485 Prendere spunto

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Sapete cos’è uno spuntino?
È semplicemente un piccolo pasto. In inglese si direbbe uno snack. In italiano potremmo anche dire “una leggera refezione al di fuori o in sostituzione dei pasti principali”.
La refezione è, per dirlo in parole più semplici, un pasto.
Bene, allora si potrebbe pensare che lo spuntino sia il diminutivo di spunto.
Secondo questa logica anche lo spunto sarebbe un pasto. Sarebbe persino più grande dello spuntino!
Invece no. Lo spunto è un’occasione iniziale da cui si prende ispirazione.
Cosa significa? Posso usare il termine spunto in diversi modi. Oggi però mi interessa in particolare parlare della locuzioni prendere spunto (o trarre spunto) e offrire lo spunto.
Il primo modo per usarlo è quando si parla con una o più persone e si introduce un argomento di discussione collegandosi a qualcosa di cui si è già parlato. Questo però si fa quasi esclusivamente durante una lezione o una spiegazione o anche una conferenza, una riunione. Un po’ accademico e formale come contesto.
Quindi si prende l’occasione di introdurre un’idea, un progetto, un piano, a partire da qualcosa di già detto.
Es: se stiamo parlando di lingua italiana e di Dante Alighieri io potrei dire:

Vorrei prendere spunto da questo argomento per parlarvi del periodo storico in cui è stata scritta la divina commedia.

Spesso quando si fa questa operazione si può cambiare anche completamente discorso. L’importante è trovare un legame tra le due questioni. Trovare lo spunto, l’occasione, cogliere l’opportunità per agganciarsi.
Quando si prende spunto, spesso si aspetta l’occasione giusta per farlo. Si aspetta che si abbia una ragione, per trovare un collegamento che mi dia questa possibilità.

Vorrei prendere spunto da quanto detto poc’anzi da Giovanni sulla divina commedia per parlarvi di un aspetto particolare…

È un po’ come dire:

Colgo l’occasione per parlarvi di un aspetto particolare della divina commedia…
Vorrei collegarmi a quanto detto da Giovanni a proposito di Dante Alighieri…
Visto che si è parlato di Dante Alighieri, approfitto per parlarvi di…

Si può prendere spunto da qualcosa anche per fare una domanda:

Mi scusi, prendo spunto da quanto appena detto per farle una domanda…

È un linguaggio, come detto, che appartiene più al mondo accademico. Non dico che sia molto formale, ma neanche colloquiale.
Un secondo modo di usare prendere spunto è nel senso di imitare e ispirarsi.

Un pittore per dipingere un quadro può prendere spunto da un altro quadro, o dalla tecnica usata da un altro pittore.

È una sorta di punto di partenza, punto iniziale per trarre ispirazione, per prendere ispirazione, per prendere spunto, qualcosa da cui partire.
I due quadri potranno alla fine avere qualcosa in comune.
Ma il pittore può prendere spunto anche da un sogno, o da una persona o un’immagine che gli è rimasta impressa. Anche questa è più un ispirazione che un’imitazione.
L’imitazione e l’ispirazione vanno bene entrambe comunque per usare l’espressione.
Una squadra di calcio che vive un momento di difficoltà perché le vittorie non arrivano può prendere spunto da un’altra squadra che, in un momento simile, è riuscita a superare il problema.

Prendiamo spunto da loro!

È come dire:

Facciamo come loro, imitiamoli.

Si può anche prendere più di uno spunto:

Ti piace il dolce che ho fatto? Ho preso qualche spunto da una ricetta vista in TV.

Vale a dire: mi sono lasciata ispirare da una ricetta in TV. Ho visto una ricetta in TV e ho imparato due o tre cose che non conoscevo. Magari mi riferisco alla tecnica usata, o magari solo che la farina da usare è quella tipo 0 e che la temperatura del forno è di 180 gradi. Non è detto che io abbia copiato interamente la ricetta.
Queste sono le due modalità per usare prendere spunto.
Prendere spunto a volte si scrive con l’articolo: prendere lo spunto.
Si può fare sempre in realtà, ma si fa soprattutto per dare più importanza a ciò che si vuole dire, quindi ridurre il senso di “approfittare dell’occasione”, “agganciarsi a un discorso” e dare maggiore enfasi in discorsi più seri. Si avvicina al senso approfittare dell’occasione per riflettere.

L’essere umano dovrebbe prendere lo spunto dalla pandemia che stiamo vivendo per riflettere maggiormente su un modo di vivere più consapevole.
Le donne vittime di violenza da parte di uomini crescono sempre di più. Si dovrebbe prendere lo spunto da questo fatto per affrontare seriamente il problema.

Esiste anche offrire lo spunto. Non è difficile capire come si usa:

La pandemia che stiamo vivendo dovrebbe offrire lo spunto all’essere umano per riflettere maggiormente su un modo di vivere più consapevole.
L’aumentare de casi di violenza sulle donne ci deve offrire lo spunto per affrontare seriamente il problema.

Offrire lo spunto si usa sempre con l’articolo. Si può usare lo spunto o uno spunto o qualche spunto.

Questo di cui lei ha appena parlato mi offre lo spunto per introdurre un argomento interessante…
Vorrei offrire a tutti voi uno spunto di riflessione adesso…
Magari qualcuno può anche trarre spunto da questo episodio per una frase di ripasso.

Stavolta ho usato “trarre spunto” (anche con l’articolo se si dà enfasi) che è analogo a prendere spunto.
Che ne dite allora? Ripassiamo?

Bogusia:

Buonasera ragazzi, oggi voglio parlarvi pane al pane, vino al vino, perché stamattina, sentendomi in vena, ho messo a punto un ripasso con una caterva di espressioni di due minuti. L’ho subito spedito a Giovanni, ma è passato un pezzo prima di ricevere un suo riscontro. Questo non mi va per niente a genio perché non vi dico quanto mi sono scervellata fino a quel momento. Di volta in volta ho la sensazione che ciò che scrivo non sia abbastanza degno di nota. A volte perdo persino il lume della ragione , perché qualcosa non mi torna. Allora, memore di tutti questi miei interventi che restano senza nessun commento da parte sua per lungo tempo ci resto male . Questo è quanto. Ma non mi sono lamentata invano perché alla fine Gianni ha accolto le mie preghiere. Magari a voi non vi tange, ma mi farebbe specie, perché se fosse così non vi sareste sorbiti questo mio tentativo di ripasso.

Buttarsi a pesce

Buttarsi a pesce 

Buttarsi a pesce

Buttarsi a pesce. Un’espressione molto usata in tutta Italia.

Il motivo?

Perché si parla di occasioni, di ottime occasioni, spesso irripetibili, cioè di occasioni che non capitano molto spesso.

Un’occasione, sapete, è un’opportunità, qualcosa a volte che può dare grossi vantaggi se si approfitta immediatamente. Quando capitano cose di questo tipo, subito cerchiamo di approfittarne, perché l’occasione potrebbe scomparire. In questi casi ci buttiamo a pesce su questa occasione.

Significa fare qualcosa di getto, senza pensarci troppo, con grande entusiasmo, proprio come fanno i pesci quando accorrono sul cibo gettato loro in acqua.

Ho trovato una casa bellissima ad un prezzo molto conveniente e mi ci sono buttato a pesce!

Appena vede una ragazza carina, Giuseppe ci si butta a pesce!

Perché usiamo il verbo buttarsi? In realtà possiamo anche usare gettarsi. Ma non parliamo di buttare o gettare via qualcosa che non serve più. Non è questo il senso.

Il verbo è buttarsi, quindi siamo noi che ci buttiamo.

Questo verbo si usa spesso in realtà per indicare qualcosa che si fa velocemente, senza pensare, tipo approcciare una ragazza, fare un esame senza pensarci troppo, senza pensare ai rischi e ai problemi eventuali, senza aver paura, perché la ricompensa potrebbe essere molto alta!
Su questa occasione mi ci butto a pesce!