225 – RENDERSI CONTO

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Trascrizione

Vi rendete conto che siamo arrivati all’episodio numero 225 di questa rubrica di due minuti?

Ve ne rendere conto? Riuscite a realizzare questo fatto? Riuscite a rendervene conto?

Riuscite ad avere consapevolezza di questo?

Oggi ci occupiamo di “rendersi conto“, che si usa in modo pronominale, rivolgendo il verbo verso sé stessi.

Io mi rendo conto

Tu ti rendi conto

Lui si rende conto

Eccetera.

Rendersi conto di qualcosa è molto simile ad accorgersi di qualcosa, ma accorgersi è più legato alle cose che accadono e che si vedono, spesso poi accorgersi accade all’improvviso. Invece ci si rende conto gradualmente delle cose. Bisogna pensarci un po’.

Rendersi conto è anche più legato alla propria coscienza, alla propria consapevolezza. Si usa spesso per indicare le conseguenze delle proprie azioni o le conseguenze di qualcosa che accade, quando non sempre sono evidenti ma sono importanti.

Simile a capire e comprendere, ma questi sono verbi più legati a concetti semplici, verbi anche legati all’insegnamento e non hanno un legame speciale con le conseguenze.

Ti rendi conto che se perdiamo il lavoro non possiamo più mangiare?

Non ci rendiamo conto che se continuiamo ad inquinare il pianeta anche i nostri figli sono in pericolo di vita.

Non ti sei mai reso veramente conto di quanto soffriamo per colpa tua.

È simile anche a capacitarsi, di cui si siamo già occupati (episodio 33). Però capacitarsi ha meno a che fare con le conseguenze delle azioni ma è più legato all’accettazione della realtà.

Chi non si rende conto è perché non pensa abbastanza, perché non collega bene la causa con l’effetto.

Può risultare difficile a volte usare bene questa locuzione perché si usa un verbo pronominale. Ad esempio:

Te ne rendi conto? Si, me ne rendo conto, ma non è facile rendersene conto. Rendendomene conto ho risolto il problema

Ricordate, sempre rivolti a se stessi, altrimenti diventa “rendere conto” che ha un significato completamente diverso e che vediamo nel prossimo episodio. Poi nell’episodio ancora successivo vedremo “la resa dei conti“.

Ora ripassiamo un po’ con Mariana dal Brasile.

Mariana: per ora non me la sento di andare in Italia, anche perché al ritorno dovrei comprovare di non avere il virus corona. Infatti il bollettino quotidiano non è ancora rassicurante. Per ora non è fattibile.

Spiegazione di Emanuele…

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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CAPACITARSI – 2 minuti con Italiano semplicemente (n. 33)

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Trascrizione

Bolsonaro ha vinto le elezioni in Brasile?

C’è qualcuno che non riesce ancora a capacitarsi di come questo sia potuto accadere.

E tu di cosa non ti riesci a capacitare?

Io non mi capacito ad esempio di come mai l’uomo sia così stupido da non capire fino in fondo gli effetti sul clima della propria stupidità.

E tu te ne capaciti?

Un mio amico non si è mai capacitato di come io possa insegnare l’italiano senza parlare di grammatica.

Ebbene, chi non si capacita di qualcosa, (capacita senza accento) non è detto che non abbia delle capacità (stavolta con l’accento), ma non riesce a capire qualcosa, possiamo dire che non riesce a farsi una ragione di questo qualcosa, non si spiega come qualcosa sia potuto accadere.

Capacitarsi è il verbo in questione. Quasi uguale a comprendere, a capire, ma anche a convincersi, a persuadersi.

Se non ti capaciti, allora non sei convinto, stai cercando di capire ma proprio non ti entra in testa il motivo per cui qualcosa è accaduto. Oppure non ne prendi piena consapevolezza.

C’è spesso della sofferenza nel non sapersi capacitare. È quindi più forte di capire e comprendere.

Se dici: non riesco proprio a capire!

Puoi anche dire, in alcuni casi:

Non riesco a capacitarmi!

Spesso chi perde una gara può non capacitarsi della sconfitta, e l’amarezza è tanta.

Non capisce come abbia fatto a perdere. Non se ne convince. Non trova delle ragioni valide per giustificare la sconfitta e soffre per questo.

Nell’insegnamento non si usa quindi: se non capisco il teorema di Pitagora non posso dire: non riesco a capacitarmi del teroema di Pitagora.

Meglio usare capire o comprendere in questi casi. Posso dire però che non mi capacito del motivo per cui non riesco memorizzare il teorema di Pitagora.

Si usa di, del, della eccetera:

Non mi capacito ancora della sua morte.

Ti riesci a capacitare di aver perso?

Bisogna capacitarsi del fatto che non possiamo più impedire a qualcuno di salvare i migranti sui barconi che sono in pericolo di vita. Capacitiamocene!

Ripeti dopo di me.

Me ne devo capacitare! Devo Capacitarmene.

Te ne devi capacitare. Capacitatene!

Se ne deve capacitare. Se ne capaciti! (deve capacitarsene)

Ce ne dobbiamo capacitare. Capacitiamocene!

Ve ne dovete capacitare. Capacitatevene!

Se ne devono capacitare! Devono capacitarsene (se ne capacitino)

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L’inizio e la fine di ogni episodio dei due minuti con italiano semplicemente servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione.