646 Avere il magone

Avere il magone

File audio disponibile per i membri dell’associazione Italiano Semplicemente (ENTRA)

Se non sei membro ma ami la lingua italiana puoi registrarti qui

richiesta adesione

Trascrizione

il magone

Foto di mohamed Hassan da Pixabay

Giovanni: sicuramente tutti voi, almeno una volta nella vita avete provato una particolare sensazione, che consiste in una persistente afflizione. Il nome a cui dare questa sensazione è MAGONE.

Vediamo bene. Un’afflizione sapete cos’è? Quando una persona è afflitta è in uno stato di tristezza e di angustia, quindi quando è triste, angustiata, cioè quando è tormentata; sopraffatta dal bisogno o dalle preoccupazioni o dal dolore.

Avere o provare un “magone”  è una sensazione che si prova soprattutto quando si avverte un “nodo alla gola”. Anche questa è un’espressione molto usata.
Quando il cuore batte forte si sente in effetti una sensazione  al collo, come se si avesse un “nodo” alla gola. E’ un segnale spesso di origine nervosa e si associa ad uno stato di ansia o di depressione:
Il “magone” è un termine più informale, che sottolinea ugualmente un stato di agitazione costante. Avete presente l’espressione “un’anima in pena“? Quella è la sensazione che emerge dall’esterno, guardando una persona che ha un magone per qualche motivo, e si trova in uno stato di agitazione o tristezza tale che non riesce a pensare ad altro.

Il magone si usa spesso quando si fanno esami all’università per sottolineare l’agitazione. Oppure un atleta, prima di fare una prova, potrebbe essere assalito dal magone.

Mi è venuto un po’ di magone pensando alle cose che devo fare in ufficio. Forse non ce la farò.

Il magone può venire anche per una sensazione di nostalgia, dispiacere per qualcosa che si lascia, per qualche cambiamento avvenuto e pensando al passato, pensando ai bei momenti passati viene un po’ di magone.

Anche uno studente, rientrando a scuola dopo l’estate, potrebbe essere travolto dal magone.

Anche quando si perde un’occasione, al pensiero di ciò che poteva accadere potrebbe venire il magone: la nostra testa va, col pensiero, a ciò che era o a ciò che poteva essere e invece non è più o non potrà essere. 

Il nodo alla gola è probabilmente più intensa come sensazione, più adatta per descrivere l’emozione o l’agitazione per qualcosa che sta per accadere, come un esame o un calcio di rigore in una finale di coppa del Mondo (o campionati Europei…).

A coloro che ascoltano da poco tempo gli episodi di Italiano Semplicemente, pensando che questo è il numero 646 della rubrica dei “due minuti“, potrebbe venire il magone per l’ansia di dover ascoltare tutti gli episodi passati. Ma fatevi subito passare il magone, perché adesso ne ripassiamo qualcuno, come facciamo sempre. Ascoltate i ripassi dalla voce dei membri dell’associazione, perché la registrazione dei ripassi è appannaggio solamente dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente. 

Una ultimissima cosa voglio dirvi. Qualcuno potrebbe vedere nell’ansia qualcosa di analogo rispetto al magone, e infatti il magone può essere usato al limite al posto di ansia, ma l’ansia viene fondamentalmente per qualcosa che preoccupa e che riguarda l’immediato futuro, quindi una preoccupazione per qualcosa di brutto che potrebbe accadere. Il magone invece si può avere anche pensando semplicemente al passato, come si è detto prima. 

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente 

Marguerite (Francia): dicesi magone la sensazione di un groppo alla gola dunque. Un groppo alla gola comunque è sempre meglio che un calcio nel sedere! 

Hartmut (Germania): Ma lei chi è? Le spiegazioni le da solo Giovanni in questo sito! Fornisca le sue generalità per favore!

Harjit (India): non esageriamo dai, Marguerite da qualche tempo a questa parte viene sempre trattata male. meglio non infierire.

Irina (Stati Uniti): a proposito di magone, mi viene in mente il quadro di Van Gogh di quel vecchietto seduto sulla sedia con la testa tra le mani. Ce l’avete presente?

Peggy (Taiwan): come no, ma se continuiamo a parlare di magone di questo passo ci mettiamo tutti a piangere in men che non si dica!

Marguerite (Francia); allora allegria! Dicesi allegria un vivace stato d’animo gioioso e spensierato! 

Ulrike (Germania): ma questa ancora insiste? Abbi la bontà di fare silenzio una volta per tutte invece di dire stupidate.