229 – LADDOVE (dove, mentre, qualora)

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Trascrizione

Bene amici, oggi registro questo episodio numero 226 a Roma, laddove si sono registrati diversi casi di coronavirus nelle ultime due settimane e per questo motivo le attività sono tutte ferme. La situazione potrebbe migliorare nei prossimi giorni, ma laddove peggiorasse il governo potrebbe anche decidere ulteriori divieti per i cittadini.

Avete sicuramente capito che oggi parliamo di “laddove”, un’unica parola che a volte equivale a “dove“, indicando un luogo, come ho fatto io nell’esempio parlando di Roma. In questi casi è più comune scrivere “là dove“, staccando le due parole. All’orale non cambia ovviamente. Di solito quindi quando indichiamo un luogo specifico si staccano le parole, accentando “là”, che è il contrario di “qua”.

Giovanni è nato a Roma, là dove ha abitato fin da piccolo.

Andrè vive a San Paolo, là dove io sono stato lo scorso anno.

Si staccano spesso le parole perché è come dire “è là, cioè in quel luogo che accade qualcosa”, quindi “là” è più importante di “dove”. Equivale a “dove”, o anche a “in quel luogo, nel quale“:

Giovanni è nato a Roma, in quel luogo, nel quale ha abitato fin da piccolo.

Andrè vive a San Paolo, in quel luogo, nel quale io sono stato lo scorso anno.

Più spesso, quando invece scriviamo “laddove” tutto attaccato è perché vogliamo enfatizzare, accentuare il valore di “dove”. Vogliamo cioè sottolineare ciò che viene dopo, e non il luogo, quindi in qualche modo il luogo (là) ha meno importanza.

Laddove piove molto, c’è meno sole.

Questa frase vale sempre, a prescindere dal luogo. Ma sempre di luoghi si parla, anche se in generale.

Quando invece non si parla di luoghi può significare “mentre“, “invece“, “quando invece“. Si usa spesso quando si parla di scelte sbagliate.

Giovanni ha scelto di studiare la lingua francese laddove forse sarebbe stato meglio scegliere l’inglese (scelta sbagliata)

Questo è un linguaggio usato più nello scritto, abbastanza comune nel linguaggio giornalistico. Il “la” indica il contesto, non un luogo, quindi si attacca a “dove”:

L’ultimo utilizzo di laddove è col significato di “qualora”, “nel caso in cui” quindi si parla di possibilità, quindi ha valore condizionale, si usa per proporre alternative, o anche delle “eccezioni“. Non scelte sbagliate quindi, ma stavolta alternative, possibilità alternative se accade qualcosa o anche eccezioni.

Laddove non sarà possibile andare fisicamente al lavoro, si farà lo smart working (eccezione o possibilità, come dire “in tutti i casi in cui” non sarà possibile…)

Domani c’è l’esame di guida, ma laddove (qualora, se) piovesse lo rimandiamo a dopodomani.

Non si esce di casa fino al 3 aprile, ma laddove la situazione non migliorasse, il periodo si estenderà ulteriormente.

A volte ascoltando la frase può esserci il dubbio, come in quest’ultima frase:

ma laddove la situazione non migliorasse…

Significa “nei luoghi in cui” oppure qualora, nel caso in cui la situazione non migliorasse?

Per questo motivo per fare chiarezza nello scritto meglio staccare le due parole se voglio indicare i luoghi, e a voce faccio una pausa tra là e dove:

“là dove la situazione non migliorasse”, cioè nei luoghi in cui non migliorerà e solo in quei luoghi, si estenderà cioè si allungherà il periodo.
Adesso, laddove abbiate una frase brevissima, possiamo ripassare le lezioni precedenti:

Ulrike (Germania): Amici di tutto il mondo, teniamo a bada il desiderio di uscire. Chi non si comporta in piena conformità con tutte le regole non si comporta come si deve in tempi di pandemia.

Emanuele: giusto! Teniamo a bada il desiderio di uscire, cioè controlliamo questo nostro desiderio, teniamolo sotto controllo, teniamolo a freno. Chi non si comporta in piena conformità, cioè conformemente con tutte le regole, chi non rispetta le regole, in poche parole, non si comporta come si deve in tempi di pandemia, cioè non si comporta bene, come si dovrebbe comportare, come ci si aspetta si comportasse.

Un saluto e al prossimo episodio.

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L’inizio e/o la fine di ogni episodio dei “due minuti con Italiano Semplicemente” servono a ripassare le espressioni già viste e sono registrate dai membri dell’associazione. Se vuoi migliorare il tuo italiano, anche tu puoi diventare membro. Ti aspettiamo!

228 – PERMETTENDO

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Trascrizione

Oggi, cari amici di Italiano Semplicemente, andrò a fare una passeggiata. Ovviamente tempo permettendo.

Quest’estate invece farò una bella vacanza al mare, certo: corona virus permettendo.

Insomma, avete capito che oggi parliamo di “permettendo“, e del modo in cui si usa, così come avete ascoltato o letto nei due esempi.

Potete anche anticipare l’uso di permettendo, senza problemi:

Oggi, tempo permettendo, farò una passeggiata.

Stasera, mamma permettendo, andiamo in discoteca.

E così anche negli altri casi.

Potete usare “permettendo” tutte le volte che ci potrebbe essere un impedimento, un ostacolo di qualsiasi tipo, ostacolo ad un qualsiasi evento futuro. Quale può essere questo ostacolo? Il tempo, tua madre, solo per fare alcuni esempi.

Volendo potreste anche non usare permettendo, ricorrendo a forme equivalenti:

Se il tempo lo consentirà, oggi farò una corsetta nel parco

Se mamma sarà d’accordo, stasera andiamo in discoteca.

Nel linguaggio colloquiale si usa spessissimo questa forma, anche perché è più veloce, poi non c’è bisogno di mettere articoli: mamma permettendo, tempo permettendo, coronavirus permettendo, senza articoli appunto.

Secondo vantaggio: non c’è bisogno di cercare verbi da usare: se mamma vorrà, se non ci sarà più alcun problema coronavirus, se il tempo lo consentirà, se il tempo sarà buono eccetera.

Molto più facile dire:

Mamma permettendo

Virus permettendo

Tempo permettendo

Eccetera.

Bene, adesso ripassiamo e domani, Dio permettendo, vedremo, ascolteremo e leggeremo il prossimo episodio della rubrica “Due minuti con italiano semplicemente”. Vai Natalia.

Natalia (Colombia):

In questo momento più che mai dobbiamo sentirci un’unico popolo, come dovrebbe essere in qualsiasi tappa dell’umanità; abbiamo constatato che le frontiere sono invisibili e che siamo tutti collegati.
Nonostante tutto, le malattie hanno il potere di far si che la nostra vulnerabilità sia colta alla sprovvista.
Ma, che vuoi che sia: per la cronaca non è stata la prima né sarà l’ultima prova da affrontare.

Adesso bisogna imparare dalla storia e utilizzare la tecnologia e l’informazione che abbiamo a disposizione oggi per combattere, ed imparare con tutti gli annessi e connessi, anzi direi, per vedere anche il rovescio della medaglia di questa situazione, e vi dico che ve ne sono tanti di motivi per essere speranzosi.
Coraggio ragazzi, non bisogna allarmarsi e tanto meno essere allarmisti. Occorre invece andare avanti ed agire sulla falsariga degli italiani, che hanno messo in campo provvedimenti restrittivi ma che sono risultati fattibili.

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