587 Dare un/una

Dare un/una (scarica audio)

Trascrizione

Giovanni: Nell’ultimo episodio abbiamo visto la frase “dare una sgrossata“, espressione che in pratica sostituisce il verbo sgrossare.

Il suffisso in -ata in generale è molto interessante nell’italiano contemporaneo: si può applicare a dei verbi, degli aggettivi, dei sostantivi, e  ciò che ne esce fuori sono delle parole che vale la pena si vedere.

Se uniamo i verbo “dare” si tratta spessissimo di un atto rapido, veloce, o improvviso. Altre volte può esprimere un gesto fatto di fretta e in modo approssimativo.

Vediamo meglio:

Questa operazione, consistente nell’utilizzare il verbo dare possiamo farla quindi in molti casi:

Vai più veloce, dai una accelerata! – Che equivale a “accelera”  

Vado a darmi una lavata – Vado a lavarmi

Credo che adesso sia il caso di darmi una mossa – Credo che adesso sia il caso di sbrigarmi/muovermi

Datti una regolata – Ti devi regolare

Analogamente: “ti devi svegliare” può diventare “datti una svegliata*.

Si tratta sempre di linguaggio informale.

Notate che si usa anche con i verbi riflessivi come si è visto con regolarsi, svegliarsi, lavarsi.

Analogamente

Datti una pettinata – Pettinati

Vado a  dare una sbirciatina – vado a sbirciare

C’è da dire che spessissimo siamo di fronte a delle locuzioni che assumono un significato diverso dal semplice utilizzo del verbo.

E’ il caso di “dare un’occhiata“, e anche di “dare una sbirciatina” che esprimono anche il concetto di un’azione veloce, fugace, rapida oppure improvvisa. Solitamente è sempre così.

Altre volte usare il verbo dare esprime, oltre alla velocità, un rimprovero:

Datti una pettinata ogni tanto!

Anche “darsi una regolata” esprime un po’ di fastidio:

Ti devi dare una regolata” non è esattamente come “devi regolarti”. Oltre ad essere più informale, c’è un contenuto emotivo più intenso: malumore, poca sopportazione, fastidio in chi pronuncia questa frase. Se ricordate questa espressione l’abbiamo già spiegata nell’episodio n. 365

Nel caso di “dare un’occhiata” c’è più leggerezza oltre alla velocità, nel senso che un’occhiata è poco impegnativa. Oltre al fatto che “occhiare” non significa semplicemente vedere o guardare, quindi questa è una locuzione dal significato proprio.

 “Dare una controllata” o “dare una controllatina”  è un’altra locuzione informale abbastanza diffusa.  Sta per “controllare”, ovviamente, ma è in genere un controllo veloce, specie se utilizzo “controllatina”. Molto simile all’occhiatina.

Mi dai una controllatina all’olio della macchina per favore? Ho paura sia da cambiare!   

Voi chiederete: ma tutti i verbi finiscono con – ata? 

No, rispondo io, questo dipende dal verbo. Solo e finisce con are (prima coniugazione. Per la seconda coniugazione cambia la parte finale, ma non il senso quando c’è il verbo dare. Lo abbiamo visto con “dare una scorsa”, ricordate? Lo stesso vale per il verbo leggere: “dare una letta”. 

Lo stesso per “darsi una mossa/smossa“, (verbo muovere o smuovere) che non è esattamente come muoversi, ma significa sbrigarsi, spicciarsi:

Su ragazzi, diamoci una mossa/smossa, è ora di uscire!

Suffisso a parte, I verbi in cui si può usare dare in abbinamento sono molti, e ogni volta siamo nel linguaggio informale.

Dai un’abbassata alla voce! (cioè “abbassa la voce”)

Dai un’alzata al sedile ché è troppo basso! (cioè “alza il sedile”)

Bisogna dare una rispolverata gli episodi passati! (cioè “bisogna rispolverare gli episodi passati”)

Dai una sistemata alla stanza, ché arrivano ospiti oggi! (esprime quindi anche gesti frettolosi, fatti di fretta e in modo approssimativo)

Bisogna dare una ripassata in padella alle verdure così diventano più croccanti (ripassare in padella delle verdure, o qualcos’altro, significa far rosolare brevemente un cibo in olio o burro)

Bisogna dare una scorsa agli episodi per vedere se tutti sono numerati, per favore.

Anche “dare una scorsa” (il verbo qui è scorrere, come si è visto) rientra in questa tipologia  di modi di utilizzo del verbo “dare” e infatti abbiamo visto, nell’episodio dedicato, che anche in questo caso si esprime velocità.

Solitamente infatti si vuole trasmettere il senso dell’azione veloce.

Attenti che ci sono devi verbi in cui si usa il verbo fare, ma la velocità non c’entra nulla, sebbene si tratti sempre di linguaggio informale.

Farsi una bevuta, farsi una mangiata, farsi una bella risata, farsi una fumata e anche farsi una scopata. In genere si aggiunge un aggettivo per dare maggiore colore ed espressività:

Mi sono fatto una gustosa bevuta!

Mi sono fatto delle grosse risate!

Cerchiamo di farci una bella mangiata stasera!

Il verbo è importante però. Si corre il rischio di fare delle brutte figure se lo si sbaglia.

Capite bene che “darsi una scopata” ha tutto un altro significato!

Questo accade quando possiamo usare entrambi i verbi dare e fare, ma che, malauguratamente, le due espressioni hanno diverso significato, come in questo caso.

Notate anche che à volte un/uno/una indica un numero, come:

Dare una spinta“.

È pur vero però che viene dal verbo spingere. 

Lo stesso vale per dare una bastonata.

Quindi si possono anche dare due o tre spinte o bastonate. Il verbo bastonare esiste ma “dare una bastonata” sta solitamente per “colpire una volta col bastone”. 

Lo stesso vale per dare una pugnalata, una coltellata, una mazzata, una coltellata, una manata e via dicendo. Si usa sempre uno “strumento” e si dà un colpo usando questo strumento. Niente a che fare con la velocità e la fretta. Tra l’altro qui stiamo usando il suffisso dopo dei sostantivi e non dopo dei verbi. 

Nei casi visti in precedenza invece, un, uno e una non sono propriamente dei numeri, come “dare una guardata” o “darsi una mossa“, “darsi una regolata“, “darsi una lavata” eccetera. 

Altre volte il senso è duplice: una sola azione e anche molto veloce

Dare una sterzata.

Una sterzata è un’improvviso cambiamento di direzione.

Ad esempio posso dare una sterzata al volante.

Voglio comunque esprimere qualcosa di veloce, sempre in modo informale, sebbene si tratti di una sola azione in questo caso.

Altre volte può sembrare un’azione singola e invece non è detto che lo sia:

Il cane mi ha dato un’annusata per capire se mi conosceva!

Annusare sapete che significa odorare aspirando forte l’aria col naso.

Apparentemente potrebbe sembrare che il cane mi abbia annusato una sola volta, in realtà anche in questo caso “dare un’annusata” esprime ugualmente un’azione veloce, ma non necessariamente si deve trattare di una singola aspirazione col naso!  

Vabbè ragazzi, allora adesso diamo una ripassata agli episodi scorsi?

La prossima volta approfondiamo meglio il suffisso “ata” perché usando il verbo dare abbiamo ristretto l’ambito di utilizzo. Vediamo allora nel prossimo episodio come usare in senso più generale il suffisso “ata“.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente 

Ulrike: Siamo alle solite Gianni chiede un ripasso. Mettiamo che io te ne spedisca uno, Gianni, e di punto in bianco vengono a galla delle imperfezioni, magari qualche piccolo errore, o forse non è del tutto comprensibile, cosa facciamo? Io direi in questo caso tu mi dovrai una bella sgrossata. Non sei d’accordo? Vabbé, o così o pomì

Giovanni: certo Ulrike, vai tranquilla ché te lo sgrosso io. A dire il vero stavolta non ce n’è neanche bisogno. D’altronde non ho mai fatto scempio dei vostri ripassi. Quando verranno a galla problemi grossi però sarà giocoforza fare grossi cambiamenti! 

Emma: a proposito. La mia città dovete sapere, adesso è piena di rotatorie: un vero scempio al paesaggio. Considerato il crescendo di proteste a cui stiamo assistendo, speriamo che la smettano di fare rotatorie. 

Rafaela: scempio? La parola scempio mi giunge nuova. Una volta spiegata però saprò risponderti.

Irina: uno scempio è qualcosa di obbrobrioso, ma anche una grave deturpazione, che rovina, quasi una violenza, motivo di una sdegnata disapprovazione, come nel tuo caso. Si usa spesso quando si rovina il paesaggio in modo indegno e riprovevole, magari per motivi pratici ma a discapito della bellezza e della natura.

Mary: a proposito di scempi. Io ne ho visti parecchi in vita mia. Più volte ho visto discariche a cielo aperto al centro della mia città, il fiume che era diventato verde per via dell’inquinamento, per non parlare di alcune opere urbanistiche tipo alti palazzoni orribili, esteticamente molto discutibili.

Mariana: che vuoi, non siamo mica tutti uguali. Il che però non vuol dire che dobbiamo darci per vinti.

 

n. 79 DARE SEGUITO A – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

 

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Trascrizione

Giovanni: ancora un’espressione che utilizza il verbo “dare”: “dare seguito a“.

Molto usata in ambito professionale, soprattutto nella forma scritta.

Vediamo qualche esempio:

Occorre dare seguito alle dichiarazioni fatte dal direttore Marketing

Voglio dare seguito alle mie parole con dei fatti.

Il presidente dia seguito alle promesse fatte in campagna elettorale.

Avete capito che “dare seguito” ha a che fare con il tempo. La parola seguito ci suggerisce questo infatti.

La parola “seguito” (attenti alla pronuncia) indica una successione dj eventi; riguarda ciò che accade “dopo“; riguarda cioè che segue, ciò che viene dopo, quello che accade successivamente. Questo è il seguito: indica lo sviluppo degli eventi, ciò che accade in un momento successivo:

Ne parleremo in seguito” vuol dire “ne parleremo dopo”. Semplice.

Ha piovuto due giorni di seguito” invece vuol dire che non ha smesso di piovere per due giorni.

La parola seguito si usa in moltissimi casi, ma in questo breve episodio voglio farvi riflettere sulla frase “dare seguito a” qualcosa, che indica due azioni, una che segue l’altra. Due azioni successive. Le due azioni sono legate logicamente, anzi riguardano la stessa questione.

Quando si dà seguito a qualcosa, vuol dire che dopo la prima azione, ne segue un’altra analoga, un’altra che è la conseguenza della prima. Molto spesso per compiere un’azione occorre fare più passi, bisogna percorrere più tappe.

Si usa spesso nella politica, nel linguaggio dei giornali, al lavoro, per indicare quando delle azioni sono collegate. Si usa molto quando si parla di coerenza delle decisioni, come quelle politiche o aziendali: quando ad esempio:

Si dà seguito a delle dichiarazioni con dei fatti:

Se un politico dice: “Domani mi dimetterò!”

Poi il giorno dopo il politico si dimette veramente. Allora posso dire che questo politico ha dato seguito con i fatti alle sue parole.

Se invece il politico non si dimette, allora è un bugiardo, ed allora possono dire che:

Alle sue parole non sono seguiti dei fatti concreti

oppure, usando la frase di oggi, che:

Il politico non ha dato seguito alle sue parole con dei fatti concreti

Oppure ancora – attenti – che:

Le parole del politico non hanno avuto seguito

Qui ho usato avere seguito: le parole non hanno avuto seguito.

Quindi “dare seguito” e “avere seguito” possono usarsi in ogni frase di questo tipo: quando due azioni sono collegate.

Ripasso espressioni precedenti:

Andrè (Brasile): Giovanni, hai appena dato seguito a quanto avevi detto ieri, quando ci avevi promesso che ci avresti spiegato questa espressione. Quindi sai tener fede alle promesse fatte. Se lo avessi detto ieri sarei stata accusato di essere un ruffiano. Meno male, altrimenti mi sarei visto costretto a cambiare idea su Italiano Semplicemente e credo che mi sarei anche dato alla ricerca di un altro corso di italiano!

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n. 78 DARSI A – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giovanni: Buongiorno a tutti, oggi Flora ci spiega una bella espressione in cui si utilizza il verbo darsi. Sicuramente molti di voi conoscono alcune espressioni tipo “darsi da fare“, che significa impegnarsi, mettersi con impegno a fare qualcosa. Ma Flora oggi si è data da fare per spiegarci il verbo darsi ma seguito da un’altra preposizione semplice. La preposizione “a”.

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Flora: i due minuti odierni sono dedicati all’espressione “darsi a“.

È un’espressione che indica il dedicarsi o l’abbandonarsi a qualcuno o a qualcosa:

Darsi allo studio, darsi alla politica, darsi alla carriera diplomatica.
darsi alla disperazione, al bere, al vizio, al gioco, ai bagordi, alla pazza gioia
seguito da un verbo significa: cominciare, intraprendere qualcosa: darsi a correre, darsi a fare un lavoro .
con un sostantivo: darsi alla fuga, darsi alla latitanza

Esempi:

Clara, dopo la fine della scuola, si è data alla cura del giardino di casa sua.

Per raccontare le sue molte avventure, Giovanni si è dato a scrivere un libro.

La Commissione deciderà sul seguito da darsi a tale domanda.

Darsi anima e corpo, alla cura del proprio fisico e benessere è possibile solo se si ha tanto tempo a disposizione.

Dopo aver ascoltato, alla televisione, che gli stravizi alimentari fanno male alla salute, Costante ha deciso di darsi al ciclismo per perdere peso.

L’essersi dato al gioco d’azzardo è costato caro a Sante il bandito. La polizia l’ha arrestato in una bisca clandestina.

Giovanni: Quindi darsi a significa proprio dare se stessi, donarsi, impiegare se stessi in una attività specifica. Ma attenzione all’esempio che ha fatto Flora prima: il seguito da darsi a qualcosa. Questa è un’eccezione, in questo caso l’espressione è dare seguito a qualcosa, che spiegheremo domani.

Ripasso espressioni precedenti:

Lia (Brasile): grazie Flora che ci hai spiegato questa espressione. Essendo votata all’insegnamento dell’italiano, per te è oltretutto un piacere e si sente dalla tua voce la passione che vi metti.

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