso darvi qualche indicazione sulla pronuncia anche parlando della posizione della lingua.

Nella zeta sonora la lingua tocca i denti superiori ed il palato superiore nello stesso tempo.

Nella zeta sorda invece la lingua tocca solamente il palato superiore e non i denti.

Vediamo la storia allora è vediamo la pronuncia delle parole con la zeta. Ce ne sono moltissime.

Una zanzara zuzzurellona (sonora) ,
Andava a zonzo (sonora) nell’euro-zona,

Andare a zonzo significa andare in giro, girare senza meta, senza sapere dove si va, mentre zuzurellona è un aggettivo che si dà agli adulti che si comportano un po’ come i bambini e che hanno degli atteggiamenti scherzosi.

Lei non sapeva di essere azera (sonora)
Non ricordava neanche chi era.
Su di una tazza (sorda) arrivò dal mar nero,
Dopo che un giorno è caduta da un pero.
Come mi chiamo? In che zona (sonora) sono?
Dove mi trovo e qual è la mia razza (sorda)?
Risponda qualcuno o diventerò pazza (sorda) !
Sebbene sua zia (sorda) avesse la tosse, le spiegò presto di che razza (sorda) fosse:
In questa zona (sonora) non puoi più restare,
Non per la razza (sorda) ma per la nazione (sorda).
L’Azerbaigian (sonora) non è nell’Unione.
Cara zanzara (sonora) occorre prudenza (sorda)
La polizia (sorda) qui non scherza (sorda) per niente,
E la libertà, sai, non ha prezzo (sorda)
prendi una zattera (sonora) , riparti da zero! (sonora)
Ma la zanzarina (sonora) rispose con zelo (sonora)
Sto sempre in silenzio (sorda) non pungo e non ozio (sorda) ,

Qui è il verbo oziare cioè non fare nulla. La zanzara promette di lavorare quindi è non di oziare, non di non fare nulla.

non ho, se ricordo, neanche un sol vizio (sorda)

La zanzara non è neanche sicura di ricordare se ha dei vizi (sorda) ma dice di non avere un sol vizio, cioè di non avere neanche un vizio, neanche uno.

Potrebbe andar bene se sto in un ospizio (sorda)?

Quindi la storia si conclude con la zanzara che si dichiara disponibile a restare in un ospizio (sorda) che, almeno dal nome sembra dichiarare ospitalità, quella ospitalità che manca nei paesi dell’Unione Europea.

Non è molto semplice per molti stranieri distinguere le due tipologie di zeta. Molti italiani anche le sbagliano.

Io stesso la parola zio spesso la pronuncio con la zeta sonora sbagliando. Lo stesso accade a molti italiani con la parola zucchero che si pronuncia con la zeta sorda.

Proviamo a fare un piccolo esercizio di ripetizione per imparare la pronuncia.

La zanzara azera

Andava a zonzo nell’euro-zona

La zanzara zuzzurellona

La zia della zanzara

La zattera

La tazza

Diventerò pazza

Razza

Prudenza

Polizia

La polizia non scherza

La libertà non ha prezzo

Starò in silenzio

Non ozierò

L’ospizio

Vizio

Non ho alcun vizio

Ricordate che pur esistendo delle regole, sono praticamente inutili da imparare perché mentre parlate non potete pensare alle regole. Molto meglio parlare ed esercitarsi.

Grazie a tutti per l’ascolto. Grazie ai donatori di italiano semplicemente e viva le zanzare.

La zanzara zuzzurellona

Il libro fa parte del corso di Italiano per principianti.

Disponibile anche su Kindle e cartaceo.

KINDLE: US  UK  DE  FR  ES  IT  NL  JP  BR  CA  MX  AU  IN

Cartaceo: US UK  DE  FR  ES  IT  NL  JP  BR  CA  MX  AU IN

 

Audio Storia

Audio Domande & Risposte

Trascrizione

Una zanzara zuzzurellona,
Andava a zonzo nell’euro-zona,
Lei non sapeva di essere azera,
Non ricordava neanche chi era.
Su di una tazza arrivò dal mar nero,
Dopo che un giorno è caduta da un pero.
Come mi chiamo? In che zona sono?
Dove mi trovo e qual è la mia razza?
Risponda qualcuno o diventerò pazza!
Sebbene sua zia avesse la tosse, le spiegò presto di che razza fosse:
In questa zona non puoi più restare,
Non per la razza ma per la nazione,
L’Azerbaigian non è nell’Unione.
Cara zanzara, occorre prudenza,
La polizia qui non scherza per niente,
E la libertà, sai, non ha prezzo,
prendi una zattera, riparti da zero!
Ma la zanzarina rispose con zelo:
Sto sempre in silenzio, non pungo e non ozio,
non ho, se ricordo, neanche un sol vizio,
Potrebbe andar bene se sto in un ospizio?

 

DOMANDE E RISPOSTE

1. Di chi parla la storia?

Parla di una zanzara. La storia parla di una zanzara.

Una zanzara zuzzurellona,

2. Com’è la zanzara?

E’ zuzzurellona, la zanzara è zuzzurellona

3. La zanzara è triste?

No, la zanzara non è triste. La zanzara è zuzzurellona.

Andava a zonzo nell’euro-zona

4. Dove andava a zonzo la zanzara?

Nell’euro-zona. Andava a zonzo nell’euro-zona.

5. Andava in giro nella zona euro?

Si. andava in giro nella zona euro.

Lei non sapeva di essere azera,

6. La zanzara sapeva di essere azera?

No, lei non sapeva di essere azera,

7. Di quale paese era?

Era dell’Azerbaigian. La zanzara era dell’Azerbaigian.

8. Era una zanzara italiana?

No, non era italiana. era azera.

Non ricordava neanche chi era.

9. La zanzara ricordava chi era?

No, la zanzara non ricordava chi era.

Su di una tazza arrivò dal mar nero,

10. Da dove arrivò?

Dal mar nero. Arrivò dal mar nero.

11. Arrivò su una nave?

No, non arrivò su una nave.

12. Arrivò su una tazza?

Sì, esatto. Arrivò su una tazza. Arrivò su di una tazza.

13. Arrivò dal mar giallo?

No, non arrivò dal mar giallo, ma dal mar nero.

Dopo che un giorno è caduta da un pero.

14. La zanzara è caduta?

Sì, la zanzara è caduta.

15. Da dove è caduta?

Da un pero. La zanzara è caduta da un pero.

16. Quando è caduta da un pero?

Un giorno.

17. Arrivò dal mar nero dopo che un giorno è caduta da un pero?

Sì, esatto, arrivò dal mar nero dopo che un giorno è caduta da un pero.

18. Prima è caduta da un pero? Oppure prima è arrivata dal mar nero?

Prima è caduta da un pero.

19. Poi è arrivata dal mar nero?

Sì, poi è arrivata dal mar nero.

20. da dove è caduta la zanzara azera?

La zanzara azera è caduta da un pero.

21. Il pero è un albero?

Sì, il pero è un albero.

22. La zanzara è caduta da un albero?

Sì, la zanzara è caduta da un albero.

Come mi chiamo? In che zona sono?

Dove mi trovo e qual è la mia razza?

23. Quali domande fa la zanzara?

La zanzara domanda: come mi chiamo? In che zona sono? Dove mi trovo e qual è la mia razza?

24. Lei sa come si chiama?

No, lei non sa come si chiama.

25. Sa di che zona è?

No, lei non sa di che zona è.

26. Cosa non sa la zanzara?

Non sa di che zona è.

27. Lei sa dove si trova?

No, lei non sa dove si trova.

28. Lei sa qual è la sua razza?

No, non sa qual è la sua razza.

29. Non lo sa?

No, non lo sa.

30. Lo sa o non lo sa?

Non lo sa.

31. Di quale razza è?

Non lo sa. Lei non sa di quale razza è.

32. dove si trova la zanzara?

Non lo sa. Lei non sa dove si trova.

Risponda qualcuno o diventerò pazza!

33. Come diventerà la zanzara se non risponde nessuno?

Pazza. Diventerà pazza.

34. Quando diventerà pazza la zanzara?

Se non risponde nessuno. Diventerà pazza se non risponde nessuno.

Sebbene sua zia avesse la tosse, le spiegò presto di che razza fosse.

35. Chi le spiegò di che razza fosse?

La zia.

36. La zia di chi?

La zia della zanzara.

37. Cosa le spiegò la zia?  Di quale razza fosse?

Esatto. Le spiegò di quale razza fosse.

38. La zia aveva la tosse?

Sì, la zia aveva la tosse.

39. Sebbene avesse la tosse, le spiegò di che razza fosse?

Esatto. Sebbene avesse la tosse, la zia le spiegò di che razza fosse.

In questa zona non puoi più restare,
Non per la razza ma per la nazione,

40.  Cosa disse la zia alla zanzara zuzzurellona?

Le disse: In questa zona non puoi più restare! Non per la razza ma per la nazione,

41. Dove non poteva più restare la zanzara? Nella zona euro?

Esatto. Non poteva più restare nella zona euro.

42. Per quale motivo? Per la sua razza?

No, non per la razza.

L’Azerbaïgian non è nell’Unione.

43. Per quale motivo allora? Per la sua nazione di origine?

Sì, per la sua nazione di origine.

44. Qual era la sua nazione di origine?

L’Azerbaigian

45. La zanzara poteva restare nell’euro-zona?

No. Non poteva.

46. Perché?

Perché era azera.

47. L’Azerbaigian è nell’Unione Europea?

No, L’Azerbaigian non è nell’Unione Europea.

Cara zanzara, occorre prudenza,

49. Cosa occorre, dice la zia?

Occorre prudenza, dice la zia.

50. Serve prudenza? è necessario essere prudenti?

Sì, serve prudenza, è necessario essere prudenti.

51. Cosa occorre? Come occorre essere?

Occorre prudenza. Occorre essere prudenti.

La polizia qui non scherza per niente,

52. La polizia scherza?

No, non scherza per niente.

53. La polizia fa sul serio?

Esatto, fa sul serio la polizia.

E la libertà, sai, non ha prezzo,

54. Ha prezzo la libertà?

No, non ha prezzo.

55. Ce l’ha un prezzo la libertà?

No, non ce l’ha!

56. Che prezzo ha la libertà?

La libertà non ha prezzo.

Prendi una zattera, riparti da zero!

57. Secondo la zia, cosa deve prendere la zanzara?

Una zattera. Secondo la zia, la zanzara deve prendere una zattera.

58. Deve andar via con una zattera?

Sì, deve andar via con una zattera.

59. Deve tornare a casa la zanzara secondo la zia?

Sì, deve tornare a casa.

60. Da dove deve ripartire?

Deve ripartire da zero!

61. deve ripartire daccapo?

Esatto, deve ripartire daccapo.

Ma la zanzarina rispose con zelo

62. La zanzara rispose?

Sì, rispose la zanzara.

63. Come rispose?

Con zelo. La zanzarina rispose con zelo.

64. Era una piccola zanzara?

Sì, era una piccola zanzara.

65. era una zanzarina?

Esatto, era una zanzarina.

Sto sempre in silenzio, non pungo e non ozio,

66. Cosa promette la zanzara? Promette di stare sempre in silenzio?

Sì, promette di stare in silenzio.

67. Promette di non pungere?

Esatto, promette di non pungere.

68. Promette anche di non oziare?

Infatti. La zanzara promette anche di non oziare.

69. La zanzara vuole oziare?

No, la zanzara non vuol oziare.

70. La zanzara non vuole neanche pungere?

No, non vuole neanche pungere.

71. La zanzara parlerà?

No, non parlerà.

72. Starà sempre in silenzio?

Esatto. Starà sempre in silenzio.

Non ho, se ricordo, neanche un sol vizio,

73. Quanti vizi ha la zanzara?

Neanche uno.

74. Non ha neanche un vizio la zanzara?

No, neanche uno.

751. Ha almeno un vizio?

No, non ha neanche un sol vizio.

Potrebbe andar bene se sto in un ospizio?

76. Dove vorrebbe stare la zanzara?

Vorrebbe stare in un ospizio.

77. Vorrebbe stare in un albergo?

No, non in un albergo, ma in un ospizio.

 

 

L’alfabeto italiano (due modi per impararlo velocemente)

Audio

Audio

Trascrizione

Buongiorno ragazzi, oggi vediamo l’alfabeto italiano e due diversi modi per impararlo velocemente.
Il primo modo è quello di associare le singole lettere con delle città, ma non solo città.
Gli Italiani di solito usano questa tecnica per fare lo spelling, cioè per dettare lettera per lettera. Vediamolo insieme:

A come Ancona
B come Bologna
C come Como
D come Domodossola
E come Empoli
F come Firenze
G come Genova
H come Hotel
I come Imola
J come Jolly
K come Kappa
L come Livorno
M come Milano
N come Napoli
O come Otranto
P come Perugia
Q come quadro
R come Roma
S come Savona
T come Torino
U come Udine
V come Venezia
W come Whisky
X come Xenofobia
Y come Yankee
Z come Zagabria

In realtà ci sono le vocali “O” come Otranto, ed “E” come Empoli, che hanno un suono aperto e chiuso:

“O” Aperto: Ostrica

“O”chiusa: Orologio

“E” aperta: Erba

“E” chiusa: Erbetta

Quindi se dovessi dire il mio nome lettera per lettera direi:

Genova, Imola, Otranto, Venezia, Ancona, Napoli, Napoli, Imola.

Il secondo metodo per imparare l’alfabeto è fare il seguente esercizio di ripetizione. Ripetete dopo di me.

a

ab

abc

abcd

abcde

abcdef

abcdefg

abcdefgh

abcdefghi

abcdefghij

abcdefghijk

abcdefghijkl

abcdefghijklm

abcdefghijklmn

abcdefghijklmno

abcdefghijklmnop

abcdefghijklmnopq

abcdefghijklmnopqr

abcdefghijklmnopqrs

abcdefghijklmnopqrst

abcdefghijklmnopqrstu

abcdefghijklmnopqrstuv

abcdefghijklmnopqrstuvw

abcdefghijklmnoprstuvwx

abcdefghijklmnoprstuvwxy

abcdefghijklmnoprstuvwxyz