Come esprimere un’opinione in modo informale e formale – presentazione

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Gli audiolibri di Italiano Semplicemente

Descrizione

In questa lezione, dedicata ai membri dell’associazione, vediamo le modalità formali ed informali per esprimere un’opinione. Grazie a Daria e Andrè per la collaborazione.

 

 

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Italiano professionale: Problemi di ordinativi

Descrizione

Vi presento Davide Martini, un insegnante iscritto all’associazione italiano semplicemente che oltre ad insegnare Insegna italiano crea strumenti per insegnanti di lingua.
Davide ci presenta alcuni di questi strumenti.

A questo scopo, pubblichiamo un audio relativo ad un dialogo tra una ditta e un fornitore. Il dialogo rappresenta la soluzione di un esercizio sui termini “indefiniti”

Livello: B1-C1

Audio

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trascrizione

Davide:
Buongiorno a tutti. Mi presento, sono Davide Martini, membro dell’associazione Italiano Semplicemente.

Insegno italiano e creo strumenti per insegnanti di lingua, strumenti con cui si possono creare velocemente attività come questa.

Ringrazio il gestore del sito, il nostro caro Giovanni, per avermi dato la possibilità di collaborare con il suo ricchissimo sito.

Voglio presentarvi un dialogo immaginario tra un fornitore e una ditta che produce accessori di abbigliamento.

Nel dialogo, l’impiegato dell’ufficio acquisti della ditta PincoPallino telefona al sig. Motta, suo fornitore, per diversi problemi riguardanti gli ultimi ordini.

I due si conoscono da anni, e sono in confidenza. Per questo usano espressioni colloquiali, ma anche tantissimi “indefiniti“.

L’uso degli “indefiniti” è solo una delle tante sfide che ci presenta l’italiano.

Non voglio dilungarmi in definizioni grammaticali, ma basti dire che gli indefiniti sono parole che indicano “quantità indeterminate” di cose. Ecco una lista incompleta, che sarà quella in cui troverai gli indefiniti usati per completare il dialogo:

ALCUN, ALCUNO, ALCUNA; NESSUN, NESSUNO, NESSUNA
ALCUNE, ALCUNI
ALTRO, ALTRA, ALTRI, ALTRE; UN ALTRO, UN’ALTRA, DEGLI ALTRI, DELLE ALTRE
CERTO, CERTA, CERTI, CERTE
MOLTO, MOLTA, MOLTI, MOLTE; TANTO, TANTA, TANTI, TANTE; DIVERSI, DIVERSE
PARECCHIO, PARECCHIA, PARECCHI, PARECCHIE
POCO, POCA, POCHI, POCHE
TROPPO, TROPPA, TROPPI, TROPPE
TUTTO, TUTTA, TUTTI, TUTTE (TUTTI E, TUTTE E)
NIENTE, NULLA, NESSUNO, NESSUNA
QUALCHE, QUALCOSA, QUALCUNO, QUALCOS’ALTRO
QUALSIASI, QUALUNQUE, CHIUNQUE, DOVUNQUE, COMUNQUE
OGNI, OGNUNO, OGNUNA, CIASCUNO, CIASCUNA

…ma in questo esercizio useremo anche altre parole, come…

PIÙ, DI PIÙ, IN PIÙ, IN TUTTO, IN TOTALE
MENO, DI MENO, IN MENO
PIÙ NIENTE / NULLA
COSÌ
UN PO’, UN ALTRO PO’
QUALE, QUALI
QUELLO, QUELLA, QUELLI
SENZ’ALTRO, QUALCOS’ALTRO, NIENT’ALTRO

Probabilmente le avrai già sentite tutte o quasi, in diversi contesti. Molte hanno praticamente lo stesso significato, per cui ti propongo un modo di esercitarle a partire dal dialogo.

Come vedrai, dopo ogni numero ci sono diversi “indefiniti”. Il tuo compito è quello di trovare un altro “indefinito” che si può usare al posto di quello inserito di volta in volta.

Tutti sono corretti, alcuni sono più o meno strani, dato il contesto, ma tu devi trovare un’alternativa, che suona altrettanto bene o, a volte, francamente meglio di quelli usati.

In ogni caso, lo copio qui sotto:

Problemi di ordinativi

Davide Martini – Giovanni Coletta

Sostituisci le espressioni tra parentesi con Indefiniti dal sigificato equivalente
Mario Motta s.p.a.: – Buongiorno, Motta Spa., mi dica.
PincoPallinoSpA: – Buongiorno, Mario? Sono Luigi, della PincoPallinoSpA.
Mario M.: – Ah, sì, ciao, Luigi , Come state lì a Madrid?
PincoPallinoSpA: – Bene, grazie, e voi? (1 Ogni cosa______________________) bene?
Mario M.: – Sì, grazie, dimmi pure.
PincoPallinoSpA: – Senti, mi dispiace dirtelo, ma abbiamo (2 molti, alcuni, parecchi, vari______________________) problemi con gli ultimi tre ordini.
Mario M.: – Ma no, dai, ancora! Quali ordini? Ne abbiamo fatti tre questo mese!
PincoPallinoSpA: – Eh, purtroppo ci sono stati problemi con (3 ognuno dei, ciascuno dei______________________) tre. I miei capi sono (4 molto, tanto______________________) preoccupati.
Mario M.: – Ma come? Spiegami, spiegami. Non può essere (5 tanto______________________) grave!
PincoPallinoSpA: – Cominciamo da (6 l’ordine______________________) delle fibbie. Sai (7 che______________________)?
Mario M.: – Sì, sì, (8 le fibbie______________________) dorate, ovali… cos’è successo?
PincoPallinoSpA: – Beh, (9 una maggiore quantità______________________) della metà avevano il buco (10 esageratamente______________________) piccolo, e non si chiudevano.
Mario M.: – Ma come? Non è possibile! Può darsi che sia scappata (11 alcune sbavature______________________) sbavatura in (12 qualche fibbia______________________), ma non (13 sicuramente______________________) così (14 questa elevata quantità______________________)!
PincoPallinoSpA: – Beh, forse (15 qualche persona______________________) si è sbagliato con le misure, ma fatto sta che non le possiamo usare! Non capisco come non ve ne siate accorti! (16 qualunque persona______________________) poteva vederlo!
Mario M.: – No, ma (17 sicuramente______________________) c’è stato un disguido, sennò non si spiega. Noi abbiamo usato le vostre specifiche!
PincoPallinoSpA: – No guarda, le nostre misure andavano bene. Dev’essere stato qualcos’ (18 di più______________________).
Mario M.: – Beh, vedrò giù in produzione cosa mi dicono.
PincoPallinoSpA: – E non è (19 la storia completa______________________). Ti ricordi il campione di dieci metri di tessuto bianco che ti avevamo chiesto?
Mario M.: – Sì, perché?
PincoPallinoSpA: – Beh, è (20 esageratamente______________________) bianco. Dobbiamo cambiare colore.
Mario M.: – Cosa? Ma è impossibile! L’abbiamo spedito (21 alcuni______________________) giorni fa!
PincoPallinoSpA: – Davvero? Qui da noi non è ancora arrivato!
Mario M.: – Eh, mi dispiace, ma non c’è (22 altro______________________) da fare, ormai è partito!
PincoPallinoSpA: – Vabbé, d’accordo, allora (23 nulla______________________), come non detto. E poi, per il terzo, quello dei manici… abbiamo bisogno di (24 alcuni pezzi______________________) pezzo (25 in eccesso______________________).
Mario M.: – Sì? Quanti? Ve ne abbiamo mandati cento, se non sbaglio… sono già (26 tanti, parecchi______________________), no?
PincoPallinoSpA: – Sì, ma ce ne sono arrivati (27 una quantità maggiore______________________), solo ottanta. E va bene, perché comunque ve ne devo chiedere (28 cinquanta in più______________________) cinquanta. Cioè, (29 in totale______________________) centotrenta. Ce la fate a mandarceli per il quindici del mese prossimo?
Mario M.: – No, è (30 esageratamente______________________) presto. Vi va bene per fine mese?
PincoPallinoSpA: – No, dai, cerca di farceli per il venti, massimo. Abbiamo (31 non molto______________________) margine per la produzione.
Mario M.: – C’è (32 abbastanza______________________) poco tempo… se fosse (33 un diverso______________________) periodo, ma ora, con la Pasqua in mezzo…
PincoPallinoSpA: – Beh, accidenti, fate (34 qualche cosa______________________), sennò va a finire che mi cominciano a chiedere preventivi di (35 diverse______________________) ditte…
Mario M.: – Dai, dai, che ci conosciamo. Non sono (36 tanti, parecchi______________________) quelli che lavorano come noi.
PincoPallinoSpA: – Eh, sì, si vede! Beh, dai, fammi sapere (37 qualche cosa______________________) al più presto, e cerca in (38 ogni, qualunque, tutti i modi______________________) modo di controllare bene (39 qualsiasi______________________) fase della produzione delle fibbie, perché c’è (40 qualche cosa______________________) che non va. Non hai (41 alcuna______________________) idea di cosa possa essere successo?
Mario M.: – No, no, può essere stato (42 qualsiasi persona______________________). Ho (43 alcuni______________________) sospetti, ma devo controllare, prima. Ma non ti preoccupare: (44 qualche persona______________________) pagherà, se l’errore è nostro. (45 Qualche altra cosa______________________)?
PincoPallinoSpA: – No… ti sembra (46 non molto______________________)? Mi raccomando, per lunedì prossimo voglio sapere (47 qualche cosa______________________), e (48 non ci sono______________________) scuse, stavolta, ok?
Mario M.: – Stai tranquillo, non ci sarà (49 alcun______________________) problema stavolta. Ciao, a lunedì.

Come fare per sapere se è corretto? Beh, puoi guardare le soluzioni, o usare la funzione “Practice” di queste Flashcards online. Apri il link, fai click sulla linguetta “Practice”, e ricorda di mescolare le schede facendo click sul bottone con la doppia freccia incrociata

bottone mescolare le schede

La prima “scheda” contiene le istruzioni, quindi non è parte dell’esercizio. Clicca direttamente, te la darà per sbagliata, e ti darà come soluzione la seconda parte delle istruzioni.

Oppure, puoi indicare in questa lista (da stampare, non è interattiva) il numero corrispondente al “buco” del dialogo in cui va la parola giusta della lista. In questa lista, le parole appaiono smistate in gruppi di otto, di colori diversi. Poi puoi controllare la soluzione dell’esercizio.

Se vuoi vedere le parole all’interno del dialogo, usa il dialogo con le parole giuste.

Se vuoi controllare di aver imparato le espressioni e fare arrivare a me il risultato, e hai un conto Gmail (o compatibile), puoi aprire questo link, accettare di “fare una copia” del documento, poi seguire le istruzioni che troverai per dare l’accesso, e realizzare l’esercizio online, mandandomi poi i risultati.

Se vuoi lavorare sul dialogo con un compagno, a lezione, potete usare questi fogli, per poi correggervi a vicenda: SplitClozeConPisteA, SplitClozeConPisteB. Lo studente li può usare anche da solo, alternando dall’uno all’altro e cercando di ricordarsi le soluzioni. Il fatto di averle appena lette sull’altro foglio attiva la memoria, che sarà poi rinforzata dall’ascolto.

Potete anche usare queste versioni, senza piste (cioè, senza gli indefiniti che ti guidano per trovare quello giusto), SplitClozeSoloA, SplitClozeSoloB, e per guidarvi, usare questa lista degli indefiniti, separati in gruppi di otto, su due righe colorate diversamente.

Infine, se vuoi controllare l’equivalenza tra gli indefiniti dati come “piste” e quelli che effettivamente si usano nel dialogo originale, puoi guardarla qui.

INSEGNANTE: TUTTE QUESTE VARIANTI dell’esercizio provengono da UN SOLO foglio GSheet, il “Clozatore”, che usa UNA SOLA MATRICE per tutte le versioni. Se guardi in dettaglio l’esercizio, ci sono due o tre cose da correggere o migliorare. Mediante il mio strumento, basterà correggerle una sola volta, e tutti i materiali verranno automaticamente aggiornati in funzione delle correzioni che hai svolto, per cui si manterranno perfettamente coerenti. Per esempio, se decidessi di aggiungere o togliere un espunto… tutto, dalla numerazione agli “smistamenti” sui fogli SPLIT, si adatterà da solo, senza che tu faccia niente.

Gli indefiniti alternativi, quelli che vengono usati come “piste”, possono essere aggiunti o tolti da tutti i formati con UN SOLO CLICK. Potresti aggiungere altre cose, a piacere, senza toccare i documenti originali, ma solo la matrice base. Per esempio, la traduzione in spagnolo (ClozeCompleto, SplitClozeA, SplitClozeB, eccetera). Ma puoi aggiungere quello che vuoi! Dovrai scrivere i dati UNA SOLA VOLTA, in una delle colonne disponibili, e poi sceglierli per tutti i materiali, con un solo click. Se successivamente vorrai ritoccarli o corregerli, lo farai, anche in quel caso, una sola volta per tutti i formati.

Ti piacerebbe disporre di questo strumento per poter realizzare i tuoi “Fill-in-the-blanks” personalizzati?

SCRIVIMI a davideprofe@gmail.com

Guarda questo documento di presentazione del Risponditore, il Clozatore e l’Abbinatore.

Parliamo di Fiducia e Diffidenza

Audio

https://italianosemplicemente.com/wp-content/uploads/2018/10/lezione13daria1.mp3

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ernest

Trascrizione

Giovanni: Ciao ragazzi, io sono Giovanni, e oggi ci occupiamo di Italiano Professionale, con un nuovo episodio della nostra Daria dalla Russia.

Abbiamo iniziato con Andrè, che si è definito il corrispondente di Italiano Semplicemente dal Brasile. In un recente episodio Andrè ci ha parlato delle elezioni nel suo paese, elezioni che hanno portato il candidato Bolsonaro alla vittoria, anche Daria ora (anche lei come Andrè è un membro dell’associazione), rivendica il suo ruolo di “Corrispondente”, ovviamente dalla Russia, la sua terra.

Si sta delineando quindi una nuova “figura”, che stanno assumendo i membri dell’associazione Italiano Semplicemente.

E’ una bella novità che mi piace molto questa del corrispondente estero. In questo modo sicuramente si impara di più, le frasi, le espressioni, i modi di dire si memorizzano più facilmente e in questo episodio Daria si esercita con alcune espressioni imparate nella lezione n. 13 del corso di Italiano Professionale, dedicata alla fiducia e alla diffidenza, un argomento abbastanza delicato e comune a tutte le professioni.

A te la parola Daria.

Daria: Buongiorno a tutti da Daria, corrispondente dalla Russia di italiano semplicemente.

Mentre ascoltavo la lezione numero 13 del corso di ITALIANO PROFESSIONALE mi è venuta in mente un’idea.

La lezione è dedicata alla fiducia ed alla diffidenza e quando parliamo di questo argomento nei confronti delle persone nuove in un’azienda, le raccomandazioni o le referenze possono valere diversamente.

Mi spiego meglio. Una ditta relativamente piccola, locale, in genere considera l’assunzione di manodopera ad esempio, una questione innanzitutto di fiducia e soltanto subito dopo di professionalità della persona. Non di rado un nuovo lavoratore si cerca tra le persone referenziate, oppure tra i conoscenti perché Il successo di tutta la ditta dipende da ogni lavoratore. Ogni volta si devono valutare tutti i pro e i contro. Visto che ci deve essere sempre con la persona nuova un’unione di intenti (nota: espressione spiegata nella lezione n. 12 del corso), talvolta sarebbe preferibile non rischiare e provare ad eseguire il lavoro da solo; come si dice in questi casi: chi fa da sé fa per tre.

Per quanto riguarda le grandi aziende, secondo me, il proverbio italiano “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio” descrive bene il concetto delle referenze. Qui nessuno può essere al di sopra di ogni sospetto. Così come l’abito non fa il monaco, le referenze non danno garanzia che si possa contare ciecamente su di un nuovo arrivato.

Tra l’altro quasi tutti i lavoratori hanno buone o ottime referenze da loro precedenti posti di lavoro. Quindi non ci sono reali certezze che effettivamente si tratti di persone che siano degne della nostra fiducia. Vanno messi alla prova dei fatti.

Lavorando insieme coi nuovi assunti i primi tempi gli altri lavoratori mantengono relativamente le distanze, cioè si comportano in modo amichevole ma piuttosto formale. Non si tratta di diffidenza, ma si sa che spesso l’apparenza inganna e non viene spontaneo dare troppa confidenza da subito, solamente perché qualcuno lavora fianco a fianco a te. Sarà sicuramente capitato anche a voi.

Con il passar del tempo si può invece acquistare la fiducia dei nuovi colleghi.

Ho una certa esperienza personale nel dare referenze alle persone conosciute al lavoro che hanno guadagnato il mio credito in un’azienda e poi hanno iniziato a lavorare in un’altra.

Guardandomi indietro direi che non sempre le persone che si sono ben comportate in un’azienda saranno così efficaci in un’altra, e viceversa, ed il fatto che le persone facciano valere il proprio talento distintamente nei vari ambiti ha seminato in me il dubbio se le referenze possano risultare veramente utili.

Non so come funzioni in Italia e quanto la cultura possa influire su questo.
A voi è mai capitato di fornire le proprie referenze a qualcuno, che ne pensate?

Un saluto dalla vostra Daria, corrispondente di italiano semplicemente dalla Russia.

Giovanni: bene, grazie Daria perché hai fatto un ottimo lavoro. Hai anche usato espressioni delle lezioni precedenti del corso e devo dire che è molto interessante quello di cui hai parlato.

Tutti possono ascoltare la prima parte della lezione n.13 se vogliono, metto un collegamento nella trascrizione di questo episodio, per tutta la lezione, come per l’intero corso di Italiano Professionale, vi aspetto nella nostra associazione.

Un saluto fiducioso da Giovanni.

Italiano professionale: Rischi ed opportunità nel settore della farmaceutica

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Trascrizione

Giovanni: ciao ragazzi buongiorno!

In questa lezione n. 11, “rischi ed opportunità”, lezione del corso di ITALIANO PROFESSIONALE Daria, ragazza di nazionalità russa e membro dell’associazione Italiano Semplicemente, prova ad utilizzare alcune delle frasi imparate nel corso di questa lezione.

A te la Parola Daria.

Daria: La lezione undici del corso di ITALIANO PROFESSIONALE ha a che fare con un l’argomento sicuramente scottante, non solo in ambito lavorativo, ma anche nella vita quotidiana. Infatti, l’atteggiamento di fronte al futuro contingente rivela molto del carattere delle persone.

Quelle positive e curiose, di fronte ad un’opportunità cercano sempre di battere il ferro finché è caldo e un’altra loro fondamentale caratteristica è che fanno sempre un tentativo di considerare una situazione da tutti i possibili punti di vista spesso molto diversi tra loro, sfruttando così le opportunità che si presentano al massimo.

La prontezza nell’azione è altresì fondamentale, perché come si dice, chi non risica non rosica.

Rischiando, però, lo dice la parola stessa, possono sfuggire fattori importanti: si deve sempre tenere a mente, ad esempio, dell’esistenza di leggi nel settore di competenza, e prendere i dovuti provvedimenti senza difettare in superficialità.

È un equilibrio difficile. Sul mercato farmaceutico ad esempio, che è quello di cui mi occupo personalmente, ogni opportunità va sempre considerata tenendo conto dell’applicazione rigorosa della legge.

Se, ad esempio, i ricercatori scoprono una nuova molecola che consente di trattare efficacemente una malattia, un’azienda farmaceutica non può, nel tentativo di cogliere l’occasione al volo, lanciarla subito sul mercato.

È necessario invece svolgere le prove cliniche, registrare il nuovo farmaco ed avere tutte le pezze d’appoggio prima di mettere sul mercato una medicina. Insomma c’è un rigoroso iter burocratico da seguire.

Possiamo sicuramente dire che in questo mercato, quello della farmaceutica, non si può vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso. Curiosamente a volte accade anche che due o tre aziende farmaceutiche sono impegnate in ricerche sulla stessa molecola. In questi casi ha sempre la meglio l’azienda che non si sbilancia e che invece supera le prove cliniche e di registrazione rispettando la legge e completando l’intero iter da seguire. Vince sempre l’azienda che riesce a preparare i documenti giustificativi per prima.

Un altro fatto curioso e che fornisce una grossa opportunità è che talvolta lo Stato permette di usare il nuovo farmaco in un paese prima della registrazione, a condizione però che quel prodotto sia già stato registrato in altri paesi.

In questo caso un’azienda farmaceutica prende due piccioni con una fava: far conoscere ai medici il nuovo prodotto e condurre delle prove cliniche. In questo modo fanno quindi di necessità virtù, perché le prove sugli esseri umani è sempre l’ultima e indispensabile fase delle prove cliniche.

Buono a sapersi vero? Questa in effetti è una opportunità rara e pregiata. I pazienti, dei veri esseri umani, vengono a cascare a fagiolo, e allo stesso tempo sono davvero fortunati perché hanno il nuovo medicinale, certamente più efficace (nella maggior parte dei casi) prima degli altri.

Ognuno è libero di operare a propria coscienza ovviamente, ma il mio consiglio è di non buttare a mare tali occasioni e, assicurandosi di essere venuti a conoscenza di tutto ciò che c’è da sapere, dare il proprio ok per partecipare alle prove cliniche.

Bene, ho terminato il mio contributo personale. Spero di essere stata utile a tutti.

Un saluto da Daria a tutti e buona giornata!

Donazione personale per italiano semplicemente

Se hai gradito questo episodio puoi aiutare Italiano Semplicemente con una donazione personale. Le donazioni sono utilizzate solamente per sviluppare il sito ed aiutare un maggior numero di persone nell’apprendimento dell’Italiano. Grazie. Giovanni

€10,00

L’importanza del controllo e della programmazione nel lavoro

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Descrizione

Questo episodio, scritto e registrato da una ragazza di nazionalità russa di nome Daria rappresenta una presentazione al pubblico della settima lezione del corso di italiano professionale, dedicata al “controllo dl futuro”.

Daria cera di utilizzare alcune delle espressioni imparate nel corso della lezione. Se vuoi ascoltare la lezione ed avere a disposizione l’intero corso fai9 la tua richiesta di adesione all’associazione culturale Italiano Semplicemente.

Daria è membro dell’associazione.

Buon ascolto.

Trascrizione

L’argomento della settima lezione è il controllo, che ha a che fare anche con la programmazione del lavoro.
Quando la programmazione e’ stata fatta precisamente e tutti gli accordi sono stati stabiliti, ci si comporta con calma e gesso e occorre controllare che tutte le fasi del progetto vadano tranquillamente.
Alle persone esperte non piace essere prese alla sprovvista: Preferiscono tenere il lavoro sotto controllo e se rispondono a qualcuno con una vaga frase come “a Dio piacendo”, manifestando una apparente mancanza di programmazione, è molto probabile che abbiano invece un asso nella manica e non vogliano svelare i loro piani.
In Russia ancora esistono le organizzazioni che danno poco importanza alla programmazione. Anziché descrivere nei dettagli delle varianti, anche quelle negative, spesso si dicono “Chi vivrà vedrà” e così mettono da parte le decisioni importanti.
Quando un momento rischioso si avvicina, invece di tentare di controllare le cose, contano su Dio e aspettano che Dio gliela la mandi buona.
Di fronte a una crisi i russi si sentono molto motivati e ce la mettono tutta per superarla.
Alle perse, si dicono di aver acquistato una esperienza utile per il futuro. Infatti, l’esperienza serve tanto.
Gli esperti di fronte a una crisi non dicono: mi venisse un colpo! ma sanno rimediare a un incomodo.
Alla fine vorrei aggiungere che a me personalmente a volte capitano giorni che invece di lavorare con produttività vado a caccia di farfalle.
Spero che questa situazione sia considerata “umana” e “normale”.
L’importante è che non accada tutti i giorni.
Buona giornata e buon lavoro a tutti, ciao!