601 Senza contare

Senza contare

File disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui

Trascrizione

Giovanni: così siamo arrivati all’episodio numero 601, senza contare tutti gli episodi che avevamo fatto in precedenza delle altre rubriche presenti su Italianosemplicemente.com.

Oggi vorrei parlarvi proprio dell’espressione “senza contare” che è molto adatta al linguaggio colloquiale, nel senso che si usa normalmente nella vita di tutti i giorni, ma in realtà si usa anche nello scritto.

Contare, di per sé, è un verbo che ha diversi utilizzi. Abbiamo già vistoavere voce in capitolo” e “contare per qualcuno” e anche “tener conto” e “fare la conta“.

Un altro significato è quello che spieghiamo oggi, cioè: mettere nel conto, comprendere in un computo, in un conteggio, o semplicemente considerare.

Es:

Oggi ho speso circa 50 euro, senza contare le monete.

Quindi nel conteggio non ho considerato le monete che ho speso. Se considerassi anche le monete la spesa aumenterebbe.

Quanti siamo a cena stasera? Saremo in sette, senza contare i bambini.

Quindi senza considerare i bambini saremo sette persone. Ma se li consideriamo il numero aumenta.

In questi casi si parla appunto di numeri e non sembra affatto strano usare il verbo contare. Avrei comunque potuto usare anche considerare, conteggiare, prendere in considerazione e mettere nel conto.

Ma non sempre “senza contare” si usa con i numeri.

Es:

Abbiamo dovuto traslocare perché la casa era troppo piccola. I nostri ragazzi stanno crescendo e hanno bisogno di maggiore intimità e libertà personale. La nuova casa è più grande e comoda. Senza contare che è anche vicina all’università e avremo molti meno problemi in futuro.

In questo esempio sto parlando delle motivazioni che ci hanno spinto al trasferimento, a cambiare abitazione. La nuova casa è più grande e per questo l’abbiamo cambiata.

Ma la nuova casa è anche più vicina all’università. Questo è un vantaggio ulteriore derivante dal trasferimento.

Ho usato “senza contare che” perché avremmo comunque scelto questa nuova casa. Anche senza questo vantaggio aggiuntivo.

Se vogliamo, questo è un modo alternativo per aggiungere qualcosa in un discorso; qualcosa che rafforza l’affermazione precedente.

Si può usare sempre in questo senso.

Es: con quello che è successo in Afghanistan recentemente (i talebani che conquistano Il potere a Kabul), è chiaro che Biden ha fatto una figuraccia perché per come sono andate le cose è facile capire che negli ultimi vent’anni sono state fatte scelte sbagliate. Senza contare quello che ancora potrebbe succedere a peggiorare la situazione.

Ecco, in questo caso ho parlato della brutta situazione che si è creata a Kabul che non giova sicuramente all’immagine del governo americano guidato da Biden. Inoltre per rafforzare ciò che ho appena detto, aggiungo che la situazione potrebbe peggiorare ancora di più. Cosa che finora non è stata presa in considerazione:

Senza contare quello che ancora potrebbe succedere a peggiorare la situazione.

Un altro esempio:

Il mio medico mi ha consigliato di non andare al lavoro con lo scooter, perché dice che il rischio di cadere è troppo alto. Senza contare, ha aggiunto, l’inquinamento che si fa sentire di più rispetto ai mezzi pubblici o l’automobile.

Concludendo, potete usare questa espressione al posto di “inoltre“, oppure “si potrebbe considerare anche…“, “potrei aggiungere che…” ma in questo modo voglio essere più convincente.

Esistono anche altre espressioni in parte simili. Qualcuno si sarà sicuramente ricordato di “come se non bastasse“, “per giunta” e “per di più” . Ne abbiamo parlato nell’episodio 366. In questi casi però si tratta quasi sempre di cose negative e la cosa aggiuntiva è sempre abbastanza importante.

Questa nuova espressione di oggi invece punta in particolare ad aggiungere qualcosa in più ma meno importante, una cosa di cui non ci sarebbe neanche bisogno per arrivare alla stessa conclusione. Ma ne parlo lo stesso proprio perché voglio essere più convincente o magari solo perché mi è venuta in mente all’ultimo momento.

Sono già arrivato ad una conclusione, ma se ce ne fosse bisogno aggiungo un ulteriore elemento che la rafforza.

Unitevi alla nostra associazione per continuare a seguire questa rubrica, perché ogni giorno si impara qualcosa di nuovo senza dimenticare le cose già imparate. Senza contare che diventando membri dell’associazione potrete anche partecipare con la vostra voce e partecipare alle discussioni quotidiane sul gruppo whatsapp.

A proposito della voce dei membri…

Bogusia: Buongiorno. Ogni due per tre, mi imbatto in parole nuove di questa bella lingua italiana. Conformemente alla mia fissazione di apprenderla per bene non lascio nulla di intentato per giungere a questo mio obiettivo. Adesso vorrei chiedervi: ve la sentite dì darmi manforte? Quand’anche lavorassi 24 ore su 24 non riuscirei da sola. Una bella caterva di esempi con la parola farraginoso mi andrebbe a genio. Visto che siete gente perbene e ben disposta non mi risponderete picche. Grazie mille in anticipo e buona giornata a tutti voi.

Avere voce in capitolo

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui

richiesta adesione

Trascrizione

L’espressione che vi spiego oggi ha a che fare con l’importanza di una persona. Forse dovrei parlare di autorevolezza di una persona.

Una persona è autorevole quando è stimata, quando ha credito nei confronti degli altri, quando cioè gli altri si fidano di lui o lei.

Questa espressione è “avere voce in capitolo”.

Quanto conta, quanto è importante ciò che dice una persona? Ebbene, se una persona non ha voce in capitolo, allora non è autorevole, non conta niente, ciò che dice non è importante per le altre persone. “Non avere voce” quindi non indica l’assenza della voce ma l’effetto è lo stesso. Nessuno ti ascolta. Se invece hai autorità, se hai voce in capitolo, allora sei importante, le persone ti ascoltano, o per volontà o per diritto.

L’espressione si può usare infatti anche quando si parla di diritti.

Ad esempio tutti i figli hanno voce in capitolo quando si parla di ricevere l’eredità. Almeno in Italia funziona così.

Il termine capitolo sembra del tutto estraneo al contesto. In effetti deriva dalla riunione dei monaci che si chiamava in antichità “capitolo”.

I monaci non erano tutti uguali, perché c’erano i novizi, cioè gli ultimi arrivati, la cui opinione non era importante come quella dei monaci più anziani, più auterevoili dei novizi. Questi novizi non potevano parlare durante la riunione quotidiana: non avevano voce in capitolo.

Oggi l’espressione è di uso quotidiano, di uso abbastanza informale.

Adesso proporrei che alcuni membri facciano alcuni esempi con l’espressione di oggi. Esempi che invito tutti gli ascoltatori a ripetere.

Inizio io:

Con i miei figli ho sempre meno voce in capitolo. Più crescono e più vogliono fare come dicono loro… .

Irina: so di essere solo una principiante qui. Però sono stufa di non avere voce in capitolo.

Xiaoheng: Di fronte alla sfida di registrare una frase di ripasso, lanciata da Gianni, il presidente dell’Associazione Italiano semplicemente, Irina, disperata, non sapeva cosa dire. È arrivata a dire di non avere voce in capitolo, come avete ascoltato dalla sua voce.
Ma è risaputo che IS è un’associazione democratica, dove spetta a tutti di diritto parlare liberamente.

Giovanni: e questo è quanto.

– – –

L’episodio è contenuto anche nel seguente audiolibro in venditda su Amazon