678 Stare sul chi vive, stare sul chi va là

Stare sul chi vive (audio )

Trascrizione

Giovanni: buongiorno amici. Oggi vediamo un’espressione molto curiosa:

Essere/stare sul chi vive.

Con stare sul chi vive si indica quel particolare stato d’animo caratterizzato da una tensione tale che lo fa stare molto attento a qualsiasi cosa gli accada intorno.

Si usa il il verbo vivere perché bisogna stare svegli, attenti, concentrati alle cose che accadono.

L’origine è il linguaggio militare: simile a “stare in guardia”, essere pronti a fronteggiare qualsiasi avvenimento o imprevisto; si intende un imprevisto sgradevole. Qualcosa potrebbe accadere da un momento all’altro.

Nel linguaggio militare, quando una sentinella vede qualcuno, chiede: “Chi vive?”

Con questo segnale la sentinella intimava a questa persona di farsi riconoscere.

Apriamo una breve parentesi sul verbo intimare.

Intimare è un verbo anch’esso molto usato nel linguaggio militare e sta per ordinare in modo perentorio: intimare l’alt a qualcuno; intimare di fermarsi, intimare di farsi riconoscere. E’ un ordine a tutti gli effetti.

Si utilizza anche nella giustizia nel senso di far conoscere a una persona una decisione di una autorità, nel senso di notificare in nome dell’autorità:

intimare lo sfratto a un inquilino

intimare a un teste di presentarsi a un’udienza eccetera.

Anche la polizia può intimare a delle persone di alzare le mani, oppure un arbitro di calcio, che rappresenta un’autorità in campo, può interrompere il gioco e invitare lo speaker ad intimare ai tifosi di smettere con i cori razzisti. E’ simile anche al verbo ingiungere, di cui ci occuperemo nel corso di Italiano Professionale.

Intimare non ha nulla a che fare con l’intimità naturalmente, sebbene l’origine sia la stessa.

Ma torniamo a bomba: “Stare sul chi vive” si usa ugualmente anche nel linguaggio militare e l’espressione “stare sul chi va là“, ha lo stesso significato ma è più informale.

Chi va là!

Significa la stessa cosa: chi c’è? Chi è? Chi c’è là? Quindi anche questo è un modo per intimare a qualcuno di farsi riconoscere in ambito militare.

Se usciamo da questo mondo però, che è ciò che ci interessa, le due espressioni “stare sul chi va là” “stare sul chi vive” si usano come dicevo nel senso di stare molto attenti a qualsiasi cosa accada.

Se siamo ad esempio con una tenda in mezzo al bosco, di notte bisogna stare sul chi vive, perché non si sa mai cosa può accadere. Un animale si potrebbe avvicinare alla tenda, degli insetti potrebbero entrare, il vento potrebbe portar via la tenda, oppure potrebbe allagarsi eccetera.

Se partecipo ad un concorso e da un giorno all’altro potrebbe uscire la data del colloquio, ma non si sa esattamente quando uscirà; allora bisogna stare sul chi vive perché altrimenti potremmo dimenticare di controllare.

Naturalmente un non madrelingua è abituato, in tutti questi casi, ad usare “stare attento” o “stare concentrato“, o “prestare attenzione”, ma queste  modalità sono più adatte ad uno studente che deve seguire una lezione, o a una persona che guida l’automobile e deve prestare attenzione mentre guida. 

Invece “Stare in guardia” è una espressione che si avvicina maggiormente a “stare sul chi vive“, perché ha ugualmente a che fare col pericolo. Significa assumere un atteggiamento di vigile attesa e difesa. E’ adatto a un pugile che deve stare attento a non farsi colpire dall’avversario, ma si usa normalmente per indicare qualsiasi tipo di pericolo.

Esiste anche “guardarsi le spalle” se questo pericolo può arrivare da qualcuno che ti tradisce.

Si usa spesso anche stare all’erta” e “stare in campana, due espressioni di cui ci siamo già occupati. 

In famiglia un genitore può esortare il proprio figlio a stare sul chi vive quando esce per andare in un posto potenzialmente pericoloso. Stavolta meglio usare il verbo “esortare” e non intimare. Esortare sta per spingere, spronare, cercare di indurre a un certo comportamento, facendo leva sugli affetti e magari sulla ragione. Si può usare anche “incitare” (come fanno i tifosi allo stadio).

Ti esorto alla prudenza

Ti esorto a essere prudente.

Ti esorto a stare sul chi vive

Suona un po’ formale nel caso del genitore col figlio. Magari in casi come questi meglio “invitare“:

Ti invito a stare sul chi vive

o semplicemente:

Stai sul chi vive, mi raccomando!

Stare sul chi vive è, tra tutte, l’espressione meno popolare, e, se vogliamo, quella più usata anche nel caso di un pericolo non fisico, non legato alla vita, ma anche, molto più genericamente, può indicare una attesa vigile, vedendo ciò che accade, prima di fare qualcosa, come nel caso del concorso: biusogna stare sul chi vive in attesa di fare la domanda di partecipazione.

Il fatto che sia legato anche all’attesa lo dimostra il fatto che si usa spesso insieme a “per ora“, “per il momento“. Es:

Per ora meglio stare sul chi vive. Vediamo cosa succede e poi vedremo cosa fare.

 Non prendiamo decisioni azzardate. Stiamo sul chi vive per il momento e se qualcuno prova a dire qualcosa, sapremo cosa rispondere.

Che ne dite se adesso ripassiamo? Vi esorto ad ascoltare il seguente ripasso dalle voci di alcuni membri dell’associazione, che stanno sempre sul chi vive in attesa che gli chieda sempre qualcosa da registrare! 

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

Marcelo (Argentina): Oggi non mi sento in vena di fare la solita passeggiata. Ci sono motivi? Sicuramente ma non è stato così facile capirli. Ho dovuto fare mente locale, e così ho trovato la causa principale. Ieri sera abbiamo cucinato un arrosto e credo di aver esagerato. A pensarci bene ho sforato col cibo, col bere e perfino col dolce. Il piacevole rovescio della medaglia è stato di aver condiviso un giorno con famiglia ed amici. Molto divertente.

Anne France (Francia): Condivido pienamente la tua sensazione di essere restii a passeggiare oggi. Purtroppo però sono un medico e sono giocoforza andare di nuovo alla carica. Ci sono i nuovi pazienti qua per le prime visite. Non vi dico quanto mi piacerebbe rificcarmi nel letto.

Anthony (Stati Uniti): ah sei medico? Allora a ragion veduta, credo che sarà meglio per la tua salute farla la passeggiata.

Hartmut (Germania): parli bene tu, con quello che hai mangiato! Ma se sei veramente convinto, qui ti voglio! Adesso dai il buon esempio tu. Hai voluto la bicicletta?

Edita (Rep. Ceca): va bene se volete riposatevi ma solo per oggi. Comunque perso per perso, almeno abbiamo fatto un bel ripasso, sempre che Giovanni lo approverà. Ci netterò una buona parola io. Vedremo se saremo stati all’altezza o se abbiamo sfigurato!