467 Ciò non toglie che

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Quando parliamo, può capitare di dire qualcosa e subito dopo ci accorgiamo che il nostro messaggio potrebbe essere mal interpretato e quindi potrebbe portare fuori strada il nostro interlocutore.

A volte quindi si presenta l’esigenza di pronunciare una frase per chiarire meglio il concetto.

La locuzione “ciò non toglie che” serve proprio a questo.

Vediamo qualche esempio:

Giovanni al lavoro è un tipo molto distratto, ma ciò non toglie che ottenga ottimi risultati.

La prima frase che ho detto potrebbe apparire troppo ingenerosa per Giovanni, allora ho ritenuto opportuno aggiungere un chiarimento:

Giovanni ottiene comunque ottimi risultati.

Giovanni è molto distratto ma questo non gli impedisce di ottenere ottimi risultati.

Prima ho usato il congiuntivo ma questo non significa che si debba sempre usare il congiuntivo.

Potrei anche dire:

In questo caso ho usato il congiuntivo ma ciò non toglie che si possano usare altri tempi.

In questo caso ho usato il congiuntivo, ad ogni modo si possono usare altri tempi.

Sei una ragazza bellissima e molto attraente ciò non toglie che io non tradirei mai mia moglie.

Qui ho usato il condizionale.

Eri molto emozionato durante le prove dello spettacolo ma ciò non toglie che sicuramente sarai bravissimo.

Qui ho usato il futuro.

Inoltre potrei in teoria sostituire “ciò” con “questo”.

Si usa quasi sempre “ciò”, ma questo non toglie che si possa ugualmente considerare corretto.

Abbiamo già superato i due minuti previsti. Ciò non toglie che ora si debba ripassare:

Irina: si dice che il covid durerà almeno un paio di anni ancora. Ciò non toglie che quest’anno ci scapperà sicuramente almeno una riunione dei membri dell’associaizione in Italia.

Bogusia: giusto. E per scrupolo meglio prenotare subito no?

Hartmut: io aspetto prima di dire che verrò. Dipende se otterrò le ferie in quel periodo. Non voglio illudermi inutilmente.

Dunque, Ordunque, Comunque, Ovunque, Quantunque, Quandunque o chiunque?

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Video con sottotitoli 

Trascrizione

Giovanni: Oggi impariamo a distinguere tra loro alcuni pronomi e congiunzioni che finiscono con –unque.

Sto parlando di:

Dunque

Ovunque/Dovunque

Chiunque

Qualunque

Quantunque

Comunque

Quandunque

Ordunque

Queste sono le uniche parole che hanno un senso che finiscono con –unque.

Allora: l’episodio consiste, oltre alle spiegazioni, in un esercizio in cui voi potete indovinare quale termine usare in ogni frase

Ad esempio:

— tu ti trovi, io ti raggiungerò.

Dovete suggerire il termine da usare.

E’ chiaro che in questo caso si tratti di OVUNQUE, che indica un luogo qualsiasi. Potrei dire anche un luogo QUALUNQUE.

— a che punto eravamo?

Qui devo usare DUNQUE, perché dunque si usa spesso come alternativa a “allora”, “insomma”.

Esempio:

Hai sbagliato, — devi pagare!

Anche qui ci va DUNQUE, che si usa per indicare una conseguenza logica:

Chi paga la cena? Io sono il più ricco, DUNQUE pagherò io.

Oggi piove, DUNQUE prenderò l’ombrello.

Molto simile a QUINDI e PERCIÒ in questi casi.

Esempio:

— tu ti sforzi, non riesci a parlare in Italiano

Il termine da usare è QUANTUNQUE, simile a “per quanto“, “sebbene“. Stiamo parlando di una quantità qualunque si sforzo. Significa quindi “per quanto grande possa essere” il tuo sforzo.

Esempio:

— il virus dovesse uccidere il 99% dell’umanità, ci sarebbero persone disposte a dire che  non esiste.

In questo caso è QUANDUNQUE, non è molto usato a dire il vero, ma ai giornalisti piace molto. Si usa per indicare un’eventualità, una possibilità, solitamente abbastanza remota. Significa “anche qualora accadesse che“, “anche se dovesse verificarsi“. Simile a “ALLORQUANDO“, che indica sempre una possibilità, una eventualità: ugualmente simili sono “allorché“, e “laddove” e “nel momento in cui”. Quest’ultima è la forma più usata. La forma più semplice per le possibilità è naturalmente “se” ma questa è neutra, non si parla specificamente di lontane possibilità.

Esempio:

—- sia il tuo colore della pelle, per me non fa differenza.

Facile: si tratta di QUALUNQUE, che significa “‘quale che sia“, notazione leggermente più formale.

A volte si può sostituire con “ogni“, tipo nella frase: “devo riuscirci a qualunque costo”. Non sempre potete fare questa sostituzione con “ogni” però.

Altro esempio:

— mi conosca, può dire che sono una brava persona

Sto parlando di persone, quindi non può essere qualunque ma deve essere CHIUNQUE.

Potrei però dire: qualunque persona mi conosca può dire che sono una brava persona.

Avete notato che in queste frasi c’è sempre il congiuntivo?

Chiunque tu sia, devi mettere la mascherina

Qualunque cosa accada io sono qui ad aiutarti

Quantunque sia potente questo virus dobbiamo trovare il vaccino.

E’ così con questi termini, ma non qualunque voi decidiate di usare. Non con tutti i termini.

Infatti dunque, ordunque e comunque non pretendono il congiuntivo.

Altro esempio:

A me non piace insegnare la grammatica, – — ogni tanto, faccio degli episodi grammaticali.

Ecco, questo è un esempio con COMUNQUE, che in questo caso non vuole il congiuntivo.

Ma se io dico:

Comunque vada l’esame, avrò un pensiero in meno.

In questo caso devo usare il congiuntivo.

Altro esempio:

Ti troverò – – – – tu vada.

Stiamo parlando di un luogo, quindi bisogna usare DOVUNQUE oppure OVUNQUE.

Altro esempio:

Lo so che arriverà il vaccino per il corona virus ma sono — poco tranquillo.

COMUNQUE è la risposta, perché comunque ha anche il senso di “in ogni caso“, “ugualmente“, “nonostante questo“.

Andiamo avanti:

Mamma, ho fatto l’esame stamattina!

Risposta della mamma: una sola parola col punto interrogativo. Qual è questa parola?

DUNQUE?

Proprio come “allora?”, “ebbene?”, “insomma?”.

Avanti:

Gli italiani hanno iniziato a mettere sempre la mascherina in pubblico, a mantenete le distanze, a frequentare poche persone, in più i ristoranti, i bar e i centri commerciali sono stati chiusi. Per tutti questi motivi – – – i malati di Covid adesso sono molto diminuiti.

DUNQUE è adatto a questo esempio, trattandosi di concludere qualcosa, ma in questo caso è adatto anche ORDUNQUE, un po’ arcaico forse come termine, e suonerebbe molto strano in bocca ad uno straniero. È adatto perché ordunque si può usare quando il concetto di conclusione è ancora più marcato, oppure quando è una conclusione ovvia, una conclusione o una conseguenza alla quale si voleva arrivare o che vale ancora più di prima.

Se voglio dimostrare qualcosa, alla fine, quando ci sono riuscito, posso usare ORDUNQUE, come à dire “ora, finalmente, sono arrivato al dunque, cioè alla conclusione”.

C’è in concetto del tempo: ora, in questo momento.

Si usa anche per sollecitare, per incitare quando è il momento di fare qualcosa:

Ordunque, cosa stiamo aspettando?

In tutti questi casi, COMUNQUE, potete usare tranquillamente DUNQUE.

Andiamo avanti:

Sono due ore che sto camminando, ma – – – io vada avanti, non riesco a capire quando arriverò a destinazione.

Siamo nuovamente a QUANTUNQUE: per quanto io vada avanti….

Quantunque io studi, non capisco nulla di matematica

C’è qualcosa che non basta, qualcosa che non è sufficiente:

Quantunque io mangi, non riesco a ingrassare

A volte può essere sufficiente un “anche se” senza tra l’altro usare il congiuntivo:

Anche se io mangio/mangiassi molto, non riesco/riuscirei a ingrassare

Anche “sebbene” e “nonostante” possono andar bene:

Sebbene io mangi molto, non riesco a ingrassare

Nonostante io mangi molto, non riesco a ingrassare

Ultimi due esempi:

Io sono qui che ti aspetto, — decidessi di sposarmi.

Siamo ancora ad una possibilità remota. Il senso è: qualora tu decidessi di sposarmi, nel caso in cui, nell’eventualità (abbastanza lontana) che tu possa prendere questa decisione. Quindi la risposta è QUANDUNQUE: si parla di un momento, si parla di tempo.

Cos’hanno in comune tutti questi termini di oggi?

Indicano qualcosa di poco definito:

Chiunque: una persona qualsiasi

Qualunque: una cosa qualsiasi

Quandunque: in un momento lontano non identificato nel futuro

Quantunque: qualcosa che non è sufficiente, che non basta. Non importa quanto, ma non basta

Comunque: In qualsiasi modo, in ogni caso, in ogni modo

Ordunque: si sua per concludere come abbiamo visto: ora, finalmente, dopo tanto tempo. Quanto tempo non è importante, ma è abbastanza per concludere.

Adesso, ordunque, è arrivato il momento di concludere questo episodio, dunque è proprio quello che sto per fare. Chiunque abbia voglia di fare degli esempi, può farlo, quantunque io creda fortemente che sia più importante ascoltare e parlare. Comunque io sono qui per aiutarvi e quandunque vogliate unirvi all’associazione Italiano Semplicemente ne saremo tutti felici: io e tutti i membri vi daremo il benvenuto, qualunque sia il vostro livello o dovunque voi vi troviate.

Un saluto da Giovanni.

409 – Fermo restando

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Trascrizione

Giovanni: Una locuzione abbastanza comune ma allo stesso tempo abbastanza difficile da capire per un non madrelingua è “fermo restando”.

Cercherò di dirlo nel modo più sintetico possibile.

Fermo restando si utilizza quando quello che stiamo per dire potrebbe portare a pensare qualcosa di diverso dalla realtà. Abbiamo paura che la nostra affermazione porti fuori strada il nostro interlocutore. Abbiamo paura di non riuscire a far capire bene il nostro punto di vista, il nostro parere.

Allora con “fermo restando” si introduce una affermazione che è la vostra idea principale sull’argomento, poi fate seguire un’altra affermazione, che è una cosa meno importante, oppure di pari importanza, quindi voi state aggiungendo qualcosa, che è qualcosa in più, una precisazione meno importante, oppure qualcosa della stessa importanza che però da sola non basta a chiarire la vostra idea.

Il motivo principale è però che non volete essere fraintesi. Per questo utilizzate “fermo restando“.

Facciamo prima a fare degli esempi. Se tu mi chiedi: Chi preferisci tra Trump e Biden?

Io potrei rispondere:

Fermo restando che io credo che siano entrambi non adatti a fare il presidente degli Stati Uniti per via della loro età, tra i due preferisco Biden oppure Trump

Ecco, quindi io ho espresso la mia preferenza, ma ho preferito chiarire che in realtà a me non piace nessuno dei due. Dovendo scegliere comunque sceglierei Biden oppure Trump.

E’ un’espressione che potete sostituire con “comunque“, oppure “ad ogni modo“, che però generalmente si trovano nella seconda parte della frase. “Fermo restando” invece sta prima o dopo, potete scegliere.

Vediamo altri esempi.

Fermo restando che secondo me si deve anche parlare il più possibile, se volete imparare l’italiano, più si ascolta e meglio è.

A me piacciono  molto i dolci, fermo restando che preferisco non mangiarli perché ho il colesterolo alto!

Potete quindi invertire:

Fermo restando che preferisco non mangiare dolci perché ho il colesterolo alto, a me piacciono  molto i dolci.

Questa frase può diventare:

A me piacciono molto i dolci, comunque preferisco non mangiarli perché ho il colesterolo alto!

A me piacciono  molto i dolci, ad ogni modo preferisco non mangiarli perché ho il colesterolo alto!

Vediamo un altro esempio:

Mi piace guidare la Ferrari, fermo restando che non andrei mai a più di 160 all’ora perché ho paura dell’alta velocità!

Adesso vediamo un breve ripasso degli episodi precedenti, fermo restando che se avete dubbi meglio andare a leggere o ascoltare l’espressione che non capite.

Anthony: Ormai che il congresso virtuale che ho organizzato con dei colleghi italiani è finito, MI TOCCA scrivere tantissime mail di ringraziamento per far loro conoscere il nostro apprezzamento per la loro disponibilità e partecipazione. Mi chiedo però se io possa fare UNO STRAPPO ALLA REGOLA e saltare questa norma di comportamento professionale.

Scherzo. Questa era solamente UNA DOMANDA RETORICA. So infatti di dover ATTENERMI a questo onere altrimenti DITEMI VOI se parteciperanno DI BUONA LENA la prossima volta!

Il fatto è che a scrivere queste lettere sono sono più che un po’ RESTIO perché mi risulta sempre difficile evitare toni RUFFIANI. Dunque, FERMA RESTANDO questa mia titubanza, è giunto il momento di ROMPERE GLI INDUGI e iniziare a scrivere queste maledette email.