616 La pesantezza

La pesantezza

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Trascrizione

Giovanni: oggi parliamo della pesantezza. L’avrete capito dal titolo immagino ūüôā

La pesantezza è interessante perché è la caratteristica delle cose pesanti.

Già. Ma che significa che una cosa è pesante?

Voi mi direte: una cosa è pesante quando pesa molto, cioè quando il suo peso è notevolmente alto.

Certo, vi rispondo io, ma il peso √® un concetto semplice. √ą la pesantezza ad essere invece complessa perch√© non dipende dal numero di chilogrammi che risultano dalla bilancia.

Io ad esempio peso 82 kg, e questo significa che sono pesante 82 kg. Il mio peso √® 82 kg. Posso dire di essere pi√Ļ pesante di una persona che ha un peso minore del mio.

Non c’√® dubbio su questo. Ma sto parlando del mio peso e non della mia pesantezza. Ma allora cos’√® la pesantezza?

Purtroppo, come avrete sicuramente immaginato, ci sono oltretutto diversi tipi di pesantezza.

Esiste ad esempio la pesantezza di stomaco.

Es:

Oggi avverto una forte pesantezza di/allo stomaco.

Allora anche degli alimenti possono dirsi “pesanti” quando sono difficili da digerire, quando danno pesantezza allo stomaco, quando cio√® sono indigesti.

Non si parla del peso dell’alimento che mangiamo, ma della sua pesantezza.

Oppure potrei avvertire una pesantezza alle gambe.

Nel primo caso ho lo stomaco pesante, nel secondo caso ho le gambe pesanti. La pesantezza dunque è una sensazione e come tutte le sensazioni si avverte.

Se avverto una pesantezza alle gambe o allo stomaco allora non significa che sono ingrassato alle gambe o allo stomaco, ma che avverto un disturbo alle gambe o allo stomaco e pi√Ļ in generale un disturbo delle funzioni fisiologiche, non grave ma fastidioso, da attribuirsi a fattori contingenti, come ad esempio un abuso, un’esagerazione.

Quindi è facile avvertire una pesantezza allo stomaco dopo una abbuffata, cioè dopo aver mangiato molto.

Se invece faccio una lunghissima passeggiata è facile che la sera io possa avvertire una certa pesantezza alle gambe.

Analogamente, dopo una lunga giornata di lavoro potrei tranquillamente avere la testa pesante.

E cosa dire dell’alito pesante?

L’alito pesante √® ugualmente un disturbo fisiologico, tant’√® che ha anche un nome: alitosi.

Chi soffre di alitosi ha spesso l’alito pesante e questo significa che l’alito ha un cattivo odore. Si parla anche di alito cattivo. Non √® piacevole vero?

Ma torniamo alla pesantezza.

Anche una lezione universitaria o una trasmissione televisiva, o un’intervista possono risultare pesanti da ascoltare. In questo caso la pesantezza √® assimilabile alla noia, ma non √® detto.

Oggi ho seguito una lezione di Italiano molto pesante. Ho veramente faticato a restare sveglio fino alla fine.

Si tratta di pedanteria, prolissità. Abbiamo assistito ad una lezione pedante, cioè noiosa o lunga, prolissa.

Un discorso può risultare pesante quando è lungo e pieno di cose complicate oppure cose scontate, banali, inutili da dire, che conoscono tutti, oppure quando il tono di voce usato è basso o la voce è particolarmente piatta, senza emozioni, senza variazioni: una noia mostruosa!

Alcuni professori sono veramente pesanti da ascoltare.

Insomma, si tratta in questo caso della difficoltà nel riuscire a restare concentrati tutto il tempo.

La parola difficolt√† √® probabilmente la pi√Ļ importante per capire il concetto di pesantezza.

La lezione è stata di una pesantezza estenuante

Una cosa è certa: non è stata una lezione piacevole.

Anche una persona però può essere definita pesante.

La pesantezza di una persona dipende da vari fattori, ma in sostanza anche qui possiamo parlare di difficoltà: la difficoltà nel riuscire a sopportare questa persona o a passare del tempo con lei.

Questa difficoltà può dipendere da diverse cose:

Pu√≤ essere la difficolt√† nel riuscire ad ascoltarla perch√© molto noiosa, oppure perch√© si lamenta spesso, o perch√© attira troppo l’attenzione su di s√©, oppure perch√© √® troppo timida o suscettibile e allora bisogna stare attentissimi ad usare sempre le parole giuste senza che si offenda.

Quando non si è a proprio agio con una persona, risulta pesante passare del tempo con lei. Non è piacevole. A volte è semplicemente una mancanza di spontaneità di una persona che ce la fa definire una persona pesante.

Anche il proprio fisico si pu√≤ avvertire come “pesante” senza necessariamente parlare di peso.

Oggi mi sento molto pesante nei movimenti.

Avverto quindi una mancanza di agilit√†, i movimenti risultano pi√Ļ difficoltosi del solito

Ecco, allora la pesantezza, in tutti i suoi significati, potremmo definirla una sensazione che possiamo collocare dalla parte opposta rispetto al piacere.

Difficoltà e mancanza di piacere ci sono sempre, sia che si tratti di pesantezza allo stomaco, alla testa, alle gambe, di alito pesante e di persone pesanti.

La spiacevolezza e la difficoltà in questi ultimi casi (alito e persone) sono però avvertite dalle altre persone.

Difficile sopportare alito pesante e persone pesanti.

Poi ci sono anche altre forme di pesantezza. Ad esempio quando diciamo che l’aria √® pesante perch√© si respira a fatica, quando ad esempio c’√® poco ossigeno o perch√© le finestre sono sempre chiuse.

Ma l’aria √® pesante anche quando l’atmosfera √® tesa, quando c’√® tensione nell’aria, per via di un litigio, una discussione o di una situazione opprimente. Anche in questo caso possiamo ugualmente parlare di aria pesante.

Es:

A casa mia recentemente tira/c’√® un’aria pesante perch√© ci sono conflitti tra noi genitori e i nostri figli.

Ci sono poi le cosiddette droghe pesanti, come la cocaina e l’eroina.

Un lavoro pesante invece è un lavoro che richiede molto sforzo fisico.

Poi ci sono le “battute pesanti” , che sono battute offensive e volgari che hanno invece la pretesa di essere divertenti.

Anche le battute pesanti sono difficili da sopportare. Creano imbarazzo.

Speriamo infine che non sia questo episodio a risultare pesante!

Allora per alleggerire l’episodio ascoltate un bel ripasso delle lezioni precedenti e poi la spiegazione del ripasso con parole pi√Ļ umane.

Ripasso a cura dei membri dell’associazione Italiano Semplicemente

(scarica l’audio)

Alb√®ric (Francia): l’episodio non √® stato pesante secondo me, o quantomeno non mi ha dato molto filo da torcere.

Ulrike (Germania): ha un solo neo per me: il fatto di non approfondire abbastanza il concetto di “peso”. Non √® che mi stia lamentando per√≤ ok? Spero che Giovanni non se ne abbia a male. Non voglio sembrare ingenerosa.

Rauno (Finlandia): Invece il prossimo episodio, che io sappia, sar√† pi√Ļ leggero perch√© si parler√† di due locuzioni latine molto semplici da usare. Per√≤ non c’√® pi√Ļ tempo per entrare nel merito.

Edita (Repubblica Ceca): a me sta bene, purch√© l’episodio sia breve per√≤. Non mi vanno a genio le Pappardelle. Il tempo libero √® quello che √®.

M5: si direbbe che tu abbia fretta. Meglio non mettere dei paletti di questo tipo per√≤. Minuto pi√Ļ, minuto meno…

– segue una spiegazione del ripasso –

Alb√®ric, membro francese, esordisce dicendo che l’episodio non √® stato pesante secondo lui. Quindi alb√©ric non si √® stancato o stressato ad ascoltarlo. Poi aggiunge che “quantomeno” questo episodio non gli ha dato molto filo da torcere. Alb√©ric ha aggiunto che un obiettivo minimo raggiunto √® che l’episodio non gli ha creato molti problemi, cio√® non gli ha dato molto filo da torcere. Un episodio comprensibile quindi secondo Alb√©ric.

Ulrike dalla Germania ha aggiunto che l’episodio ha un solo neo secondo lei. Quindi c’√® solo una piccola cosa che non va, solo un piccolo difetto, cio√® il fatto di non approfondire abbastanza il concetto di “peso”. Questo √® lunico neo. Non √® che lei si stia lamentando, aggiunge Ulrike, che pertanto ci tiene ad aggiungere questa informazione: non si sta lamentando. Non √® questo l’obiettivo della sua osservazione.

Lei spera che io non me ne abbia a male per aver sottolineato questo piccolo neo. E infatti io non me ne avr√≤ certamente a male per cosi poco. Non voleva sembrare ingenerosa Ulrike. Ma lei non lo √® mai. Come potrei accusarla di una cosa simile? √ą sempre stata la prima a esprimere apprezzamenti per il lavoro quotidiano e lo sforzo che viene fatto per realizzare gli episodi.

Rauno dalla Finlandia afferma di conoscere l’oggetto del prossimo episodio.
Che lui sappia, cio√® per quanto ne sappia lui, cio√® stando alle sue conoscenze, attenendosi alle informazioni in lui possesso, l’episodio venturo sar√† ancora pi√Ļ leggero (quindi ancora meno pesante. Anche la leggerezza si usa in modo figurato, proprio come la pesantezza) perch√© si parler√† di due locuzioni latine molto semplici da usare. Per√≤, conclude Rauno, non c’√® pi√Ļ tempo per entrare nel merito, cio√® non c’√® pi√Ļ tempo per approfondire la questione. Non c’√® pi√Ļ tempo per andare maggiormente in profondit√† spiegando meglio di cosa si tratta.

Edita, dalla Repubblica Ceca dice che a lei sta bene, cio√® lei √® d’accordo purch√© l’episodio sia breve per√≤. Quindi Edita √® d’accordo con Rauno ma a una condizione: che l’episodio sia breve. Sembra che ad Edita non vadano a genio le pappardelle. Quindi pare che a Edita non piacciano gli episodi lunghi e noiosi. Sembra che lei non gradisca episodi troppo lunghi. Edita conclude che il tempo libero √® quello che √®. Questo significa che il tempo libero √® poco, quindi bisogna usarlo bene, perch√© √® proprio durante il tempo libero che lei ascolta gli episodi di italiano semplicemente.
Infine Camille, dal Libano, non sembra molto d’accordo con Edita, e infatti afferma che secondo lui Edita ha fretta. Questo √® ci√≤ che sembra, ci√≤ che si direbbe, quindi ci√≤ che Camille desume dalle sue parole. Si direbbe che Edita abbia fretta secondo Camille.

Meglio, secondo Camille, non mettere dei paletti di questo tipo. Quindi secondo Camille non √® conveniente imporre dei limiti temporali alle spiegazioni. Uno o due minuti in pi√Ļ non fa molta differenza: minuto pi√Ļ, minuto meno, non fa differenza secondo Camille.

La misura del peso e del volume

La misura del peso e del volume (scarica audio )

Buongiorno a tutti.

Mi è stato chiesto di fare un episodio, da parte di Alexandre, che parli del peso e del volume. Ringrazio Alexandre per la richiesta.

Questa però non vuole essere una lezione di fisica, bensì quella di chiarire qualche termine di uso comune nella vita di tutti i giorni.

Parliamo soprattutto di quando andiamo a fare la spesa e dobbiamo acquistare qualcosa nel reparto gastronomia: prosciutto, mortadella, qualche tipo di formaggio, qualunque cosa che il commesso del supermercato debba pesare per darci la quantità di prodotto che ci occorre.

In questi casi parliamo del peso, che come sapete si esprime in grammi. Questa √® l’unit√† di misura del peso.

Quando però si parla con il commesso di solito non ci si esprime in termini di grammi, ma in termini di etti.

Un etto equivale a 100 grammi.

A scuola i professori ci hanno insegnato il termine ettogrammo per indicare 100 grammi, ma quando si fa la spesa si utilizza sempre il termine etto che al plurale diventa etti.

Per favore mi dà due etti di salame piccante?

Se un etto sono 100 grammi, due etti equivalgono a 200 grammi ovviamente.

Se invece ad esempio vogliamo duecentocinquanta grammi dobbiamo chiedere due etti e mezzo.

Quando si arriva a 500 grammi, cioè 5 etti, si preferisce parlare di mezzo chilo, cioè mezzo chilogrammo di prodotto.

Mezzo chilo significa la metà di 1 chilo, che equivale a 1000 grammi.

Se scendiamo sotto i 100 grammi invece, possiamo scegliere se usare i grammi o gli etti.

Se si tratta 50 grammi, possiamo chiamare questa quantit√† mezz’etto, mentre se scendiamo al di sotto dei 50 grammi dobbiamo esprimerci in termini di grammi.

Vorrei 10 grammi di zafferano per favore

Mi dà per cortesia 25 grammi di lievito di birra?

Mezz’etto di parmigiano grattugiato, grazie.

Se non parliamo del peso ma del volume, al supermercato si parla di litri.

Le bottiglie di latte ad esempio contengono 1 litro di latte. Invece le bottiglie di vino sono solitamente pari a 750 millilitri.

L’acqua minerale invece √® normalmente imbottigliata in bottiglie da 1 litro oppure 1 litro e mezzo.

L’olio d’oliva pu√≤ essere venduto in bottiglie da 750 ml, come il vino, 1 litro (come l’acqua e il latte) oppure in lattine da 5 o 10 litri.

Avrete sicuramente capito che ci vogliono 1000 millilitri, indicati col simbolo ml, per formare 1 litro.

Comunque ci sono anche altri formati, infatti per prodotti come la birra e la coca cola e simili si utilizzano bottiglie di vetro o plastica da mezzo litro, 1 litro, 2 litri o anche lattine da 150 millilitri, 330 millilitri, 500 ml.

In particolare le lattine da 330 e 500 millilitri spesso vengono espresse in centilitri. Quindi si parla di lattine da 33 e 50 centilitri (la cui sigla universale è cl).

Non voglio fare un elenco infinito dei differenti formati delle confezioni dei liquidi che sono in commercio, ma quelli di cui vi ho parlato sono indubbiamente i pi√Ļ diffusi.

Forse √® il caso di aggiungere alcuni nomi che si utilizzano per particolari confezioni di liquidi. Quando ad esempio acquistiamo una confezione di acqua normalmente da 6 bottiglie, unite assieme da un involucro di plastica, parliamo di una di una confezione da 6 bottiglie d’acqua. Invece quando le bottiglie sono di vetro generalmente sono inserite all’interno di cassette di plastica, che vengono chiamate anche casse d’acqua. Le casse si usano anche per il vino, ma parliamo del vino sfuso, che viene messo in bottiglie di vetro, destinate ad essere successivamente lavate e utilizzate nuovamente. Il vino sfuso √® venduto normalmente in negozi specializzati in vendita di vino e non in normali supermercati. Si porta in negozio un qualunque contenitore e si riempie con il vino che viene estratto dalle botti.

Un liquido, ma in generale una merce qualunque viene venduta sfusa quando si vendono sciolte, quindi non confezionate, non all’interno di una confezione. Quindi ad esempio le caramelle sfuse, i fagioli sfusi, noci, ma soprattutto il vino sfuso, venduto quindi a misura, cio√® non imbottigliato.

Un’altro nome di un contenitore normalmente usato per il vino in vendita √® il fiasco.

Il fiasco
Il fiasco

√ą un recipiente di vetro, come una normale bottiglia, ma ha una forma ovale e di solito √® rivestito di erbe essiccate o di materiale plastico. Inoltre il collo della bottiglia √® lungo e stretto.

A proposito di casse, c’√® anche la cassa di birra, che pu√≤ contenere sia lattine che bottiglie, di numero variabile.

Ma la birra, se √® venduta in grande quantit√†, spesso √® contenuta all’interno di contenitori chiamati fusti.

Un fusto di birra √® un unico contenitore, simile ad una grande lattina, che pu√≤ contenere 5,10, 30 o 50 litri di birra. Ma l’acquisto di fusti di birra normalmente avviene da parte di commercianti di bar, ristoranti o pub che vendono a loro volta il prodotto alla propria clientela.

L’episodio finisce qui, speriamo che Alexandre sia soddisfatto. Un saluto a tutti.