n. 109 – HAI VISTO MAI! – 2 minuti con Italiano semplicemente

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1 – Vieni con noi: Entra nell’associazione Italiano Semplicemente

2 – Ascolta e impara: gli audio-libri di Italiano Semplicemente

3 – Corso di Italiano Professionale: il programma delle lezioni


Trascrizione

Giovanni: Oggi ragazzi mi impegnerò molto, mi sento molto in forma; hai visto mai che riesca a rientrare nei due minuti di durata!

L’episodio di oggi riguarda la frase “hai visto mai!“, un’espressione informale che nessuno vi ha mai spiegato prima.

Si tratta di un’esclamazione di speranza. Fondamentalmente esprime speranza e fiducia nello stesso tempo. Ma quando si usa?

Attenzione innanzitutto all’ordine delle tre parole: “hai visto mai” è diverso da “hai mai visto“. Infatti quest’ultima è la forma che si usa normalmente per fare una domanda. Ad esempio posso chiederti:

Hai mai visto una donna così bella?

Hai mai visto un sito come Italiano Semplicemente?

Hai mai visto un gorilla?

Invece io sto cercando di spiegarvi “hai visto mai“. Vediamo qualche utilizzo, hai visto mai che sia la migliore spiegazione!

Primo esempio:

Volete sapere il segreto per avere successo con le donne? Bisogna provarci con tutte. Hai visto mai qualcuna ci sta!

Ecco, in questo esempio dico che per avere successo con le donne – non è il mio pensiero ma molti uomini la pensano così – bisogna provare o provarci con tutte. In questo modo qualcuna potrebbe accettare la mia offerta. Ho cercato di farvi capire il concetto usando parole comprensibili, ma “hai visto mai che qualcuna ci sta” esprime molto meglio la fiducia e la speranza che almeno una ragazza accetti le mie avances.

Secondo esempio: mi trovo solo su un’isola deserta e decido di cercare di chiedere aiuto scrivendo un messaggio in una bottiglia per poi gettare la bottiglia in mare. E penso:

Hai visto mai che qualcuno la raccolga e legga il messaggio. Solo così mi posso salvare.

Terzo esempio:

Acquisto un biglietto della lotteria e dico:

Lo so che ci sono poche probabilità di vincere, ma hai visto mai! La speranza è l’ultima a morire!

E’ un modo informale e utilizzatissimo in tutta Italia per esprimere una speranza. Si può usare la forma indicativa o anche il congiuntivo, che sarebbe più corretto poiché si parla di speranza, cioè di desideri:

Es:

Ciao Mamma, io esco, hai visto mai, dovessi incontrare la mia anima gemella!

Oppure anche:

Ciao Mamma, io esco, hai visto mai che incontro la mia anima gemella!

Usatelo senza problemi in entrambe le forme, ma solo all’orale o nelle conversazioni in chat. E’ molto simile a “speriamo” e anche “non si sa mai” e quindi capite bene che si usa soprattutto per esprimere una speranza e quasi mai una preoccupazione. Tuttavia potrebbe accadere di ascoltare frasi come:

Prendo l’ombrello, hai visto mai che piove!

Prendo l’ombrello, hai visto mai, dovesse piovere!

Ed ora ripassiamo le espressioni passate parlando proprio di speranza:

Junna (Cina): Mi piacerebbe avere una macchina nuova, ma ho già superato il tetto di spesa consentito quest’anno. Ma ieri ho giocato alla lotteria, e hai visto mai che vinco! Può darsi che  questa sia un’ipotesi veramente peregrina ma sognare non costa nulla. Oddio! Avrò sforato anche oggi? 

Giovanni: è colpa mia! Abbiamo sforato per colpa mia!

L’Inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

haivistomai

Parliamo di Fiducia e Diffidenza

Audio

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ernest

Trascrizione

Giovanni: Ciao ragazzi, io sono Giovanni, e oggi ci occupiamo di Italiano Professionale, con un nuovo episodio della nostra Daria dalla Russia.

Abbiamo iniziato con Andrè, che si è definito il corrispondente di Italiano Semplicemente dal Brasile. In un recente episodio Andrè ci ha parlato delle elezioni nel suo paese, elezioni che hanno portato il candidato Bolsonaro alla vittoria, anche Daria ora (anche lei come Andrè è un membro dell’associazione), rivendica il suo ruolo di “Corrispondente”, ovviamente dalla Russia, la sua terra.

Si sta delineando quindi una nuova “figura”, che stanno assumendo i membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

E’ una bella novità che mi piace molto questa del corrispondente estero. In questo modo sicuramente si impara di più, le frasi, le espressioni, i modi di dire si memorizzano più facilmente e in questo episodio Daria si esercita con alcune espressioni imparate nella lezione n. 13 del corso di Italiano Professionale, dedicata alla fiducia e alla diffidenza, un argomento abbastanza delicato e comune a tutte le professioni.

A te la parola Daria.

Daria: Buongiorno a tutti da Daria, corrispondente dalla Russia di italiano semplicemente.

Mentre ascoltavo la lezione numero 13 del corso di ITALIANO PROFESSIONALE mi è venuta in mente un’idea.

La lezione è dedicata alla fiducia ed alla diffidenza e quando parliamo di questo argomento nei confronti delle persone nuove in un’azienda, le raccomandazioni o le referenze possono valere diversamente.

Mi spiego meglio. Una ditta relativamente piccola, locale, in genere considera l’assunzione di manodopera ad esempio, una questione innanzitutto di fiducia e soltanto subito dopo di professionalità della persona. Non di rado un nuovo lavoratore si cerca tra le persone referenziate, oppure tra i conoscenti perché Il successo di tutta la ditta dipende da ogni lavoratore. Ogni volta si devono valutare tutti i pro e i contro. Visto che ci deve essere sempre con la persona nuova un’unione di intenti (nota: espressione spiegata nella lezione n. 12 del corso), talvolta sarebbe preferibile non rischiare e provare ad eseguire il lavoro da solo; come si dice in questi casi: chi fa da sé fa per tre.

Per quanto riguarda le grandi aziende, secondo me, il proverbio italiano “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” descrive bene il concetto delle referenze. Qui nessuno può essere al di sopra di ogni sospetto. Così come l’abito non fa il monaco, le referenze non danno garanzia che si possa contare ciecamente su di un nuovo arrivato.

Tra l’altro quasi tutti i lavoratori hanno buone o ottime referenze da loro precedenti posti di lavoro. Quindi non ci sono reali certezze che effettivamente si tratti di persone che siano degne della nostra fiducia. Vanno messi alla prova dei fatti.

Lavorando insieme coi nuovi assunti i primi tempi gli altri lavoratori mantengono relativamente le distanze, cioè si comportano in modo amichevole ma piuttosto formale. Non si tratta di diffidenza, ma si sa che spesso l’apparenza inganna e non viene spontaneo dare troppa confidenza da subito, solamente perché qualcuno lavora fianco a fianco a te. Sarà sicuramente capitato anche a voi.

Con il passar del tempo si può invece acquistare la fiducia dei nuovi colleghi.

Ho una certa esperienza personale nel dare referenze alle persone conosciute al lavoro che hanno guadagnato il mio credito in un’azienda e poi hanno iniziato a lavorare in un’altra.

Guardandomi indietro direi che non sempre le persone che si sono ben comportate in un’azienda saranno così efficaci in un’altra, e viceversa, ed il fatto che le persone facciano valere il proprio talento distintamente nei vari ambiti ha seminato in me il dubbio se le referenze possano risultare veramente utili.

Non so come funzioni in Italia e quanto la cultura possa influire su questo.
A voi è mai capitato di fornire le proprie referenze a qualcuno, che ne pensate?

Un saluto dalla vostra Daria, corrispondente di italiano semplicemente dalla Russia.

Giovanni: bene, grazie Daria perché hai fatto un ottimo lavoro. Hai anche usato espressioni delle lezioni precedenti del corso e devo dire che è molto interessante quello di cui hai parlato.

Tutti possono ascoltare la prima parte della lezione n.13 se vogliono, metto un collegamento nella trascrizione di questo episodio, per tutta la lezione, come per l’intero corso di Italiano Professionale, vi aspetto nella nostra associazione.

Un saluto fiducioso da Giovanni.