493 Averne ben donde

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Eccoci ad una espressione italiana molto interessante e direi anche molto elegante: averne ben donde.

Apparentemente incomprensibile per un orecchio non madrelingua, ma vediamo se riesco a far luce su questa espressione in qualche minuto.

Dunque, iniziamo dal verbo avere. Iniziamo da averne. Come possiamo usare “averne” in una frase meno complicata?

Dunque, sapete che la particella “ne” alla fine del verbo si riferisce a qualcosa: avere qualcosa.

Ad esempio:

di automobili mi piacerebbe averne tre.

Oppure:

Quanti motivi hai per imparare l’italiano? Solitamente non è sufficiente averne solamente uno. Servono almeno due motivi (è solo un esempio).

Anche i motivi, le ragioni dunque si possono avere. E qui ci avviciniamo all’espressione si oggi.

Infatti “averne ben donde” di utilizza per esprimere che si ha un buon motivo di fare qualcosa. Generalmente usiamo averne e non avere. Si usa quasi sempre in questa forma infatti, con “ne”, messo più spesso prima del verbo, e quasi mai dopo:

Io ne ho ben donde

Tu ne hai ben donde

Lui/lei ne ha ben donde

Noi ne abbiamo ben donde

Voi ne avete ben donde

Loro ne hanno ben donde

Attenti agli esempi:

Marco sta piangendo e ne ha ben donde, perché la sua bellissima fidanzata l’ha appena lasciato.

Ne ha ben donde, come a dire: ha un buon motivo per piangere, un motivo molto valido, veramente valido.

Questo è il senso: un motivo valido, un buon motivo.

I membri che riescono a comporre delle belle frasi di ripasso con le espressioni già spiegare, hanno ben donde di essere soddisfatti.

Se qualcuno ti distrugge l’automobile nuova hai ben donde di essere arrabbiato con lui.

Sei arrabbiato? Ne hai ben donde!

In Italia tutti vogliono avere il vaccino per primi: avvocati, religiosi, eccetera. Solo le persone che lavorano alle casse dei supermercati (che invece ne avrebbero ben donde) non si sono fatte ancora sentire.

Si usa quasi sempre così: “ben donde“, e questo ben indica la validità del motivo.

Ma da dove viene questo “donde“?

Potrei dire:

Donde viene questo “donde“?

Questo termine, infatti, viene dal latino, e al di là della frase di oggi, donde ha un senso simile a “da dove”, “da cui”, inteso nel senso di “origine”, o “punto di partenza” :

Per spiegare questa espressione non sapevo donde (da dove) iniziare

Donde (da dove) vieni?

Sono tornato al punto donde (da cui) ero partito

Suona un po’ vecchiotto come utilizzo usato in questo modo.

Anche un buon motivo, in fondo, è un punto di partenza. Questo forse deve aver pensato anche Giacomo Leopardi che nella poesia che si intitola “All’Italia” scrive:

Piangi, che ben hai donde, Italia mia

Poesia molto attuale direi. Anche adesso, infatti, in questo periodo di pandemia, l’Italia ha valide ragioni per piangere. Speriamo ancora per poco.

Marguerite: Io non ho ancora preso il vaccino x il covid, ma entro l’anno, stando a ciò che si dice, dovrei averlo.
Mariana: Bisogna munirsi di pazienza
Rafaela: Che vedano di sbrigarsi, questi governi, ad immunizzarci tutti.
Irina: Prende corpo l’idea di una immunità di gregge a metà luglio. Dopodiché potrò partire alla volta dell’Italia!!

418 – A monte e a valle

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Trascrizione

Giovanni: Oggi vediamo due locuzioni che servono per indicare l’inizio e la fine di qualcosa.

Le locuzioni in questione sono “a monte” e “a valle” che rappresentano l’inizio e la fine rispettivamente.

“A monte”, sembra indicare un monte, cioè una montagna. La cosa non è casuale perché la montagna, o il monte è dove nasce un fiume.

Avete già capito che queste due locuzioni usano un’immagine figurata.

In realtà si possono usare sia in senso proprio che figurato.

In senso proprio, dicevo, “a monte” indica la parte più alta del corso di un fiume. Tutti i fiumi scendono dall’alto al basso ovviamente, per effetto della forza di gravità.

Quindi se vi trovate in un punto qualsiasi del fiume, per capire dove nasce il fiume dovrete andare a monte, dovrete cioè risalire il fiume fino a monte.

Si usa il verbo risalire i questi casi. E dove è diretto il fiume?

Tutti i fiumi dono diretti a valle.

Quando finiamo di scendere il monte significa che siamo arrivati a valle. In Italia ci sono tante valli perché ci sono anche tanti monti. Ogni valle ha un suo nome.

Quindi a monte e a valle in senso proprio indicano due direzioni opposte, una che rappresenta l’origine del fiume, l’altra dove il fiume termina, quindi è la parte più vicina alla foce, cioè dove il fiume entra in un mare, un lago o un altro corso d’acqua.

In senso figurato invece si vuole indicare non l’origine di un fiume, ma un altro tipo di origine, come l’origine di un problema, dove nasce un problema.

Non per forza un problema però. Diciamo che la cosa che conta è che ci sia una serie, breve o lunga che sia, di eventi, legati logicamente tra loro, che si susseguono l’un l’altro.

Ogni evento ne causa un altro, ne determina un altro. In genere c’è anche un ordine cronologico.

Vediamo qualche esempio:

Se vedo un uomo che vive per strada, che non ha una casa, probabilmente a monte ci sono stati dei problemi economici, o magari dei problemi psicologici o anche entrambi. Magari invece a monte c’è stato un problema familiare.

Voglio quindi indicare l’inizio del problema, il momento che ha dato origine alla situazione attuale.

Vediamo un esempio con ” a valle”.

Amazon è un’azienda di servizi grandissima, dove lavorano tantissime persone. A valle della catena dei servizi ci sono i cosiddetti corrieri amazon, che sono coloro che consegnano i pacchi ai clienti.

Vedere che in questo caso non parliamo di problemi, ma solo di una catena di passaggi successivi che termina con la consegna al cliente da parte di amazon.

Sono due locuzioni che si usano molto spesso in ambito lavorativo, dove i problemi e i processi non mancano mai.

A volte si preferisce semplicemente parlare di origine o di inizio o anche di causa.

Ad esempio:

In origine, questa casa era un albergo.

All’origine del problema dell’inquinamento c’è l’estrazione del petrolio.

L’origine dell’uomo è la scimmia.

Non si può certamente dire che a monte della casa c’era un albergo.

Non lo posso fare perché sono cose slegate tra loro. Il motivo per cui oggi c’è una casa normale non risiede nel fatto che prima fosse un albergo. Non c’è una causa e un effetto ma solo un evento precedente uno successivo.

Invece nel caso dell’inquinamento potrei dire che a monte dell’inquinamento c’è l’estrazione del petrolio. È un processo industriale.

Posso anche dire che la produzione della plastica avviene a valle dell’estrazione del petrolio. Quindi “a valle” si può spesso tradurre con successivamente, e “a monte” può diventare precedentemente, o in precedenza, ma deve esserci una catena causale (causale, non casuale).

Le due locuzioni si usano spesso anche in ambito economico e politico.

Ad esempio posso dire che a monte delle politiche nazionali in Europa ci sono spesso le decisioni prese dalla comunità europea. Ancora più a valle ci sono le politiche regionali e comunali.

Vedete quindi che spesso non si tratta semplicemente di un prima e di un dopo, ma c’è anche un legame logico oltre che cronologico.

L’episodio non finisce qui, perché come al solito, a valle di ogni spiegazione della rubrica due minuti con Italiano Semplicemente c’è sempre un breve ripasso delle puntate precedenti.

Ulrike:
Facciamo un breve ripasso di gruppo. Siete in vena?

Doris:
Domanda retorica. Vuoi che non abbiamo sempre presente la prima regola d’oro di italiano semplicemente, ossia l’importanza delle ripetizioni per il nostro apprendimento?

Bogusia :
Giusto, poi quali membri dell’associazione italiano semplicemente siamo votati alla sua causa.

Komi:
Il che non significa che tutto vada dritto, senza intoppi. Bisogna scervellarsi e ci dà di volta il cervello, di volta in volta, con questa caterva di espressioni a portata di mano. Anche oggi però ce l’abbiamo fatta 😀