553 Contraddistinguere e contraddistinguersi

Contraddistinguere e contraddistinguersi (scarica l’audio)

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Trascrizione

Giovanni: Secondo voi cosa significano i verbi contraddistinguersi e contraddistinguere?

Komi: secondo me significa distinguersi da altro per via di segni o qualità particolari.

Ulrike: il verbo contiene la parola “contra” che indica un confronto tra due cose o due persone, che si riferisce alle caratteristiche.

Carmen: il verbo distinguersi indica un paragone. Una cosa si distingue dall’altra e possiede una caratteristica diversa dall’altra.

Giovanni: Grazie a Komi, Ulrike e Carmen, che nell’ordine hanno risposto alla mia domanda. Bravi avete detto bene. C’è un confronto e delle caratteristiche, dei segni particolari.

Una cosa interessante è vedere la differenza tra distinguere e contraddistinguere. Si usano allo stesso modo?

Oppure bisogna distinguere tra questi due verbi?

Ecco, “distinguere” sicuramente si usa sempre per spiegare la differenza tra due cose. Significa riconoscere due cose come diverse, attraverso delle caratteristiche peculiari, particolari. È molto simile a essere riconoscibile, caratterizzarsi, differenziarsi, o anche mettersi in luce per particolari doti, segnalarsi:

Quando usiamo questo verbo insomma vogliamo segnalare delle differenze tra due o più cose o persone.

Quando invece usiamo contraddistinguere c’è un segno particolare che rende delle cose o delle persone diverse dalle altre. Quando vogliamo evidenziare questo segno, questa caratteristica, si può usare contraddistinguere.

Es:

Si sta pensando di mettere un segno sulla targa delle auto elettriche al fine di contraddistinguerle.

Quando usiamo questo verbo, la maggior parte delle volte si vuole proprio indicare questa caratteristica, questo segno, cioè il motivo per cui avviene questa distinzione.

Per cosa si contraddistingue Italiano Semplicemente?

Cioè: qual è la caratteristica principale di Italiano Semplicemente che la distingue dagli altri siti o metodi di insegnamento?

E’ molto interessante anche l’uso della preposizione che si usa.
A volte si usa la preposizione “per”, altre volte “da”, altre volte non si usa nessuna preposizione.

Italiano Semplicemente ha un logo contraddistinto dall’immagine del Davide di Michelangelo e si contraddistingue per avere, in ogni episodio, sia la trascrizione che il file audio. Inoltre si contraddistingue per il metodo, non incentrato sulla grammatica ma sull’ascolto e più in generale sulle sette regole d’oro. Una caratteristica che l’ha sempre contraddistinto è anche il fatto che gli episodi hanno sempre qualcosa di divertente o emozionante o interessante, che va oltre il mero insegnamento della lingua italiana.

Allora parlavamo della preposizione da usare.

Nella frase precedente ho usato una volta “per” (si contraddistingue per il metodo), “una volta ho usato “da” (un logo contraddistinto dall’immagine del Davide) e un’altra volta non ho usato nulla (una caratteristica che l’ha sempre contraddistinto).

Attenzione al ruolo della preposizione da.

Quando usiamo contraddistinguere, se usiamo “da” indichiamo quasi sempre la caratteristica distintiva (soprattutto con con la forma passiva) mentre se usiamo distinguere, la preposizione “da” si usa sempre per indicare un termine di confronto. Notate infatti la differenza tra:

Io mi distinguo da te (Confronto) perché sono più simpatico

I miei quadri sono contraddistinti dall’uso della simbologia religiosa (caratteristica)

Quindi con “distinguere” si usa sempre la preposizione “da” (o anche fra e tra) per indicare la diversità da qualcun altro o da qualche altra cosa e invece con “contraddistinguere” la preposizione “da” si usa quasi sempre per indicare la caratteristica, specie nella forma passiva.

Dico “quasi sempre” perché a volte, posso anche dire:

La congiunzione “e” si contraddistingue da “è” (che è un verbo) per un accento

“Che” si contraddistingue da “ce” per l’acca

Questo accade quando faccio un confronto diretto, quindi si usa al posto di distinguere, per sottolineare la caratteristica distintiva. Potrei usare anche distinguere volendo.

Ma attenzione, perché come si è visto, con contraddistinguere, anche quando usiamo “per” stiamo indicando una caratteristica:

“Che” si contraddistingue da ce per la lettera h.

Io mi contraddistinguo per una simpatia superiore alla media

Questo “per” è abbastanza simile a “perché” se ci pensate.

“Che” si contraddistingue da ce perché c’è la lettera h.

Io mi contraddistinguo perché ho una simpatia superiore alla media

Quindi per indicare una caratteristica, nella forma passiva si usa “da”, se voglio sottolineare la caratteristica. Uso invece “per” quando mi interessa di più il confronto.

Inoltre “da” normalmente si usa poco con le caratteristiche delle persone.

Vediamo qualche esempio:

Le informazioni sui social sono spesso contraddistinte da inesattezze e imprecisioni.

Forma passiva, inoltre qui è più importante sottolineare questa caratteristica piuttosto che distinguere queste informazioni da altre. Quindi usiamo “da”.

Invece:

Gli uomini villosi si contraddistinguono per avere molti peli sul petto.

Non c’è la forma passiva. In questo caso poi voglio distinguere gli uomini villosi (quelli che hanno molti peli sul petto) dagli uomini che non hanno questa caratteristica.

Come dicevo inoltre, quando si parla di persone normalmente si usa “per” e non si usa la forma passiva.

Il mio ristorante è contraddistinto da elementi moderni e innovativi e si contraddistingue per una cucina molto creativa.

Prima descrivo il mio ristorante dicendo una particolare caratteristica, uso poi la forma passiva (quindi uso “da”) e poi mi interessa anche distinguere la mia cucina da quella di altri ristoranti, quindi successivamente uso “per“.

Quando quindi voglio far emergere una caratteristica distintiva, che fa riconoscere qualcosa rispetto ad altro, uso generalmente “per”.

Adesso un ripassino veloce da chi si contraddistingue per un maggiore interesse verso la lingua italiana. Il ripasso poi è un altro elemento che contraddistingue Italiano Semplicemente.

Sofie: non vorrei cogliervi alla sprovvista, ma cosa distingue la nazionale italiana di calcio dalle altre? Solo il colore della maglia?

Albéric: Grazie! Io direi invece che l’Italia ha sempre la meglio sulle altre squadre.

Hartmut: questo piacerebbe molto a Giovanni che è l’unico italiano qui. Ma purtroppo, per quanto forte, si trova sempre un’altra squadra che ti dà il benservito.

Lia: fammi fare mente locale... Forse la classe dei calciatori?

Emma: non ne so un’acca di calcio. Per me sono solo 22 atleti che corrono dietro ad una palla. Per il resto, come si suol dire, per me il calcio è arabo.

n. 142 – FARE UN DISTINGUO – 2 minuti con Italiano semplicemente

Audio

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Trascrizione

Giovanni: Vi faccio una domanda: tutti i siti internet in cui si insegna la lingua italiana sono uguali oppure bisogna fare dei distinguo?

Io qualche distinguo lo farei!

Infatti i siti non sono proprio tutti uguali. Cambia il metodo usato per insegnare molto spesso. Inoltre pochi siti usano file audio a supporto delle loro lezioni. Qualche distinguo è necessario!

Ad esempio dove lo trovate un sito che spiega la parola distinguo come si deve?

Il dizionario dice che un distinguo è una distinzione, una precisazione, per lo più pedante e pignolesca, insomma, un cavillo.

Quindi un distinguo è una distinzione? E’ qualcosa che si distingue, che si differenzia da qualcos’altro?

Allora vediamo se è vero con degli esempi.

Una mamma non fa distinguo tra i propri figli. Ci mancherebbe altro!

La mamma quindi non fa distinguo, non fa alcun distinguo tra i figli. Questo vuol dire che la mamma tratta i figli tutti allo stresso modo, tutti alla stessa maniera, senza fare distinguo, senza fare distinzioni tra un figlio e l’altro.

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La parola distinzione va bene, è un sinonimo sempre utilizzabile, e sicuramente è più usata. Distinguo è più formale ed effettivamente a volte è più pignola, come dice il dizionario.

Quando si fa un distinguo molto spesso si va a cercare un motivo molto particolare per fare una distinzione, per non considerare due cose, o due persone,  alla stessa stregua, nello stesso modo.

Una  mamma che non fa distinguo tra i suoi figli quindi in nessun modo tratta i propri figli diversamente. E’ anche una questione di piccole cose dunque.

Un altro esempio:

Se in una azienda si dice che i lavoratori sono tutti inefficienti, che non lavorano abbastanza, che sono dei lavativi, qualcuno potrebbe dire:

Eh no! A questo punto iniziamo a fare dei distinguo! Ci sono alcuni lavoratori che lavorano moltissimo e che meriterebbero una promozione!

Fare un distinguo pertanto (o, al plurale “fare dei distinguo“) ha uno scopo preciso: quello di far emergere delle differenze importanti, quello di estrarre dal mucchio., dalla massa, dal gruppo, degli elementi diversi, che si differenziano, si distinguono dagli altri.

Il termine “precisazione“, citata dal dizionario, è ugualmente vicino a questo concetto, benché la precisazione serva a precisare, ad andare nel dettaglio, a specificare ciò che fino ad ora non è stato specificato abbastanza. Il concetto è abbastanza simile perché precisando emergono delle distinzioni, delle differenze. La precisazione fa emergere le differenze. E’ attraverso delle precisazioni che è possibile fare dei distinguo.

La paola distinguo si usa quasi sempre con il verbo fare: nel “fare un distinguo” c’è la volontà di dividere un gruppo in almeno due parti, attraverso una precisazione delle caratteristiche dei singoli componenti.

A volte si usa “operare dei distinguo“. L’uso di “operare” serve a essere più precisi ancora, più pignoli. La pignoleria è una eccessiva scrupolosità, una esagerata precisione.

A volte è semplicemente più formale (le leggi operano sempre dei distinguo ad esempio), altre volte ci sono entrambe le componenti: formalità e pignoleria.

Ad esempio:

La legge italiana opera alcuni distinguo tra le coppie eterosessuali e le coppie omosessuali.

E’ giusto operare dei distinguo? Oppure è meglio farli? Più o meno è la stessa cosa, forse però  quando si crede che un distinguo sia giusto, più spesso troverete il verbo fare.

I distinguo spesso sono anche “sottili“, almeno quando si vuole sottolineare una eccessiva o anche sbagliata distinzione.

Rauno (Finlandia): Come sono i tuoi alunni Giovanni?

Giovanni: Beh, tutti abbastanza bravi direi.

Rauno: Ma c’è qualcuno più bravo degli altri?

Giovanni: Rauno, non credo sia il caso di  perdersi in sottili distinguo. Sono tutti bravissimi, e adesso ve lo dimostro con questa frase di ripasso da parte di Bogusia, uno dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente che ci parla con l’occasione di Michelangelo.

Bogusia (Polonia): Forse qualcuno di voi può pensare che io studi solamente italiano, ma si dà il caso che in questo momento stia rileggendo una biografia di Michelangelo.
Come di consueto esordisco con questa espressione: si dà il caso: ha un non so che di affascinante.
Allora, stavo dicendo che rileggendo questo libro, di punto in bianco mi balza agli occhi qualcosa: non esiste più la “casa di Michelangelo” a Roma.
Ma come sarebbe a dire? Un personaggio di questo spessore che ci ha vissuto nientepopodimeno che 30 anni, e precisamente in Piazza Macel de’ Corvi; uno che ha sfoderato i capolavori che addobbano l’intera città, possibile non si meriti di avere un museo in quella che fu la sua dimora?
Possibile? Ce la sentiamo di fare un torto di questo tipo a questo artista? E’ mai possibile fregarsene in questo modo? Non si fa così, cari romani.
Mi vedo costretta di ricordare infatti che la piazza e la stessa umile casa di Michelangelo sono state demolite nel 1902.
Ora solo una lapide ricorda l’artista. Questo potremmo anche chiamarlo il colpo di grazia alla memoria di Michelangelo.

Flora (italia): un distinguo, due distinguo, cento distinguo: Attenzione perché al plurale non cambia. Resta invariato.

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!