264 – Supporto

Audio

Supporto, aiuto, Apporto, ausilio

Trascrizione

Giovanni: e dopo l’apporto vediamo il supporto, in questo duecentosessantaquattresimo episodio della rubrica due minuti con italiano semplicemente. Io sono Giovanni e sono qui a supportarvi, voi invece a (o per) sopportarmi.

Scherzi a parte, il supporto è un altro modo per indicare un aiuto.

Se state ascoltando questo episodio state di certo utilizzando un supporto audio; se state solamente leggendo non vi state avvalendo di alcun supporto audio ma sicuramente di un supporto video, magari lo schermo del vostro cellulare.

Ma il supporto è come l’apporto?

E supportare è come apportare?

Si, il supporto è come l’apporto e anche come l’aiuto, si usano allo stesso modo, ad es:

Avrai il mio aiuto

Avrai il mio supporto

Avrai il mio apporto

Ma il termine supporto si usa quando vogliamo indicare un sostegno, una base, qualcosa su cui appoggiarsi, qualcosa o qualcuno che ci sostiene, e infatti proprio sostenere è all’origine del supporto e del verbo supportare.

Il supporto, è vero, si usa anche in sostituzione dell’aiuto, ma è una via di mezzo tra l’aiuto e l’ausilio. Ricordate l’ausilio? Lo abbiamo visto nell’episodio 120 di questa rubrica. Anche l’ausilio è una forma di aiuto, ma è più tecnico come termine, e poi non c’è il verbo “ausiliare” come abbiamo già visto in quell’episodio.

Supportare invece esiste e si usa come aiutare, nel senso che si aiuta una persona, e si supporta una persona, mentre se ricordate non si può apportare una persona. Però possiamo dare aiuto, dare (un) supporto o dare (un) apporto.

Ma perché usare il verbo supportare?

Supportare inizia per “su”. Un caso?

No!

Quindi supportare serve a portare su, come quando ci si appoggia sulla spalla di un amico per alzarsi, per portarsi su, per alzarsi.

Quindi una squadra ha bisogno del supporto dei tifosi. Ha bisogno di essere supportata.

Tutti abbiamo bisogno del supporto di un amico quando siamo tristi. Bisogna supportare gli amici al bisogno.

Gli anziani spesso hanno bisogno di supporto per camminare. Un semplice bastone in questo caso li può supportare, ma meglio sicuramente un supporto umano e psicologico.

Anche un supporto informatico o tecnico serve ad aiutarci. E questo può essere sia l’aiuto di un tecnico esperto, sia un oggetto come un computer.

Un’azienda ha sicuramente bisogno di essere supportata dallo Stato, altrimenti fallisce.

Aiuto è più facile da usare, d’accordo; aiutare va sempre bene in ogni caso, ma col supporto di Italiano Semplicemente potete fare passi in avanti. L’apporto che posso darvi con questi episodi spero vi sia utile ma se non vi basta il mio, probabilmente può esservi di ausilio anche il contributo dei membri dell’associazione che state per ascoltare, in questo caso André e Mariana dal Brasile.

Andrè:

Vedo un crescendo nell’apprendimento della lingua italiana in questo gruppo, tant’è vero che molti dei membri se la sentono spesso di partecipare alle videochat organizzate da Giovanni. Si dà il caso che ci siano diversi livelli di conoscenza, ad esempio, Anthony e Natalia sono quasi madrelingua e direi anche che Ulrike e la Grammatica Italiana costituiscano un binomio inscindibile! Sono stato impegnatissimo nelle ultime settimane, ragion per cui non ho ancora partecipato alle videochat. Coronavirus permettendo tornerò alla carica tra pochi giorni, quindi ragazzi non lasciate che il cervello vi dia di volta e rimanete sempre membri di Italianosemplicemente. E non dimenticate, fate una donazione quando potrete! Sarà un ottimo ausilio a supporto del sito.

Mariana: Puntiamo sull’aiuto di tutti.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

263 – Apporto

Audio

Apporto ed apportare

Trascrizione

Giovanni: quanti modi ci sono per indicare un aiuto?

Abbiamo già visto che possiamo dare manforte ad una persona. Ricordate l’episodio n. 150? A dire il vero abbiamo anche visto tendere la mano nell’episodio 72.

Oggi vediamo una terza forma, l’apporto, ad esempio dare un apporto o fornire un apporto e domani ne vedremo una quarta: il supporto.

Iniziamo quindi dall’apporto e da apportare, che è un verbo simile a portare (senza la a e con una sola p), quindi, analogamente a portare, si può anche apportare qualcosa, ma non qualcuno, come l’aiuto. Le persone sono si possono apportare.

Non posso dire quindi “io ti apporto” perché non funziona come aiutare. Ho bisogno di specificare cosa si apporta. Proprio come le cose materiali.

Quindi io posso apportare un aiuto se c’è bisogno ma posso anche apportare altro, non solo un aiuto. La cosa importante per usare questo verbo è che siano cose immateriali. Solo quelle possono essere apportate.

Posso apportare modifiche ad un documento, posso apportare il mio contributo in un lavoro di gruppo.

Posso anche dire che tu hai apportato importanti novità.

Posso anche dire che l’attività sportiva apporta benefici alla salute.

Anche i benefici non sono oggetti.

Quindi è vero che apportare è simile ad aiutare ma è simile anche ad aggiungere e dare.

Spesso poi, anche con le cose immateriali si usa portare, sebbene questo verbo sia più adatto per le cose materiali.

Posso anche dire:

La pandemia apporta problemi al mondo intero.

Anche i problemi si possono apportare

Vedete che è simile anche a procurare, causare, arrecare. Il, verbo si può usare sempre sia in positivo che in negativo quando c’è qualcosa che causa o che influenza o aiuta o contribuisce a qualcos’altro. C’è un’influenza quindi, in generale.

Il termine apporto invece equivale all’aiuto ma in senso meno umano e più tecnico. Si usa molto al lavoro.

Il tuo apporto è stato determinante.

Cioè il tuo contributo è stato determinante. Ciò che hai portato tu ha prodotto risultati positivi.

Si sente spesso parlare dell’apporto della scienza al progresso dell’uomo ad esempio.

Posso anche dire che il mio ufficio non ha dato nessun apporto specifico ad un certo lavoro.

Le persone il cui apporto è fondamentale per la rubrica due minuti con italiano semplicemente sono sicuramente i membri dell’associazione italiano semplicemente che hanno realizzato queste frasi di ripasso, frasi alle quali anche io ho apportato alcune modifiche.

Doris (Austria): Bontà vostra Permettendo, do seguito all’invito di scrivere qualche frase di ripasso. Hai visto mai che questa volta riesco a farne una sulla falsariga degli altri membri dell’associazione Italiano Semplicemente. Scriverne una è fattibile, basta ritagliarsi un po’ di tempo. Per noi il valore aggiunto di queste frasi è alto, poiché impariamo un sacco e al contempo ci aiutiamo reciprocamente ad avanzare e lentamente aumentare i propri livelli. Non dobbiamo avere fifa di non essere all’altezza di buttare giù qualcosa che sia accettabile. Oltretutto, è risaputo che ripassare regolarmente aumenta l’efficacia dello studio. Si deve ovviare alla pigrizia e rompere gli indugi. Volendo, si può anche fare un appunto nel calendario per non scordarsi.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

150 – DARE MANFORTE- 2 minuti con Italiano semplicemente

File audio

Video

Trascrizione

Giovanni : episodio n. 150 della rubrica “due minuti con Italiano Semplicemente“, per dare manforte agli stranieri che non sanno come fare per migliorare il loro italiano.

Allora oggi vediamo insieme la parola “Manforte” formata dalle due parole mano, ma senza la lettera finale o, e forte.

Audiolibro COPERTINA.jpg

La parola manforte forma un binomio indissolubile con il verbo dare. Dove vedete manforte si deve sempre usare il verbo dare.

Dare una mano è una espressione che sicuramente conoscete tutti vero?

Allora vi starete sicuramente chiedendo se la frase “dare una mano” , cioè aiutare, possa essere sostituita da “dare manforte” . Non è esattamente la stessa cosa.

Quando date manforte ad una persona, è vero che la state aiutando, che le state dando una mano, ma è un aiuto decisivo, lo state sostenendo in modo importante. Si tratta di un sostegno, di un grosso aiuto anche morale non solo materiale. Questo è il senso di “forte”.

Oggi gioca la Roma quindi vado allo stadio a dare manforte alla squadra.

Questo è chiaramente un sostegno psicologico, importante perché il tifo aiuta la squadra spesso in modo decisivo. In questi casi non potete usare dare una mano, che si usa solo se l’aiuto è materiale. In questo caso potete usare anche supportare, o dare supporto. Anche confortare e dare conforto sono aiuti morali, ma solo in caso di delusioni o sconfitte. anche aiutare non è adatto. “Manfortare” invece è un verbo che non esiste.

Vado a dare manforte a mio padre che sta pulendo il giardino

Questo invece è un aiuto materiale. Un aiuto importante.

Quando realizzo gli episodi di Italiano semplicemente spesso i membri dell’associazione mi danno manforte per fare esempi più chiari per tutti.

Avete capito anche che non si dice dare “una” manforte, ma semplicemente “dare manforte”, e se volete potete anche separare le due parti man e forte, potete quindi scrivere manforte in una sola parola oppure due parole separate. Ma la man rimane man senza la o finale.

Ora una frase di ripasso:

Ulrike (Germania 🇩🇪):

Non si può *essere di diverso avviso* sul valore delle frasi di ripasso. Esse servono a a *destreggiarsi* sempre meglio con la lingua italiana. Quindi *rompo gli indugi*, e, come faccio ogni tanto, inizio a *scervellarmi*, sperando du ricevere il *beneplacito* di Giovanni. Spesso però, -a dire la verità, *ogni due per tre*- *finisco per incartarmi* e *non vedo* come possa *salvarmi in calcio d’angolo*. Poi *mi vedo costretta* a ricominciare da capo. È quello il momento in cui mi dico: prima di *prendere una brutta piega* e diventare *un’anima in pena*, rilassati, *che vuoi*, stai imparando, fai con calma qualche frase, mandala a Giovanni che, *bontà sua*, la correggerà. Così non *vengono a galla* tutti i miei errori, almeno non in pubblico 😉

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n. 121 – CORRERE AI RIPARI – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni

Trascrizione

Correre ai ripari è l’espressione di oggi della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente.

Correre lo conoscete tutti, significa procedere velocemente, avanzare con andatura veloce, o camminare in fretta. Per la frase di oggi ciò che serve ricordare è la fretta.

Bisogna fare qualcosa in fretta, ok, ma cosa? e Perché soprattutto?

Quando si corre ai ripari, bisogna fare in fretta per riparare.

Ma riparare cosa?

Riparare cosa significa? Se pensiamo ad un oggetto, o ad uno strumento, se questo si rompe, se non funziona più, allora lo dobbiamo rimettere a posto eliminando i guasti e i difetti. Però riparare significa anche coprire, per proteggere, quindi posso ripararmi dalla pioggia con un ombrello se piove- Posso anche riparare una persona nel senso che la proteggo se qualcuno la offende.

Posso anche riparare ad una offesa fatta a qualcuno chiedendo scusa.

In generale riparare si usa per rimediare, per limitare i danni. é vero, anche per riportare al funzionamento qualcosa di rotto o danneggiato, ma se lo usiamo in senso figurato, che è quello che ci interessa oggi, riparare significa fare qualcosa che ovviare a un danno ricevuto o causato, o a un errore fatto da me o da altre persone. 

Ecco quindi che “correre ai ripari” è esattamente questo: fare qualcosa per portare una situazione a non peggiorare, fare qualcosa velocemente (ecco perché uso “correre”) per ovviare, per riparare una situazione negativa.

E’ un’espressione molto usata dagli italiani, più all’orale che allo scritto.

Allo scritto si usa un semplice verbo: “provvedere” che però non trasmette il senso dell’urgenza. Inoltre provvedere ha anche altri significati.

Es:

Oddio, si è allagata casa!! Bisogna immediatamente correre ai ripari!

Abbiamo giocato malissimo oggi, bisogna correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

La temperatura mondiale sta salendo! I governi devono correre ai ripari attraverso misure adeguate!

In caso di terremoto, bisogna subito correre ai ripari.

Insomma correre ai ripari è cercare di rimediare a una situazione grave, difficile.

Attenzione perché si corre ai ripari solo dopo che è successo un evento negativo, mentre prima ci si mette al riparo (riparo, al singolare), che è un’altra, simile ma non identica.

Si dice anche “metterci una pezza“, espressione quasi identica, questa, che significa risolvere una questione in qualche modo, diciamo con il minore dei danni. Il senso della pezza è figurato ovviamente.

La pezza indica in questo caso un pezzo di stoffa (chiamato informalmente “pezza”), come se avessimo solo quello quando ad esempio abbiamo un tubo che perde acqua in casa.

Oddio, si sta allagando casa, c’è un buco sul tubo dell’acqua, cosa ci metto?

E mettici una pezza! Meglio di niente!

Ripassiamo qualche espressione precedente:

Bogusia (Polonia): Mio marito, di regola, ha un fare molto gentile con tutti. Però con i nostri figli è troppo accondiscendente purtroppo ed Io a volte lo accetto anche se a malincuore.
Ogni due per tre mi coglie alla sprovvista la sua generosità. Io a mia volta, non di raro, sono di diverso avviso. Eccome se lo sono! Ho abbozzato abbastanza e adesso mi vedo costretta a tornare alla carica riguardo all’educazione dei nostri figli. Sennò, ho sentore che un giorno ne pagheremo lo scotto. E questo non sarà benaccetto da nessuno, né da me, né da mio marito.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

n. 120 – L’AUSILIO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni

Trascrizione

Giuseppina: Ok ragazzi oggi in questo episodio della rubrica due minuti con italiano semplicemente vi spiegherò una parola che vi sarà di aiuto, anzi vi sarà di ausilio.

La parola è proprio questa: “ausilio” molto simile alla parola “aiuto” .

Ma allora perché dovremmo usare ausilio se c’è già la parola aiuto?

Beh è vero ma solo in parte perché si tratta di un linguaggio un po’ più formale spesso usato in ambito medico.

Ad esempio posso dire che l’oculista, il medico degli occhi si avvale dell’ausilio di molti strumenti elettronici.

Quindi l’ausilio è un supporto. Sì, un aiuto, è vero ma aiutare si usa spesso con le azioni dell’uomo:

ti voglio aiutare a risolvere questo problema.

Non esiste il verbo “ausiliare” (che invece è un sostantivo, significa aiutante) ma esiste essere d’ausilio.

Equivale ad aiutare, ma aiutare ha un senso più umano, l’aiuto prevede empatia e un bisogno da parte di chi lo riceve.

L’ausilio è invece molto tecnico come termine.

Di conseguenza una persona può anche offrire il proprio aiuto dicendo:

Posso esserti d’ausilio?

Ma non significa necessariamente che si ha bisogno di aiuto perché c’è un problema. Quello che si sta offrendo è un supporto, un aiuto più tecnico.

Qualcosa che agevola, che facilita.

Dicevo che avvalersi è un verbo spesso usato in questi contesti. Lo abbiamo visto bene anche nel corso di italiano professionale, in cui abbiamo dedicato un episodio a questo verbo. Quindi:

Io ti sono d’ausilio e tu ti avvali del mio ausilio

La strumentazione tecnica è di ausilio al medico, che si avvale quindi dell’ausilio di questi strumenti.

Si usa anche quando si parla di cose solenni come nella religione:

Solo l’ausilio divino ci può salvare!

Vale a dire che solo se Dio ci aiuta possiamo salvarci.

Terminiamo queato episodio grazie al consueto ausilio di un membro dell’associazione Italiano Semplicemente che ci propone una frase di ripasso di alcune delle precedenti 119 espressioni.

Sofie (Belgio 🇧🇪): in Italia, ma anche in molti altri paesi europei l’omeopatiava per la maggiore, però c’è chi dice che l’omeopatia è una cura che lascia il tempo che trova. Secondo questi ultimi sarebbe una terapia che tende la mano a chi non vuole lasciare nulla di intentato.
Fatto sta che l’omeopatia è soggetta a discussioni infinite e che la dimostrabilità della sua efficacia terapeutica resta sul vago.

Giovanni: Oggi ne facciamo anche un’altra, ma è solo uno strappo alla regola.

Khaled (Egitto 🇪🇬) e Martine (Francia 🇫🇷): Noi stranieri spesso crediamo di doverci avvalere dell’ausilio di regole grammaticali per evitare che vengano a galla le nostre carenze linguistiche. Se però avete sentore che non sia esattamente così, e l’idea di non studiare la grammatica vi risulterà meno peregrina, allora il metodo utilizzato da italiano semplicemente vi risulterà ben accetto.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!