309 – Vedi un po’

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

Se non sei membro puoi registrarti qui.

Trascrizione

Giovanni: quando volete dire che una cosa è ovvia, che è scontata, oltre all’esclamazione ironica “grazie“, come abbiamo visto nell’episodio 308, esiste l’esclamazione “vedi un po‘”, altrettanto ironica e pungente. Molto informale anche questa.

Xiaoheng: Come la vedi se ci spieghi anche questa Giovanni?

Giovanni: Certo, vedi un po’! In pratica questo è un modo per dire “” ma non è un sì normale, è piuttosto un:

Certo, ovviamente, naturalmente!

Non potrebbe essere altrimenti!

Molto usata in famiglia e tra amici. C’è un tono di rimprovero, come a sgridare per aver pensato, anche solo per poco, il contrario.

Per aumentare l’enfasi spesso si aggiunge una “e”:

E vedi un po!” uguale a “e certo!”

Vi faccio qualche esempio: vado al supermercato. Secondo te è obbligatoria la mascherina?

Ed io rispondo: “e vedi un po’!”

Che vuol dire: è scontato, come potevi pensare diversamente? Rispondere con “grazie” non va bene perché è stata fatta una domanda con un dubbio. “Grazie” va bene quando si fa invece una considerazione, quando si esprime un concetto ovvio al quale noi ribadiamo con una spiegazione simile a “lo sapevo già”, “ciò che hai detto è ovvio”. Non una domanda quindi.

Lia: Al di di questo significato ce ne sono altri?

Giovanni: Ci sono, a dire il vero, altri due modi di usare “vedi un po‘”, e per scoprirli vi invito a leggere l’episodio in cui ci siamo occupati di spiegare tutti gli utilizzi di questa espressione.

Mariana: Grazie, scanso equivoci ci farò sicuramente una capatina.

– – –

L’inizio e/o la fine, o le frasi intermedie di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

308 – Grazie

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

Se non sei membro puoi registrarti qui.

  • Trascrizione

    Giovanni: Oggi vediamo un uso particolare del termite “grazie” che probabilmente i non madrelingua non conoscono. Come al solito poi alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente ci faranno ascoltare qualche frase per ripassare le lezioni precedenti. Grazie a loro dunque!

    Emma: Che poi probabilmente non lo conosca neanche io sarà solo una magra consolazione

    Khaled: Aspetta altri due minuti e vedrai, sempre che Gianni sarà conciso

    Lejla: Lo sarà, tranquilli, ma se continuiamo a interromperlo il nostro supporto rischia di allungare la durata. Ivi incluso il mio.

    Stavo dicendo che normalmente la parola “grazie“, che è forse la prima parola che si impara di una lingua, è una forma di cortesia, un ringraziamento, appunto.

    C’è anche l’uso di “grazie a” come alternativa a “per merito di” e anche di “con l’aiuto di“:

    Sono riuscito ad imparare l’italiano solo grazie a italiano semplicemente.

    Sperando che sia veramente così, vi dico che esiste anche il “grazie” per esprimere un senso di ovvietà.

    Se una cosa è scontata, quando è banalmente vera, e soprattutto quando sappiamo il motivo per cui una cosa è vera, possiamo usare il grazie come esclamazione singola, o all’inizio della frase, seguito dal motivo per cui crediamo che questa cosa sia banale, scontata. Se non c’è bisogno di spiegare basta esclamare semplicemente: grazie! (attenzione al tono).

    Ad esempio:

    Sai che ho letto? Che il corona virus non è arrivato sulla punta dell’Himalaya!

    Grazie!! Non c’è nessuno sulla punta dell’Himalaya!!

    In questo caso bastava anche dire solamente “grazie!”.

    Per poter usare grazie in questo modo però la cosa deve essere assolutamente scontata secondo voi.

    Questa in realtà è una forma di ringraziamento. È una forma però ironica di ringraziamento, ovviamente informale. Come a dire, ironicamente:

    Grazie dell’informazione, molto utile! (in realtà non è per niente utile)

    Sapete che non si può imparare una lingua senza parlarla?

    In questo caso io risponderei così!

    Grazie, lo dice anche la settima regola d’oro di Italiano Semplicemente!

    Se non volete essere ironici potete rispondere:

    Ovviamente!

    Chiaramente!

    È chiaro!

    Ci credo!

    È ovvio!

    Una alternativa, ugualmente ironica, è invece:

    E vedi un po’!

    Domani vediamo meglio questa espressione.

    – – –

    L’inizio e/o la fine, o le frasi intermedie di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

Va da sé

Audio

È possibile ascoltare il file audio in formato mp3 tramite l’audiolibro in vendita su Amazon (Kindle o cartaceo)

Trascrizione

Buongiorno a tutti e benvenuti su Italiano semplicemente.

Oggi cari amici, vediamo una espressione abbastanza colloquiale.

Come tutte le espressioni di questo tipo, risulta molto utile quando si parla in modo informale, cioè in modo colloquiale appunto, con persone che conosciamo.

va_da_se_immagine

L’espressione è “va da sé”. La frase ha a che fare con un argomento che abbiamo già affrontato, quell’episodio in cui vi ho parlato di come esprimere le conseguenze, che vi invito a leggere ed ascoltare.

In quell’episodio abbiamo visto, se ricordate, molte modalità di esprimere cause ed effetti, in particolare gli effetti di una azione.

Abbiamo visto infatti parole come perciò, quindi, di conseguenza e molte altre parole ed espressioni.

La puntata di oggi, dicevo, ha a che fare con le conseguenze, perché “va da sé” può essere un modo per esprimere la conseguenza di qualcosa, l’effetto di qualcosa, ma questa frase non esprime solamente una conseguenza, ma una conseguenza ovvia, una conseguenza scontata, automatica, naturale, che tutti riescono a capire. Questa è la caratteristica della locuzione “va da sé”.

Vi faccio un esempio:

Quando scaricate una applicazione sul vostro cellulare e scoprite che contiene molta, troppa pubblicità, va da sé che questo dà fastidio a tutti.

Quindi vogliamo dire che è naturale che un eccesso di pubblicità dia fastidio a tutti. Va da sé che troppa pubblicità dà fastidio a tutti, è fastidiosa infatti. È una cosa abbastanza ovvia, non esiste nessuno a cui faccia piacere la pubblicità.

Oppure, un altro esempio:

Se ascoltate persone parlare italiano in modo comprensibile per 30-60 minuti al giorno, va da sé che il vostro italiano farà un bel salto di qualità. Va da sé che migliorerete velocemente, quindi è scontato, è ovvio, per tutti funziona così, non c’è da stupirsi, è assolutamente comprensibile da tutti, non c’è bisogno di molte spiegazioni a riguardo. In poche parole “va da sé”.

D’altro canto, posso anche dire che va da sé che per imparare anche a parlare, occorre provare proprio a parlare, di tanto in tanto, e va da sé che se parlate tutti i giorni sbaglierete sempre meno e vi abituerete a ascoltare la vostra voce senza imbarazzo. E va da sé che in questo modo non potrete che migliorare di giorno in giorno.

Vedete quindi che si tratta di una espressione molto facile da capire. Non si usa molto nello scritto però, soprattutto nelle comunicazioni formali con persone che non si conoscono.

Provate a ripetere qualche frase anche voi, così da mettere in pratica ciò che vi ho appena detto sull’importanza del parlare:

Va da sé che se andate in vacanza con un’automobile nuova avrete meno rischi di rimanere in panne sull’autostrada.

Se fate i bravi, dice una mamma ai bambini, va da sé che avrete più possibilità di ricevere un bel gelato come premio.

Va da sé che se ripeto a voce alta questo esercizio qualcuno potrebbe prendermi per matto.

Bene ragazzi, vi sarete accorti che ogni volta che uso “va da sé” c’è sempre la congiunzione “che” a seguire immediatamente: va da sé che. Questo non dimenticatelo, altrimenti va da sé che gli italiani potrebbero non capire.

Ma perché si usa questa espressione per esprimere qualcosa di ovvio?

Beh, “va da sé”, se analizziamo questa locuzione, significa “è automatico”, “va da sola”.

“Va” è il verbo andare (io vado, tu vai, lui va) ed indica un’azione, un qualcosa che si muove. Si parla della conseguenza di qualcosa, è questo che si muove da solo. Si parla di una logica conseguenza, e che quindi “va da sé”, cioè si muove da sola, cioè “non ha bisogno di aiuto”.

Stiamo parlando quindi di un qualcosa di semplice da capire, perché non ha bisogno di spiegazioni dettagliate: va da sé.

La parola “sé” (con l’accento) sta quindi ad indicare un qualcosa che va avanti senza l’intervento o l’aiuto di altri: da sé, cioè da sola.

Ci sono altre espressioni molto simili che usano la parola “sé” in questo stesso modo. Il significato può cambiare ma sé è usata nello stesso modo.

Farò altri episodi su questo argomento, per il momento vorrei solamente farvi capire che il “sé” in questo senso è comune ad altre espressioni:

Se dico ad esempio che una cosa “procede da sé”, ebbene sto dicendo la stessa identica cosa, ha lo stesso identico significato. Procedere è proprio come andare, quindi una cosa, quando procede, va avanti.

Non identiche sono le espressioni “di per sé” o “da per sé” che hanno un diverso significato, che spiegheremo in un altro episodio che contengono comunque la parola “sé” con lo stesso senso di “da solo”, senza l’aiuto di altro.

La cosa si capisce facilmente con la locuzione: “da sé”, più breve, che significa semplicemente “da solo, da sola”, ad esempio nell’espressione:

Chi fa da sé fa per tre”, simpatica espressione che indica che chi fa le cose da solo, senza coinvolgere altre persone, le fa meglio, come se a farle fossero state tre persone.

Fare da sé” quindi vuol dire proprio “fare da solo/sola”, diverso, completamente diverso da “farsi da sé” che usa il verbo fare in modo riflessivo. Rimandiamo le spiegazioni dettagliate in un futuro episodio di Italianosemplicemente.com.

Fare da sé però ve lo spiego subito. Infatti fare da sé può essere anche sostituito da “andare da sé”, e questo può generare la frase “va da sé” che si riferisce alla terza persona singolare.

Quello che voglio dire è che “va da sé” si può usare anche in senso proprio, nel senso di andare fisicamente, ed in questo caso mi riferisco a delle persone o cose che si muovono da sole e non a dei concetti e a delle conseguenze.

Ad esempio, se qualcuno mi chiede:

Come va tuo figlio a scuola? Qualcono lo accompagna con la macchina?

Io potrei rispondere: no, nessuno lo accompagna, va da sé! Mio figlio va a scuola da sé. Il che equivale a dire che mio figlio fa da sé. Mio figlio fa da sé, oppure va da sé. Il significato è lo stesso ma significa semplicemente che lui, mio figlio, fa da solo, lui non viene aiutato e pertanto va o fa da solo, o anche va da sé.

Mio figlio pertanto va a scuola da solo, non lo accompagna nessuno, ma va con le proprie gambe, e comunque insieme a nessun altro.

Abbiamo terminato l’episodio di oggi, grazie a tutti per l’ascolto, grazie ancora ai donatori che sostengono economicamente il progetto di Italiano Semplicemente, che è quello di aiutare gli stranieri ad imparare questa bella lingua.

Ciao a tutti. Va da sé che questo episodio è terminato.

Donazione personale per italiano semplicemente

Se vuoi e se puoi, aiuta Italiano Semplicemente con una donazione personale. Per il sito significa vita, per te significa istruzione.

€10,00