279 – Passi che…

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Passi che

Trascrizione

Giovanni: ecco un altro episodio che ha a che fare con la pazienza. Abbiamo visto “lasciar correre” nell’ultimo episodio, e oggi vediamo un’espressione particolare che si usa quando la pazienza sta finendo, o che si è già avuta abbastanza pazienza, quando si è sopportato molto, troppo, e adesso basta. Adesso non vogliamo sopportare più, adesso la pazienza è finita.

Vi faccio un esempio. Ammettiamo che un ragazzo di nome Marco stia seguendo una lezione di italiano a scuola, ma è arrivato tardi alla lezione, poi non è attento durante la lezione e ad un certo punto il ragazzo si addormenta sul banco.

A questo punto il professore, che non può sopportare tutte queste cose accadute, dice:

Adesso basta Marco. Passi che arrivi tardi alla lezione, passi pure che non stai molto attento quando io spiego. Ma se ti addormenti addirittura durante la lezione, questo è troppo!

In questo esempio il professore pronuncia due volte “passi che”.

Utilizza il verbo passare al congiuntivo.

“Passi che” significa “sono disposto a lasciar correre su questo”.

Perché si usa il verbo passare? Passare indica movimento, proprio come correre. Pensate a quando qualcuno vi chiede il permesso di passare prima di voi, ad esempio in strada, o al supermercato. Voi se siete gentili dite: prego, passi pure, avanti. State dando del lei. Lei passi, passi pure. Passi pure prima di me. State concedendo un permesso perché siete gentili.

Allo stesso modo, quando sopportate qualcosa che non vi piace, voi, se siete pazienti e gentili, sopportate e lasciate correre, cioè lasciate passare questa cosa senza protestare.

Dire “passi che” seguito da qualcosa che mi ha dato fastidio, equivale a dire pertanto: “sono disposto a sopportare questa cosa fastidiosa: “che questa cosa passi”.

Però questa espressione si usa quando si sono sopportate troppe cose, si sono lasciate passare troppe cose, si è lasciato correre su troppe cose. Prima si dicono tutte le cose che si sono sopportare, e alla fine però si dice che ora basta, perché è accaduto qualcosa sulla quale non si può più transigere, non si più sopportare, non si può più lasciar correre.

Quindi rivediamo la frase:

Adesso basta Marco. Passi che arrivi tardi alla lezione, passi pure che non stai molto attento quando io spiego. Ma se ti addormenti addirittura durante la lezione, questo è troppo!

Il professore vuol dire che è disposto a sopportare il ritardo, ed anche che non sta attento durante la lezione, ma non può sopportare che si addormenti durante la lezione.

Si solito si è sempre arrabbiati quando si usa questa espressione o quantomeno irritati.

Vediamo un altro esempio.

Una donna è arrabbiata col marito:

Passi che non ti ricordi del mio compleanno. Passi pure che neanche mi saluti più quando esci di casa. Però non riesco a sopportare che pretendi anche di trovare il pranzo e la cena pronti tutti i giorni.

E voi potreste dirmi: Giovanni, la tua rubrica si chiama due minuti con italiano semplicemente. Ora, noi studenti siamo molto pazienti, e passi che un episodio duri tre minuti, non ci sono problemi. Passi pure che ce ne sia qualcuno della durata di 5 o 6 minuti, ma che tu Giovanni, ogni volta, fai episodi molto lunghi più di due minuti, questo non è giusto.

Avete ragione ragazzi. Allora vi lascio alla frase di ripasso.

Sarò conciso: non è che mi dispiaccia se quest’estate non potrò andare al mare; a me infatti piace molto di più la montagna. Il problema è che a ragion veduta avrei prenotato prima. Ora c’è il rischio che non troverò più posto neanche nelle località più in.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

278 – Lasciar correre

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lasciar correre

Trascrizione

Giovanni: siete dei tipi tolleranti, pazienti, oppure siete assolutamente intransigenti?

Se siete tolleranti, se cioè vi capita spesso di tollerare dei comportamenti di altre persone, se cioè sopportate pazientemente, se siete persone predisposte alla pazienza e al perdono, ebbene, vi capiterà altrettanto spesso di lasciar correre.

Se invece non avete molta pazienza probabilmente non lasciate mai correre di fronte a qualcosa che non vi piace.

Questo accade quando c’è qualcosa che non va, qualcosa di negativo, spesso per colpa di una persona, del suo comportamento, e voi anziché arrabbiarvi o rimproverare questa persona, fate finta di non vedere questa cosa negativa che è accaduta. Preferite lasciar correre, cioè far finta di niente.

Si può usare anche quando si invita a stare tranquilli, per non innervosirsi o per non farsi coinvolgere troppo.

Vediamo qualche esempio

I miei studenti hanno fatto molti errori di pronuncia durante il colloquio ma in quell’occasione ho preferito lasciar correre per non farli emozionare.

Mio figlio ha alzato la voce con me, e non potevo lasciar correre. L’ho messo subito in punizione.

Dopo che l’intervento del presidente è stato contestato, lui non ha lasciato correre ed ha insultato tutti i suoi contestatori.

Vivi e lascia vivere” è un noto proverbio italiano. Il suo significato è che non bisogna interferire, ma invece occorre lasciar correre e girare la testa dall’altra parte se il proprio desiderio è vivere tranquilli.

Un’espressione informale, usata da tutti, sia come invito:

lascia correre, non ti arrabbiare, non dar retta a queste persone

Sia se parliamo di noi stessi:

Se avessi lasciato correre non mi troverei in questa situazione

Siamo stati insultati ma noi abbiamo lasciato correre.

Potete usarla quando volete in occasioni informali.

Più formalmente anziché dire “lascia correre” potreste dire “non si preoccupi” (dando del lei) “sia paziente” oppure usare il verbo transigere e essere transigenti:

Non posso transigere di fronte a questi comportamenti!

Che equivale a dire:

Non posso lasciar correre di fronte a questi comportamenti.

Perché si sua correre?

Sta a indicare semplicemente che non ci si deve fermare a commentare, a riflettere, a discutere.

Ora ripassiamo qualche espressione precedentemente imparata su questa rubrica.

Ascoltiamo Sofie e sua figlia dal Belgio. Sofie è membro del’associazione Italiano Semplicemente.

– Ciao mamma , come mai sei già sveglia a quest’ora? Non ti pensavo cosi mattiniera! Ci sta qualcosa che non ti torna?

– Ciao Emma, hai proprio ragione. Oggi non mi gira bene. Ho passato una notte in bianco.

– Come mai? C’è qualcosa che ti ronza per la testa?

– Ieri, dopo 2 mesi di lavoro a distanza sono tornata in ufficio e li mi sono beccata insulti a destra e a manca.

– Non capisco proprio. Hai sempre dato anima e corpo al tuo lavoro.

– È vero. Ma devo ammettere che lo smart-working non è stato alla mia portata e negli ultimi tempi ho sgarrato un po’. Cosi sono finita nel mirino dei miei giovani colleghi.

– Ma lascia correre e abbi un po’ di pazienza. Gliela farai pagare a tempo debito.

– Eh si, la vendetta è un piatto che va servito freddo!

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