n. 115 – L’ECCEZIONE CONFERMA LA REGOLA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Lia (Brasile 🇧🇷): Se rispetti le regole, non c’è motivo di avere fifa se incontri la polizia. Comunque se ti capita e ti dicono di fermare la macchina, ti devi fermare, non te ne puoi fregare, altrimenti ne risponderai con la legge, a cui tutti noi dobbiamo sottostare. Se invece sei particolarmente votato alla trasgressione delle regole, stavolta credo che ne pagheresti lo scotto. Che vuoi, in fondo alcune regole devono essere rispettate in un paese democratico.

Giovanni: Tutti conoscete le regole vero? le sapete rispettare? Ok, ma la parola “regola” si usa anche in altri modi, non è solo legata agli obblighi, non è solo una norma da seguire, una legge ad esempio, o anche le regole grammaticali. Scommetto che queste le conoscete!
La regola invece indica anche (tra le altre cose) la costanza dei fenomeni, cioè le cose che succedono normalmente, o il modo usuale, normale di comportarsi.

Ad esempio posso dire che i miei figli vanno a scuola tutti i giorni dal lunedì al venerdì; questa almeno è la regola; questo è ciò che avviene di regola, o di norma.

Regolarmente (posso dire anche così) o normalmente vanno sempre a scuola. Poi se stanno male non ci vanno, o se hanno delle visite mediche, o se decidono che non devono andare perché hanno una interrogazione e non sono preparati… vabbè, comunque di regola vanno sempre a scuola.

Questa è la regola. Il che non significa che questa è la norma, intesa come legge, obbligo. E’ ciò che avviene “di solito”, “normalmente”, nella maggioranza dei casi. Non sempre quindi. Ci sono delle eccezioni ovviamente, quelle che vi ho detto: malattie, visite, interrogazioni…

I due concetti di regola comunque son abbastanza vicini, perché le regole (le leggi ad esempio) vanno rispettate, di regola!

Ebbene, se pensiamo a questo significato della parola regola, c’è un proverbio, o un modo di dire italiano che dice che “l’eccezione conferma la regola“.

Questa espressione indica che il fatto che ci sia una eccezione, cioè l’esistenza di una eccezione non significa che la regola non sia quella, non significa che la regola non sia confermata. Anzi!

In alcuni casi si dice che l’eccezione conferma la regola, cioè che l’esistenza di una eccezione rafforza la regola, la conferma, la rende cioè ancora più valida. Come a dire che ogni regola ha la sua eccezione.

Solitamente l’eccezione è una solamente. Ma può capitare che ci siano più eccezioni di una. Il senso è che a volte infatti riconoscere un caso come strano, bizzarro, anomalo, risulta persino utile alla comprensione della bontà della regola, che è valida per la generalità dei casi. Questo è il senso della che si usa nel linguaggio comune. E si usa in senso molto ampio.

Ad esempio se in tutta Europa c’è una crisi economica tranne che in un paese, ad esempio la Spagna, possiamo dire che la Spagna è l’eccezione che conferma la regola; la regola che l’Europa sta vivendo un momento di crisi economica.

Se tutte le donne dicono che sono simpatico e una solamente dice il contrario questa è l’eccezione che conferma la regola.

Di regola a questo punto facciamo sempre una frase di ripasso: questa è la regola, ma stavolta l’abbiamo fatta all’inizio! Non ci fate l’abitudine però: questa è l’eccezione che conferma la regola.

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L’eccezione che conferma la regola. Photo by Pixabay on Pexels.com

n. 114 – LA FIFA – 2 minuti con Italiano semplicemente

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Oddio! Oggi ho un’esame di lingua italiana. Non mi sento molto preparato, ho una fifa!!

Ho una fifa che non ti dico! Se il professore si accorge che non ho studiato, mi mette un bel 4!

Sicuramente tutti prima o poi hanno provato questa sensazione di cui vi parlo oggi: la fifa.

Non sto parlando della Federazione Internazionale di Football, che si chiama sempre FIFA, ma della fifa intesa come paura! La paura! La fifa non è che la paura!

Ovviamente è linguaggio scherzoso, familiare, ma la parola fifa è usata da tutti gli italiani in occasioni speciali: quando ti tremano le gambe per un appuntamento amoroso, quando c’è un esame importante, quando un topolino ti passa tra le gambe, quando in generale si ha paura di affrontare una situazione potenzialmente pericolosa. In questi casi spesso si aggiunge anche un aggettivo che serve a amplificare il concetto di paura: una fifa matta, tremenda, pazzesca, o anche “blu”.

Da qualche giorno sono molto agitato e ho una fifa matta!

Ho una fifa blu dei piccoli animaletti!

Attenti però, non si usa mai nei discorsi molto seri. La fifa in questi casi diventa la paura, o anche il terrore quando è molto forte. Nella maggior parte dei casi è semplicemente paura, ma per alcune circostanze è meglio usare panico (quando non si riesce a pensare):

se l’ascensore si ferma vado in panico!

Spavento (una reazione emotiva improvvisa davanti ad un pericolo):

Oddio che spavento!

Timore (che è meno intenso; è uno stato d’animo ansioso):

Non bisogna aver timore di sbagliare la pronuncia!

Batticuore (stare col batticuore cioè stare in ansia):

Starò col batticuore finché Giovanni non mi chiamerà!

Spesso si usa Strizza, lo fanno soprattutto i giovani (molto informale e simile a fifa):

Che strizza, un cane mi ha rincorso fino a casa!

Tremarella (un’agitazione, un’apprensione):

Davvero ti ha rincorso un cane? Se ci penso mi viene la tremarella!

Ah, non dimenticate che la fifa fa novanta!

Ora ripassiamo alcune espressioni passate parlando di Coraggio.

Ulrike Germania 🇩🇪: Finalmente ho fatto l’esame di Italiano. Vuoi saper se ho paura di essere bocciato? Credo di aver fatto un esame coi fiocchi, ma è nientepopodimeno che la quinta volta che faccio questo esame. e se sbaglio anche questa volta sarei annoverata tra i peggiori studenti di sempre e oltretutto mi sentirei un fallimento. Oddio, che fifa blu che mi sta venendo! ma non v’è modo di sapere com’è andata?

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