558 Perché o come mai?



Perché o come mai? (scarica l’audio)

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Come mai, perché

Trascrizione

Giovanni: Perché non esiste un solo modo per dire “perché“?

Ad esempio, molti studenti non madrelingua, pur consapevoli della somiglianza tra perché e “come mai“, usano sempre perché e mai “come mai”. Ma Come mai?

Iniziamo da questo dunque.

Sapete che “perché” si può utilizzare sia per fare domande che per dare risposte.

Perché non mi inviti a cena stasera?

Risposta: Perché non ho soldi.

Ebbene, qui c’è già una prima differenza, infatti “come mai” non si può usare per dare risposte.

Allora quale differenza esiste tra perché e come mai quando si fanno domande?

Ci sono più differenze.

Una prima è che perché si può usare anche al posto di “che ne dici di…” quindi per fare delle proposte.

Che ne dici se stasera andiamo a ballare?

Perché stasera non andiamo a ballare?

È una proposta, posta sotto forma di domanda.

Non posso usare “come mai” in questo caso, e il motivo è che “come mai” si può usare solamente per chiedere spiegazioni, giustificazioni, e non per fare proposte.

Es:

Giovanni: Ho un po’ di mal di pancia oggi. Da ieri sera in realtà non sto bene.

Emanuele: e come mai?

Giovanni: ho mangiato le Cozze ieri.

Emanuele, usando “come mai” mi ha chiesto una spiegazione, ha voluto conoscere il motivo del mal di pancia, ma la sua può essere una semplice curiosità.

A questo fine si può usare anche perché, ma perché ha un uso più ampio, perché si usa anche in domande che pretendono una risposta, non solo per semplici curiosità.

Vediamo come potrebbe continuare questa conversazione:

Perché non andiamo dal Medico a farti visitare?

Questa è ancora una proposta.

Perché non mi hai detto subito che stavi male?

Questa domanda pretende una risposta. Potrei usare “come mai”, ma sarebbe meno efficace come domanda.

Non te l’ho detto perché non sono una persona che ama lamentarsi.

Questa è una risposta. Non posso usare “come mai”.

In definitiva, le caratteristiche di “come mai” rendono questa locuzione molto più adatta rispetto a “perché” nelle conversazioni quotidiane, in cui si parla senza secessariamente discutere o pretendere una risposta.

“Come mai” è molto meno impegnativo da questo punto di vista; esprime tranquillità, curiosità ma non si tratta mai di un rimprovero.

Perché” infatti, nelle domande dirette, quindi quando non si usa per fare proposte o per rispondere, trasmette una maggiore “ansia”, passatemi il termine, a chi riceve la domanda:

Perché non me l’hai detto?

Perché non sei andato a scuola?

Perché vuoi lasciarmi?

Perché mi dai fastidio?

Perché non rispondi al telefono?

Per questo motivo, nelle discussioni, nei litigi, si usa sempre “perché”.

Poi ci sono anche altre differenze, infatti perché ha altri utilizzi e funzioni che “come mai” non ha.

Ad esempio, usata come congiunzione o sostantivo posso dire:

Ascolta gli episodi di italiano semplicemente perché possa migliorare il suo italiano, ma forse questi episodi sono troppo avanzati perché tu possa comprenderli. Il perché lo capirai ascoltandone uno.

Non possiamo usare “come mai” in questi casi.

Adesso abbiamo un bel ripassone da parte di Emma, membro dell’associazione Italiano Semplicemente.

Se mi domandate il perché della bravura di Emma, beh.l… la risposta già la conoscete!

Emma: Le cose, spesso e volentieri, accadono quando nemmeno le cerchi.
È da un pezzo ormai che non lo faccio, ma tanti anni fa ho partecipato ad un gruppo di cammino, guidato da volontari che spesso si contraddistinguono per i loro comportamenti.
Un giovedì pomeriggio come tanti altri, l’orologio scoccava le 17:00, ed in io stavo scalpitando per partire. Quella era la prima volta, in particolare, che ci andavo con la mia dirimpettaia Stefania. Non vi dico come ero felice. Avercene di compagne come lei.
Mentre aspettavo Stefania in macchina, è passata una signora, una tizia che avrà avuto un’età di sessanta e passa anni.
Mi ha guardata male, quasi si fosse svegliata con il piede sbagliato e quel giorno sembrava non averne per nessuno. Piuttosto che risponderle per le rime, anzi, proprio per distinguermi dal tuo atteggiamento, le ho fatto un cenno di saluto e al contempo pensavo che tutto sarebbe finito lì. Di contro, il destino non era evidentemente d’accordo con me, e infatti, mentre stavo per mettere la macchina in moto, ho sentito un “Boom”, il che, li per li mi ha preso in contropiede. Fatto stache non sono stata in grado di capacitarmi immediatamente di quanto fosse avvenuto. Di primo acchito, ho pensato ad un problema tecnico. Poi come se non bastasse, in men che non si dica mi è arrivato il secondo “Boom”. A quel punto, non mi restava altro che scendere dalla macchina immediatamente, per verificare di persona preoccupandomi molto.
La signora, con un’espressione apparentemente meno aggressiva questa volta, di nuovo è comparsa davanti a me, vicino al baule della mia macchina. Non sono riuscita a venire subito a capo della situazione, salvo poi vedere che una parte della macchina era stata danneggiata, e guarda caso, a poca distanza da lì si trovava anche la macchina della signora. Come si suol dire, sono caduta dalle nuvole, quando, a decifrare questa confusione, vivaddio, è stata ancora la stessa signora, che
ha confessato di aver tamponato la mia macchina per via di una distrazione.
Cosicché abbiamo deciso che avremmo passato tutta la faccenda all’assicurazione, nella speranza che la storia sarebbe stata chiusa una volta per tutte. Detto questo, ci siamo salutate e ci siamo lasciate i numeri di telefono, da usare nella misura in cui avessimo avuto bisogno l’una dell’altra.
Quando si è fatto buio, ho raccontato tutto quanto a mio marito. Per quanto mi sforzassi di non preoccuparmene, memore dell’ultimo incidente in cui non compilammo il foglio dell’assicurazione che quindi non rimborsò il danno, non ci riuscivo, perché pensavo che mi avrebbe in qualche modo apostrofato, e magari mi avrebbe perfino presa a mali parole, per via dell’incidente.
Sarebbe stata la solita solfa: “sta’ attenta quando guidi, sta’ alla larga da qualsiasi imprudenza, quale che sia”.
Non vi dico che noia e che barba!
Invece mi ha detto: “Bella mossa, così l’assicurazione pagherà, non c’è santo che tenga. Brava!”
Appena quelle parole sono state pronunciate, manco a farlo apposta, è iniziato a fioccare.

Una mera coincidenza? Vattelappesca! Trattasi comunque di due eventi rarissimi!!