446 Una ciofeca

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Noi italiani siamo fissati per il caffè! Lo sapete vero?

E sapete cosa diciamo quando beviamo un caffè che non è buono?

Diciamo che è una ciofeca!

Una ciofeca è solo questo (o quasi): una bevanda dal sapore cattivo: non solo un caffè quindi ma anche un tè o un’altra bevanda, specie se molto amara.

Ma la ciofeca in Italia è soprattutto un caffè schifoso, spesso troppo lungo. Un caffè “annacquato” si dice a volte, ma per indicare il sapore pessimo “ciofeca” è l’ideale!

Ma perché il caffè è venuto una ciofeca? Solo perché è troppo lungo? No, spesso è colpa del caffè stesso, di scarsa qualità, oppure è conservato male, Altre volte è colpa dell’acqua. Altre volte è colpa della quantità di caffè. Hai fatto la montagnola nella moka? Spero di sì. Quanto caffè hai messo? Meglio di più che di meno, ricorda, ma non pressarlo col cucchiaino, altrimenti, anche in questo caso,  ti viene una ciofeca! Bleah!

Il termine “ciofeca” è persino uscito naturalmente dal linguaggio del caffè. Oggi si usa anche quando vogliamo disprezzare qualcosa, dicendo che è di pessima qualità. Non solo il caffè quindi.

Non ci piace un lavoro fatto da un nostro collega? Quello che hai fatto è una vera ciofeca, è completamente da rifare.

Questo cellulare è una mezza ciofeca, la batteria si scarica subito e le foto sono scarsissime!

Hartmut: Almeno Italiano Semplicemente non è una ciofeca! Sarebbe molto ingeneroso!

Irina: dicendo questo scateneresti l’ira di tutti i membri dell’associazione!

Xin: come minimo direi! Te la caveresti a buon mercato!

Bogusia: Ma dimmi tu cosa devo sentire! Vado a farmi un caffè che è meglio!

445 Fare incetta e accaparrarsi

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Fare incetta e accaparrarsi

In tempi di pandemia, spessissimo si è parlato di accaparramento.

Se ne parla soprattutto quando le persone, impaurite dalla possibilità di restare senza cibo, per via delle crisi, vanno al supermercato e prendono tutto ciò che possono prendere. In questo modo potrebbe accadere che non resti più nulla per qualcuno, una volta che gli scaffali sono stati svuotati.

Gli scaffali sono i mobili dove vengono appoggiati i prodotti del supermercato.

Il verbo accaparrarsi significa quindi assicurarsi, procurarsi l’uso di qualcosa prima che lo facciano altri.

Ad esempio:

Sono andato al supermercato e mi sono accaparrato una bella scorta di pasta.

Quindi ho preso tantissima pasta, prima che altri facessero la stessa cosa: mi sono assicurato di prenderne tanta perché con questa crisi non si sa mai!

Ci sono alcuni paesi che con la pandemia da Covid hanno cercato di fare incetta di vaccini e mascherine

Fare incetta è esattamente come accaparrarsi.

E’ vero che accaparrarsi deriva dal termine caparra, ma usato in questo modo ha poco a che fare con la caparra, termine che spiegheremo nella rubrica due minuti con l’Italiano commerciale.

Lo stesso significato di accaparrarsi ha quindi l’espressione “fare incetta” di qualcosa.

Se voglio fare incetta di olio d’oliva, vado al supermercato e cerco di acquistarne la maggiore quantità possibile.

Posso usare fare incetta anche in senso non materiale.

Ad esempio se un politico fa incetta di tutti i voti vuol dire che non resta più nulla ai suoi avversari alle elezioni.

Anche incetta quindi si usa per indicare una raccolta di beni, prodotti, fatta per paura o per sicurezza, ma si può trattare anche di voti, preferenze o comunque altre cose che si tolgono ad altri.

Si può fare incetta anche di titoli, o di medaglie alle olimpiadi. Quando qualcuno vince sempre tutti i premi sicuramente posso dire che fa o ha fatto incetta di premi. Posso dire lo stesso di un programma TV, che fa incetta di ascolti, perché i telespettatori hanno in maggioranza guardato quel programma TV.

Adesso allora ripassiamo qualche puntata passata.

Anne France: io sono Anne e non ho nulla da dire che sia veramente degno di nota.

Ulrike: io sono… e non ti consento di dire queste cose. Sei bravissima/o invece

Irina: almeno tanto quanto me, o forse anche di più.

Hartmut: sicché state facendo a gara per chi è più bravo?

Rafaela: embè?