196 – VOLENDO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Ciao ragazzi e ben trovati.

Nell’ultimo episodio di due minuti con Italiano Semplicemente ci siamo occupati dell’espressione “se vogliamo“. Ricordate? Abbiamo visto il verbo volere, in questa espressione colloquiale si usa per esprimere una opinione, facendo una associazione più o meno condivisibile.

Un membro dell’associazione mi ha fatto però una domanda:

Natalia (Colombia): Ho appena ascoltato i due minuti di oggi, molto usata nel parlato comune, ma volevo sapere se questa espressione è equivalente a “volendo”. Me lo puoi spiegare per favore?

Certo Natalia, grazie della domanda.

Allora, può sicuramente capitare di ascoltare “volendo” usato impropriamente al posto di “se vogliamo“, ma volendo rappresenta semplicemente l’espressione della nostra volontà, quindi non si deve usare con lo stesso senso di “se vogliamo” che abbiamo spiegato.

“Volendo” significa “se c’è la volontà”, “se si vuole”, quindi si può usare per esprimere una volontà, oppure una proposta, o una alternativa ad una proposta:

Per divertirci potremo andare a cena a casa mia va bene? Volendo possiamo anche acquistare del vino, che ne dite?

Posso anche dire:

Giocavo con la palla e non volendo, ho rotto il vetro, scusate!

Questo significa che non c’era volontà da parte mia. Non l’ho fatto apposta, non volevo. L’ho fatto non volendo, l’ho fatto inavvertitamente. Posso anche dire così.

Se devo dare una risposta, ma non sono convinto o non voglio dire proprio “no” posso usare “volendo”:

Se vuoi possiamo cena insieme una di queste sere che ne dici?

Non siete proprio convinti di questo, anzi vorreste proprio rifiutare, ma…. meglio glissare!

Risposta: sì, volendo…

In questo caso il tono non deve essere molto convincente però 🙂

Posso anche usarlo al posto di “se vogliamo“, ma in questo caso si usa il verbo volere normalmente. Se ad esempio facciamo un esame di lingua italiana e non va molto bene, il professore potrebbe dire:

Se vogliamo essere generosi, possiamo dire che raggiungi la sufficienza!

Quindi è come dire: volendo essere generosi“, se c’è la volontà di essere generosi. Non è un’azione necessariamente legata a “noi”, ma si usa lo stesso questa forma, a volte anche solo per darsi un tono.

Questa frase però non ha affatto lo stesso significo di “se vogliamo”, nel senso di fare una associazione forzata condivisibile o meno. Non stiamo facendo questo.

Per fare una ulteriore differenza rispetto a “se vogliamo” posso dire che “volendo” si usa con i fatti, è collegata più spesso ad azioni, non ad associazioni o opinioni.

Quindi si tratta semplicemente di volere nella forma del gerundio. Più simile a “se mi gira” molto spesso. Anche di questa espressione ci siamo già occupati.

Un altro membro mi ha chiesto se “addirittura” può sostituire “volendo“.

In realtà no, perché addirittura ha la funzione di sottolineare la straordinarietà di un fatto, si usa per esprimere anche una esagerazione. Non è questo il caso.

Ascoltiamo adesso il ripasso quotidiano:

Leijla (Bosnia): La diffusione del nuovo Coronavirus è andata al di là delle previsioni dell’Istituto Mondiale di Sanità. Questo può preoccupare, ma se vogliamo può capitare di sottovalutare gli effetti di un nuovo virus se ti prende alla sprovvista. La cosa importante è avere sempre ben presente il benessere mondiale senza sgarrare troppo spesso: non si può essere perfetti, qualcosa può sfuggire ogni tanto. Intanto però più di 400 persone sono già andate. Poveracce. Chissà se si fossero già fatte un’idea dell’aldilà

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Camille (Libano 🇱🇧):

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

COPERTINA frasi idiomnatiche 2

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195 – SE VOGLIAMO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Oggi ci occupiamo ancora del verbo “volere”. Abbiamo già visto più modi di usare questo verbo. Oggi vi parlerò di “se vogliamo“. Non si tratta di interpretare queste due paroline nel modo classico, perché la particella “se” generalmente indica una condizione da rispettare, o una possibilità: ad esempio:

Se vuoi posso darti un bacio

Se vogliamo oggi possiamo fare colazione insieme

eccetera.

No, non parlo di frasi di questo tipo. “Se vogliamo” spessissimo è usata nel linguaggio colloquiale non per indicare una condizione o una possibilità, ma come una modalità per esprimere un concetto ma con una certa forzatura. E’ un modo di parlare impreciso in realtà: si cerca di fare una associazione tra idee ma senza troppe pretese di precisione, di veridicità assoluta o di validità universale. A volte è solo un’opinione. Qualche esempio vi schiarirà la mente:

Le lezioni di Italiano Semplicemente sono interessanti, e, se vogliamo, anche divertenti a volte.

Ecco, qualcuno quindi potrebbe trovare queste lezioni non solo interessanti, ma anche divertenti, perché no!

La vita di coppia può dare molte soddisfazioni, e se vogliamo, tutto sommato è anche meno noiosa della vita da single.

Qualcuno potrebbe trovarla meno noiosa dunque (la vita di coppia), altri penseranno che questa sia una sciocchezza, altri una fortuna, altri ancora solo una forzatura, appunto.

Chi si batte per la difesa dell’ambiente è da lodare. Sono persone meno egoiste delle altre, e se vogliamo anche più intelligenti.

Notate che non si usa solamente con la versione “vogliamo” (relativa a noi). Si può usare anche nella forma “se vuoi“, ma è meno diffuso. Si usa nello stesso modo comunque:

La cosa importante è che enunciamo un concetto e poi un altro. In mezzo ai due mettiamo “se vuoi” o “se vogliamo”. Quasi sempre troverete la congiunzione “e”.

Ora ripassiamo alcune espressioni passate, grazie a Ulrike e Leijla, due membri dell’associazione Italiano Semplicemente:

Ulrike: Ciao Leijla! Ti ricordi della puntata numero 58 di questa rubrica? L’hai presente?

Leijla: Ulrike, siamo giunti quasi a 200 puntate. In cosa verte la numero 58? Abbi pazienza, non ricordo.

Ulrike: Ah sì, scusami, si tratta dell’espressione un’ anima in pena.

Leijla: Ah ok, e cosa vuoi dirmi in merito?

Ulrike: Sai, ho rispolverato qualche vecchia espressione, tra cui questa, e stavo pensando alla situazione preoccupante per gli studenti qualora la rubrica dei due minuti dovesse finire. Questo esempio si trova in quell’episodio.

Leijla: ah sei tu l’anima in pena dunque? Questa possibilità ti ronza per la testa? Ma Come sarebbe a dire che finisce la rubrica? anzi, non hai notato la nascita delle due ulteriori rubriche realizzate sulla falsariga della prima? Tranquilla!

Ulrike: Va beh..avrai ragione Leijla, sicuramente un’idea peregrina questa, però una volta sorta, piano piano mi aveva causato un crescendo di preoccupazioni inutili. Evidentemente quest’esempio non ha niente a che spartire con la realtà. Grazie mi sei stata d’ausilio. A presto Leijla, una carezza alla bimba.

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

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“Al che” (episodio n. 300 di Italiano Semplicemente)

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È possibile ascoltare e/o scaricare il file audio in formato MP3 tramite l’audiolibro in vendita su Amazon.

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Daria:

La notizia da Mosca per radio italiano semplicemente:
Non sarebbe una sorpresa sapere che a Mosca come in tante altre città esiste il servizio di noleggio bici. È vero che le bici sono sempre piaciute ai cittadini, ma piuttosto come uno svago estivo e in famiglia. Infatti il nostro clima non ci permette di godere delle passeggiate in bici tutto l’anno, il che rende l’idea di un noleggio bici difficilmente realizzabile.
l’altro ieri è arrivata invece una notizia positiva e anche molto curiosa dal sindaco di Mosca: Il noleggio bici è diventato assai conveniente. Al che i cittadini hanno dimostrato un certo apprezzamento per gli sforzi del sindaco. Infatti il numero delle persone che hanno noleggiato biciclette è aumentato notevolmente da quella dichiarazione.
Nei primi tre mesi della “stagione della bicicletta” i cittadini hanno fatto più di 2,5 milioni di noleggi. In altre parole, il 20% dei cittadini hanno noleggiato la bici almeno una volta negli ultimi tre mesi, al che anche io ho deciso di provare ad usare il noleggio bici nella mia città.

Ciao Daria, e buongiorno a tutti. Benvenuti in questo nuovo episodio (il n 300) di Italiano Semplicemente. Io sono Giovanni, e adesso vi spiego il significato di una espressione che Daria ha utilizzato ben due volte nella sua notizia riguardante Mosca e il noleggio delle bici.

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L’espressione è “al che“, due semplici parole che compongono questa locuzione verbale, che si usa solamente all’orale e che non troverete spiegata in altri siti tantomeno in qualche dizionario di italiano.

Dunque Daria ha detto che:

Il noleggio bici è diventato assai conveniente. Al che i cittadini hanno dimostrato un certo apprezzamento per gli sforzi del sindaco.

Poi ha aggiunto alla fine:

Il 20% dei cittadini hanno noleggiato la bici almeno una volta negli ultimi tre mesi, al che anche io ho deciso di provare ad usare il noleggio bici nella mia città.

In entrambi i casi al che serve a collegare due frasi, di cui la seconda è la conseguenza della prima.

Per sostituire “al che” , il modo migliore è senza dubbio dire “a quel punto”. In questi modo non vi sbagliate mai.

Al che si utilizza come dicevo solamente all’orale, e soprattutto in prima persona. Quasi sempre si sta parlando sempre di sé stessi. Si parla di una cosa accaduta e poi si vuole aggiungere che c’è stata una reazione da parte vostra, una reazione che ha causato una conseguenza:

Dopo che Il 20% dei cittadini ha noleggiato la bici almeno una volta negli ultimi tre mesi, a quel punto (al che) anche Daria ha deciso di provare ad usare il noleggio bici nella sua città, Mosca.

Solitamente si usa sempre al passato perché si sta parlando di qualcosa di già accaduto che ha generato una vostra reazione. È una modalità discorsiva questa per esprimere il concetto di reazione o conseguenza. Discorsiva e veloce. Questo non significa che non possiate riuscire ad usarla al presente o al futuro, ma sicuramente è più difficile.

Vi faccio altri esempi comunque che vi invito a ripetere per memorizzare (settima regola d’oro di italiano semplicemente: parlare).

Ieri volevo andare al mare ma è cominciato a piovere ☔, al che ho dovuto rinunciare.

Non ce l’ho fatta a prenotare nel mio ristorante preferito, al che mi sono accontentato di una pizzeria.

Non riuscivo a capire la spiegazione, al che decisi di ripetere l’ascolto.

Non mi piace molto la grammatica, al che ho aderito all’associazione italiano semplicemente.

All’inizio Daria ha usato anche una espressione simile: “il che”. Daria ha detto:

Il nostro clima non ci permette di godere delle passeggiate in bici tutto l’anno, il che rende l’idea di un noleggio bici difficilmente realizzabile.

Vedete che i concetti sono simili, ma il che fa riferimento diretto alla prima frase. A questo serve “il”. Invece “al che” si usa per evidenziare la conseguenza.

Al = a+il. Non c’è molta differenza in fondo.

 

Da “il Decamerone”

“Il che” si usa spesso in frasi in cui si spiega qualcosa. Ad esempio:

Ho baciato una ragazza ieri. La ragazza poi mi ha detto: Mi hai baciato, il che vuol dire che mi ami, al che io ho dovuto rispondere: ma sei impazzita? Al che lei mi ha dato uno schiaffone, il che significa che si era arrabbiata molto. Un momento di silenzio è seguito, poi lei, con un sorriso bellissimo, mi ha fatto capire che mi aveva perdonato, al che l’ho baciata nuovamente, ma lei mi ha respinto. Ho capito allora di essere innamorato, il che significa che quel sorriso era un’arma letale. Al che lei mi ha presentato ai suoi genitori.

Un saluto da Giovanni.

Vi aspettiamo nella nostra associazione.

Daria vuoi dire qualcosa ai nostri ascoltatori?

Daria: buona giornata a tutti e spero di sentire i vostri commenti sul gruppo whatsapp di italiano semplicemente.

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