415 – Forte di

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Giovanni: oggi, cari amici, ci occupiamo dell’espressione “forte di”. Vorrei farlo ancora una volta con l’aiuto dei miei amici e membri dell’associazione Italiano Semplicemente. Se siete d’accordo eh?

Olga: io ci sto. Anche se mi è rimasto un dubbio sul termine reduce. Si può usare in senso positivo?

Giovanni: si, si può fare infatti “essere reduci da” molto spesso si usa al posto di “venire da“, quindi semplicemente citando qualcosa di vissuto, un’esperienza positiva o negativa.

Ad esempio nello sport posso dire che una squadra è reduce da 10 vittorie consecutive. Si può fare. Non è tanto la memoria in questo caso la protagonista, ma ciò che è appena accaduto, cioè le ultime esperienze vissute. Vero Max?

Max: invece l’espressione di oggi Giovanni, “forte di” cosa ha a che fare con la forza?

Giovanni: Ok, grazie della domanda. Ci sono altre domande?

Ulrike: ciao Gianni. Avevi annunciato un episodio sulla locuzione “forte di”. Allora ho dato un’occhiata su google ed ho visto che ci sono significati diversi! C’è un utilizzo particolare di cui vuoi parlare?

Giovanni: grazie anche a te Ulrike. Bella domanda.

Normalmente trovate frasi come:

Sono più forte di te

Sono più forte di prima

Sono molto forte di cuore

Siamo la squadra più forte del Campionato

Eccetera.

In questo episodio invece “forte di” è legata all’esperienza o a qualcosa che ci rende più forti, ma non fisicamente. Dopo “di” dobbiamo indicare la cosa che ci rafforza, la cosa che ci dà forza. “forte di” , in questo caso è esattamente come “rafforzato da”.

Ha a che fare con la forza perché l’esperienza vissuta in passato ci rende più forti. Soprattutto se in futuro ci ricapita di vivere esperienze simili.

Irina: e quale verbo si usa in questo caso? Sempre il verbo essere come con memore e reduce?

Giovanni: si Irina, e anche il verbo fare: essere forte e farsi forte. Ma anche nessun verbo.

Vi faccio alcuni esempi.

I lavoratori hanno fatto un accordo molto favorevole con l’azienda. Forti dell’accordo raggiunto, ora possono essere soddisfatti.

Sofie: ho una domanda sulla preposizione da usare: stavolta è “di” e non “da”. Perché? Con reduce usiamo “da” invece.

Giovanni: Ottima domanda Sofie. Con reduce usiamo “di” nel caso in cui reduce è sostantivo, tipo: “i reduci di guerra”. Invece quando è aggettivo usiamo “da”: “siamo reduci da una brutta esperienza”. Ad esempio. Usiamo “da” perché veniamo da una brutta esperienza.  “I reduci” invece hanno l’articolo, quindi è sostantivo.

Quindi stavolta usiamo di perché la forza viene imputata a un particolare motivo. Ad esempio:

Forte dell’esperienza vissuta

Forte di un successo avuto

Forte di molti anni di studio

Eccetera.

Poi c’è un’altra cosa da dire. La preposizione “da” è più adatta per indicare la provenienza, quindi anche le esperienze vissute, il passato, ciò che viene prima in generale.

Invece in questo caso vogliamo riferirci a ciò che ci rende forti. Vogliamo indicare quello che ci è utile adesso. E per indicare qualcosa la preposizione di è più adatta.

Xiaoheng: Quindi adesso potrei dire che, forte di questa spiegazione, sento che potrei subito usare questa locuzione. Ho detto bene?

Giovanni: perfetto cara Xiaoheng. Vedi come ho imparato bene la pronuncia del tuo nome, forte di tanti tentativi?

Komi: riguardo all’uso del verbo fare, “farsi forte” di qualcosa è diverso da “farsi forza”?

Giovanni: infatti caro Komi, molto diverso. Farsi forza significa farsi coraggio, incoraggiarsi. Si può dire a una persona che non sembra avere la forza di affrontare qualcosa. Se devi fare un esame ma hai paura di non superarlo io posso dirti:

dai, fatti forza e vedrai che ce la farai

Questo però non c’entra nulla con la frase di oggi ma hai fatto bene a fare la domanda.

Allora se avete altre domande, fatevi forza e fatele.

Carmen: sembra che farsi forte di qualcosa, se ho capito bene, vuol dire utilizzare questa cosa come principale argomento a proprio vantaggio.

Giovanni: proprio così Carmen. Ad esempio io, che sono il presidente dell’associazione Italiano Semplicemente, posso farmi forte di questa posizione per decidere quale sarà il prossimo episodio di cui ci occuperemo.

Vedete che in questo caso non parliamo neanche di un’esperienza passata, ma stiamo solo indicando la cosa che mi rende forte. Questo è un motivo in più per usare la preposizione “di” e non “da”. Questo la rende simile all’espressione “in virtù di” che abbiamo spiegato nell’episodio 231 di questa rubrica.

Bene, credo che abbiate abbastanza su cui riflettere. Nel prossimo episodio vediamo insieme “sulla scorta di” e vedrete che, forti degli episodi precedenti tutto sarà più facile. Un saluto e grazie a tutti i membri dell’associazione italiano semplicemente che mi hanno aiutato oggi.

414 – Reduce

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Giovanni: Allora oggi, dopo aver spiegato il termine “memore“,  è il turno di “reduce”, simile a memore, ma ci sono delle differenze. Anche oggi mi aiuteranno alcuni membri dell’associazione Italiano Semplicemente, che pare trovino questa modalità per realizzare gli episodi alquanto stimolante.

Allora, cosa mi dite di “reduce”?

Sofie: cosa significa reduce? Nel dizionario ho trovato che il concetto è usato ad esempio come un nome.

Giovanni: infatti esiste il reduce, che è una persona. Reduci se sono più persone, maschi o femmine. Si usa normalmente con i soldati che vengono dalla guerra. Quindi è simile a “sopravvissuto“.

Fernando: è interessante anche il fatto che non esista un verbo corrispondente al nome.

Giovanni: infatti anche con reduce si usa “essere reduce“, proprio come “essere memore“.

Ulrike: In un altro episodio abbiamo parlato di rimettersi in sesto che significa guarire da una malattia, riprendersi da un infortunio.
Quindi chi viene da una malattia, possiamo dire che è reduce da una malattia?

Giovanni: certo: reduce significa “che ritorna“, quindi “che viene“. Si parla di esperienze vissute, come nel caso di memore, però c’è il senso del passato rischioso, di un’esperienza passata che abbiamo superato, proprio come i reduci dalle guerre, i reduci del campo di concentramento.

Ogni volta che si ha un’esperienza pericolosa, rischiosa in qualche modo, ma che abbiamo superato, possiamo usare “essere reduce da”.

Ulrike: ma ho visto che si usa anche in modo scherzoso. Ad esempio:

Sono reduce dopo una lunga passeggiata col mio cane.

Giovanni: certo, si usa in realtà molto più spesso in questo modo. Si lascia intendere che la passeggiata, in questo caso, sia stata un’impresa!

Ulrike: il giorno dopo Natale posso dire di essere reduce dal pranzo a casa di mia madre?

Giovanni: esatto, proprio in questo modo! Va benissimo!

Irina: Mi piace questo uso scherzoso. Sembra più utile nella vita quotidiana.

Giovanni: è proprio così cara Irina! E se collaborare a realizzare questi episodi ti sembra molto a rischio di fare brutte figure, alla fine potrai dire di essere reduce dall’ultimo episodio della rubrica dei due minuti con Italiano Semplicemente.

Doris: io sono reduce da una serie di notti in bianco. Posso dire così?

Giovanni: certo, tranquillamente.

Irina: Mio fratello, reduce dall’esame di latino, è sfinito!

Irina: Il gruppo rock è reduce da un tour in Australia.

Giovanni: si può anche essere reduci da un periodo di assenza, anche se non c’è stato pericolo in questo caso.

Bogusia: Allora io direi che sono proprio io un membro reduce da un lungo periodo di assenza dal gruppo Whatsapp dell’associazione. Ma adesso sono rientrata. Siccome però sono memore delle lagne di alcuni membri, che spesso dicevano frasi come “io sono ancoraa carissimo amico“, o cose di questo tipo, da allora, mi ha preso alla sprovvista la leggerezza con cui queste persone sono riuscite a sfoderare tutti questi esempi che avete fatto Grazie mille per tutti i vostri esempi con i fiocchi.

Giovanni: bene, visto che Bogusia ci ha aiutato anche a ripassare, ci vediamo al prossimo episodio in cui ci occupiamo ancora di memoria, con la frase “forte di“.

413 – Memore

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Giovanni: ragazzi, come potremmo spiegare il termine Memore? Potete aiutarmi?

Anthony: sembra legato alla memoria. Sul dizionario ho trovato questo significato. Pare si debba usare il verbo essere, tipo “io sono Memore”

Giovanni: si, giusto Anthony. Facciamo un esempio?

Doris: sono memore di quando ero bambina.

Giovanni: si la frase Doris è corretta ma va inserita in un contesto in cui la memoria ti aiuta oggi.

Doris: allora riprovo. oggi riesco a esprimermi in italiano memore dei mille errori fatti in passato.

Giovanni: esatto, quando si usa memore bisogna generalmente anche specificare a cosa è servita l’esperienza passata. In questo caso è servita ad esprimerti meglio in italiano.

Al plurale rimane così? No, al plurale diventa memori, ma attenzione a come si pronuncia memori.

Sofie: in pratica essere memori di qualcosa significa ricordarsi di qualcosa e conservare nella memoria questa cosa per poi utilizzarla in futuro.

Giovanni: mi hai rubato le parole di bocca Sofie. È proprio così.

Sofie: si usa sempre la preposizione di?

Giovanni: si, è come dire “mi ricordo di”. Quindi essere memori di un’esperienza significa ricordarsi di quell’esperienza.

Vi faccio alcuni esempi:

Molti italiani, memori del significato delle parola fame e guerra, oggi sono felici anche se hanno pochissimo per vivere.

Memore degli errori fatti nel compito di italiano, studierò molto di più la prossima volta

Bogusia: scusa Giovanni, mi sembra di aver capito che queste esperienze avute in passato siano sempre negative.

Giovanni: hai ragione Bogusia, allora bisogna fare anche qualche altro esempio. Infatti si usa anche per i bei ricordi che conserviamo nella memoria.

Irina: che però ci hanno insegnato qualcosa, oppure che ci fa semplicemente piacere ricordare.

Giovanni: perfetto Irina. Assolutamente perfetto. Vedo che Ulrike vuole fare una domanda. Prego Ulrike.

Ulrike: Posso aggiungere un esempio?

Quando ero adolescente mia madre ha detto: un giorno quando sarai grande sarai memore dei miei consigli, vedrai. Ora so, non sono solamente memore dei suoi consigli, ma anche e soprattutto del suo amore.

Bogusia: posso essere memore della cordialità di una persona.

Giovanni: esatto. L’importante è che si conservi il ricordo di un fatto non solo nella mente ma anche nel sentimento, e anche in modo continuo, non momentaneo.
Altre domande?

Bogusia: Ah, si. Ascolto tante cose che riguardano la storia. Potrei dire anche, credo almeno, ad esempio: l’Italia è un paese pienissimo di luoghi memori di migliaia di vicende storiche. Allora non solo una persona può essere memore. Vero?

Giovanni: assolutamente si. Anche un luogo può conservare ricordi, proprio come una persona. Per oggi vi risparmio il ripasso. Può bastare così. Ci vediamo al prossimo episodio in cui vedremo ancora un termine collegato alla memoria: reduce.