565 Mi fa

Mi fa (scarica l’audio)

Trascrizione

Giovanni: oggi vediamo un interessante uso del verbo fare, un uso particolarmente adatto quando si tratta di raccontare qualcosa di accaduto: “mi fa“.

Ci siamo già occupati in altri episodi di situazioni di questo tipo: raccontare un dialogo avvenuto tra me e un’altra persona o tra persone.

Una volta abbiamo parlato di riportare e raccontare un discorso o qualcosa di accaduto in passato.

Un’altra volta abbiamo visto la locuzione “al che” e anche questa, come si è visto, è una locuzione particolarmente utilizzata ed adatta quando si racconta un episodio, un aneddoto, un dialogo avvenuto in cui ci sono coinvolte solitamente più persone.

Oggi vediamo “mi fa”, “gli fa”, “le faccio”, “gli ho fatto”, “le fa”, “ci hanno fatto” eccetera, in cui si usa il verbo fare.

Vediamo come si usa attraverso un esempio di racconto di qualcosa di accaduto.

Si tratta di linguaggio informale, colloquiale, quindi molto probabilmente un non madrelingua non conosce questa modalità espressiva.

L’altro giorno, parlando con il giornalaio, mi ha detto che avrebbe chiuso la sua edicola. Al che io gli rispondo: come mai?

E lui mi fa: sono troppo anziano per proseguire. Vado in pensione finalmente.

Allora io gli faccio: ma i tuoi figli? Non possono proseguire loro a lavorare qui?

E lui mi fa: no, loro preferiscono studiare e fare gli ingegneri.

Troppo faticoso lavorare in edicola? Gli fa una signora arrivata in quel momento.

E lui le fa: beh, lavorare in edicola è più faticoso che stare al computer.

Ed io: mi spiace, allora spero che ci vediamo presto.

Così l’ho salutato e me ne sono andato.

In questo racconto ho usato più volte la locuzione: mi fa, gli faccio, le fa.

Mi fa” significa semplicemente: “mi ha detto” , e “gli fa” sta per “gli ha detto” (a lui). “Le fa” sta per “le ha detto” (a lei, di sesso femminile).

Si usa normalmente l’indicativo presente (mi fa) del verbo fare, amche se si tratta di qualcosa accaduto in passato.

Può comunque accadere di ascoltare:

Io gli ho fatto, lui mi ha fatto, lei mi ha fatto, eccetera.

Non si usa quasi mai nelle domande, ma anche in questo caso, sebbene rarissimamente, potreste ascoltare:

E lui che/come ti ha fatto?

Cioè: lui cosa ti ha detto? Cosa ti ha risposto? In questo caso si preferisce usare il passato prossimo.

Come avete visto nel dialogo all’inizio dell’episodio, a volte, specie se questa locuzione si è già usata più volte, per velocizzare il racconto si omette il verbo fare ed anche il pronome:

Ed io: mi spiace, allora spero che ci vediamo presto

Il significato è lo stesso.

Altre volte si toglie solo il pronome, sempre per velocizzare il racconto. Stesso significato.

Io gli faccio: tu non puoi venire con noi!

E lui fa: e perché?

Ed io: perché ci stai antipatico

Questo “e lui fa” è analogo a “e lui ha risposto”, “e lui ha replicato”. Un modo veloce di raccontare un botta e risposta.

Attenzione perché ci sono molti altri utilizzi, ma con tutt’altro significato, di “mi fa” e compagnia bella di cui abbiano parlato oggi.

Mi fa schifo la pizza

Mi fa specie che non ti piace la pizza

Mi fa strano tornare a Roma dopo vent’anni

Ti fa impressione la vista del sangue

Lo fa impazzire il vino rosso

Vi fa piacere se veniamo a trovarvi?

Nostro figlio ci fa disperare

Vincere gli europei mi fa stare bene

Chi non sa perdere mi fa pena

Eccetera. Qualcuna di queste frasi tra le altre cose sono locuzioni che abbiamo già spiegato.

In questi casi “fare” è abbastanza simile a “provocare“, dunque non sostituisce “dire” ma si usa per rappresentare un’emozione, un sentimento personale.

Anche:

Mi fa male la testa

Ha un significato diverso. Stavolta simile a “avvertire” (avverto un dolore alla testa).

Per oggi può bastare così.

Ora ripassiamo un po’.

Bogusia

Benvenuta a Mary, nuovo membro dell’associazione Italiano semplicemente. Un nuovo membro suscita sempre molto interesse nel gruppo WhatsApp dell’associazione.

Irina
Eccome se ci interessano i nuovi membri. E in quanto membri noi stessi ci piacerebbe sapere di più di Mary; senza voler incalzarla, il che potrebbe causare fastidio.

Lia
Infatti, teniamo conto che ci vuole un po’ di tempo per sentirsi al sicuro in un nutrito gruppo di persone sconosciute.

Mariana
Hai proprio ragione Lia. Quando sono entrata nel gruppo whatsapp dell’associazione non ci capivo un’acca e non mi sentivo per niente all’altezza.

Hartmut

Non appena mi sono fatto vivo nel gruppo, i membri mi hanno dato il benvenuto ed in men che non si dica è svanita la fifa. Finalmente sono stati rotti gli indugi.

Komi
Ormai è un anno e passa dacché mi sono Iscritta all’associazione. Memore dei primi tempi, ero sempre agitata in balia dell‘insicurezza, quand’anche mi sforzassi. La paura di uscirmene con parole poco ortodosse ha sempre la meglio su di me. Come si suol dire, il carattere è quello che è, non ci posso fare nulla. Così è passato un bel pezzo di tempo.

Via via,strada facendo, la situazione si è messa molto meglio.

Non credo nei miracoli ma nei fatti concreti. Grazie alle 7 regole d’oro, grazie a Gianni e tutti i membri dell’associazione.
Se continuiamo così, faremo tanta strada senz’altro. Coraggio ragazzi!