n. 67 – VUOI CHE NON… – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Guy (Camerun): Vuoi con un significato, vuoi con un altro, questo verbo “volere” ha un sacco di utilizzi nelle espressioni italiane. Che vuoi, la lingua italiana è bella e sempre ricca di sorprese. Volete che non lo sappia? Sono anch’io membro dell’associazione!

Ecco, questa frase che avete appena ascoltato da Guy, dal Camerun, contiene tre utilizzi diversi del verbo volere, nel linguaggio scritto e parlato, tre modalità molto molto comuni tra gli italiani.

Abbiamo già parlato di “che vuoi“, nell’episodio n. 52 dei due minuti con Italiano Semplicemente, che si utilizza per frasi in cui si ha una conseguenza logica, e anche dell’uso del verbo volere quando si usa per indicare due ragioni o più possibilità, quando spesso volere si ripete due volte (vuoi per un motivo, vuoi per un altro, vuoi con me, vuoi con te, vuoi per una ragione o per un’altra, eccetera).

Oggi invece spieghiamo velocemente “vuoi che non” e “volete che non“, un modo particolare anche questo di usare volere. In pratica sto invertendo le due parole “che vuoi” con “vuoi che”. Cosa cambia se cambio l’ordine delle parole? Inoltre ho una parola in più adesso: NON. A cosa serve questa parola in più?

“Vuoi che” o “volete che” in questo ordine, hanno sempre un senso di semplice domanda:

Vuoi che vada a Roma stasera?

Volete che vi spieghi qualcosa oggi?

Vuoi che andiamo a ballare?

A volte però si usa in un modo diverso, e l’obiettivo, fate attenzione è quello di dire qualcosa di scontato, di ovvio, ma in modo ironico. Allora dovete aggiungere “NON” altrimenti non ci riuscirete. Il risultato potrebbe essere ambiguo, potrebbe non risultare chiarissimo se state facendo una battuta oppure no, quindi state attenti perché se non è facile da capire dovere usare un tono ironico, dovete sorridere magari.

Vediamo qualche esempio:

Professore, sai riconoscere un abitante di napoli da uno di genova quando parlano italiano?

Io potrei rispondere:

Vuoi che non sappia come riconoscere un napoletano da un genovese?

Il che significa:

Certo che so riconoscerli, sono un italiano!

Altre frasi equivalenti sono:

Ovviamente sì, li so riconoscere

Naturalmente, sono italiano!

Ma in queste frasi equivalenti, che sono frasi affermative, non c’è ironia. Se voglio essere ironico devo negare, devo dire l’esatto contrario sotto forma di domanda.

Vuoi che non li sappia riconoscere?

Il che non è una domanda da leggere normalmente. In realtà non sto chiedendo se è tua volontà (se tu vuoi) che io non sappia fare questa cosa. La frase è ironica, è come dire:

Vorresti forse pensare che io non lo sappia fare?

Pensi forse che io non ne sia capace?

Credi veramente che io non abbia questa capacità?

Queste ultime tre frasi sono tutte domande in cui l’obiettivo è sempre quello: evidenziare che non è possibile avere un simile pensiero. La risposta è quindi scontata, ovvia. Ma anche in queste tre frasi, sebbene costruite tutte nello stesso modo, nella forma negativa e interrogativa, manca l’ironia.

Per aggiungere questa componente essenziale occorre usare il verbo volere:

Vuoi che non non lo sappia?

Fate attenzione perché potreste anche risultare offensivi, dipende da come lo dite, dal tono che usate, infatti state insinuando che una cosa banale e scontata non sia stata compresa. Infatti si usa spesso come frase in un litigio. Non sempre però è così; a volte sono semplicemente ironico.

Posso dire ad esempio che tutti i politici italiani sono potenzialmente a rischio di essere intercettati telefonicamente. Tutti i politici italiani quindi sono controllati, almeno in teoria; il loro telefono potrebbe essere sotto controllo dalla polizia:

Volete che ci siano politici che non hanno un telefono cellulare?

In questo caso c’è solo ironia, ma se volete far arrabbiare un italiano, a qualsiasi domanda ti faccia, si può rispondere usando questa espressione. Provate e vedrete la sua faccia stupita!

Ciao hai bisogno di indicazioni stradali? 

Risposta: vuoi che non sappia usare Google Maps?

 Lei come si chiama? Mi capisce quando parlo?

Vuole che non la capisca? Mi ha fatto una domanda abbastanza facile.

L’italiano si offenderà o si arrabbierà, poi basta sorridere un po’ e tutto passerà.

Ripassiamo le espressioni passate. C’è nessuno che mi aiuta?

Cristine (Brasile): Certo, vuoi che non siam pronti a farlo?

Lia (Brasile): Mi sembra una domanda retorica la tua!

—–

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

man wearing brown suit jacket mocking on white telephone
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Il segno dei pesci – introduzione

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Trascrizione

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Buongiorno ragazzi e benvenuti nell’oroscopo di Italiano Semplicemente.

Quella che state ascoltando è una introduzione alla lezione sui pesci.

Parlo di lezione perché con questi episodi sui segni zodiacali vogliamo imparare a usare gli aggettivi, e sentimenti, le sensazioni, i modi di essere e in generale le caratteristiche delle persone. Questo è il vero obiettivo dell’oroscopo di ItalianoSemplicemente.com.

Questa è una lezione dedicata solamente ai membri dell’associazione culturale che si chiama Italiano Semplicemente, ma in questa introduzione, che tutti possono ascoltare, voglio  fare un piccolo riassunto della lezione, che è una lezione lunga circa 48 minuti, nella quale parliamo di tutte le caratteristiche del segno dei pesci.

Nella lezione in tutto descriviamo i pesci in 27 modi diversi, parliamo di altruismo, di sensibilità, di spirito di sacrificio ma anche di paura, cautela, dipendenza, vaghezza e di tante altre caratteristiche dei pesci, difetti e non , segni positivi e segni negativi.

Vi invito tutti pertanto ad entrare nell’Associazione per ascoltare tutti gli episodi dei segni zodiacali. Per ora ce ne sono tre: capricorno, acquario e pesci. In questo modo alla fine dell’anno imparerete a descrivere le persone e voi stessi in modo perfetto, con tutte le sfumature possibili.

Per descrivere i pesci ho usato 27 modi diversi. Ogni volta viene spiegato il significato del termine, e usato molte volte nell’episodio in modo da memorizzarlo velocemente. Ad esempio, dopo aver spiegato la sua timidezza, la sua sensibilità e la sua introversione, volessi aggiungere che il pesci è anche molto suscettibile, allora spiego il termine nel dettaglio utilizzando i termini già spiegati in precedenza.

La suscettibilità è la caratteristica delle persone suscettibili. È una eccessiva sensibilità e a volte ipersensibilità verso tutto ciò che sembri rappresentare un giudizio critico nei propri riguardi.

Suscettibile significa che il nato nel segno dei pesci si offende molto facilmente, tende ad offendersi facilmente, con facilità. Si offende significa che se la prende, si considera offeso personalmente, ritiene di essere stato accusato, offeso, ingiuriato, da qualcuno, cioè da un’altra persona.  La suscettibilità di conseguenza è una caratteristica di una persona e dei suoi rapporti sociali con gli altri. Questa caratteristica è ovviamente legata alle altre peculiarità del segno dei pesci.

Trattandosi di persona generalmente molto sensibile, il pesci è particolarmente attento alle parole, alle espressioni, alle sfumature più leggere, e data la sua introversione, spesso si offende, si ritrae, piange di nascosto, senza farsi vedere, considerata la sua timidezza. Si offende perché è portato a vedere il mondo con un’ottica rivolta verso sé stesso, contrariamente alle persone estroverse.

Non essere suscettibile!

Ti dice chi crede di non averti offeso.

Perché ti offendi sempre così facilmente? Sei sempre così suscettibile!

Se io sono suscettibile, allora sono permaloso (che è un sinonimo), e sono anche spesso irritabilite, sono sensibile, forse a volte ipersensibile, cioè ancora più sensibile. Irritabile significa che mi irrito, mi arrabbio, perdo la pazienza facilmente.

Quando dico che i pesci si offendono, in quanto suscettibili, intendo quindi dire che anche se le persone non vogliono offenderli, loro si sentono comunque accusati. La loro ipersensibilità è pertanto anche vulnerabilità. Ecco un’altra caratteristica delle persone sensibili e suscettibili.

È chiaro che questa loro difficoltà ad essere criticati, sta ad indicare che non sono perfettamente equilibrati, non sanno misurare le loro reazioni ed emozioni. Il loro comportamento è un po’ come quello della stagione in cui sono nati: un po’ inverno, un po’ primavera. Questo li rende vulnerabili, cioè senza difese, senza barriere, come un castello senza mura difensive. E si arrabbiano anche molto facilmente i pesci. Sono irritabili, si irritano, si arrabbiano, vanno in tilt per un nonnulla. Insomma sono poco stabili. Ma sono anche ironici, gioviali, allegri, divertenti.

Nell’episodio parlo anche di persone fuori dagli schemi, che trovano spesso soluzioni ad imprevisti quando gli altri invece non ce la fanno. Questa loro caratteristica, di notare cose che altri non notano, di porre l’attenzione su cose diverse, li rende ironici, sempre pronti alla battuta. Sensibilità quindi, irrequietezza, ma anche divertimento, battute, giovialità, ironia. La loro empatia li porta naturalmente a capire come stimolare i suoi vicini, come farli divertire.

Insomma vi invito a dare un’occhiata alle regole dell’associazione se volete far parte della nostra famiglia. Oltre ai segni zodiacali ci occupiamo anche di Italiano Professionale, dove impariamo l’italiano del mondo del lavoro ed il linguaggio formale.

Un caro saluto da Gianni

Chiedi di far parte all’associazione culturale Italiano Semplicemente per leggere, ascoltare e commentare l’episodio completo con gli altri membri dell’associazione

Capirai!

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Ben trovati a tutti e grazie di essere qui con noi di Italiano Semplicemente, io sono Gianni e sono qui con Giovanna. Oggi io e Giovanna, che è la sorella di mia moglie, cioè è mia cognata, vi spieghiamo una espressione molto utilizzata in Italia. Una espressione che ha una particolarità, ha una peculiarità rispetto a molte altre espressioni italiane.

La peculiarità di questa espressione è che è composta da una sola parola. Proprio così.  La parola, cioè l’espressione di cui stiamo parlando è “Capirai”. Sette lettere che possono essere seguite da un punto esclamativo, ed in questo caso si tratta di una esclamazione, ed infatti  tutte le esclamazioni finiscono, terminano con un punto esclamativo.

Capirai!

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Voi mi direte: ma scusa Gianni, scusa Giovanna, io già conosco “capirai”; capirai è una forma del verbo “capire”, cioè è la seconda persona singolare dell’indicativo futuro semplice: io capirò, tu capirai, lui capirà, noi capiremo voi capirete, loro capiranno.

Quindi tu capirai, cioè è il futuro del verbo capire. No?

Certo, come no, rispondiamo io e Giovanna, ma vedrete che alla fine di questa spiegazione capirete tutti i significati di questa parola.

Quanti ce ne sono? Due, tre?

Domanda lecita, dico io.

Vediamo: allora, Giovanna che ci dici di capirai? Puoi farci un esempio?

“Quando avrai dei figli capirai cosa vuol dire essere genitore”

Bene, questo è capirai inteso come verbo. Spieghiamo bene:

In questa frase la parola “capirai” è usata nel senso di comprendere, intendere a fondo un comportamento (“attraverso l’esperienza con i figli comprenderai cosa vuol dire fare il genitore”).

Bene, ora passiamo al secondo misterioso significato…

Capirai, inteso come  non come verbo è abbastanza diffuso nella lingua parlata, e viene utilizzato per esprimere difficoltà, sorpresa e persino ironia di fronte ad un fatto o ad una proposta.

Ad esempio? Giovanna prova a dire una frase rivolgendoti a me.

Caro Gianni, vorrei che Giulio mi parlasse del suo problema, ma capirai, riservato come è lui!

Bene. In questa frase, la parola “capirai”, potreste dire voi, è un verbo. Non è vero? Perché ci dici che non è un verbo?

Semplice: vi dico che non è usato come verbo  perché vediamo cosa succede se Giovanna si rivolge, anziché a me, a più persone, ad esempio ad un gruppo di amici. Quindi Giovanna parlerà non con me, ma con degli amici:

Cari amici, vorrei che Giulio mi parlasse del suo problema, ma, capirai, riservato come è lui!

Vedete cosa è successo? Capirai rimane capirai! Non diventa capirete! Quindi non è un verbo. Eppure Giovanna sta parlando rivolgendosi ad un gruppo di persone quindi avrebbe dovuto dire “capirete”.

E allora cos’è?

Ve l’ha detto prima Giovanna, capirai esprime ironia e sorpresa. È  una parola  che deriva, proviene, da un verbo, nel senso che si invita a capire, si invita il proprio interlocutore, cioè la persona con cui si parla (o le persone con cui si parla) a capire: “capirai”. Capirai si può sostituire in questo caso con “sai”, “sai com’è”, oppure con “se ci pensi bene” o anche con “dobbiamo o considerare che”. Quindi quel capirai è un invito a considerare ciò che viene dopo. Nella frase si dice: “capirai, riservato com’è lui” quindi Giulio è molto riservato e considerando questo fatto difficilmente mi parlerà del suo problema. Capirai sembra un verbo ma ha solo una maschera da verbo.

Quindi l’origine è il verbo capire,  ma ormai è diventata una forma fissa che non cambia: non posso coniugare capirai, che quindi rimane sempre “capirai”.

Bene, direte voi, allora come faccio a capire se è un verbo oppure no? Come faccio a capire se devo coniugare oppure no? Come capire se devo scrivere capirai oppure capirete o capiranno?

Bella domanda. La risposta è la seguente: Primo: Basta ascoltare il tono.

Vediamo alcuni esempi:

1) capirai cosa vuol dire lavorare quando crescerai: verbo

2) Trump è venuto a Roma, capirai che traffico oggi. Invito a pensare.

3) oggi pare che pioverà tutto il giorno, capirai io volevo anche andare in bicicletta. Ironia.

Vediamo un terzo modo di usare capirai. Posso usare la parola capirai anche per dire che una cosa non è poi tanto difficile.

Esempio:

Giovanni: “Non conosco la strada, non so come arrivare in quel posto!”

Giovanna: “Capirai! Usa Google Maps e la troverai”.

In questo caso  capirai è una esclamazione e sottolinea come trovare la strada non è difficile utilizzando Google Maps. Diciamo che in teoria potrei anche eliminare la parola capirai in questo caso. Serve solo a sottolineare la facilità, ed esprime uno stupore in modo ironico.

Quarto modo: contraddire qualcosa ironicamente

Contraddire qualcosa? Cioè?

Cioè: prima dico una frase, poi metto in discussionebo contraddico ciò che ho appena detto con una seconda frase che inizia con capirai, oppure semplicemente dicendo: “capirai!”. Questo è molto diffuso nella lingua parlata.

Tutto dipende dal contesto in cui è usata e dell’intonazione con cui è pronunciata questa parola.

Esempio. È sabato sera ed io e Giovanna usciamo in macchina al centro di Roma, dove è impossibile parcheggiare la macchina.

Giovanna: “Troverò parcheggio sul lungotevere.

Guovanni: Capirai!

Quindi capirai in questo caso è ironico perché trovare sul lungotevere non è affatto facile. Con una sola parola, pronunciata in questo modo si semina il dubbio su quanto appena detto.

Quinto modo:

Giovanna: Ho vinto 5€ al gioco del lotto.

Giovanni: Capirai!

Anche qui la parola capirai è ironica perché ho vinto ma 5€ non è una grande vincita, quindi in questo caso significa: beh non è tanto 5 euro, capirai che cifra!

In altri contesti capirai si può usare per rafforzare la validità delle proprie affermazioni dando per scontato l’accordo dell’interlocutore.

Esempio:

Giovanna: “ad agosto sulle spiagge paghi di più per affittare ombrellone e sdraio”

Guovanni: capirai, è  alta stagione!

In questo caso tutti sanno che in alta stagione, ad agosto, gli ombrelloni costano di più, l’inciso capirai rafforza l’affermazione su cui tutti sono d’accordo.

Quindi in questo caso è esattamente il contrario della contraddizione. In questo caso non vogliamo smentire, contraddire quello che abbiamo detto, ma lo vogliamo confermare, ma sempre con ironia.

Allo stesso modo posso dire:

Giovanni: Donald Trump si sente una persona molto importante.

Giovanna: capirai ora è anche il presidente americano!

Per finire v’invito ad ascoltare dalla bella voce di Mina, la più grande cantante italiana, uno spezzone della canzone “un anno d’amore”.

Facciamo ora un esercizio di ripetizione, ripetete dopo di noi.

1) Quando avrai dei figli capirai cosa vuol dire essere genitore

2) Vorrei che Giulio mi parlasse del suo problema, ma capirai,  riiservato come è lui!

3) Giulio mi dice: “Non conosco la strada, non so come arrivare in quel posto!”

“Capirai! sa Google Maps e la troverai”

4)Troverò parcheggio sul lungo Tevere. Capirai!

5) Ho vinto 5€ al gioco del lotto. Capirai!

6) Ad agosto sulle spiagge paghi di più per affittare ombrellone e sdraio, capirai è alta stagione.

7) E capirai in un solo momento cosa vuol dire un anno d’amore

Ciao a tutti. Ringraziamo tutti i sostenitori di italiano semplicemente che ci aiutano con una piccola donazione. Anche un solo euro può aiutare tutti gli stranieri del mondo.

Capirai, un euro che sarà mai!