n. 58 – UN’ANIMA IN PENA- 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Ripasso espressioni precedenti:

Bogusia (Polonia): Gianni, bontà sua, riesce a costruire i testi di questi brevi episodi di due minuti di punto in bianco. Non vi dico il mio stupore ogni volta! E’ difficile capacitarsi di come faccia. Il nostro compito si riduce solamente nel rispolverare le frasi di tanto in tanto.

Giovanni: Grazie Bogusia di questa frase di ripasso. La frase di oggi invece è “un’anima in pena”.

Forse è il caso di iniziare a spiegare la parola “pena”, perché ha tre significati importanti, simili ma non più di tanto.

Il primo è un sentimento, quel sentimento che si prova quando vediamo qualcuno che soffre, magari un poveraccio che chiede l’elemosina, che chiede soldi o una persona in forti difficoltà di salute o economiche.

Si usa anche come una particolare forma di insulto (secondo utilizzo):

Che pena che mi fai!

Mi fai proprio pena!

Che equivale a: mi fai schifo, sei una persona pessima. Questa modalità si usa quando una persona ha un comportamento immorale, un pessimo comportamento.

Il terzo significato di “pena” invece è nel senso di preoccupazione. In questo caso però si dice “essere in pena“. È una forte preoccupazione, uno stato d’ansia. È un sentimento che provano i genitori quando i figli non rientrano la sera a casa, o quando non hanno notizie di loro.

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Photo by Nathan Cowley on Pexels.com

Siamo tutti in pena per Giovanni. Sono due giorni che non si fa sentire. Dove sarà? Gli sarà successo qualcosa? Che pena!

Quindi “essere in pena” esprime una forte preoccupazione.

Questo è il senso che ci interessa nella frase di oggi.

Infatti quando è un’anima ad essere in pena le cose sono leggermente diverse.

Un’anima è ciò che resta di noi quando non ci saremo più: la nostra essenza, almeno secondo alcune religioni. Si chiama “soul” in inglese.

Quando un’anima si preoccupa le cose dovrebbero essere più gravi ancora vero?

Ma sembrare un’anima in pena, o essere un’anima in pena sono espressioni che si usano verso persone spessissimo in modo ironico ma non sempre.

Quando una persona sembra un’anima in pena si trova in un forte stato di preoccupazione, fa avanti e indietro per i corridoi con la testa bassa ad esempio, e non pensa ad altro che alla sua preoccupazione. E’ quasi fuori dal mondo tanto è assorto nei suoi pensieri, ma mostra ansia evidente.

Guarda Giovanni, da quando ha perso il suo cane sembra un’anima in pena, poveraccio.

Dovevi vederli quegli studenti, non sapevano più come fare per migliorare l’italiano. Da quando italiano semplicemente ha terminato gli episodi dei due minuti sembrano anime in pena!

Vi lascio a Rauno, membro finlandese, con la consueta frase finale di ripasso. Vai Rauno

Ripasso espressioni precedenti:

Rauno (Finlandia): Grazie Gianni, è stato un piacere ascoltare questo episodio. Secondo me ascoltare un italiano nativo e imparare la lingua sono un binomio inscindibile. Mi raccomando: usufruisci anche tu di questa possibilità.

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.

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n. 57 – NON TI DICO – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Trascrizione

Giovanni:

Guarda, non ti dico quanto traffico ho trovato oggi per andare al lavoro!

Non ti dico quanto ho dovuto faticare per superare l’esame di italiano!

Meglio che non ti dico cosa mi è successo oggi! Una serie di inconvenienti a catena!

Avete mai sentito frasi di questo tipo?

“Non ti dico” è l’espressione da spiegare oggi in due minuti.

Quando si usa “non ti dico“?

Si usa quando si vuole raccontare un episodio in cui sono accadute cose molto sorprendenti, ma a dire il vero si utilizza anche quando si vuole esporre un episodio accaduto in un modo un po’ teatrale.

Sapete che gli italiani spesso amano esagerare, per attirare l’attenzione di chi ascolta, ed altre volte amano colorire un po’ le frasi, renderle meno banali. La cosa che conta spesso è trasmettere una sensazione ed anche in modo molto veloce.

Non ti dico“, o “non vi dico“, dipende da quante persone stanno ascoltando, rientra proprio tra queste modalità.

Non è detto che poi si tratti necessariamente di episodi accaduti. Posso anche dire:

Anche oggi devo andare a lavorare. Non ti dico che voglia che ho!

Ecco, vedete che in questo caso l’espressione è anche ironica. L’espressione “non ti dico” ha quindi due caratteristiche.

La prima è che non è vero che “non dico una cosa”. Infatti sto esattamente raccontando un episodio o una sensazione. E’ vero, non sto descrivendo nei dettagli, ma ti sto comunicando qualcosa.
Seconda caratteristica è che spesso il senso è ironico.

Non ti dico che voglia che ho di andare al lavoro anche oggi.

Questa è chiaramente una frase ironica, e si vuole esprimere esattamente l’opposto, cioè:

Non ho nessuna voglia di andare al lavoro oggi.

Frase un po’ banale no? Senza particolari emozioni collegate.

Ma se non te lo dico – provo a spiegare – se non te lo dico è perché non ne ho nessuna voglia! Questa potrebbe essere una possibile interpretazione.

E’ un modo molto diffuso per trasmettere emozioni, soprattutto negative, ma non è detto:

Oggi incontro la mia fidanzata. E’ un mese che non la vedo. Non ti dico quanto sono emozionato!

Ecco: se te lo dicessi, se ti dicessi quanto sono emozionato, probabilmente non troverei le parole adatte per farlo, oppure impiegherei troppo tempo. Quindi sicuramente sto omettendo dei particolari noiosi, ma ho reso bene l’idea no?

Quindi capite che è una modalità veloce, immediata per trasmettere una forte emozione, un forte sconforto, una quantità elevata di qualcosa. Ciò che si vuole trasmettere.

C’è anche un’esclamazione secca.

Ti è piaciuta la partita?

Eh, non ti dico!

Il che significa: non mi è piaciuta per niente! Il tono è fondamentale per capire se la risposta è ironica oppure no.

Se la domanda è: stai bene Giovanni?

Notate la differenza tra:

Non ti dico guarda, una favola!

e:

Eh, non ti dico guarda. Una favola!

Ripasso:

Lia (Brasile) : Se ti è piaciuto questo episodio, e senz’altro sarà così, dai un’occhiata anche a quelli precedenti, altrimenti non è detto che tu riesca a capire questo mio messaggio, che non è affatto pro forma: senza ripasso non ce la fai a ingranare con la lingua. Che vuoi… bisogna ripassare, almeno due minuti al giorno. Se non ti torna, torna a trovarci anche domani e, bontà tua, ti convincerai!

L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con italiano semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro.