232 – AVERE CONTEZZA

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Mi chiedevo se qualcuno di voi avesse contezza del numero di episodi che abbiamo realizzato su questo sito.

Certo che i “conti” , o il “conto”, come termine, ha molti significati e questi sono termini anche all’origine di molte espressioni italiane e verbi di diverse sfumature di significato.

Pensate a tener conto, tenere i conti, aver conto, contare, conteggiare, il conto della serva, avere un conto aperto, un conto in sospeso, eccetera.

Oggi però vorrei parlarvi della “contezza“.

Sicuramente non è un termine usato dagli stranieri e tra l’altro solo alcune categorie di italiani utilizzano questo verbo, sebbene a dire il vero sia adatto a moltissime situazioni diverse.

Per usare questo termine bisogna mettere avere davanti: avere contezza.

La questione non riguarda i numeri, non sempre almeno, ma la conoscenza. Si usa quando voglio esprimere un concetto di conoscenza piena, di consapevolezza, quando cioè la conoscenza è molto importante e riguarda argomenti dai molteplici aspetti, aspetti che bisogna conoscere bene altrimenti sfugge qualcosa.

C’è spesso il concetto di numerosità, quella relativa agli aspetti, ma spesso non è un numero preciso, questo non è importante, la cosa che veramente conta, cioè che veramente è importante, è che l’argomento è complesso e variegato, ha molti aspetti da considerare.

Spesso i numeri c’entrano, e si sottolinea il fatto di conoscerli o di non conoscerli.

Spesso i numeri non c’entrano affatto, e allora si usa la parola contezza solo per enfatizzare l’importanza di qualcosa di cui si è venuti a conoscenza o di cui non si conosce abbastanza. Un linguaggio un po’ sofisticato forse; non si usa solitamente con gli amici o familiari, ma se lo faceste tutti vi capirebbero e nessuno vi accuserebbe di esprimervi come un intellettuale.

Facciamo alcuni esempi.

Appena abbiamo avuto contezza di essere stati promossi abbiamo prenotato al ristorante per festeggiare! (come dire: abbiamo saputo)

Nessuno ha davvero contezza completa di quanto stia accadendo. (come dire: nessuno conosce, sa veramente cosa stia accadendo).

Non abbiamo contezza di quante siano le persone a rischio di contagio (non sappiamo con esattezza, non conosciamo).

Nello sport bisogna avere piena contezza dei propri mezzi per battere l’avversario (bisogna conoscere quanto si è forti, conoscere le proprie potenzialità).

Io ad esempio non riesco mai ad avere piena contezza del tempo trascorso e così gli episodi durano sempre più di due minuti.

Si potrebbe confondere la contezza con la certezza, ma la certezza è il contrario di avere dubbi.

La contezza sottolinea invece l’importanza, la conoscenza. Non c’entra il grado di sicurezza ma il fatto di conoscere o non conoscere
Poi la contezza fa parte di un linguaggio lievemente sofisticato come dicevo.

Normalmente si usa “conoscere“, “essere consapevoli” , come ad indicare l’importanza delle conseguenze se non si avesse contezza.

Si usa anche quando si vede o si sente qualcuno che non sa bene cosa dire, che non ha punti di riferimento o che dice cose del tutto sballate, sbagliate: una persona che non ha alcuna contezza della situazione o della questione.

Oppure è assolutamente il contrario e in tal caso si ha contezza assoluta.

Adesso ripassiamo 9 espressioni passate con l’aiuto di Lia dal Brasile.

Lia: Quando mi sveglio, per un attimo non ricordo bene la realtà e penso che tutto ciò che sta accadendo nel mondo sia solo stato un brutto sogno, laddove invece è tutto vero.
Anni fa ho visto un film che verteva su una vicenda molto simile a questa.
Pensai: immagina di trovarsi a tu per tu con una minaccia così spaventosa. 🤔 E dire che oggi sono terrorizzata proprio in virtù della pandemia.
Siamo tutti costretti a cambiare abitudini, persino combattere voci false e tendenziose, contro i duri di comprendonio che se ne fregano, altri ancora che non trovano alcuna attinenza tra il contagio e la libertà di movimento.
E viene così a galla la sensazione che abbiamo combinato un bel casino e siamo noi ora a dover rispondere di tutto quanto.

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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231 – IN VIRTÙ

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Buongiorno, vi informo che a partire da questo episodio, il n. 231 della rubrica 2 minuti con Italiano semplicemente potrete utilizzare una nuova espressione, e lo potrete fare in virtù di ciò che state per ascoltare o leggere proprio in questo episodio.

Ed io, in virtù del fatto che ritengo questa espressione molto utile per la comunicazione, sono qui a spiegarvela. La comunicazione è importante e lo slogan di italiano semplicemente è “imparate a comunicare in italiano, semplicemente”.

Ho scelto questo episodio anche in virtù di questo.

Allora: in virtù, cosa significa?

Non pensate alla preposizione in: no vi aiutera. E vi aiuterà poco anche la parola virtù, che generalmente indica un pregio, una caratteristica positiva delle persone, il contrario di vizi è proprio virtù. Pregi e difetti, virtù e vizi.

In virtù significa a volte “grazie a”, “per merito di”, “per effetto di”, “avvalendosi di”, “avendo queste capacità”, che è il modo più semplice, mentre altre volte significa “per coerenza”, “facendo fede”, dipende dal caso.

Nel primo caso posso dire:

Ce l’abbiamo fatta in virtù dell’aiuto di tutti.

Quindi grazie all’aiuto di tutti, per merito di tutti, avvalendosi dell’aiuto di tutti.

Non sempre è un merito altre volte si cerca di spiegare qualcosa, quindi è più simile a “poiché”,” “per via del fatto”:

Il virus si è diffuso anche in virtù della poca attenzione all’igiene.

Le misure restrittive sono state decise in virtù dell’emergenza

È molto simile anche quando si vuole utilizzare una facoltà, quindi quando ci si avvale di una facoltà, di un potere, e magari questa facoltà ce l’ha data la legge.

In virtù dei poteri che mi ha dato lo Stato, dichiaro lo stato si emergenza nazionale.

Posso andare in pensione in virtù della legge.

Quindi “siccome” , cioè “poiché” ho questi poteri, poiché la legge me lo permette. C’è sempre un merito di qualcuno o qualcosa, o un semplice effetto e l’utilizzo di “in virtù” avviene come conseguenza di questo.

Per questo si usa il termine “virtù”.

Non cambia poi molto quando parlo di coerenza o di fede. Simile al caso della legge, che però è obbligatorio rispettare. In questo caso si parla di coerenza e fede.

Si può quindi richiamare un principio che si vuole rispettare, o una regola importante e quindi uso “in virtù”. In qualche modo si cerca sempre di spiegare qualcosa, facendo capire il principio che si sta utilizzando, quindi “in coerenza a” , “facendo fede a”. È simile a “conformemente“, “in conformità”, che abbiamo già visto insieme.

Vi spiego questa espressione in virtù dello slogan di italiano semplicemente: “imparate a comunicare in italiano, semplicemente”.

Adesso ripassiamo con Bogusia, membro dell’associazione di nazionalità polacca, che saluto e ringrazio. Bogusia utilizzerà 7 espressioni già spiegate.

Ho dimenticato di scrivere che “in virtù” fa parte di un linguaggio poco informale. Ma credo sia chiaro dall’episodio in virtù degli esempi.

Bogusia: Può darsi che siamo arrivati alla resa dei conti? Neanche i politici dell’opposizione si mettono di traverso. Non più di tanto almeno. Si esprimono in maniera quasi pacata e dimessa. Che vuoi, in questi casi meglio remare tutti nella stessa direzione. O così o pomì. Laddove sia possibile dobbiamo restare a casa, altro che storie!

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