201 – ESSERE PER – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: due minuti con italiano semplicemente, episodio 201.

Giovanni: Ok, grazie Emanuele, abbiamo appena terminato i primi duecento episodi della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente, ma io sarei per continuare? E tu?

Emanuele: Anche io sono per continuare papà!

Giovanni: ok, allora oggi in questo episodio n. 201 spieghiamo un metodo veloce ed informale per esprimere un’opinione. L’ho già utilizzato io ed anche Emanuele: “essere per”:

Io sarei per continuare

Al presente diventa “io sono per continuare”, come ha detto Emanuele.

Io ho preferito usare il condizionale perché spesso si fa così con le opinioni, si usa la forma condizionale per cortesia, per non dare l’impressione che sia un’ordine.

Semplice vero?

“io sono per” e poi aggiungete un verbo all’infinito.

Posso usare qualsiasi modo verbale ovviamente, dipende da ciò che si vuole dire, e di solito si usa quando si presenta una scelta tra più opzioni.

Io tra andare a scuola e andare al mare sono per andare al mare.Tu per cosa sei?

Io sarei per il mare

Posso fare anche così, senza ripetere il verbo, tanto è scontato.

A volte il condizionale ha un senso diverso dalla cortesia:

Io sarei per il mare, se mia madre fosse d’accordo 🙂

Io tra il cibo italiano e quello inglese sono per quello inglese

Anche io lo ero, poi ho assaggiato le fettuccine al ragù!

Altro esempio?

La riunione era noiosa, e noi eravamo per andarcene, ma il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Un altro esempio:

Io tra la democrazia e la monarchia, sono per la repubblica!

Educazione dei figli:

io sono per l’educazione severa.

Io invece sono decisamente per un rapporto amichevole tra genitori e figli.

E tu per cosa sei?

Attenzione perché “essere per”, quindi “io sono per”, “io ero per”, eccetera (anche con tu, lui, noi eccetera) si usano spesso anche per indicare un’azione imminente, che sta per avvenire, ed anche per indicare la presenza in un luogo “per” fare un’attività:

Ero per uscire, quando sono inciampato! (azione imminente: “stavo per” uscire e sono inciampato)

Anche prima ho detto:

La riunione era noiosa, e noi eravamo per andarcene, ma il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Qui il significato potrebbe anche essere: “stavamo per andarcene”, quando il nostro dirigente ce lo ha impedito.

Qualche anno fa ero per turismo a Roma (mi trovavo a Roma per motivi turistici)

Quindi non è un’azione imminente, non è un’opinione, ma è per indicare la presenza in un luogo per fare qualcosa: ecco perché si dice “per”:

Ero per turismo a Roma

Ero per affari a Torino

eccetera. Quindi tre modi di usare “essere per

Ora ripassiamo alcune espressioni passate:

Andrè (Brasile): Tutti sanno che la città di São Paulo in Brasile e la pioggia sono un binomio inscindibile! comunque, siamo alle solite, da anni la misura è colma, la storia si ripete, il caos è assoluto in praticamente tutta la città! Si dà il caso che sia piovuto, solo altro ieri , il 50 % delle previsioni per l’intero mese di Febbraio ma non vedo come le pubbliche autorità non se ne capacitino! Coraggio amici che vivete a São Paulo! Armatevi di pazienza e andate avanti!

 

 

 

 

 

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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200 – QUALE – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Emanuele: due minuti con italiano semplicemente, episodio 200.
Giovanni: avete mai riflettuto sull’aggettivo o sul pronome “quale”?
Normalmente (quasi sempre) si usa per fare delle domande o quando si hanno dei dubbi:
Qual è la ragazza più bella del mondo?
Quale film ha vinto l’oscar quest’anno?
Eccetera.
In realtà si usa in molti altri modi (tale e quale, il quale, la quale, eccetera).
Oggi vorrei farvi concentrare su un modo particolare che probabilmente voi stranieri non conoscete ma che rende la frase più elegante e più convincente se state esprimendo un’opinione. Si tratta di esprimere un concetto particolare.
Mi riferisco infatti alle frasi non interrogative, ma quelle affermative, quando si vuole spiegare la funzione, l’incarico, il ruolo di una persona che giustifica un’azione. Quindi l’obiettivo è sottolineare un aspetto importante.
In questi casi “quale” è simile a “come”. Ma usare “quale” (o quali) ci aiuta a raggiungere l’obiettivo.
Vi faccio alcuni esempi:

Vorrei il tuo aiuto, quale massimo esperto in questa materia.
Mi rivolgo a te quale mio dirigente
Tu, attento quale sei, avrai sicuramente capito.
Forse tutti voi, quali miei affezionati ascoltatori, siete interessati a questo utilizzo di “quale”.

In questi casi è come dire: “in qualità di”, cioè “poiché hai questa qualità”, o anche “come”.
È come dire:
Vorrei il tuo aiuto, in quanto sei il massimo esperto in questa materia.
Mi rivolgo a te poiché sei il mio dirigente.
Tu, attento come sei, avrai sicuramente capito.
Forse tutti voi, poiché siete miei affezionati ascoltatori, siete interessati a questo utilizzo di “quale”.
Se invece la mia enfasi non si riferisce a qualità personali, ma a cose accadute e alla loro importanza, posso usare “quale” al posto di “che”.
Questo d’altronde accade anche in molte frasi interrogative (es: che/quale film vuoi vedere?).
Ad esempio:

È crollato il ponte! Quale tragedia! Quale disgrazia!
Bravo, quale figura hai fatto oggi, complimenti!
Complimenti, quale lezione hai dato al tuo amico strafottente!
Hai avuto una reazione quale non avrei mai immaginato!

In questo senso abbiamo già visto l’espressione “qual buon vento” nell’episodio 125.
In tutti questi casi si può usare “quale” per sottolineare una caratteristica, ad esempio la grandezza, la bellezza, qualunque cosa che vogliamo porre in risalto come unica, degna di apprezzamento o degna di nota comunque.
Ora, quale presidente dell’associazione italiano semplicemente, ho chiesto ad uno dei membri di realizzare una frase di ripasso, e Bogusia, quale membro e gentile qual è, mi ha subito accontentato.
Bogusia (Polonia): L’Italia e il gelato sono un binomio inscindibile. Vero? Può darsi che se siete stati a Firenze non siate riusciti a tenere a bada la voglia di gustarvi un bel gelato.
Forse una volta davanti alla gelateria vi ha colto alla sprovvista un gusto di nome Buontalenti?
Forse vi sentivate un’anima in pena, scervellandovi su che tipo di gusto fosse? Si dà il caso che il gusto Buontalenti, il gelato cremoso e vellutato sia stato inventato da un famoso fiorentino del ‘500: Bernardo Buontalenti. La vita di Buontalenti, era strana e al contempo molto creativa. Fortuna ha voluto che dopo una disastrosa frana in cui ha perso la vita l’intera sua famiglia, e stato adottato dai Medici.
È diventato un allievo del Vasari, tra l’altro.
E sulla falsariga di grandi artisti di allora, anche lui è diventato un famoso architetto, pittore e scenografo degli allestimenti delle feste dei Medici.
Neanche in ambito gastronomico era sguarnito di talenti e così è diventato l’uomo che ha fatto esordire il gelato nelle gelaterie proprio come lo vediamo oggi, con il suo aspetto cremoso e vellutato
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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!COPERTINA frasi idiomnatiche 2